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Francesco Arleo

Deep Media 1.0


Deep Media: fra innovazione e responsabilità educative emergenti di Francesco Arleo

Come ome è cambiato il ruolo del fruitore di comunicazione in funzione dei media e della loro evoluzione? Osserviamo per un attimo la figura 1 – Il cammino dei media e il ruolo giocato dai fruitori. fruitori Figura 1 - Il cammino dei media e il ruolo giocato dai fruitori. Quello che è facile intuire, osservando la figura, è che il ruolo del fruitore dei media è molto chiaro fino a quello che viene indicato come web 1.0. L’intervento del ricevente è nullo all’interno del processo comunicativo che precede l’avvento di questo web. Le categorie classiche della comunicazione (mittente e ricevente) sono ben distinte. A metà degli anni novanta, dopo diversi anni di applicazioni militari e di alta accademia, c’è una diffusione estensiva del web. Con la diffusione del web viene a cadere da subito la distinzione netta tra emittente e ricevente. Per dare un nome al nuovo fruitore di contenuti di questo media è stato necessario ricorrere a metafore capaci di dare il senso dell’immensità nsità informativa, dell’intreccio delle informazioni, delle possibilità e della pericolosità del web stesso. Si è fatto ricorso a parole come rete e navigazione. Il linguaggio marinaresco è parso il più idoneoo per indicare la possibilità di conquista (di nuovi mondi informativi e comunicativi) comunicativi e la pericolosità del groviglio informativo; informativo pericolo tale da far presumere,, a molti sociologi e filosofi, di non approdare su nessuna riva di conoscenza o di rischiare pericoli fino a quel momento poco conosciuti. Il “navigante navigante” è il nuovo protagonista, questa volta con un ruolo non più passivo; costui, infatti, ha alcuni personal e social media a disposizione: la mail, il web forum, la chat. chat Ma questa prima parte della storia è ormai conosciuta. La parte di storia che non conosciamo, come sempre, è quella in cui viviamo. Nel 2006, con una famosa copertina, il Time annuncia e dettaglia l’entrata in scena di un nuovo protagonista della storia della comunicazione. Quello che cambia realmente, realmente con l’avvento del cosiddetto web 2.0, è il ruolo dell’utente, il quale è protagonista reale di scelte comunicative. comunica Egli può, contemporaneamente, contemporaneamente esercitare un ruolo passivo e attivo della comunicazione on line.

Francesco Arleo – intervento al convegno “Lo studente nel villaggio Globale” - Brescia 2009

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Dunque come definire il nuovo protagonista, forse la definizione più calzante è quella di prosumer. Ibrida coniugazione dei termini producer ducer o professional con la parola consumer sviluppata negli anni ’80 dal futurologo statunitense ed esperto di comunicazione Alvin Toffler. Toffler Qui non è necessario avventurarsi in una costruzione sociologica degli eventi che questo cambiamento ha portato nella sfera della comunicazione, ma è necessario tentare di fornire un’ipotesi che ci aiuti a comprendere la potenzialità e la pericolosità dei cambiamenti in atto. L’ipotesi da cui parto è di natura antropologica e può essere sintetizzata così: la reputazione sociale ociale e l’identità individuale dei singoli e dei gruppi on line avrà sempre più importanza e impatto sull’identità individuale e sulla sulla reputazione sociale reale di ogni individuo e di ogni gruppo umano. Le implicazioni pedagogiche, sociali e psicologiche di questa ipotesi non possono essere affrontate pienamente in questo breve articolo, ma vediamo di comprendere potenzialità e criticità di questo momento storico della comunicazione. Partiamo artiamo da alcune indicazioni quali-quantitative quali che facciano acciano comprendere il contesto entro cui ci muoviamo: 1. La potenza di sviluppo dei calcolatori raddoppia ogni 14 mesi; R. Kurzweil, promotore insieme a Nasa e Google, della Singularity University1, ha spiegato questo fenomeno come accelerazione esponenziale dello sviluppo tecnologico. Con questo ritmo entro pochissimi anni, sostiene Kurzweil, sarà possibile simulare perfettamente perfetta le funzioni del cervello umano e costruire sistemi complessi “auto – programmabili”. programmabili” 2. Lo sviluppo continuo ed esponenziale dei media è inverso all’aumento della soglia di difficoltà d’uso dei de tools tecnologici. Questo significa che ogni persona, così come è comprensibile guardando la potenza della maggior parte delle tecnologie mobili presenti nelle nostre tasche o borse bors (Mobile Phone), può accedere ad applicazioni e software avanzati senza per questo conoscerne conoscer e i meccanismi o i linguaggi tecnologici sottesi. 3. L’abbassamento della soglia di difficoltà d’uso di potenti media della comunicazione (si pensi all’integrazione ormai comune tra videocamera digitale mobile, presente sul cellulare, cellulare e gli strumenti per la pubblicazione immediata on line di video – YouTube be è il più conosciuto, ma non l’unico) permette già, soprattutto ai cosiddetti nativi digitali, di sviluppare, ritoccare materiale audio,video, testi e immagini in forme che fino a 4 anni fa erano accessibili solo ad esperti di editing edi professionale multimediale. Questo processo, tanto per non travalicare i confini del nostro discorso, ha almeno due effetti immediati: immediati a. Sviluppo dell’informazione decentralizzata (il cosiddetto citizen journalism)

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Sulla singolarità tecnologica consiglio onsiglio la lettura di: Raymond Kurzweil, La singolarità è vicina, vicina Apogeo 2008

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b. Manipolazione continua delle informazioni (con conseguenze conseguen positive e critiche facilmente ipotizzabili) Le applicazioni user friendly (primogenite primogenite dei processi appena accennati) sono ormai una condizione imprescindibile per le case produttrici di hardware e software. La tecnologia, secondo questo approccio, deve essere immediata, trasparente e immersiva. Deve cioè coinvolgere l’utente in un processo emotivo che travalichi la normale cognizione di domande classiche di fronte all’uso di nuovo strumento.. C’è da scommettere che questo processo sarà inarrestabile e che ogni tentativo di contrastarlo sarà fallimentare. L’approccio user friendly ha anche altri tre obiettivi che cito brevemente: breve •

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Abbattere le difficoltà intergenerazionali d’uso dei media (su questo stanno lavorando i produttori di media entertainment) Estendere l’uso delle tecnologie alle fasce di età più estreme (soprattutto verso i più piccoli) Permettere una personalizzazione espressiva ed affettiva dell’utente di ogni strumento tecnologico utilizzato

A questo punto vorrei elencare brevemente alcuni fenomeni crescenti sull’uso del web oggi, oggi che ritengo debbano far parte delle nostre considerazioni e di ogni attività incentrata sull’educazione formale e informale sui media. Questi fenomeni sono ancora poco affrontati, se non in forme spot, mentre è data molto più importanza a fatti eclatanti presentati, soprattutto, dalla televisione e dai giornali (ovvero dai cosiddetti old media). media Vediamo quali sono i fenomeni del nuovo web su cui prestare attenzione: attenzione •

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Diminuzione dell’articolazione linguistica, cognitiva ed emotiva dei processi comunicativi (ogni atto di cyberbullismo è, in molti casi, riconducibile ad comunicazione emozionale, cognitiva e linguistica che nella realtà è mancante) Diminuzione dei tempi di analisi dei contenuti e delle connessioni fra le risorse informative trovate sul web o su ogni altro media Aumento della sensazione ensazione di potere sociale esteso al di là dello spazio-tempo spazio della propria vita reale (l’atto di bullismo su YouTube You è quella famosa punta di iceberg di un fenomeno ben più complesso e certamente connesso con questa sensazione sottesa) Aumento dei casi di identità individuali on line violate, con effetti non sempre controllabili anche sulla vita reale Aumento delle identità collettive coll on line costruite intorno a simboli e/o valori dal forte dubbio etico-socio-culturale culturale

A questi fenomeni è necessario aggiungerne aggiunger altri inerenti il mondo della pubblicità e del marketing. Chiediamoci: come lavorano oggi i produttori di pubblicità?

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Vi indico alcuni dei lavori attualmente in corso per riuscire a vendere meglio ogni genere di prodotto a partiree da una diminuzione costante delle soglie di criticità e di resistenza dell’utenza (anche del famoso prosumer): • •

Applicazione di strategie di marketing virale2 e di metodi per la diffusione di "virus "v emotivi" per incoraggiare l'acquisto di prodotti e servizi. Uso di biofeedback3 e di eyetraking4 per la ricerca di tecniche di vendita diretta e indiretta di tipo polisensoriale. Applicazione di modelli odelli sperimentali di neuroimaging5 applicati nella diffusione e nella gestione di lovemarks6 e marketing emozionale7 diffuso.

Insomma il meglio delle neuroscienze al servizio del marketing di nuova generazione. Un marketing che trova nel web 2.0 un ottimo terreno di coltivazione. Attualmente Attualmente la domanda di fondo di ogni “editore”, interessato a vendere comunicazione o prodotti on line, line è una sola: dove sta guardando il visitatore della mia pagina web in questo istante? Approfitto di questa domanda per rivolgerne altre su cui vorrei riflettessero tutte le persone interessate a comprendere i meccanismi della comunicazione e dell’educazione nel nostro tempo: tempo 1. Stiamo davvero imparando ad approfondire le dimensioni dei media, per capire come aiutarci e aiutare i giovani a pensare e usare, in modo autentico, i nuovi linguaggi della comunicazione? 2. Le spese di formazione e di educazione ai nuovi media sono proporzionali alle spese strumentali di acquisto di nuovi strumenti informatici? 3. Conosciamo veramente le logiche della comunicazione via web se ci fermiamo all’osservazione del "bullismo mediatico"? 4. Stiamo facendo qualcosa per prepararci ad una comprensione comprensione profonda dei media, delle loro integrazioni, e dei loro impatti sulle nostre vite? 5. Conosciamo davvero il modo in cui i giovani e in particolare gli studenti usano i nuovi media nel loro quotidiano (fuori e dentro le aule)? Quello che personalmente nte osservo, confrontandomi con il mondo accademico e della ricerca, ma operando anche nella ella formazione professionale, nel mondo della scuola e del lavoro, lavoro parte da una constatazione molto semplice:

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Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Biofeedback ://it.wikipedia.org/wiki/Biofeedback 4 Per una comprensione del termine si veda: http://www.useit.com/eyetracking/ 5 Si veda. http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroimaging_funzionale ipedia.org/wiki/Neuroimaging_funzionale 6 Per una comprensione del termine si veda il lavoro di Roberts Kevi Lovemarks. Il futuro oltre i brands pubblicato da Mondandori nel 2005 7 Si veda l’articolo di Gloria Pericoli – La gestione delle leve irrazionali irrazional nell’acquisto - su http://www.comunitazione.it/ 3

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la maggior parte delle persone attualmente occupata in mestieri educativi/formativi educativi/formativi ha una consapevolezza molto ridotta delle risorse scientifiche offerte dai nuovi media e in particolare del web.

Questo significa che conosciamo molto poco del mondo chee stiamo cercando di analizzare. Per iniziare ad analizzare le possibili evoluzioni di questi cambiamenti abbiamo bisogno di costruire itinerari formativi ed educativi continui in cui l’analisi dei media sia parte integrante di questi processi. Per provare re a ragionare sul web e sul mondo dei nuovi media, in senso esteso, come educatori di questo tempo, dobbiamo scendere dal cavallo Google, ad esempio, e dobbiamo camminare nel cosiddetto Deep Web (il web invisibile o sommerso)8 . Ma per iniziare questo lavoro è necessario costruire percorsi educativi, formali ed e informali, che abbiamo al centro i media, media quali ambienti entro cui accadono processi emotivi, relazionali e cognitivi molto più complessi di quelli che 8

Per avere un’idea pratica del Deep Web è utile provare strumenti come: c SurfWax, CompletePlanet. Esistono motori di ricerca ri on line anche più

vicine Google, ma che restituiscono informazioni più organizzate, tipo: clusty.. Per la scuola e la ricerca educativa ottimo anche kartoo, mentre per la condivisione delle ricerche direi di osservare e provare Wikia Search.. Naturalmente anche attraverso questi primi strumenti si può giungere ad un'idea più profonda di cosa voglia dire cercare informazioni sul web. Gli esperimenti ancora da seguire sono Kosmix e deeppeep.

Francesco Arleo – intervento al convegno “Lo studente nel villaggio Globale” - Brescia 2009

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attualmente percepiamo. piamo. Questi percorsi sono ancora più urgenti di quanto riusciamo ad immaginare e le formule della didattica tradizionale, o l’osservazione dall’esterno dei fenomeni, non ci aiuteranno di certo a far fronte ai cambiamenti accelerati in atto. È necessario entrare nei linguaggi, nelle relazioni oggettuali, sociali e narrative della comunicazione, al fine di orientarci orientar e orientare i giovani verso nuove forme di apprendimento autentico e significativo espresse anche attraverso i nuovi media.

Deep Media fra innovazione e responsabilità educative emergenti di Francesco Arleo

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Deep Media Education  

una riflessione educativa sul web: fra nnovazioni e nuove responsabilità educative

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