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2012 / 2013

TEATRO COMUNALE DI OCCHIOBELLO


Comune di Occhiobello

Associazione Culturale Arkadis


Originale Ogni volta che penso a una nuova programmazione, mi accade di chiedermi che cosa sia il Teatro e, soprattutto, se la mia personale visione di esso riesca davvero a trapelare dalle scelte artistiche del cartellone. Ma più provo a definirlo, più il teatro mi appare senza confini precisi, con labili frontiere a segnalare il passaggio da una definizione all’altra, cosicché ciascuno di noi deve necessariamente mettere in gioco la propria sensibilità per orientarsi. Esiste però un denominatore comune, universale, in cui affonda, senza annegare, il nostro personale sentire: l’origine della natura umana, il tempo in cui l’uomo doveva compiere ancora molti passi per la propria evoluzione. Un tempo fatto di gesti, di suoni, di sguardi pieni d’attenzione, di azioni quotidiane che oggi trascuriamo troppo, probabilmente perché origine e originale ci sembrano aver perso la loro radice comune, diventando antagonisti. In quell’idea di tempo antico, il teatro riprende forma e, nella semplice riproduzione di ciò che esiste, al di là di ogni apparente paradosso, diventa originale. Anche gli spettacoli della stagione 2012/2013 - tornata anch’essa alle origini per numero di serate, come la prima edizione di dieci anni fa (fatta eccezione per l’anteprima fuori abbonamento) - rientrano in questa ricerca di definizione, restituendoci un preciso spaccato della contemporaneità. Al pari di uno specchio, ci forniscono una riflessione della realtà sulla realtà stessa. Shakespeare diceva che “il teatro regge lo specchio alla natura”: ci guarda dall’esterno rimandandoci, senza attenuanti, tutto ciò che siamo, filtrato attraverso i nostri diversi modi di sentire. Sebbene in due forme differenti, lo specchio e il teatro ci offrono la stessa possibilità. Riflettere. Marco Sgarbi Direttore artistico


VENERDÌ 26 OTTOBRE 2012 Anteprima fuori abbonamento

Costa/Arkadis

Giro solo esterni con aneddoti Inizio prevendita abbonamenti

SABATO 17 NOVEMBRE 2012

Inizio prevendita biglietti

VENERDÌ 30 NOVEMBRE 2012

Alessandro Bergonzoni

Urge VENERDÌ 14 DICEMBRE 2012

Teatro Minimo

Sequestro all’italiana


VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

Laura Curino

Olivetti VENERDÌ 25 GENNAIO 2013

Gigio Brunello

Macbeth all’improvviso VENERDÌ 8 FEBBRAIO 2013

Saverio La Ruina

Italianesi VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

Natalino Balasso

L’idiota di Galilea


Foto Michele Tomaiuoli


Fuori abbonamento

VENERDÌ 26 OTTOBRE 2012 20 MINUTI - ORE 21

Costa/Arkadis

Giro solo esterni con aneddoti Cosa succede se la ‘storia’ dello spettacolo è tutta in un’azione concreta? Che cosa evoca l’osservazione di un uomo al lavoro? Questi sono gli interrogativi che scaturiscono da un progetto teatrale dedicato ai mestieri dell’uomo, Manufatti artigiani, di cui fanno già parte un insegnante, un falegname, una sarta, una casalinga, un cuoco, un attore, una parrucchiera, un calzolaio, un prete.
Con Giro solo esterni con aneddoti, la carrellata di uomini al lavoro si arricchisce della presenza di una guida turistica che, con la sua ‘arte’, ci mostra l’invisibile. Protagonisti sono lo sguardo e l’ascolto dello spettatore, cui si chiede di fare esperienza, o meglio, di interpretare un’immagine annacquata da una visione abitudinaria. Emergono così, senza commento, l’impalpabilità della cultura, il nozionismo erudito, il viaggio omologante, la conoscenza per effetto di una testimonianza diretta. L’azione che la Guida svolge davanti ai turisti/spettatori, decontestualizzata, diventa metafora dell’atto teatrale e di un ciclo vitale. Già dal titolo infatti - tipologia di visita guidata - si delinea un’esistenza che prevede una nascita, incontri, separazioni, spostamenti nel tempo e nello spazio, indissolubilmente associati alla solitudine del viaggiatore. Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2011 Con Marco Sgarbi Lo spettacolo è parte di Manufatti artigiani Ideazione e regia Giulio Costa Collaborazione ai testi Monica Pavani Consulenza artistico-organizzativa Federico Toni Produzione Costa/Arkadis, in collaborazione con il Teatro dei Venti Con il sostegno del Comune di Occhiobello


Foto Riccardo Rodolfi


VENERDÌ 30 NOVEMBRE 2012 60 MINUTI - ORE 21

Alessandro Bergonzoni

Urge Un allestimento che già dal titolo vuole chiaramente indicarci un’allerta, una necessità artistica senza sosta e senza indugi. Come un intimatore di alt, come un battitore di ciglia che mette all’asta gli apostrofi delle palpebre, come l’inventore del cuscino anticalvizie o del transatlantico anti aggressione, come giaguaro che diventa uno degli animali più lenti in ascensore e come lumaca che diventa uno dei più veloci in aereo, così tra tellurico e onirico, tra lo scoppio delle alte cariche dello stato, Bergonzoni ci segnala le differenze che, se trascurate, possono realmente cambiare il senso delle cose; come quella tra sogno e bisogno in cui l’incubo è confonderli. L’attore ci mostra che la comicità è fatta di materiali non solo legati all’evidente o al rappresentato. Soprattutto mette sotto i nostri occhi il suo “voto di vastità”, un vero e proprio canone artistico che lo obbliga a non distogliere mai gli occhi dal tutto. Un tutto composto dall’enormità e dall’invisibile, onirico, sciamanico e trascendentale. Urge, quindi, verificare dalla platea questa ulteriore e necessaria scrittura comica, di quello che senza dubbio è uno dei più originali artisti contemporanei.

Di Alessandro Bergonzoni Regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi Scene Alessandro Bergonzoni Assistenza impianti tecnici Tema Service Produzione Allibito Ufficio Stampa Licia Morandi Distribuzione e organizzazione Progetti Dadaumpa


Foto Mirella Caldarone


VENERDÌ 14 DICEMBRE 2012 60 MINUTI - ORE 21

Teatro Minimo

Sequestro all’italiana Lo spettacolo si ispira a un fatto realmente accaduto. Qualche anno fa un uomo entrò in una scuola materna e sequestrò una classe di bambini perché voleva assolutamente parlare col sindaco. Al termine della trattativa non gli parlò, ma rilasciò un’intervista. Questo spettacolo è il tentativo di portare in scena i tipi umani da cui scaturisce l’attualità, sempre diversa nei suoi esiti, ma determinata da vizi antichi. Si può fare qualunque cosa, macchiarsi di qualunque crimine, ma poi basta andare in televisione per chiedere scusa in primo piano. Fare qualcosa “all’italiana” significa, come ci viene quotidianamente ricordato, scambiare la furbizia per intelligenza, far diventare il vizio una virtù. Questa commedia guarda al particolare per azzardare uno sguardo sul tutto; parte dal fatto locale per descrivere un comportamento, una necessità, riscontrabili ovunque. Questa è la messa in scena di un sequestro... all’italiana. È una farsa, e forse questo è il problema. Ci sono determinati tratti dell’essere italiani che non fanno prendere sul serio nemmeno le tragedie. Che alla fine sia un modo sbagliato di morire senza coscienza, o giusto di sopravvivere con leggerezza, è una considerazione che viene lasciata allo spettatore. Testo finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009 Con Michele Sinisi e Vittorio Continelli Di Michele Santeramo Regia Michele Sinisi Scene, luci e costumi Michelangelo Campanale Direttore di scena Nicola Cambione Tecnico audio-luci Francesco Minuti Organizzazione e cura del progetto Antonella Papeo Produzione Teatro Minimo, Teatri Abitati, residenze teatrali in Puglia In coproduzione con Comune di Andria, in collaborazione con Festival Castel dei Mondi


Foto Giorgio Sottile


VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 100 MINUTI - ORE 21

Laura Curino

Olivetti. Camillo, alle radici di un sogno Chi parla più di fabbriche belle, di città a misura d’uomo, di rispetto del territorio, di tecnologia al servizio del benessere? Chi si ricorda di un luogo dove pittori, artisti e poeti dirigevano un’azienda? Chi cita più un uomo, Adriano Olivetti, che aveva chiamato Le Corbusier per creare le case per gli operai, che costruiva fabbriche fra gli alberi, che aveva inventato l’urbanistica, il design, la psicologia del lavoro? Chi aveva inventato la fabbrica destinata a diventare la dimostrazione vivente, sana, solida e redditizia del fatto che il lavoro in fabbrica può non essere sinonimo di alienazione, inquinamento e malattia? Olivetti è la storia di Camillo, il pioniere, l’inventore, l’anticonformista capriccioso e geniale che fondò, agli inizi del Novecento, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Lo spettacolo ne ricostruisce la vita, le figure che gli ruotavano attorno, l’ambiente e le imprese, attraverso le voci narranti di due personaggi fondamentali della sua storia: la madre, Elvira Sacerdoti, e la moglie, Luisa Revel. Queste due donne, provenienti entrambe da una cultura di minoranza, ebrea la prima e valdese la seconda, sono state le protagoniste silenziose della formazione e della realizzazione del sogno olivettiano. Questo spettacolo è il racconto epico di un’avventura avvincente, piena di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi. La cosa più straordinaria è che è tutto vero. Di Laura Curino e Gabriele Vacis Collaborazione alla drammaturgia Laura Volta Regia Gabriele Vacis Assistente alla regia Serena Sinigaglia Produzione Associazione Culturale Muse In collaborazione con Fondazione Teatro Stabile Torino


VENERDÌ 25 GENNAIO 2013 80 MINUTI - ORE 21

Gigio Brunello

Macbeth all’improvviso Il burattinaio si scusa con il pubblico: il Macbeth non andrà in scena a causa di contrattempi dovuti alla costruzione dei nuovi burattini. Al posto della tragedia allestirà una commedia, servendosi delle maschere della Commedia dell’Arte e della baracca che lui stesso aveva ideato per il Macbeth. Non una commedia qualunque ma L’emigrante geloso, un inedito di Carlo Goldoni. Lo spettacolo inizia con Arlecchino recalcitrante e offeso che, approfittando dei momenti di distrazione del burattinaio, guida la rivolta: metteranno in scena Macbeth, proprio loro, i comici dell’Arte. Il primo a farne le spese sarà il burattinaio, il re Duncan che sta in baracca. Macbeth all’improvviso dimostra che - accanto a un teatro cosiddetto “maggiore” e a un teatro di ricerca ormai “ufficiale” - esiste una forma di spettacolo che riesce a riscuotere successo presso fasce di pubblico molto diverse per età e istruzione, aperta alle concezioni più moderne della scena, naturalmente sensibile agli scambi tra differenti discipline artistiche, capace di fondere la tradizione dei burattini e dei canovacci della commedia dell’arte con la sperimentazione drammaturgica e attorale. Nello spettacolo tutto questo avviene con la leggerezza dell’ironia e la complicità di un sorriso.

Premio della Critica Teatrale 2002 Associazione Nazionale Critici di Teatro Dramma in due atti per burattini liberamente tratto da W. Shakespeare Di Gigio Brunello e Gyula Molnar Regia Gyula Molnar Produzione Teatrino della Marignana


Foto Angelo Maggio


VENERDÌ 8 FEBBRAIO 2013 75 MINUTI - ORE 21

Saverio La Ruina

Italianesi Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, che si è consumata fino a poco tempo fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della Seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimasero intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime, la maggior parte di loro venne condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini, colpevoli solo di essere mogli e figli di italiani, furono trattenuti e internati in campi di prigionia. Vissero in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, lavori forzati e torture. In quei campi rimasero dimenticati. Come il “nostro” che vi nacque nel 1951 e visse quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia, che raggiunse nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, quasi in quattrocento arrivarono nel Belpaese, convinti di essere accolti come eroi, per ritrovarsi invece condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Italianesi è uno spettacolo sulla dittatura, sull’oppressione: un enorme spaccato storico che, tuttavia, viene colto in una chiave minimalista, come a esorcizzare i toni della tragedia osservandola con occhi perennemente infantili. Di Saverio La Ruina Musiche originali eseguite dal vivo Roberto Cherillo Disegno luci Dario De Luca Direzione tecnica Gaetano Bonofiglio Organizzazione Settimio Pisano Produzione Scena Verticale Con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria


Foto Nicola Boschetti


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013 80 MINUTI - ORE 21

Natalino Balasso

L’idiota di Galilea Fino a pochi secoli fa, la scrittura era prerogativa di una classe ricca e privilegiata. Le sacre scritture potevano essere lette e comprese da un numero irrisorio di persone. Per gli umili non c’era alternativa: dovevano fidarsi, proprio come dovevano fidarsi delle leggi che, si diceva, erano concepite per essere usate in loro difesa. Anche quando arrivò una Buona Novella che parlava di liberazione, subito al racconto tramandato si sostituirono testi scritti e ufficiali. Accadde così che proprio gli ultimi della terra furono in realtà tagliati fuori dalla comprensione di quel messaggio. Questo spettacolo narra le avventure di un Maestro e dei suoi discepoli. I fatti della Buona Novella sono raccontati da un idiota. Il testo è costruito utilizzando un ampio ventaglio di suggestioni che comprende vangeli gnostici, apocrifi, scritti filosofici dell’ambiente greco-romano e pure invenzioni favolistiche. La storia contenuta in questo spettacolo parla dell’aiutante di un falegname di Palestina. I Dodici gli avevano detto che avrebbe fatto meglio a tenersi a debita distanza da loro e, soprattutto, che doveva smetterla di rivolgere loro quelle stupide assillanti domande. Ma lui era un idiota, non c’era libro che avrebbe potuto distoglierlo dalla sua ostinata incomprensione del mondo.

Di Natalino Balasso Regia Stefania Felicioli Musicazione Mario Brunello Produzione Teatria srl


www.selectaspa.net


CENA DOPO IL TEATRO Menù degustazione completo a 16 € Dopo gli spettacoli, grazie alla convenzione con il ristorante La Colombara, esibendo il proprio abbonamento o il biglietto della serata, gli spettatori potranno cenare, a prezzo fisso, assaporando le degustazioni tipiche. Sarà possibile, inoltre, incontrare gli interpreti degli spettacoli, compatibilmente con i loro impegni artistici. È richiesta la prenotazione. Durante il corso dell’intera programmazione, da novembre a febbraio, il ristorante riserva il 10% di sconto al pubblico del Teatro. Ristorante La Colombara Via Piacentina, 43/b - Occhiobello borgolacolombara@live.com Tel. 329.2951248


PREVENDITE Abbonamenti Dal 26 ottobre 2012 presso tutti i punti vendita e on-line. Platea: intero € 60, ridotto over65 € 50, ridotto under30 € 40. Biglietti Prevendita dal 17 novembre 2012. Platea e Galleria: intero € 12, ridotto over65 € 10, ridotto under30 € 8. Teatro Comunale di Occhiobello Aperto il 17 novembre 2012 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Nei giorni di programmazione dalle 20 alle 21. Via Cavallotti, 32 - Occhiobello (RO) Tel. 349.8464714 info@teatrocomunaleocchiobello.it www.teatrocomunaleocchiobello.it Comune di Occhiobello u.r.p. Da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 13.30, il mercoledì anche dalle 15 alle 17. Piazza Matteotti, 15 - Occhiobello (RO) Tel. 0425.766111 www.comune.occhiobello.ro.it Biglietteria on-line www.ticketland3000.com/occhiobello Il Teatro riserva ai portatori di handicap motorio alcuni posti facilmente raggiungibili. I biglietti sono omaggio per il portatore di handicap e a prezzo ridotto per l’eventuale accompagnatore. Non è consentito l’ingresso in Teatro a spettacolo iniziato. Non sono consentiti gli utilizzi di videocamere, macchine fotografiche e telefoni cellulari. I biglietti acquistati possono essere rimborsati dalla biglietteria entro sette giorni solo in caso di sostituzione o annullamento spettacolo. La Direzione si impegna a trovare adeguata collocazione agli abbonati nel caso in cui sia necessario effettuare spostamenti di posti per esigenze tecnico/artistiche o per motivi di forza maggiore. La Direzione si riserva di apportare al programma le variazioni che si rendessero necessarie per cause di forza maggiore.


ALTRI PUNTI VENDITA BIGLIETTI Webland2000 - Via Bongiovanni 36/c, Ferrara Natur Basket House - Via Voltapaletto 17, Ferrara Tabaccheria Malagutti Mauro - Via Ariosto 62, Ferrara Tabaccheria Segnali di Fumo - C.so Martiri Della Libertà 73, Ferrara Bar Tabaccheria Estense - Via Pomposa 29, Ferrara Tabaccheria Poggi - Via Ladino 59, Porotto (FE) Tabaccheria Emme - Via Statale 207, S. Agostino (FE) Tabaccheria Italia - Corso Matteotti 11, Jolanda di Savoia (FE) Bar Pic Nic - Via Alighieri 2, Portomaggiore (FE) Ricevitoria Luckybet - Piazza Giovanni XXIII 5, Copparo (FE)

RETE DEI TEATRI Prosegue anche per la stagione 2012/2013 la Rete tra il Teatro Comunale De Micheli di Copparo, il Teatro Comunale di Ferrara e il Teatro Comunale di Occhiobello, nata per favorire la circuitazione del pubblico. Presentandosi nelle biglietterie di Copparo e Ferrara con un biglietto o l’abbonamento del Teatro Comunale di Occhiobello, e viceversa, si potrà acquistare a prezzo ridotto un biglietto per uno spettacolo a scelta. Una riduzione analoga è prevista negli altri due Teatri.

GIOVANI A TEATRO Per favorire la diffusione del “car pooling”, ai giovani impegnati nella mobilità sostenibile, sensibili al problema dell’impatto ambientale, il Teatro offre un ingresso ulteriormente ridotto, grazie alla convenzione con Carta Giovani Protagonisti del Comune di Ferrara. Per tutti i titolari della Carta che utilizzeranno una singola vettura per raggiungere il teatro, in un gruppo minimo di quattro persone, il costo d’ingresso sarà di € 5 a persona. www.cartagiovaniprotagonisti.net


Organizzazione Comune di Occhiobello - Assessorato alla Cultura in collaborazione con associazione culturale Arkadis Coordinamento amministrativo Comune di Occhiobello - Area servizi alla persona Coordinamento tecnico Comune di Occhiobello - Area lavori pubblici Coordinamento grafico Alexandre Bourdeaud’Hui Squadra tecnica Filippo Albieri, Gianluca Fabbri, Matteo Merchiori, Cristian ‘Beza’ Besaggio Coordinamento organizzativo Miriam Previati, Roberta Pazi Coordinamento editoriale Monica Pavani Responsabile produzioni e consulente artistico Giulio Costa Direttore artistico Marco Sgarbi


COMMUNICATION DESIGN MAMOKA.COM

libretto 12-13  

libretto stagione teatrale di Occhiobello 2012.2013

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