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Frank O. Gehry

Frank Owen Gehry (Toronto, 1929). Architetto canadese, nato Ephraim Owen Goldberg (cambierà il suo nome dopo il trasferimento in California, adottandolo nel 1954), si laurea in architettura presso la University of Southern California (1954) e studia pianificazione alla Graduate School of Design di Harward (1956-57). La sua non scontata carriera architettonica, intrapresa anche grazie all’incontro con Raphael Soriano, inizia presso lo studio di Victor Gruen Associates (1953-55 e 1957-61) da cui fa un prezioso apprendistato nella progettazione di complessi commerciali. Lavora poi a Parigi presso André Rémondet e, nel 1962, torna in California dove nel 1967 apre il suo studio, denominato Frank O. Gehry and Associates, oggi noto come Gehry Partners LLP. L’assidua frequentazione della scena artistica di Venice e Santa Monica – tra cui Ed Kienholz, Bob Irwin, Ed Moses, Ed Ruschi, Claes Oldenburg – lo porta a sperimentare una visione architettonica più spuria e contaminata rispetto al mainstream dell’International Style, che riversa compiutamente nella ristrutturazione della sua casa a Santa Monica (1978) con cui si segnala alla critica internazionale. Nel 1980 partecipa alla mostra “La strada novissima” della Biennale di Venezia. In quegli anni, accanto a una nutrita serie di progetti di case unifamiliari tra Venice e Santa Monica – tra cui casa Familian (1978), le case sulla Indiana Avenue (1979-81), casa Norton (1982-84) – affronta i primi incarichi pubblici come la Loyola University Law School (1978-84), il California Aerospace Museum (1982-84), la Frances Goldwyn Branch Library (1982-86). La collaborazione con gli artisti, da Claes Oldenburg a Richard Serra, si concretizzerà in varie opere tra cui la sede dell’agenzia pubblicitaria Chiat Day, a Venice, con il binocolo gigante in facciata di Oldenburg e Coosje van Bruggen (1985-91). A Venezia, sempre con Oldenburg, van Bruggen e il “fiancheggiamento” del critico Germano Celant (che sarà poi il suo più grande sponsor sulla scena museale internazionale) nel 1985 realizza l’indimenticabile performance “Il Corso del Coltello”, sorta di carnevale pop che vede navigare lungo i canali un gigantesco coltellino svizzero, vascello della follia creativa di Gehry e Oldenburg, che propone metaforicamente per la città lagunare interventi strategici a base, appunto, di “colpi di coltello”. La stessa profonda conoscenza del mondo dell’arte contemporanea (e ancora l’amicizia con Oldenburg) gli vale nel 1987 l’incarico per il progetto e la costruzione del suo primo edificio in Europa, il Vitra Design Museum che gli viene commissionato dal CEO Vitra Rolf Fehlbaum, dopo che questi aveva deciso di omaggiare suo padre con una grande scultura di Oldenburg (un cacciavite, un martello e una pinza in miracoloso equilibrio): dalla conoscenza dei due amici artisti alla realizzazione (1989) di un edificio anticipatore, nella forma e nelle funzioni, di molta architettura tra i due secoli, il passo è breve. Il crescente successo e riconoscimento ottenuto permettono a Gehry di allargare il suo

raggio d’azione al di fuori dei confini nazionali: al Vitra Design Museum seguono così l’American Center di Parigi (1988-94), e gli interventi al Villaggio Olimpico di Barcellona (1989-92). Nel 1987 viene eletto membro dell'American Academy of Arts and Letters a Roma. Nel 1988, la sua opera è inclusa nella mostra “Deconstructivist Architecture” al MoMA di New York, organizzata da Philip Johnson e Mark Wigley, sebbene abbia sempre rigettato tale classificazione. Nel 1989 vince il Pritzker Prize, e di quell’anno sono due opere fondamentali: il progetto della Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, (completata però solo 15 anni dopo) e l’avvio del Guggenheim Museum di Bilbao, concluso nel 1997. Questa autentica icona dell’immaginario collettivo lo consegna alla storia dell’architettura contemporanea, ma anche dell’immagine dell’architettura e della città negli ultimi “anni ruggenti” del XX secolo. L’attività accademica di Gehry passa intanto per le maggiori università americane, dalla Cooper Union di New York alla Yale University, mentre riceve la laurea honoris causa in ingegneria dalla Technical University of Nova Scotia, Halifax. Ogni tanto, discretamente, si affaccia alle presentazioni delle tesi di laurea degli studenti della SCI-Arc (Southern California Institute of Architecture) di Los Angeles – dove viene riconosciuto e ascoltato nelle sue osservazioni proprio come uno dei tanti docenti e critici della scuola diretta da Eric Owen Moss. Ormai consolidata negli anni Novanta la sua posizione sulla scena internazionale, premi e riconoscimenti affiancano regolarmente l’attività professionale: tra importanti realizzazioni come gli uffici della Nationale-Nederlanden di Praga (1992-96) e quelli per la DG Bank a Berlino, sulla Pariser Platz (199498), è premiato dal California Arts Council (1990), riceve il premio alla carriera dal senato dell'Ohio (1991), il Premio imperiale della Japan Art Association (1992), il Master onorario dello SCI-Arc (1996). Negli anni 2000, la crescente attività internazionale immergerà Gehry in una quantità enorme di progetti in tutto il mondo: dal Guggenheim Museum di Abu Dhabi, a un museo per Louis Vuitton a Parigi, alla recente Beekman Tower di New York: il che non gli impedisce di fare ritorno, con la ristrutturazione dell’Art Gallery of Ontario, nella sua città natale di Toronto. Nel 2006 il regista Sydney Pollack gli dedica un film documentario, “Sketches of Frank Gehry” (uscito in Italia nel 2007 con il titolo “Frank Gehry. Creatore di sogni”) dove con autoironia inconsueta per una vera archistar (forse davvero l’unica tra tanti architetti così velocemente etichettati) dialoga con Pollack in una lunga confessione, non priva di momenti di commozione, su dubbi e certezze di una carriera ineguagliata. Infine, il suo sogno più ambizioso sembra essere il Grand Avenue Project a Los Angeles che, con la radicale trasformazione dell’arteria che collega la City Hall alla Walt Disney Concert Hall, potrebbe dotare Los Angeles di un intero brano di città, con il marchio del suo più illustre figlio adottivo.

Frank O. Gehry Incontro con Frank O. Gehry Roma, Casa dell’Architettura

Invito all’incontro Millennium organizzato da Italcementi a Roma il 23 maggio 2005 con Frank O. Gehry.

Biografia

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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