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ca formale nel disegno dei loro edifici, Richard Meier contrappone un lavoro minuzioso sulla qualità, che si spinge fino al dettaglio di ogni componente, ma è prima di tutto qualità dello spazio. Nel complesso i.lab per Italcementi gli stessi percorsi generati dalla pianta articolata degli edifici indicano, nel rispetto delle complesse funzioni richieste dal committente, la necessità di una Wanderung, o di una wanderlust, come gli inglesi hanno tradotto la vocazione romantica tedesca al viaggio, al continuo spostamento alla ricerca di nuovi significati dell’esistenza e della cultura. Abitare diventa anche muoversi all’interno di un contesto architettonico o di paesaggio: e l’esperienza più propria anche al nuovo edificio di Bergamo è quella di grandi spazi che mettono in comunicazione persone e funzioni, secondo vie suggerite fortemente, quasi obbligatoriamente, dall’architetto. Si inizia dalla “piazza” coperta formata dal grande aggetto del tetto in calcestruzzo bianco: il segno più caratteristico dell’intero edificio, che si protende nel paesaggio e lungo l’asse di direzione verso la città storica, con un impressionante sbalzo di venti metri. Protezione, accoglienza e insieme dimostrazione di una straordinaria performance tecnologica, la grande pensilina invita a entrare nella vasta hall di accesso: subito l’osservatore è attratto dalla lunga passerella che, con una linea spezzata, conduce al piano superiore e verso l’ala più pubblica, dov’è ospitata la grande sala delle conferenze, a sua volta sormontata da un più contenuto spazio per riunioni e incontri riservati. Arrivare a questi spazi non è però solo un semplice spostamento funzionale. Gli elementi della costruzione — le colonne, una grande parete in “cemento trasparente”, le alte vetrate che formano l’originale “curtain wall” sostenuto dai soli montanti in calcestruzzo, senza infissi (di cui Meier va fiero come il primo di questo genere al mondo) — scandiscono l’attraversamento dello spazio nello spettacolo della luce naturale, che pervade tutta l’ala pubblica ed entra anche negli spazi di lavoro, fino ai piani sotto il livello del suolo: si scorgono così prospettive sempre diverse, dove domina la luce bianchissima rimandata dal calcestruzzo TX Active®, in una singolare combinazione tra classicità modernista e sensorialità colta dei nuovi materiali tecnici. Una luminosa macchina per abitare Nell’intenso lavoro svolto sul territorio globale, Meier ha sviluppato una speciale sensibilità al valore della luce naturale, componente essenziale seppure di difficile controllo, nell’architettura moderna e tardo-moderna: quando si rinuncia a ogni orpello decorativo, quando si intende dimostrare la vittoria del calcolo sulle leggi statiche e affermare la supremazia dell’innovazione tecnica sulle convenzioni, è indispensabile

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i.lab Italcementi. Il cuore dell'Innovazione.  

Un green building che coniuga i concetti di sostenibilita ambientale e innovazione tecnologica. Un luogo della conoscenza e del sapere scien...

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