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d e l l ’ A r c i anno X - n. 42 11 dicembre 2012

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Populismo irresponsabile H Non c'è dubbio, la notizia della settimana sono le annunciate dimissioni di Monti e la conseguente accelerazione verso una imminente campagna elettorale. Ma vogliamo partire da un'altra notizia, per lo più trascurata dai media, che ben rappresenta la distanza fra la politica e la realtà del paese: il rapporto sulla situazione sociale italiana presentato pochi giorni fa dal Censis. Ne emerge l'immagine di un paese in cui cresce il divario sociale. Le famiglie sono più povere di un anno fa e per questo modificano abitudini e comportamenti sociali, cambiano i consumi alimentari, riducono quelli per tempo libero, cultura e turismo. Risparmiano di meno e talvolta sono costrette a vendersi anche l'oro di casa per pagare le bollette. In compenso i ricchi sono sempre più ricchi. Fra i cittadini cresce la sfiducia verso partiti e istituzioni, la rabbia è il sentimento più diffuso, la coesione sociale è messa seriamente a rischio. Stride che, proprio mentre si illustrava questo quadro, nei palazzi della politica andava in scena l'ennesima prova di irresponsabilità verso il paese. Il Pdl, per mero calcolo elettorale, decretava la fine della legislatura facendo svanire ogni possibilità di cambiare la legge elettorale, insieme a decine di norme fino a ieri ritenute indispensabili. Non saremo certo noi a dolerci per la fine di un governo che da tempo critichiamo auspicando che dal voto popolare emerga un'alternativa, ma non si può non denunciare il cinismo dell'operazione. Visto che le primarie del centrosinistra avevano ridato fiato alla partecipazione e un po' di credibilità alla politica, Berlusconi torna in campo nel disperato tentativo di intorbidire le acque e riportare indietro l'orologio della storia. L'obbiettivo è chiaro: aprire subito la campagna elettorale facendosi paladino del malcontento verso le politiche di austerità che pure ha sostenuto fino a ieri. Una fuga dalla realtà che ripropone il problema italiano di una destra impresentabile e incompatibile con la dialettica democratica. Sarà una campagna elettorale difficile, segnata dalla competizione fra Grillo e Berlusconi sul terreno del populismo demagogico, dell'antieuropeismo, dell'aggressione degli avversari. Motivo in più perché il centrosinistra si differenzi nei toni e nei programmi, proponendo un vero cambiamento del modello economico e sociale, per superare squilibri e ingiustizie ormai insopportabili, combattere l'evasione, la corruzione e il degrado della vita civile. Paolo Beni

Giovedì 13 dicembre alle ore 17 presidio a Firenze in piazza Dalmazia l razzismo è presente nella nostra società e ha radici profonde. Il razzismo si nutre di ingiustizie e ne produce in grandi quantità. Il razzismo può uccidere. È già successo, tante volte, e nessuno può chiamarsene fuori. Parafrasando De Andrè, potremmo dire che per quanto ce ne sentiamo lontani ed estranei, in realtà siamo tutti coinvolti. Il 13 dicembre del 2011, esattamente un anno fa, Modou Samb e Mor Diop vennero uccisi e altre tre persone, tutte di origine senegalese, furono ferite, una di queste in modo così grave da riportarne una invalidità permanente. A sparare fu Gianluca Casseri, un simpatizzante di Casa Pound. In un periodo, come quello attuale, in cui si è attenuato il ricorso alle offese di stampo razzista, a scelte o dichiarazioni che individuano in persone di origine straniera o appartenenti a minoranze i capri espiatori

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GRECIA I PAGINE 3 e 4 Le testimonianze di alcuni componenti della delegazione Arci che si è recata in Grecia la scorsa settimana

delle contraddizioni delle comunità locali, quella strage ha dimostrato, qualora ci fosse ancora bisogno di conferme, che i sentimenti di intolleranza e di fastidio alimentati per anni non coincidono necessariamente con gli interessi della politica e le campagne di stampa. L’insofferenza e l’astio verso gli stranieri, ingiustificati quanto diffusi, sono diventati uno dei tratti identitari delle nostre comunità. Un elemento che in certi periodi sembra scomparire, per poi riaffacciarsi all’improvviso. Per avere una quantità di razzismo diffuso sempre disponibile al mercato della politica è stato fatto un lavoro di lungo periodo. Un impegno non coordinato, che risponde a interessi non sempre coincidenti e che però produce risultati convergenti. continua a pagina 2

CULTURA I PAGINA 7 Un bilancio di Lorenzo Siviero sulla V edizione di Strati della Cultura che si è svolta dal 6 all’8 dicembre


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13 dicembre... mai più segue dalla prima

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parole di condanna del razzismo che sentiremo in questi giorni, dei tanti interventi che si susseguiranno nei convegni e nelle commemorazioni, vorremmo dichiarazioni per impegni concreti a favore dei migranti e delle minoranze, senza la solita ambiguità sottesa allo scambio fra doveri e diritti, che rivela un’idea della democrazia e dell’uguaglianza basata sul ricatto. L’idea, cioè, che chi ‘pretende’ diritti se li deve meritare, con una palese non conformità ai principi dettati dalla nostra Costituzione secondo i quali le persone tutte sono portatrici di diritti senza se e senza ma. Il richiamo ai doveri, o meglio alle responsabilità, può e deve essere fatto senza considerarle moneta di scambio (nel paese dei femminicidi qualcuno ricorderà i discorsi di chi, neanche tanto tempo fa, nelle aule dei tribunali sosteneva che le donne ‘se l’erano cercata’, che si dovevano vestire diversamente e non ‘provocare’). Nei prossimi giorni a Firenze si terranno numerose iniziative in ricordo di quella strage. La reazione che un anno fa portò in piazza, a Firenze e non solo, migliaia di persone contro il razzismo, quest’anno si concentrerà in una riflessione collettiva e articolata su come impedire

che quello che è successo accada di nuovo. Ma per evitare che il razzismo si trasformi di nuovo in violenza omicida bisognerà chiedere a tutti coerenza, a partire da noi stessi, dalle organizzazioni sociali. Andrà chiesto alle istituzioni, al mondo della politica, ai giornalisti e al mondo del lavoro. All’antirazzismo delle parole deve seguire quello dei fatti. Senza scelte determinate ed esplicite nessuno potrà schierarsi dalla parte delle vittime, tentando magari di parlare a nome loro. Se Firenze, l’intero Paese, dentro questa difficile crisi, riuscirà a dare una risposta chiara a questa che oggi sembra una questione dimenticata, ne uscirà rafforzata la nostra democrazia. Info: miraglia@arci.it

CALENDARIO ARCI 2013 Anche quest’anno l’Arci ha realizzato un calendario sui temi dell’impegno antirazzista. Le copie si possono prenotare inviando una mail a merchandising@arci.it (costo 5 euro più spese di spedizione)

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a crisi e i suoi effetti potenziano questo comune sentire negativo e rappresentano l’humus nel quale può esplodere il gesto omicida. Ad un anno di distanza da quella tragedia sarebbe troppo facile dire ‘l’avevamo previsto’, sicuramente ci sentiamo però di affermare con ancora più forza che serve un impegno diffuso e continuo per radicare gli anticorpi che facciano da barriera al razzismo. Da troppi anni assistiamo a scene di ordinaria follia nelle piazze dei grandi centri urbani come sulle spiagge del turismo dei grandi numeri, inseguimenti e retate di ambulanti come se si trattasse di appartenenti a pericolose organizzazioni criminali. Ci sarà bisogno di un lasso di tempo almeno altrettanto lungo perché tutti comincino a parlare la lingua dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale. Alle campagne di criminalizzazione e denigrazione, agli sgomberi programmati e continui dei campi rom dovrebbero per esempio corrispondere azioni di riparazione e di coinvolgimento delle comunità rom e sinti, per restituire a queste minoranze l’umanità sottratta nella rappresentazione pubblica dai ripetuti e violenti interventi esplicitamente discriminatori. Al di là delle giuste e doverose

Iniziative in tutto il mondo per celebrare la Giornata di azione globale per i diritti dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati ilm, cortometraggi, appuntamenti culturali con presentazioni di libri e dibattiti per celebrare, il 18 dicembre, la seconda edizione della Giornata di azione globale per i diritti dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati. Come si legge nel manifesto dell’iniziativa, «Migrare è una scelta per la vita: per sfuggire alla miseria o alla guerra, per costruire un futuro per sé e per i propri famigliari. Tuttavia, purtroppo, attraversare le frontiere, terrestri o marittime, vuol dire spesso vivere situazioni pericolose e rischiare la vita. Le rotte migratorie nel mondo sono punteggiate di fosse comuni e di tombe. Sono anche luoghi in cui migliaia di persone scompaiono nel nulla ogni anno, lasciando i loro famigliari nell’angoscia dell’incertezza». I temi sono dunque quelli delle frontiere: sia quelle da attraversare come confini terrestri o marittimi sia quelle che separano un incontro fra culture ed esperienze di vita. Migrare per vivere! Fermiamo la strage è infatti il titolo prescelto per l’edizione di quest’anno, che vuole rappresentare una nuova occasione di denuncia comune tra le società civili delle due rive. Scopo della Giornata di azione

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globale è costruire e ampliare sempre più uno spazio unitario in cui possano incontrarsi e avere maggiore visibilità tutte le azioni e le lotte che quotidianamente realizzano nel mondo le organizzazioni dei migranti e di chi le sostiene. Più di 20 paesi hanno realizzato, nel 2011, iniziative nelle proprie piazze e città, con l’obiettivo di trasformare questa giornata in un evento collettivo di condivisione e festa tra le organizzazioni e reti che difendono i diritti dei migranti. Anche quest’anno sono già in programma tantissime iniziative. In Italia, a Milano, con FilmaMi - storie migranti verso la Global Migrants Action Day, cinque associazioni milanesi (tra cui Arci Milano) hanno unito le forze organizzando una serie di incontri culturali per avvicinare la cittadinanza alla tematica della migrazione e dei diritti spesso violati delle donne e degli uomini che ogni giorno rischiano la vita alla ricerca di un futuro più dignitoso. Ogni storia proposta e raccontata in FilmaMi vuole invece abbatterle, sia con storie di vita quotidiana, di incontro e confronto, sia con esempi di lotta e di coraggio, di primavere che sono sbocciate e che

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hanno lasciato i propri figli e frutti in diversi luoghi e in pagine ancora da raccontare e spiegare. Le proiezioni avranno luogo dal 12 al 18 dicembre in diversi circoli Arci della città. L’ingresso alle proiezioni è gratuito con tessera Arci. A Roma, con (H)ombre(s) migranti alle frontiere/e le frontiere del mondo la serata sarà dedicata alla ‘mobilità umana’ e ne tratterà alcuni aspetti: flussi migratori contemporanei, l’emigrazione italiana, l’immigrazione in Italia dal globale al locale. A Mineo, promosso dalla Rete antirazzista catanese, ci sarà un incontro interetnico di fronte al Cara ‘della vergogna’. A Imola con la Rete Primo Marzo Per non dimenticare mai. Conferenza sulla libera circolazione e sulla memoria dei migranti morti nell'attraversare le frontiere. A Nonantola (MO) Emergenza Nord Africa, con la partecipazione di migranti provenienti dalla Libia. Azioni di mobilitazione sono previste in tantissimi paesi, dall’Ecuador al Marocco, dal Portogallo alla Nigeria, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Perù. Sono tutte descritte sul sito realizzato appositamente per la Giornata. Info: www.globalmigrantsaction.org


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La medicina che uccide il malato n Grecia il tasso di disoccupazione è arrivato a settembre al 26%: un milione e trecentomila disoccupati su una popolazione lavorativa di quattro milioni e mezzo. È il 38% in più rispetto all'anno scorso. La disoccupazione giovanile è arrivata al 56%. Nel 2008 era al 22. Il 44% dei disoccupati vive sotto la soglia di povertà, con un reddito inferiore a 470 euro. Quattrocentomila nuclei familiari vivono senza reddito. Mezzo milione di bambini vivono sotto la soglia di povertà, nel 20% delle famiglie. Metà delle aziende ha ridotto salari e personale. Il salario minimo è stato abbassato a 400 euro. Le pensioni sono state decurtate nel 2010, 2011 e 2012. Le tredicesime e quattordicesime sono sospese e in via di cancellazione definiva. Il potere di acquisto è dimezzato. La metà dei greci vive con 4.871 euro all'anno. È stata introdotta un’alta tassa sulla casa, da pagare con la bolletta della luce. 30mila utenti al mese hanno avuto la luce tagliata per morosità. Il taglio della luce legato alla tassa sulla casa è stato dichiarato incostituzionale dall'Alta Corte della Grecia. La Grecia ha la più alta percentuale di bam-

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La scorsa settimana una delegazione dell’Arci è stata in Grecia, per conoscere da vicino la drammatica condizione di quel popolo e le esperienze di solidarietà che si stanno sviluppando. Pubblichiamo alcune prime testimonianze

bini sottopeso di tutti i paesi OCSE. In poche settimane un solo ospedale ha censito 200 neonati denutriti. Molti bambini svengono per la fame in classe. Nel 2011 ci sono stati il 40% di suicidi in più rispetto all'anno prima. Il suicidio è diventato la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali. I tagli agli ospedali pubblici sono stati del 40% per cento, su richiesta della Troika. Ma le richieste di prestazioni sono aumentate: molti non possono più pagare l'assicurazione che permette l'accesso alle strutture private. Il ticket per una prestazione minima in una struttura sanitaria pubblica è ormai di 25 euro. Le

aziende non consegnano più i medicinali alle strutture pubbliche insolventi. Mancano i farmaci oncologici e per l'AIDS. Alcuni ospedali non forniscono più i pasti ai pazienti. Le farmacie non vengono rimborsate per i medicinali dati agli assistiti del servizio sanitario nazionale. E ormai rifiutano di darle a credito. La malaria è tornata endemica nel sud del paese. Ma alla troika non basta. Chiede l'aumento dell'orario lavorativo giornaliero a 13 ore per sei giorni a settimana. Chiede la riduzione del preavviso di licenziamento, la cancellazione del riposo minimo e un altro drastico taglio alle liquidazioni. Rifiuta però la proposta greca di tagliare le spese militari, che sono le più alte d’Europa. Non vuole perdere le commesse militari per le aziende europee. Il governo greco si propone di affittare 40 isole a privati per 50 anni. E deve anche pagare 12,4 milioni di euro a Deutsche Bank e a Morgan Stanley per consulenze sui titoli di stato! Il risultato di queste politiche è il contrario di ciò che promettono. Il rapporto debito/PIL era del 148% nel 2010. Oggi è del 176%. Nel 2014 sarà del 193,9%.

a chi non può più permettersi questo tipo di prestazioni. Si lavora poi sul versante della cultura e dell’istruzione, con l’attivazione di doposcuola gratuiti, corsi di lingua per migranti, scuole di musica o teatro, sostegno a spazi culturali e di aggregazione, che diventano forti presidi di comunità e mutuo aiuto. Alcune organizzazioni si occupano del supporto legale, per gli stranieri, ma anche per chi si è vista confiscata la casa, ha vertenze di lavoro, ha denunce per aver partecipato a manifestazioni politiche. Si cerca inoltre di sostenere esperienze di economia sociale, favorendo l’azione di cooperative, attività di riuso e di recupero, banche del tempo. Tutte queste attività sono accumunate dalla volontà di sviluppare una ‘solidarietà di sinistra’: una solidarietà per tutti (e non solo per i greci), che non sia carità, ma occasione di mutuo aiuto, di sviluppo di comunità, di promozione a aggregazione sociale. Una solidarietà che si lega a doppio filo con l’attività politica, che riscopre il concetto di militanza anche attraverso queste pratiche concrete. La situazione è molto diversa da quel che ci viene raccontato: la crisi economica colpisce non solo i cittadini, che spesso perdono prima il lavoro, poi la casa e ogni capacità di sostentamento, ma segna in modo drammatico anche le strutture dello stato, che non è

più in grado di garantire i diritti minimi essenziali. Ci hanno raccontato di scuole in cui manca il riscaldamento, o il personale di pulizia, o il sostegno per i bambini disabili, costretti così all’abbandono scolastico: tutto ciò comporta un impoverimento non solo materiale ma del sistema democratico. l’Europa dei diritti è ormai solo un orizzonte da cui ci stiamo drammaticamente allontanando. È necessario quindi innanzitutto informare, raccontare cosa significano i tagli imposti, raccontare come la solidarietà fra stati e fra popoli europei sia ancora molto lontana. In quest’ottica, non può non interessarci la richiesta di aiuto che arriva da Solidarity for all. Sostenere queste esperienze, soprattutto per chi opera in un paese colpito dalle stesse politiche di austerity, diventa una pratica di resistenza collettiva, la dimostrazione concreta che oltre all’Europa dei mercati esiste l’Europa dei popoli che oppongono al rigore i valori della solidarietà, dell’autorganizzazione dal basso, dell’economia solidale. Sostenere queste esperienze significa dimostrare che un altro modello di Europa è possibile e necessario. Se vogliamo il cambiamento il primo passo è costruire una coscienza europea, e un unico popolo europeo. Sono convinta che l’Arci ci sarà. Info: fiocchi@arci.it

Solidarietà per tutti l nostro viaggio in Grecia ci ha permesso di toccare con mano la situazione socio economica e di conoscere direttamente Solidarity for all, una neonata rete che prova a coordinare diverse esperienze di solidarietà in risposta alla crisi economica. Questa rete fa diretto riferimento a Syriza - il maggiore partito di sinistra - ed ha come primo obiettivo quello di coordinare l’azione dei diversi gruppi operanti sul territorio e di sostenerne l’attività con risorse economiche e umane. Abbiamo potuto conoscere alcune delle esperienze più significative; gli ambiti di lavoro sono infatti molti, come molti sono i bisogni determinati dalla crisi e dai tagli. La prima area di intervento è quella relativa al cibo: tante famiglie non sono nemmeno più in grado di far fronte alle necessità alimentari. Per questo si rivolgono a organizzazioni che raccolgono da privati, o dai supermercati, prodotti di prima necessità che vengono distribuiti gratuitamente. Alcune organizzazioni stanno anche provando a stabilire rapporti diretti con i produttori locali, in modo da poter garantire la vendita a prezzi bassi di cibo di qualità. Un secondo filone di intervento è quello sulla salute, a fronte dell’annullamento del diritto alla sanità per le persone senza lavoro. Sono quindi nati ambulatori e farmacie sociali, che cercano di garantire cure e medicinali anche

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L'Ambulatorio Sociale Metropolitano di Ellenikò: la vera democrazia cura! l Comune di Ellenikò ospitava sul suo territorio una base Nato ed una base militare greca in disuso, contigua al vecchio aeroporto di Atene. Secondo uno sciagurato progetto lo Stato greco avrebbe dovuto vendere la base militare all'Emiro del Qatar che vi avrebbe costruito hotel di lusso e casinò. I cittadini e l'amministrazione comunale decisero che tutto questo non era ammissibile e pertanto quattro anni fa occuparono un grosso spazio della base militare che oggi comprende l'Ambulatorio Sociale Metropolitano, una sala polivalente per attività culturali, servizi, un campo da basket e un campo da calcio. In Grecia, dopo 18 mesi di disoccupazione, non si ha più diritto all'assistenza sanitaria e, dato che la disoccupazione è al 40%, il Comune di Ellenikò sentiva la necessità di rispondere, almeno sul suo territorio, alla crescente domanda di cure e farmaci che veniva dalla popolazione e perciò durante l'estate scorsa è nato l'Ambulatorio Sociale Metropolitano: 45 medici, di cui 15 dentisti, 4 farmacisti e circa 120 cittadini prestano volontariamente e gratuitamente il loro lavoro a questa struttura che accoglie chi non ha più diritti o non ne ha mai avuti come gli immigrati. Tramite l'Ambulatorio è possibile fare qualsiasi tipo di visita e di analisi poiché esistono delle convenzioni, mediate dal Comune, stipulate

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con ospedali e strutture mediche sia pubbliche sia private che forniscono l'assistenza sanitaria a cui l'Ambulatorio non può provvedere in loco. Tali convenzioni, a maggior ragione se firmate da strutture pubbliche, riconoscono nei fatti l'inefficienza del sistema sanitario greco che viene quindi sconfessato dagli stessi enti che lo costituiscono. La crisi e l'incapacità di gestire un settore fondamentale per qualsiasi paese che si voglia definire democratico hanno portato tra le conseguenze anche l'innalzamento del costo dei farmaci con un ovvio risultato: molti cittadini non possono più permettersi le medicine. Pertanto all'Ambulatorio è stata costituita una farmacia sociale che distribuisce gratuitamente i medicinali dati dalla popolazione ma anche dalle industrie farmaceutiche che di frequente rispondono alle richieste di farmaci, specie se particolarmente costosi o specifici, a patto di rimanere anonime. Con i mesi si sono aggiunte attività come il mercatino sociale o il corso alla genitorialità, dimostrando ulteriormente l'utilità sociale e politica di una struttura frequentata e sostenuta dai cittadini. L'Ambulatorio Sociale è governato da un'Assemblea Generale che elegge un Consiglio Direttivo che coordina vari gruppi di lavoro tematici. Particolare attenzione è prestata ai bambini - sono una decina i

pediatri che operano all'Ambulatorio - poiché sin dall'apertura si sono presentati casi di malnutrizione e mancanza di vaccinazioni, problemi che, per adesso, la struttura è in grado di contrastare efficacemente fornendo latte e vaccini ai genitori che ne facciano richiesta. Il numero di persone che si rivolgono all'Ambulatorio Sociale Metropolitano è gradualmente cresciuto fino a toccare le tremila unità negli ultimi due mesi, le persone arrivano da varie parti dell'Attica, talvolta facendo molti chilometri per raggiungere Ellenikò. Si pone quindi la necessità di replicare in altre parti della Grecia un'esperienza importante come questa, dove un'amministrazione pubblica con il fondamentale aiuto dei cittadini si è sentita in dovere di sopperire ad una mancanza provocata dallo Stato stesso, il cui Governo centrale ha deciso che il settore sanitario poteva essere prima tagliato e ridotto, poi sostanzialmente annientato tramite la negazione di visite e cure mediche a grandissime parti di popolazione e l'innalzamento dei costi dei farmaci. Una buona assistenza sanitaria gratuita ed accessibile a tutte le persone è un elemento che contraddistingue una vera democrazia: dall'esperienza dell'Ambulatorio Sociale Metropolitano di Ellenikò abbiamo un esempio che lo dimostra senza ombra di dubbio. Info: forconi@arci.it

Grecia: l’altra faccia dell’Europa? ulla strada di ritorno verso l’aeroporto di Atene si incontra la sede scintillante dell’Hsbc, uno dei più grandi gruppi bancari e finanziari del pianeta. E si ha la sensazione che per coloro che guidano questo, come altri gruppi, anche in Grecia non sia cambiato niente, mentre è vero l’esatto contrario per molti cittadini greci, la cui esistenza nel giro di pochi anni si è terribilmente modificata. I piani di austerity imposti alla Grecia dal Fmi, dalla Bce e dall’Unione Europea si sono concretizzati in un netto peggioramento delle condizioni di vita per molti cittadini greci che hanno visto crescere la disoccupazione, hanno visto diminuire i servizi pubblici, sanitari e di welfare e soprattutto non vedono la possibilità di uscirne con un debito ‘monstre‘ e una ripresa economica quasi impossibile visto il venir meno della poca industria presente nel paese patria della democrazia moderna. Larghe fette della popolazione, ma soprattutto immigrati e

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giovani, sono stati espulsi dal sistema produttivo e stanno vivendo momenti difficili, mentre la società civile tenta di organizzarsi per rispondere alla crisi e alle larghe deficienze e assenze della politica. Sta proprio qui la scommessa della Grecia in tempo di austerity. Associazioni, cittadini, immigrati si stanno organizzando per trovare insieme una strategia per rispondere alle difficoltà momentanee e per seminare un futuro nuovo: c’è chi cerca di costruire un piccolo spaccio di prodotti agricoli a basso costo all’interno di uno stabile abbandonato e chi insegna la lingua greca agli immigrati, mentre sul lato istituzionale la sanità pubblica sta smantellando, un sindaco di sinistra occupa una parte di una ex base Nato per creare un ambulatorio pubblico con medici volontari, medicinali gratuiti e servizi specialistici. Senza dimenticare l’emergenza cibo a cui i membri dell’associazione Solidarity for all stanno rispondendo. In questi settori si stanno tornando a cimenta-

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re i nuovi protagonisti della sinistra greca (il partito Syriza): una sinistra non solo impegnata nel parlamento a tentare di fare argine alle politiche di austerity e di rientro del debito, mentre nella società civile sta rispondendo ai bisogni più urgenti. Non doveva essere la fase di crisi a costringere la sinistra a riallacciare i rapporti con i cittadini (qualcuno direbbe ‘il popolo’), ma rimane il fatto che in Grecia troppo spesso la sinistra si era fatta apparato e troppe volte è stata inserita in situazioni di corruzione anche a livello locale. Se scegliamo di essere cittadini europei, scegliamo di essere anche cittadini greci: per questo non dobbiamo rimanere indifferenti e l’Arci non lo farà. La nostra storia, le nostre origini ricalcano, sotto molti punti di vista, la situazione di mutualità e associazionismo che in Grecia si stanno imponendo. L’Europa esiste, ma non ancora i cittadini europei. Info: marco.andrei1@gmail.com


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Egitto, seconda rivoluzione contro Morsi della giornalista Giuliana Sgrena Parlamento. La stessa corte, che nei giorni a domenica 9 dicembre un muro di scorsi doveva esprimersi sull'assemblea cemento circonda il palazzo presicostituente, non ha potuto riunirsi, impedidenziale e segna la separazione ta dagli islamisti sostenitori di Morsi. Inoltre tra Morsi e l'Egitto che si oppone alle sue il testo costituzionale è stato deciso e votadecisioni. E gli F16 che domenica hanno to solo dalla componente islamista (Fratelli sorvolato il Cairo sono una manifestazione musulmani e salafiti), dopo il ritiro delle della forza dell'esercito, il cui appoggio è forze laiche e liberali. Una costituzione imprescindibile per governare. che, introducendo la sharia come principaDopo il braccio di ferro con l'opposizione le fonte di legge, viola i diritti di altre comriunita nel Fronte di Salvezza e l'avvertimento dell'esercito che aveva invitato il presidente ad avviare un dialogo per evitare che l'Egitto entrasse ‘in un tunnel buio con effetti disastrosi’, Morsi ha deciso di annullare il decreto del 22 novembre che gli concedeva pieni poteri. Il decreto non è più in vigore dall'8 dicembre, ma non annulla le decisioni prese fino a quel momento: è quindi mantenuto il referendum sulla costituzione fissato per il 15 dicembre. Una costituzione che sarebbe stata elaborata da un'assemblea Muro di cemento e polizia a difesa del palazzo del governo non costituzionale, secondo la durante manifestazione al Cairo Suprema corte che ha già sciolto il

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ponenti religiose del paese, a partire dai copti, e viola i più elementari diritti umani, come quelli delle donne. La protesta del Fronte della salvezza continua, mentre Morsi chiede l'aiuto dell'esercito, al quale ha attribuito maggiori poteri per garantire l'ordine pubblico e poter realizzare il referendum. Quale sarà l'atteggiamento dell'esercito, dopo le sette vittime già provocate durante la recente protesta? L'opposizione ha deciso di boicottare il referendum, che però ha tutte le possibilità di passare, ma rischia di rendere insanabile la divisione del popolo egiziano. Morsi e i fratelli musulmani non vogliono rinunciare ai propri obiettivi e per farlo mantengono anche una ferrea censura sulla stampa. È stata chiusa la tv satellitare Dream tv per aver trasmesso una intervista ad un leader della rivoluzione. Anche i giornalisti partecipano alla protesta del Fronte della salvezza che viene ormai definita dai suoi protagonisti ‘seconda rivoluzione’.

Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. Prezzo speciale per i soci Arci

Il Nobel della vergogna

Cosa sanno gli italiani delle guerre in corso? Poco o nulla. E quel poco che si sa spesso è deformato da filtri e specchi che alterano la realtà e ci impediscono di riconoscerla. Eppure le guerre ci sono e ci coinvolgono pesantemente. E noi non possiamo permetterci di non sapere. Per colmare questo vuoto, L’Atlante delle Guerre e dei conflitti del mondo, realizzato dall’Associazione 46° Parallelo, torna a dicembre 2012 in libreria con la quarta edizione. Oltre alle realtà che da sempre hanno sostenuto l'Atlante (Arci, Associazione Ilaria Alpi, AAM Terra Nuova, ASAL, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con il proprio patrocinio, Unimondo, Tavola della Pace) quest'anno si aggiunge la collaborazione di Amnesty International Italia che ha contribuito a fare il punto sulle violazioni dei diritti umani in Medio Oriente, Europa, Asia e America. Anche la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco si è unita al progetto fornendo approfondimenti sulla situazione e la tutela dei beni a rischio a causa dei conflitti. La Campagna ‘Emergenza Siria’, promossa dall’Atlante delle guerre e dall’UNHCR, è una delle importanti novità di questa quarta

edizione. Un euro per ogni copia venduta sarà destinato al sostegno e alla protezione dei rifugiati siriani. La quarta edizione offre ai lettori 248 pagine a colori, 36 schede conflitto, uno Speciale Pirateria, un'analisi del fenomeno del land grabbing, un approfondimento sul rapporto fra finanza e guerra a cura di Banca Etica, il punto sullo stato dei rifugiati curato dall'UNHCR e molto altro. Il volume è un annuario ideato da Raffaele Crocco, giornalista Rai, scrittore e documentarista e creato dall’Associazione 46° Parallelo in collaborazione con il Premio Ilaria Alpi, per le edizioni AAM Terra Nuova di Firenze. Lo scopo del volume è quello informare sulle guerre in corso sul pianeta, sulle motivazioni che le scatenano e le alimentano, ma anche sulle drammatiche condizioni di vita delle popolazioni civili, sui danni ai beni culturali ed ambientali e sulle storie straordinarie di donne e uomini che hanno fatto della speranza e del coraggio le uniche armi contro la guerra. Il costo del volume è di 20 euro. Con l’Arci è stata attivata una convenzione per acquistarlo a prezzo scontato. Info: www.atlanteguerre.it

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L'Europa ha ritirato il Nobel per la pace e ha deciso che i soldi del premio saranno destinati al sostegno dei bambini nelle zone di guerra. Come a dire, con questi soldi aiuteremo le vittime dei conflitti che non siamo stati capaci di impedire. Certamente l'Europa negli ultimi anni non si è distinta per il suo ruolo nelle zone in crisi, anzi ha brillato per la sua assenza sul piano internazionale. E allora perché il Nobel? Non si può nemmeno dire che abbia mantenuto la pace dentro i propri confini geopolitici (basti pensare alla ex Jugoslavia). Forse non ci sono state guerre - dopo la seconda guerra mondiale entro i confini istituzionali, ma gli eserciti dei paesi dell’Ue sono spesso impegnati nelle spedizioni Nato o al seguito degli Stati Uniti fuori dai confini, e non si tratta certo di missioni di pace. I Nobel per la pace sono sempre legati a scelte politiche e spesso prescindono da gesti concreti per costruirla davvero la pace. Ma se pensiamo che lo scorso anno il Nobel è stato assegnato a tre donne impegnate, due, nell'affermazione dei diritti delle donne in Africa e, la terza, nella primavera araba, la scelta di quest'anno appare ancora più paradossale.


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Le aziende confiscate alla mafia sono un bene di tutti. La campagna ‘Io riattivo il lavoro’

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migliaia di firme (c’è tempo fino al 31 maggio) per ampliare l'attuale copertura degli ammortizzatori sociali; favorire l'emersione alla legalità dell'azienda nel momento della gestione da parte dell'autorità giudiziaria; sostenere il percorso di riconversione delle aziende per rilanciarle nella fase di confisca. In Italia, al 2 novembre 2012, sono 1636 le aziende confiscate e il 90% di queste sono destinate al fallimento, con circa 80mila lavoratori coinvolti. Il quadro che emerge è devastante: circa 72mila lavoratori e lavoratrici - sempre più spesso inconsapevoli della mafiosità del proprio datore di lavoro - hanno pagato con il licenziamento e la disoccupazione l'inadeguatezza delle istituzioni nel valorizzare l'enorme patrimonio economico costituito dalle aziende confiscate, e ciò avviene proprio in territori già fortemente condizionati dalla zavorra mafiosa. I sequestri e le confische dall'inizio della crisi sono aumentate del 65%, un dato drammatico e poco noto, che testimonia a pieno la vulnerabilità del nostro tessuto economico. Tutti i settori produttivi sono coinvolti dal fenomeno, una percentuale molto alta riguarda settori chiave per il nostro paese come il terziario (45%), l'edilizia (27%)

e l'agroalimentare (8%). È possibile trovare aziende sequestrate e confiscate in tutta Italia, da Nord a Sud. Le regioni con il numero più alto di aziende sono la Sicilia (37%), la Campania (20%), la Lombardia (12%), la Calabria (9%) e il Lazio (8%). Fra le proposte, quindi, ci sono la costituzione di una Banca dati delle aziende sequestrate e confiscate, la valorizzazione del territorio, la tutela dei lavoratori, l’uso sociale delle aziende. L’Arci invita tutti i comitati territoriali e regionali a promuovere la campagna attraverso la raccolta di firme da effettuarsi seguendo il vademecum contenente le regole per la buona riuscita dell'iniziativa e per l'effettiva validità delle firme raccolte. Info: www.ioriattivoillavoro.it

MILANO Il 10 dicembre alle 10 all’Arci Bellezza va in scena lo spettacolo Piazza Fontana. Il giorno dell’innocenza perduta di Daniele Biacchessi (voce narrante, testo, regia) e Michele Fusiello (sassofoni, computer)

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on la mafia si lavora e con lo Stato no? Sembra impossibile ma questo interrogativo è stato posto talvolta, magari provocatoriamente, quando attività economiche e produttive, simbolo del potere delle mafie, una volta sequestrate dallo Stato, siano rimaste chiuse lasciando senza lavoro e senza reddito i lavoratori coinvolti. Le carenze dell'attuale legislazione e l'assenza del ruolo del governo non consentono infatti che esse diventino modelli di legalità economica capaci di garantire sicurezza sociale. Ciò rischia di tradursi in una sconfitta dello Stato nei confronti della criminalità, il cui consenso deriva proprio dalla capacità di dare lavoro in territori di grave disoccupazione ed esclusione. Rendere le aziende sequestrate e confiscate presidi di legalità democratica ed economica e capaci di garantire lavoro dignitoso e legale è perciò l'obiettivo della campagna nazionale Io riattivo il lavoro, promossa da forze sindacali e associazioni (Cgil, Anm, Libera, Arci, Acli, Confesercenti, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, Sos Impresa). Alla campagna si affianca lo strumento di una proposta di legge di iniziativa popolare, con cui raccogliere centinaia di

Minacce in aumento del 27%. Presentato il Rapporto di Avviso Pubblico ‘Amministratori sotto tiro’ li amministratori italiani sono sotto tiro: nel nostro paese c’è una vera e propria emergenza criminalità, con un aumento delle minacce e delle intimidazioni mafiose nei confronti di sindaci e amministratori locali in genere e del personale della Pubblica Amministrazione. A segnalarlo è il rapporto Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica curato da Avviso Pubblico. Nel 2011 si è registrato un aumento del 27% delle intimidazioni mafiose e delle minacce criminali contro gli amministratori: si è passati infatti da 212 casi del 2010 ai 270 censiti nel 2011. Ci sono stati mediamente 22,5 atti intimidatori al mese, pari a cinque ogni settimana, a uno ogni trentaquattro ore. E nel 2012 si è già superato il record negativo dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa: sono ben 25. Gli atti intimidatori non si registrano soltanto nel Mezzogiorno - dove si concentra comunque il maggior numero - ma anche nelle regioni centro-settentrionali dell’Italia, tra cui il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia

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e il Trentino Alto Adige. Dal punto di vista temporale, il maggior numero di atti intimidatori e di minacce si è registrato nel primo semestre (139 casi), con un picco assoluto nel mese di gennaio (42 casi), mentre il dato più basso si è registrato nel mese di dicembre (14 casi). Le minacce nei confronti degli amministratori locali sono sia dirette - nel senso che colpiscono direttamente le loro persone - che indirette, vale a dire che colpiscono le strutture e i mezzi comunali. Nel 2011 sono stati censiti 233 atti intimidatori diretti - 200 contro amministratori pubblici (il 74% a livello nazionale), 33 contro impiegati e dirigenti della Pubblica Amministrazione (il 12% a livello nazionale) - e 37 atti intimidatori indiretti contro scuole, magazzini, mezzi ed altre strutture comunali (il 14% a livello nazionale). Tra gli amministratori locali sono soprattutto i Sindaci ad essere oggetto di intimidazioni, seguiti dagli Assessori, dai Presidenti di consiglio comunale e dai consiglieri. Nel 2011, si legge nel rapporto, una «serie impressionante di minacce» è stata rivolta in particolare a sindaci che governano comuni calabresi (Isola Capo

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Rizzuto, Monasterace, Rosarno). Per quanto riguarda i dirigenti comunali, quelli più colpiti sono i responsabili degli uffici tecnici, i comandanti della Polizia Municipale e i loro sottoposti, i responsabili dei settori rifiuti, sanità e controllo sugli abusivismi edilizi. Una novità rispetto al Rapporto dello scorso anno è la presenza di atti intimidatori in Lombardia (9 casi) e nel Lazio (7 casi). Un altro elemento di novità è la comparsa di alcune regioni del Centro-Nord Italia come la Toscana e la Liguria (3 casi), l'Emilia Romagna e le Marche (2 casi) il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige (1 caso ciascuno). Per quanto concerne il Centro-Sud italiano troviamo casi in Abruzzo e in Basilicata (3 casi ciascuno). A livello provinciale, sono quelle di Reggio Calabria, Agrigento (territorio dove opera la mafia legata al latitante Matteo Messina Denaro) e Napoli le realtà maggiormente colpite dalle intimidazioni mafiose e criminali con, rispettivamente, 31 casi (11% del totale nazionale); 23 casi (9% del totale nazionale); 18 casi (7% del totale nazionale). Info: www.avvisopubblico.it


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Si chiude con un bilancio positivo la quinta edizione di Str@ti. E ora la Carovana per la cultura iù Cultura + democrazia è lo slogan attorno al quale si sono riuniti dal 6 all'8, fra Mirandola, Carpi e Modena gli 'stati generali' dell'Arci, la più grande associazione culturale italiana. La scelta, non casuale, di svolgere questo importante appuntamento nazionale nelle terre colpite dal sisma della scorsa primavera vuole sottolineare come la cultura costituisca elemento fondamentale di coesione sociale delle comunità, ripresa e sviluppo economico e quindi democrazia. Parole d'ordine, cultura e democrazia, che caratterizzano il 'fare quotidiano' di oltre un milione di persone che si aggregano, in tutto il territorio italiano, in oltre 5000 fra associazioni e circoli. Le tre giornate hanno visto alternarsi il lavoro delle reti tematiche in ambito culturale promosse dall'Arci (la musica, il cinema, il teatro, lettura e letteratura, l’educazione popolare, l'arte pubblica), ed il confronto con operatori e artisti, istituzioni e non profit, fondazioni di erogazione e reti internazionali, attraverso workshop tematici, tavole rotonde e confronti pubblici. L'appuntamento si è aperto giovedì pome-

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riggio con le sessioni di lavoro tematiche seguite dall'incontro/scontro fra 'Cisco' Bellotti (storica voce dei Modena City Ramblers) e Luciana Castellina mentre nella mattinata di venerdì i partecipanti hanno messo i cervelli in azione (questo il titolo della sessione) per lavorare sul fare progettazione e impresa culturale, sull'utilizzo degli strumenti per il dialogo fra culture e su come, in Italia, sia difficile vivere di cultura. Una tavola rotonda sull'impatto che sta avendo la crisi e su come la cultura possa essere motore di nuovo sviluppo ha chiuso i lavori della seconda giornata con la partecipazione del sindaco di Mirandola, dei responsabili Cultura di PD e IDV, intellettuali, artisti e operatori del settore. I presenti si sono impegnati a promuovere un progetto di lungo periodo per cultura e conoscenza all’interno del programma della coalizione di centro-sinistra che si presenterà al voto nelle ormai prossime elezioni politiche. Al termine dell’incontro, si è presentato il progetto IPER - Ancora in piedi (promosso da MEI e ARCI ReAL) la canzone, scritta

Non spegnete quella radio! Appello per Radio Popolare Roma Pubblichiamo un appello, firmato da diverse associazioni tra cui Arci solidarietà onlus di Roma, contro la chiusura di Radio Popolare Roma. «C'è una voce a Roma, plurale e indipendente, che rischia di spegnersi. Abbiamo iniziato a sentire e a seguire Radio Popolare Roma nel 2005, l'anno della sua nascita, e molto presto siamo entrati a farne parte anche noi, chiamati a partecipare a quel modello aperto di fare informazione che in questi anni ha saputo crescere ed affermarsi nella nostra città. Negli ultimi sette anni abbiamo incontrato Radio Popolare Roma nelle strade e nelle piazze, in centro come nelle periferie romane, a parlare di diritti civili, lavoro, crisi, ambiente, convivenza, precariato, antimafia, cultura, antifascismo, beni comuni, partendo dai territori e dalla società civile, con l'obiettivo di sconfiggere la solitudine e l'antipolitica. Cronache e dirette che sono state una colonna sonora per un pezzo della sinistra diffusa di Roma, da Veltroni ad Alemanno e dal governo Prodi al governo Monti, passando per l'opposizione al governo Berlusconi.

Da qualche mese Radio Popolare Roma però ha iniziato a cambiare voce: sempre più musica e spazi progressivamente ridotti per l'informazione, la redazione giornalistica indebolita e ridotta all'osso. Un indebolimento che è certamente frutto della perdurante crisi economica e della conseguente difficoltà nel reperire risorse, ma un indebolimento dietro il quale intravediamo una volontà che consideriamo inaccettabile per Roma, specie nella delicata stagione elettorale che stiamo attraversando. Per questo, per evitare di perdere una voce libera e plurale che sentiamo anche ‘nostra’, ci facciamo promotori di una discussione pubblica sul destino di Radio Popolare Roma - bene comune. Ci sono molte cose che possiamo fare, a partire dalla proposta di una grande campagna di sottoscrizione e di azionariato popolare a difesa di Radio Popolare Roma. L'appuntamento per discutere tutti insieme è per giovedì 13 dicembre alle 19 presso lo Spazio daSud in via Gentile da Mogliano 170, in zona Pigneto». Per aderire: nonspegnetela@gmail.com

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dal rapper romano Tommaso 'Piotta' Zanello, ed il tour a sostegno delle popolazioni terremotate. Il sabato mattina è iniziato con l’intervista di Francesca Fornario all’artista Frankie Hi Nrg ed è proseguito con l’incontro dedicato al ruolo che può avere la cultura nella progettazione e ri-generazione dello spazio pubblico e degli spazi pubblici, tema di grande attualità e che ci interroga sul concetto di beni comuni anche in ambito culturale. Gli Str@ti della cultura si chiudono con un bilancio positivo in termini di partecipazione dai territori e il lancio di una grande 'carovana per la cultura' che attraverserà città e quartieri per confrontarsi con amministratori e operatori sul 'Manifesto dell’Arci per la Cultura'; con una certezza, confortata dalle parole del Presidente della repubblica Napolitano: «abbiamo bisogno di investimenti pubblici e privati, (...) di una mobilitazione nuova di soggetti sociali e cooperativi (...) perchè solo così potremo portare la cultura più avanti e il paese fuori dalla crisi». Info: siviero@arci.it

Sisma, 41mila euro ai circoli danneggiati Il progetto musicale Ancora in piedi a cura di Iper, Indipendenti per l'Emilia-Romagna e la Lombardia, prodotto da Piotta e Ra-B, a cui hanno collaborato trenta artisti della scena musicale indipendente, ha raccolto, attraverso i concerti organizzati, 41mila euro che sono andati alla ricostruzione dei circoli Arci dove si suona musica dal vivo e che avevano subito danni dai terremoti del maggio scorso. I risultati della raccolta sono stati presentati al Teatro Tenda di Mirandola nell’ambito di Strati della cultura. La raccolta fondi è stata possibile grazie all'impegno di artisti tra i quali Cisco, Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori, Erica Mou, Eva Poles, 99 Posse, Roberto Angelini, Enrico Capuano, Combass degli Apres la Classe, Dellera, Dj Aladin, Andrea Ferro e Marco Maki Coti Zelati dei Lacuna Coil, Le Braghe Corte, Lemmings, Federico Poggipollini, Quintorigo, Sud Sound System e Velvet. Anche il cantautore Vinicio Capossela ha aderito ad uno dei concerti del circuito. Il videoclip della canzone realizzato da Luna Gualano ha avuto oltre 350 mila visite e il brano è arrivato al quinto posto della classifica di iTunes alternative.


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A Doha un accordo di basso profilo di Francesco Martone e Alberto Zoratti lla fine ce l'hanno fatta. Dopo una serie di colpi di scena è stato approvato il Doha Climate Gateway. Una porta di entrata per il futuro con l'estensione del protocollo di Kyoto, il riconoscimento del risarcimento per danni causati dai cambiamenti climatici e l'impegno dei paesi industrializzati di stanziare per lo meno una somma pari alla media di quanto sborsato in aiuti climatici negli ultimi 3 anni. Una proposta di minima visto che troppi erano i gap da colmare. Le ultime fasi del negoziato del livello ‘ministeriale’ si sono protratte ben oltre i tempi previsti, tra mancanza di volontà politica di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, e richieste insoddisfatte di un aumento dei fondi per sostenere i paesi in via di sviluppo o a rapida industrializzazione verso un'economia a basso contenuto di carbonio - la Cina, ma non solo. E un ultimo colpo basso della Polonia, con alle spalle Russia e Ucraina intenzionate a proteggere il loro diritto di vendere alte quote di permessi di emissione fino al 2020. Così nella land of plenty del Qatar, tutto rischiava di sfumare per una questione di quattrini. Anche qui a Doha infatti si riverberano gli effetti della crisi finanziaria in Europa. La morsa del fiscal compact, e delle politiche di austerità stanno avendo un effetto devastante anche sul profilo internazionale dell'Unione già compromesso dalla posizione oltranzista di Varsavia. A Doha c'era da concludere il Piano di Azione di Bali su temi quali adattamento, mitigazione, foreste, trasferimenti di tecnologie, finanziamenti, strumenti di attua-

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zione, il prossimo regime di riduzione delle emissioni globali. Si è faticato fino all'ultimo secondo per poter passare la palla al gruppo di lavoro creato a Durban che dovrà trattare un accordo globale vincolante per tutti entro il 2015, per entrare in vigore nel 2020. Un passo in avanti però c'è stato, si riconosce per la prima volta il diritto dei paesi insulari al risarcimento per i danni subiti a causa dei cambiamenti climatici. Fino all'ultimo è rimasta aperta la questione finanziaria, ovvero come reperire quel che resta dei 30 miliardi di dollari promessi a Copenhagen per il 2010-2012, e arrivare ai 100 miliardi l'anno entro il 2020. Inoltre i paesi donatori chiedevano di verificare come quei soldi verranno spesi nei paesi in via di sviluppo, questi ultimi chiedono invece che si faccia una verifica degli impegni di spesa dei primi. L'onda lunga di questo gioco al rimpiattino si è fatta sentire anche nel negoziato sulle foreste, che ha prodotto un risultato inferiore alle aspettative. Se ciò non bastasse, i governi non sono riusciti ad accordarsi su come colmare quel differenziale di 6-15 gigaton di emissioni che marcano l’inadeguatezza degli attuali impegni di riduzione. O il cosiddetto ambition deficit, ossia il differenziale tra la percentuale attuale delle riduzioni di emissioni: 11-16% attuali rispetto a quelle necessarie entro il 2020, ovvero il 25-40% sui livelli di emissione del 1990. Temi che riemergeranno con virulenza nei prossimi anni. La COP18 riesce nonostante tutto a rimettere faticosamente in carreggiata il Protocollo di Kyoto, confermando il secondo periodo di impegni di taglio

delle emissioni di gas climalteranti che i Paesi industrializzati avrebbero dovuto assumersi dopo il 2012. Dal 1 gennaio 2013 inizierà Kyoto 2, ma vi parteciperanno paesi che rappresentano solo il 15% delle emissioni globali. Uno dietro l'altro i paesi aderenti hanno annunciato di voler rinunciare all'acquisto di crediti di emissione fino al 2020 quando terminerà Kyoto 2. Il rimanente 85% delle emissioni, provenienti da Stati Uniti e Cina, verranno gestite all'interno del percorso negoziale nato a Durban un anno fa, verso un regime non vincolante di impegni volontari da verificare collettivamente. Kyoto 2, sebbene rimanga in piedi legalmente, dovrà essere riempito di significato. La rigidità di Stati Uniti, che non hanno mai ratificato Kyoto, del Giappone e del Canada, che dal Protocollo è uscito un anno fa, è stato uno degli elementi di blocco del negoziato. D'altra parte la Cina non accetta alcun vincolo che metta in discussione il suo sviluppo ancora fondato sullo sfruttamento del carbone e del nucleare. Kyoto è necessario, ma non è assolutamente sufficiente. Il picco di emissioni di C02 dovrà essere raggiunto nel 2015 per poi decrescere. Questo farebbe sperare di poter mantenere l'aumento della temperatura media globale sotto i 2°C, che però può significare +4°-6° C in altre parti del mondo. La prossima Conferenza delle Parti che si terrà a Varsavia lascia poche speranze, visto l’atteggiamento della Polonia. In molti stanno già guardando alla COP20 che si terrà a Parigi, quando - si spera - l'Europa avrà un'altra guida e altre ambizioni.

Per l’acqua pubblica di nuovo in piazza il 15 dicembre a Reggio Emilia n anno e mezzo fa i referendum del 12 e 13 giugno sancivano che la grande maggioranza delle cittadine e dei cittadini vogliono l'acqua e i servizi pubblici locali fuori dal mercato. Nonostante ciò, continua il tentativo dei governi, nel quadro delle politiche liberiste Europee, di estendere il potere dei mercati e della finanza in ogni settore della società, attaccando l'esito referendario. La crisi economica, sociale e ambientale, è diventata quindi anche crisi della democrazia. A Reggio Emilia e a Piacenza sono scaduti gli affidamenti del servizio idrico ad IREN e si è aperta la possibilità di attuare concretamente la ripubblicizzazione dell'acqua con aziende di diritto pubblico; per questo l’assemblea del Forum italiano dei movimenti

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per l’acqua ha scelto di convocare una manifestazione nazionale a Reggio Emilia. Per tutelare l'Acqua e tutti i Beni Comuni, è necessario difendere il territorio dalla cementificazione e da grandi opere non necessarie, adottare politiche incentrate su riduzione dei rifiuti e recupero della materia, sulla chiusura progressiva degli inceneritori, dare vita a piani energetici sostenibili opposti all’attuale Strategia Energetica Nazionale. È necessario rinaturalizzare i corsi d'acqua e sviluppare piani di manutenzione idrogeologica del territorio, valorizzandone la conoscenza e le potenzialità del lavoro. L'acqua come paradigma della lotta per la riappropriazione sociale e democratica dei Beni Comuni. Per farlo è indispensabile contrastare i pro-

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cessi di privatizzazione e finanziarizzazione, a partire dal rifiuto della nascita di una Grande Multiutility del Nord, di cui IREN, A2A e la fusione Hera/Acegas sono tasselli. Chiediamo che le amministrazioni locali decidano di riprendersi la propria autonomia esprimendo concretamente la volontà politica di rispettare il voto espresso dai loro cittadini, per una gestione pubblica e partecipata dei Beni Comuni. Perchè senza partecipazione e riappropriazione democratica non ci sono Beni Comuni. Come Movimento per l'Acqua ci appelliamo ai cittadini, ai lavoratori, agli studenti, a tutte le associazioni, ai comitati, ai sindacati e partiti per costruire assieme una grande e colorata manifestazione il 15 dicembre. Info: www.acquabenecomune.org


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50 anni di associazionismo con l’ArciBrecht. In programma spettacoli, musica e tanti ospiti l circolo ArciBrecht festeggia 50 anni di associazionismo con un programma ricco di eventi per - e insieme a Bologna, la città che il circolo ha accompagnato lungo questi anni di grandi cambiamenti, proponendosi come punto di riferimento culturale e centro di aggregazione intergenerazionale. «Il circolo Arci di Corticella è nato il 7 dicembre 1962 - ricorda il presidente Lanfranco Boccafogli, socio del circolo dalla sua nascita - l’idea di partenza è stata quella di creare un centro che fosse un polo d’attrazione per sviluppare interessi individuali e collettivi dei cittadini, gestendo gli spazi della nuova casa del Popolo. Si scelse di intitolarlo al poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, per evidenziare

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LECCE Il 12 dicembre alle 19, presso i Cantieri teatrali Koreja, Arci Lecce promuove la proiezione del film Luciana Castellina, comunista e la presentazione del suo libro Siberiana

da subito un intento di promozione culturale e l’adesione ad un pensiero dai valori pacifisti e solidali». Dalla Casa del Popolo di via Bentini sono passati tanti personaggi, protagonisti della storia politica e culturale del nostro Paese: Dario Fo, che negli anni ‘60 presentò a Bologna Mistero Buffo; numerosi scrittori, da Dacia Maraini a Maurizio Maggiani; figure di grande rilievo, come Romano Prodi, Gherardo Colombo e Don Luigi Ciotti. Il circolo è stato spazio d’incontro e di confronto tra generazioni e culture differenti, capace di mettere in dialogo pluralità di esperienze, interessi e sensibilità e tenendo insieme i momenti ricreativi e culturali, con un particolare riguardo alle nuove generazioni. Al circolo ArciBrecht è nata, infatti, l'esperienza pilota di doposcuola comunale per la scuola media, e con i giovani - italiani e stranieri l’associazione continua a lavorare per immaginare insieme il futuro dell’associazione. I festeggiamenti per il 50° anniversario si sono aperti lunedì 10 dicembre nella Sala Candilejas con lo spettacolo Croce e Martello, scritto da Francesco Freirye, Maurizio Garuti, Aldo Gianolio, Enrico Saccà

e interpretato da Vito e Andrea Cosentino. Un’esilarante e curiosa rassegna di ritratti di personaggi bizzarri che tra politica, religione, lavoro, feste dell’Unità, cattocomunismi, capitalisti tracceranno uno spaccato socioecoComico di ‘un’epoca presente’. Il secondo appuntamento in programma è previsto per il 17 dicembre: alle 18 il blogger italiano Vincenzo Mattei, giornalista di Alias (supplemento culturale de Il Manifesto) che dal 2006 vive al Cairo, presenterà il suo libro Le voci di piazza Tahrir. Dopo la pausa natalizia le iniziative riprenderanno nel 2013 e proseguiranno fino alla prossima primavera. Ancora da definire le date di alcuni importanti incontri che si terranno nei prossimi mesi e che vedranno la partecipazione di Riccardo Staglianò (autore del libro Toglietevelo dalla testa. Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono); Enzo Ciconte (autore di ‘Ndrangheta padana). Non mancheranno i momenti musicali delle band emergenti del territorio, gli incontri con i giovani e un pranzo finale per far incontrare vecchi e nuovi soci e creare un ponte tra varie generazioni di attivisti e volontari. Info: www.arcibologna.it

Notizie Brevi La città dei narratori MILANO - LÊassociazione Arci Ponti di Memoria e il Teatro della Cooperativa presentano La città dei narratori, un progetto artistico di Daniele Biacchessi. La rassegna si terrà al Teatro della Cooperativa in via Hermada 8, in varie giornate a partire da domenica 16 dicembre, e si concluderà martedì 7 maggio 2013. La prima serata, alle ore 21 di domenica 16 dicembre, vedrà la presentazione della rassegna e dello spettacolo Racconto concerto con Massimo Priviero. Info: info@teatrodellacooperativa.it

Gender Equality Now! FIRENZE - Arci Firenze. Poster for tomorrow e Independiente! organizzano una mostra dei migliori 100 manifesti ricevuti per il concorso di quest'anno Gender Equality Now!. La mostra, inaugurata lunedi 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, si terrà presso l'Exfila, in via Leto Casini fino al 31 gennaio 2013. I cento manifesti presentati sono stati selezionati da una giuria di famosi grafici e sono stati scelti tra 3020 poster arrivati da 105 paesi. Questa edizione della mostra è orga-

nizzata con il patrocinio del Consiglio d'Europa e del Ministero degli Affari Esteri Francese. Ingresso riservato ai soci Arci. Info: www.posterfortomorrow.org

Stop motion workshop MANTOVA - Arci Fuzzy presenta un corso per apprendere le tecniche alla base del processo di costruzione di una animazione in stop-motion, una tecnica di ripresa e montaggio utilizzata fin dalla nascita del cinema per animare oggetti e creare piccoli effetti speciali. Si basa su singoli scatti fotografici, o brevi riprese video montate fotogramma per fotogramma. In circa 15 ore i frequentanti saranno in grado di girare un piccolo corto animato, di utilizzare luci continue, macchina fotografica e un software di montaggio. Saranno date le basi per ottenere le giuste inquadrature e per capire quanti fotogrammi impiegare per creare una animazione. Il corso sarà tenuta da Luca Orioli, regista e montatore con esperienze televisive (Le Invasioni Barbariche, X-Factor) e di produzione di numerosi filmati promozionali per aziende, istituzioni, onlus. Costo a persona: 100 euro.

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Info: www.arcifuzzy.it

Giocarcipiace CESENA - LÊArci di Cesena propone Giocarcipiace, animazione per i più piccoli di feste pubbliche e private, eventi aziendali, feste di compleanno, matrimoni, battesimi, feste scolastiche e feste a tema. Il tutto condotto da giovani animatrici che operano nel settore da diverso tempo. Giocarcipiace propone, per le prossime feste natalizie, vari laboratori artistici e creativi con materiale di recupero: addobbi natalizi, letterine a Babbo Natale, balli con gli elfi, balli di gruppo e baby dance, truccabimbi, sculture di palloncini, noleggio di giganti gonfiabili e tanto divertimento! La novità del 2012 è lo spettacolo di burattini a tema. Info: fb Giocarcipiace

Workshop di serigrafia VITERBO - Primo appuntamento del progetto Giovani in circolo: lo spazio Arci Biancovolta, in via delle Piagge 23, propone un workshop per la realizzazione di un instant book. Il workshop prevede la realizzazione collettiva di un instant book serigrafico a due colori: un

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libro illustrato fatto a mano e stampato con la tecnica serigrafica attraverso un approccio artigianale, di cui ogni partecipante curerà, oltre che lÊimpostazione dÊinsieme e la rilegatura, anche lÊillustrazione e la stampa di una pagina del libro stesso. Rita Petruccioli, nota illustratrice editoriale e fumettista, seguirà il gruppo nel progettare e realizzare il libro, oltre che nella creazione delle illustrazioni realizzate a tinte piatte, monocramatiche, oppure con la tecnica della pittura bicromatica. Gli incontri si terranno il 12-13 e il 19-20 gennaio. Info: culturavt@arci.it

La locomotiva di regali BITONTO (BA) - Il circolo La locomotiva promuove, nella giornata di sabato 15 dicembre, una raccolta di giocattoli usati. Sarà allestito un gazebo informativo e punto di raccolta con la struttura raffigurante una Âlocomotiva di regaliÊ (realizzata interamente con materiale di riciclo) in cui, con un piccolo contributo, i più piccoli potranno essere fotografati. I giocattoli donati verranno devoluti in beneficenza a centri di accoglienza e case famiglia. Info: fb Arci La Locomotiva Bitonto


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A Guardia Sanframondi tutto pronto per due giorni di musica con ‘Doxapalooza’

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Monte Gilè, radio Arci in Mozambico Arci Modena e Arcs hanno inaugurato lo scorso 9 dicembre la sede dell'emittente radiofonica Monte Gilè a Gilè in Mozambico. La sede è stata intitolata alla consigliera provinciale Angela Benassi, impegnata attivamente nel circolo Arci Polivalente 87 (Pol’87). La radio trasmetterà in portoghese, lingua ufficiale del Mozambico, ma si cercherà di dare spazio anche alla moltitudine di dialetti presenti nella zona per rendere meno difficoltosa la trasmissione delle informazioni. In queste zone la radio è uno degli strumenti privilegiati per tutte le operazioni di comunicazione e informazione. Il progetto è partito nel 2009 in collaborazione con l'associazione locale Nafeza; nel 2011 è stata costruita e montata una torre alta 30 metri, sulla quale sono state montate le antenne per l'emissione. Il partner locale Nafeza è una rete di 57 associazioni femminili della Regione della Zambézia che svolge attività di advocacy sui diritti umani e in particolare sui diritti delle donne, di integrazione sulle questioni di genere, sulla violenza di genere e sulla lotta all’Hiv-Aids, e anche di formazione agli organi istituzionali in ambito di empowerment femminile. Info: modena@arci.it

talenti. A tutti i partecipanti, i soci del circolo propongono invece l'opportunità di regalare qualche sorriso con una foto. Basta esporre un cartello con su scritto ‘Waiting for.......’, insomma un modo originale per comunicare a tutti cosa desideri, ciò che stai aspettando!! Ad essere apprezzate saranno ovviamente l'ironia, la creatività e la stravaganza delle immagini. Le più fantasiose interpretazioni della simpatica iniziativa verranno stampate ed esposte per l'intera durata del minifestival. Le foto vanno inviate entro le 15 del 25 dicembre, saranno messe a confronto e opportunamente valutate. L'autore dell'immagine più comunicativa verrà premiato con un free entry e 5 consumazioni, da spendere nell'arco delle due serate. In una realtà come quella locale che offre poco al mondo dei giovani, il Doxa lavora al fine di rianimare le quasi sempre fredde e monotone serate invernali proponendo un divertimento facile, economico e a due passi da casa. Gli scopi per i quali l'associazione è nata

sono ora il motore che spinge i membri della stessa a collaborare ed ingegnarsi nell'intento di regalare alla comunità nuovi momenti di divertimento e confronto. Obiettivi privi di qualsiasi ritorno personale ed alimentati dalla semplice e sana voglia di fare, dal desiderio di essere attivi e di restituire fermento e scambio culturale ad una società troppo spesso irrigidita ed appiattita che il Doxa, accanita sostenitrice della cultura e delle più svariate rappresentazioni artistiche, non riesce proprio ad accettare. Certi di una positiva risposta, i soci del circolo invitano tutti a prendere parte alla Doxapalooza, regalando immagini, partecipazione ed allegria. Info: www.associazionedoxa.com

ROMA Nuovo appuntamento per Parco Aperto promosso da Arci solidarietà onlus in via di Casal Bianco. Il 16 dicembre dalle 10.30 stand di piccolo artigianato, laboratori per bambini, costruzione di giochi e decorazioni

Al circolo Arci Le Fornaci nuovo punto di accesso a internet con ‘Pistoia WIFI’ Continua sul territorio l’attivazione degli hot spot con il progetto Pistoia WIFI, promosso dalla Provincia di Pistoia per accedere gratuitamente a internet da luoghi pubblici, piazze, biblioteche e spazi di ritrovo, aderendo a una rete metropolitana federata. Tramite l’installazione di apposite apparecchiature, 50 su tutto il territorio provinciale, è possibile collegarsi gratuitamente e in sicurezza a internet dai luoghi pubblici e privati delle realtà ‘federate’, attraverso il proprio iphone, portatile o tablet, navigando con le stesse credenziali di accesso anche nelle reti WiFi delle amministrazioni

che hanno aderito alla rete nazionale. Anche al circolo Arci Le Fornaci è stato posizionato un nuovo hot spot, che permetterà la connessione gratuita a internet per tutta la cittadinanza. Accedere al sistema è semplice: basta registrarsi, ottenere una username e una password e navigare con il proprio smartphone o computer portatile dotato di connettività wifi. Per registrarsi, conoscere i punti di accesso e scaricare il vademecum dell’utenza, tutte le informazioni sono sul sito della Provincia di Pistoia. Info: www.arcipistoia.tv

‘La ragione delle mani’ allo Spazio Gloria A Como sabato 15 dicembre allo Spazio Gloria, in via Varesina 72, dalle ore 21.30, La ragione delle mani, spettacolo e reading con Emidio Clementini (fondatore e voce dei Massimo Volume) e Corrado Nuccini (fondatore, chitarra e voce dei Giardini di Mirò). Sono molti e diversi i protagonisti che si muovono tra le pagine di La ragione delle mani. Alcuni sono immaginari, altri reali, alcuni sono personaggi celebri, altri noti agli

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addetti ai lavori, altri ancora sconosciuti, persone comuni che si possono incrociare nella vita di tutti i giorni. C’è Achille Santini, il geniale promoter di musica jazz, alle prese con Miles Davis e con una paternità inaspettata, c’è la follia di un musicista rock italiano, ma anche l’elegante compostezza di Frank Sinatra, e poi Fausto Rossi (l’ex Faust’o). Ingresso 8 euro. Info: laragionedellemani.tumblr.com

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arà il castello medievale di Guardia Sanframondi (BN) ad ospitare, il 27 e 28 dicembre, Doxapalooza, minifestival promosso dal circolo Arci Doxa. A far da padrona delle due serate sarà, ancora una volta, la musica. Nell'ultima serata saranno i Drink to me a salire i gradini del castello guardiese. L'emergente band emiliana ha accettato l'invito dei soci dell'associazione dando l'ok per un appuntamento che si prospetta certamente elettrizzante. Lunghissima la loro lista di concerti, la maggior parte dei quali all’estero; motivo in più per cogliere l’opportunità di ascoltarli dal vivo. I primi ad esibirsi saranno invece i membri dell'emergente gruppo musicale dei Waiting for. La loro musica coinvolgente e al passo coi tempi non può che trasmettere voglia di esserci. Un gruppo compatto e dinamico come l'energia che riescono a trasmettere con i loro pezzi. Come d'abitudine infatti la Doxa concede occasioni anche alle nuove realtà locali, proponendo band della zona desiderose di ritagliarsi i propri spazi e dimostrare i propri


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Il regalo del governo alla casta dei militari 11 dicembre la Camera dovrebbe approvare in via definitiva il disegno di legge delega sulla riforma della difesa e delle forze armate, provvedimento fortemente voluto dai militari e dall'ammiraglio-ministro Di Paola che ci costerà fino a 230 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Si tratta di un regalo fatto alla casta dei militari, alla lobby degli armieri e al ministro. Per fortuna sembra ci sia una sorta di gentleman agreement che consegna al governo della prossima legislatura la responsabilità di fare i decreti attuativi previsti dalla legge, sperando che Di Paola mantenga la parola e che nel prossimo governo il ministro non sia di nuovo un militare. Il disegno di legge delega prevede una riorganizzazione delle Forze Armate con un taglio di 43mila addetti (tra personale militare e civile) nei prossimi dieci anni: in sostanza si tratta della fuoriuscita naturale e graduale di chi è prossimo alla pensione o di qualche trasferimento ad altri settori della pubblica amministrazione. Prevede poi di ‘rimodulare’ (non tagliare) la spesa militare a favore degli investimenti sui sistemi d'arma. Cioè, spenderemo di meno per il personale e di più per portaerei, carri

L'

armati e naturalmente per i cacciabombardieri F35, la cui spesa (oltre 13 miliardi di euro) sarà semplicemente confermata. Tutti i risparmi che faranno le Forze Armate o anche le vendite delle caserme e dei poligoni militari - non serviranno a ridurre il debito pubblico o a finanziare misure economiche e sociali contro la crisi, bensì a rimpolpare i finanziamenti per i sistemi d'arma. Soldi arriveranno anche dalle sciagure su cui le Forze Armate pensano di lucrare un po': infatti è previsto dalla legge delega che gli enti locali debbano rimborsare il Ministero della Difesa per tutti gli interventi di soccorso e prima emergenza per terremoti, alluvioni e altre catastrofi naturali. Tutto questo mentre la crisi economica lascia senza lavoro centinaia di migliaia di persone e non ci sono soldi per gli ammortizzatori sociali, il welfare, la sanità e la scuola. Solo con le risorse per i cacciabombardieri potremmo garantire i fondi che mancano per gli esodati, per assicurare l'indennità di disoccupazione ai precari, per dare le borse di studio agli studenti. Si tratta di una ingiustizia insopportabile: gettare tanti soldi dalla finestra a favore di una casta inefficiente e prepotente mentre

Cultura... scontata xyz

i tanti vantaggi di avere in tasca la tessera Arci

avremmo bisogno di destinarli a tanta povera gente che non ce la fa più. È per questo che l'11 dicembre la campagna Sbilanciamoci, la Tavola per la Pace e la Rete Disarmo si sono ritrovate in un presidio a Piazza Montecitorio per chiedere ai deputati di votare no alla legge delega e di rimandare al mittente questo ultimo regalo di Natale del governo Monti di cui non c’è proprio bisogno. È una mobilitazione che non si ferma qui e che - proprio nell'imminenza delle elezioni politiche - continuerà nelle prossime settimane chiedendo a chi si candida nella prossima legislatura di adottare, tra gli altri, due provvedimenti nei primi 100 giorni di governo: ridurre la spesa militare del 20% e cancellare il programma di acquisizione e costruzione dei cacciabombardieri F35. Info: www.sbilanciamoci.org

Hanno collaborato a questo numero Marco Andrei, Martina Castagnini, Italo D’Andrea, Enzo Di Rienzo, Chiara Fiocchi, Jacopo Forconi, Filippo Miraglia, Lorenzo Siviero, Andrej Vescovi In redazione Andreina Albano, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni

Raccontare l’antico, Terra, Acqua e Fuoco

Robert Doisneau. Paris en liberté

www.arci.it/associarsi - convenzioni@arci.it

ROMA - Museo della Civiltà Romana, fino al 6 gennaio 2013. La mostra mette in relazione due aspetti distanti fra loro ma legati a filo doppio dallÊenergia della creazione: lÊarte dellÊEncausto di Michele Paternuosto e quella materica fittile di Gastone Primon. Una sintesi stimolante tra la sapienza tecnica degli antichi lÊuso delle argille, terre colorate, bronzo, smalti e la sensibilità moderna - si rispecchia nei temi e nei contenuti contemporanei. Info: www.museociviltaromana.it

ROMA - Palazzo delle Esposizioni, fino al 3 febbraio 2013. Più di 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui più cari, sono esposte in una grande rassegna antologica. LÊesposizione condurrà il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie dÊarte della capitale francese. Info: www.palazzoesposizioni.it

Gabriels and the italian cute nymphet

Vermeer, il secolo d’oro dell’arte olandese

ROMA - Museo Pietro Canonica, fino al 16 gennaio 2013. LÊesposizione avvicina le opere di Gabriels (Paolo Gabrielli) e quelle di Pietro Canonica in una sorta di montaggio critico, al cui centro è il nesso tra la Ninfa moderna (étant Dunny) dellÊartista romano e La raffica di Canonica. Questa è la prima personale di Paolo Gabrielli, artista neo-pop italiano, in una sede istituzionale romana. Gabrielli ha già esposto in varie gallerie americane. Info: www.museocanonica.it

ROMA - Scuderie del Quirinale, fino al 20 gennaio 2013. La mostra include una preziosa selezione di opere di Johannes Vermeer - rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia - e all'incirca cinquanta opere degli artisti olandesi suoi contemporanei. Oltre ai capolavori del maestro la mostra esporrà opere di Carel Fabritius, Pieter de Hooch ed Emmanuel de Witte, insieme ad artisti celebrati al tempo ma oggi da noi meno conosciuti. Info: www.scuderiequirinale.it

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Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Progetto grafico Sectio - Roma Cristina Addonizio Editore Associazione Arci Redazione Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005

Chiuso in redazione alle 19 di martedì 11 dicembre

Arcireport è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione -Non commerciale Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

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Arcireport numero 42_2012  

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