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Visioni

renziato, che forma un continuum – sia fra l’uomo e l’animale, che fra sessualità e metabolismo digestivo. Questa continuità crea una poetica più metonimica che metaforica:11 contrariamente a Cossa, in cui la voracità è in maniera evidente metafora dell’opposizione politica, il cibo contribuisce in Copi a creare un universo infinitamente plastico e metamorfico, modellabile e ingeribile, nel quale evolvono dei personaggi proteiformi (L’Omosessuale o la difficoltà di esprimersi). Questa constatazione rivela un autore che intrattiene con la sua opera un rapporto anch’esso plastico, e un’opera che forma essa stessa un continuum. In conclusione, che avvenga in Cossa o in Copi, e in maniera opposta alla «ruminazione» nietzscheana, la rappresentazione del cibo-azione si oppone a quella del pensiero: mostrare individui voraci in un universo interamente digeribile è una maniera di significare che essi sono pensati piuttosto che pensanti, mangiati piuttosto che mangiatori. (traduzione dal francese di Valerio Cuccaroni)

Note André Antoine (1858-1943) fonda nel 1887 il Théâtre-Libre, legato alle idee della corrente naturalista di Émile Zola. Antoine promuoverà un teatro sperimentale che rivoluzionerà la messa in scena classica e farà conoscere in Francia i testi di Ibsen e Strindberg. Con la crisi del naturalismo si darà al cinema e alla critica drammatica (cfr. Jean-Pierre Sarrazac, Antoine, l’invention de la mise en scène: anthologie des textes d’André Antoine, par Jean-Pierre Sarrazac et Philippe Marcerou, Arles, Actes Sud-Papiers, 1999). 2 Erving Goffmann, Les Rites d’interaction, Paris, Editions de Minuit, 1974 (ed. it. Il rituale dell’interazione, Bologna, Il Mulino, 1988). 3 Roberto Cossa, La Nonna, Arles, Actes Sud-Papiers, 1990. 4 Movimento satirico argentino nato nel primo quarto del Novecento con autori come Armando Discepolo (Stefano, 1928). Cfr. Irene Perez, El grotesco criollo, Discepolo-Cossa, Buenos Aires, Ediciones Colihue, 2001. 5 Ogni racconto può ridursi, secondo Algirdas Julien Greimas, a uno schema attanziale, che è a sua volta un’estrapolazione di una struttura sintattica. Come in ogni proposizione ci sono un soggetto, un oggetto, ecc., così in ogni azione drammatica c’è un soggetto che è spinto da una data forza alla ricerca di un certo oggetto, nell’interesse di un destinatario, con il contributo di un aiutante e l’opposizione di un avversario. È la semplificazione del modello di Propp e Souriau (cfr. Algirdas Julien Greimas, La semantica strutturale: ricerca di metodo, Milano, Rizzoli, 1968). 6 Dominique Iehl, Le Grotesque, Paris, PUF, 1997, p. 20. Da consultare anche André Chastel, La Grottesque, Paris, Le Promeneur, 1988 (ed. it. La grottesca, Torino, Einuadi, 1989). 7 Michail Bachtin, L’opera di Rabelais e la cultura popolare, Torino, Einaudi, 1979. 8 Lucien Attoun, L’école argentine de Paris et le Concile d’amour d’O. Panizza, «Europe» n. 480-481, 1969. 9 Théâtre national de la Colline, Paris, 1993. 10 «L’invaginazione è il ripiegamento interno del fodero, la ri1

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applicazione rivoltata del bordo esterno all’interno di una forma in cui l’esterno forma una tasca. Una tale invaginazione è possibile fin dalla prima traccia. È per questo che non c’è “prima” traccia»; Jacques Derrida, Paraggi: studi su Maurice Blanchot, Milano, Jaca book, 2000, p. 199. Nell’Antichità, da Aristotele al Neoclassicismo settecentesco, il termine «poetica» indicava lo studio della poesia e delle varie forme poetiche, compreso il tentativo di stabilire a partire da questo studio regole universali per interpretare e comporre nuove opere. Il termine viene qui usato nella sua accezione moderna, lentamente acquisita negli ultimi due secoli. Con la fine delle estetiche classiche, classiciste e neoclassiche, infatti, la rivoluzione romantica e la nascita di un nuovo statuto dell’arte e dell’artista, fondato sull’autonomia, la libera iniziativa e l’individualismo, dall’Ottocento in poi, l’artista non rispetta più le regole di una data poetica (come per esempio quella teatrale aristotelica delle tre unità di Tempo, Luogo e Azione sulla scena), ma crea le proprie leggi e regole, dotandosi così di una sua poetica individuale, derivata non solo dallo studio delle opere del passato e dal rispetto delle regole a esso ispirate, come quella antica, ma anche dall’elaborazione di una personale concezione dell’arte e un personale modo di proce-

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Argo X / Questioni di gusto  

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