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15. La crisi bosniaca e la reazione italiana

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urante la crisi orientale tra il 1875 e 1878, l’Austria-Ungheria si era coalizzata con la Russia tramite l’accordo di Reichstadt del 1876 e la convenzione di Budapest per ottenere il diritto di annessione dei territori della Bosnia ed Erzegovina. Al congresso di Berlino del 1878 le grandi potenze concessero all’Austria-Ungheria un mandato per occupare temporaneamente il territorio della Bosnia ed Erzegovina per regolare la situazione e mantenere la pace. Per liberarsi dalle pressioni dell’Austria, la Serbia cominciò a cercare un nuovo mercato per i suoi prodotti e lo trovò a Salonicco, ma c’era in progetto anche la costruzione della ferrovia che l’avrebbe condotta fino all’Adriatico. A livello di politica estera si muoveva verso la Russia e il suo alleato, la Francia, e dal 1907 la Gran Bretagna. La Serbia aveva difficoltà a liberarsi dal peso di Vienna che aveva in mente di gestire le ferrovie serbe o eventualmente di costruire una ferrovia che passasse nei pressi di Novi Pazar. L’Austria costituiva una minaccia importante, considerato che aveva anche soffocato e bloccato l’economia serba e che avrebbe potuto mettere sotto scacco tutto il territorio del Paese. La dimostrazione della potenza austriaca fu chiara con la guerra doganale del 1906, la quale rappresentò solo l’inizio dell’annessione della Bosnia ed Erzegovina.169 La rivoluzione dei Giovani Turchi fu la ragione sufficiente perché l’Austria-Ungheria decidesse di annettere la Bosnia Erzegovina. Decisero di proclamare l’annessione in occasione del 60° anniversario della salita al potere di Francesco Giuseppe I. L’Austria-Ungheria si stava preparando a farlo già dal periodo del Congresso di Berlino, quando ottenne il mandato di occupare temporaneamente il territorio e di evitare in questo modo che i paesi slavi fossero riuniti sotto l’egida di un grande Stato. A destabilizzare ulteriormente la scena politica in Serbia erano le voci sui tentativi dell’Austria di annessione del territorio della Bosnia Erzegovina. Considerato che con il cambio della dinastia in Serbia nel 1903 si giunse alla fine della politica estera filorussa, si arrivò ad un raffreddamento delle relazioni con l’Austria, il che portò all’inasprimento delle relazioni a livello economico. Questa situazione risultò favorevole per l’Austria e per l’annessione della Bosnia Erzegovina, perché allo stesso tempo anche la Russia era indebolita dalla sconfitta causata dalla guerra con il Giappone.170 L’imperatore Francesco Giuseppe firmò l’atto di annessione il 5 ottobre, e l’annessione venne proclamata il 7 ottobre 1908. Lo stesso giorno con un messaggio 169 170

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Чедомир Попов, Међународни оквири анексије Босне и Херцеговине 1908-1909, 49 Михаило Војводић, Србија и Анексиона криза 1908-1909,119-121

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Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

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