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11-148_161_ARCVISION_Millenium_BALDEWEG:Project 12 ok 28/06/12 22:02 Pagina 152

Estudio Navarro Baldeweg

Biennale d’Arte di Venezia alla grande personale all’IVAM di Valencia alle soglie del terzo millennio. Eppure le sue capacità di progettista non puntano al mirabolante effetto illusionistico dell’opera d’arte, alla sua aura perduta, visto che hegelianamente “non pieghiamo più il nostro ginocchio” di fronte alla rappresentazione artistica: ma un attimo seppure fuggevole e veloce di concentrazione, o di astrazione dal mondo, l’arte deve pur ancora generarlo. Così si trovano disseminati anche nell’opera di Navarro Baldeweg architetto altrettanti elementi di “sospensione” dello spazio, come se questo potesse – grazie anche alla maestrìa ingegneristica – per alcuni momenti rallentare la velocità del tempo, con un effetto ottico/ psicologico simile a quando attraversando in auto una galleria a velocità sostenuta essa pare venirci incontro e fuggire: mentre in realtà siamo immobili nell’auto stessa. È un simile rovesciamento di prospettiva che porta a un altro tipo di spazio, definito da Navarro Baldeweg “complementare”, e che ha indotto qualche critico a

etichettarlo come “l’architetto del vuoto”: si potrebbe piuttosto invece definire lo spazio di Navarro Baldeweg gestaltico, per come nasce da un contrasto figura/fondo, pieno/vuoto. Certamente, ammirando l’abilità strutturale e l’equilibrismo di certi suoi artefatti, come il Centro dei Congressi e delle Esposizioni di Salamanca con la grande cupola che sovrasta l’auditorium, si è attratti nel vortice della materia/luce scolpita dai suoni che si attende, o si immagina, di ascoltare: ma il disegno e la forma della costruzione che ne seguono non sono solo accorgimenti acustici. Sono lì anche per richiamare l’attenzione, la concentrazione sulla qualità spaziale della vera architettura, l’unica che la distingue nell’infinito oceano dell’edilizia senza, appunto, qualità. Le occasioni, i pretesti, per attirare lo sguardo di chi utilizza, o semplicemente osserva l’architettura possono essere i più diversi: ma l’idea di disegno, generato dalla luce, sarà quasi sempre al centro di questo sguardo. Nel 1976, invitato a esporre nella Sala Vinçon di Barcellona –

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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