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scandole tipiche dell’edilizia ottocentesca della East Coast americana; oppure ipertraforato da tarme-laser a controllo numerico, come nei pannelli recentemente disegnati per Horm. Fa eccezione la torre antropomorfica del Knut Hamsun Center (2009): una slanciata “scatola” cementizia completamente rivestita in assi di legno nero che richiamano le doghe asfaltate delle chiese norvegesi. Rara la pietra, magari relegata a un ruolo fintamente strutturale da retrostanti maglie portanti in acciaio (Cranbrook Institute of Science, 1998). Il vetro, inteso come materiale principale e non come tamponamento delle bucature, fa apparizione solo una volta, ma in maniera spettacolare e in un progetto che si discosta forse più di tutti dalla linea stilistica di Holl: l’ampliamento del Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City (2007). In questo caso la soluzione di facciata costituisce anche una variazione rispetto all’idea normal-tech della tettonica sensibile. Le facciate dei quattro edifici sono composte interamente da lame di vetro opalino bianco assoluto, ottenuto eliminando dalla miscela silicea il carbonato di sodio, che tende a conferirle tonalità verdi. Una seconda superficie in vetro all’interno forma un’intercapedine pressurizzata che cela la struttura portante in acciaio e i sistemi di illuminazione.

Paul Warchol

Seattle (1997) Holl utilizza una tecnica tradizionale della California del Sud, che prevede un sistema di solette in cemento armato gettate in casseri a piè d’opera e poi ribaltate in verticale. I prospetti dei dormitori della Simmons Hall sono costituiti invece da una serie di pannelli prefabbricati in cemento armato traforati ciascuno da 18 bucature quadrate. Posti in opera, i moduli si comportano come un unico esoscheletro strutturale autoportante, che assorbe le importanti oscillazioni statiche del monumentale edificio spugnoso. Il sistema contiene anche un doppio accorgimento estetico/percettivo: ciascun interpiano è forato da tre ordini di finestre da 60x60 cm, che inducono a credere l’edificio molto più alto che nella realtà, mentre gli imbotti sono dipinti in colori pastello, in una sequenza cromatica che gioca con il grigio del cemento (e che richiama, ancora una volta, l’Unité). In assoluto il cemento armato è il materiale più presente negli edifici di Holl: talvolta lasciato a vista, talvolta rivestito da scaglie in zinco (Museo d’Arte Contemporanea di Kiasma, 1998) o sottoposto a seconde pelli traforate in acciaio zincato (Sarphatistraat Offices, 2000). L’uso del legno è quasi sempre limitato alle abitazioni monofamigliari, magari in forma delle tradizionali

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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