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6-78_91_ARCVISION_Millenium_Perrault:Project 12 ok 27/06/12 23:16 Pagina 87

po dell’edificio è formata da una serie di lamelle in acciaio inox lucidissimo che ricordano i drappeggi metallici degli abiti di Issey Miyake e che riflettono il paesaggio circostante in giochi caleidoscopici di specchi. Il tema del rivestimento è così sublimato: la natura del materiale rivela la “natura naturale”; la sparizione dell’architettura rivela l’architettura. Nei lavori più recenti Perrault estende la sua ricerca allargandola a nuovi materiali o effetti inediti di finitura: lucida pelle nera in vetroceramica dell’NH Hotel a Milano-Rho (2008), vetro strutturale nelle torri DC a Vienna (2010), vetro e acciaio dorato per il guscio del mai realizzato Teatro Mariinsky II a San Pietroburgo. L’abaco allargato non si applica però più a forme essenziali e geometrie primarie. La ricerca della massima semplicità compositiva e strutturale a favore dell’enfatizzazione delle qualità (mono)materiche dei rivestimenti lascia infatti il passo a una inedita ricerca di complessità. E così la pelle nera in vetroceramica riveste una coppia di torri inclinate traforate da 1.000 bucature; le torri vitree a Vienna si snodano verso l’alto in voluttuose lame sovrapposte; il guscio in vetro e acciaio dorato ha le geometrie complesse di un origami.

Torre Fukoku, Osaka 2010

© DPA/ADAGP

sioni nella Mediateca di Vénissieux (2001) o negli edifici della Corte di Giustizia Europea al Lussemburgo (2008). Rigida e resistente ma dotata della flessibilità necessaria per adattarsi alle geometrie complesse dell’architettura contemporanea, la rete è diventata un must progettuale per oltre un decennio. In alcune circostanze Perrault ne ha estremizzato l’applicazione: è il caso per esempio dei progetti di un albergo a Tenerife o della Fondation François Pinault a Parigi, entrambi non realizzati. Qui le reti non aderiscono ai corpi degli edifici, ma li ricoprono come ariosi drappi metallici che definiscono uno spazio di risulta “non specifico”, a metà strada tra interno ed esterno. In molti, riferendosi in particolare a questi ultimi due lavori, hanno associato la poetica di Perrault a quella di Christo, sottolineandone anche le affinità con la Land Art e con l’arte concettuale (di Richard Serra in particolare), o richiamando le sue collaborazioni recenti con Daniel Buren. In realtà, per ammissione dello stesso Perrault, l’operazione di rivestimento più che ri-velare “alla Christo” punta a confondere l’immagine fissa di architettura con quella mutevole della natura. Nella bellissima fabbrica Aplix a Le Cellier-sur-Loire (1999), la facciata, aderente al cor-

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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