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Armando Cusani

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Comunicazione politica e attività amministrativa del Presidente della Provincia di Latina Anno III - numero 76 | 27 luglio 2011 |Supplemento al Periodico di approfondimento politico Agorà - Registro Stampa del Tribunale di Latina n.877 del 9/3/2007

RIFORMA DELLO STATO: PROPOSTA PER ROMA 21^ REGIONE D’ITALIA

Il Colosseo, simbolo di Roma.

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egli ultimi giorni il Consiglio dei Ministri ha licenziato il testo di legge per la modifica dell’architettura costituzionale dello Stato. Con il via libera dei 32 articoli si sono gettate le basi per un’altra grande riforma che viaggerà a fianco del federalismo fiscale. Un testo, quello approvato dal Consiglio di Ministri, suscettibile di ulteriori modifiche, che statuisce tra l’altro la riduzione del numero dei parlamentari e l’istituzione del Senato federale.

Nei primi giorni di settembre è previsto l’invio del testo definitivo al presidente della Repubblica, mentre in questo intervallo di tempo è possibile per i ministri presentare eventuali modifiche o aggiunte alla legge. Ragione per la quale è giusto prevedere, inserendo all’interno della legge, lo status di VENTUNESIMA regione d’Italia alla Città di Roma. Sarebbe questo un ulteriore e fondamentale passaggio nell’opera riformatrice e conferirebbe a

Roma un carattere del tutto autonomo ed equiordinato rispetto agli altri comuni, alle Province, alle città metropolitane e alle regioni stesse, così come sancito anche dalla riforma del Titolo V° della Costituzione. Oltre ad attribuire la giusta dignità alla nostra Capitale, permetterebbe anche alle altre comunità del Lazio di poter ampliare le loro potenzialità grazie ad una nuova redistribuzione delle risorse”. Armando Cusani

Fossanova, assemblea degli eletti e dei quadri del PDL pontino

L’INTERVENTO DEL COORDINATORE PROVINCIALE CLAUDIO FAZZONE E LA MOZIONE DEL SINDACO DI LATINA GIOVANNI DI GIORGI a pagina 4


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27 luglio 2011

IL PRESIDENTE CUSANI INCONTRA I GIOVANI DI PRIVERNO

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’iniziativa “Giovani VS Cusani” organizzata dal Consiglio dei Giovani di Priverno ha raggiunto il suo obbiettivo: quello di riportare un serio dibattito al centro dello scenario politico della città. Il dibattito, moderato dal Presidente del Consiglio dei Giovani Alessandro Miccinilli e organizzato dalla commissione “Associazionismo ed Aggregazione Giovanile”, il cui Presidente è Gabriele Politano, ha visto il coinvolgimento e la partecipazione degli esponenti giovanili dei partiti Pdl, La Destra, SEL e PD e delle associazioni “Punto Futuro” e “Tre Elle”, che hanno rivolto al Presidente della Provincia domande a tutto campo dal tema dei rifiuti, alle energie, passando per l’occupazione, alla “Regione

delle Province” e dei costi della politica. Sono stati toccati anche gli argomenti infrastrutture e quelli legati alla cronaca quotidiana inerenti all’amministrazione provinciale, a cui il Presidente ha risposto egregiamente, indicando con precisione dati, iter burocratici e retroscena che hanno soddisfatto la platea, composta per di più da giovani. Presenti in sala, tra gli altri, l’assessore Provinciale Fabio Martellucci, che ha fatto da cinghia di trasmissione per la realizzazione dell’evento, l’assessore Comunale alle Politiche Giovanili Roberto Federico che nel suo intervento ha chiesto un impegno al Presidente per il “Piano Locale Giovani” e il consigliere comunale Federico D’Arcangeli che per anni

ha ricoperto incarichi in Provincia. «È stata un’importante iniziativa, che ha dato spessore al Consiglio dei Giovani» ha dichiarato Gabriele Politano al termine del convegno. Mentre Cusani, che non è solito partecipare a simili iniziative di tipo giovanile, ha affermato che le sue aspettative al riguardo sono state ampiamente ripagate. Dello stesso parere il Presidente del Consiglio dei Giovani, Alessandro Miccinilli: «Sono orgoglioso di rappresentare questa generazione politica, in grado di sostenere simili confronti, non scadendo nella banalità e soprattutto capace di dare dimostrazione di preparazione e reale ed inequivocabile passione per la Politica».


27 luglio 2011

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RIATTIVATI GLI SPORTELLI PROVINCIALI AL SERVIZIO DEI CONSUMATORI La riattivazione del servizio a tutela dei consumatori pontini è stata possibile grazie all’intesa sinergica tra l’Assessore provinciale D’Arco e l’Assessore regionale Buontempo

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breve saranno riattivati a livello territoriale gli sportelli a supporto dei diritti dei cittadini-utenti e consumatori della provincia di Latina. Il servizio, che sarà gestito direttamente dalle Associazioni dei consumatori riconosciute su base regionale, potrà beneficiare di un apposito contributo regionale di circa 100 mila euro. Le attività d’informazione e assistenza a favore dei cittadini-consumatori saranno espletate in dieci comuni che copriranno i seguenti bacini di utenza: • Area Nord (comuni di Cori e Sermoneta); • Area Monti Lepini (comuni di Priverno e Sezze); • Area Centro-Sud (Terracina, Fondi e Monte San Biagio); • Area sud pontino (Formia, Minturno e Gaeta). Si tratta, afferma l’Assessore D’Arco, del consolidamento di un ulteriore e importante servizio che conferma l’attenzione e la sensibilità

politica della Provincia verso le associazioni dei consumatori e dei cittadini-utenti del nostro territorio. Dopo l’istituzione della Consulta Provinciale, l’attivazione dell’Organismo di Tutela dei Consumatori (OTUC), l’apertura degli Sportelli Acqua presso i comuni realizzati in collaborazione con Acqualatina, la Provincia di Latina si conferma come l’Ente più virtuoso in materia di tutela dei diritti dei consumatori

della Regione Lazio. In quest’ambito sociale, termina l’Assessore D’Arco, abbiamo fornito alle Associazioni dei Consumatori operanti in provincia di Latina, tutti gli strumenti utili al fine incidere concretamente sulla tutela e lo sviluppo dei diritti dei consumatori, e dare così piena concretezza allo slogan coniato dal Presidente Cusani nel suo programma di mandato: “Il cittadino prima di tutto”.

CARO MINISTRO GELMINI, LE SCRIVO... L

a presente, e con riferimento alla mia del 7 giugno u.s., per sensibilizzare ancora una volta le SS. in indirizzo, per quanto di loro competenza, circa la ventilata ipotesi di decurtazione delle ore per l’insegnamento dello strumento musicale evidenziata dal Dirigente del Liceo musicale di Latina, Dr. Altobelli che a gran voce esprime tutta la Sua preoccupazione per la situazione che potrebbe verificarsi qualora l’impianto didattico riformato non venisse correttamente applicato nell’Istituto Manzoni da Lui diretto. Il Liceo Manzoni, rappresenta nel nostro territorio una tradizione culturale importante, oltre ad essere l’unico Istituto di Latina che cresce a dismisura, ed oggi ha bisogno di essere sostenuto. Sarebbe quindi voler perdere una buona opportunità per il nostro territorio, far fallire una simile proposta; l’Ente provincia, che mi onoro di rappresentare, ha assunto, per quanto riguarda i cosiddetti “tagli” alla scuola, una posizione forte che non lascia adito ad interpretazioni e che intende for-

temente difendere un diritto imprescindibile per le famiglie ed i giovani. Quello di poter scegliere il loro futuro attraverso la frequentazione di scuole adatte alle loro inclinazioni.

Fiducioso in un Loro autorevole intervento porgo i miei più sinceri e deferenti saluti. Renzo Scalco Vice presidente del consiglio provinciale


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27 luglio 2011

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PATTO DI STABILITÀ REGIONALIZZATO: RIUNIONE IN PROVINCIA i è tenuto nei giorni scorsi presso la Sala Loffredo di via Costa, un incontro sul Patto di Stabilità istituito dalla Regione Lazio, la prima in Italia, con la Provincia di Latina e i rappresentanti dei 33 Comuni pontini. «È il secondo incontro relativo all’importante iniziativa, attuata dalla Regione Lazio dall’anno 2010 ovvero l’istituzione del Patto di Stabilità Regionalizzato - ha sottolineato l’assessore al Bilancio della Provincia di Latina Eleonora Zangrillo - La Regione Lazio, come sappiamo, è stata tra le prime regioni ad introdurre questo strumento innovativo seguita poi da altre regioni. Un’iniziativa di fondamentale importanza per i bilanci di tutti gli enti locali che da sempre hanno dovuto affrontare il delicato problema del rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità e che hanno avuto, attraverso la sua realizzazione, una grande opportunità di collaborazione e solidarietà inter-istituzionale». «Si è così concretizzato ciò che la Provincia di Latina sollecitava e auspicava da tempo: un’assegnazione di risorse più razionale e più vicina alle esigenze peculiari del territorio con un miglioramento nel raggiungimento degli obiettivi programmati e con una più ampia possibilità di spesa. - ha aggiunto sempre l’assessore Zangrillo - In tale iniziativa proprio alle Province è stato attribuito un ruolo fondamentale di coordinamento e di responsabilità nell’attuazione della compensazione dei margini esistenti nel territorio e, per poter raggiungere l’obiettivo nel migliore dei modi, ben consapevoli delle importanti ricadute che si sarebbero avvertite sulla nostra economia, il nostro ente, i nostri uffici hanno lavorato con impegno e attenzione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati». «Ed è proprio la collaborazione fattiva tra Regione, Province e Comuni che ha portato, relativamente all’anno 2010, a risultati molto positivi. - ha concluso l’assessore al Bilancio

di Via Costa - In effetti, attraverso il Patto di Stabilità Regionalizzato voluto dalla Regione Lazio possiamo affermare che, nel 2010, la totalità degli enti locali del Lazio, per la prima volta, ha rispettato il patto evitando così le pesanti sanzioni derivanti ovvero blocco degli impegni, delle assunzioni, dell’indebitamento e dal 2011 anche il taglio dei trasferimenti. Si sono conseguiti, quindi, benefici economici in termini di cassa con pagamenti diretti e, per quanto riguarda gli enti con situazioni di bilancio più favorevoli, la possibilità di sbloccare pagamenti a favore delle imprese affidatarie di lavori per OO.PP. che da tempo aspettavano di ottenere le liquidazioni a loro spettanti. Un risultato di indubbia rilevanza per i bilanci degli enti e per l’economia del territorio che, con l’impegno di tutti, dobbiamo poter migliorare per affrontare e superare le difficoltà economiche di questo periodo e il cui sviluppo sarà determinante con l’attuazione del federalismo fiscale». «Relativamente alle Province, - ha ribadito dal canto suo l’assessore regionale Stefano Cetica - sinteticamente possiamo evidenziare che le stesse hanno ricevuto dalla Regione 152 milioni di euro (da defalcare dal risulta-

to finanziario 2010 e purché impiegati per i pagamenti di spese di investimento a valere sui residui passivi) così ripartite: 36,9 milioni a beneficio diretto delle province; ben 115,1 milioni di euro di surplus distribuiti tra i comuni del territorio. Questo ha comportato il contestuale miglioramento degli obiettivi programmatici dei Comuni e il peggioramento, di pari importo, di quello delle province. Dei 36,9 milioni sono stati utilizzati 26,8 milioni di euro e detta quota rappresenta l’effetto netto aggiuntivo dei pagamenti in conto capitale, a favore del territorio, reso possibile dall’attuazione del patto regionalizzato».

Un’iniziativa di fondamentale importanza per i bilanci di tutti gli enti locali che da sempre hanno dovuto affrontare il delicato problema del rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità e che hanno avuto, attraverso la sua realizzazione, una grande opportunità di collaborazione e solidarietà interistituzionale

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27 luglio 2011

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SILVIO D’ARCO: «DA ZAPPALÀ UNA RISPOSTA TARDIVA E RETICENTE SUL FUTURO DELLE APT» L

a risposta di Zappalà, ad un mio prepassate e presenti. tivi e finanziari, l’attuale struttura dell’APT cedente intervento circa il futuro delle A questo proposito è ancora il caso di rigià operava, di fatto, in stretta simbiosi e Aziende di Promozione Turistica del Lazio, cordare che, nella Provincia di Latina erano sintonia con la Provincia di Latina con notegiunge fuori tempo massimo e per di più già stati effettuati puntuali censimenti dei voli risparmi finanziari da parte regionale. con toni stizziti e francamente incomprensibeni e dei servizi di proprietà dell’APT da Questi sono i fatti! bili e inaccettabili. assegnare formalmente all’AmministrazioPertanto i presunti «colpi di sole» dell’AsDel resto dai contesessore D’Arco, o «la nuti del comunicato solita caciara politica stampa l’Assessore e istituzionale contro regionale, conferma la Regione da parin sostanza che la te della provincia di Regione ha realmenLatina» non c’entra te operato un vero e nulla, né tantomeno proprio blitz contro le valgono i commenti Province, cancellando risibili, fantasiosi e un articolo della legnon documentabili ge regionale sul turipubblicati per l’occasmo, la n.13/2007, sione da un giornale avocando a se le locale. funzioni di promozioLo dimostra anche ne turistica attribuite il fatto che in questi alle Province dalla giorni ho ricevuto demedesima normativa cine di telefonate di regionale. stima e vicinanza da Il fatto più grave è parte di numerosi asche tutto questo è avsessori delle province venuto nel momento laziali, da autorevoli in cui si stavano derappresentanti dell’ finendo finalmente, U.P.I. regionale e nadopo dieci anni di zionale, e dallo stesso limbo normativo, il on. Mauro Cutrufo reale trasferimento già Vice Sindaco al dei beni, dei servizi turismo del Comune e del personale delle Roma. APT alle Province del Chiarito quanto soLazio. pra, ripeto il mio Nel suo comunicato giudizio politico-istiL’Assessore Zappalà tuzionale molto netenta di giustificare gativo nei confronti questa grave decisiodell’iniziativa assunta ne accusando gratuidall’ Assessore regiotamente le Province di nale Zappalà, che gravi inadempienze e costituisce un grave di presunti sperperi di scippo istituzionale denaro pubblico, peverso le competenze Il sito internet dell’APT di Latina e l’assessore provinciale allo Sviluppo Economico Silvio D’Arco. raltro senza mai indidelle Province, impecarle precisamente. ne provinciale, mentre per il concreto pasdendo così una corretta e più efficace attiLa verità vera e che le APT del Lazio vivono saggio del personale si era solo in attesa vità di promozione turistica ai diversi livelli nella precarietà amministrativa e finanziadella quantificazione delle risorse finanziaterritoriali, provinciali e comunali. ria già da oltre 10 anni, proprio a causa rie da parte della Regione da destinare alle delle carenza normative e finanziare che province. Silvio D’Arco Assessore allo Sviluppo Economico sono tutte ben individuabili, solo e soltanto, Inoltre bisogna ricordare che, nelle more all’interno delle Amministrazioni regionali del perfezionamento degli atti amministra-


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27 luglio 2011

AUTOVELOX, IL COMUNE DI SPERLONGA VINCE IL CONTENZIOSO

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on enfasi la stampa provinciale riportava nelle scorse settimane la notizia del “sequestro di due postazioni autovelox” poste al km 400 e al km 16.800 della via Flacca. Nell’immediatezza dei fatti il Comando della Polizia Municipale e l’Amministrazione Comunale confermavano la bontà delle procedure amministrative seguite, improntate sempre nel massimo rispetto della legge e dei regolamenti che la complessa materia prescrive. Oggi giunge la sentenza del Tribunale di Latina, il quale accoglie il ricorso presentato dall’Amministrazione comunale di Sperlonga e annulla il decreto di sequestro del G.I.P. di Latina operato il 15 giugno 2011. Riteniamo opportuno, seguendo il dispositivo della sentenza, rendere note le motivazioni per le quali il Tribunale, Pierfrancesco de Angelis (presidente), Gabriella Nuzzi (giudice) e Antonella Minunni (giudice) ha accolto il ricorso dell’Amministrazione comunale di Sperlonga. Ricordiamo che l’assunto accusatorio si fondava, in particolare, sugli esiti delle operazioni di rilevazioni e accertamento delle violazioni svolte dalla Polizia della Strada, d’iniziativa e su delega dell’Ufficio di Procura, quest’ultimo compulsato dalla denuncia di un cittadino che lamentava la scarsa visibilità delle postazioni installate sulle due direttrici di marcia della S.R. Flacca e l’illegittimità di due verbali di contravvenzione al C.d.S. elevatigli inspiegabilmente nello stesso giorno, a brevissima distanza temporale l’uno dall’altro. Evidenziava l’accusa che, pur avendo le indagini riscontrato la difformità delle postazioni alla

normativa vigente in materia di controllo remoto della velocità, in particolare al contenuto della Circolare del Ministro dell’Interno n.300/A 10307/09/144/5/20/3 del 14/08/2009, alcuna iniziativa finalizzata all’immediata disattivazione era stata assunta dalla Polizia Locale di Sperlonga, sebbene più volte sollecitata in tal senso. Per queste ragioni, secondo il P.M., persistendo l’operatività degli autovelox irregolari e la conseguente illegittima rilevazione delle violazioni al Codice della Strada e apparendo evidente “la sussistenza del fumus dei reati per i quali si procede”, si rendeva necessario e urgente eseguirne il sequestro. I giudici del Tribunale di Latina, nella loro sentenza, smantellano tutti i passaggi “accusatori” del P.M. scrivendo come il “… provvedimento impugnato soffra della mancanza di una precisa contestazione del fatto-reato di abuso d’ufficio, sotto il profilo dello svolgimento della pubblica funzione o servizio in violazione di norme di legge o regolamento finalizzato al conseguimento di un ingiusto vantaggio patrimoniale e/o di un ingiusto danno a terzi. Generico – continuano i giudici – è il riferimento del Pubblico Ministero, richiamato dal G.I.P. nell’impugnato decreto al compimento, per opera d’ignoti, presumibilmente, appartenenti alla Polizia Locale di Sperlonga, di un’illegittima attività di rilevazioni delle infrazioni al C.d.S., poiché attuate con l’impiego di autovelox non conformi alla normativa vigente in materia di controllo remoto della velocità. Né, ai fini della configurabilità del reato, è suf-

ficiente il richiamo alle disposizioni delle Circolari del Ministro dell’Interno. È appena il caso di evidenziare al riguardo prosegue il Tribunale - che l’asserita violazione di note circolari interpretative o attuative di legge è di per sé inidonea ad integrare il reato di cui all’art. 323 C.P., atteso che in tema di abuso d’ufficio la condotta dell’agente rileva penalmente solo se l’ingiusto vantaggio patrimoniale è conseguito attraverso la violazione di legge o di regolamento, con esclusione degli atti che hanno natura meramente interpretativa o attuativa di normative preesistenti e che comunque sono privi della forza normativa propria della legge o del regolamento. Circa la configurabilità del reato di cui all’art. 323 C.P., l’impostazione accusatoria è altresì carente in relazione agli aspetti afferenti alla gara d’appalto espletata dal Comune di Sperlonga per l’affidamento del servizio di gestione dell’attività di rilevazione delle infrazioni al C.d.S. e ai connessi profili soggettivi ed oggettivi idonei ad ipotizzare il reato – rapporti di cointeressenza tra pubblici ufficiali dell’ente appaltante e titolari delle imprese appaltatrici; modalità di gestione del servizio; numero delle infrazioni rilevate; entità e destinazione dei profitti. Pertanto, - terminano i giudici - in difetto di una precisa contestazione degli illeciti per cui si procede e delle possibilità di ricondurre gli elementi siccome prospettati dalla Pubblica Accusa all’ipotesi criminosa, va annullato l’impugnato decreto e disposta, per l’effetto, la restituzione dei beni in sequestro al legittimo proprietario”.


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FOSSANOVA, RIUNIONE DEGLI ELETTI E DEI QUADRI DEL PDL PONTINO

Riannodare le fila e iniziare a percorrere la strada tracciata dal segretario Alfano

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i è svolta nei giorni scorsi presso l’ex Infermeria dell’Abbazia di Fossanova l’assemblea degli eletti e dei quadri dirigenti del Popolo della Libertà della Provincia di Latina. L’incontro era finalizzato a dibattere le linee politiche tracciate del neo segretario Angelino Alfano, oltre ad individuare e organizzare un percorso condiviso per il nuovo Pdl pontino, già a partire dal prossimo settembre. Di seguito riportiamo, integralmente, il testo dell’intervento svolto dal coordinatore provinciale del Popolo della Libertà della Provincia di Latina sen. Claudio Fazzone. Care amiche ed amici, in primis sentiamo di esprimere grande soddisfazione ed apprezzamento per la nomina del nuovo segretario nazionale del nostro partito, on Angelino Alfano. All’indomani di questa trionfale nomina, siamo chiamati a rimarcare gli obiettivi di unità e integrità che dobbiamo e intendiamo promuovere e perseguire, per una più proficua e funzionale attività di riorganizzazione del partito, L’individuazione di questo importante percorso condiviso con il nuovo PDL deve essere effettuato, in piena coerenza, con manifesto slancio ed entusiasmo.

Ed è il riconoscersi parte integrante di un gruppo il fattore che deve fungere da eco e da motore per questa ripartenza, per rafforzare l’identità del partito a livello nazionale e contribuire anche ad un maggiore radicamento nel territorio. Bene, per tracciare questo percorso da seguire, dobbiamo partire da un’analisi storica ed attuale del Governo. In merito al primo aspetto, meglio non possono che esserci di aiuto le parole recentemente dette dall’amico Gaetano Quagliariello, che ha ricordato il coraggio politico di Silvio Berlusconi manifestato nella “Rivoluzione Pacifica” del 1994, che diede finalmente voce a tutte quelle storie silenti ma significative che nella prima repubblica non trovarono né spazio né legittimazione alcuna. L’anticomunismo è stato infatti sdoganato dal coraggio pacifico di Silvio Berlusconi, e ancora oggi per essere alternativi alla sinistra bisogna pagare un prezzo personale, bisogna essere disposti ad avere quel coraggio di essere attaccati per la costruzione di un mondo moderato. E noi diciamo all’unisono con Quagliariello che non perdiamo la speranza che prima o poi la sinistra impari che una storia lunga decenni, costruita sull’impegno e sulla passione di tante persone, merita rispetto anche se è la storia dei propri avversari.

Percorrendo poi questa storia lunga 17 anni per arrivare ai giorni nostri, l’attuale Governo, additato dalla sinistra e dai mass-media, come un governo assolutamente debole, fragile, farraginoso, incoerente, pronto a sgretolarsi alle prime difficoltà, ha manifestato, invece, forza e coraggio nel ricomporre la maggioranza parlamentare in occasione dell’approvazione dell’ultima manovra. Ciò risultato ancor più sorprendente se visto alla luce del difficile momento economico e politico. Non dimentichiamo infatti che ciò è avvenuto a ridosso della evidente sconfitta nelle ultime elezioni amministrative. È stato proprio questo dato di fatto, evidente anche nelle parole del presidente Berlusconi: «Abbiamo perso, questo è evidente. Ma il governo non ha altra strada che tenere i nervi saldi e andare avanti con la strada delle riforme, dal fisco alla giustizia, senza esitazioni. Quanto al partito, ci stavamo lavorando, ora bisogna cambiare», che ha costituito il trampolino di lancio per questo cambiamento. Non è la prima volta che il nostro partito è chiamato a difendere le proprie idee con maggiore forza anche mettendo in conto dovute trasformazioni dettate dall’esigenza di interpretare le esigenze degli elettori e dei moderati in generali. È doveroso infatti capire gli elettori, perché il


8 popolo è sovrano e dobbiamo continuare ad ascoltarlo oggi più che mai. Dobbiamo allora chiederci quali i cambiamenti che ci vengono richiesti. Di certo, un cambio di passo al Governo, che ha già iniziato a rispondere con l’approvazione della manovra e la nomina del nuovo segretario nazionale, ciò in vista di una diversa rappresentanza e organizzazione del PDL. Allora non possiamo non ricordare stralci del discorso di investitura, tutt’altro che formale, ma fortemente politico pieno di rivendicazione dei nostri valori, dettato da un motivato orgoglio di partito anche se non privo di qualche asprezza foriera di novità non certo marginali. È proprio nel rimarcare stralci del suo discorso, che a tacitazione di qualsiasi voce contraria, si può ben dire che nel PDL è cominciata una nuova era ma lungi da essere finita quella del presidente Berlusconi. L’era di Alfano è segno di pieno rinnovamento nella continuità di quanto già fatto, alla luce di una rimonta doverosa e sentita dopo la sconfitta di maggio. Che cosa allora ha fatto il PDL alla luce di quella palese sconfitta? Lungi dall’essere rassegnato ha prontamente, recuperato forza nella propria maggioranza, analizzando le ragioni dell’apparente declino, alzando subito la testa nella convinzione che l’elettorato ha solo lanciato un segnale di insofferenza e non di abbandono. È bene ricordare infatti che fino alle amministrative di questa primavera aveva vinto tutte le elezioni a cui aveva partecipato. Eppoi, nella prima grande riunione, ha dato speranza al partito e al paese, voltando solo pagina ma non di certo chiudendo il “libro Berlusconi”, affidando le redini a un leader quarantenne per un futuro concreto e ambizioso del PDL. Dalle parole del nuovo coordinatore emerge tutta la voglia e la tenacia di voler riportare sotto lo stesso tetto tutti i moderati italiani, che sono d’altra parte la maggioranza del Paese. Non disconosce minimamente l’era Berlusconi il nuovo segretario nazionale quando letteralmente dice «Non credo che ciascuno di noi possa neanche lontanamente immaginare di costruire il futuro se non ricorda da dove ha cominciato ed ecco perché ho voluto dirvi da dove ho cominciato. E di quanto sia stata bella questa strada. oggi però sono su questo podio e lo

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sono nella consapevolezza che altri più bravi e meritevoli di me che più forse hanno contribuito alla costruzione di questi 17 anni…» dice ancora «La risposta è credevo a tutte quelle cose, oggi ci credo ancora? Credevo al bipolarismo, nella riforma dello Stato, nella libertà dell’oppressione fiscale, nell’unico grande occidente, in un leader con il sole in tasca, coraggioso capitano di impresa e di ventura, credevo che l’Italia potesse essere cambiata e il cuore degli Italiani non batte a sinistra, se la domanda è ci credi ancora è mio piacere e dovere dirvi che io ci

credo ancora, ci credo con tutto me stesso, ci credo con tutta la forza di cui dispongo e credo che noi dobbiamo dare una risposta». Continua Alfano nel riaffermare i nostri valori, perché ribadisce che questi valori non li abbiamo inventati noi, perché non siamo un partito vecchio ma un partito che intende riorganizzare la società, che vuole raccogliere il soffio vitale che viene dalla società e tradurlo in un’azione di Governo. Siamo qui quelli che credono che la più grande delle oppressioni statali può essere quella fisca-

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le.., crediamo che la società faccia spesso, più e meglio dello Stato, alcuni mestieri che è meglio che lo Stato non faccia. E che questo principio si chiama sussidiarietà. E che la sussidiarietà è il modo più moderno di declinare il principio di libertà. E che noi siamo il partito della sussidiarietà. E da queste parole che dobbiamo partire, nella consapevolezza che lo strumento delle primarie è un importante strumento democratico, ma necessita di essere regolamentato con regole certe. Dobbiamo non solo continuare a credere in tutto ciò , ma anche avere la forza di tradurre il tutto in necessari atti legislativi, ammettendo con la dovuta umiltà che sin’ora non tutto è stato fatto e quanto è stato tradotto in atti legislativi è avvenuto solo in modo sufficiente. Si auspica che in questo cambiamento/rivoluzione, il protagonista principale sia il popolo al quale va attribuito il diritto di eleggere i propri rappresentanti parlamentari e nel contempo a questi ultimi sia attribuito pari diritto ad essere eletti dal popolo. Il tutto chiaramente si traduce in un cambiamento della vigente legge elettorale. Tutto questo d’altra parte non può non richiedere regole certe e sanzioni altrettanto certe, corredate dalla necessità che la classe dirigente non solo passi attraverso l’uso dello strumento democratico delle primarie, ma sia altresì sottoposto al vaglio del requisito della meritevolezza. In tale linea di pensiero infatti si auspica che tale metro valutativo non sia solo utilizzato da tanti con mere parole ma sia di fatto utilizzato nella scelta di chi deve occupare posti di rilievo, senza alcuna preferenza per mogli, parenti, affini etc.. Io sono convinto che la scelta di Alfano sia una grande opportunità per tutto il popolo del controdestra e su questo dobbiamo lavorare e partire da adesso, attorno al nuovo segretario con uno spirito di squadra utile e necessario sul quale penso che dobbiamo tutti insieme cercare di dare il massimo per raggiungere i migliori risultati. Tutto questo in un clima di profondo dialogo e confronto, con le altre Istituzioni per il bene del paese della nostra terra, del nostro territorio. Come auspicare questo confronto? Di certo non in termini di scontro, di “opposizione” all’interno dello stesso partito, ma di sano confronto di avanzamento di idee, uno scontro/confronto


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più che propositivo anche serrato se occorre per la difesa di esigenze prioritarie e comuni o peculiari di parte del territorio. Tutto questo come raggiungerlo? Di certo è possibile solo nell’ambito di un partito unico, compatto all’interno del quale esprimere le proprie idee, le esigenze di un territorio che si rappresenta. Noi dobbiamo avere un importante spazio all’intermo del “Sistema Lazio”, dobbiamo poter essere in grado di esprimere alle altre istituzioni le esigenze, le criticità, le potenzialità del nostro territorio. Auspicare la forte presenza di nostri esponenti in importanti istituzioni, basti guardare la regione Lombardia la regione Sicilia e questo non vogliamo e possiamo farlo se non in un clima di coesione e collaborazione. Migliorare i rapporti con le istituzioni. In particolare noi con la Regione Lazio e con il suo maggior rappresentante, il presidente Polverini, con la quale, diversamente da quanto prospettato da mesi sui giornali, non sussiste alcuna frattura insanabile, alcuno scontro istituzionale. Certo pur in una visione parzialmente differente, rispettivamente regionale e provinciale, tra il Presidente Polverini e il sottoscritto sussiste un rapporto di reciproca stima e di attenzione alle problematiche della nostra provincia. Per assurdo, ove le richieste di un intera voce provinciale dovesse essere costantemente disattesa, ciò comporterà inevitabili scelte dettate dalla necessità di trovare soluzione a problemi ed esigenze che da tempo meritano più adeguata soluzione. Mi preme sottolineare, sempre in merito al alla presunta frattura con il Presidente Polverini, sottolineata a gran voce dai giornali recentemente che, è ben noto che nell’ambito di un percorso politico può accadere di imbattersi in contingenti difficili che inducono ad apparenti allontanamenti transitori e ma che sono anche l’occasione per momenti di attenta riflessione. Orbene, la Provincia di Latina pur nelle note difficoltà, ha vinto di nuovo, in controtendenza con i risultati nazionali, nelle ultime elezioni e lo ha fatto in maniera convinta. Questo è avvenuto anche a Latina e Terracina. Quest’ultima è stato teatro di quell’apparente allontanamento con la Presidente Polverini prima menzionato. In realtà quello è stato solo il frutto di una male organizzazione nel partito, incapace in quel frangente di un ascolto reciproco e costruttivo in grado di fronteggiare con anticipo le diverse prospettazioni in quel confronto politico. Quelle difficoltà hanno da subito insegnato che non può non esserci ascolto per un sentire comune, per una risoluzione positiva dei problemi nazioni e ancor più dei problemi e problematicità locali. Non possiamo infatti ancora un volta non sottolineare che le esigenze di un territorio come quello di Roma Capitale è diverso da quello di Roma provincia e lo è ancor di più da quello di tutti glia altri territori provinciali. La nostra terra infatti presenta peculiarità ed esigenze del tutto proprie che meritano di esser al meglio rappresentate e difese nello scenario regionale e nazionale. A dimostrazione del ricomposto clima all’intero del PDL e in particolare dei rapporti con il Presidente Polverini già da adesso manifestiamo la nostra disponibilità a riconoscere qualsiasi leadership per il bene del partito e del paese, prospettato dal presidente Polverini o da altri, per progetti comuni e validi. Tutto ciò però ad una sola condizione: che questo avanzare debba avvenire tutti insieme! L’occasione è anche gradita per anticipare che a fine settembre ci sarà un convegno della classe dirigente del nuovo partito, che vedrà attivamente la partecipazione del Presidente Polverini. Pertanto il compito dell’attuale PDL consiste: - nella costruzione di un coeso partito, di una casa comune senza che alcuno abbia la necessità di abitare solo parte della casa o avere bisogno di una dependance pur di esserci; - nell’appoggio necessario al governo Berlusconi per concludere la legislatura nel segno delle riforme; - organizzare il Partito per preparare le lezioni del 2013 tentando di costruire un centro destra più ampio. Claudio Fazzone Coordinatore provinciale PDL di Latina

PRIVERNO

CENTRO STORICO A TRAFFICO LIMITATO Cetrone: «Rimodulare gli orari d’accesso per agevolare i commercianti e i cittadini»

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l problema della chiusura al traffico del centro storico di Priverno sta portando nocumento a molti commercianti che in situ svolgono la loro attività. Nei giorni scorsi nel mio punto di ascolto alle problematiche del territorio Lepino ho avuto modo di incontrare una loro rappresentanza, la quale mi ha illustrato le criticità più evidenti del piano di chiusura del centro storico attuato dall’amministrazione comunale. In buona sostanza - mi confermavano i commercianti - di non essere contro la chiusura al traffico del centro storico ma vorrebbero che questa entrasse in vigore dalle 20 alle 24 e non dalle 17.30 alle 20.30, come programmato. La motivazione di tale richiesta, ancora non espressa nelle sue forme ufficiali al sindaco e all’amministrazione comunale, è partita dal confronto che i commercianti hanno avuto negli ultimi mesi con centinaia di loro clienti, che lamentavano l’impossibilità di accedere al centro storico per fare acquisti urgenti e indifferibili, anche a causa di gravi problemi familiari e di lavoro. Ed è su queste inconfutabili motivazioni che sento il dovere di sostenere le ragioni dei commercianti del centro storico di Priverno (anche degli ultimi arrivati), concordando prossimamente con loro una rood mapp che preveda incontri ulteriori per approfondire la complessa materia, e in ultimo la formulazione della richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale con all’ordine del giorno l’analisi delle criticità riscontrate. Un dibattito che sia in grado di accompagnare i Consiglieri di ogni posizione politica verso un provvedimento amministrativo soddisfacente per commercianti, cittadini e amministrazione pubblica».


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Armando Cusani

27 luglio 2011

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Fossanova, assemblea degli eletti e dei quadri del PDL pontino

LA MOZIONE PROPOSTA DA DI GIORGI E VOTATA PER ACCLAMAZIONE

Giovanni Di Giorgi, Claudio Fazzone e Fabio Bianchi.

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’orizzonte politico nazionale, e per l’effetto anche quello locale, è in grande mutamento, il dibattito apertosi all’interno del PDL nazionale ha introdotto scenari di valutazione che non possono essere trascurati e devono imporci, anche a livello provinciale, l’avvio di una fase di riflessione. Certamente, la nuova figura segretario nazionale del PDL, introdotta per la prima volta nell’organigramma del partito - e con essa il nuovo ruolo che l’On Alfano è chiamato a ricoprire - rappresenta una svolta politica importante ed attesa per il Popolo delle Libertà e per tutto il centrodestra. Dopo le sconfitte elettorali di Napoli e Milano e la più generale fase di appannamento che sta vivendo il nostro partito non si poteva pensare di rimanere immobili. Con la crisi economica globale che si interfaccia strettamente con la crisi finanziaria che rischia di affondare l’Euro e di conseguenza il progetto di Unione Europea non è neppure pensabile parlare di elezioni anticipate, chi lo fa non ha a cuore il destino dell’Italia. Occorre allora rimboccarsi le maniche e lavorare per dare stabilità e certezze al Paese ed all’Europa. Occorre far capire agli investitori, siano essi italiani che stranieri, che l’Italia è ancora un Paese appetibile, dove chi investe lo fa senza rischiare crisi economiche

deflagranti. In tale contesto il ruolo che il PDL è chiamato a svolgere è ancora una volta decisivo e fondamentale. Tuttavia, per assumere questo ruolo guida che in questi anni ci ha caratterizzato positivamente, dobbiamo riappropriarci del centro della scena politica sapendo proporre al paese ed opporre alla solita sinistra idee, programmi e soluzioni concrete. E lo potremo fare solo se saremo un partito unito e coeso nella ricerca degli obiettivi comuni. In tal senso ci sentiamo: • di aderire pienamente al discorso pronunciato dal neo segretario Alfano nel corso del Consiglio nazionale del 1° luglio 2011; • di concordare appieno e convintamente circa la necessità di dover lavorare “tutti insieme”, per creare “una squadra” che sappia essere unita e compatta, e che abbia “regole e sanzioni certe” per chi queste regole ignori o non rispetti; • di stigmatizzare con forza il comportamento di quegli esponenti del PDL della nostra Provincia che in occasioni di elezioni locali hanno dato vita ad esperienze amministrative alternative, condividendo appieno il pensiero del Segretario Nazionale circa la coerenza dell’azione politica all’interno del PDL; pensiero, che in questa sede, per essere chiari, riportiamo integralmente così come espresso dallo stesso

Segretario Alfano «...non è possibile che uno del PDL a cui non piace il candidato sindaco si fa la lista coca cola e si presenta alle elezioni. Se vuole fare la lista coca cola poi si resti nella lista coca cola per tutta la vita mettendoci la faccia e vediamo dove arriva senza il PDL o senza i partiti di appartenenza». Per quanto sopra Facciamo voti Affinché si assumano tutte le necessarie misure per porre fuori dal PDL chi dia vita a liste concorrenti o addirittura alternative rispetto al PDL, o anche chi in occasioni di elezioni locali appoggi direttamente o indirettamente altri partiti, liste o candidati concorrenti o alternativi al PDL, affinché non si creino sdoppiamenti di immagine ed incertezze nel corpo elettorale che fa riferimento al PDL ed al centrodestra ed una volta per tutte, sia ben chiaro chi si colloca all’interno del Partito e per esso opera fattivamente e chi, invece, lavora solo per se stesso. Affinché il Coordinatore provinciale, al quale và confermata la incondizionata e piena fiducia ed assicurato ogni necessario sostegno, si attivi al fine di ridare slancio all’azione politica del nostro partito sul territorio provinciale in linea con la futura riorganizzazione nazionale annunciata dal Segretario Alfano.


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Armando Cusani

27 luglio 2011

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23-IX-1943 DA CASTELFORTE A MAMMINGEN Il diario di Arturo d’Aprano, internato nei lager nazisti

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l libro “23 -IX -1943 Da Castelforte a Memmingen”, diario di un internato in due lager nazisti dal 23.9.1943 al 29.6.1945 di Arturo D’Aprano, è stato presentato nei giorni scorsi presso la storica piazza della Medaglia d’Oro a Castelforte. La trascrizione integrale del manoscritto, pubblicato da Herald Editore di Roma, in 250 pagine, è stata effettuata dal figlio Ezio D’Aprano. Inserita nella collana editoriale “Per non dimenticare”, voluta fortemente dal Presidente Cusani. Il rinvenimento del diario, nascosto durante la prigionia nel sottofondo di una valigetta, avvenne per una straordinaria coincidenza, il 23 settembre del 2002, esattamente cinquantanove anni dopo la cattura del sergente maggiore della Milizia, Arturo D’Aprano da parte dei tedeschi. Fu un evento eccezionale, dato il tempo trascorso. Quando D’Aprano fece ritorno a casa, purtroppo trovò Castelforte distrutta dai bombardamenti e dopo circa un mese e mezzo cessò di vivere. Di quella valigetta di legno che aveva portato con sé, tra gli effetti personali e alcuni documenti, non disse nulla nemmeno alla moglie che nel sottofondo era custodita la storia delle sofferenze patite nei due lager di internamento, annotata giornalmente per circa venti mesi, su una miriade di foglietti di carta. «Il diario è un documento prezioso sia per la ricchezza delle informazioni riguardanti la vita nei lager nazisti, sia per le annotazioni quotidiane durante l’internamento di cui non si hanno testimonianze. - scrive il Presidente Cusani nella presentazione al libro - Leggendo il diario si ha l’impressione di essere a fianco degli internati e vivere

con loro le pene, le sofferenze, le umiliazioni, le ingiustizie, ma soprattutto la solitudine e la disperazione di essere stati abbandonati dalla Patria». «Arturo D’Aprano nel suo diario pala di sé,

- conclude Cusani - ma la sua esperienza è stata comune a quella di migliaia di internati, per cui dare voce e visibilità a lui significa dare voce a tutti i suoi compagni di sventura e far rivivere ancora per un po’ tra di noi chi da una parte o dall’altra, con spirito di servizi verso la Patria, ha contribuito con il sacrificio personale a costruire

un Paese migliore». «Devo essere grato a D’Aprano - scrive nella sua prefazione il Prof. Giacomo De Marzi dell’Università di Urbino - per questa appassionata rievocazione di un tempo prossimo eppure lontano, oltre che per le notizie, per gli effetti e per i ricordi che descrive, anche per l’esempio che susciterà nei giovani. Pur tenendo presenti alcune riserve, mi sembra che il diario sia un’opera nutrita, essenziale, cresciuta in un clima di drammatiche vibrazioni umane, che lo ha caratterizzato fin dalla prime righe. Terminata la lettura, sento che un’impressione forte è restata, ma non voglio andare a cercare, nel diario, più di quello che l’autore che l’autore abbia voluto dire»! «Ancora conservo nitido il ricordo di mio padre quando tornò a casa dopo oltre due anni di assenza dovuta al suo lungo periodo di internamento nei lager nazisti - conclude Ezio D’Aprano - All’epoca avevo circa dieci anni e di lui conservavo una fisionomia labile, quasi evanescente, poiché con lo scoppio della guerra egli era stato richiamato alle armi e prestava servizio a Roma; le sue apparizioni a casa erano sporadiche e brevi, così non avevo potuto imprimere nella mia memoria la sua immagine e i pochi episodi vissuti insieme. Io stentai persino a riconoscerlo, anche per il suo aspetto sofferente e per la goffa uniforme che indossava». Quando il 27 gennaio del 1946, dopo circa un mese e mezzo dal suo ritorno dalla prigionia nella sua Castelforte distrutta dalla guerra, Arturo D’Aprano cessò di vivere, aveva soltanto 42 anni.


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Armando Cusani

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27 luglio 2011


Newsletter n.76