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Vennero fissate nuove elezioni per il 19 maggio. Mihailo Vujić formò il nuovo governo. Nella politica estera il governo cercava di discostarsi dalle istanze filorusse ma anche di organizzare l’udienza del re in Russia. Nei rapporti italiani dell’aprile e del maggio si legge di una possibile visita del re serbo in Russia, che sembrava anche rispettare la volontà dello stesso zar. La diplomazia serba aveva come obiettivo principale l’organizzazione di un incontro tra il re serbo e lo zar russo come avevano previsto il Ministero degli Esteri russo e il delegato russo in Serbia. L’incontro ufficiale sarebbe avvenuto nell’autunno 1902. 130 Il Ministro russo degli Esteri, il conte Lamzdorff, inviò una lettera nel giugno, nella quale si diceva che la visita della coppia reale serba si sarebbe tenuta nell’autunno. Il governo serbo inviò la comunicazione a tutti i suoi delegati all’estero. Giornali serbi e russi parlavano della visita.131 A causa della malattia dell’imperatrice russa la visita della coppia reale serba sarebbe stata rinviata all’anno successivo. Secondo il re serbo il nuovo rinvio della visita voleva significare un rifiuto della richiesta di visita e per questo il governo Vujić diede le dimissioni. Non era noto il nome di chi avrebbe formato il nuovo governo, tuttavia si prevedeva che sarebbe stato il generale Cincar-Marković il quale voleva che la Serbia a livello di politica estera fosse orientata verso l’Austria-Ungheria.132 Nei primi mesi del 1903 si registrò un’ascesa delle proteste contro la dinastia, motivo per cui il re il 16 gennaio chiuse la seduta del parlamento senza approvare il bilancio per l’anno in corso. Magliano riferisce sulle trasformazioni politiche, ma accenna anche la possibilità di emendare la Costituzione, come peraltro avveniva nei circoli politici in Serbia. Nonostante ciò il parlamento chiuso non venne sciolto, perché sarebbe servito al re nel caso in cui avesse dovuto approvare delle spese militari. L’azione del re causò una levata di scudi dell’opposizione. Magliano scrive che secondo lui sia la politica estera che interna si teneva intorno al palazzo di Niš, come affermato in circostanze misteriose. Magliano dice che in Serbia si riproponeva la questione dell’erede al trono, e che a sollevarla era stato il conte Lamzdorff. Le popolazioni austriaca e russa si sentivano offese dalla notizia della possibile ascesa di Lunjevica al trono serbo. Il conte Lamzdorff diede un ultimatum al re Aleksandar con il sostegno dell’Austria. Il re entro ventiquattr’ore avrebbe dovuto dire se il trono serbo sarebbe stato occupato da uno dei tre candidati (principe montenegrino Mirko, duca di Leuchtenberg, principe Battenberg) proposti da Russia e Austria, altrimenti il re avrebbe dovuto divorziare e fare una famiglia con una nuova donna. Magliano scrive che il re disse che il divorzio vi sarebbe stato da lì ad un anno e che la nuova fidanzata sarebbe stata scelta in accordo con Austria e Russia. Inoltre, la regina Draga avrebbe ottenuto un appannaggio dalla Russia. 130 Слободан Јовановић, op cit. 300, 301; Владе Србије, 195; Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 19. aprile 1902; 20. maggio 1902. 131 Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 12. giugno 1902; 10. luglio 1902; Вукадин Сре­ те­новић, op cit. 178. 132 Слободан Јовановић, op cit. 311; Serie P Politica, Serbia, B 196, Belgrado 17. ottobre 1902; Сузана Рајић, op cit. 368.

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Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

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