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Uomini e dei Marco Camerani

«Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio» dente, è considerata una grave colpa: il consumo di carne è consentito solo negli ospedali e agli indù fuori casta, i cosiddetti paria, gli unici ai quali è relegato, tra l’altro, il mestiere di macellaio. L’anima, per uscire dal ciclo delle reincarnazioni e raggiungere il nirvana (la perfetta beatitudine), deve affrontare una serie di trasmigrazioni: per passare da demone, il livello più basso, a vacca, lo stadio immediatamente precedente a quello umano, ci sono ottantasei passaggi. Proprio per questo motivo l’uccisione della vacca è punita con il massimo della pena, che consiste nel ritorno allo stadio più basso, da cui l’anima dovrà ricominciare l’ascesa. Alcuni studiosi, quindi, ricercano ragioni di carattere teologico nei testi sacri indù: S.L. Malik riferisce che nella vacca abitano trecentotrenta milioni di dei e divinità, cosicché solo servendola e pregandola l’uomo può accedere al Nirvana.2 Secondo altri, invece, la vacca non viene uccisa perché utile al sostentamento dell’uomo. Senza dubbio, inTutte le principali religioni dedicano un’attenzione fatti, essa occupa un posizione privilegiata nella cultura particolare al rapporto che l’uomo intrattiene con il indiana3 per il fatto che, producendo il latte e i suoi decibo, sancendo spesso divieti o restrizioni alimentari rivati, fornisce all’uomo tutte le sostanze necessarie a che il fedele dovrebbe rispettare. Come riferito in episopravvivere. Alcuni antropologi, come Marvin Harris, grafe, la causa immediata di una delle più sanguinose accentuando la motivazione economica, ritengono rivolte nell’India coloniale dunque che da questo dato ottocentesca fu proprio l’indi fatto derivi il rispetto per Dalla sacralità della vacca all’impurità frazione di una norma aliogni forma di vita,4 visto mentare: le cartucce, il cui che in India, con «l’intensifidel maiale, il consumo di determinati involucro deve essere strapcazione produttiva, l’esauritipi di carne viene proibito da diverse pato con i denti prima delmento delle risorse naturali fedi religiose. Ma i motivi potrebbero l’uso, unte con grasso di vace l’aumento dell’intensità non essere solo di carattere sacro ca o maiale obbligavano indemografica si spinsero fatti i soldati indù e quelli ben oltre i limiti di crescita musulmani a infrangere due rispetto a qualsiasi altro divieti capitali delle loro fedi. luogo del mondo preindustriale, eccettuata la valle del In linea di massima, mentre tutte le grandi religioni Messico».5 non proibiscono una dieta vegetariana, notevoli differenze, motivate da ragioni di vario ordine, emergono Per l’ebraismo l’animale impuro per eccellenza è il quando si tratta di particolari tipi di carne, quali per maiale: in numerosi passi biblici esso viene infatti preesempio quella di vacca e di maiale. sentato in termini spregiativi, e la sua carne proibita.6 Jean Soler, esaminando la questione in una prospetI fedeli indù ritengono che, a seconda delle azioni tiva socio-antropologica, analizza le varie proibizioni in compiute, l’uomo si reincarnerà in un essere umano o relazione «alle strutture mentali e sociali ebraiche».7 Il trasmigrerà in un altro essere vivente. Di conseguenza, mondo è creato da Dio secondo un ordine ben preciso, uccidere e cibarsi di qualsiasi animale, in cui risiede ape impuro è considerato tutto ciò che lo infrange: i diviepunto un’anima che sconta gli sbagli della vita preceti biblici definiscono proprio i caratteri e i confini delL’insurrezione indiana del 1857, se ebbe una durata brevissima fu nondimeno sanguinosissima e fece battere il cuore dei conquistatori, tanto più che nessun inglese l’aveva nemmeno lontanamente prevista. [...] Già da tempo un profondo malumore, abilmente dissimulato però, regnava fra i reggimenti indiani accantonati a Merut, a Cawnpore ed a Lucknow, feriti nel loro orgoglio di casta dalla nomina di qualche subadhar e jemmadar di rango inferiore e dalle voci sparse ad arte da emissari di Nana-Sahib, il bastardo di Bitor, che gli inglesi davano ai soldati indú cartucce spalmate con grasso di vacca ed a quelli di fede mussulmana con grasso di porco, un’atroce profanazione sia pei primi che pei secondi. L’11 maggio, improvvisamente, quando meno gl’inglesi se lo aspettavano, il 3° Reggimento di cavalleria indiana, accantonato a Merut, città prossima a Delhi, pel primo dà il segnale della rivolta, fucilando tutti i suoi ufficiali inglesi.1

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