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Editoriale Il perché di alcune scelte

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redo che si sia tutti d’accordo nell’affermare che il compito principale di una Società Scientifica e di tutti coloro che in essa si impegnano attivamente è quello di identificare gli obiettivi che è opportuno che la Società raggiunga nella specifica fase in cui ci si trova, di disegnare il progetto che permetta di raggiungerli, di costruire la squadra più idonea e di procurare gli strumenti, economici e tecnici necessari alla loro realizzazione. Questa è la vita societaria e questo si intende quando si parla di “spirito di servizio”. Ci sono, tuttavia, altri modi, certo meno virtuosi, di intendere la propria presenza e il proprio percorso nella vita societaria, quali la ricerca della personale visibilità, l’utilizzo del proprio ruolo per favorire o ostacolare iniziative rispettivamente utili o dannose alle proprie personali esigenze, l’impegno tutto mirato al conseguimento di un buon risultato nel successivo confronto elettorale. Questa visione più “politica”, nella accezione negativa del termine “politica”, non è utile alla Società e non è di buon esempio per i più giovani che nella Società credono, vogliono impegnarsi e riconoscersi e che, invece, imparano modalità negative di partecipazione alla vita societaria. Ho fatto questa premessa perché desidero in questo editoriale ritornare sui numerosi progetti che la SIED ha attivato in questi mesi e che sono stati già presentati in più occasioni, ma di cui desidero qui chiarire la motivazione di base da cui sono scaturiti. Tante altre iniziative si sarebbero potute lanciare, ma abbiamo voluto, in chiave con quanto detto prima, muoverci su alcune parole d’ordine prioritarie, che abbiamo ritenute fondamentali in questa fase della vita della SIED. La valorizzazione dell’endoscopia e della gastroenterologia. é questo uno dei primi scopi statutari della SIED e della FISMAD. Siamo tutti consapevoli di quanto i recenti interventi per il contenimento della spesa sanitaria stiano operando modifiche sostanziali quali: la chiusura delle Unità Operative specialistiche, le riduzioni di personale per il blocco del turn over, le restrizioni di budget e la conseguente ridotta disponibilità di apparecchiature e materiali. Le Società della Gastroenterologia hanno già sottolineato con il “Libro Bianco” l’impatto in termini quantitativi e qualitativi delle malattie dell’apparato digerente sul sistema sanitario e l'importanza della loro gestione specialistica. é necessario, tuttavia, che le Associazioni Scientifiche della Gastroenterologia continuino a produrre evidenze in tal senso. La SIED ha voluto per questo realizzare da una parte il Censimento on line delle strutture di endoscopia per monitorizzare i reali cambiamenti in atto e dall’altra lo studio EDA per valutare i fattori determinanti, tra i quali la gestione specialistica, sull’outcome delle emorragie digestive del tratto superiore. é per questo che lo studio EDA disegnato da SIED è stato proposto anche all’AIGO e alla SIGE, che hanno accettato di aderire al progetto. Infine, il ruolo emergente del “mucosal healing” nella gestione IBD, ci ha indotto a lanciare lo studio I love MH (mucosal healing), per verificare ed affermare il ruolo dell’endoscopia in questo contesto. La qualità. Promuovere il corretto impiego dell’endoscopia è un altro obiettivo statutario prioritario e comporta tra l’altro il monitoraggio della qualità dei nostri interventi sanitari e la realizzazione di percorsi migliorativi della nostra pratica clinica. A tale scopo sono stati lanciati: il progetto EQUAL, per il monitoraggio della qualità della colonscopia ed il progetto EQUIPE, che mira ad un analogo monitoraggio nell’ambito, però, degli screening istituzionali del cancro colorettale, studio proposto da SIED e realizzato dall’Osservatorio Nazionale Screening, insieme al GISCOR e all’AIGO. Un ulteriore progetto in cantiere consiste in un’iniziativa

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Editoriale Editoriale societaria da realizzare con un Ente terzo, il CERMET, per l’accreditamento professionale dell’endoscopista nei programmi di screening del cancro colorettale. La formazione. Anche questo è uno dei fondamentali scopi statutari della Società, non sempre adeguatamente realizzato, non solo per carenza di risorse economiche, ma anche per difficoltà oggettive. Finalmente è stato disegnato ed è pronto a partire un progetto per la formazione articolato e potremmo dire per ora “sperimentale”. La tutela dei professionisti. In un ambiente professionale di crescente conflittualità medico-legale la SIED ha deciso di avere un ruolo attivo nella formazione dei mediatori realizzando corsi di base e corsi avanzati specialistici dedicati a rappresentanti regionali con un’equa distribuzione territoriale. Inoltre, ha redatto una documentazione di base, a disposizione delle strutture sanitarie per l’elaborazione dei moduli di consenso informato, la cui definitiva validazione spetta naturalmente alle specifiche strutture aziendali. La trasparenza societaria. La SIED ha voluto attivare un percorso di qualità e di trasparenza anche nel controllo della propria gestione economica, attivando un meccanismo di controllo di gestione che si avvale anche in questo caso della professionalità di esperti del settore. Definire gli obiettivi del controllo di gestione, istituire le procedure idonee, identificare le figure dedicate a tale scopo e monitorare i percorsi rappresentano alcuni degli interventi necessari a garanzia dei nostri Associati e della nostra Società. La partecipazione ed il coinvolgimento delle Dirigenze Regionali SIED. La crescente progettualità societaria e gli studi in campo richiedono una più diretta e democratica partecipazione delle varie strutture organizzative societarie. Per questo si è voluto introdurre, tra l’altro, il principio di delegare la selezione di una parte dei centri da coinvolgere nei vari progetti ai Consigli Direttivi Regionali, a cui è rivolto naturalmente l’invito a seguire nella loro proposta analoghi criteri di selezione democratici e aperti, favorendo, ad esempio, la rotazione dei centri partecipanti. Una SIED per tutti. Nell’intento di valorizzare la capacità di iniziativa e di progettazione di tutte le risorse societarie e di superare vecchie conflittualità interne che portavano a rinunciare a competenze societarie significative, si è cercato, come già detto in altre occasioni, di coinvolgere attivamente nella vita societaria i più giovani del gruppo degli under 35, i meno giovani, che hanno dato in passato contributi fondamentali alla Società e quelle figure di rilievo, spesso anche internazionale, che con passione e dedizione si impegnano nel progresso della SIED. Molto di più si può fare in tal senso, ma non sono ammissibili nella vita societaria veti ed esclusioni di nessuno. La FISMAD. La SIED ha sempre creduto nel ruolo fondamentale della FISMAD. Tuttavia il dibattito sul suo ruolo è stato sempre complesso e articolato, sia all’interno della SIED, che della FISMAD stessa. La SIED deve riconoscere l’ottimo lavoro svolto da Zambelli e Costamagna, quando hanno svolto il loro incarico di Segretari FISMAD, così come dagli altri Segretari espressi dalle altre Società, tuttavia un più ampio dibattito è oggi necessario per un salto di qualità, senza improvvisazioni ed ingenuità, ma anche senza timori e resistenze. La FISMAD ha approvato un nuovo Statuto, che cerca di risolvere alcune criticità maggiori e consistenti, che la esponevano a rischi, quali primo tra tutti la possibilità di scioglimento per recesso di una sola delle tre Società. Questo Statuto non è un atto definitivo, è certamente migliorabile ed incontrerà inevitabilmente l’insoddisfazione di chi desidera una maggiore apertura verso le altre Società ed una maggiore autonomia dalle tre Società fondatrici, ma anche di chi rivendica un ruolo centrale delle tre Società fondatrici. Al momento era importante proteggere la FISMAD, ma confidiamo nell’impegno e nella volontà della SIED, ma anche di AIGO e SIGE, di intraprendere su questo argomento un percorso più strategico e condiviso. Per concludere, le iniziative intraprese hanno un razionale ed hanno richiesto l’impegno di molti, a cui va riconosciuto il merito. Molto altro ci sarebbe da fare e lo si potrà fare se assicureremo tutti una attiva partecipazione con spirito costruttivo e “di servizio”.

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Emilio Di Giulio

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