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8-106-119_ARCVISION_Millenium_ABRAHAM:Project 12 ok 27/06/12 21:49 Pagina 108

ACFNY/David Plakke

Adolfo Natalini, tra gli esponenti principali dell’architettura Radicale italiana, ricorda che quando Abraham va ad abitare in quella casa, “Da buon architetto” prima l’ha completamente svuotata; ma poi, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe che faccia un buon architetto, non ha provveduto a riempirla nuovamente di cose, ma c’è andato semplicemente ad abitare, “con un materasso, un tavolo e un po’ di libri”. La ricerca di una “dream-house”, sostiene Natalini, assomiglia al rapporto di Abraham con la “dream-architecture”. In realtà per anni in Austria il sogno e l’architettura erano stati piuttosto scissi. Il primo, esposto in forma di disegno e

collages, si materializzava in visioni di città sotto i mari o di megastrutture nei deserti; l’altra in edifici se non convenzionali quantomeno pacati nella rivisitazione del modern style. Giunto in America, Abraham riduce al minimo per quasi un decennio il rapporto con l’architettura costruita, e si lancia nella visione di strane case astratte e geometriche, ambientate in paesaggi idilliaci o surreali: bianche sfere nelle Dolomiti o cilindri sommersi dalle maree (Portable Dream House, 1971). Oppure immagina lievi “case di terra e di nuvole”, scavate nel terreno e coperte da lastre trasparenti in cui si rispecchia il cielo (Erde

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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