__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 41

39

in cui è costruita. Bergamo Alta può essere vista, o intravista, quasi da ogni parte dell’edificio; quando questo avrà raggiunto la sua configurazione definitiva, disporrà di un piccolo parco per la contemplazione del verde; tutta la sua presenza fisica, per quanto imponente, è attenuata dall’uso del bianco e dalla trasparenza delle vetrate; di notte, apparirà come una laboriosa ma silenziosa macchina per la produzione di conoscenza. Il gesto più deciso, quello che distingue i.lab dal contesto del Kilometro Rosso — il vicinissimo parco industriale ideato da un altro Maestro come Jean Nouvel — sta proprio nel suo posizionarsi in relazione ad esso “come una costruzione più leggera e in una scala più umana”*. Al tempo stesso, con il grande aggetto della copertura a sbalzo sulla piazza (la “freccia”) Meier vuole fare del complesso Italcementi un vero landmark, un segno fortemente riconoscibile nel territorio: ma trova anche il modo di dialogare con il progetto di Nouvel. All’estremità opposta dell’i.lab, da sotto una grande parete sospesa in bianco TX Active® è possibile ancora scorgere uno dei volumi del Kilometro Rosso, che in un raffinato gioco modernista Meier utilizza per creare un fuggevole, quasi invisibile contrasto di colori. La maestria di Meier sta anche in questa capacità, vagamente ironica, di costruire “fingendo” una totale libertà espressiva, ma sapendo invece profondamente che anche per il più grande architetto non vi è possibilità reale di sfuggire ai condizionamenti del mondo, dell’economia e della tecnica, del contesto territoriale: con cui si può solo dialogare, per trovare delle vie di uscita espressiva, magari anche solo per un momento ben determinato, nel tempo e nello spazio. Così che la possente freccia della copertura a sbalzo dell’i.lab si presta a un’altra interpretazione simbolica. La sua vera direzione è quella della fuga (prospettica) senza fine, ultima soluzione al dilemma dell’esistenza e dell’arte: indica un punto invisibile che solo Meier sa dov’è. O semplicemente immagina.

* S. Casciani, Joining the dots between aesthetics and sustainable technologies, intervista con Richard Meier, in, sdVision, rivista Italcementi, n.1 2011, p.21

Manca ancora nellE immagini la cascata di lame in calcestruzzo che completerà questo lato della facciata. Balzano all'occhio il rigore e gli equilibri cromatici che caratterizzano anche una fase transitoria: nulla è stato fatto per essere mascherato o celato.

Profile for arcVision

i.lab Italcementi. Il cuore dell'Innovazione.  

Un green building che coniuga i concetti di sostenibilita ambientale e innovazione tecnologica. Un luogo della conoscenza e del sapere scien...

i.lab Italcementi. Il cuore dell'Innovazione.  

Un green building che coniuga i concetti di sostenibilita ambientale e innovazione tecnologica. Un luogo della conoscenza e del sapere scien...

Profile for arcvision
Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded