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Eric Owen Moss

Eric Owen Moss (Los Angeles, California, 1943), cresciuto nella sua città d’origine, nel 1965 consegue il Bachelor of Arts alla UCLA (University of California at Los Angeles). Prosegue gli studi prima presso il College of Environmental Design della UC Berkeley (University of California at Berkeley), dove nel 1968 ottiene il Master of Architecture, e quindi presso la Graduate School of Design della Harvard University, dove consegue il Master of Architecture nel 1972. L’anno successivo fonda a Los Angeles lo studio Eric Owen Moss Architects (EOMA). Nel 1974 inizia a insegnare al neonato (1972) Southern California Institute of Architecture, o SCI-Arc: istituto appena nato già mitico nel panorama delle grandi scuole internazionali di architettura, di cui diverrà direttore nel 2002 succedendo a Neil Denari, Michael Rotondi e Ray Kappe. Sotto la sua direzione la scuola si distingue per i programmi antiaccademici e la carica sempre più trasgressiva e radicale della didattica, che però qualifica anche i suoi studenti (e laureati) con una fortissima preparazione tecnologica, soprattutto nelle nuove tecniche CAD, Computer Aided Design (ironia della sorte, più di un laureato SCI-Arc passerà a lavorare nei nuovi studios hollywoodiani per il cinema 3D). L’attività di insegnamento di Moss prosegue costante negli anni, toccando Yale e Harvard, l’Università di Arti Applicate di Vienna e l’Accademia Reale Danese di Belle Arti di Copenhagen. A partire dalla fine degli anni ‘80 il nome di Eric Owen Moss si lega progressivamente a quello di Culver City, popoloso distretto a sud-ovest di Los Angeles (attualmente conta circa 40.00 abitanti), sede di diversi studios di produzione cinematografica, molti dei quali però entrati in crisi a partire dagli anni Settanta. Nel corso di poco più di un ventennio, Moss realizza una complessa riqualificazione urbana che conta oltre 40 edifici tra realizzazioni ex novo e ristrutturazioni, trasformando la vasta area industriale dismessa dell’Hayden Tract in un centro vitale e pulsante del distretto metropolitano di Los Angeles. Ultimo edificio realizzato a Culver City da Moss in ordine di tempo la torre di informazioni Samitaur Tower (2011), recentemente inaugurata. Oltre al lavoro a Culver City, la figura di Moss assume una dimensione internazionale grazie alla vetrina della Biennale di Architettura di Ve-

nezia. La prima volta nel 1996, quando è selezionato tra i quattro architetti americani chiamati a rappresentare gli Stati Uniti. Successivamente, nel 2002 Moss presenta all’interno del padiglione russo il progetto per il Teatro Mariinsky a San Pietroburgo, da poco proclamato vincitore di un concorso internazionale, che costituirà il definitivo lasciapassare per il suo ingresso nello star system mondiale, pur rimanendo nel limbo di una costruzione mai iniziata. “Show must go on”, e con l’allestimento del padiglione austriaco della Biennale del 2010 Moss ripete la sua provocatoria performance, attirandosi le critiche dell’Austria conservatrice. Attualmente EOMA conta 25 collaboratori. Tra i progetti più recenti dello studio si segnalano due torri per uffici alte 230 metri e un centro teatrale a Los Angeles, un complesso alberghiero e per uffici a West Hollywood, un intervento di 120 mila metri quadrati a destinazione mista in Kazakistan, un master plan per una nuova città eco-integrata a La Paz. I progetti e l’attività di ricerca e di insegnamento sono valsi a Moss numerosi riconoscimenti internazionali. Fellow dell’American Institute of Architecture, nel 1998 ha ricevuto il premio AIA/LA Medal, nel 2003 il Distinguished Alumni Award dall’Università della California at Berkeley e, nello stesso anno, il Business Week/Architectural Record Award per il progetto dello Stealth a Culver City. Nel 2011, al culmine di una carriera fatta di una singolare coerenza nella contraddizione, riceve il Charles Jencks Award, il premio istituito dal critico inglese “inventore pentito” dell’architettura postmoderna, già assegnato a colleghi del calibro di Zaha Hadid, Peter Eisenman, Cecil Balmond, Wolf D. Prix & Coop Himmelb(l)au, Steven Holl. In realtà le opere di Moss ricevono riconoscimenti anche per le innovative tecniche costruttive e le implicazioni sociali, oltre che per le loro più generali qualità progettuali, ben dimostrate nel mastodontico ma accattivante volume “Eric Owen Moss. Construction Manual 19982008 “: un vero e proprio manuale di edilizia sperimentale (la sua), in cui Moss trascrive minuziosamente, come in un diario/atlante, immagini, disegni, rendering, fotografie delle diverse fasi costruttive, testimonianza del lavoro di un architetto ancora ostinatamente legato alla terra, anche se con la testa molto per aria, come i suoi edifici.

Eric Owen Moss Too Much Is Not Enough Roma, Auditorium ANCE

Invito all’incontro Millennium organizzato da Italcementi a Roma il 7 maggio 2007 con Eric Owen Moss.

Biografia

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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