Page 1

SEZIONE FOTOGRAFIA LOCALI DEL DIOCLEZIANO / FOYER DEL TEATRO LANCIANO 2015


Patrocinio del Comune di Lanciano Assessorato alla Cultura

da un’idea di Luca Di Francescantonio

Torna, dopo l’anteprima di maggio, (Con)Fusioni, evento che trova nell’auditorium Diocleziano il luogo ideale di sperimentazione e di suggestione. Un luogo antico, testimone di una città millenaria che paradossalmente si predispone ad ospitare ed esaltare produzioni artistiche, che al contrario, colgono l’invisibile, la suggestione, l’attimo fuggente che colpisce ed emoziona lo spettatore. L’ideatore, graphic designer Luca Di Francescantonio ha visto bene, qualche anno fa, scegliendo Lanciano per attrarre artisti e performer di differenti discipline che si trovano tra loro e generano stordimento, confusione nel pubblico che cerca di cogliere cosa si nasconde nell’arte contemporanea. L’Amministrazione comunale è riconoscente a Luca e a tutto il suo gruppo per questa sua geniale intuizione che pone Lanciano sul palcoscenico nazionale per la qualità e la quantità di artisti presenti nel grande ed articolato contenitore predisposto con cura e competenza. Una riflessione mi porta a dire che l’intento è quello di generare confusione per poi trovare le certezze nella nostra esistenza. Quello che vorremmo noi amministratori da una politica che è spesso “Confusione”. Auguri e grazie. Mario Pupillo Sindaco di Lanciano --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------(Con)Fusioni è l’inusuale mostra delle opere incompiute, l’evento in cui chi partecipa decide di lasciare esposta una sua opera non finita, o indefinita, non conclusa, in fase di test o in corso d’opera, o indeterminata e per questo confusa o fusa con altri significati e percezioni. Un’opera nel suo stato di incubazione, tra contorni non ancora nitidi prima del suo pieno compimento. (Con)Fusioni è nata come mostra fotografica sette anni fa, partendo dal soggetto mosso e sfocato, tema già di provocazione, per poi evolversi anche in altri soggetti “scomodi” come l’ombra, il riflesso e, appunto, l’incompiuto. Quelle che possono essere definite foto di scarto hanno acquisito un nuovo punto di vista, indiscutibilmente più ricco di fascino e spiritualità oltre la materia tangibile. Ringrazio tutte le persone, davvero tante, che hanno supportato questo sogno in tutti questi anni. Grazie per tutte le attenzioni e, nelle nostre profonde diversità, per la immensa pazienza. Luca Di Francescantonio graphic designer ideatore / direttore artistico di (Con)Fusioni --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------La sezione fotografia di Confusioni 2015 è una collettiva composta da 60 fotografi selezionati, occhi che partono dall’Abruzzo e arrivano a Barcellona. Sguardi diversi, di realtà diverse, messi a confronto. L’esposizione mostra scatti con tratti sperimentali e classici che si alternano e si intrecciano. Trittici, installazioni, fotografie accompagnate da audio e lavori a più mani, in un confronto obbligato che permette la condivisione di idee ed esperienze sul tema dell’Incompiuto e del Non Finito. Oltre al mood del Mosso e dello Sfocato, che accompagna la mostra fin dalla prima edizione, il filo conduttore è il modo di rappresentare il Caotico che l’opera incompiuta genera. La passione fotografica di tutti i partecipanti, dai professionisti ai dilettanti, permette di creare una energia complessiva maggiore della singola somma delle fotografie. È uno “spazio” fotografico che racconta e raccoglie i vari punti di vista e l’azione pura dello sguardo filtrata dalle emozioni/ sensazioni personali dei fotografi “confusi”. Michela Piccoli Coordinatrice Sezione Fotografia --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------I supporti pubblicitari di (Con)Fusioni sono stati in parte ottenuti grazie all’appoggio dei sostenitori del “(Con)Fusioni Crowdfunding” tra cui: Fabiola Murri, Maurizio Righetti, Valeria Vizioli, Luciano De Gregorio, Arianna Grillo e tutte le persone che hanno gentilmente donato da privati un loro piccolo ma grande aiuto alla causa.


Andrea Ammazzalorso Visioni Metropolitane


Federico Annicchiaro Settimana Santa 2012


Antonella Antinucci Like a Virgin


Antonio Antrilli Uno sguardo al futuro


Stefano Baldacci Back


Fabrizio Baldassare Confusioni notturne


Nicola Bertoglio Spazio Alda Merini


Giancarlo Bomba Romance Circus


Luca Bucci Fantasma del Forte


Patrizia Campomizzi Sovrimpressioni, trasparenze


MANI a svellere trame di rami con crani frane tènere come cancrene d’uomo muti incauti s’addentrano i cani scavando in dentro, il cedimento mani su mani, rimami rimani questo infinito tenère MANI Maria D’Antuono, 98 anni, sotto le macerie de L’Aquila per 30 ore dal crollo. «Cosa ho fatto tutto questo tempo? Ho lavorato, ho fatto l’uncinetto» fotografia Patrizia Chiatti _ elaborazione grafica Uttamjit K. Marino poesia Fabio Orecchini _ voce Claudio Orlandi progettopane.org

immagine scattata nell’ambito di TerraeMotus [voci,traccia] installazione site specific realizzata al Rialto Roma il 22 Febbraio 2015 Ideazione e cura di Fabio Orecchini, in particolare di: IfigeniaIdecomponere Coreografia per mani con ago e filo :: ogni ricordo il non ricordo/ogni rammendo scuce performing act :: Kate Louise Sam

Patrizia Chiatti Mani


Collettivo K Oxymorons


Marco D’Antonio Mancanza


Luisa D’Aurizio Inespresso


Marco De Archangelis Mystic Key


Domenico Di Camillo Senza titolo


Federica Di Castelnuovo I 4 sensi


Serena Di Fulvio #Fragmentum


Vittoria D’Incecco Eutanasia


Stefano Divizia (End)less Opportunities - 01


Yuriy Druzkhkinov Il riposo del viandante


Luigi Esposito Gira il mondo e giro te


Loris Falasca Fantasmi


Giulia Falco Leggerezza


Francesca Fontana Lo specchio dell’anima


Eunice Franchi Monocromo


Diana Giallonardo Capodanno


Eralda Huqi Il Movimento è Confusione


Carmelita Iezzi Teoria dell’olvido


Lucio Inserra Study of liquid personality paradox 2015


Gianni Iovacchini Geometrie confuse della natura


Olivier Jules ErrÄ re


Stefano Lista N채chste Station


Massimo Losacco 100 anime


Ginevra Magiar Lucidi Fantasma – anime attraversate dalla luce


Andrea Malandra Novagr


Anna Mancini Oltre il velo


Linda Marengo Memories


Nadia Marini Connessione


Virginia Marrone Flamenco in Barcelona


Riccardo Menna Non fermarti mai


Michele Montanaro Doppio - mosso – confuso (trittico)


Alessandra Pace Fausto Serafini Apnea


Cristian Palmieri Piedi


Francesco Paolucci Brucia l’assenza


Mara Patricelli Stati confusi (d’animo e di materia)


Alessandro Petrini Paura Verticale


Angelo Presenza Explosion box


Adina Pugliese Mentre mi giravo per un ultimo sguardo all’infinito


Valeria Ranalli Fluido


Rodolfo Righetti Lust


Diodato Salvatore Disordine mentale


Mirko Scolaro Mai stato ponte


Debora Smith Vagor


Martina Spadano Frammenti dell’io


Alex Staffa Life


Enzo Testa Lo strappo nel cielo di carta


Jessica Tosi AlleProfondeOriginiDelleRugheProfonde


Manuel Vallescura I’m a Stormtrooper, try walking in my shoes


Mauro Voccia Scratches


Andrea Ammazzalorso nato a Pescara il 13/08/1968, ha iniziato a fotografare a 15 anni con una reflex analogica. Ha maturato esperienza in camera oscura sviluppando e stampando i propri lavori per anni, per poi passare al digitale. Nel 2013 ha esposto un reportage fotografico sul Mozambico al festival “Occhirossi” a Roma. Sinossi. Una via d’uscita da un costante ed indefinito pensiero introspettivo. Federico Annicchiaro nato a Grottaglie (TA) il 02/07/1977. Maturità d’arte applicata (arti grafiche) presso Istituto Statale D’Arte di Grottaglie a.s. 1995/96. Diploma Accademico (Dipartimento di Scenografia) presso Accademia di Belle Arti di Firenze 110/110 e lode a.a. 2000/01. Diploma di Fotografia Cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma triennio 2003/05. Lungometraggi: 2013 - “LA TERRA DEI SANTI”, Regia Fernando Muraca, Colore RED MX,Prod. Kinesis Film, MiBAC. 2012 - “L’UOMO DOPPIO”, Regia: Cosimo Terlizzi; Colore HD; Prod. Buena Onda. 2012 - “IL RAGIONIERE DELLA MAFIA”; Regia Federico Rizzo; Colore RED MX; Prod: Elleffe produzioni AFC. 2011 - “COSIMO E NICOLE”, Regia: Francesco Amato; Colore S35 mm; Prod: Cattleya - Rai Cinema - Faro Film. 2010 - “TAGLIONETTO”, Regia Federico Rizzo; Colore S16 mm; Prod: Margherita Film. 2005 - “MA CHE CI FACCIO QUI!”, Regia Francesco Amato; Film; Colore 35 mm; Prod. RAI CINEMA; Dis. LUCE.. Riconoscimenti: Migliore Fotografia per “IL PASSO DELLA LUMACA” al Retro Film Festival Perugia 2014. Migliore Fotografia per “CHILD K” agli IMA (INTERNATIONAL MOVIE AWARD) JAKARTA 2014. Migliore Fotografia per “CHILD K” Accolade Global Film Competition 2014. Migliore Fotografia per “CHILD K” Los Angeles Film Festival 2014. Premio Kodak 2005 (miglior allievo del corso di Cinematografia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA AIC - IMAGO (Italian Society of Cinematographers). Dal 2006 al 2007 – Collaborazione di insegnamento presso la NUCT (Nuova Università Cinema Televisione) Cinecittà Studios Roma. Dal 2007 Al 2013 – Docente presso il Corso di Fotografia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. NOV – DIC 2014 “INTIME OFFTIME” mostra fotografica personale, organizzata da FONDAZIONE VOLUME! presso Accademia d’Ungheria di Roma. Maturità d’arte applicata (arti grafiche) presso Istituto Statale D’Arte di Grottaglie a.s. 1995/96. Diploma Accademico (Dipartimento di Scenografia) presso Accademia di Belle Arti di Firenze 110/110 e lode a.a. 2000/01. Diploma di Fotografia Cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma triennio 2003/05. Antonella Antinucci vive e lavora in Francia. Docente e scrittrice, espone in mostre d’arte e fotografia. La silloge Burqa di vetro (Edizioni Tracce, 2014), ispirata a casi reali di femminicidi e opera prima dell’autrice, vince la X edizione del Premio Letterario “Voci – Città di Abano Terme”, la V edizione del Premio Letterario Internazionale “Isabella Morra” e il Premio Speciale della Giuria al “World Literary Prize” 2015. Con l’installazione di land art/site specific “Ultimi respiri (conserva d’aria)”, è la vincitrice della VI edizione del Premio Art in the Dunes. Allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia diretta da Dacia Maraini, ha studiato con importanti esponenti del teatro contemporaneo. Sinossi. La donna, spesso ferita e oppressa dalla frequente violenza maschile, appare incontaminata, vergine, cieca, incapace di vedere la realtà di un rapporto d’amore malato. L’occhio dell’uomo violento, che la osserva, la percepisce sfocata nella sua identità, non è in grado di rispettarla, la considera mero oggetto da possedere. La società stessa non riesce a difenderla, è ancora incapace di mettere a fuoco le violenze che troppe donne subiscono ed evitare che accadano. Antonino Antrilli nato a Guardiagrele il 01.05.1966. Appassionato di fotografia dal 1980. Dopo un lunghissimo periodo di inattività nel 2010, come socio fondatore, ha costituito il circolo fotografico FotoamatoriSangroAventino. Le sue foto vanno dai paesaggi alla street con particolare attenzione allo steel life ed al ritratto. Sinossi. Il senso di incompiuto guardando l’indefinito. Stefano Baldacci nato nel 1986 a Pescara, dove attualmente vive. Dopo aver conseguito attestati di partecipazione a corsi di fotografia e seguito workshop tenuti da affermati fotografi nazionali ed internazionali ha iniziato a svolgere la sua attività nella sua città. La sua passione sono i ritratti, in studio e, maggiormente, all’aperto. Sinossi. “Back”, ciò che sono stato, che sono e che sarò. Fabrizio Baldassare. Formazione: Corso Base presso MOOD Photography via dei Marruccini Pescara marzo 2014 - maggio 2014; Corso Photoshop presso MOOD Photography via dei Marruccini Pescara marzo 2014 - maggio 2014; Corso Avanzato presso CFC centro di fotografia e comunicazione via Raiale Pescara novembre 2014 febbraio 2015; Corso di Storytelling MOOD Photography via dei Marruccini Pescara ottobre 2014 - maggio 2015. Concorsi: Primo premio concorso “La notte nell’Ilex 2014” città di Elice. Nicola Bertoglio è nato a Cremona il 25 settembre 1974 dove ha vissuto fino 2003 quando s è trasferito per lavoro a Milano come tecnico informatico presso una multinazionale francese. In adolescenza si è dedicato alla poesia partecipando anche ad alcuni concorsi locali e nazionali. L’idea di dedicarsi alla fotografia ed in particolare alla iPhoneografia è maturata nel 2012 dalla consapevolezza che lo smartphone come strumento fotografico è pressoché sottoutilizzato. La sua ricerca verte esclusivamente attorno al mezzo iPhone con il quale crea immagini utilizzando l’applicazione Instagram e in seguito composizioni con finalità concettuali. La scelta dell’alluminio Chromaluxe come supporto per la stampa è dovuta alla precisa volontà di riprodurre con esso lo schermo vivido e luminoso del’iPhone. Sinossi. Il giorno 2 dicembre 2014 nello Spazio Alda Merini in via magolfa 32 a Milano, durante la presentazione di un video dell’artista Liliana Ciotto, Nicola Bertoglio ha scattato con il suo iphone alcune fotografie di particolari e dettagli che trovò lì in quel preciso momento. Le fotografie sono state poi da lui editate con Instagram e composte nel quadrittico qui esposto. L’idea che sta alla base di questo lavoro è quella di usare un luogo come pretesto per rappresentare non tanto un spazio fisico ma piuttosto quello interiore dell’autore. Il quadrittico rappresenta la volontà di circoscrivere il luogo in questione (fisico e mentale) in una forma chiusa, mentre le immagini apparentemente slegate l’una dall’altra descrivono un racconto aperto a più interpretazioni. Giancarlo Bomba. Nato a Lanciano, grafico e fotografo freelance, docente di fotografia del CFC (Centro di Fotografia e Comunicazione di Pescara) fin da piccolo mi sono appassionato all’estetica dell’immagine e nel corso degli anni mi sono dedicato allla conoscenza dei vari linguaggi fotografici attraverso un percorso didattico (corsi e workshop) e personale che mi ha portato ad innamorarmi del linguaggio del fotoreporter sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di storie da raccontare. Sinossi. Stupirsi... Guardare il mondo con gli occhi di un bambino... quegli occhi che si guardano intorno desiderosi di apprendere, capire e vedere sempre cose nuove. Luca Bucci. Negli anni ’90 frequenta l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Nel 2000 apre nel centro della città lo studio fotografico “Photocolors”, in cui tiene – tra le altre cose diversi corsi di fotografia di base. Nel 2007 vince il primo premio nel concorso fotografico “Le strade di Fossa” (Fossa, L’Aquila). Nel 2014 cura, insieme al comitato 3e32 e in occasione del quinto anniversario del terremoto del 6 aprile, la mostra fotografica itinerante “L’Aquila [sur]reale – precarietà e spopolamento dietro i riflettori”. Vasta esperienza nelle fotografie di ritratto e nei reportage di spettacoli, matrimoni, eventi sportivi. Ha diverse mostre al suo attivo. Sinossi. Da sempre i fantasmi evocano confusione e mistero nelle menti umane, questa figura che attraversa velocemente la stanza vuota ( o forse piena di altri esseri ancora più veloci e quindi non afferrabili dall’occhio nudo ) ci chiede qualcosa in più, dove va? Tornerà indietro oppure no? vogliamo saperne di più... Patrizia Campomizzi, nata ad Avezzano nell’ottobre 1969, vive in Pescara e lavora come consulente in materia di fondi europei. Si avvicina alla fotografia seguendo un corso tenuto al CFC di Pescara da Andrea Buccella, Emanuela Amadio e Giancarlo Bomba. Ama pensare che qualche volta ciò che si fotografa è irrilevante, diventa solo un pretesto per dare forma a qualcosa che in quel momento si è pronti a vedere e a cogliere. Sinossi. Sguardo libero su una lastra di vetro che taglia, mischia e confonde, rimandando ad altre visioni che si affacciano con un leggero inchino. Patrizia Chiatti. Nata a Perugia, laureata in lettere con tesi in antropologia teatrale. “Ho lavorato nell’organizzazione tratrale e ora vivo a Roma e sono funzionaria all’Istituto di Protezione e Ricerca Ambientale. La fotografia è strumento di interpretazione della realtà frequentato da sempre, negli ultimi anni mi concentro sullo spazio-tempo performativo inteso come “extra-quotidianità” espressiva in cui l’immagine apre il vedere alla visione.” Sinossi. Immagine/testimonianza di un incontro tra fotografia, elaborazione grafica, poesia e voce catalizzati dal concetto dell’intimo raccoglimento in un antro di sé, protetti e persi lungo un filo che attraversa e proietta fuori, fuori dall’assedio, ancora più lontano. L’immagine parla e ci invita a ricordare, a esserne parte. Il vedere è accompagnato dall’ascolto in cuffia dell’interpretazione di Claudio Orlandi, voce dei Pane, del testo poetico “Mani” scritto da Fabio Orecchini, frammento dell’opera “TerraeMotus” dedicata alla tragedia del 2006. La fotografia, elaborata graficamente da Uttamjit K. Marino è stata fatta nell’ambito della performance realizzata al Rialto di Roma il 22 febbraio 2015. La performance ritratta (I f i g e n i a I d e c o m p o n e r e Coreografia per mani con ago e filo :: ogni ricordo il non ricordo/ogni rammendo scuce performing act :: Kate Louise Samuel) rende omaggio alla donna di 98 anni che è sopravvissuta al cataclisma trascorrendo sotto le macerie 30 ore a lavorare all’uncinetto. Il Collettivo K nasce con l’intento di tornare a praticare una fotografia riflessiva. Il nostro modo di comunicare è legato alle emozioni leggendo e riproducendo in immagini la nostra contemporaneità attraverso progetti, studi e laboratori fotografici. Gli strumenti di ricerca e sperimentazione sono per lo più analogici. Spontaneo è stato l’incontro dei quattro fondatori che, accomunati dalla stessa passione per la fotografia e con la stessa voglia di approfondire e sperimentare ogni tecnica utile a realizzare un fotogramma, una stampa o un progetto non smette mai di confrontarsi sulle immagini e sulla loro origine. La scelta dei temi è volta all’esplorazione totale della vita circostante, all’importanza della comunicazione per impressioni ed immagini di giochi, di valori, di stati d’animo e di sociale. Chiara F. Cirillo / Sandro D’Orazio / Pierluigi Ortolano / Stefano Ricciuti. Sinossi “Contenenti illusioni portiamo a scelte confuse. Gli ossimori sono in noi e dolce è il nostro naufragar in essi.” Marco D’Antonio. Nato a L’Aquila nel 1978, fotografo autodidatta, incontra la fotografia sul Palcoscenico dei teatri . Si appassiona al reportage, realizza il suo primo lavoro fotografico nella città di Kragujevac in ex Jugoslavia, dopo i bombardamenti della Zastava. Appassionato dal raccontare le storie e la vicende umane, soprattutto quelle degli


“ultimi”, viaggia in Algeria, Sri Lanka Azerbaijan, Palestina, Israele, Siria, libano, Iran, per documentare le guerre e le catastrofi che hanno sconvolto l’esistenza dei popoli del nord africa del medio oriente e del sud est asiatico. Nel 2006 inizia una collaborazione con il teatro aquilano “l’uovo“ per dei corsi di formazione per i detenuti del carcere delle Costarelle del L’Aquila che nel 2008 diviene un libro dal titolo “Volti “ a cui viene assegnato, lo steso anno, il premio Annalisa Scafi sezione fotografia. Il 6 Aprile 2009 è testimone diretto del terremoto che ha distrutto quasi completamente la sua città. Per i due anni successivi si dedica interamente a documentare la situazione de L’Aquila del dopo sisma da cui nascono il libro “L’Aquila Anno 0 storie di un anno nel cratere “ ed una mostra itinerante inaugurata il 6 aprile 2010 a Genova dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Con altri fotografi partecipa alla pubblicazione del volume “22 secondi” e “ il coraggio della speranza”. Nell’estate del 2011 da inizio ad un lavoro sulle morti e gli infortuni sul lavoro. Marco è un fotografo indipendente, rappresentato in Italia dall’agenzia Fotogramma, in Inghilterra da Johanna St Mart ed in America dall’agenzia fotografica Zuma press. Iscritto all’albo dei giornalisti dal 2009, le sue fotografie sono pubblicate su quotidiani e settimanali, nazionali e stranieri. Sinossi. Questo scatto è parte di un lavoro più ampio che sto portando avanti dal 2010 e che racconta, tramite i volti dei soggetti, il dolore e la sofferenza dei familiari delle vittime del lavoro. Vite spezzate dalla tragedia di una morte inaspettata, vite spente, stuprate dal dolore ed incapaci ormai di riuscire ad aprire gli occhi. Una vita incompiuta, che piange il fallimento e l’incapacità di non essere riuscita a proteggere un figlio, un padre, una madre da, forse, un destino atroce. Occhi chiusi che cercano, nel caos della propia anima, una risposta ad una domanda tanto per quanto senza risposta: Perchè. Luisa D’Aurizio nasce a Lanciano il 24/10/1988, si laurea in Beni Culturali presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti, dove attualmente è iscritta al corso di laurea magistrale in beni archeologici e storico-artistici. Appassionata da qualche anno alla fotografia, sia digitale che analogica, porta avanti la sua ricerca artistica. È uno dei fondatori del circolo fotografico “Officine della luce”. Sinossi. Il tema della confusione è qui svolto attraverso la scomposizione del proprio corpo in diversi pezzi. La difficoltà di esprimere l’interno si trasforma in una mancanza di coesione esterna, il corpo vive fisicamente ciò che la mente percepisce soltanto. Al centro un quadro vuoto che esprime l’incapacità di espressione del soggetto, ma vi è anche la cornice esterna, quella reale, nella quale il tutto si manifesta (comunque). La ricerca personale si è espressa attraverso l’utilizzo delle multi-esposizioni per poter realizzare l’immagine: 6 esposizioni effettuate con una pellicola a grana grossa, quale la tmax 3200, pellicola successivamente sviluppata da me in camera oscura. Marco De Archangelis. Nato a Lanciano, diplomato come programmatore informatico presso l’istituto Tecniche Nuove di Pescara, specializzandosi nel corso degli anni in arti grafiche, disegno, illustrazione, grafica 3D. Come musicista compositore, negli anni, ha sperimentato tecniche e tecnologie musicali, continuando il suo percorso artistico con la fotografia, partecipando a diverse mostre e concorsi, anche con video e corti. Nel 2012, con la fotografia, ha collaborato con Alta Moda Roma. Di recente, come sviluppatore di applicazioni per Smartphone su piattaforma Apple OS ed Android. Domenico Di Camillo. “Sono nato a Lanciano. Nella vita faccio tutt’altro che il fotografo, ma questa bella passione oramai mi ha stregato da circa 5 anni. Non sono un professionista e non mi ritengo tale, ma nelle mie foto esprimo tutta la mia spiccata curiosità. Particolare attenzione la dedico alla ricerca delle foto Diverse, che si distinguono dalla classiche immagini che siamo abituati a vedere. Volevo precisare che in nessuna immagine che vedi è stato eseguito il fotoritocco.”. Sinossi. Foto scattata ai palazzi dell’Havana, dove tutto è imperfetto. Tutto fermo a 56 anni... Palazzi e auto del 1960. Federica Di Castelnuovo insegna arte e immagine. Fotografa per passione. Sinossi. “Federica Bruni ha 14 anni è sorda dalla nascita, di lei dice: da quando ero piccola non sapevo come muovermi perché ero sorda. Da quando avevo 2 anni porto i miei apparecchi acustici. A 11 anni mi sono operata per fare l’impianto cocleare. Sono una giocatrice diventerò pallavolista nella mia vita. Amo lo sport che è la mia passione”. Serena Di Fulvio vive a Fara Filiorum Petri. Nel 2009 comincia ad interessarsi di fotografia e fa della natura il suo primo soggetto che la spinge a documentarsi e a studiare questa forma d’arte come autodidatta. Diventa autrice di molti reportage su eventi folcloristici della sua terra e in questo genere riscontra la sua massima ispirazione stilistica. Le sue foto ricevono diversi riconoscimenti anche a livello internazionale e diventano oggetto di diverse collettive e pubblicazioni turistiche. Nel 2013 diviene una degli autori dell’opera fotografica “Dalla terra al fuoco” edita da Edizioni Menabò. Nel 2015 cura la prima edizione della mostra collettiva itinerante “Farchie in itinere” una rassegna espositiva che ha visto la partecipazione di circa 50 fotografi. Sinossi. L’esigenza di confondersi dal contesto in cui si è costretti a vivere, fatto al giorno d’oggi di una realtà estremamente “social” dove la condivisione di qualsiasi momento quotidiano diventa una necessità per adattarsi alla routine dell’uomo moderno. Eppure aumenta il numero di coloro i quali non si ritrovano in questo bisogno di esporsi nelle vetrine virtuali, in cui ogni cellula che compone la materia circostante è sostituita da milioni di pixel. Si avverte il bisogno di fare qualche passo indietro affinché si torni ad alimentare l’anima. Si sceglie allora di scrivere una lettera piuttosto che inviare un sms, ci si incontra in un bakery piuttosto che in una chat, si riprendono le vecchie abitudini sociali. L’anima 3D-eframmenta. L’essenza umana, che per sua natura sublima con l’uso dei cinque sensi, è intrappolata in uno spazio bidimensionale, si ribella ed esplode alla ricerca di una terza dimensione, sicuramente più caotica poiché non a portata di click, ma libera dai canoni imposti dalla società dei network. Vittoria D’Incecco. “Sin da piccola la fotografia fa parte della mia vita, essendo mio papà fotografo . La mia prima macchinetta fotografica mi fu regalata dal papà all’età di 6 anni e da allora il mio mondo si è magicamente colorato e trasformato a mio piacimento attraverso l’obbiettivo. Già da prima di partecipare a (Con)fusioni ero attratta da ciò che potevo ottenere con la lunga esposizione Sto ancora sperimentando!.Questo è il mio terzo anno in (Con)fusioni.” Sinossi. “Eutanasia” è il titolo dell’opera che dedico a mia madre che ho perso da poco. Per lei, malata di SLA, ho intrapreso questa battaglia per legalizzare il diritto ad una “dolce morte” che combatto con i mezzi a mia disposizione: la fotografia e la scrittura. Stefano Divizia nato in Italia, attualmente vive produce e lavora in Italia. Sinossi. L’opera è tratta da una Serie di ritratti intitolata: “(End)less Opportunities”. L’intento della Serie è di esprimere le difficoltà, lo sgomento ma contemporaneamente le infinite opportunità* ereditate dalla grave esperienza del sisma che ha colpito la città di L’Aquila nel 2009 attraverso i ritratti dei cittadini che attualmente vivono e rappresentano il processo di ricostruzione della città in un contesto assai ostile. * infinite opportunità di rinascita economica, sociale ed urbana che “dovrebbero” esser colte e garantite da Stato e Pubblica Amministrazione. Yuriy Druzhkov. Corso base di fotografia reflex CFC (Centro di fotografia e comunicazione). Sinossi. Nella confusione quotidiana trova il tempo per fermarti. Luigi Esposito nato e cresciuto a Gessopalena, paesino di 1400 abitanti in provincia di Chieti, per merito dei genitori si avvicina al mondo della fotografia con l’acquisto nel 2010 della sua prima reflex Nikon. L’anno successivo si iscrive alla FIAF e al Circolo Fotoamatori Sangro Aventino, fondamentalmente per la sua crescita fotografica. L’amore per il proprio paese e le persone che lo vivono, gli danno modo di realizzare la sua prima mostra fotografica “ Volti di Gesso”. Nel 2012 inizia la sua partecipazione a concorsi nazionali ed internazionali con ottimi risultati, fra i quali spicca il “pirex Charlemagne” : premio per portfolio della Federazione Francese. Loris Falasca. “Vice Direttore di filiale presso la BCC Sangro Teatina filiale di Piazzano di Atessa. Entrato come cassiere ho girato varie filiali, dal 2010 per 2 anni sono stato assegnato all’ufficio crediti. Da febbraio 2012 a novembre 2014 direttore di filiale presso la filiale di Villa Santa Maria. Attualmente vice direttore presso la filiale di Piazzano di Atessa. Ho iniziato come promoter interno per le province di Bologna e Modena, breve esperienza nella formazione interna per poi passare alla sede di Padova come assistente di canale promoter area Triveneto est. Laurea di I livello in “Economia e gestione dei servizi turistici” presso Università degli studi di L’Aquila conseguita nel 2000 con una votazione di 64/70”. Sinossi. “La foto che segue mi ricorda i fantasmi, il mosso e il movimento delle due persone incappucciate mi fa pensare ad una trasformazione, un mutamento, da persone stanno diventando fantasmi. L’ambientazione arricchisce la suggestione della foto. E’ stata scattata durante le processioni della Settimana Santa in Sicilia (precisamente ad Enna).”. Giulia Falco entra nel 2014 nel CFC Centro di Fotografia e Comunicazione. Sinossi. Dimensioni oniriche e realtà distorte, di chi tira giù lo sguardo per respirare l’essenza delle cose, mettendo a tacere il mondo, schivando visioni e immagini illusorie. Non esiste tempo, non esiste spazio. Pensieri in fuga, idee che disorientano e si perdono nell’ombra dell’indefinito, per pochi istanti tutto diviene offuscato ed evanescente. La confusione è la cura, il rimedio, la via per fuggire da se stessi. Il caos è solo un modo di salvarsi.. Francesca Fontana, nata ad Atessa il 15/07/1999, residente a Torino di Sangro. Studentessa presso l’ Istituto Magistrale ‘Cesare De Titta’ di Lanciano. Il primo approccio alla fotografia è stato all’età di 12 anni con la vincita di un ‘Premio Speciale’ nel concorso fotografico I° TROFEO SANGRO AVENTINO, dal quale è scaturita una vera e propria passione. Sinossi. Lo sguardo malinconico si riflette nell’anima lasciata sola, confusa, angosciata. E’ uno scatto che vuole comunicare la sofferenza di chi vive e nasconde un disagio; di una persona che “esplode dentro”. Eunice Franchi. “Dopo il diploma di maturità linguistica conseguito nell’anno 1998, ho intrapreso conseguito l’abilitazione lavorativa come insegnante/istruttore di scuola guida. Attualmente sono impiegata nell’attività di famiglia presso l’autoscuola Orsini di Pineto (Te). La mia passione per la fotografia è iniziata 4 anni fa dopo aver partecipato ad un workshop con il fotografo Mauro Cantoro. Ad oggi sono vicepresidente della Castrum Fotoclub di Silvi Marina.”. Sinossi. L’immagine rappresenta una finestra. Ciò che c’è fuori dall’oblò, ‘L’oltre’. L’orizzonte netto e distinto nonostante la colorazione tenue e monocromatica; diventa frastagliato dalla ‘Confusione’ rappresentata da schizzi d’acqua che verticalmente sporcano e contaminano l’immagine. Una chiara trasposizione di quello che ci aspetta, l’oltre, appunto. Diana Giallonardo, 34 anni, nata a Castel Frentano. Ingegnere, laureata in Ingegneria Edile-Architettura presso l’Università degli Studi di dell’Aquila, Ha collaborato in un workshop internazionale WIRE 2014 “Winter School International Research and Education” presso la facoltà di architettura di Gazi University di Ankara (Turchia) sul tema “Art


and Architecture -Archi – Stage/Scene”. Collabora con la Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Aquila nell’organizzazione di workshop internazionali e lavora come libera professionista in diversi studi di progettazione. Appassionata di fotografia, illustrazioni ed arti visive. Sinossi. Lo smarrimento, la confusione e la solitudine durante una delle serate più caotiche dell’anno. Per le strade di Melbourne si festeggia l’ultimo dell’anno e una donna in abito elegante si ferma malinconica nel vortice del rumore. Le linee indefinite dei passanti come onde sonore che la avvolgono e le passano attraverso. Il contrasto tra una statua immobile e fantasmi indifferenti Eralda Huqi. Sono nata il 24-03-1992 La fotografia è la mia passione. Ho partecipato al 5° corso di fotografia del circolo Fotoamatori Sangro Aventino, riconosciuto dalla fiaf (federazione italiana associazioni fotografiche). Mi considero soddisfatta solo quando riesco a far “parlare” la fotografia. Amo la spontaneità e mi affido all’intuizione, i risultati migliori infatti li ottengo quando fotografo all’insaputa del soggetto e la foto è pura espressività Lavoro da circa 2 anni presso un asilo nido come assistente d’infanzia. Sinossi. Insegnare i dettagli significa portare confusione, perciò il movimento è un fattore essenziale per la costruzione della intelligenza. Carmelita Iezzi si è diplomata all’Istituto D’arte con indirizzo in Graphic design e Fotografia, si specializza successivamente al Poliarte di Ancona con tesi in Fotografia nel 1991. Oggi lavora nel campo professionale della grafica e del webdesign affiancando la sua passione nel campo delle arti e della fotografia concettuale. Ha frequentato i corsi di fotografia artistici con grandi maestri quali: Mario Giacomelli, Roberto Salbitani, Maurizio Galimberti. Ha viaggiato frequentemente negli States e ha vissuto in Grecia la cui cultura e filosofia hanno ispirato molti dei suoi lavori. Sinossi. L’opera fotografica si basa sul concetto di riprodurre la realtà ma allo stesso tempo si fa fruitrice di riproduzione dell’inconscio, attraverso i nostri sogni riproduciamo le nostre esperienze incompiute e li ritrasformiamo in realtà, dando vita ad emozioni differenti a seconda dei nostri sentimenti o stati d’animo. Dimenticare è un’azione involontaria o volontaria, ma pur sempre un’azione incompiuta dove le sensazioni per alcuni momenti o anni vengono messe da parte nel nostro inconscio e infine rielaborate e restituite alla realtà sotto forma di esperienza. Lucio Inserra. Sinossi. Partire dal progetto del “paradosso della personalità liquida” del 2014, riprenderne i negativi di studio, insistere nell’indagine ed arrivare a trovare il legame con il concetto espresso da Richard Wilbur: “il potere del genio è nel suo confinamento”. La personalità liquida, nel paradosso soffre i limiti “autoimposti”, ma è in quei limiti che accresce la sua potenza. Uno studio concettuale più che puramente fotografico, ma penso in perfetto accordo con il tema di confusioni. Giovanni Iovacchini nato ad Atessa (CH) 02/07/1952 residente a Pescara Strada Colle Carullo,69 65129 Pescara. Iscritto alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) Tessera n.023886. Dal 1998 docente di fotografia del DAC della FIAF nel 2012 frequenta con esito positivo il corso di fotografia terapeutica tenutosi a Milano. Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.” Nella concezione di uno scatto che non è che furto di un attimo del reale, per trasmettere ad altri quanto di profondamente vero ha colpito il suo animo, Giovanni Iovacchini porta avanti un discorso fotografico personale non catalogabile entro gli schemi del “consueto”. Una sensibilità espressiva che è ulteriormente accresciuta dall’esperienza di insegnante con alunni di ogni età e capacità, a cui si avvicina con spirito allegro e dissacrante. Capire e accogliere il volto vergine di chi si accosta per la prima volta alla fotografia è condizione necessaria ad una miscela di esperienza e consapevolezza, freschezza e novità. Nelle sue foto troviamo la ricerca di “non scomparsa” della vita, sia quella immortale della luce irripetibile di uno scorcio del paesaggio, sia la vita brutale, nuda nell’espressione di un volto, fisica ed erotica nel particolare di un corpo. Un’indagine scevra di imparzialità ma impastata nel soggettivo, una ricerca che si definisce movimento: ciò che è in un punto della storia non lo era l’istante precedente e muterà in modo impercettibile e costante. Ciascuno dei suoi scatti suggerisce una storia, un punto di partenza, un’impressione leggera: scandaglia la nostra immaginazione nella curiosità di trovarvi un seguito, mai una fine. - Valentina Di Cesare. Sinossi. Dalle forme confuse della natura nascono ispirazione e arte. Olivier Jules è l’inversione francesizzata del nome e cognome di un appassionato dell’Arte nato a Lanciano negli anni ‘80. Da sempre innamorato delle proprie (con)fusioni, è convinto sostenitore che la dignità artistica di uno scatto risieda più nella fluida bellezza del suo essere mosso e sfocato che nel rigido rispetto dei canoni estetici che aspirano alla perfezione a tutti i costi. Sinossi. Errāre è l’austero vagare senza meta di colui che, deviando dal corso regolare delle cose, si ritrova ai confini di un quadro compromesso analogicamente da un abbaglio di troppo Stefano Lista è nato nel 1974 e ha studiato economia. All’età di 36 anni ha deciso di lasciare il suo lavoro per dedicarsi completamente alla fotografia. Ha iniziato a studiare fotografia, a partire dalla sua storia, dal suo linguaggio e dai suoi più grandi autori. Oggi è un fotografo professionista impegnato particolarmente nell’attività didattica ed è animatore di un gruppo di oltre 800 allievi. È uno dei maggiori interpreti italiani della street photography contemporanea. Massimo Losacco nato ad Atri il 29/Sett/1965 e residente a Silvi Marina. Si interessa di fotografia da oltre venticinque anni. Iscritto alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) per la quale ricopre l’incarico di Delegato per la provincia di Teramo. E’ socio fondatore e presidente del Castrum Fotoclub, uno dei più attivi e rinomati circoli fotografici abruzzesi. Numerosi i riconoscimenti , le mostre, le collaborazioni come insegnante di fotografia e la presenza come giurato in numerosi concorsi nazionali. Preferisce che non siano i titoli ma le fotografie a parlare per se. Sinossi. L’uomo è un essere particolare, si nutre di scambi. Dona, riceve, a volte cresce, a volte rimane tal quale come in un opera iniziata e non finita. Nel contesto dell’immagine, in maniera molto dinamica, i soggetti perdono la loro identità, si con(fondono) , si dissociano da se stessi, mutano. In questa trasformazione, che è la vita stessa, lasciano una traccia della loro esistenza, a volte un pensiero, un ricordo, a volte qualcosa di più grande, di cui altri che seguiranno potranno nutrirsi. Il caos, la confusione, il movimento, non sono altro che espressioni di un corpo che vive. Giovanna Magiar Lucidi. Romana, classe ’88, specializzata in filosofia estetica, dopo varie sperimentazioni in diversi ambiti artistici (disegno, teatro), trova la sua cifra creativa nella fotografia, diplomandosi alla Scuola Romana di Fotografia, con indirizzo in fotogiornalismo e master in fashion/beauty e postproduzione digitale. Lavora come fotografa,creativa e docente per più studi (lAbnormal,Work[in]Co), realizzando prevalentemente reportage sociali (Repubblica,National Geographic) e campagne pubblicitarie per marchi e onlus (Save the Children). Sinossi. Trittico estratto dal progetto “Fantasma – anime attraversate dalla luce”. Nessuno è solo un corpo, nessuno è solo pensiero, nessuno è solo anima, come possiamo dunque raccontarci senza mentire? “Fantasma” è uno studio fotografico sul corpo e su ciò che il corpo tiene al sicuro, qualsiasi cosa ci sia dentro di noi. Immagini realizzate tramite multiple esposizioni nella stessa fase di scatto. Titolo del trittico: “C’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce” Andrea Malandra. Nato a Pescara Laureato al D.A.M.S. di Bologna in Filmologia. Frequenta i seminari dei registi Anghelopulos e Ioseliani. Nel ’96 segue il seminario dell’antropologo George Lapassade per la realizzazione di un video etnografico. Nel ’98 frequenta il corso di montaggio cinematografico di Roberto Perpignani. Realizza vari video tra cui: 1994, Isofromatem. Concorso Scrittura e Immagine del festival del cortometraggio di Pescara ’94. Selezionato al Nickelodeon di Spoleto ’94. 1995, Buccia riciclata Finalista a Bellaria Festival ’95 nella sezione 150” a tema fisso, segnalato alla Biennale Visiva Festival di Roma ’95. 2001, Musica da camera. Menzione speciale della Presidenza all’VIII Festival Internazionale del Cortometraggio Concorso Monique Barberini, Pescara. 2005, Pescara, Pescara, video realizzato per la manifestazione “Politiche della Bellezza” del Comune di Pescara. Organizza, con l’associazione NoHayBanda, un tour di video suoi e di altri filmaker abruzzesi con il titolo Bandalarga a Bamberg (Baviera-DE). Co–autore del progetto Kinemarte – Incontri tra arte e cinema, progetto promosso dal Comune di Pescara nell’ambito delle attività culturali. Dal 2010 al 2012 ha realizzato il film in tre atti, tratto dalla Graphic Novel David Boring, Daviding. Del 2013 è il suo ultimo cortometraggio. Il tipolo dannunziano. Come fotografo e artista realizza tra il 2013 e il 2015 il progetto di Mobile Art NovaPe, una riflessione sul paesaggio urbano delle città (ancora in corso). Sinossi. La foto scattata in un momento di attesa nella metropolitana di Atene. Ombre che si con-fondono con le luci dei treni in corsa... forse in attesa di una rinascita del mondo. Anna Mancini. “Il mio nome è Anna, sono nata a Guardiagrele all’ombra della maestosa e regale “Bella Addormentata” d’Abruzzo. Fin da piccolissima il disegno è stato il mio modo di comunicare con me stessa e con il resto del mondo. Mi sono diplomata all’Ist. Statale d’Arte di Chieti, ho frequentato il Dams di Bologna, ho seguito un interessantissimo corso di “Restauro mobili antichi” ed uno di fotografia, fino ad approdare a Roma, nella Scuola Internazionale di Comics, dove mi sono diplomata con il massimo dei voti e ho ricevuto una borsa di studio. Terminati gli studi sono stata subito “reclutata” come insegnante di Illustrazione presso la stessa scuola di Roma, spostandomi negli anni prima a Chieti per avviare la nuova sede e poi a Pescara dove insegno tutt’oggi felicemente! L’altra mia passione Ë la fotografia. Il mio rapporto con lei è istintivo e molto emotivo. In tutti questi anni mi ha praticamente “rapita”, coinvolta e sconvolta, mi ha accompagnata e scompagnata, mi ha intrigata, affascinata, a tratti sublimata. Ci sono stati periodi in cui l’ho chiusa nella sua bella borsa morbida, altri in cui era parte di me ogni giorno, un prolungamento della mia vista, dei miei occhi, della mia mente e in moltissime occasioni anche del mio cuore. Amo fotografare il mondo durante i miei viaggi, collezionare ricordi di avventure, luoghi fantastici, albe e tramonti, vicoli e scorci, dettagli e volti; amo moltissimo ritrarre visi, espressioni, la potenza di uno sguardo o di un sorriso. Amo le mani, le porte, gli alberi, gli animali... Adoro il bianco e nero, il fascino dei contrasti tra luci ed ombre, il gioco delle sfumature, sia nei miei disegni che nelle mie foto. Il colore si è impossessato di me solo negli ultimi anni; adoro i colori accesi, vivi, energici, soprattutto quando si mescolano, si sfumano, si intrecciano tra loro.”. Linda Marengo nata a Viareggio il 06/02/1978, studia Fotografia dal 2010 a Barcellona dove vive dal 2007. Segue molti workshop di vari fotografi internazionali, e si doploma nel 2013 en Fotografia Profesional Digital, in una scuola patrocinata da Canon e Adobe. Innamorata delle emozioni dell’adrenalina nel catturare un momento che non si può ripetere, si specializza in Boda Documental (photo-reportage di matrimonio) e con Alex Staffa, crea Bodatrailer, dove si dedicano ai matrimoni dal 2013, in una forma molto naturale e


estemporanea. Da sempre molta importanza ai suoi progetti personali e organizza mostre dei suoi lavori in varie gallerie e locali specializzati di Barcellona. Sinossi. Un’immagine, un suono, una sensazione, un oggetto perduto o solo l’illusione di qualcosa che pensavamo di avere.. spesso i ricordi non sono altro che frammenti, ma sono i frammenti del nostro passato a fare di noi quello che siamo oggi. Questa è l’opera principale del progetto (ancora aperto) M E M O R I E S, presentato a Barcellona in una mostra personale di Linda Marengo. Riflettendo sul passare del tempo, e della transizione degli oggetti, ho cercato di approfondire lo still-life, dandole un approfondimento concettuale. Da qui nasce Memories, riferito ad una serie di oggetti (per ora il bicchiere) un uovo, un cuore, un orologio, un pane... per far riflettere sul passaggio del tempo, relazionato fino all’essere umano, quello che siamo resta nella memoria, come un ombra proiettata di ciò che siamo stati. Nadia Marini. Como il 25/10/1988. 2007 Maturità Classica 2012 ad oggi Libera Accademia di Belle Arti di Firenze - Fotografia. Esperienze personali 2013 ad oggi: fotografa per “Rocklab” webzine 2014 ad oggi: grafico per Adriatico Comunicazione Cinema. Dicembre 2014/Febbraio 2015 Esposizione della mostra “DEFAULT” presso “Il Vinaino” Firenze. Sinossi. Si basa sul legame tra la mente ed il corpo, soffermandosi sul malessere inconscio che destabilizza l’individuo. Questo può sfociare in una malattia psichica, come la depressione o disturbi ossessivo-compulsivo, oppure in una malattia del corpo. Quello che si vede all’esterno è un’evidenza fisica di qualcosa che accade dentro di noi. Il corpo è il biglietto da visita della nostra interiorità e della nostra personalità. Virginia Marrone. Classe ‘83, laureata in Beni Archeologici e Storico Artistici indirizzo storico artistico, appassionata di fotografia da più di 10 anni, ho iniziato a praticare l’arte dello scatto con la Yashika analogica convertendomi in un secondo momento al digitale. Sono instancabilmente attratta dalla luce, dalla luce in movimento, dal colore illuminato, da tutti e tre gli elementi messi insieme o presi singolarmente. Da pochi mesi sperimento anche la visione in bianco e nero. Sinossi. Energia pura che dall’alto di scarica attraverso il corpo per arrivare a terra con un battito assordante; la ritmica forsennata del flamenco batte un tempo preciso, difficile, perentorio. Svolazzano corpi e vesti come ricordi già evanescenti di uno spettacolo unico e breve, troppo breve, che poi è la storia ripetuta di ogni grande passione. Riccardo Menna fotografa da anni, fondatore, membro ed insegnante del FotoClub l’Obiettivo di Atessa. Sinossi. Il gioco e la spensieratezza sono l’unica via per vivere sereni in un mondo caotico. Michele Montanaro. Nato a Palagianello (TA), ha vissuto infanzia e adolescenza nella provincia torinese (prima Orbassano e poi Bruino). Nel 1986 si diploma al I Liceo Artistico di Torino. Dopo aver frequentato per un anno la Facoltà di Lettere e Filosofia (1988), si iscrive alla Scuola del Restauro del Mosaico di Ravenna dove si diploma nel 1992. Parte della sua tesi verrà pubblicata dal CNR-IRTEC. La sua attività si sposta in provincia di Viterbo, dove lavora come restauratore lapideo per diverse ditte del settore (a Roma, Napoli, Orvieto, ecc.). Nel 1995 è inviato in qualità di esperto presso la Madaba Mosaic School, in Giordania, in un progetto di cooperazione, dal Ministero degli Esteri. Nel frattempo mantiene viva la sua passione per il disegno, la pittura e la scultura e partecipa ad alcune esposizioni collettive. Nel 1996 è in Abruzzo, a Vasto. Qui lavora ed espone dal 1998 e organizza e cura dal 1999, con altri artisti del territorio, numerose mostre collettive ed eventi (Castigliarte, Incontrarti al borgo, M’Arte, Art in the Dunes). Nel 1992, nel 1996 e nel 2010 pubblica rispettivamente le raccolte di poesia Dionea e altre poesie, I giardini interiori e Anguillaia. Dal 2009 al 2012 fondatore e presidente dell’associazione Opificio AlterArs. Dal 2014 è presidente dell’associazione culturale Eikòn che promuove e organizza la manifestazione Premioo Art in the Dunes. Dal 2011-2012 è docente di Restauro del mosaico e dei rivestimenti lapidei presso l’Accademia di Brera a Milano. Dal 2004 vive e opera a Monteodorisio (CH) e su tutto il territorio abruzzese in qualità di restauratore, di pittore e scultore. Sinossi. Come si evince dal titolo, ho voluto lavorare esplicitamente sui temi del doppio, del mosso e del confuso. Se nel primo scatto a sinistra c’è una doppia immagine del nudo che ritorna anche negli scatti seguenti (come a voler accentuare una fusione temporale tra un prima e un dopo), nello scatto al centro del trittico, la figura ritrova la propria identità sebbene con un residuo del movimento nel braccio, mosso, un braccio che ricorda un’ala fremente. Nel terzo scatto, la confusione è di nuovo nel doppio, ma in questo caso, non della stessa figura. Vi è una sovrapposizione di due figure diverse e la confusione qui è di genere sessuale, maschio-femmina (una nuova perdita di identità?). Insomma, un tentativo di rappresentare, il mio, la molteplicità dell’essere nel tempo. Alessandra Pace e Fausto Serafini. Il nostro percorso fotografico inizia nel 2013 quando, con iphone e profilo instagram, iniziamo a condividere con il resto del mondo ciò che colpiva i nostri occhi. In breve tempo abbiamo sentito l’esigenza di evolvere la nostra tecnica per comunicare sempre di più e meglio le nostre emozioni. Ci siamo immersi totalmente nella fotografia, siamo partiti con una vecchia Nikon F301 a pellicola, passando per fotografia digitale, fotografia stenopeica e polaroid. Lavoriamo sempre a quattro mani, e portiamo avanti un diario di intimità umana in cui raccontiamo momenti della nostra vita di coppia, un progetto a lungo termine che ci accompagnerà per tutta la vita. All’attivo abbiamo pubblicazioni su riviste internazionali come Huffington Post, Der Spiegel, Arsenic Magazine, una copertina di un disco “Altri giorni altri occhi” del maestro Diego Conti, alcune esposizioni in collettiva. Sinossi. APNEA “La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, si sveglia. “ Cristian Palmieri. Nota biografica a cura di Luca Maggitti. Da Roseto degli Abruzzi (TE), è figlio d’arte. Inizia ad assistere il papà fotografo fin dall’età di 8 anni. Studente di terza media, in occasione della gita scolastica    riceve in prestito la Rolleiflex del padre e se ne innamora. A 16 anni vince il 3° Premio nel concorso “L’ultimo treno”, in occasione dell’inaugurazione della Stazione Ferroviaria di Pescara, con l’opera “Infinito”. Nel 2007 una sua opera viene selezionata per il catalogo Grand Prix di fotografia “Nanna dopo la TV”. Nel 2008 vince il 2° Premio nel concorso “Digitale in trasparenza”, in occasione della Mostra dei Vini Tipici, con l’opera “Dalla vigna alla tavola”. Dal 2008 è il fotografo ufficiale della squadra di basket femminile delle “Panthers Roseto”. Le sue foto sono state pubblicate su varie riviste quali “Abruzzo Sport”, “Eidos”, “Abruzzo Più”, “Abruzzo e Sabina di ieri e oggi”, “L’Araldo abruzzese”. Nel 2009 le sue opere “Cabine al mare” e “Carnevale di Ascoli” sono selezionate per il catalogo “Aternum”. Nel 2009 vince il 1° Premio nel concorso riservato ai fotografi accreditati ai “Giochi del Mediterraneo” di Pescara con l’opera “Lo sforzo”. Nel 2009 è Presidente di Giuria nel concorso fotografico “Vista Mare”. Nel 2011 collabora con il Maestro Bruno Zenobio alla realizzazione del suo catalogo di colonne musive, totem e stele. Nel 2011 è l’autore delle copertine del quindicinale “BLU 24 Magazine”. Negli anni 2011, 2012, 2013, 2014 è Direttore Artistico della manifestazione “Un pugno d’impegno”, all’interno della quale cura la proiezione di immagini video e mostre fotografiche sui temi di sport – in particolare boxe – e volontariato sul tema “Un pugno d’impegno su Cuore Alto”. Nel 2013 la sua opera “Santa Cecilia” viene selezionata per la mostra “Ceci n’est pas un concours. Questo non è un concorso.”, svolta a Palazzo Magnani di Reggio Emilia. Nel 2014 performer e art photographer della manifestazione “NATALE IN ARTE” con la partecipazione straordinaria del Maestro d’Arte Maxs Felinfer (Presidente premio critica). Sinossi. E’ quello che l’indiano dice rispondendo all’uomo bianco che gli chiede perchè viva nudo: “In me tutto è volto” solo ricco di espressione, il solo dotato di sguardo: è esso stesso volto, e vi guarda”. Jean Baudrillard]. All’apparenza così fragili sorreggono il nostro peso ed i nostri sforzi i primi ad avere il contatto diretto con la nostra Madre Terra. Francesco Paolucci, giornalista professionista e regista, laurea magistrale in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università degli Studi di Teramo dove ha frequentato anche la scuola di giornalismo. Autore satirico, ha raccontato il post terremoto dell’Aquila ora in chiave ironica, ora in chiave documentaristica con reportage rivolti soprattutto al mondo del web. Autore del documentario “Riprendiamoci”, le storie dopo il terremoto dell’Aquila di un gruppo di ragazzi nelle tendopoli. Il documentario è stato presentato in prima visione al Venice Film Meeting nell’ambito della 66^ Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Ha collaborato come giornalista per l’Ansa e altri siti di informazione e diversi reportage sono stati pubblicati su testate nazionali come Repubblica, L’Unità e Radio Rai 3. Ha collaborato in un workshop internazionale WIRE 2014 “Winter School International Research and Education” presso la facoltà di architettura di Gazi University di Ankara (Turchia) sul tema “Art and Architecture -Archi – Stage/Scene”. Attualmente sta lavorando alla realizzazione di un lungometraggio di finzione sul tema della disabilità fisica e psichica. Presidente dell’Associazione Culturale “Ricordo” impegnata in attività ricreative e di formazione nel campo della scrittura creativa, teatro, musica e audiovisivi. Mara Patricelli nasce a Pescara il 09/03/1991 da padre italiano e madre Danese.Oggi vive e lavora a Pescara come fotografa freelance.Dopo aver terminato gli studi al liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Pescara e aver avuto diverse esperienze all’estero; decide di dedicarsi all ’arte, in particolare alla fotografia, studiando da autodidatta. Il suo lavoro artistico è incentrato nello sfaldamento della figura. Lampi di luce che ne annullano i connotati reali alla ricerca di una nuova entità spirituale, dando al soggetto una nuova energia vitale invadendola di una luce quasi soprannaturale. Con le sue fotografie cerca di cogliere e dare importanza ai piccoli dettagli della nostra realtà, alle emozioni e ai sentimenti. Facendo di una fotografia lo specchio dell’anima. Sinossi. Sei stati d’animo, sei stati della materia. Il corpo e l’anima si confondono, si fondono e si cercano. Le paure, le fantasie, le emozioni prendono vita ci fanno precipitare nel vuoto , ci caplestano, ci bruciano, ci annegano, ci squarciano e ci corrodono l’anima. “Dato che le nostre esperienze interiori sono riproduzioni e combinazioni di impressioni sensoriali, la concezione di un’anima senza un corpo mi sembra vuota e priva di significato.” Albert Einstein, Lettera a una signora viennese, 1921 Alessandro Petrini è un fotografo e filmmaker abruzzese. Come fotografo ha vinto diversi premi sia in Italia che all’estero. È attualmente tra i primi 10 autori di tutti i tempi del sito americano DPChallenge (www.dpchallenge.com) che tra le sue fila vanta star internazionali come Joey L. e Manny Librodo. Diverse sue foto sono state pubblicate su riviste cartacee come Digital Camera Magazine, FotoCult, Professional Photoshop. In Italia è uno dei coordinatori di Photo4U (www.photo4u.it), uno dei più importanti siti di fotografia italiani. Come filmmaker è autore del video time- lapse sull’Abruzzo Twofold Nature, prodotto da Tesori d’Abruzzo e De Siena Editore e comparso sul National Geographic Italia, sul sito della promozione turistica nazionale Italia.it e sulla pagina di Nikon Italia nella sezione Nikon Life. È regista di videoclip per band come Straight Opposition, Sickabell e Alex Di


Luca e ha girato video promozionali per aziende come Leroy Merlin e Mark Bass. È uno dei testimonial dell’azienda di materiale tecnico video ShooTools. Sinossi. La vertigine è rappresentata da uno stato fisico e mentale allo stesso tempo. La luce ci dona la vista, ma allo stesso tempo quando ci è puntata contro ce la rende impossibile. E allora si cerca una fuga ‘verticale’ che è spesso un allontanamento da se stessi. Angelo Presenza. “Mi chiamo Angelo Presenza e sono nato nel 1976 a Lanciano. Da cinque anni la fotografia è entrata prepotentemente a far parte del mio essere. Il genere che prediligo è, la fotografia di architettura e la street, gioco molto su questi due soggetti, l’uomo e le sue creazioni. L’opera che presento a Con(fusioni) 2015 è “explosion box”. Una sequenza di tre fotogrammi, immaginariamente uniti tra di loro ma che in realtà non lo sono.” Adina Pugliese. Artista abruzzese, operatrice culturale, esperta di arte sociale, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti, realizza dal 2000 una serie di ricerche e iniziative sui concetti di public art, arte sociale e relazionale. Si laurea, poi, in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. Sinossi. Parto domani. Eccoci, immersi in questo panorama che sa d’incanto, in cui anche l’umidità nell’aria è cosa buona, ti fa pensare al bene che produce, al germogliare delle piante. Dico: “Ferma il tempo!” Risponde: “C’è l’avvenire!” Apro la porta e scendo le scale, lascio quello spettacolo dietro le mie spalle, avviandomi a entrarci interiormente, con i piedi a terra, camminando a piccoli passi. “Ogni forma di attenzione data ad un qualsiasi elemento che ci circonda ci arricchisce e, a sua volta, lo impreziosisce.” L’Arte è Utile-comunque bella. Valeria Ranalli. Fotografa solo per passione, ha da qualche anno speso quasi tutto il suo tempo libero guardando il mondo attraverso il mirino della sua reflex. Autodidatta, impara leggendo, guardando le opere dei grandi maestri come anche fotografi “sconosciuti” e soprattutto sperimentando. Crede nel potere curativo ed introspettivo dell’arte e il suo focus e’ soprattutto sulla “fine art”. Sinossi. “Per questa foto, scattata alcuni anni fa tra le montagne aquilane mentre Igor correva libero, fiero e leggero, ho scelto il titolo “fluido”. Fluido, materia caratterizzata da una coesione molecolare relativamente debole, per cui le molecole, pur rimanendo molto vicine, possono scorrere le une sulle altre. Ma fluido anche nel senso figurativo di puro, chiaro, manifesto, trasparente. Come lo sono i cani, così tremendamente limpidi e sinceri che ti si spezza il cuore a guardarli negli occhi. Ecco, questa foto è la mia ode al cane. Una foto fluida per un essere puro.” Rodolfo Righetti. “Non passa giorno senza che scatti almeno una foto o che mi penta di essermi portato la mia fida macchina fotografica dietro. Mi sono appassionato alla fotografia da circa 6 anni e da allora vedo il mondo in modo diverso: luci, colori, oggetti e persone, adesso sono tutti più veri, reali.” Sinossi. “Credo che in tempi come i nostri, dove uno stato laico come l’Italia è fortemente condizionato dal bigottismo e dalla ipocrisia che la chiesa cattolica (e spesso dalla religione in genere) ci propina ogni giorno, un po’ di sana lussuria non può che farci bene. La principale tecnica utilizzata è il metodo brenizer che grazie all’unione di una moltitudine di scatti (circa 12 in questo caso) eseguiti con un mediotele molto luminoso (85mm /1.2 in formato fullframe) permette una profondità di campo ridottissima e uno sfocato innaturale.” Diodato Salvatore. bipolarismo. Sui giochi di ruolo che assumiamo in base alle necessità ed esigenze mentali FRAME DI SCENA DEL MIO CORTO “DISORDER” OPERA INCOMPIUTA. Videomaker dal 2007:immagini delle prime ore della notte del sisma e al post-sisma pubblicazioni: “DRAQUILA l’italia che trema” di Sabina Guzzanti, “La Vita in diretta”, “Sangue e cemento”, “Giochi del Mediterraneo”, “SKY-WEB con una sitcom di 3 puntate su l’aquila”, 10-11-12 SETTEMBRE 2010 workshop CON PAOLO VIRZì E FRANCESCA ARCHIBUGI. Collaborazioni: nel film documentario”Italy’d Forgotten Earthquake” su L’Aquila del Regista Americano Robert Corna. Concorso di corti il 21 Marzo 2011 vincendo il 1 premio alla regia FESTIVAL Di VIDEOPOESIA “ Versi di luce 3 edizione” a Modica in Sicilia con una poesia di Salvatore Quasimodo. Con Anna Dusi su “Sound of People” che viene immediatamente pubblicato da Emergency e mandato in onda su TGCOM24. Film Mancanza “Inferno” Presentato a rotterdam IFFR Regia di Stefano Odoardi con Angelique Cavallari. Mirko Scolaro, nato a Lanciano nel Maggio ’87 appassionato alla fotografia dopo aver impugnato una reflex digitale. Ora interessato maggiormente al fashion e glamour, sperimenta i suoi set nelle svariate location che il territorio offre e in un piccolo studio fotografico realizzato in una stanza di casa. Sinossi. Una essenza rubata dalla nascita, l’impossibilità di essere ma l’incommensurabile ed indefinibile volontà di esserci... questo fa del mio “Mai stato ponte” una verità tangibile seppur indefinita. Debora Smith. Classe 1991, appassionata fin da piccola di arte, decide di intraprendere un percorso di studi nell’ambito fotografico presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma. Interesse particolare per il ritratto e la fotografia artistica, e partecipazione a diverse mostre personali e collettive.. Sinossi. L’arte di perdersi. Martina Spadano. 2008: Diploma di scuola media superiore Liceo Classico 2012: Diploma Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine: Esperto Mass Media (cinema e comunicazione audiovisiva). Film documentario “Porno e libertà”. Giugno 2014 – Agosto 2014 Organizzatrice generale per Moolmore Film Film documentario “IF”. Giugno 2013 Produttrice esecutiva Cortometraggio “La leggenda di Clemente Di Leo” Vincitore premio “In Contatto” di Cineama. Settembre 2011 – Dicembre 2011 Ideatrice, sceneggiatrice e presentatrice per GenioTv Programma televisivo “CircolarMente”. Dicembre 2011 Sceneggiatrice e regista per saggio di diploma Cortometraggio “Anna” Vincitore premio inquietudine di Finale Ligure 2012. Maggio 2010 Sceneggiatrice e produttrice esecutiva per IamàLab Videoclip “Nei Palazzi” - Management del Dolore Post Operatorio Sinossi. Il riflesso di una figura fuori fuoco, spezzettata, sdoppiata, storpiata, ma in qualche modo intera. Uno specchio che rimanda a un mondo interiore, che sa essere bello nonostante le crepe. L’Io formato da tanti frammenti, tanti frammenti che formano l’Io. Alex Staffa nasce a Napoli nel ’78. Dopo essersi laureato a Perugia in Tecnica Pubblicitaria, intraprende la carriera di Art Director, lavorando presso agenzie Pubblicitarie di medie dimensioni fino a culminare nella direzione creativa di una di esse. Stanco della routine, nel 2008 si trasferisce a Barcelona in cerca di nuovi stimoli e, pur non abbandonando le sue specialità (graphic & web design), si appassiona alla fotografia e alla regia. Al giorno d’oggi è creativo, fotografo e videomaker freelance, con Studio a Barcelona ed ha avviato un percorso artistico personale nel mondo della fotografia e dell’arte digitale. Sinossi. LIFE è un’opera fotografica digitale basata sulla tecnica dell’esposizione multipla che, in maniera concettuale e metaforica, attraverso immagini e cromatismi, intende parlare del ruolo della donna nel momento in cui deve scegliere se mettere al mondo una nuova creatura o negarsi a ció. L’immagine proposta infatti rappresenta “il feto” in una condizione di impotenza, rispetto a quella della Donna che dall’alto deciderá le sorti del suo destino. Enzo Testa è nato al Lanciano il 17 agosto 1976 dove ha conseguito la maturità scientifica. Si è diplomato all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, dove ha potuto conoscere e seguire insegnanti come Vittorio Storaro, Roberto Perpignani, Francesco Rosi, Giovanni Tantillo e altri. Frequenta i corsi della scuola romana di fotografia specializzandosi in reportage fotogiornalistico, partecipa al workshop di fotogiornalismo con Stefano Schirato. Lavora pricipalmente a Roma dal 2003 come film maker per società di produzioni cinematografiche e televisive. In collaborazione continuativa con enti socioculturali, realizza proiezioni video per spettacoli teatrali, eventi musicali e mostre d’arte. Fotografo appassionato, partecipa a mostre collettive e personali sopratutto in Abruzzo. Curioso, rifessivo e sognatore, da anni si dedica con passione autentica, sincera e disincantata alla realizzazioni di servizi video, dalla ripresa delle immagini, al montaggio, alla fotografia e quindi alla regia dell’intero prodotto. Sinossi. Sguardo folle, sguardo pazzo, sguardo perso, sguardo oltre lo squarcio della volta celeste, sipario sul palcoscenico dell’umana esistenza. Jessica Tosi nasce a Venezia nel 1990. Viaggiando sviluppa curiosità e interesse per le diversità che caratterizzano persone, situazioni o luoghi particolari. Comincia a fotografare nel 2010 dalla necessità di memorizzare e comunicare un disagio. In seguito frequenta alcuni corsi di fotografia in scuole differenti tra Venezia e Roma. Affascinata dall’aspetto sociale e terapeutico della fotografia, partecipa a diversi eventi e progetti e frequenta la scuola di arteterapia di Assisi. Sinossi. “AlleProfondeOriginiDelleRugheProfonde” prende ispirazione dall’album omonimo di Maria Roveran, uscito nel novembre 2014. Contiene sette brani con testi in italiano e dialetto veneto. Raccoglie oltre a tre pezzi inediti anche i brani che l’attrice e cantante ha composto per i film “Piccola Patria” e “La Foresta di Ghiaccio”. Questa fotografia è una selezione del progetto originale composto da 12 immagini, pensate con lo scopo di restituire stimoli visivi all’ascolto dell’album. I testi delle canzoni sanno descrivere situazioni che per quanto reali, sempre sfumano nel simbolico, quasi in un’atmosfera onirica. Questo scatto ha un tipo di linguaggio fotografico evocativo, che è anche inconsapevole, o meglio “fuori controllo” se non per l’aspetto tecnico. Musica e fotografia si uniscono in uno stato confusionale in cui ognuno si può riconoscere a proprio modo. Manuel Vallescura. “Fotograficamente nasco nel 2009, dopo un periodo difficile. Scoprii che raccontarmi in fotografia mi faceva stare bene. Attraverso ritratti ambientati di personaggi che prendono vita al loro interno, racconto lati del mio carattere e argomenti che mi sono vicini. Per fare ciò, ho cercato di conoscere in maniera approfondita i vari linguaggi fotografici. Volendo dare un senso e una direzione alle mie opere, ho deciso di condividerle con chi vorrà conoscere meglio le mie luci e le mie ombre.” Sinossi. L’idea nasce dalla mia passione per la saga di Guerre Stellari ed in particolar modo per la figura degli Stormtroopers (assaltatori), truppe d’elite dell’Impero Galattico. Erano in maggioranza cloni, addestrati e programmati ad eseguire ordini senza discutere. Poiche’ lo Stormtrooper rappresenta un personaggio negativo, nel mio lavoro, si toglie l’elmetto e lo porge allo spettatore, invitandolo ad indossarlo. Da qui l’idea della foto: “I’m a Stormtrooper, try walking in my shoes” (trad. “io sono uno S tormtrooper, prova a metterti nei miei panni”). Mauro Voccia. “Adoro l’idea di raccontare qualcosa attraverso la fotografia, cogliere un istante irripetibile per renderlo infinito. L’immagine sfocata lascia che sia la nostra immaginazione a disegnarne i contorni. Amo questa libertà.” Sinossi. Il sole può tramontare e poi risorgere. Noi, invece, una volta che il nostro breve giorno si spegne, abbiamo davanti una notte senza fine. (Gaio Valerio Catullo)


eventi creativi

www.enviconcept.com

(CON)FUSIONI Catalogo Fotografia 2015  

(CON)FUSIONI - Catalogo Fotografia 2015 - Lanciano (ch) 7-16 settembre 2015

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you