Page 1

Notebook


Ogni nuovo progetto e’ un viaggio di ricerca, di cui si conosce lo scopo ma non la destinazione e tanto meno il percorso. L’iter creativo puo‘ seguire una traiettoria lineare, rigorosa, oppure compiere piccole deviazioni, seguendo intuizioni o suggestioni che si possono incontrare lungo il cammino, suggestioni inaspettate che rendono unico, diverso ogni progetto, come diverso e’ il viaggiatore al ritorno da ogni viaggio. Al centro sempre l’uomo, con i suoi bisogni, le sue aspirazioni ed emozioni, che vanno comprese, interpretate ed espresse nella forma compiuta del progetto e nella sua realizzazione.


Biblioteca per circa 2000 volumi, più una consistente raccolta di quotidiani, trova la giusta collocazione nella mansarda della casa di famiglia del committente, nel centro storico di Cattolica. Le librerie seguendo le linee di falda ricoprono quasi tutte le pareti dell’ambiente principale della casa studio, creando un forte impatto emozionale, ’‘.. vivere circondato dai miei libri ’‘era stata la richiesta del committente. Nella parte più bassa della mansarda è stata collocata la zona hi-fi, dischi e riviste, le parti più alte sono state dedicate ad enciclopedie e libri di pregio, con ripiani fissi, mentre ripiani regolabili in altezza ospitano i tascabili. Il ritmo compositivo delle pareti libreria è vivacizzato dall’ alternarsi di parti in legno e parti in laccato bianco, alcune aggettanti altre rientranti; più precisamente le librerie laccate poggiano su panche in legno (noce biondo) sul cui piano di seduta sono incastonate delle imbottiture rivestite in tessuto di lino naturale. Oltre che da seduta questi basamenti accolgono tv e hi-fi e sono cassettiere per i quotidiani. Sulla parete principale è stato incastonato un piccolo mobile ad ante in legno aggettante rispetto la libreria e rientrate rispetto alla lunga panca, in modo da enfatizzare maggiormente il ritmo compositivo.


Oggetto dell’incarico la riprogettazione di un appartamento sito al primo piano di una villetta bifamigliare in Cattolica ad uso abitativo, per il figlio dei proprietari che abitano al piano terreno. L’appartanento di circa 120 mq, si presentava allo stato grezzo, privo di pavimentazioni, sottofondi, impianti, con la sola presenza delle partizioni interne prive di intonaco secondo il progetto originario degli anni ’70. Ciò ha permesso la massima libertà nella scelta progettuale sia a livello compositivo che impiantistico. Le richieste della committenza erano di creare ambienti luminosi con una atmosfera calda ed informale, con un grande soggiorno per ospitare i numerosi amici della coppia e far giocare liberamente il figlio in arrivo, ricavando se possibile un qualche spazio accessorio nel sottotetto soprastante, separato dall’appartamento, al quale si accedeva dalla scala condominiale. Idea cardine del progetto, semplice ma efficace è stata l’integrazione del sottotetto con l’appartamento incamerando parte del ballatoio comune e delle rampe d’accesso al sottotetto, che diventava così di uso esclusivo dell’appartamento che ne guadagnava anche un allargamento dell’ingresso; ciò ha permesso di creare nel sottotetto un camera ospiti, un bagno, il locale caldaia e vari ripostigli, così da poter notevolmente allargare la zona giorno dell’abitazione (eliminando la rerza camera e il secondo bagno)


Pensata per residence e monolocali; un insolito armadio ad onda di 220 cm di lunghezza da chiuso, che aperto si trasforma in una cucina con spazio di lavoro di dimensione doppia. La grande onda è di fatto un'unica anta che aprendosi trascina il piano cottura creando un piano di lavoro ad L: sulla parte fissa il lavello, su quella mobile il piano cottura elettrico in vetroceramica. Quando la cucina si chiude ad armadio il piano cottura si sovrappone al lavello. La forma del piano cottura è quella di un delfino, la cui pinna dorsale, fendendo l’onda diviene la grande maniglia di apertura della cucina.


La cura del dettaglio La totalità del progetto Primi schizzi su carta si parte dal volume modello di legno segue modellazione tridimensionale modello finale Cultura del progetto: l’idea di progetto prende forma grazie ai primi schizzi è il momento artistico dove viene sfruttata la massima creatività, questa direzione sarà il filo conduttore dell’intero progetto. Ogni idea, ogni direzione, ogni ispirazione, girano nell’aria; è un momento progettuale che definiamo di "trance progettuale", le idee fluttuano nello spazio basta saperle coglierle …. Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto è già presente in natura basta saper ascoltare, osservare e sintetizzare. Prassi operativa: il progetto inizia a prendere forma con studio volumetrico di massima, costruendo un modello in legno tridimensionale si può sondare con mano l’idea progettuale astratta segue un accurato studio tridimensionale per mezzo di modellatore grafico: il progetto viene disegnato in ogni suo piccolo particolare e mediante navigazione virtuale è come se questo fosse già costruito e percorribile. Costruzione del modello finale Il disegno tecnico è costituito da infinite sezioni verticali ed orizzontali visto che ne sono state fatte una ogni 50 cm , che hanno permesso di fornire un progetto esecutivo in ogni sua parte e dettaglio.


Nasce come tema d’esame universitario, all’interno del corso di arredamento e architettura d’interni tenuto dal del prof.arch. Antonio D’Auria della Facoltà di Architettura di Firenze, successivamente approfondito e perfezionato. E’ un elemento centripeto, con una forza linguistica e funzionale tale da modellare lo spazio abitativo attorno a se. Trasposizione attuale o futuribile dell’archetipo del focolare, il totem domestico concentra oltre alle funzioni della preparazione e del consumo dei cibi, tutte le apparecchiature di controllo e comunicazione della casa, secondo i concetti della domotica. Geometricamente la pianta è costruita sulla figura dell’evolvente, tutte le misure adottate tengono conto di parametri antropometrici ed ergonomici, facendo riferimento anche al ’ Modulor’’ di Le Corbusieur.


Le facciate sono state ristrutturate con materiali e vernici speciali, valorizzando i materiali usati in origine senza apportare alcuna alterazione, al fine di preservare lo stile della casa nonostante la diffidenza iniziale dei proprietari che desideravano eliminare quei mattoni e cambiare quel colore rosso a loro modo di vedere orribile. Invece erano proprio quei materiali che ci avevano colpito particolarmente: la soddisfazione piÚ grande è stata vedere i clienti increduli di ciò che avevamo realizzato, in fin dei conti, senza cambiare nulla al di fuori della scala. La nuova pavimentazione esterna in porfido si armonizza e si fonde con le linee della scala formando un prolungamento della stessa (foto con vista dall’alto).


Spesso ci siamo trovati a prendere un caffé col nostro amico artista di fama nazionale Leonardo Nobili e discutere di arte e architettura, delle applicazioni delle mode, degli stili, delle innovazioni e ci siamo sempre più convinti di quanto entrambe siano correlate e come i nostri pensieri fossero così vicini. Da tutto ciò è nata la nostra collaborazione … secondo noi una casa senza arte è come una donna senza trucco . ed è grazie a questi nostri pensieri che in ogni casa creiamo l’angolo dell’arte dove il committente ricarica le proprie energie come quando si ascolta

un ottimo pezzo musicale. Per noi l’angolo dell’artista è diventato uno spazio al pari di tutti gli altri ambienti della casa … è impensabile una casa senza cucina o senza camere da letto e così i nostri progetti prevedono lo spazio dell’artista. Da questo rapporto biunivoco che abbiamo stabilito tra arte ed architettura abbiamo allestito insieme a Leo diverse sue mostre di arte contemporanea e portato dentro diverse ville l’angolo dell’artista fortemente apprezzato poi dai committenti.


Case History  

Arkimode' practise

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you