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16-218_231_ARCVISION_Millenium_PODRECCA:Project 12 ok 28/06/12 22:40 Pagina 227

In mezzo L’attitudine artistica di Podrecca lo porta spesso a considerare ciò che sta tra le cose, a lanciare segnali di sottili interrelazioni umano-architettoniche, suggestioni di “erotismi” tra parti di città che si incontrano. Scopre l’architettura, per sua ripetuta ammissione, attraverso il medium della scultura, che lo rapisce per condurlo nello spazio compreso tra i corpi, che gli comunica l’esistenza di “un pieno” nel “vuoto”, un valore “termico” dell’aria che sa di metafisica presenza. L’architettura per lui è ciò che ontologicamente sta “in mezzo”, o forse “nel centro”, e che si relaziona con due paesaggi: all’interno e all’esterno. Per questo i suoi sforzi progettuali spesso si concentrano nella trasmissione di un duplice rispecchiamento. Se i rigorosi e scabri interni lignei degli alloggi Korotan a Vienna (1991-94) sono “francescani” come gli studenti-pellegrini che li occupano a frotte, le facciate di rame blu-petrolio della Basler Versicherung (1990-93) riflettono magicamente all’inverso il colore del bel Danubio, che non è propriamente blu (come sa ogni buon Wiener). L’uso della materia è essenziale in questo lavoro di sdoppiamento dell’architettura. Se l’anima è, come da buona tradizione moderna, quasi sempre di cemento armato, ciò che appare alla vista raramente ha di questo materiale il colore e la trama “naturali”, e ne rivela la presenza unicamente attraverso la plasticità delle forme. Nel complesso multifunzionale Grifone/Greif a Bolzano/Bozen (1994-

2000) l’interessante testata curva dell’edificio principale, palesemente cementizia, e i generici spazi commerciali pre-confezionati di una triste mall sono filtrati attraverso un uso sensibile e calibrato dei rivestimenti. Intonaci bianco-panna, ferro ossidato e marmo cipollino (omaggio esplicito al Loos della Michaelerplatz) facilmente intercettano i desideri di Austria Felix della buona borghesia locale, più sudtirolese che altoatesina. Quando il soggetto di rispecchiamento dell’architettura è molto meno definito, e si fa perfino fatica a definirlo “contesto”, allora Podrecca fa ricorso a giochi leggeri e sottili, quasi letterari. “È una specie di Gulliver, posizionato sulla bellissima riva del Danubio...” – dice della Millennium Tower realizzata con Peichl e Weber a Vienna (1995-99) – “...riva che però ha una architettura rotta, fatta di semi-industrie e terziario, che non dialoga con nulla. È una sorta di faro urbano, e il faro non è mai contestualizzato”. Perfino la frammentata città contemporanea, grazie a un cannocchiale di 202 metri di acciaio e cristallo, può essere assorbita dal continuum della “Poetica delle differenze”. Eppure, se può, Podrecca preferisce fare ricorso alle sue metafore più consolidate. E se la torre è prevista nel centro di Padova (progetto PP1, 2010), tra la cappella degli Scrovegni e l’area della Stazione, anche se è alta 108 metri può essere vagheggiata come: “un punto esclamativo alla fine di due textures urbane che si vogliono bene, come femmina e maschio, come lirica e epica, come giorno e notte”.

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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