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d e l l ’ A r c i anno IX - n. 38 2novembre 2011

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Uscire dal liberismo per salvare il Paese

L’Italia che frana

H I dati Istat sono impietosi: la disoccupazione sopra l'otto per cento, quella giovanile ormai al trenta, l'inflazione che torna a galoppare; e ancora le borse nuovamente in picchiata e lo spread coi titoli tedeschi sopra al 4%. Un quadro veramente allarmante per l'economia italiana, nel già critico contesto europeo. Domani a Nizza si apre il vertice dei G20 e l'Europa si appellerà alle economie emergenti del pianeta nella disperata ricerca di soluzioni per salvare gli Stati sull'orlo della bancarotta e scongiurare il suo stesso fallimento. Il Consiglio europeo della settimana scorsa ha segnato il punto più basso dell'Unione, la fine dell'idea stessa di un'Europa politica capace di visione comunitaria. Nessun progetto comune di investimenti, nessuna strategia sulla green economy, dimenticati gli obbiettivi di Europa 2020. Solo tagli per rientrare dal debito, provvedimenti confusi e contraddittori. In barba al principio dell'autonomia dei mercati alla fine saranno gli stati a pagare la ricapitalizzazione delle banche. Niente si è fatto per fermare le speculazioni, tradito anche l'impegno sulla Tobin Tax. Ancora una volta la politica ha ceduto al ricatto dei poteri finanziari. Se l'Europa è sull'orlo del baratro, l'Italia è già commissariata. Tutti sanno che la lettera del governo all'Unione è stata scritta sotto dettatura, decisa dal destinatario e subita dal mittente, e che il governo italiano non ha la forza di attuare quegli impegni. Un piano insostenibile, che scarica tutto il peso del risanamento sui diritti sociali e sul lavoro, liberalizza i licenziamenti, porta l'assalto finale all'articolo 18. Anziché provare a coniugare rigore, sviluppo ed equità, il governo sposa la linea Marchionne e sceglie di far saltare il patto sociale. Divide il Paese e soffia in modo irresponsabile sul fuoco delle tensioni fino ad evocare il ritorno del terrorismo. Non è vero che quelle rozze misure vetero liberiste siano le sole possibili, ci sono strade diverse socialmente più sostenibili. La discriminante dell'uscita dal modello liberista è il vero nodo su cui misurarsi per salvare il Paese. A questo le opposizioni dovrebbero dedicare ogni energia anziché disperderle in manovre di posizionamento e lotte intestine. Cercare le ragioni di un'ampia unità nei contenuti di un progetto credibile di alternativa, perché non basta che cada Berlusconi se non ci sarà una vera discontinuità rispetto alle scelte economiche e sociali che hanno prodotto la crisi.

La piazza di Vernazza invasa da acqua e fango iò che abbiamo visto nei giorni scorsi nelle zone colpite dall'alluvione non è paragonabile alle pur drammatiche immagini passate in questi giorni su tutti i telegiornali nazionali. Distruzione e disperazione la fanno da padrona in gran parte della Val di Vara, a Vernazza e Monterosso e nella zona di Aulla. Si parla di oltre 500 millimetri d'acqua caduti in poche ore in un pomeriggio che in tanti non dimenticheranno per molto tempo. Mentre scrivo le vittime sono salite a dieci; l'ultima ritrovata a Borghetto Vara dove la furia fatta di acqua, fango, legna e detriti vari ha sfogato la sua rabbia arrivando fino a Brugnato. Ed è proprio da Brugnato che inizia il nostro viaggio in questo inferno; mi accompagnano i nostri volontari della Prociv Arci Liguria che dalla sera stessa di quel maledetto 25 ottobre stanno lavorando senza sosta in coordina-

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mento con tantissime altre organizzazioni. Fango e polvere ci accolgono all'uscita del casello dove la Polizia Stradale blocca il passaggio a chi non è residente. Solo residenti e mezzi di soccorso fino a nuovo ordine per impedire il triste rito del 'turismo da catastrofe' ci dicono gli agenti. Risaliamo la Val di Vara fino a Borghetto Vara, il primo centro abitato di media grandezza oltre Brugnato. Ancora macchine accatastate una sopra l'altra, case occupate da legna e sassi e un via vai di uomini e mezzi della protezione civile provenienti dall'Emilia Romagna, dal Piemonte e dalla Lombardia. Oltre naturalmente quella della Liguria. Un senso di disorganizzazione ci colpisce mentre incontriamo i referenti del centro operativo comunale di Borghetto Vara; non è una bella sensazione dopo le immagini di distruzione che abbiamo visto. continua a pagina 2

EMERGENZA ALLUVIONE Chi volesse versare un contributo per far fronte all’emergenza alluvione in Liguria può effettuare un versamento sul conto corrente aperto presso Banca Popolare Etica - Agenzia di Genova, intestato ad Arci Liguria.

IBAN IT 16B05018 01400 000000140234


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L’Italia che frana. La testimonianza del presidente Arci Liguria continua dalla prima

La strada provinciale (quello che ne resta in realtà) si apre in una valle in cui il letto del fiume originariamente era largo oltre un centinaio di metri; non è bastato. Tutto è stato spazzato via, ponte di cemento armato compreso. Non riusciamo a immaginare cosa può essere sceso da quel fiume. Adesso le immagini che abbiamo davanti sono solo paragonabili a quelle di Hiroshima e Nagasaki dopo lo sganciamento della bomba H. E a nessuno pare di esagerare. Prosegue il nostro viaggio fino al Polo Provinciale della Protezione Civile. Arrivati troviamo anche una ventina di profughi africani intenti a scaricare un tir di aiuti. Anche loro al lavoro dato che abitano, ospiti di una associazione, proprio nelle strutture della Protezione Civile. Ci raggiunge nel frattempo Antonella Franciosi, la presidenza dell'Arci di Spezia. Insieme a lei ci dirigiamo a Follo dove si trova il locale circolo Arci, ad oggi, fortunatamente, l'unico colpito. Una struttura appena rinnovata completamente allagata con l'acqua e il fango che in alcuni punti hanno raggiunto il metro e mezzo d'altezza. La cosa è incredibile se si pensa che il letto del fiume

Magra, responsabile dell'esondazione, è distante almeno un chilometro dal circolo. I soci che incontriamo sono al lavoro per salvare il salvabile e come è logico ci chiedono aiuto. Le carte da gioco sparse su tutto il pavimento sono l'immagine che più mi colpisce. Fino a pochi istanti prima della piena si stava giocando a carte. Poi tutti via di corsa. Qui termina la nostra giornata. Non ci sono altre parole da scrivere. Solo un grazie a tutte e tutti quelli che abbiamo visto lavorare in questi giorni; ai nostri volontari Arci e Prociv che sono accorsi subito per dare una mano. Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci con un contributo nell'apposito conto. Info: walter.massa@arci.it

CASSINETTA DI LUGAGNANO (MI) Nasce il Forum nazionale Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori durante un'assemblea a cui hanno partecipato 350 movimenti italiani per la salvaguardia della terra e del paesaggio provenienti da 17 regioni

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Il lavoro non manca eppure sembra che non ce ne sia per tutti quelli che sono giunti fin qui per dare una mano. La mancanza più significativa - a quanto ci dicono - è quella di ruspe e camion per il trasporto di detriti; percorrendo l'autostrada verso Brugnato in effetti il passaggio di rimorchi con ruspe è notevole. Ma qui mancano ancora. Incontriamo un po' di associazioni a Borghetto Vara; il presidente della Croce Verde locale, cuore pulsante della vita associativa del paese, ci fa visitare quello che rimane della sede sociale. Nulla eccetto 3 ambulanze salvate all'ultimo momento. Ci racconta di almeno dieci famiglie rimaste con solo i muri delle case. Il resto è andato distrutto e occorrerà attivarsi per comprare il necessario per vivere a cominciare dai letti. Da Borghetto Vara ci spostiamo verso i comuni attraversati dal fiume Vara arrivando prima a Beverino e poi a Memola dove stanno operando i nostri volontari Arci e Prociv. Il viaggio si snoda tra strade chiuse al traffico privato poiché l'acqua e il fango hanno invaso l'intera carreggiata.

Una crosta di asfalto e cemento Un articolo di Adriano Labbucci, del Centro Riforma dello Stato na crosta di asfalto e cemento, per dirla con Antonio Cederna, ha da tempo invaso il Bel Paese. In undici anni un'alluvione cementizia ha divorato un territorio grande quanto l'Umbria e la frequenza ormai annuale di disastri cosiddetti naturali non sono altro che atti scellerati o negligenze tutte umane. Al consumo dissennato di suolo aggiungiamoci l'uso indiscriminato dell'auto: 1 ogni 1,4 abitanti, primato europeo, con conseguente traffico e inquinamento (3 tra le prime 4 città più inquinate d'Europa sono nostre: Torino, Brescia, Milano). È questo il nostro modello urbano: enorme consumo di suolo e predominio incontrastato dell'auto privata. Una follia. Ma allora perchè non si interviene? Perchè i Comuni con le concessioni edilizie coprono i tagli dello Stato, e perchè l'ideologia e la forza del mattone hanno piegato una politica debole e senza idee. Eppure proposte non mancano: da un piano nazionale per mettere in sicurezza il territorio; al

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recupero, riuso e riqualificazione del già costruito che porterebbero nuova e buona occupazione; alla recente proposta di una legge di iniziativa popolare per consumo zero di suolo lanciata dal Forum Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori. Come non mancano, se allarghiamo lo sguardo, esperienze positive: a Parigi e New York le vecchie stazioni e sopraelevate sono state trasformate in parchi urbani con 'colate verdi', percorsi pedonali, botteghe e spazi espositivi, e non per gentile concessione delle amministrazioni che al contrario volevano nuove lottizzazioni edilizie, ma per la mobilitazione dei cittadini che hanno proposto un'altra idea di città. Qui sta il punto: per fare cose diverse bisogna pensare diversamente. Serve perciò una rivoluzione culturale che consideri il paesaggio non un bene da saccheggiare e mettere a profitto ma un bene comune come l'acqua; che metta al centro la qualità e la bellezza e non la quantità che porta con sè bruttezza; che punti a rallentare e a darci tempo per pensare e

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agire sottraendoci alla tirannia della velocità e del fare come valore in sè. È un cambiamento di paradigma radicale ma quanto mai urgente. A riprova quanto scritto da un pool di consulenti del sindaco di Los Angeles: «Il pedone rimane il più grosso ostacolo al libero fluire del traffico». Sembra una battuta di Woody Allen, invece è l'espressione di un mondo capovolto che è il nostro mondo, dove il gesto più umano, camminare, è considerato un pericolo, un intralcio da rimuovere. Al contrario una città a misura di piedi è più viva, accogliente e quindi più sicura perchè chi cammina ha cura dei luoghi; camminare ha un'affinità elettiva con la bellezza perchè non si piega alla velocità, all'efficienza, alla misurabilità economica di cui siamo tutti e tutte prigionieri spesso inconsapevoli. Per questo camminare rappresenta una rivoluzione rispetto al modo di agire e pensare oggi dominante. E se vogliamo rimettere con i piedi per terra un mondo cha appare ed è capovolto appunto dai piedi dobbiamo ripartire.


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Il Bio che cambia: AIAB compie 23 anni e si avvia al suo Congresso federale al 1° al 4 dicembre 2011 a Milano, presso il Centro Congressi della Provincia, si svolgerà il Congresso Federale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB). L'Italia continua ad essere, per numero di aziende convertite al biologico, leader in Europa ed è il principale attore dell'export a livello dell'Unione Europea. A questa vocazione verso l'export, si è accompagnato in questi ultimi anni, uno sviluppo tumultuoso del mercato nazionale anche in piena crisi economica. Il biologico italiano ha avuto quindi la capacità di sviluppare diversi mercati e in particolare quello della domanda pubblica. L'Italia è infatti l'unico paese al mondo dove oltre 1 milione di pasti sono consumati quotidiana-

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CROTONE La Rete in difesa del territorio Franco Nisticò lancia per il 12 novembre una manifestazione per la fine del commissariamento all’emergenza rifiuti, prorogato da ormai 15 anni

mente nelle scuole con prodotti biologici. Accanto alla domanda pubblica, il biologico ha anche saputo sviluppare in maniera originale la vendita diretta. L'AIAB nasce 23 anni fa dall'unione dei coordinamenti regionali dei produttori biologici italiani e oggi conta su 18 Associazioni regionali federate in unica grande associazione. È il principale soggetto di rappresentanza dei produttori biologici italiani e raccoglie al suo interno personale tecnico qualificato e consumatori attenti alle dinamiche del biologico italiano. Fa parte di reti internazionali, come IFOAM e Via Campesina, che fanno del Congresso Federale un evento di livello internazionale con partecipanti che provengono da diversi continenti. L'appuntamento di Milano sarà quindi l'occasione per far incontrare i principali soggetti a livello nazionale ed internazionale interessati a vario titolo nel settore. Il Congresso dell'AIAB rappresenta anche una delle principali occasioni di riflessione sui futuri sviluppi del settore biologico italiano ed internazionale. Non a caso, tre delle quattro giornate del Congresso affronteranno tematiche che interessano l'intero settore e saranno aperte ai contributi politici di diverse associazioni e

istituzioni. L’evento si aprirà con un convegno internazionale dedicato alla filiera alimentare, proseguirà con un congresso scientifico sulle interazioni positive tra agricoltura biologica e rinnovabili, biodiversità e acqua e affronterà quindi il tema del movimento biologico come agente di sviluppo di un'economia solidale di utilità sociale, economica ed ambientale. Durante la quarta giornata, invece, verranno eletti i nuovi membri degli organismi politici e direttivi dell'AIAB. Ai convegni e ai congressi, inoltre, si accompagnerà un ricco calendario di eventi culturali. Oltre ai delegati regionali, possono partecipare e assistere al Congresso Federale dell'AIAB tutti i cittadini interessati al biologico. Per partecipare basta iscriversi mandando una mail all'indirizzo di posta elettronica congresso2011@aiab.it e versare un contributo simbolico di 5 euro a giornata e 10 euro per le 3 giornate dall'1 al 3 dicembre (il 4 dicembre è riservato ai soli soci AIAB). Nella mail vanno specificati nome, cognome ed eventuale organizzazione/associazione di appartenenza. Info: l.genga@aiab.it

Ad Adria in corteo 2500 persone per dire no al carbone, sì alle rinnovabili di Marco Fratoddi, direttore di La nuova ecologia re chilometri appena. Quanti bastano però per dire no al carbone e sì alle rinnovabili. È stato un successo la manifestazione che si è tenuta sabato scorso ad Adria, nel Delta del Po, non lontano dalla centrale ad olio combustibile di Porto Tolle che l'Enel vorrebbe riconvertire al coke. Un corteo di circa 2.500 persone convocato dalle 35 associazioni aderenti alla coalizione Fermiamo il carbone in contemporanea con le mobilitazioni di Saline Joniche (Rc), Vado Ligure (Sv), La Spezia, Brindisi e altre località interessate da centrali in progetto o in procinto di essere ingrandite. Perché sta qui il paradosso delle politiche energetiche nazionali: «Il fabbisogno elettrico del paese è pienamente soddisfatto con 113.000 megawatt installati, quando per coprire i picchi della richiesta ne basterebbero circa la metà» fanno sapere gli organizzatori. Ma anziché sostenere l'efficienza e le fonti pulite, al fine di sostituire le tecnologie obsolete, si punta sulla più dannosa delle

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fonti fossili, quella che immette in atmosfera almeno il doppio della CO2 per unità di energia prodotta rispetto al metano. Per non parlare delle micropolveri che raggiungono distanze considerevoli e che rappresentano un rischio per la salute dei cittadini. Così ad Adria si sono fatte sentire le voci di quanti immaginano un futuro diverso per questo territorio compreso peraltro all'interno di un'area protetta: il comitato locale, innanzitutto, con lo striscione 'Fermiamo il carbone, il Delta è un bene comune'. Poi le associazioni ambientaliste (Greenpeace, Legambiente e Wwf in prima fila), la rete No al carbone-basso Ferrarese, i comitati Ambiente e Territorio del Brenta e Miranese. E ancora le rappresentanze di Ya Basta, di Rigas e dei centri sociali, il movimento Cinque Stelle, una delegazione dei No-Tav, i militanti del Pd e dell'Idv, molte sigle della società civile. Persino il Consorzio degli operatori balneari di Rosolina con tanto di striscione ufficiale del Comune: «Siamo preoccupati per il destino del turismo in un ambiente

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dalle caratteristiche uniche - spiega un portavoce - Abbiamo già pagato un prezzo altissimo per trent'anni con la centrale a olio combustibile anche sotto il profilo economico». Già, l'economia. La questione da quelle parti rimane aperta. Gli operai della centrale, infatti, mentre sfilava il corteo hanno esposto sull'impianto uno striscione (‘Per il bene comune andate a lavorare’) che la dice lunga su come la pensano. Ma in piazza la Fiom del Veneto ha esplicitato la propria posizione: «Abbiamo avviato una riflessione sulle questioni energetiche a partire dal referendum contro il nucleare - spiega Vittorio Bardi, coordinatore nazionale per la siderurgia - Bisogna ragionare verso un modello diverso, in grado di ridurre progressivamente il ruolo delle fonti fossili, carbone compreso. Non a caso la nostra piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale prevede molti punti a favore dell'efficienza, delle rinnovabili e del risparmio di risorse durante l'intero ciclo di vita dei prodotti. Pensiamo che questa sia un'idea forte anche per uscire dalla crisi».


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'Oltre la crisi, insieme': presentato il Dossier immigrazione 2011 Caritas/Migrantes Un articolo di Franco Pittau, coordinatore del Dossier statistiche sui nuovi residenti e sui nuovi assunti immigrati. Lo sviluppo dell'immigrazione reclama stabilità. L'immigrazione va letta non come fatto emergenziale ma come dimensione strutturale della società di oggi. Certe rappresentazioni del fenomeno migratorio non recepiscono quanto sta avvenendo effettivamente, a partire dal Nord dove l'immigrazione è particolarmente sviluppata per le esigenze del sistema economico. Vediamo cosa è avvenuto nel corso degli ultimi 20 anni. Gli immigrati erano meno di mezzo milione nel 1990, sono 5 milioni nel 2010; nel nord erano presenti con una percentuale del 37,5% nel 1990, 61,3% nel 2010; l'incidenza degli immigrati comunitari su tutti gli stranieri era del 19% nel 1990, 25% nel 2010; l'incidenza degli immigrati sulla popolazione era del 1,1% nel 1990, 7,5% nel 2010; i minori stranieri erano 20.209 nel 1990, circa 1 milione nel 2010; gli occupati stranieri erano meno di 400mila nel 1990, oltre 2 milioni nel 2010; la quota italiana sull'immigrazione nell'UE era del 4,9% nel 1990, del 15% nel 2010. Questi flussi migratori sono quindi da ricollegare all'andamento demografico negativo, che ha determinato un forte fabbisogno di forza lavoro aggiuntiva. Questo fabbisogno continuerà anche nel futuro, ma ci sarà un temperamento nel milione di minori stranieri, che rappresenta un ‘vivaio' che consente di inserire nuove forze lavoro e Un ragazzo impugna una vecchia telecamera super 8, nuova linfa intellettuale dall'interno, come un revolver, che punta sulla città. Poi fa una teleanziché farle venire da fuori. Bisogna fonata: ÿSì, tienilo a mente, sono stranieri dovunque, in abituarsi a una società multiculturale: qualsiasi casa, in qualsiasi paeseŸ. ˚ questo lÊinizio di a scuola sono oltre 700mila gli stuLibera tutti, docu-fiction a cura del laboratorio per denti figli di immigrati; nelle sale parto video-makers del circolo Arci Thomas Sankara di i figli di madre straniera incidono per Messina, con due scene rubate dal film Lo stato delle poco meno di 1/5 sui nuovi nati; nei cose di Wim Wenders. Un incipit che anticipa la famiposti di lavoro i lavoratori stranieri liarità con lÊoggetto video della generazione youtube, superano i 2 milioni, più di 1 ogni 10 protagonista del filmato, ma che è soprattutto il punto di occupati; i titolari di azienda sono già partenza della ricerca di un ragazzo che attraversa una 239mila; gli immigrati sono partner in città estranea, in cui osserva, filma, si pone degli interun decimo dei matrimoni annualmenrogativi, va incontro a storie di altri ragazzi e ragazze. te celebrati; sono numerosi i fedeli Il 12 novembre alle 10.30 la prima del film sarà prestranieri non solo nelle chiese (i crisentata a Roma presso il Nuovo cinema Aquila. stiani sono quasi 2 milioni e mezzo) Saranno presenti alla proiezione il regista Giuseppe ma anche negli altri luoghi di culto (i Minolfi, lo staff del progetto, alcuni dei protagonisti del musulmani sono 1 milione e mezzo, film, giovani di origine straniera della rete Arci, l'équipe gli induisti e i buddisti oltre 200mila); più di 600mila hanno acquisito la citdell'Università di Messina che ha curato la ricerca, raptadinanza italiana (66mila l'ultimo presentanti dell'Unar. In questa occasione saranno dianno) e altri 600mila, nati in Italia, stribuiti dvd del film e la pubblicazione finale del proattendono che venga riconosciuto il getto. Si può partecipare inviando entro il 9 novembre legame con la loro terra; le carceri unÊemail allÊindirizzo di seguito. accolgono detenuti per un terzo straInfo: capodanno@arci.it

in atto in Italia una grande politica migratoria di rotazione. Il numero complessivo degli immigrati regolari rimane inalterato. Erano circa 5 milioni all'inizio del 2011, così come erano 5 milioni all'inizio del 2010. Si tratta di oltre 4 milioni e mezzo di residenti e di altri 400mila circa che, pur regolarmente presenti, attendono di essere registrati in anagrafe. A prima vista, quindi, sembra che niente sia cambiato. In realtà c'è stata una forte rotazione che ha coinvolto 600mila persone, che, venute per insediarsi in Italia per motivi di lavoro o di famiglia, hanno perso il permesso di soggiorno e sono state costrette o ad andar via o a mimetizzarsi tra le pieghe del lavoro nero. Questo vorticoso ricambio determina uno strascico di vite spezzate, di fallimenti, di inconvenienti per i paesi di origine e anche per l'Italia, venendo a mancare il supporto per la stabilizzazione degli immigrati. È costretto a lasciare la nuova terra di elezione chi ha imparato la lingua, si è comportato bene, è stato professionalmente apprezzabile, ha risposto al fabbisogno di diversi settori. Se ne vanno gli uni e sono rimpiazzati da altri, come attestano le

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A Roma la prima di Libera tutti

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‘Si può fare’, storie di vittime di tratta Lucy, Lidia, Edrina. Said, Yussef, Brahim. Sono alcuni dei nomi di donne e uomini che arrivano in Italia con la speranza di un futuro migliore e la promessa di un lavoro e si ritrovano prigionieri di una criminalità senza scrupoli, risucchiate nella filiera dello sfruttamento sessuale o costretti a un lavoro forzato per una paga da fame e in condizioni disumane. In Si può fare. Come combattere lo sfruttamento di Francesca Coleti e Giuseppe Cavaliere si raccontano le storie di quelli che sono considerati i Ânuovi schiaviÊ. Le storie di chi ce l'ha fatta a spezzare le catene, ad uscire da una trappola per tanti mortale, ad abbattere il muro dell'omertà che circonda le associazioni criminali. Racconti che testimoniano come lo sforzo individuale, il lavoro sociale, l'intervento pubblico e la responsabilità civile possono cambiare, una volta tanto in positivo, le vite delle persone: la dimostrazione che anche in questo caso, Âsi può fareÊ. Questo libro, nato dal lavoro che l'Arci svolge da anni nell'ambito del progetto Fuori tratta per l'assistenza e l'integrazione sociale delle vittime di tratta, raccoglie alcune emblematiche storie di chi, per sfuggire alla miseria, ha affrontato un lungo e pericoloso viaggio per approdare alle coste di quel che, per loro, da paradiso si è trasformato in inferno. Ma che ÿci fanno anche capire quanto sia importante il lavoro che svolgiamo in luoghi difficili come il ghetto di San Nicola Varco - come si legge nella prefazione del presidente nazionale Arci Paolo Beni - Per aiutarle a credere in una possibilità di riscatto, sostenerle e accompagnarle nella denuncia della loro condizione e verso percorsi alternativiŸ.

nieri, molti in attesa di giudizio e vittime di una rigidità normativa che avrebbe potuto essere evitata. Questa realtà va accompagnata con una politica adeguata, che non nasconde i problemi ma riesce a valorizzare gli enormi benefici, culturali, demografici, economici ed occupazionali. Oltre la crisi, insieme. Solidarietà è la parola chiave in una società multiculturale e ancora di più in questa tormentata fase di crisi. Noi possiamo aiutare gli immigrati e loro possono e vogliono aiutare il loro nuovo paese, purché non li si consideri come ruote di scorta ma come nuovi cittadini.


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internazionali

Meno di 20 milioni per i progetti di aiuto allo sviluppo dell'Italia.Un appello alle forze politiche dalle Ong impegni pluriennali già sottoscritti - almeno 40 milioni, di cui 20 relativi ad impegni già assunti con le Ong. Per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo sarebbero dunque disponibili meno di 20 milioni di euro. Per comprendere meglio il livello raggiunto dai tagli, basti dire che le disponibilità finanziarie della cooperazione saranno circa 4 volte inferiori rispetto a quello che le Ong italiane hanno raccolto nel 2010 in attività di fund raising. Già dallo scorso anno, da un punto di vista finanziario, le Ong sono ormai di gran lunga più rappresentative, a livello internazionale, della stessa cooperazione governativa italiana. Alcuni stanziamenti saranno comunque salvaguardati. Si continuano infatti a stanziare 180 milioni di euro per il trattato Italia Libia e si destinano 750 milioni di euro alle missioni militari internazionali. Si conferma l'investimento di 375 milioni l'anno (fino al 2022) per la costruzione delle fregate italofrancesi FREEM e di altri 70 milioni fino al 2023 per la partecipazione al consorzio europeo di aeronautica militare. Il 50% di un imprevisto tesoretto legato all'asta pubblica delle frequenze - 750 milioni di euro - sarà destinato ad alcuni ministeri, tra cui soprattutto Interno e Difesa. Uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro aggiuntivi andranno a politiche giovanili, addestramento militare, ospedali universitari non statali, rete ferroviaria, festeggiamenti della ricorrenza del 4 novembre. Per evitare lo scandalo di una definitiva dismissione della cooperazione allo sviluppo ˚ stato approvato il progetto di Servizio Volontario del nostro paese, le Ong italiane Europeo Embracing our future! proposto da Arcs. chiedono che la cooperazione italiaSi cercano 2 volontari pronti a partire per il Kosovo e na sia risparmiata dai tagli estivi e più precisamente a svolgere attività di volontariato che siano ripristinati almeno i livelli presso lo Youth Center Ardhmeira di Klina dal 1 febfinanziari del 2010. Il messaggio, braio al 1 agosto 2012. Durante l'anno scolastico il indirizzato a tutte le forze parlamenCentro Giovanile organizza attività formative e ludiche, tari, chiede che si includa tra i destimentre in estate si occupa di animazione per i bambini natari del tesoretto delle frequenze e di campi estivi. anche la cooperazione allo sviluppo I volontari EVS potranno essere coinvolti in varie attividella legge 49/87b in modo da assortà, come corsi di computer, corsi di lingua inglese e itabire il taglio estivo e quindi lasciarla liana, corsi di matematica, incontri sulla prevenzione sui livelli del 2011. I 92 milioni necescontro l'Aids, attività sportive, laboratori musicali. sari allo scopo potrebbero essere In estate i volontari si occuperanno dei campi di anistornati dai 200 milioni di euro che il mazione e dell'organizzazione di un campo di lavoro comma attribuisce al Ministero della per giovani italiani, che verranno a supportarli nel loro Difesa. Si chiede inoltre che si inserilavoro. Per partecipare bisogna avere tra i 18 e i 30 sca anche la cooperazione allo svianni. Il termine di presentazione del curriculum vitae luppo tra i destinatari della ripartizioaccompagnato da una lettera di presentazione è l'11 ne dei 1,2 miliardi aggiuntivi. novembre. Per tutte le informazioni è possibile visitare «I dati che di cui diamo conto - dichiara Francesco Petrelli, Presidente il sito di Arcs. dell'Associazione delle Ong italiane Info: damelio@arci.it

ripresa in Senato l'esame delle leggi di stabilità 2012 e di bilancio, relative ai tagli introdotti dalle due manovre estive. Per i fondi della cooperazione allo sviluppo gestiti dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) si passa dal minimo storico del 2011, pari a 179 milioni di euro, a un nuovo record negativo con soli 86 milioni di euro: un taglio del -51%. Il taglio complessivo applicato al budget del MAE dalle manovre estive è stato di 206 milioni di euro di cui ben 92 milioni a carico della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Davvero troppo se si considera che queste attività pesano sul bilancio del Ministero solo per circa il 10%. La diminuzione è ancor più evidente se si prende a confronto il dato del 2008, in cui la cooperazione allo sviluppo aveva raggiunto i 732 milioni di euro di stanziamenti. Il calo è dell'88%. Il previsto stanziamento di soli 86 milioni di euro comporterà un ulteriore ridimensionamento della cooperazione in molti Paesi, se si considera che nel 2009 le stesse risorse erano state stanziate dall'Italia in soli due dei 61 paesi assistiti: Etiopia e Afghanistan. Dalle risorse previste andranno ulteriormente sottratte le spese di funzionamento - circa 8 milioni di euro - e gli

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In Kosovo con il Servizio Volontario Europeo

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La Palestina è il 195mo membro dell’Unesco Non è solo un atto simbolico, quello compiuto dall'Assemblea generale dell'Unesco. Lo sanno tutti i protagonisti, da Israele - che l'ha definita una 'tragedia' - agli Stati Uniti, che hanno già minacciato di sospendere l'erogazione di fondi all'Unesco. La Palestina membro dell'organizzazione che si occupa di scienza, educazione e cultura, significa cambiare - e molto - gli stessi parametri del conflitto. Cambiare anche il modo di raccontare il passato di questo posto così complesso e controverso, spesso letto attraverso una sola lente. Ora la Storia si fa di nuovo usando diverse narrative. E può essere solo un bene, perché la Storia è sempre complessa. Mai un senso unico. Anzitutto, è lo stesso peso di una non ben precisata Palestina a cambiare, a livello internazionale. Israele e gli Stati Uniti appaiono sempre più isolati, nella posizione tetragona di vincolare il riconoscimento dello Stato di Palestina al processo negoziale tra i due contendenti. A guardare la lista dei 14 paesi che ieri hanno votato contro (rispetto ai 107 a favore e ai 52 astenuti, italiani compresi), il senso di isolamento è evidente. Potenze di rango come Cina, India, Brasile, Russia, Sudafrica erano sul fronte opposto. E la minaccia dei soldi, ormai, non funziona più. Ma cambia anche lo scenario interno. Basta pensare, per esempio, al 'peso nel mondo' che anche i siti palestinesi avranno. Sinora, considerarli parte del patrimonio dell'umanità non era stato possibile, proprio perché la Palestina non è uno Stato, e non faceva parte dell'Unesco. E se i siti palestinesi avranno un 'peso nel mondo', sarà la stessa Palestina a non essere più qualcosa di indistinto, senza Storia, senza cultura, senza dignità.

dimostrano che anche i tagli non sono affatto lineari ma selettivi e colpiscono in modo abnorme e ingiustificato la cooperazione internazionale. L'opera di dismissione della cooperazione è una azione di irresponsabilità politica da parte del governo e rischia di interrompere e vanificare un lavoro prezioso delle Ong e di pregiudicare il ruolo e la credibilità internazionale del nostro Paese». Info: ong@ong.it


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BRISA! Bologna Riunisce I Suoi Artisti La Festa del Teatro dell'Arci di Bologna

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ricco. In questo contesto l'Arci può giocare un ruolo fondamentale; può fungere da punto di riferimento per quella miriade di soggetti che vogliono dire la loro nell'ambito della produzione culturale emergente; può contribuire a valorizzare le proposte migliori fornendo luoghi - fisici e non - dove possano prendere forma e svilupparsi. L'Arci può essere un grande 'acceleratore culturale', moltiplicando le occasioni di espressione e mettendo in connessione il tessuto culturale delle nostre comunità. Per il teatro bolognese è stato un anno difficile. È stato l'anno della crisi del teatro Duse, conseguenza della soppressione dell'ETI. Ma è anche un periodo caratterizzato da una crescente domanda di spazi aperti alla creatività giovanile, soprattutto in ambito teatrale. Domanda alla quale, ovviamente in modo parziale, l'Arci di Bologna sta cercando di rispondere: diverse e nuove compagnie teatrali hanno scelto la forma associativa come strumento per promuovere il loro lavoro ed hanno trovato nell'Arci una sponda. Un segnale incoraggiante, soprattutto in una fase delicata come questa: una fase che ci ha posto di fronte a scelte complicate e non prive di conseguenze, su tanti piani compre-

so quello economico. Ci stiamo confrontando con tematiche profonde, che attengono alla concezione stessa del nostro essere associazione: una riflessione cominciata all'ultimo congresso e che non può esaurirsi nel giro di alcuni mesi. Così come siamo alle prese con l'atteggiamento di alcune istituzioni che attraverso un'azione di controllo aggressiva vuole mettere in discussione alcuni principi per noi fondamentali, a cominciare dalla modalità di tesseramento. È un momento complicato per l'Arci, a Bologna come nel resto d'Italia: la capacità di fare delle scelte - anche difficili - e la massima apertura alle sollecitazioni culturali delle nostre comunità possono costituire una buona base per affrontarlo. Info: brugnara@arci.it

ROMA Il 3 novembre alle 12 alla Sala Stampa del Senato, I diritti alzano la voce e Sbilanciamoci presentano il Libro nero sul welfare italiano. Intervengono Lucio Babolin, Pietro Barbieri, Michele Mangano, Teresa Petrangolini

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giunto il momento della chiamata alle arti! Questo ci siamo detti quando abbiamo pensato di dare vita a BRISA!, la festa del teatro dell'Arci. Una settimana di spettacoli in buona parte inediti, tutti all'insegna del teatro sperimentale e di ricerca. Diversi circoli hanno ospitato le rappresentazioni, insieme a spazi inconsueti che si sono aperti alla produzione teatrale. Compagnie al debutto e compagnie con alle spalle una solida tradizione hanno dato vita a proposte originali, nel contenuto e nel metodo. Per la prima volta è stato realizzato ex novo uno spettacolo corale da tante realtà teatrali diverse.Tutto questo è stato BRISA! ‘Brisa’ nel dialetto bolognese è una negazione. E noi abbiamo voluto dire «Brisa!» alla chiusura degli spazi teatrali in città, ed anche all'assenza di una politica culturale degna di questo nome. Ma ‘Brisa’ è anche un acronimo, significa Bologna Riunisce I Suoi Artisti. E lo fa sotto le insegne dell'Arci. In questo momento di crisi e di taglio delle risorse è quantomai necessario 'fare sistema', valorizzando le potenzialità di ciascun attore culturale per salvaguardare quel patrimonio creativo che per fortuna nella nostra città è molto

Tagli al servizio civile Quattro dvd per ‘L’universo paziente’, progetto L’appello Cnesc sulla condizione del popolo palestinese Il governo taglia ancora le già scarse risorse destinate al servizio civile. Dai 299 milioni stanziati per il 2008 si passa ai 68 milioni previsti per il 2012. Un taglio, in 4 anni, di oltre il 400%. Con 68 milioni non si sarà nemmeno in grado di coprire i costi dei posti messi a bando. Si fa morire così una delle poche esperienze di cittadinanza attiva, di investimento positivo sui giovani. È proprio nei momenti di emergenza che bisogna invece fare scelte coraggiose e lungimiranti. Destinare risorse al servizio civile significa promuovere percorsi reali di cittadinanza e inclusione. Per questo è dal 2009 che chiediamo che i bandi siano aperti anche ai giovani immigrati, incontrando purtroppo l'ostilità del sottosegretario Giovanardi. La Cnesc chiede al governo e a tutte le forze politiche e sociali di difendere questo istituto, confermando per il 2012 almeno i 113 milioni di euro già previsti. Chiede inoltre al Presidente della Repubblica, nella sua veste di Capo delle Forze Armate, di prendersi a cuore il destino del servizio civile nazionale di cui ha sempre valorizzato l'importanza.

L'universo paziente è il titolo di un progetto complesso, realistico e poetico sulla condizione umana del popolo palestinese attraverso i luoghi della West Bank, Striscia di Gaza, Gerusalemme Est e di Israele ideato e realizzato da Maurizio Fantoni Mannella. Il progetto comprende quattro dvd, che contengono inoltre, come contenuti extra, una lunga intervista in due parti al regista palestinese d'Israele Mohammed Bakri e all'attivista per i diritti umani a Gaza City Vittorio Arrigoni, poco prima della sua morte. Gaza a cielo aperto racconta la vita quotidiana dei netturbini coi carretti, che dalle quattro del mattino cominciano la raccolta e il trasporto dei rifiuti nelle discariche di Gaza City fino al tardo pomeriggio, mostrando la città che vive, la sua gente, i bambini, gli studenti, i pescatori. Un problema drammatico, quello dello smaltimento della spazzatura in una città sovrappopolata e isolata dal mondo esterno. In Tonight on Jenin si racconta della ‘nuova vita’, dopo trent'anni di oblio e di degrado, del cinema di Jenin, in Cisgiordania, e della proposta di renderlo un punto di riferimento culturale per l'intera città che mostra, anco-

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ra oggi, i segni di un trauma incancellabile, quello della battaglia contro l'esercito israeliano che nel 2002 la invase. Ad est di Gerusalemme, diviso in tre capitoli e un prologo, mescola il racconto di lotta per difendere il diritto alla casa con la descrizione della realtà quotidiana che si svolge alla Porta di Damasco, simbolo vivente della Gerusalemme araba. Infine Il lato d'ombra, storie di palestinesi d'Israele, è una sorta di viaggio tra i palestinesi d'Israele, ossia tra coloro che dal 1948 in avanti hanno scelto di restare nella propria terra d'origine, diventata Israele. Da Jaffa, antichissimo porto del Mediterraneo, abitato dagli arabi, attraverso le città di Ramlan e di Lod, fino a Nazareth, Cana e ai villaggi palestinesi sulla costa, il film raccoglie numerose testimonianze di palestinesi che vivono la profonda lacerazione della doppia identità, mostrando i luoghi nei quali l'identità arabo palestinese è ancora viva (Jaffa) o in altri in cui essa è ridotta a un cumulo di rovine. Un’opera di impegno culturale e politico dedicata al popolo palestinese che ha la pazienza tra le sue più grandi virtù. Info: www.quadrilogiapalestinese.org


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Radio Londra, Alice e i blog. Pensieri tascabili sulle web radio e la libertà di espressione arla Londra, trasmettiamo alcuni messaggi speciali: Felice non è felice; è cessata la pioggia; la mia barba è bionda; la mucca non dà latte; Giacomone bacia Maometto; le scarpe mi stanno strette; il pappagallo è rosso; l'aquila vola. Parla Londra, abbiamo trasmesso alcuni messaggi speciali». Frasi enigmatiche e affascinanti, lanciate nell'etere da Radio Londra e destinate alle forze della Resistenza. Ma cosa c'entra la Resistenza con le web

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BARI Al Medimex 2011 il 26 novembre presso lo stand Arci ci sono l’incontro della rete Arci Real aperto a tutti i circoli pugliesi e quello sulla Situazione dei festival musicali in Puglia, la presentazione della BJCEM e del progetto musicale (e non solo) Ora dei Diskanto sui temi di laicità e fine vita. Alle 20 ha inizio la serata dedicata al mondo indies e Arci Real

radio? C'entra, c'entra... Dopo la resistenza ci fu la Liberazione: dalla dittatura, da un regime oppressivo, dalla negazione delle libertà individuali, compresa quella di espressione. Negli anni Settanta in Italia nascono le radio libere: irriverenti emittenti radiofoniche amatoriali che, con strumentazioni economiche, riuscivano a trasmettere sfruttando le frequenze ancora libere nell'etere italiano. Anche in questo caso l'obiettivo è liberare: i linguaggi, ma soprattutto le opportunità di accesso alla comunicazione, una comunicazione democratica e creativa. «Emblematico il caso di Radio Alice: emittente bolognese che a partire dal 1976 propose un flusso magmatico e frammentato di suoni, parole, cronache, monologhi, appuntamenti fissi (pochi) ed estemporanei (molti) sempre nell'ottica di ‘aprire’ il mezzo radiofonico ad ogni contributo (...) ponendo le basi per la valorizzazione anche mediatica di quello spirito di comunità che crescerà con la diffusione dei new media». Libertà nei contenuti, accesso democratico e poi innovazione nel linguaggio: uno stile

Radio T.R.I.P., un viaggio nei linguaggi e nei contesti giovanili Radio T.R.I.P. (Turin Radio International Project) è un progetto dell'associazione Il laboratorio, uno strumento per diffondere nella rete ciò che avviene nel contesto giovanile in Piemonte, ma è anche molto di più: l'occasione per creare (e rendere operativa) una redazione di giovani (e giovanissimi), l'opportunità, per loro, di mettere in gioco passione, fantasia e professionalità. Si è partiti inizialmente da una considerazione: da meno di dieci anni a questa parte la comunicazione sta rapidamente cambiando, grazie alla diffusione del web, delle nuove tecnologie dell'informazione e grazie alle convergenze a cui queste vanno incontro. Ci si è resi conto di come sia diventato sempre più centrale il linguaggio multimediale, un linguaggio che nasce dall'incontro, all'interno di un unico canale, di video, audio e testo che concorrono alla formazione di significato in egual misura; anche i cosiddetti linguaggi giovanili sono in rapidissima evoluzione e il web non poteva che essere il luogo migliore per fare, per quei linguaggi, da contenitore e strumento al tempo stesso.

Radio T.R.I.P nasce per raccontare esperienze di cittadinanza attiva e territorio, produzioni artistiche e musicali, informazione culturale e musicale e vuole essere un libero spazio volto alla diretta partecipazione dei giovani. Proprio a partire dalla volontà di essere una ‘voce’ del mondo giovanile, Radio T.R.I.P. sta ora coinvolgendo le associazioni giovanili del territorio nell'ottica di creare un ‘network di ascolto’ della radio ed allo stesso tempo una ‘redazione diffusa’ per la creazione dei contenuti. Un lavoro di coinvolgimento che ha tratto linfa dall'attuazione del progetto Network Giovani e dall'ampliamento della redazione che da essa è stato avviato. Occorre infine sottolineare la scelta qualificante di Radio T.R.I.P., anche se non ancora del tutto attuata: l'utilizzo di fonti libere ed indipendenti: software open source, licenze Creative Commons, musica libera, sono strumenti per affermare la libertà di creare e condividere ed allo stesso tempo tutelare con forme nuove che tentano di superare la gestione ormai arcaica del diritto d'autore in Italia.

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comunicativo che è il tratto caratterizzante delle web radio, dei blog, di youtube e affonda le proprie radici nell'esperienza comunicativa delle radio libere. La rete, le web radio, i blog: strumenti e luoghi, dunque, per diffondere esperienze di cittadinanza e cultura del territorio, produzioni artistiche e musicali, informazione culturale; liberi spazi volti alla diretta partecipazione dei giovani. Un'attitudine a fare rete che pone le web radio, all'interno dell'Arci, come uno strumento privilegiato che, a partire dall'attuazione del progetto Network Giovani, per passare ad Arci ReAL (la rete dei circoli che fanno musica dal vivo) e al suo network radiofonico virtuale Arci ReAL Radio, può costituire un nuovo importante ambito di azione che attraversa culture, politiche, linguaggi e territori. Tutto perfetto? Un'altra conquista di libertà? Gli effetti collaterali ci sono: digital divide, tecnocrazia degli ‘smanettoni’ e il rischio che troppa informazione equivalga a nessuna informazione... ma possiamo sempre tornare a Radio Londra. Info: siviero@arci.it

La proposta delle web radio Arci Uno dei frutti preziosi del lavoro che in quest’anno ha attraversato l'associazione grazie al progetto Network giovani è uno straordinario quanto atteso interesse nei confronti del tema 'web radio'. Molte sono le radio che sono diventate parte attiva del progetto, diverse ne hanno costituito strumento portante, alcune sono nate proprio a partire dal progetto e nel corso di svolgimento dello stesso. E poi c'è Arci ReAL, che da un anno ha 'battezzato' il network radiofonico virtuale Arci ReAL Radio: alcune web radio Arci che in particolari occasioni (Supersound, Viva Il Live!, MEI) trasmettono 'a reti unificate'. Un'attitudine a fare rete che pone le web radio Arci come uno strumento privilegiato per costruire un nuovo importante ambito di azione che attraversa culture, politiche, linguaggi e territori. Da qui la volontà di dare vita ad un network che metta insieme tutte le web radio Arci: contenuti, redazioni, strumenti. L'occasione per lanciare questo lavoro sarà costituita dal seminario Web radio e diffusione della musica che si svolgerà il 25 novembre a Bari nell'ambito del MedimexMEI a cui siete tutti invitati!


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Costruire in modo partecipato laboratori antimafia ste. Al cuore di tutto stava la consapevolezza che, se si vuole lavorare per il cambiamento sociale, le persone non vanno solo informate, ma bisogna lavorare con metodo e attenzione affinché qualcosa faccia ‘corto circuito’ nelle teste e nelle coscienze degli individui, spingendoli di fatto ad occuparsi di ciò che gli accade intorno e ad agire. Insomma, analizzando il metodo dell’educazione popolare di Freire e avendo sullo sfondo l’idea gramsciana del dare gli strumenti perché tutti possano occuparsi e attivarsi per trasformare il proprio tempo, a ‘Lamaserena’ tutti hanno ragionato sugli strumenti necessari a rendere vero il fatto che «essere cittadini non vuol dire far parte di una società, vuol dire trasformarla» (A. Boal). Info: cobianchi@arci.it

ettete un circolo Arci in mezzo alla campagna delle Murge pugliesi, dal nome romantico e rassicurante, ‘Lamaserena’ - un pergolato di grappoli di vite e una soffitta di una casa rurale adibita a spazio yoga - e, nel fine settimana del ‘ponte dei Santi’, convincete 12 operatori Arci (e non solo) a ritrovarsi per un corso sulla legalità democratica: scoprirete che ci sono tutti gli ingredienti per unire l’impegno associativo, il piacere (e l’opportunità) di formarsi, lo ‘stare insieme’. L’Arci Puglia ha organizzato un seminario formativo, della durata di tre giorni e rivolto principalmente ad operatori sociali (pugliesi e non solo), sulla costruzione ‘partecipata’ di laboratori antimafia. Il corso è stato incentrato sul video sociale e sulla (forse fin troppo ovvia) necessità di acquisire strumenti e competenze ogni qualvolta si affrontino situazioni ‘d’aula’, in particolare su un tema come quello della lotta alle mafie. Con un metodo interattivo e incentrato sul principio dell’educazione non formale e facendo tesoro dello scambio di esperienze, gli operatori hanno avuto modo di riflettere e dibattere intorno a modalità sperimentali per occuparsi di educazione alla legalità democratica e all’antimafia, partendo dalla consa-

pevolezza condivisa che non è sufficiente padroneggiare dei contenuti e avere una chiara linea politica del fare antimafia per poter facilitare dei percorsi di apprendimento sul tema, a prescindere che ci si trovi in una scuola con degli adolescenti, all’interno di un campo di lavoro e studio in un bene confiscato alla mafia, in un circolo dell’Arci, in un carcere con detenuti di stampo mafioso o in un qualsiasi altro contesto assembleare dove dar vita a percorsi di sensibilizzazione all’antimafia sociale. Per tale ragione, estrema importanza è stata assegnata al contributo che il video sociale può dare in percorsi formativi e di conoscenza del fenomeno mafioso. L’attenzione è stata rivolta non soltanto ad operatori video che producono insieme a un gruppo dei messaggi visivi puntando l’attenzione sulla differenza sostanziale che intercorre tra l’idea classica di legalità e quella di legalità democratica, ma anche e soprattutto a quanti utilizzano il mezzo dell’audiovisivo in contesti informativi o educativi. Smontare l’idea della bontà di ogni filmato che racconta e testimonia e creare intorno al frammento visivo coscienza critica è stato al centro della sessione di lavoro attraverso lo smontaggio di documentari, film e intervi-

Antimafia, tagli anche alla Dia

Piccoli gesti di legalità: la testimonianza di un gruppo di volontari a Corleone

Nell'ultimo anno e mezzo la Dia, la direzione investigativa antimafia, ha sequestrato beni per 5,7 miliardi di euro e ne ha confiscati per 1,2 miliardi di euro. «Ora il governo ci premia con un taglio di 13 milioni di euro», denunciano sindacati e agenti, che nei giorni scorsi hanno dato vita ad un presidio davanti alla Camera. Il taglio avrà effetti sulla retribuzione dei lavoratori della Dia, che godono di un trattamento economico aggiuntivo. La norma, inserita nella legge di stabilità, viene contestata anche dalle opposizioni, che chiedono al governo se intenda smontare la struttura voluta da Giovanni Falcone. La scure si aggiunge alla riduzione di risorse destinate alla Dia che prosegue dal 2001. «Da allora - denuncia il segretario Lazio Silp-Cgil - si è passati da un capitolo di bilancio di 28 milioni di euro ai 15 milioni di quest'anno». I sindacati fanno presente che solo gli uffici della Dia, a Roma, costano ogni anno milioni di euro d'affitto che vengono pagati a un costruttore romano. Gli altri centri operativi sparsi sul territorio costano 5 milioni di euro. Anziché pagare i privati, si potrebbe risparmiare usando gli immobili confiscati oggi inutilizzati.

Sono numerose le testimonianze che giungono quotidianamente dai giovani volontari che partecipano ai campi della legalità dell'Arci. Ne riportiamo una di un gruppo di ritorno da Corleone. «A Corleone sembra che esistano solo due colori: il marrone della terra arsa dal sole e l'azzurro di un cielo che non conosce l'ombra delle nuvole. Ogni altro colore è soltanto una sfumatura, un dettaglio che si perde fra i campi bruciati. Quando in agosto arrivi a Corleone, il primo giorno non riesci a vedere altro che aridità e ti domandi come, da una terra così, possa nascere qualcosa. È vero, è nata la mafia in questa terra affaticata dal sole, ma fu su queste stesse zolle che camminarono anche Bernardino Verro e Placido Rizzotto. Nello stesso luogo in cui è nata la mafia, contemporaneamente, è nata anche l'antimafia. Un'antimafia che è andata sempre avanti, nonostante l'omertà, gli anni di piombo, le faide, le stragi di stato. Un'antimafia che ha prodotto leggi giuste, arresti, confische e cooperative come Lavoro e non solo. Qua si parla di corleonesi che hanno fatto una scelta di coraggio, morale e civile. Si parla

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È in vendita in formato e-book sui principali store on line Il trombettiere di Custer e altri migranti. Storie curiose di migranti italiani alla conquista della ‘Merica’ di Angelo Mastrandrea

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di volontari che da tutta Italia scelgono di sostenerli. Si parla di uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno preso una posizione, si sono schierati dalla parte della legalità. A Corleone ci si alza presto per raccogliere i pomodori, perché quando il sole non è forte si lavora meglio. Giunti sul campo, i soci spiegano ai ragazzi come si devono comportare: ogni gesto in campagna deve essere il più rispettoso possibile nei confronti della natura e il meno dispendioso per l'uomo che fatica. Qui si impara che l'acqua è davvero un bene prezioso, e quando finisce non si corre al supermercato, ma si aspetta con calma il proprio turno alla fonte. Il nostro sudore cade sulle zolle aride e la terra rimane sotto le nostre unghie. Lo zolfo steso sulle piante impregna i nostri vestiti, e il rosso dei pomodori sfuma nei nostri occhi arrossati dalla luce accecante. Giorno dopo giorno, si diviene parte di questa terra. Ed essa diviene parte di noi. Siamo residenti di Casa Caponnetto, cittadini di Corleone, giornalisti di Pino Maniaci, nipoti di Mario Nicosia e collaboratori di Michele Prestipino. Perché in fondo, l'antimafia si fa con piccoli gesti».


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Dopo due anni di lavori, è stata inaugurata a Pistoia la nuova Casa del Popolo delle Fornaci abato scorso è stata inaugurata la nuova Casa del Popolo delle Fornaci a Pistoia, iniziando con un simbolico corteo musicale che dal vecchio circolo - ceduto in permuta - è arrivato al nuovo sulle note di Bella Ciao. Dopo due anni di lavori, la nuova avveniristica costruzione è sorta laddove si trovava una delle fornaci di mattoni che han dato da vivere a molti pistoiesi e donato il nome al popolare quartiere operaio a nord della città. Un luogo che fu di lavoro, quindi, e che in periodo di grave crisi economica può trasformarsi in centro di ricreazione e offerta culturale. A coordinare il progetto del primo circolo cittadino costruito dopo 40 anni è stato lo studio degli architetti Vannucci e Baselli, che nel circolo delle Fornaci sono cresciuti. La

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NAPOLI Riparte il Cineforum al Cinema Pierrot di Ponticelli. L'inaugurazione è il 3 novembre con il film Mozzarella stories alle 18 e alle 21 alla presenza del regista Edoardo De Angelis

forma della struttura è davvero unica: un ‘esploso’ di mattone che si piega di fronte alla ciminiera originale della vecchia fornace (ancora ben conservata), con due piani di spazi open space e servizi, tutti rifiniti con alta qualità. Perché «il circolo è centrale per la nostra associazione - come ricorda il presidente del comitato toscano Gianluca Mengozzi nel proprio intervento - così la bellezza del luogo che accoglie le persone è importante, e questo circolo è davvero bellissimo». Mengozzi è anche docente di Architettura all'Università di Firenze, e già nel 2009 - partecipando alla presentazione del progetto presso il vecchio circolo - ebbe modo di valutare l'idea innovativa di offrire cultura e socialità senza tralasciare estetica e appetibilità commerciale, fondamentali per attrarre nuove persone nei nostri circoli Arci. Il presidente del comitato provinciale Federico Tasselli nel proprio intervento ha ricordato la grande partecipazione di associazioni, cooperative e singoli componenti della società civile che hanno collaborato alla costruzione della nuova Casa del Popolo, con l'auspicio che possano animare, con l'entusiasmo dei molti soci, le sue sale. Annuncia inoltre che il circolo ospiterà la sede

di Arci Solidarietà Pistoia e ricorda il doveroso tributo rivolto a chi ha fondato il vecchio circolo: a tutti i compagni e le compagne del P.C.I. le cui immagini sono state raccolte in 40 metri di mostra fotografica esposta durante l'inaugurazione, e le cui silhouette sono state riprese e immortalate per sempre dall'artista Massimo Biagi in un bassorilievo ligneo di colore rosso dal titolo La materia della rinascita. L'opera d'arte, di 10 metri per 3, occupa un'intera parete del salone al secondo piano ad imperitura memoria delle radici del circolo. L'inaugurazione è proseguita con una pièce teatrale di Fabula Danza che ha ‘accompagnato’ i visitatori lungo tutto il circolo e con la video-installazione dell'artista Massimo Biagi che ha presentato la propria opera. La serata si è conclusa a ritmo di musica con tre gruppi che a sorpresa si sono esibiti sul tetto del circolo in puro stile ‘Beatles’. L'inaugurazione è proseguita la domenica mattina con le partite di calcio amatoriale nell'attigua struttura sportiva, nel pomerigggio il pattinaggio e l'animazione per i più piccoli Alla ricerca della vitamina L con il circolo tematico della legalità La Torre. Info: www.losnodo.net

Notizie Brevi Proiezioni allo Xanadù COMO - Destinazione Gloria - i pomeriggi del venerdì è un progetto promosso dal circolo Arci Xanadù e rivolto alla terza età (ma aperto a chiunque). Propone una serie di proiezioni pomeridiane di film di qualità a prezzi popolari, integrate con momenti di convivialità come il 'tè delle cinque' offerto al termine di ogni proiezione. Il 4 novembre alle 15 appuntamento con La bellezza del somaro di Sergio Castellitto, ingresso 2,50 euro per gli over 60, 6 euro per tutti gli altri. destinazionegloria.wordpress.com

Arcikids a Cremona CREMONA - Ha inizio Arcikids 2011/2012, ciclo di appuntamenti dedicati ai bambini promossi dall'Arci Cremona. La sperimentazione degli scorsi anni si arricchisce di collaborazioni e animazioni di persone e realtà locali diverse, nonché dei circoli Arci presenti sul territorio. La novità di quest'anno sta soprattutto nella collaborazione del circolo Arcipelago che si occuperà dell'accoglienza di genitori e bambini. Primo appuntamento il

6 novembre con il laboratorio di capoeira a cura del circolo Arci Capoeira. La presentazione delle attività è affidata a un incontro pubblico che si terrà il 4 novembre alle 17 al Centro sociale culturale Arci in via Speciano 4. Info: www.arcicremona.org

Non comprarlo, fallo da te CATANIA - L'Arci Catania promuove il workshop Non comprarlo, fallo da te, con l'obiettivo di organizzazione e diffusione delle conoscenze in ogni creazione e produzione di prodotti che si utilizzano nel quotidiano. Chiunque sia interessato a mettere in comune le proprie conoscenze può contattare l'associazione inviando una mail e indicando le sue competenze e disponibilità per concordare una giornata in cui discutere nei dettagli. I workshop si svolgeranno nella sede di piazza Carlo Alberto 47 ogni venerdì pomeriggio a partire dall'inizio di novembre. Info: catania@arci.it

Novembre al Ribalta VIGNOLA (MO) - Fitto il calendario di

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appuntamenti per il mese di novembre per il circolo Ribalta, che ha sede presso l'ex lavatoio di via Zenzano. Si comincia l'8 novembre con un incontro con Sandro Pascucci, presente per tutta la giornata con un camper gazebo divulgativo in via Mazzini. Sappiamo tutto della crisi mondiale? Sappiamo cos'è il ÂsignoraggioÊ? sono alcuni degli argomenti che verranno affrontati. Si conclude al Ribalta in serata con filmati e un dibattito finale. Ingresso riservato ai soci Arci. Info: ribalta@gmail.com

Dedicato a Pasolini UDINE - Il 2 novembre alle 21.30 al circolo Mis(s)Kappa Dedicato a Pier Paolo Pasolini, una serata per ricordare uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del '900, ma soprattutto un uomo pieno di coraggio che cercava di capire, di conoscere, di svelare un'Italia devastata dal consumismo, dall'omologazione, dalla corruzione politica, sociale e ambientale. Promuovono l'incontro CCFT Arci insieme a Serena Di Blasio, Paolo Mattotti e Ornella Luppi. Info: misskappa.wordpress.com

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Stage di pizzica PEGOGNAGA (MN) - All'Arci Casbah il 5 e 6 novembre due giorni per lo stage di pizzica tenuto dall'insegnante Vanda Pasolini, rivolto a chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle tarantelle e della pizzica salentina o a chi volesse approfondire conoscenza, tecniche di ballo, musica. Le lezioni sono per livello base e intermedio e vedono in programma, tra gli altri momenti, introduzione socio antropologica sul tarantismo e la 'cura', passi e figure base, uso del fazzoletto, relazione, interazione e improvvisazione tra i ballerini. Tessera Arci obbligatoria. Info: beatrice.furgieri@gmail.com

A casa di Charlie Brown TREVIGLIO (BG) - Al circolo Arci Fuorirotta il 6 novembre iniziano le proiezioni della domenica per la rassegna A casa di Charlie Brown organizzata dallÊArci Fuorirotta e dallÊassociazione Immagine sospesa. Appuntamento alle 17 con Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber. Ingresso gratuito riservato ai soci Arci. Info: arci_fuorirotta@hotmail.it


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A Nuoro dal 31 ottobre al 4 dicembre tornano le ‘Lezioni di archeologia’ con l’ArcheoArci

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Comici ad Arezzo con Aurora Ridens Un mese nel segno della risata: a novembre per quattro martedì torna Aurora Ridens, il laboratorio comico ideato dai Noidellescarpediverse, Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani e organizzato con la collaborazione di Arci Arezzo e del circolo culturale Aurora. Giunto alla nona edizione, Aurora Ridens nacque nel 2003 per permettere ai comici, emergenti e non, di provare i loro pezzi nuovi davanti ad un pubblico vero, utilizzandolo come 'cavia' per avere un feedback sulle loro gag: con lo stesso obiettivo, anche in questa edizione decine di comici si susseguiranno sul palco del circolo Aurora. Dopo il primo appuntamento con Sergio Giuffrida e Filippo Giardina, i comici del Makkekomiko di Roma il 1 novembre, si proseguirà l'8 novembre con il Cab Lab di Bologna, con Daniela Alroldi, Magic Francesco e Bob Ferrari; il 15 novembre sarà la volta dell'Alba Show di Pisa, con Stefano Bellani, William Catania, Giacomo Terreni e i trucchi di clownerie comica di Rufus; l'ultima serata è il 22 novembre, con la partecipazione di Giovanni Perfetto, vincitore di Sos Arezzo Cabaret 2011 e di Daniele Magini. Info: www.arciarezzo.it

al cuore della Barbagia, svelando aspetti nascosti della religiosità in Sardegna: l'arte della Bottega degli Are. Patrimonio culturale scarsamente conosciuto, fino ad ora non sufficientemente studiato, difficilmente accessibile al pubblico e totalmente escluso dai percorsi turistici della provincia. Eppure, sono coinvolti centri nevralgici della religiosità popolare in Barbagia: Basilica dei martiri di Fonni, vecchia chiesa delle Grazie di Nuoro, chiesa di Sant'Antonio di Tonara, chiesa del Rosario di Orani, Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano Triei e la ricerca continua, guidata dalla professoressa Maria Grazia Scano Naitza dell’Università di Cagliari. Approfondimenti nelle lezioni saranno dedicati ai castelli, quello di Silius in particolare, con la professoressa Donatella Salvi. Chiamato ‘Castello Orguglioso’, ha avuto solo cento anni di vita, intensa a giudicare dalle trame di storia che vengono fuori dai suoi ruderi che lo ricoprono da circa settecento anni. A penetrare quella fase oscura del medioevo sardo viene chiamato il professor Franco Campus, con le lezioni, da una

parte, su Donne, cavalier, arme e amori in una Sardegna dove figure femminili ne hanno segnato le vicende del potere e la Storia; dall'altra sull'azione svolta nelle campagne dalle comunità dei Benedettini. Molta attenzione alla Sardegna arcaica, dai Menhir di Laconi e la statuaria antropomorfa (con Mauro Perra), al neolitico con le necropoli (con Giuseppa Tanda) ai pozzi sacri (con Anna Depalmas). Sicuramente da non perdere sarà la lezione di esperienze sul campo dello sviluppo dell'archeologia subacquea con Ignazio Sanna. Lo schema proposto prevede le comunicazioni teoriche e le successive visite guidate ai siti nelle diverse aree dell’isola. Info: www.archeoarcinuoro.it

CARMAGNOLA (TO) Il 3 novembre alle 21 al circolo Arci Margot l'incontro Unità sindacale, è ancora possibile? con gli interventi di Donata Canta, Cgil Torino, Nanni Tosco, Cisl Torino e Lorenzo Cestari, Uil Piemonte

A Torino si manifesta per la tassa sulle transazioni finanziarie Il 26 ottobre è una bella giornata a Torino. C'è il sole e un gruppo di cittadini riuniti sotto la sigla 005 decidono di uscire pubblicamente con un volantino e di presidiare la filiale principale della banca San Paolo, centro di potere economico e politico della città. Poche parole d'ordine: la crisi la paghi chi la causa; si tassino le transazioni finanziarie. La gente incontrata accoglie con favore e consapevolezza la proposta. Qualcosa è cambiato: comincia una stagione propositiva, in cui le istanze politiche dei comuni cittadini devono poter arrivare anche davanti alla commissione europea. La storia della tassazione delle transazioni

finanziarie sembra arrivata finalmente a un punto di svolta, grazie alle posizioni assunte da Francia e Germania. Ora tocca all'Italia pronunciarsi, dopo che anche il Vaticano ne ha riconosciuto le potenzialità. A Torino si è fatto un passo importante nella creazione di una coalizione sociale che lotti per incidere sull'agenda politica elaborando gli strumenti di un'alternativa credibile, possibile, necessaria. I movimenti in difesa del lavoro, dei diritti, dei beni comuni, del welfare con la battaglia per la Ttf potranno contare su uno strumento in più per sostenere le loro rivendicazioni. Info: zerozerocinque@arcitorino.it

Le quattro Essenze dell’Open source Con il primo appuntamento dal titolo Enarmonica. Follia per corpo in alternate frequenze, il circolo Arci Open Source di Bisceglie ha presentato Essenze, rassegna di performance di artisti noti nel panorama pugliese. «Lo spettatore - si legge nella nota di presentazione degli eventi - attraverso la danza, i suoni, le parole e i profumi, sarà accompagnato in un viaggio sensoriale, che come un'essenza officinale riequilibrerà il

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corpo allo spirito». Sono quattro le Essenze che l'Open source presenta ai propri soci, ognuna delle quali avrà la sua fragranza che la distingue dalle altre. Il 13 novembre alle 21.30 secondo appuntamento con Pro-fuga. Le musiche migranti, l'elettronica e l'arte della cucina, con Giovannangelo De Gennaro (canto, viella, Kamanchè, kaval, flauto traverso e food) e Adolfo La Volpe (oud, saze, buzuki e programming).

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orna Lezioni di Archeologia, appuntamento autunnale dell'associazione culturale Archeoarci di Nuoro, nato dalla volontà di frugare e raccogliere gli studi e l’attualità della ricerca sul campo e negli atenei della Sardegna. Nel ‘novembre archeologico’ la città assume il ruolo di capitale delle eccellenze accademiche, in una rassegna e una antologia di lezioni magistrali che appartengono da qualche decennio alla storia della cultura del centro Sardegna. Non a caso la risposta risulta sempre forte e diffusa tra docenti, studenti, semplici appassionati, operatori del settore. L'interesse generalizzato per quest'appuntamento viene espresso in maniera evidente attraverso continue sollecitazioni e volontà di partecipare: «C'è ormai diffusa la convinzione - per citare Andrea Carandini - che l'archeologo restituisce la vita e consente di rivedere quanto si è trasformato in strato sotto i nostri piedi; sa smontare le azioni umane come le bacchette nel gioco di Shanghai». Le lezioni che dal 31 ottobre al 4 dicembre si terranno presso la biblioteca Satta di Nuoro, punteranno dritte


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Record sovraffollamento e ritardo nelle misure alternative: i peggiori in Europa un sistema penitenziario in affanno, stretto tra il sovraffollamento e le difficoltà finanziarie, quello descritto dall'ottavo rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione redatto dall'Osservatorio Antigone, dall'emblematico titolo Le prigioni malate. Al 30 settembre 2011 erano 67.428 i detenuti reclusi nei 206 istituti di pena, a fronte di una capienza regolamentare di 45.817 posti. Il sovraffollamento italiano non ha pari in Europa, ci supera solo la Serbia. Il carcere in assoluto più sovraffollato è quello di Lamezia Terme, con un indice di affollamento del 303%. Nel corso del 2010 sono stati 84.641 gli ingressi totali, di cui 6.426 di donne e 37.298 di stranieri. L'Italia si colloca dunque sopra la media europea anche per presenze straniere negli istituti penitenziari. Nel complesso, i detenuti non italiani sono circa un terzo. Di questi, il 20,2% viene dal Marocco, il 14,8% dalla Romania, il 13,1% dalla Tunisia, l'11,2% dalla Albania. Delle detenute straniere presenti il 22,6% viene dalla Romania, il 15,9% dalla Nigeria. Al 30 giugno 2011 la fascia d'età più rappresentata era quella compresa tra i 30 e i 35 anni

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(11.594), seguita da quella compresa tra i 35 e 39 (10.835), 547 gli utrasettantenni. Inoltre, 1.647 erano i detenuti in possesso di una laurea, 22.117 quelli con la licenza di scuola media inferiore, 789 gli analfabeti. I detenuti con condanna definitiva sono in tutto 37.213, di cui il 6,7% in carcere per condanne fino a un anno e il 28,5% fino a tre anni. Nel mese di settembre le persone recluse in attesa di primo giudizio erano 14.639. L'Italia è prima in Europa anche per numero di detenuti in attesa di sentenza definitiva, così come spicca per la quota di persone condannate per reati previsti dalla legge sulle droghe. Al 30 giugno erano 32.991 le persone ristrette per reati contro il patrimonio, 28.092 per reati previsti dalla legge sulle droghe, 6.438 per associazione di stampo mafioso, 1.149 per reati legati alla prostituzione. La cosiddetta legge 'svuota carceri' al 31 maggio aveva aperto le porte del carcere a 3.446 persone. Per quanto riguarda le misure alternative, al 30 settembre 2011 ne beneficiavano in 18.391, con un grande distacco in negativo rispetto agli altri paesi

Direttore responsabile Emanuele Patti

vità e l'autonomia giovanili. Info: www.scattocarrara.eu

Direttore editoriale Paolo Beni

Ong files ˚ nato il primo portale 2.0 delle Ong aderenti al COCIS. Uno spazio sì virtuale, ma dinamico, ricco e condiviso dove capitalizzare e diffondere il lavoro che quotidianamente svolgono le Ong della federazione, di cui fa parte Arcs. L'iniziativa Ong Files è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai sensi della lettera D della legge 383/2000, Direttiva annualità 2009, e consentirà a tutti coloro che sono interessati al mondo della cooperazione di conoscere news, progetti e iniziative di molte Ong del panorama italiano. Info: www.ongfiles.org

Dona Online! Aiutaci a promuovere il cambiamento attraverso azioni e progetti diretti allo sviluppo umano e sociale: sostieni uno dei progetti Arcsin Medio Oriente, Africa, Centro e Sud America e Europa dell'est a favore dell'uguaglianza sociale, dei diritti, e della democrazia. Da oggi farlo è ancora più semplice. Si può infatti donare online sul sito Arcs! Info: www.arciculturaesviluppo.it

www.arciculturaesviluppo.it - arcs@arci.it

Dal 5 al 12 novembre a Carrara 30 giovani provenienti da Polonia, Germania e Carrara Italia si incontreranno nella cornice del Festival SIAM per confrontarsi sul tema Partecipazione giovanile e strumenti culturali. Lo scambio vedrà momenti di riflessione sul tema della cultura e della partecipazione giovanile e momenti laboratoriali in cui i partecipanti avranno modo di mettersi in gioco durante le attività del Festival. Questa è una delle attività previste dal progetto sulle politiche giovanili S.C.A.T.T.O del Comune di Carrara finanziato dall'Unione Europea, Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. Partner del progetto sono le associazioni Arci comitato provinciale di Massa Carrara, circolo Arci Radioattiva - Contatto Radio Popolare Network, Arci Cultura e Sviluppo, Associazione TiConZeroCompagnia e le città di Ingolstadt (DE) e Opole (PL). Lo scopo di S.C.A.T.T.O è quello di promuovere scambi tra giovani di diversi Paesi europei per rafforzarne il senso di cittadinanza comune, promuovere buone pratiche di politiche giovanili ma anche sostenere la partecipazione attiva alla vita della comunità e l'iniziativa, la creati-

Hanno collaborato a questo numero Stefano Brugnara, Moira D’Amelio, Silvia De Silvestri, Marco Fratoddi, Laura Genga, Adriano Labbucci, Walter Massa, Franco Pittau, Paola Scarnati, Lorenzo Siviero, Federico Tasselli In redazione Andreina Albano, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini

Azioni solidali / Le notizie di Arcs Scambi giovanili

europei. A fine giugno, lavoravano in carcere 13.765 persone, il 20,4% della popolazione detenuta. Tra questi, 11.508 erano alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria e 2.257 per datori di lavoro esterni. Antigone registra il brusco calo del budget per la remunerazione dei lavoranti. Per il 2011 lo stanziamento è stato di 49.664.207, nonostante i detenuti siano aumentati di oltre 15 mila unità. Nel frattempo gli incentivi alle assunzioni di detenuti previsti dalla legge Smuraglia per l'anno in corso non sono operativi da giugno per esaurimento del budget a disposizione per la copertura dei benefici fiscali. Una notizia, questa, che ha suscitato forti reazioni e polemiche, tanto da spingere il Dap a impegnarsi a trovare la copertura almeno fino alla fine dell'anno. Ma è ancora tutto in forse.

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n. 38

2 novembre 2011


Il primo seminario nazionale dell’Arci su ambiente, clima, beni comuni, stili di vita organizzato dal gruppo di lavoro nazionale impegnato su questi temi.   Obiettivo del seminario è rafforzare la cultura condivisa dell’associazione su questi temi strategici per il presente e il futuro, aumentare l’impegno su campagne nazionali e internazionali, scambiare esperienze e buone pratiche per aumentare l’attività dei circoli e la capacità di offrire opportunità ai tanti cittadini e cittadine interessate.


giovedi 17 novembre 17.30 | 20.00              Dibattito pubblico

la società dei beni comuni   venerdì 18 novembre 09.30 | 10.00             

la convivenza lezione sulla giustizia climatica 10.30 | 13.00             

la dignità discussione sulla sovranità alimentare Quello che facciamo e possiamo fare: gas, filiera corta, km zero, biologico…

15.30 | 16.00             

la rete lezione sulla energia sostenibile e diffusa 16.30 | 19.00             

la vicinanza discussione sul ciclo dei beni:

produzione, trasporto, rifiuto

Quello che facciamo e quello che possiamo fare: imballaggi, rifiuti, trasporti, risparmio,riciclo e riuso, risparmio energetico, rilocalizzazione, diritti del lavoro, piccole economie…

sabato 19 novembre 09.30 | 10.00             

la lentezza lezione sulla mobilità sostenibile 10.30 | 13.00             

la cultura discussione

sulla risorsa territorio e paesaggio Quello che facciamo e quello che possiamo fare: grandi opere, cura del territorio, vivere il territorio, parchi e riserve, turismo, riavvicinare la filiera del viaggio…

15.30 | 16.00             

la democrazia lezione sull’acqua

dopo il referendum

16.30 | 19.00             

la socialità discussione

sulla ricostruzione comunitaria Quello che facciamo e quello che possiamo fare: città, ecologia urbana, relazioni sociali, partecipazione, cultura, reinvenzione dello spazio pubblico, ricostruzioni

domenica 20 novembre 09.30 | 11.30             

assemblea finale

a seguire degustazione a cura dei produttori locali


Arcireport numero 38