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Richard Meier

Richard Meier (Newark, 12 ottobre 1934). Nato da una famiglia ebraica di origine tedesca, Richard Meier si laurea in architettura alla Cornell University nel 1957. Nel 1959 intraprende un viaggio in Europa nei luoghi di nascita dell’architettura moderna, visitando, tra gli altri, il complesso residenziale del Weissenhofsiedlung (1927) di Stoccarda e presenziando all’inaugurazione della Maison du Brésil alla Cité Universitaire di Parigi progettata da Le Corbusier e Lucio Costa. In questa occasione conosce il maestro svizzero, che costituirà un suo costante modello di riferimento. Tornato a New York tra il 1958 e il 1963 lavora in alcuni dei principali studi di progettazione americani, tra cui SOM (Skidmore, Owings e Merrill) e Marcel Breuer; fino ad approdare alla professione autonoma nel 1963. Tra le prime opere realizzate numerose ville per l’alta borghesia americana, come la Smith House a Darien, Connecticut (1965-67), la Saltzman House a East Hampton, New York (1967-69), o la Douglas House a Harbor Springs, Michigan (1971-73). Non mancano gli interventi su più ampia scala, come la conversione dei laboratori della Bell al Greenwich Village di Manhattan nel complesso Westbeth Artists’ Housing (1967-70), o il quartiere Twin Parks Northeast Housing nel Bronx (1969-74). In parallelo con la pratica architettonica Meier si dedica all’insegnamento – Cooper Union, Princeton University, Pratt Institute, Harvard University, Yale University e UCLA – e studia pittura con Stephen Greene: la passione per l’arte rimarrà costante negli anni (celebri i suoi collage), anche se lasciata su un piano secondario e ben distinto da quello della professione di architetto. Nel 1969 si propone come esponente del gruppo Five Architects insieme a Peter Eisenman, John Hejduk, Michael Graves e Charles

Gwathmey (con Robert Siegel). I “Five” non si presentano come gruppo professionale, ma come entità unita da affinità stilistiche e teorico-concettuali; la loro visione nel solco della modernità riscuoterà molto interesse tra i critici e i committenti, specie della borghesia colta americana. Negli anni Settanta è costante la crescita della notorietà e del raggio d’azione di Meier. Tra le realizzazioni molti importanti edifici collettivi, come l’Atheneum a New Harmony (1975-79). Gli anni Ottanta segnano l’affermarsi della sua fama internazionale: riceve riconoscimenti come il Pritzker Prize – nel 1984 a soli 49 anni: il premiato più giovane di sempre – e commissioni per importanti edifici come l’High Museum of Art di Atlanta (1980-83) e il Getty Center di Los Angeles (1984-97), il Museo delle Arti Decorative a Francoforte (1979-85), tra i primi lavori europei dello studio. Negli anni successivi Meier realizzerà in Europa numerose opere di grande rilevanza, tra cui un edificio per mostre e congressi a Ulm (1986-93), il Municipio e la Biblioteca Centrale dell’Aia (1986-95), il Museo d’Arte Contemporanea a Barcellona (1987-95). I lavori più recenti disegnano uno scarto rispetto al rigore geometrico di tutta la sua produzione, con la ricerca di una maggiore espressività plastica dell’architettura e, insieme, un interesse rafforzato per le qualità dei materiali e il tema della sostenibilità. Diversi tra gli ultimi lavori più significativi sono realizzati in Italia: la Chiesa del Giubileo (1996-2003), il museo dell’Ara Pacis (1995-2006) e il complesso i.lab a Bergamo (2005-2011). Con il ruolo di Managing Partner, Richard Meier dirige oggi uno dei principali studi d’architettura americani (Richard Meier & Partners Architects LLP), con oltre 400 dipendenti e sedi a New York e Los Angeles.

Richard Meier Materie e strutture per il Nuovo Millennio Milano, Politecnico

Invito all’incontro Millennium organizzato da Italcementi a Milano il 25 febbraio 1997 con Richard Meier.

Biografia

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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