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L’HOTEL

Situato a 10 minuti a piedi dal centro di Garlasco e a 20 km da Pavia, l’Hotel I Diamanti offre un giardino fiorito, un patio, un ampio parcheggio gratuito e camere dotate di aria condizionata e connessione Wi-Fi inclusa nella tariffa. Caratterizzate da arredi in stile classico, tut-

te le sistemazioni dell’Hotel I Diamanti dispongono di bagno privato, minibar, TV a schermo piatto e pavimenti in moquette. Ogni giorno vi attende una colazione continentale a buffet. I servizi forniti dall’hotel includono anche un bar, una sala riunioni e il servizio di noleggio biciclette.


LA SALA BAR

LA SALA COLAZIONE


LA SALA RELAX

LA SALA CONFERENZE


LA CAMERA SINGOLA


LA CAMERA MATRIMONIALE


IL TERRITORIO Gropello Cairoli (Grüpé in dialetto lomellino) è un comune italiano di 4.598 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina orientale, a breve distanza dal ciglio del terrazzo che domina la valle alluvionale del Ticino. L’abitato è principalmente raccolto intorno alla ex strada statale 596 (detta dei Cairoli) che conduce a Pavia, molto frequentata soprattutto a causa della presenza del casello autostradale sulla A7. Il paese costituisce uno dei pochi esempi in Europa di strassendorf (paese sviluppatosi lungo una strada) medievale. Nel 2000 è stata inaugurata la tangenziale che devia il traffico dal centro cittadino. Caratteristica di Gropello Cairoli è la presenza di due chiese, San Rocco e la parrocchiale dedicata a San Giorgio, che delimitano da est ad ovest la via principale. Personalità legate a Gropello Cairoli • fratelli Cairoli, patrioti • Lanfranco Beccari, vescovo e santo • Carlo Cantoni, filosofo

GROPELLO CAIROLI

Il prodotto più tipico è il Biscotto “Il Cairoli” prodotto da quattro forni del paese con farina di riso, frumento, mais, zucchero, uova, lievito e poche gocce di limone per ricordare la spedizione di Garibaldi in Sicilia.


CITTA’ DI PAVIA Sulla confluenza tra il Ticino e il Po, Pavia è una città che conserva un’impronta medioevale, per le sue chiese e palazzi, piazze e stretti vicoli che si stringono attorno alla sua università, una delle più antiche e prestigiose d’Italia. Importante centro agricolo della fertile pianura padana, è dedita anche all’industria tessile e chimica. Da non perdere la visita alla sua vicina Certosa, grandiosa abbazia considerata una delle più alte espressioni dell’arte lombarda. Importante centro posto sulle rive del Ticino, sede di un’antica università, viene chiamata ticinum dai romani e conquistata nel 527 da Alboino, diventando capitale del regno Longobardo. Nel XII secolo diventa comune e si allea al Barbarossa. Nel 1359 è sottomessa alla signoria dei Visconti che vi costruiscono il castello fondando l’università e la Certosa. Il 24 febbraio 1525, nel parco del castello si svolge la famosa battaglia in cui Francesco I re di Francia è fatto prigioniero dall’imperatore Carlo V. Successivamente la città decade nel periodo spagnolo e austriaco.


LA CERTOSA DI PAVIA

Il monastero della Certosa fu costruito per volere di Gian Galeazzo Visconti e collegato al castello tramite il parco, pensato nelle dimensioni attuali come cappella di famiglia. Il 27 agosto 1396 fu posta la prima pietra dallo stesso Gian Galeazzo e, dopo la sua morte, Francesco Sforza incaricò l’architetto Solari di coprire la chiesa nel 1462. Nella facciata lo zoccolo è costituito da una serie di medaglioni con teste di personaggi dell’antichità, storici o leggendari. Nel registro superiore sono rappresentate scene della vita di Cristo e del Vecchio Testamento; in alto figure di Santi e Profeti. Il museo della Certosa di Pavia fu aperto al pubblico per la prima volta nel 1911. Il Museo racchiude due sezioni fondamentali, al piano terreno sono esposti circa 200 calchi in gesso tratti dai rilievi di facciata, dai chiostri e da altre parti del monastero, nonché dal monumento sepolcrale di Gian Galeazzo Visconti, fondatore della Certosa nel 1396 mentre al piano superiore si trovano paramenti, dipinti e sculture originali, tra le quali la grande pala di Bartolomeo Montagna e i dipinti su tavola e gli straordinari altorilievi marmorei con tracce di dorature e policromia realizzati da Giovanni Antonio Amadeo, Cristoforo Mantegazza e Agostino Busti detto il Bambaja. Sempre al piano superiore sono esposti ritratti dei Visconti e degli Sforza, mecenati del monastero, pitture murali staccate attribuite al pavese Bernardino de’ Rossi e al Bergognone.


Piazza Ducale è una delle più affascinanti piazze d’Italia. Fu ideata da Donato Bramante e, tuttavia, sono stati trovati numerosi disegni e appunti sulla sua realizzazione nei codici di Leonardo da Vinci. Inizialmente, la piazza doveva configurarsi come una sorta di imponente ingresso al Castello. I lavori iniziarono nel 1492 e si conclusero due anni dopo. Ma la vita del borgo ebbe la meglio sui propositi della nobiltà, e la piazza divenne ben presto il centro della vita cittadina, caratteristica che conserva ancora oggi. Appare perfettamente conservata, ricca di botteghe d’arte, negozi per lo shopping e locali alla moda. Di forma rettangolare, è lunga 134 metri e larga 48. Altri grandi esempi di architettura religiosa sono la Chiesa di San Pietro Martire e la Chiesa di San Francesco. Per chi si reca a Vigevano è immancabile una visita al Castello, che sorge nella parte più alta della città. È uno dei complessi cittadini fortificati più grandi d’Europa. Il suo aspetto attuale si deve principalmente all’intervento di Ludovico il Moro.

VIGEVANO


L’antica Laumellum fu un importante centro romano, forse preceduto da un insediamento preromano. I vecchi eruditi, basandosi su una supposta etimologia (Laumellum da Laevum mellum), lo attribuivano ai Levi, fondatori di Pavia insieme ai Marici. Alla fondazione potrebbero aver contribuito anche i Libìci, insediati nel Vercellese. Si tratta comunque di popolazioni Liguri piuttosto che celtiche. La basilica di Santa Maria Maggiore è una delle più interessanti testimonianze architettoniche del cosiddetto romanico lombardo, segnato profondamente dall’influenza oltralpina dell’architettura ottoniana. In Italia è la chiesa con le volte a crociera più antiche (quelle solo sulle navate laterali, segno di un periodo di transizione).

LOMELLO Tra i pochi dati che possono riferirsi con certezza alla fase attualmente ancora esistente della basilica possiamo annoverare il privilegio di Papa Pasquale II, datato 22 agosto 1107, con il quale si autorizza il parroco di Santa Maria a portare la mitria ed il pastorale, e gli si conferisce il potere di conferire alcuni ordini minori. La chiesa fa parte di un complesso con battistero che fu costruito tra il 1025 e il 1040 secondo le tesi del Porter. La basilica è a tre navate con un transetto più basso del corpo longitudinale. Fu una delle prime chiese in Italia ad essere coperta con volte a crociera nelle navate laterali, prima che si diffondesse lo stile romanico. Dopo un dissesto o un crollo, le prime tre campate furono abbandonate e si costruì una facciata.


Della cucina pavese molto apprezzata è la carne di maiale, con il salame, la coppa, i cotechini e i sanguinacci. Fondamentale per i piatti tipici è il riso: introdotto dagli Sforza nel XV secolo, viene usato per minestre e risotti di tutti i tipi. Particolari sono i piatti a base di rane, anguille e pesci d’acqua dolce: citiamo la zuppa di rane, l’anguilla alla borghigiana e le rane in guazzetto. Tra i dolci, oltre alla famosa colomba pasquale, si ricordano la Torta Paradiso, le pangialdine dei Morti, il pane di San Siro e le Offelle di Parona.

LA CUCINA DEL TERRITORIO

Celebri anche i vini della zona, tra i D.O.C. prodotti nell’Oltrepò troviamo: il Barbera, il Bonarda, il Moscato, il Pinot grigio e il Pinot nero. Conosci il Cairoli? Una ricetta tradizionale tutelata e garantita dal gruppo AR.CO (artigiani e commercianti) di Gropello Cairoli: farina di riso, zucchero, burro, farina di frumento, farina di mais, uova, latte, lievito, aroma di limone e sale. Si narra che il biscotto fosse offerto da donna Adelaide Bono Cairoli ai suoi ospiti, Giuseppe Garibaldi compreso! Peperone di Voghera, Asparagi di Cilavegna, la cipolla rossa di Breme, la zucca Bertagnina di Dorno, Pangialden, brasadè, pan di mort, i sulden dal brigant... Non sono i personaggi di una nuova saga bensì alcuni dei protagonisti della tradizione dolciaria locale de La Via dei Cairoli.


I NOSTRI SERVIZI


Hotel I Diamanti Via Leonardo Da Vinci, 59 27036 – Garlasco (PV) Tel. 0382/822777 Fax 0382/800981 www.hotelidiamanti.it - info@hotelidiamanti.it

- A 20 minuti da Milano - A 15 minuti da Pavia - A 10 minuti da Vigevano


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