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3-36_49_ARCVISION_Millenium_AALTO:Project 12 ok 15/11/12 10:03 Pagina 41

L’unità della diversità Eppure tanto Giedion stima Aalto come progettista, anche di “cose utili”, quanto difficile gli risulta collocarlo nelle categorie un po’ ristrette del Movimento Moderno:

così che per definirne il lavoro il segretario dei CIAM deve ricorrere inevitabilmente a un’umanizzazione del discorso ideologico, puntare sulla sua sensibilità – sconosciuta invece a Gropius o Le Corbusier – verso il contesto ambientale e la cultura della natura locale, vero e proprio Dna che scorre nelle vene di un architetto che “Dovunque vada, porta con sé la Finlandia”, proprio secondo Giedion. Già le sue prime prove in patria – il Sanatorio di Paimio e la Biblioteca di Viipuri – anche se seguono i canoni spaziali e formali del funzionalismo geometrico, sono troppo libere per un Movimento che vuole (vorrebbe) essere il più possibile unitario, per una sua irrimediabile insicurezza di fronte a un mondo, una società e un’economia tra le due guerre mondiali sicuramente impegnati in questioni più importanti che definire i canoni estetici dell’architettura. È invece proprio la geniale, spontanea vicinanza di Aalto al sentire della gente comune, il suo progettare attento alle problematiche individuali, come il vivere da malati, che lo porta a fare della costruzione e degli spazi dei suoi edifici degli autentici nuovi luoghi della socialità. Studiare nella biblioteca di Viipuri, piccola struttura educativa in una cittadina sperduta del difficile territorio finlandese, o essere curati di mali non solo fisici a Paimio, significa per gli abitanti di quei luoghi, volontari o obbligati, interagire in ambienti che esprimono una grande fiducia, anzi entusiasmo, nelle capacità di un riscatto collettivo dalle tristezze e le difficoltà dell’abitare artificiale: migliorato ma non certamente reso perfetto dalle tecnologie costruttive avanzate (dal cemento armato al legno la-

Mobili per Wohnbedarf, Zurigo, 1931-33

Hans Finsler

Wohnbedarf il respiro internazionale allora non così facile da raggiungere. Nel caso di Aalto non si tratta di semplice importazione dei mobili Artek, l’azienda finlandese che questi contribuisce a creare e dove attuerà poi per intero la sua sperimentazione strutturale sul legno compensato e lamellare – ma di una vera e propria edizione di pezzi speciali. Così di Aalto Wohnbedarf produce un ingegnoso divano letto in tubolare metallico (mod. 2145, prodotto fino agli anni Settanta), una sedia in tubo e compensato stampato (mod. 23), e anche alcuni pezzi derivati da quelli già prodotti da Artek (con importanti modifiche), dal carrello per servizio alla poltrona interamente in compensato curvato, a cui è dedicato un intero catalogo del 1934, disegnato da Bayer con grazia surreal-Bauhaus. Solo Marcel Breuer avrà l’onore di un altro piccolo catalogo Wohnbedarf, interamente dedicato alla sua serie di sedute in alluminio curvato: segno dell’alto riconoscimento in cui il lavoro di Aalto architetto/designer è tenuto da Giedion, e con lui da tutta l’intelligentsia modernista, nonché da un discreto pubblico di acquirenti. Per anni l’Artek non risponderà alle molte richieste di informazioni e di acquisti dall’estero (e anche a qualche lamentela per la lentezza nelle forniture), perché nessuno nell’azienda capisce altro che il finlandese.

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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