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dissipare il suono delle strade vicine, attraversate da un traffico massiccio e incessante, generando uno spazio pubblico protetto, aperto ai visitatori e ai semplici passanti. La biblioteca vera e propria si sviluppa su una superficie di oltre 800 mila metri quadrati e ha uno spazio scaffali per otto milioni di libri, anche se attualmente ne ospita circa 500 mila; le sale lettura occupano 70 mila metri quadrati distribuiti su undici livelli. La sala principale è costituita da un unico grande spazio a più livelli che copre l’intera superficie di 160 metri di diametro dell’edificio. Al suo interno un ordine gigante di pilastri “a papiro” in cemento armato sorregge una serie di lucernari piramidali rastremati verso il basso e posizionati a 32 metri di altezza. Visti dall’esterno i lucernari disegnano nell’immensa copertura metallica una maglia regolare di intagli che ricorda una primitiva scrittura cuneiforme. L’uso delle potenzialità del materiale e la “riscrittura” delle simbologie architettoniche locali in chiave contemporanea ispira anche il nastro delle facciate dell’edificio, interamente rivestite da lastre in granito grigio di Assuan sulle quali sono incisi i grafemi di 120 differenti stili di scrittura.

Mohamed Nafea

no i materiali e i temi formali dell’architettura egiziana con i linguaggi astratti dell’architettura, e forse ancor più dell’arte, contemporanea e occidentale. Costato 220 milioni di dollari, il complesso della biblioteca comprende un centro congressi, settori per non vedenti, bambini e ragazzi, tre musei, quattro gallerie d’arte, un planetario e un laboratorio per il restauro di manoscritti. Lo sviluppo planimetrico, prevalentemente orizzontale, è dominato dal grande volume obliquo della biblioteca, la cui forma circolare e priva di uno “spicchio” ricorda quella di una gigantesca clessidra. In prossimità dello spicchio assente si inserisce il corpo più alto e compatto del Museo, a impianto quasi esagonale. I due edifici sono interconnessi attraverso una serie di percorsi e di spazi pubblici, che costruiscono un variegato paesaggio “tecno-naturale”. Sul lato a mare la copertura inclinata della biblioteca sprofonda sotto il livello di un vasto specchio d’acqua, che riprende la linea di orizzonte e che agisce come un immenso sistema di condizionamento “a impatto 0”, raffreddando il microclima del complesso e purificando l’aria dalle polveri sottili. La vegetazione acquatica e la forma inclinata dell’edificio contribuiscono a

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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