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diceva persino che la Russia aiutasse finanziariamente il partito radicale in vista delle elezioni di marzo.116 La situazione nel Paese era nefasta, i radicali erano insoddisfatti e l’unica soluzione passava per la proclamazione del re Aleksandar come maggiorenne. Il delegato italiano riferì che la situazione in Serbia era caotica e che si erano verificati disordini in seguito ai risultati elettorali. I radicali inviarono a Vienna Dokić, loro delegato, per discutere con il re Milan sulla proclamazione del re Aleksandar come maggiorenne e sulla sua ascesa al trono. Promise al re che in seduta di Assemblea i radicali avrebbero formato l’opposizione e che avrebbero sostenuto la proclamazione del re al trono.117 Il colpo di stato era previsto per il 12 aprile. Prima di essere proclamato maggiorenne e di salire al trono il re volle far convenire i ministri con l’aiutante in campo Ilija Ćirić rimandando il colpo di stato al 13 aprile. Ćirić suggerì al re di inventare una scusa per convocare tutti i ministri a palazzo e agevolarne l’arresto; il re seguì il suggerimento e il 13 aprile convocò i ministri a corte con il pretesto di voler discutere con loro la legge che vietava il ritorno dei suoi genitori nel Paese. Il re doveva pensare, inoltre, alla composizione del nuovo governo; in ciò gli venne d’aiuto il radicale Dokić, con cui il re definì un piano per il futuro governo e le linee guida del suo operato. Il giorno del colpo di stato Ćirić schierò l’esercito a protezione del re, decidendo di non coinvolgere la guardia reale per non comprometterla; il re ne avrebbe invocato l’intercessione solo in caso di reale bisogno. A Belgrado i diplomatici ricevettero una nota che informava sulla caduta del governo Avakumović e che il re aveva assunto il potere. Da Belgrado Galvagna fece sapere che il colpo di stato in Serbia era stato accettato e che il popolo era tranquillo e contento. Nigra, delegato italiano a Vienna, riferì che Kàlnoky aveva accettato l’assunzione del potere in Serbia e che attendeva conferma ufficiale da parte del re Aleksandar. Le relazioni italiane da Vienna corroborano che l’ascesa del re Aleksandar al potere era stata accolta anche presso l’impero. Il nuovo assetto della corona serba fu accettato a Londra, a Costantinopoli e a San Pietroburgo. Alla fine di aprile Galvagna scrisse sulla situazione interna in Serbia, in seguito al colpo di stato, considerandola come un momento chiave per lo scenario di crisi del paese, che il governo Avakumović e il governatore non avevano che peggiorato. Espresse perplessità sulla posizione della Russia riguardo al re Aleksandar, la quale non era lieta del fatto che i progressisti entrassero a far parte del nuovo governo, in quanto erano noti come propugnatori della corrente austrofila quanto a politica estera.118 Le nuove elezioni furono indette per il 30 maggio 1893, con i radicali che ottennero la vittoria poiché non furono confrontati ad avversari di spessore. Lazar Dokić fu incaricato della formazione di governo. Sul versante della politica estera tale governo ratificò accordi commerciali con l›impero austroungarico, con la Ger116

Ђорђе Ђурић, Министарски савет 1892-1893, Влада Јована Авакумовића, Владе Србије, Београд, 2005, 169-171. 117 Serie P Politica, Serbia, B 192, Belgrado 20. III 1893; Сузана Рајић, op cit. 76-78 118 Сузана Рајић, op cit. 85-87; Serie P Politica, Serbia, B 192, Belgrado 15. IV 1893; Confidenziale, DD, Serbia 1893, doc 393, 394, 395, 397, 398, 399, 400.

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Profile for Arhiv Vojvodine

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908.  

Србија у очима италијанске дипломатије 1878–1908. La Serbia negli occhi della diplomazia italiana 1878–1908.

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