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6-78_91_ARCVISION_Millenium_Perrault:Project 12 ok 27/06/12 23:16 Pagina 86

Le coperture traguardano di solo 1 metro il piano di calpestio del terrapieno, e si svelano interamente allo sguardo nelle figure puriste del cerchio e del quadrato. I due grandi volumi orizzontali sono completamente “impacchettati” da reti metalliche che riflettono il cielo mutevole della città. L’effetto espressivo è amplificato dalla completa invisibilità all’esterno dei poderosi pilastri perimetrali in cemento armato: gli edifici paiono così galleggiare a mezz’aria, privi di peso. La poetica del materiale Nonostante nei suoi progetti la definizione del materiale non preceda quasi mai quella degli spazi collettivi, è proprio attraverso la personale poetica del materiale che l’identità di Perrault si afferma nel panorama internazionale dell’architettura. Una poetica che non riguarda tanto la struttura degli edifici, quanto piuttosto la loro “pelle”. Il concetto di “pelle architettonica”, o di facciata autonoma rispetto alla costruzione è un’immagine essenziale nell’architettura degli ultimi decenni – il libro-manifesto di questa visione, Learning From Las Vegas, esce nel 1972 – tanto da essere considerata, talvolta superficialmente, sinonimo stesso di contempora-

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neità. Il tema si presta naturalmente a infinite declinazioni: per Jean Nouvel, per esempio, la facciata è una quinta tecnologica o vegetale; per Herzog & de Meuron una bolla evanescente o un muro traforato; Peter Cook la vede come un guscio strutturale organico. In Perrault l’involucro si sdoppia in due layer sovrapposti e indipendenti: il primo destinato alle funzioni di chiusura e di isolamento, l’altro dedicato alla costruzione dell’immagine architettonica; lo scheletro portante, indifferentemente in cemento o in acciaio, è concepito come una macchina efficiente e priva di virtuosismi statici e formali. In molti casi i rivestimenti sono progettati da egli stesso, e destinati a una successiva produzione in serie. Privi di dettagli costruttivi sofisticati, sono sempre improntati alla massima semplicità di assemblaggio di elementi di origine industriale. Il sistema di rivestimento forse più noto tra quelli da lui ideati è la rete metallica Creative Wave, elaborata in collaborazione con l’azienda tedesca GKD. Comparsa per la prima volta nella Bibliothèque Nationale de France con funzione di brise soleil e di pannello di controsoffittatura, la rete diverrà in seguito una costante dei suoi lavori, declinata in diverse ver-

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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