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Scritture

poli, / sia acido e dolce: / sorgente di freschezza / che abbia e che preservi / la misteriosa / semplicità / della terra / e la pura unità / di una arancia.3

Il poeta si fa artefice di una magia straordinaria, fatta di accordi e fragranze che abitualmente vengono ignorati, a causa della loro consueta presenza sulle tavole, e per la frenesia della contemporaneità. I versi si assaporano in modo diretto e sciolto, come può avvenire la degustazione di un piatto genuino e saporito, stimolando il desiderio di continuare a nutrirsi di quelle parole, di quelle sensazioni. Questa esperienza permette di scoprire il buono e il bello della natura, dell’uomo e insieme delle sue opere; così il limone arriva a essere un’opera architettonica: Nel limone i coltelli / han tagliato / una piccola / cattedrale, / l’abside nascosto / aprì alla luce le acide vetrate / e in gocce / scivolarono i topazi, / gli altari / la fresca architettura.4

oppure la forma sensuale del corpo femminile e insieme della madre terra: uno dei capezzoli profumati / del petto della terra, / il raggio della luce ch’è diventato frutta, / il fuoco minuto di un pianeta.5

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Sapori e profumi nutrono il corpo e la mente dell’uomo, stimolano le percezioni più diverse, che si fissano nel pensiero catturando momenti e circostanze della vita che non si possono dimenticare. La prugna, per esempio, diviene frutto della memoria: l’inaspettato contatto con il suo colore, la sua forma e il suo gusto concedono al poeta di rivivere momenti dell’infanzia, di tornare a essere «quel ragazzino silvestre», quando ne racchiude una tra le mani: … / Io, piccolo / poeta, / con i primi / occhi / della vita, / andavo / a cavallo / dondolando / sotto le chiome / dei prugni. // È così che da bambino / potetti / aspirare / da / un ramo, / da una fronda, / l’aroma del mondo, / il suo garofano / cristallino…6

La galleria dei cibi viene accompagnata dal succo conviviale per eccellenza, esaltazione degli affetti e dell’amore, velluto corale e scambievole: il vino, «… amicizia degli esseri, trasparenza, / coro di disciplina, / abbondanza di fiori».7 La vivacità dei toni, la schiettezza degli aromi danno poi l’immagine della genuinità ed esemplarità del rapporto umano. Da qui si legge il «vitalismo umanitario e solidaristico» dell’autore - come lo definisce De Cesare nella sua introduzione -,8 che ora più che mai scrive in modo trasparente, affinché la poesia sia per tutti, proprio come il miracolo del pane, alimento che rappresen-

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Argo X / Questioni di gusto  

Rivista d'esplorazione

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