__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 213

14-190_203_ARCVISION_Millenium_EISENMAN:Project 12 ok 14/11/12 17:53 Pagina 203

Peter Eisenman

Peter Eisenman (Newark, 1932), architetto, educatore, critico, si forma presso la Cornell University di Ithaca e la Columbia University di New York, e si perfeziona in Inghilterra conseguendo il Ph.D. presso la University of Cambridge. Negli anni della sua formazione, decisivo è l’incontro con Colin Rowe. Nel 1960 inizia l’attività professionale lavorando anche con Michael Graves, con cui è associato nel 1967 nella mostra “The New City”, ricca di utopiche proposte sociali per l’Upper West Side di Manhattan, e poi nei Five Architects di New York, anche insieme con Hejduk, Gwathmey e Siegel. Del 1967 è la House I per la famiglia Barenholtz a Princeton, nel New Jersey, prima di una serie di Houses che si concluderà con la House X del 1978 (dove la X, più che un numero romano è una funzione incognita). Le case successive (House 11a del 1978, House El Even Odd del 1980, Fin d’Ou T Hou S del 1985) appartengono a un altro registro. Ma è soprattutto l’attività didattica e di ricerca che ne caratterizza la figura e il prestigio internazionale. Nel 1967 fonda l’IAUS (Institute for Architecture and Urban Studies), crocevia di scambi tra la cultura architettonica statunitense e quella europea. Tra il 1969 e il 1972 insegna alla Cooper Union di New York e alla Ohio State University di Columbus. È tra i fondatori, e direttore fino al 1982, della rivista Oppositions (1973-1984), punto di riferimento della più sofisticata critica internazionale d’architettura. Nel 1980 Eisenman apre uno studio di progettazione con Jaquelin Robertson e inizia a realizzare progetti in Europa e negli Stati Uniti: il Wexner Center for the Visual Arts and Fine Arts Library a Columbus, Ohio (1983-89) e l’edificio d’abitazione per l’IBA (Internazionale Bau Ausstellung) al Checkpoint Charlie a Berlino (1981-85) sono vincitori di National Honor Awards. Nel frattempo, lo studio assume la denominazione attuale di Eisenman Architects (1987). Nel 1985, il progetto teorico Moving Arrows viene premiato con il Leone di Pietra dalla Biennale di Venezia. L’approccio fortemente intellettualizzato, la continua sovrapposizione di una sovrastruttura interpretativa al progetto d’architettura, i riferimenti

a Chomsky e a Derrida, ne fanno il capofila teorico della tendenza che sarà chiamata “Decostruttivismo”, celebrata nella mostra “Deconstructivism” al MoMA di New York nel 1988. Negli anni successivi, con diverse modalità derivate dalle teorie barocche di Deleuze e dal crescente uso di tecniche informatiche nella progettazione, l’attività di Eisenman Architects è sempre più internazionale, con progetti in Giappone – le sedi della Koizumi Sangyo Corporation (1988-90) e della Nunotani Corporation (1990-92) a Tokyo – ma anche con grandi realizzazioni negli Stati Uniti, come il Greater Columbus Convention Center, Ohio (1990-93). Partecipa nel 1996 al concorso per la “Chiesa del 2000”, a Roma, vinto da Richard Meier, e nel 2002, insieme ad altri studi selezionati, alla proposta di idee per il World Trade Center di New York. Nel 2004, vince il Leone d’Oro alla carriera della IX Biennale di Venezia. Tra i progetti più recenti, lo stadio per il National Football League’s Arizona Cardinals, a Phoenix (per cui è nominato tra i cinque architetti più innovativi del 2006 dal magazine Popular Science), la Città della Cultura della Galizia a Santiago de Compostela e il pluripremiato Memoriale alle vittime dell’Olocausto a Berlino. L’attività accademica di Eisenman, particolarmente prestigiosa, ha toccato le università di Cambridge, Princeton, Yale e dell’Ohio State, oltre che l’ETH di Zurigo e lo IUAV di Venezia. È stato il primo Irwin S. Chanin Distinguished Professor of Architecture alla Cooper Union di New York, ed è attualmente Charles Gwathmey Professor in Practice presso la Yale School of Architecture. Membro dell’American Academy of Arts and Sciences e dell’American Academy of Arts and Letters, Eisenman ha ricevuto, tra gli altri, la Medal of Honor dal New York Chapter of the American Institute of Architects (2001), lo Smithsonian Institution’s Cooper-Hewitt National Design Award in Architecture 2001 e il Dottorato onorario in Architettura dall’Università La Sapienza di Roma (2003). Il premio più recente, a Gerusalemme, è il Wolf Foundation Prize in the Arts, del maggio 2010.

Peter Eisenman The New Subjectivity Pescara, Facoltà di Architettura Università degli Studi Gabriele d’Annunzio

Invito all’incontro Millennium organizzato da Italcementi a Pescara il 21 giugno 2006 con Peter Eisenman.

Biografia

Profile for arcVision

Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

Profile for arcvision
Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded