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austroungariche. La risoluzione della confine serbo-bulgara venne rinviata all’anno successivo. La Commissione si sarebbe dovuta riunire nuovamente il 10 maggio (28 aprile) 1879, ma tutti i delegati ad eccezione di quello turco che si unì ai lavori a Nis si ritrovarono a Belgrado tre giorni prima. Ci furono tuttavia delle sostituzioni: il delegato italiano Gola scomparve mentre faceva ritorno in Italia nel novembre 1878 e fu sostituito dal maggiore Bellini; il commissario britannico, il maggior Wilson, fu sostituito dal capitano Anderson; il commissario serbo Milutin Jovanovic fu sostituito dal colonnello Stevan Zdravkovic.48 I lavori di demarcazione finirono il 22 giugno 1879. Tutto il territorio che era stato liberato dall’esercito serbo apparteneva ora alla Bulgaria, come prevedeva l’accordo di Berlino.49 Dopo la marcatura del confine serbo-bulgaro, la commissione avrebbe dovuto terminare i lavori iniziati l’anno prima per la definizione del confine serbo-turco. Dal momento della sospensione dei lavori, il delegato serbo presentò una nota di protesta che non fu ben accolta dai delegati stranieri. Ci si chiedeva cosa si sarebbe dovuto fare. Il delegato serbo ritirò ufficialmente la nota di protesta il 19/7 maggio, ma cinque giorni dopo giunse un telegramma da Ristic che lo invitava a non farlo. Ristic si opponeva principalmente a causa dei frequenti attacchi degli albanesi. Per la Serbia era necessario avere un forte confine strategico dal quale difendersi.50 La correzione del confine vicino a Vranje non era possibile, ma il governo serbo sperava che potesse risolvere il problema legato all’area di Prepolac a suo favore. Il ministro Ristic, data la situazione, decise di inviare una nota ai rappresentanti delle grandi potenze a Belgrado il 30/18 maggio 1879 in cui aveva esposto le conseguenze delle incursioni degli albanesi in Serbia e sottolineò la mancanza di interesse del governo turco di risolvere questo problema.51La nota di Ristic non fu accolta positivamente; i delegati delle grandi potenze non autorizzarono la correzione dei confini stabiliti dal Trattato di Berlino, anche se sull’area di Vranje le posizioni dei delegati erano divise. Dai rapporti diplomatici italiani si evince che il Ministero degli Affari Esteri era propenso a correggere i confini. Depretis in un dispaccio inviato a Vellini raccomandò a quest’ultimo di occuparsi della questione del confine serbo e di lasciare alla Serbia i suoi punti strategici necessari per difendersi dagli albanesi. La nota di Ristic attirò l’attenzione del Ministro italiano Depretis che a quel tempo si consultava con l’Ambasciatore italiano a Parigi e San Pietroburgo. Disse che l’Italia non si sarebbe impegnata in un’azione che sarebbe stata in contrasto con le disposizioni del Trattato di Berlino, sebbene 48

LV- 27 A – Delimitazioni di frontiera Serba, doc.CCLVIII; Момир Самарџић, op cit. 113. Момир Самарџић, Европа и обележавање граница Србије 1878-1879, 141; Confidenziale – DD – LX – perte VI – giugno-luglio 1879, doc. 3139 50 Момир Самарџић, Извештај српског комесара у Међународној комисији за разгра­ ни­чење Србије о обележавању српско-бугатске границе 1879 годин, 126, 127. 51 Confidenziale – DD – LX – perte VI – giugno-luglio 1879, doc. 3077; MAE- Moscati VI – Serbia – 1411 – Belgrado 1. VI 1879; Момир Самарџић, Европа и обележавање граница Србије 1878-1879, 144, 145 49

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Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

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