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“Dives in Misericordia”: le annotazioni di Richard Meier “Dives in Misericordia”: Richard Meier’s Notes

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La mostra “Morceaux Choisis”, itinerante per scelta, sarà esposta nei cinque continenti: oltre Milano, toccherà Rio de Janeiro, Città del Messico, Los Angeles e New Haven. Concepita per rispondere a dei criteri spaziali essenziali, la mostra si adatta alle diverse sistemazioni previste nelle varie città. Il mantenimento della sua identità, nonostante la varietà dei luoghi in cui è ospitata, l’adattamento alle differenti tipologie di spazio, la facilità nelle operazioni di installazione, e l’equipaggiamento tecnico minimo ne fanno uno strumento di comunicazione ideale, un manifesto dell’architettura di Perrault.

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talcementi has always been keenly interested in the world of architecture and, as part of its latest enterprises, it provided its backing for the Dominique Perrault exhibition recently held at the Milan Triennial. The exhibition entitled “Morceaux Choisis,” devoted to ten of this French architect’s most important projects, provides a picture of his wide variety of works ranging from design to architecture, town-planning and landscape studies. Born in 1953, Perrault graduated in architecture in 1978 and has won lots of international competitions and all kinds of prestigious awards. He is best known for designing the “Bibliothèque Nationale de France” in Paris, whose four tall glass towers shaped like a book stand out on the skyline making it one of the main landmarks

symbolizing Paris’s architectural renewal. Dominique Perrault has developed a new idea of architecture that fades away into the landscape, “architecture that does not exist.” Neither modern, nor post-modern, nor high-tech, Perrault’s architecture focuses on minimal environmental impact and blends smoothly into the primary elements surrounding it: the earth and sky. His works, like installations designed on a massive scale, trace subtle balances between solid construction structures and empty surrounding spaces, almost always being designed for large landscaped

areas. Gentle presences, signs in space, that transform and redevelop dilapidated suburbs and problematic areas, often designed out of reflective materials mirroring and multiplying the outside environment, canceling themselves out in an interplay of reflections. The “Morceaux Choisis” exhibition, deliberately designed on a traveling basis, will be on display in five continents: as well as Milan, it will be stopping off at Rio de Janeiro, Mexico City, Los Angeles and New Haven. Designed to meet fundamental spatial criteria, the exhibition adapts to the various layouts of the different cities.

The way it holds onto its identity, despite the variety of places in which it is being hosted, the adapting to different types of space, its ease of installation and its minimal technical equipment make it an ideal means of communicating, a real manifesto of Perrault’s architecture.

Una delle opere di Dominique Perrault esposte a “Morceaux Choisis”: Applix-Unità industriale manifatturiera (Nantes, Francia).

One of Dominique Perrault’s projects exhibited at “Morceaux Choisis”: Applix-Industrial Manufacturing Unit (Nantes, France).

el secondo volume dedicato alla chiesa “Dives in Misericordia” recentemente pubblicato, Richard Meier, accompagna le suggestive immagini in bianco e nero che documentano le fasi costruttive della chiesa con brevi annotazioni ispirate dalle immagini stesse, raccogliendo e unendo così anche dal punto di vista cronologico, emozioni e pensieri che hanno accompagnato lo stato d’animo dell’architetto durante le varie fasi dei lavori. Come citato da Giorgio Fonio nella prefazione del libro, la sovrapposizione alla percezione dell’opera concreta di ulteriori codici linguistici diversi, come in questo caso quello letterario e fotografico, produce sempre un arricchimento di significato, approfondimento di senso o conferma del mondo poetico dell’autore. Gli interventi grafici e verbali di Richard Meier sulle fotografie di “Dives in Misericordia” sono leggibili come ulteriori stimoli alla comprensione dell’opera, come puntualizzazione di senso che l’autore fa a se stesso e allo spettatore. Le annotazioni di Meier sono classificabili in tre tipologie di contenuto: tecniche, estetiche e semantiche. In particolare queste ultime hanno carattere descrittivo (descrivono le funzioni degli spazi architettonici) e filosofico (sono esplicative dei simboli e dei significati sociali ed ecclesiali). Meier sostituisce la plasticità concreta di questi tre maestosi muri concavi, già di per sé carica di emozioni, con l’immaterialità aerea di tre semplici parole: lame, vele, ali di gabbiano. La potenza

evocativa del linguaggio produce una addizione di significato, un ulteriore alleggerimento della materia che contribuisce ad accrescere l’emozione dello spettatore. Ma le vele non sono solo aeree e leggere, sono anche gonfie, potenti e maestose, e quando viene issata l’ultima delle tre “si affollano nella mente le note di una sinfonia di Beethoven” come annota Richard Meier. La comunicabilità degli spazi è insieme tratto stilistico e tratto strutturale dell’architettura di Meier, ed egli ne è consapevole quando in una nota scrive: “ Per chi vive lo spazio architettonico, la chiesa ha due funzioni. Una rivolta all’interno, lo sguardo interiore. L’altra rivolta alla realtà circostante, lo sguardo sul mondo. Ritengo che questo duplice significato, interno ed esterno, costituisca un tratto fondamentale, direi obbligatorio, per una chiesa immersa in questo contenuto urbano”. Da queste note scaturiscono inoltre ulteriori ed utili informazioni per la lettura della complessa struttura di “Dives in Misericordia”. Sono i ragguagli forniti da Meier in relazione a certi valori semantici impliciti e non direttamente percepibili come il fatto che: “Le forme geometriche del cerchio e del quadrato costituiscono l’elemento organizzatore dell’intero edificio. La planimetria della chiesa è generata da settori circolari. Il cerchio vuole simboleggiare la perfezione, la cupola del firmamento. Il quadrato rappresenta la terra, i quattro elementi e l’intelletto raziocinante”. Nelle tavole fotografiche annotate da Meier la scrittura

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