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148-161_Millenium_Project 12 ok 05/07/12 14.22 Pagina 157

tura interna, determinata dai percorsi di distribuzione della biblioteca, che si affacciano sul vuoto illuminato dall’alto. Per sostenere la nuova costruzione e insieme proteggere gli scavi archeologici (che hanno rivelato resti di un’antica villa romana, probabilmente quella di Lucullo, ricchissimo console e bon vivant) viene realizzato un basamento scatolare di cemento armato precompresso dell’altezza di un piano, su un’imponente luce variabile fra 25 e 30 metri: si realizza così un “ponte sotterraneo” per separare la costruzione dell’edificio superiore dalla zona archeologica, che diventa un concentratore di energia magica. Curiosamente la decorazione parietale qui ritrovata, in mosaici di paste vitree, rappresenta proprio architetture e statue, un auspicio o un genius loci che forse mal si concilia con un progetto tanto radicale. Tra un rinvio e l’altro, complice l’oggettiva difficoltà di realizzazione della complessa opera ingegneristica in un’area così angusta, passeranno infatti quindici anni di distanza dal concorso vinto, prima che la grande gru necessaria ai lavori lasci il sito dei palazzi Zuccari e Stroganoff, segnando così un episodio non troppo feli-

ce nel corpus delle opere di Navarro Baldeweg architetto. Per realizzare ancora un edificio importante e di successo all’altezza della sua bravura di “pittore di spazi”, questi dovrà tornare alla Spagna, dove, ancora sull’onda di un’euforia costruttiva nazionale destinata a spegnersi con la crisi globale del 2009, realizza un’opera imponente, il Teatro del Canal: massa cristallina apparentemente solida, quasi monumentale verso l’esterno su strada, si articola in realtà tra aperture e chiusure in una serie di volumi spezzati, su cui il gioco delle strutture, dei colori e dei materiali tocca livelli di libertà prima mai toccati, rivelando una maestrìa ormai raggiunta nell’integrare la sua antica ricerca dello spazio visivo con quello fisico. Non è un caso che, lasciandosi andare con qualche amico a una confidenza più intima, Navarro Baldeweg negli ultimi anni dichiari di preferire talvolta la pittura all’architettura: forse proprio perché arrivato alla fase davvero matura della sua carriera di artista/progettista, quella “doppiezza” che lo distingue dai tanti architetti alla disperata ricerca di una qualità anche scultorea della costruzione, senza mai riuscire a raggiungerla.

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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