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1-1_15_ARCVISION_Millenium_INTRO:Project 12 ok 27/06/12 22:36 Pagina 5

della Patata”, in occasione di una particolarmente sfortunata edizione della Biennale di Architettura di Venezia, curata da Kurt Forster nel 2004. Eppure, se si vuole ricreare quel patto sociale e culturale andato perso negli anni (l’industria ricerca e produce innovazione, l’innovazione genera profitto, ma la comunità si avvantaggia di quella stessa innovazione e, in parte, dello stesso profitto), la strada maestra per l’industria pare ancora quella della ricerca tecnologica, dell’invenzione di materiali e tecniche alternative, in stretto dialogo con il maturare della coscienza ambientale dei progettisti. Perché ciò che distingue l’(est)etica di una sostenibilità da quella della spettacolarità è proprio affrontare il disegno dell’architettura, l’impiego delle tecnologie, la creazione degli spazi, con un’attenzione spasmodica al contesto, alle emergenze, alle specificità del luogo e dei suoi abitanti. Così che il progettista stesso, il committente, il produttore, la popolazione che userà gli edifici diventano parte di una sorta di unico individuo – “Uno, Nessuno, Centomila“ – che contribuisce alla creazione e all’esistenza dell’architettura come opera (perché no?) d’arte collettiva. Potrà sembrare strano questo ragionamento anteposto a una galleria di ritratti di autori, chiamati da Italcementi a partecipare agli incontri Millennium, che rappresentano la quintessenza del genio individuale, se non individualista. Eppure, scorrendo il racconto critico delle loro opere e biografie, rivedendo le immagini di alcune delle loro costruzioni più importanti, si verrà via via profilando una sorta di coerente panorama del costruito dalle sembianze multiformi, cangianti anche nelle loro singole individualità: in esse gli elementi della costruzione immaginati e realizzati dal progettista, per lo più accompagnano le persone nel loro difficile percorso esistenziale con una sorta di affetto, di gioiosa compenetrazione nei casi più eccellenti. Il genius loci diventa genius personae, “persona” anche con quella connotazione di maschera, la maschera sociale che tutti indossiamo ogni giorno, tanto più quando ci rapportiamo a luoghi progettualmente costruiti e quindi, per definizione, altrettanti scenari della rappresentazione quotidiana di noi stessi verso gli altri. In un’architettura che sia degna di questo nome, meglio se per uso pubblico, meglio se molto popolata e ancor meglio se ricca di luoghi di interazione, le rappresentazioni e le azioni reali si incrociano e si accomunano in una sola grande messa in scena esistenziale. Viene in mente qui un’opera, la nuova Università Bocconi di Grafton Architects, che, proprio perché realizzata a Milano, assume un altro particolare valore simbolico: quello di un possibile riscatto anche per una città europea – che si è smarrita in infinite, interminabili e quasi tutte inutili pianificazioni urbanistiche – attraverso la bellezza di anche pochi edifici. Come un solo libro, fosse anche La Città del Sole di Tommaso Campanella, non può creare una nuova letteratura, un singolo edificio, o complesso di edifici, da solo non può certamente sanare le infinite contraddizioni della città contemporanea, ricostruirla come nuova: ma se Dio è nel dettaglio, come per Sant’Agostino e per Mies, a chi lancerà uno sguardo più attento e affettuoso a questa nuova Università Bocconi si accorgerà che la sua possibilità di essere, di “stare in piedi” – come direbbe Mario Salvatori – di rappresentare l’anima della sua città con la sua firmitas e la sua venustas, le vengono da uno stesso materiale: un cemento armato, declinato in molte soluzioni inventive d’ingegneria e architettura, che fanno dell’edificio un grande esempio di opera collettiva di sostenibilità estetica. Altri ne seguiranno, a cominciare da quell’i.lab di Richard Meier per Italcementi che in questo libro trova una prima possibilità di rappresentazione. Forse è l’inizio di una nuova fase per l’architettura contemporanea: forse è semplicemente l’eterno ritorno di un’architettura senza tempo, perché espressione migliore del suo Zeitgeist.

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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