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namiche con eccitazione alla quota delle fondazioni del terzo interrato potendo concludere che l’analisi statica equivalente con eccitazione al primo interrato presenta sollecitazioni più severe (o prossime) di quelle corrispondenti ottenute dalla dinamica con eccitazione più profonda. Con riferimento all’eccitazione a quota del primo interrato per il corpo “A” il totale delle masse sismiche (permanenti +33% variabili), risulta pari a 24.360 t e il taglio statico equivalente totale alla base è di 1.218 t mentre l’analisi a spettro di risposta conduce a 671 t nella direzione più severa, pur dopo la correzione per il rapporto tra masse effettive e masse partecipanti. Per il corpo “B” il totale delle masse sismiche (permanenti +33% variabili) risulta di 13.870 t e il taglio statico equivalente totale è di 694 t, mentre l’analisi a spettro di risposta conduce a 412 t, nella direzione più severa e pur dopo la correzione per il rapporto delle masse. Per il corpo “C” il totale delle masse sismiche, risulta pari a 10.037 t e il taglio statico equivalente totale è di 502 t, mentre l’analisi a spettro di risposta conduce a 257 t, nella direzione più severa e pur dopo la correzione per il rapporto delle masse. Queste considerazioni, unite alla volontà di assumere criteri di progetto più conservativi e alla maggiore semplicità interpretativa, hanno condotto a utilizzare per le verifiche le sollecitazioni statiche equivalenti con eccitazione al primo interrato. Le paratie L’indagine geotecnica ha permesso di stabilire che a breve termine — 10/15 giorni — e considerando un minimo di coesione dei terreni, secondo le indicazioni desunte dal metodo di Taylor, la stabilità dei fronti di scavo sarebbe stata garantita da una inclinazione al piede di 45/50°. In condizioni a medio e lungo termine, perso ogni contributo della coesione, la stabilità dei fronti di scavo sarebbe stata garantita con angoli di scarpata di soli 35°, escludendo, per di più, la possibilità di porre carichi al bordo dello scavo. In realtà, a parte qualche piccolo tratto di scavi marginali, dovendo raggiungere le profondità di progetto su due dei quattro lati a confine di proprietà e sugli altri adiacenti ad aree indispensabili per la gestione del cantiere, l’unico intervento che avrebbe consentito la stabilità dei fronti di scavo in verticale e fino alle profondità di progetto, in qualsiasi condizione, consisteva nel lavoro preliminare di consolidamento delle pareti. Normalmente l’intervento si concretizza con palificazioni di calcestruzzo di grande diametro o con paratie, sempre in calcestruzzo. Purtroppo la presenza di frequenti strati cementati ha sconsigliato questo tipo di intervento; decisione supportata dalle esperienze negative vissute con l’utilizzo di tali soluzioni in terreni analoghi, dove la continua rottura delle benne e dei

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