Page 126

Magliano doveva incontrarsi anche con il capo di gabinetto di Sua Maestà il Re, Petronijević, che voleva conoscere la posizione della diplomazia diplomatica in merito alla nuova situazione politica in Serbia.133 Con un altro rapporto Magliano smentì il rapporto precedente, considerato che i giornali serbi e russi avevano pubblicato la notizia del divorzio della coppia reale dicendo che fosse una farsa, ma Magliano dice che la notizia continuava a girare tra i circoli diplomatici. Il motivo principale del divorzio sarebbe stata la sterilità della regina.134 Il malcontento dell’opposizione diventò allarmante. Il diplomatico russo Tcharicoff da fonti affidabili venne a sapere che alcuni politici stavano preparando una risoluzione al re con la quale richiedere l’abdicazione di quest’ultimo. In caso contrario avrebbero commesso un attentato al re. Il messo russo riteneva che uno scenario simile poteva essere possibile, ma che lo stesso re non reagì a simili minacce. Gli scontri con i radicali si inasprivano, e nel febbraio 1903 il re vedeva come unica soluzione alle controversie con i suoi oppositori gli emendamenti alla costituzione. La sua intenzione di emendare la costituzione non venne accettata nella capitale. Il 5 aprile vi sarebbero state delle proteste, e il re ne fu informato. I dimostranti volevano provocare le autorità per scatenare una loro reazione aggressiva che sarà poi sfruttata come la causa di nuove manifestazioni alla Domenica delle Palme, il 20 aprile. I disordini cominciarono il 5 aprile 1903, e a scatenarli fu il malcontento sulla legge che colpiva i commercianti. Anche se furono informati di essere stati ingannati e di aver interpretato erroneamente la direttiva, le dimostrazioni non si fermarono. I disordini portarono anche ad uno scontro tra dimostranti e gendarmeria. Vi furono anche delle vittime. Il giorno dopo, il 6 aprile, il re decise di emendare la costituzione con un colpo di Stato. Nella notte tra il 6 e il 7 aprile emise una proclamazione datata il 6 aprile con la quale sospendeva la costituzione del 1901, e poi ne emise una seconda il 7 aprile che fece tornare in vigore la stessa costituzione, ma con alcuni emendamenti. Il re giustificò questa sua mossa con il bisogno di correggere l’introduzione della costituzione del 1901 poiché il parlamento aveva toccato i diritti della corona come il portatore dei poteri esecutivi e legislativi. 135 Vennero fissate delle nuove elezioni il primo giugno ma la maggior parte dell’opposizione le boicottava. Le elezioni furono segrete e indirette e il governo ottenne la vittoria. L’opposizione aveva accusato il governo di aver vinto le elezioni con dei brogli. I deputati eletti dovevano incontrarsi il 2 luglio, ma la convocazione dell’assemblea del governo di Aleksandar Obrenović non avvenne poiché nove giorni dopo le elezioni la coppia reale venne uccisa.136 133 Сузана Рајић, op cit. 399; Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 5. gennaio; 6. gennaio; 8 gennaio; 9. gennaio; 18. gennaio. 134 Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 10. gennaio. 135 Слободан Јовановић, нав дело, 297-300; Сузана Рајић, op cit. 400, 412, 414, 416; Dragiša Vasić, Devetsto treća (Majski prevrat), prilozi za istoriju Srbije od 8. jula 1900 do 17. januara 1907, Beo­grad 1925, 40-43; Српске новине 25. март 1903; Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 5. aprile N 289/125; 6. aprile N 293/127; 6. aprile N 296/129; 8. aprile N 302/131; 8. aprile 303/132; 136 Слободан Јовановић, на. дело, 302-305; Сузана Рајић, op cit. 419, 420; Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 2. giugno N 447/194; 5. giugno N455/200

124

Profile for Arhiv Vojvodine

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Advertisement