Page 153

10-134_147_ARCVISION_Millenium_BOTTA:Project 12 ok 27/06/12 21:57 Pagina 143

non poteva che affidarsi all’architetto ticinese più celebre dei tempi moderni. Sorprendendo però tutti Botta realizza un’opera decisamente diversa dal proprio consueto registro, compiendo anche una sorta di simbolico passo all’indietro. Concepisce così un grande plastico ligneo in scala 1:1 del “San Carlo alle Quattro Fontane”, sezionato longitudinalmente come i modelli architettonici molte volte usati per raccontare i propri progetti. Le scalettature formate dalla sovrapposizione di innumerevoli assi di legno sagomate conferiscono alla figura voluttuosa della chiesa barocca un aspetto astratto e tecno-sincopato, del tutto contemporaneo. Collocata su una chiatta galleggiante, l’installazione è visibile anche a grande distanza, e ricorda vagamente il melanconico Teatro del Mondo di Aldo Rossi. Modello ingigantito, o architettura dimezzata, il “San Carlo a Metà” di Mario Botta, è in realtà una grande scultura, di certo il più clamoroso exploit artistico nell’opera di un autore-attore-registascenografo-produttore-distributore-comunicatore di architettura che rimane soprattutto un grande maestro artigiano: solo che invece di Stradivari o Maggiolini (nel doppio senso di autori e opere), costruisce edifici.

Enrico Cano

to all’affermarsi della potente macchina espositiva di Rovereto. Questa sorta di “ritrazione dell’architettura” ha anche una precisa valenza espressiva: fattasi più neutra e discreta negli interni, l’arte costruita lascia il ruolo di principale protagonista all’arte esposta. Effetto calcolato che, proprio al MART, ha recentemente dato vita a un divertente e paradossale gioco di andirivieni. In occasione della grande monografica “Mario Botta. Architetture 1960-2010” (a cura di Gabriella Belli) la riduzione espressiva dell’architettura di Mario Botta ha messo in risalto... l’architettura di Mario Botta. Esposti come opere d’arte e videoarte, anche gli oggetti di disegno industriale e le numerose scenografie da lui disegnate nel corso degli anni hanno rivelato una sua insospettabile fiducia nell’incompiutezza delle forme e nella forza evocativa delle architetture non-visibili. La stessa chiave di lettura può forse essere applicata all’oggetto scenografico più clamoroso mai realizzato da Botta, che però nella monografia completa dei suoi lavori va collocato nella sezione “architettura” – seppur (per una volta!) “temporanea”. Per celebrare i quattro secoli dalla nascita dell’architetto ticinese più grande di ogni tempo, Francesco Borromini, Lugano

Profile for arcVision

Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

Profile for arcvision
Advertisement