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d e l l ’ A r c i anno XI - n. 20 21 maggio 2013

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La scossa salutare della piazza

Un anno dopo, tra ferite e speranza

H Sabato scorso, con la manifestazione nazionale di Roma, la Fiom ha fatto un grande servizio al paese e alla sua democrazia. Perché quando la sofferenza sociale va di pari passo con la crisi morale e la paralisi del sistema politico, sono a rischio la tenuta del paese e la stessa democrazia. La Fiom ha dato un volto agli invisibili su cui i poteri economici e finanziari vorrebbero scaricare il peso della loro crisi, e ha dato voce al popolo della sinistra disperso e smarrito dalla latitanza dei partiti che dovrebbero rappresentarlo. Ha sbagliato chi ha disertato quella piazza guardandola con sufficienza o diffidenza. Ma sbaglia anche chi pretende di darne una lettura politicista funzionale alla logica della contrapposizione fra due presunte sinistre, quella di opposizione e quella del governo di larghe intese. Giustamente, insieme alla sua politicità la Fiom rivendica la piena autonomia dai partiti. Va in piazza non per il colore di un governo ma perché c'e un'emergenza sociale a cui va data risposta se si vuole evitare che l'impoverimento delle condizioni di vita sfoci nella rabbia e nella disperazione. L'avrebbe fatto anche con un altro governo, perché il sindacato non è collaterale a nessuno e si misura con la politica in base alle risposte che questa offre alle sue istanze. L'abbiamo già vista alla prova la teoria suicida per cui frequentare le piazze sarebbe incompatibile con le responsabilità di governo. Al contrario, proprio quando assume compiti di governo la sinistra ha bisogno di sentire la spinta e lo stimolo critico del suo popolo. Una sinistra che vede il conflitto sociale come un inutile intralcio o come una minaccia finisce fatalmente per essere ostaggio dei poteri forti e smarrire la bussola della giustizia sociale. Per i molti errori del centrosinistra abbiamo un governo anomalo, che deve comunque affrontare problemi gravi e urgenti. Ma una cosa è la necessaria mediazione fra i partiti, altro è teorizzare impossibili pacificazioni nazionali. Il conflitto sociale c'è e non è un'eresia, è il motore che muove il cammino dei diritti e di una società più giusta. Oggi siamo di fronte a grandi scelte, sui diritti, i beni comuni, l'ambiente, la conoscenza, l'uscita dal liberismo e la necessità di immaginare un'altra economia, un'altra società e un'altra democrazia. La consapevolezza di ciò avanza nella sinistra sociale ma non trova spazio nella sinistra politica. Per questo la piazza della Fiom è una scossa salutare per tutti. Paolo Beni

La ricostruzione provvisoria della Torre dellÊorologio di Finale Emilia distrutta dal terremoto n anno fa l'Emilia fu svegliata all'alba di una triste domenica da una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.9. L'epicentro, a 10,1 chilometri di profondità, era stato registrato nella zona di Finale Emilia. È stato solo l’inizio di un incubo che è continuato il 29 maggio e poi ancora il 3 giugno totalizzando oltre 2500 scosse in un anno di cui cinque di magnitudo superiore a 5.0. È paura, la parola più ricorrente quando tra noi si parla del terremoto. Anche a distanza di un anno la cosa più difficile rimane il rapporto con la paura. Dei suoni superiori alla media, di ogni tonfo o vibrazione, ma anche di non farcela a resistere, a ricostruire. È difficile spiegare, soprattutto per chi è abituato alla pianura, cosa significhi sentire venire meno la terra sotto i piedi. Sentirla ribollire e vederla ‘fare le onde’ per usare l’immagine con cui soprattutto i bambini hanno descritto il terremoto. Eppure abbiamo fatto tanta strada e raggiunto in un solo anno tanti obiettivi. Innanzitutto delle 45.000 persone che hanno dovuto lasciare i propri alloggi, tutte ad oggi hanno trovato una sistemazione anche per-

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ché una famiglia su tre è riuscita a rientrare nella propria abitazione. Le scuole, pur registrando 450 edifici danneggiati, sono tutte ripartite regolarmente alla ripresa dell’anno scolastico grazie a 60 soluzioni temporanee realizzate nel corso dell’estate. Diverse imprese sono riuscite a ripartire garantendo 37.000 posti di lavoro, fattore decisivo per la tenuta di un’area del paese che copre il 2% del Pil nazionale. Abbiamo reagito partendo dall’accettazione della sfida che la nostra identità doveva riscoprire le proprie radici fatte di solidarietà, diritti, lavoro, coraggio ma che doveva anche rimettersi in movimento per ricostruire non solo quello che c’era prima, ma dare forma a nuove comunità, più coese, più rispettose dell’ambiente e del territorio e il più possibile impermeabili ad ogni forma di illegalità. Abbiamo reagito perché siamo stati sommersi da tantissime espressioni di solidarietà e vicinanza da cui abbiamo imparato una lezione antica: chi ha dei compagni non ha mai paura. Greta Barbolini


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Ricostruzione e solidarietà a un anno dal terremoto è chi non ha dormito, c’è chi ha ricordato e chi ha organizzato una festa con gli amici per dire «siamo ancora qua e non abbiamo paura». In questi dodici mesi passati dopo il terremoto i modenesi e i soci Arci non sono stati a guardare e si sono messi all’opera per ricostruire attivando progetti, gemellaggi e sinergie. L’ottimismo del fare che distingue il mondo Arci si è palesato anche questa volta, anche nel mezzo della crisi economica e politica. Dei 23 circoli modenesi danneggiati tutti sono riusciti a riprendere le attività, la maggior parte nella propria sede ristrutturata o affiancandosi ad altri circoli o sedi comunali. Alcuni circoli sono diventati, nelle ore immediatamente successive alla prima scossa, la base d’appoggio per i campi della Protezione civile (come il Quartiere Ovest di Finale Emilia, il Fermata 23 di Camposanto e l’Aquaragia di Mirandola prima che diventasse del tutto inagibile) e hanno potuto riprendere le normali attività solo nell’autunno 2012. Sin dal primo momento la rete Arci si è mossa per aiutare, attivando ben 35 gemellaggi e raccolte fondi in tutta Italia che sono stati essenziali per attivare le prime ricostruzioni e recuperare i materiali per il magazzino che Arci Modena gestiva insieme alle altre associazioni di volontariato per rifornire i campi che accoglievano la popolazione terremotata. La rico-

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struzione è ricominciata dalle sedi e dalle attrezzature e non solo. La riapertura delle scuole in strutture temporanee e le difficoltà delle famiglie a gestire la quotidianità hanno reso necessario intensificare l’impegno nel progetto Arciscuola, il doposcuola per ragazzi e ragazze delle scuole medie, che ha portato le sedi in zona da tre a otto; a settembre ne aprirà un’altra. Da Soliera a Camposanto, più di 200 i partecipanti, grazie all’impegno di circa 20 operatori per ogni pomeriggio della settimana che aiutano i ragazzi a fare i compiti e a realizzare laboratori artistici tra teatro e disegno. A Mirandola il circolo giovanile Aquaragia, che contava quasi 2000 soci, ha riaperto in un container: non si possono più organizzare corsi, serate di musica o di tango perché la sede non ha retto alla seconda fortissima scossa del 29 maggio. Ad oggi è stato avviato un percorso con il Comune di Mirandola che, grazie ai Fondi regionali per la ricostruzione, inizierà a settembre 2013 i lavori per la realizzazione di una nuova sede lì dove ora ci sono solo muri pericolanti. Ottimisticamente si prevede l’apertura del nuovo centro, che ospiterà il circolo giovanile e il circolo anziani autogestito, entro i primi mesi del 2014. Al momento i fondi ammontano a circa 700mila euro e nella nuova struttura si troverà posto anche per gli spazi dedi-

cati all’attività sportiva del vecchio complesso. La ricostruzione passa anche dalle persone e dall’8 aprile 2013 hanno preso servizio i 500 giovani, età media 23 anni, selezionati tra i quasi 2600 che hanno partecipato ai due bandi straordinari di servizio civile per la ricostruzione in Emilia. Di questi ben 31 parteciperanno alle attività dei circoli Arci di Modena e provincia con il coordinamento di Arci Servizio Civile. I 16 ragazzi e ragazze selezionati dal bando Per Daniele si occuperanno delle attività di aggregazione nei circoli Kalinka di Carpi, Fermata 23 di Camposanto, Aquaragia di Mirandola, Arci Soliera e nelle polivalenti di Massa Finalese, Medolla e San Prospero. Per i 15 selezionati dal bando Ri-partire dalla cultura i luoghi di lavoro saranno le sedi dei Comuni di San Felice sul Panaro, Medolla, Concordia, Novi di Modena e i circoli Giliberti di Carpi, Aquaragia di Mirandola e la sede del comitato a Modena. In particolare si occuperanno di verificare lo stato di ‘salute’ dei beni culturali minori e di collaborare ai progetti di restauro. Queste sono alcune delle attività realizzate in questi dodici mesi di lavoro e confronto. Siamo sicuri che ancora molto riusciremo a fare, consapevoli che il ritorno alla normalità richiederà ancora tempo, fatica e impegno. Info: iorio@arci.it

Un nuovo centro di aggregazione per Cento, Pieve e Argile ncontrarsi per discutere come recuperare e utilizzare un edificio storico - l’ex cinema Italia a Pieve di Cento, nella zona di Porta Asia – per creare un centro di aggregazione rivolto alle popolazioni di Cento, Pieve e Castello d’Argile, tre centri colpiti dal sisma del maggio 2012. Uno spazio senza confini, per rispondere al terremoto, ma anche per riaffermare e tenere vivo lo spirito di comunità solidale in un’area da sempre ricca di collegamenti e di relazioni umane. Venerdì 10 maggio scorso il progetto è stato presentato a Pieve, nella Sala Dafni Carletti. Tanti partecipanti, non solo pievesi: molti i giovani e le ragazze, e questo conforta. Nei tempi che viviamo, quando la sera i paesi e le città sono deserti o quasi, vedere persone che prendono parte ad un’idea, ad un progetto comune, fa bene al cuore. I promotori sono Arci Emilia-Romagna, Arci Bologna e Arci Ferrara. L’intento è chiedere l’adesione di singoli e organizzazioni senza fini di lucro per elaborare e proporre a un bacino territoriale di 30mila abitanti – tanti ne risiedono nei tre centri – un nuovo circolo Arci, uno spazio per iniziative culturali e sociali, quindi musi-

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ca, cinema e video, giochi (attenzione: non quelli d’azzardo, tantomeno le infernali macchine elettroniche tipo videopoker et similia, rovina del portafogli e della personalità), teatro, corsi, pittura e altre forme d’arte, animazione, solidarietà, educazione responsabile…. Senza creare concorrenze con altre realtà del territorio, centri sociali o quant’altro. C’è tanto da fare e si può fare tanto, con la partecipazione e l’aiuto di molti, giovani ma non solo. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando ognuno di noi ha una piccola responsabilità individuale per cambiare le cose, per costruire posti in cui sia piacevole stare e occasioni di trasmissione della cultura, di confronto e di solidarietà sociale. Per fortuna le circostanze hanno fatto sì che il vecchio cinema – poi trasformato in edificio a due piani di 350 metri quadrati ciascuno che dal 1970 al 1994 ha ospitato sia il CRAL, sia una palestra – è diventato uno spazio di 700 metri quadrati di superficie totale oggi messo a disposizione dalla proprietà dopo una serie di lavori di adeguamento edilizio, tecnologico e di messa a norma. L’Arci di Bologna stipulerà il contratto d’affitto; la gestione sarà compito di

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un’associazione no profit che si chiamerà Senza Confini (la bozza di statuto si può leggere sul sito www.arcibologna.it) e che dovrebbe essere costituita entro il prossimo giugno. A Cento e a Castello d’Argile il progetto del nuovo circolo verrà presentato con due iniziative culturali. Durante la Festa dei Giovani (prima domenica di settembre) lo spazio sarà aperto per promuoverne le attività. Per il primo piano si sta discutendo con il Comune di Pieve per adeguare spazi idonei ad attività rivolte principalmente agli adolescenti. Al piano terreno verranno ripristinati il bar–caffetteria e lo spazio che termina con il teatro: un’area polivalente che può servire in tanti momenti (concerti, mostre, cinema, spettacoli, conferenze, ma anche cene sociali, serate gastronomiche a tema, e altro ancora). Entro quest’anno si prevede di partire. Si possono chiedere informazioni o aderire al progetto tramite una scheda, scaricabile dal sito di Arci Bologna. Conoscere meglio il progetto (che è anche su riscossa.tumblr.com) è importante. Poi inviteremo tutti su questa nuova Arca dell’espressività e della solidarietà. Info: bologna@arci.it


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Prossima tappa: Atene Stralci dell’intervento di Raffaella Bolini alla Manifestazione del 18 maggio promossa dalla Fiom to, noi abbiamo inserito il pareggio di bilancio razie Fiom, per questa giornata, e in Costituzione e ratificato senza fiatare il per la vostra lotta che ci difende tutti Fiscal Compact. e tutte. Oggi questa piazza è anche Non è vero che la soluzione è tagliare la la tappa più grande della carovana europea spesa pubblica. I paesi che resistono alla verso l'Altersummit di Atene. Ad Atene, il 7 e 8 giugno, nascerà una alleanza di sindacati, movimenti, associazioni di venti PROGRAMMA ALTERSUMMIT paesi europei ‘contro l'austerità che uccide la democrazia’. Arriveremo da tutta VENERDÌ 7 GIUGNO Europa nella Grecia che Commissione 12.00/14.00: assemblea femminista Europea, Bce e Fmi hanno devastato 14.30/17.00: assemblee tematiche con una violenza simile a una guerra. Austerità ed educazione; In Grecia, la disoccupazione è triplicata in Austerità e salute; due anni. Salari e pensioni tagliati dal 30 Migrazioni; al 50%, metà delle famiglie non può Casa, sfratti, ipoteche pagare le bollette. I bambini svengono a 18.30/19.30: plenaria Alter Summit scuola per la fame, gli ospedali non (presentazione del Manifesto, interventi delle lotte europee) hanno più il plasma. E il debito continua a 22.00/24.00: Evento culturale europeo, con artisti greci ed europei crescere. Con i problemi che abbiamo qui, la Grecia sembra lontana: ma è proSABATO 8 GIUGNO prio per difenderci meglio che invitiamo 9.30/12.30: Assemblee Alter Summit tutti a venire ad Atene. Perché da solo, in (primo slot) Europa, non si salva nessuno. - Lotte contro fascismo, estrema destra Ad Atene firmeremo un Manifesto, un - Sessismo e omofobia - Come affrontare debito, banche, programma comune per tirarci fuori dalla paradisi fiscali crisi con più diritti e più democrazia. Non - Pace e politica estera è vero che c'è un solo modo di risponde- Diritti sociali per tutti /povertà re alla crisi. Dalla crisi degli anni trenta, gli - Estrattivismo e questioni ecologiche Stati Uniti uscirono con Roosevelt e il 13.30/16.30: Assemblee Altersummit New Deal, l'Europa con Hitler e (secondo slot) Mussolini. Perché questa storia non si - Crisi sociali e iniziative di solidarietà europea contro ripeta, serve un progetto alternativo, un l'austerità campo di forze che lo sostenga. E porta- Come affrontare debito, banche, paradisi fiscali? re il conflitto sociale in Europa. - Beni comuni e servizi pubblici (acqua, ecc) In Europa, i mercati e la finanza spadroe privatizzazioni neggiano. Hanno fatto dell'Unione - Democrazia, trattati, ‘governance economica’ Europea una oligarchia autoritaria. A loro - Attacchi contro diritti dei lavoratori fa comodo se siamo divisi. Ci mettono in 18.00: manifestazione europea ad Atene competizione: nord contro sud, giovani contro vecchi, uomini contro donne, natiLAPARTECIPAZIONE vi contro migranti, nazione contro nazioSi può partecipare all’Altersummit in molti modi: ne. E, uno per uno, ci distruggono. n Andare ad Atene il 7 e 8 giugno iscrivendosi sul sito www.altersummit.eu Hanno prodotto la crisi per ingordigia di n Mandare la propria adesione al Manifesto scrivendo a profitto, ora la sfruttano per cancellare i roberto.morea@altersummit.eu nostri diritti e la democrazia. Per questo n Iscriversi a un’assemblea tematica dell’Altersummit e sono così accaniti contro di voi e contro la contribuire alla discussione con i propri contenuti. n Inviare ad Atene bandiere e striscioni che verranno democrazia nei luoghi di lavoro. Ci hanno esposti nello spazio Altersummit. riempito di bugie. Non è vero che il debin Noleggiare uno stand per esporre i propri materiali. to è colpa nostra, che abbiamo vissuto n Diffondere la notizia nelle proprie reti. sopra le nostre possibilità. La crisi del n Dare un contributo economico, anche minimo, per la debito viene dalla speculazione finanziarealizzazione dell’evento. n Inviare foto e video di sostegno all’Altersummit a ria. Viene dall'intervento degli stati a favoroberto.morea@altersummit.eu re delle banche, che ha reso pubblico il n Organizzare iniziative di discussione nei propri territori, debito privato. Una parte del debito viene o dedicando all’Altersummit un’iniziativa già prevista. dalla corruzione, dal malaffare, dalle n Proporsi come interprete volontario per l’Altersummit. grandi opere inutili. Non è vero che un Tutte le informazioni utili, anche quelle logistiche, il testo del paese con più del 90 per cento di debito Manifesto e il programma sul sito www.altersummit.eu Sarà a disposizione un’area campeggio per chi arriva col non può andare avanti. Dicevano che era sacco a pelo. scienza, poi uno studente ha dimostrato che i loro conti erano sbagliati. Ma intan-

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crisi sono quelli che fanno grandi investimenti pubblici, per sostenere il lavoro e il welfare. Non è vero che non ci sono i soldi. Stanno in poche mani: il 10 per cento degli europei possiede ormai il 50 per cento della ricchezza. Ora che la recessione minaccia anche i paesi più ricchi, dicono che il rigore deve andare insieme alla crescita. Ma se pure fosse possibile, i futuri punti di PIL se li spartiranno solo i ricchi. Non possiamo più aspettare a fronteggiare questa rivoluzione restauratrice. Gli elementi di una agenda anti liberista ci sono tutti, ci serve una alleanza sociale europea all'altezza di un grande progetto politico. È possibile mettere in discussione il Fiscal Compact, il Two Pack, i trattati che impongono l'austerità, a cui il nuovo governo continua a giurare obbedienza. Si può imbrigliare la finanza e controllare le banche, sconfiggere mafia, affarismo e paradisi fiscali, avere un fisco giusto e progressivo, una politica pulita. Si può ridistribuire la ricchezza, salvando lo stato sociale, i servizi pubblici, il modello sociale europeo - la vera ricchezza dell'Europa. È possibile investire risorse sulla conversione ecologica, sulla cura dei beni comuni, sulla difesa del territorio, sulla ri-localizzazione della economia, sulla cultura e la ricerca. È possibile disarmare. Si possono costruire garanzie collettive europee per il lavoro e i diritti nel lavoro, per i salari, la lotta alla precarietà, il reddito di cittadinanza, perché non c'è sviluppo senza dignità per tutti e tutte. Il disastro non viene dalla crisi ma dalla risposta alla crisi che ci hanno imposto. È tempo di rompere l'incantesimo nefasto che l'egemonia culturale liberista ha diffuso, anche fra tante forze progressiste. Ci serve una nuova unità europea, popolare, ancorata nel sociale e fondata nella solidarietà. Non siamo tutti uguali, in Europa, ma non dobbiamo essere uguali per essere uniti. È una Europa multicentrica e pluriculturale, quella che dobbiamo inventare. In Grecia sono nate centinaia di esperienze di mutuo soccorso. Quelle migliaia di volontari non solo difendono la dignità degli altri, ma anche la propria, e intanto ricostruiscono una società altra, dove le persone non competono - si aiutano, dove non ci si salva da soli - ma tutti insieme. Questa è l'Europa di cui siamo cittadini orgogliosi, questa è la nostra Europa. Prossima tappa: Atene.


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La Carovana in viaggio in Lombardia e Toscana a cura di Maurizio Pascucci, Mimma Scigliano e Rodolfo Ungheri

10 maggio, Milano

11 maggio, Cremona

Dopo aver lasciato il Piemonte, i carovanieri si sono diretti a Milano dove le associazioni territoriali lavorano da anni sulla denuncia di temi come la negazione dei diritti dei lavoratori, il caporalato, infiltrazione mafiosa nei cicli produttivi e nella pubblica amministrazione, evasione fiscale, appalti, riciclaggio, contraffazione, racket e usura. La mattinata della Carovana è iniziata molto presto con un presidio in piazzale Maciachini, una delle piazze milanesi più battute dai reclutatori di lavoro nero, soprattutto di extra comunitari. Le associazioni promotrici e i sindacati sono spesso protagonisti di queste azioni dimostrative sui luoghi dove persone extra comunitarie sono raccolte per lavori a giornata sottopagati e pagati irregolarmente. Il viaggio della Carovana in Lombardia vuole sottolineare la convenienza di un’economia legale e delle buone pratiche, valorizzando le vertenze territoriali, le esperienze concrete, l’approccio di denuncia, ma soprattutto di proposta. Su questa linea e non per mistificazione, a Milano si è scelto anche di valorizzare gli esercenti che scelgono di non avere slot macchine nei propri locali. Nel corso di una passeggiata in via Farini, sono stati consegnati, in collaborazione con i comitati di quartiere, attestati di merito ai bar ‘virtuosi’ No slot. Un altro tema, infatti, che verrà affrontato dai carovanieri in Lombardia sarà il gioco d’azzardo, una vera piaga sociale che si sta diffondendo a macchia d’occhio e che sta coinvolgendo tante persone. Il coraggio della legalità è uno strumento prezioso sul quale le associazioni lombarde intendono puntare per sfidare tutte le zone grigie e promuovere responsabilità sociale. Info: www.valorizziamoci.it

Quello che si nota subito di Monica sono gli occhi. Gli occhi sinceri di chi fa un gesto semplice, non per calcolo (anzi...), non per far parlare di sé (anzi...). Sono gli occhi di chi cerca il bello in quello che fa, e nel vedere persone che ogni giorno si rovinavano alle slot di bello c'era poco, e così le ha spente. Ha staccato la spina, senza comunicati, senza proclami. Senza pensare a quanto ci avrebbe rimesso. Perché era giusto. Quando arriviamo ha gli occhi di chi è infastidito dall'attenzione della stampa, ma poi cambiano, perché oggi è diverso. La consegna dei certificati NoSlot ai locali che decidono di non avere (o non hanno mai avuto) macchinette videopoker può sembrare uno dei tanti vacui gesti a cui siamo troppo spesso abituati, ma negli occhi degli esercenti che abbiamo incontrato oggi, tanto diversi tra loro per cultura e provenienza, si riflette la stessa anima di chi non ci sta, di chi decide che può fare qualcosa, e lo fa. Contro ogni interesse personale, visto che rappresentano un incasso certo di 2-3 mila euro al mese solo per l'esercente, a cui va appena il 6% degli introiti. Sono numeri grandi quelli del gioco d'azzardo, numeri sui quali i ragazzi di Cremona oggi vogliono far riflettere i loro concittadini, allestendo una città del gioco, ‘Azzardopoli’, nella piazza principale, dove scommettere soldi finti su finte gare di cavalli, gioco delle tre carte, e così via. Scelgono il bello per farlo, scelgono la gioia, la stessa che c'era oggi negli occhi di chi ha capito di non essere solo.

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Siamo arrivati a Carrara in prima mattinata per incontrare associazioni e organizzazioni sindacali, con cui abbiamo affrontato il tema della problematicità sociale causata dal gioco d'azzardo, evidenziando il fenomeno degli 11 beni confiscati presenti nella provincia. Tra l’altro, il bene confiscato a Licciana Nardi apparteneva ad un camorrista che controllava il gioco d'azzardo illegale nelle province di La Spezia e di Massa e Carrara. Quindi ci siamo spostati a Marina di Massa per visitare i due beni confiscati, e ancora, siamo ripartiti verso Forte dei Marmi. Qui la villa confiscata si trova in una zona ‘extra lusso’, anche le strade ‘pubbliche’ sono proprietà privata. Arriviamo all’ingresso dell’immobile, fotografiamo e ripartiamo per Viareggio dove il vicepresidente dell'Arci ci accompagna alla visita di un nuovo immobile confiscato, che si trova in un condominio. Arrivati puntuali all'incontro organizzato da Arci e Libera della Versilia, ci troviamo nella sala della Croce Verde con un pubblico numeroso. Qui ci raggiunge il Questore di Lucca, la Fondazione Caponnetto e uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone. La sua testimonianza è toccante e dà molta emozione! Più complesso l’intervento del Questore, che circoscrive il suo territorio di competenza e porta notizie legate ad indagini effettuate negli ultimi anni. Di fatto la Versilia non ha solo attività di infiltrazione, ma un vero e proprio insediamento, stabile e attivo. Chiudiamo la giornata con un’ottima cena al circolo Arci di Valcastello. Oltre 120 persone, tanta armonia e tanta voglia di fare! Info: www.carovanaantimafie.eu

A Castelnuovo Misericordia ci accolgono i compagni del circolo Arci della Legalità ‘Dalla parte buona della vita’. Si inizia quasi subito a discutere di beni confiscati. A Rosignano, per esempio, c’è un bene confiscato che da parecchio tempo aspetta di essere riutilizzato. Già l’anno scorso Carovana fece tappa davanti a quel bene chiedendo che al più presto fosse utilizzato a fini sociali. Purtroppo passi avanti non ne sono stati fatti e così abbiamo rinnovato la richiesta alle associazioni e alle istituzioni presenti con il vicesindaco perché intraprendano con urgenza tutte le procedure necessarie al riutilizzo del bene. Più tardi abbiamo incontrato una delegazione di giovani artisti cubani accompagnati dal presidente di Arci Toscana, Gianluca Mengozzi. Visto che erano interessati a conoscere le nostre attività contro le mafie, Pascucci ha illustrato il progetto Liberarci dalle spine. Nel pomeriggio siamo partiti in direzione di Cecina Mare, dove abbiamo esposto lo striscione della Carovana e fatto le foto di rito, nonostante la pioggia. La Carovana si è poi spostata al Circolo Arci di Donoratico dove siamo stati accolti da una coreografia con corpo di ballo e Orchestrina. Finito il pezzo di valzer, il presidente del circolo ha presentato la Carovana, la giovane assessore alla cultura ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, e Pascucci ha messo il dito nella piaga, parlando di un personaggio arrivato a Donoratico tanti anni fa in domicilio coatto e che ha continuato la sua ‘attività’. Si chiude così questa tappa toscana.

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Io riattivo il lavoro, ancora due settimane per firmare di Roberto Iovino, ufficio legalità della Cgil nazionale ombattere le mafie sul piano economico e sociale, non solo militare. È questo l’obiettivo della legge d’iniziativa popolare Io riattivo il lavoro, le aziende confiscate sono un bene di tutti, lanciata lo scorso dicembre per rafforzare l’attuale normativa in merito al riuso sociale dei beni e delle aziende confiscate alle mafie. Campagna promossa da Cgil, Arci, Libera, Legacoop, Acli e decine di organizzazione della società civile, un ampio e trasversale fronte che si è unito con l’obiettivo di porre un argine all’infiltrazione mafiosa nella nostra economia, di cui le 1700 aziende confiscate sono solo l’esempio più lampante. Si può fare. Lo dimostrano le tante esperienze maturate in questi anni con decine di cooperative nate sui beni confiscati, capaci di creare nuova e buona occupazione. È necessario però rafforzare l’attuale normativa in merito ai sequestri e alle confische; se da un lato la nostra è universalmente riconosciuta come la migliore legislazione antimafia al mondo, dall’altro non possiamo soprassedere alle tante modifiche peggiorative volute dallo scorso governo di centrodestra, che nel 2011, con un colpo di mano, ha

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approvato un Codice Antimafia (o presunto tale) che ci ha fatto fare notevoli passi indietro rispetto alla Legge Rognoni - La Torre e alla legge 109/96, che oggi permette di restituire i beni confiscati alla collettività. La legge di iniziativa popolare, dunque, prova a rilanciare la dura battaglia del contrasto alle mafie attraverso il lavoro e lo sviluppo. Ad oggi più del 90% delle aziende confiscate sono destinate al fallimento, sono circa 80mila i posti di lavoro persi a causa dell’inadeguatezza dell’attuale normativa. Ogni posto di lavoro perso è un favore fatto alle mafie. È proprio questo il terreno di consenso per le organizzazioni criminali, riuscire a garantire reddito e lavoro in territori dove né il sistema legale d’impresa né lo Stato riesce a fare lo stesso. Ci sono alcune zone nel nostro paese, basta parlare con i lavoratori e con le lavoratrici per capirlo, ove con le mafie si lavora e con lo Stato no. Basta questo dato per screditare tutta la retorica e la propaganda fatta sugli arresti e le confische, riportando la bussola della discussione su come vincere l’intera battaglia contro le mafie, non solo qualche battaglia sparsa. Bar, ristoranti, alberghi, cemento, produzio-

ne agricola e agroindustriale, smaltimento dei rifiuti e servizi connessi, sono tutti settori strategici per l’economia del nostro paese, ma sono anche i principali settori che hanno visto un aumento delle confische del 65% negli ultimi cinque anni. La proposta di legge promossa dalla campagna Io riattivo il lavoro vuole intervenire proprio sullo straordinario potenziale di queste aziende; rendendo più snelle le procedure di assegnazione, risolvendo l’annosa questione delle ipoteche bancarie, finanziando le ristrutturazioni aziendali attraverso un fondo di rotazione finanziato da una parte delle liquidità sottratte alle mafie, e soprattutto, immaginando un percorso di riuso sociale per favorire l’occupazione giovanile e cooperativa. Mancano ancora due settimane per firmare la legge d’iniziativa popolare e raggiungere l’obiettivo delle 50mila firme necessarie per depositare la proposta in Parlamento. L’obiettivo è riprenderci con la forza della giustizia sociale quello che le mafie ci hanno sottratto con la prepotenza e la violenza. Dal bene confiscato al bene comune. Si può fare. Info: www.ioriattivoillavoro.it

Dai campi antimafia dell’Arci, le testimonianze dei volontari Eccomi giunto alla conclusione di questa mia prima esperienza a Corleone. Mentre, faccio le valigie penso: lascio una terra, un paese martoriato dalla mafia, dove il suo odore malsano si sente nelle strade e nei vicoli. Ma lascio anche delle persone fantastiche, magari dall'aspetto un po' burbero e di poche parole, ma con un cuore immenso , generose e leali, e quello che più conta fiere di quello che fanno e di quello che rappresentano per questo paese. Il mio contributo è stato minimo, ma porterò sempre nel mio cuore e nella mia mente queste persone , che anche con i loro silenzi mi hanno insegnato cos'è la dignità e la legalità. Un momento molto intenso lo abbiamo vissuto al Museo della Legalità: qui Vincenzo Liarda, sindacalista della Cgil delle Madonie, ci ha parlato del suo impegno nella lotta alla mafia. Minacciato, scortato, a volte forse non capito, continua a vivere la sua vita con una dignità e una forza che possiamo solo ammirare. Liarda combatte per far sì che l’iter per l’assegnazione dei beni confiscati sia più snello, per non dover attendere 10 anni dal momento del sequestro. Ci ha lasciato un grande messaggio: «La legalità non appartiene ad un’élite, perché fare legalità è fare cose normali». È stata una settimana molto intensa di lavori, di incontri di antimafia e di scambi di idee e di esperienze, con una bellissima atmosfera. È una cosa veramente bella condividere con persone che vengono da tutta Italia questa esperienza così ‘politicamente’ importante. Rolando Rossi, volontario

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Io non so come l’aria si forma, ma so come l’aria condensa e fa spazio a una densità sociale ancora più ampia. So cosa significa capire e allo stesso tempo non capire ciò che non hai vissuto, e so cosa vuol dire sentire e insieme non sentire le sensazioni e le esperienze marchiate a fuoco sulla pelle di persone che hanno alzato la testa e hanno gridato «Basta!». Ma anche l’uomo che non sa ha le capacità di vedere; di vedere le cose che si trasformano e diventano limpide. E una cosa semplice è vedere tante persone tutte insieme; la cosa complicata è osservare come queste si abbracciano senza toccarsi, mentre sentono l’odio che brucia e la solidarietà che s’accende. Questo è accaduto oggi e questo è ciò che accade quando una folla che non è solo pubblico si riunisce in un luogo che ha visto la paura impadronirsi degli occhi di chi c’era; ma anche un posto che ha visto la partecipazione con la ‘P’ maiuscola e la lotta per diritti che non c’erano e che ancora oggi si perdono; un posto che ha visto il coraggio, la forza di protestare, il tentativo di affermare un amore che ama l’uomo e non se stesso. Non si descrive la mente di un uomo che spara su un bambino, la fuga da un luogo senza uscita, il momento in cui ti giri e vedi un compagno cadere. Possiamo solo inchinarci di fronte alle morti innocenti di Portella; possiamo solo tacere di fronte a chi testimonia l’inferno di quel giorno, possiamo solo unirci come fossimo un solo corpo, senza distinzioni. La libertà è non smettere di attraversare questa terra. Non si può riportare alla vita, ma si può permettere che altra ne nasca in memoria di quella scomparsa. Sara, 20 anni, volontaria dell’Arci Tavernelle

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Al via la campagna ‘L’Europa sono anch’io’ a crisi dell'Europa è sotto i nostri occhi, così come l'inadeguatezza delle Istituzioni Europee a fronteggiarla. Le politiche finanziarie e di bilancio adottate, sotto il segno dell'austerità, impoveriscono gran parte della popolazione, limitano la democrazia e alimentano uno spirito antieuropeo. Noi rivendichiamo una svolta per un’Europa dei cittadini e delle cittadine a partire dalla condizione emblematica della popolazione migrante. In Europa ci sono 32 milioni di migranti, a cui vanno aggiunte circa 5 milioni di persone senza documenti: quasi un decimo dell'intera popolazione. Circa un terzo sono cittadini europei che migrano in altri paesi dell'Europa e 2/3 sono cittadini di paesi terzi. Si tratta di una componente storica, strutturale e tendente ad alimentarsi con i flussi dei prossimi decenni di mobilità fisiologica e patologica delle popolazioni dei paesi e continenti in espansione demografica a paesi e continenti in declino demografico. Queste presenze fanno dell'Europa un grande spazio plurale ed interculturale e segnano la sua fisionomia. L'Europa non sarebbe tale senza di loro e quindi anche

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loro sono l'Europa. Oggi la condizione di queste persone è caratterizzata da uno status di cittadinanza diseguale, e il quadro legislativo dei paesi europei, fortemente disomogeneo sull’immigrazione, è sostanzialmente basato su un approccio proibizionista di difesa fisica e identitaria di frontiere nazionali. Con una parola forte, ma appropriata, si potrebbe definire una condizione di ‘apartheid’. Questa condizione si riversa anche sulle seconde generazioni (bambini e minori) e rischia di compromettere l'obiettivo dell’uguaglianza futura. Ciò è anche il frutto di una strumentalizzazione politica del tema immigrazione da parte di alcuni partiti e movimenti politici in diversi paesi europei, che hanno utilizzato razzismo e xenofobia per raccogliere consensi fra la popolazione più confusa e disagiata. Si tratta di scelte assolutamente sbagliate e fallimentari. Secondo i dati Onu, i 220 milioni di migranti nel mondo si compongono di un terzo che migra all'interno dell'area dei Paesi poveri, un altro terzo verso i paesi più ricchi e l'ultimo terzo, dai paesi più ricchi verso il resto del mondo.

Il fenomeno migratorio è quindi un fenomeno globale, che non può essere governato con la contrapposizione fra paesi d'immigrazione e paesi di emigrazione, con norme nazionalistiche di difesa delle frontiere, bensì con norme e politiche globali. In questo contesto e a un anno dalla scadenza delle prossime elezioni europee, una coalizione di organizzazioni, sindacati, associazioni e reti sociali europee promuovono L’Europa sono anch’io, una campagna politico-culturale rivolta da una parte ai giovani, al mondo del lavoro ed all'insieme dei cittadini europei, dall'altra ai partiti e alle istituzioni europee per rivendicare un diverso quadro legislativo su tre obbiettivi principali: ratifica della Convenzione Onu del ‘90 ‘sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie’, ancora non ratificata da nessun paese europeo; omogeneizzazione da parte dell'Europa di norme che riconoscano il diritto di voto agli immigrati alle elezioni amministrative e per il Parlamento europeo; omogeneizzazione di norme che riconoscano la cittadinanza europea agli immigrati stabilmente residenti ed ai loro figli nati in Europa o trasferitivisi in tenera età e frequentanti la scuola.

‘Clandestini’ il 30 maggio al Darfur Una Campagna dell’Arci contro le offese razziste alla ministra Cécile Kyenge. In difesa dei diritti e per l’introduzione dello ius soli

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21 maggio 2013

Verrà presentato il 30 maggio, alle 18, al circolo Arci Darfur di Roma (via dei Volsci 33) Clandestini. Viaggio nel vocabolario della paura, l’ultima fatica letteraria di Giulio Di Luzio. Il libro è infatti un viaggio tra le parole che fissano nell’opinione pubblica lo stigma di clandestino, extracomunitario, invasore, all’interno di un fenomeno descritto con una terminologia delittuosa. L’autore scandaglia la narrativa pubblica alla ricerca degli slittamenti semantici e svela una rappresentazione infarcita di stereotipi e luoghi comuni, che tuttavia è la percezione del fenomeno. Un manuale di autodifesa per i giovani contro quelle semplificazioni che individuano nel migrante il nemico simbolico a cui addebitare i mali della società, dalle città sporche alla disoccupazione. Un alfabeto dalla A alla Z corredato dal racconto del contesto storico, che ha sgravato parole spesso discutibili. L’autore gioca con le parole, le smonta una ad una, dimostrando la loro capacità di agitare le acque e attizzare fuochi, da parte di chi le usa come lame affilate. All’iniziativa, introdotta da Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci, sarà presente l’autore.


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Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori dei racconti delle vertenze locali che si susseguono incessantemente nei territori, dando a questi visibilità e promozione, e stimolando la consapevolezza che nell’edificazione dissennata risiede la morte dello spazio pubblico. La rete del Forum e la società civile organizzata più o meno formalmente hanno il compito urgente di elaborare proposte fattive e organiche che tengano conto della natura complessa della definizione di paesaggio e territorio, dalla critica alle grandi opere impattanti ed energivore, al riabitare e riusare le nostre città, del mettere in sicurezza il territorio insieme a tutto il carico di domande inevase che la politica politicienne non è riuscita ad assorbire e elaborare. Info: viareggio@arci.it

l 4 maggio a Bologna si è svolta la terza assemblea del Forum Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori presso lo spazio polivalente Senza Filtro, alla presenza di una moltitudine di soggetti provenienti da tutte le regioni italiane. Anche l’Arci, insieme ad importanti associazioni nazionali come Slow Food, Legambiente, FAI, Amici della Terra, Città del Vino, Coldiretti aderisce al Forum connettendosi con una rete di circa 900 organizzazioni che hanno la loro ragione sociale nell’impegno per la difesa del territorio e del paesaggio. Durante la giornata dei lavori, sia in plenaria che nei gruppi tematici, è emerso il racconto di un paese sofferente, maltrattato e che fa fatica a riconoscersi, ma al contempo ricco di segnali autentici di cambiamento provenienti dai territori. Il Forum ribadisce con forza il concetto che il suolo libero e il suolo fertile sono beni comuni, un immenso patrimonio culturale collettivo che può divenire l’opportunità economica e di lavoro più grande; invita altresì il governo a prendere atto che un ciclo economico fondato sul cemento è finito e non più proponibile. E allora diviene prioritario interrompere quell’alleanza distorta fra finanza e mercato

immobiliare che in forma parassitaria ha trasformato le costruzioni in beni di investimento. Verrà chiesto con determinazione di inserire nel calendario dei lavori parlamentari presso la commissione competente il disegno di legge ‘salva suoli’, in cui si prevederà una moratoria triennale sul consumo di suolo agricolo, e una nuova configurazione che riporti alle originarie finalità gli oneri di urbanizzazione per gli Enti Locali. L’assemblea del Forum è stata anche l’occasione per rilanciare la campagna nazionale Censimento del cemento, che si espliciterà nel richiedere agli 8101 comuni italiani l’elenco delle abitazioni e degli edifici produttivi non utilizzati e sfitti, il tutto per mettere al centro nuovi paradigmi per i piani urbanistici a crescita zero connessi con i reali bisogni delle comunità locali. Contestualmente è stato proposto di pensare ad una riforma del sistema fiscale finalizzata a premiare le attività e i soggetti che lavorano alla conservazione delle risorse dei paesaggi e dei territori e a penalizzare coloro che depredano e spogliano le risorse collettive. L’Arci, con la sua rete diffusa di circoli e associazioni, può svolgere un ruolo importante in questa partita, facendosi carico

L’Università del consumatore

DireFarEcosolidale, a Pinerolo dal 24 al 26 maggio buone pratiche e stili di vita

Movimento Consumatori Milano e Arci Milano promuovono l’Università del consumatore, ciclo di incontri sui temi dei diritti e della tutela del consumatore e sul consumo responsabile. Quattro gli incontri programmati per il 16 e il 30 maggio, il 13 e il 27 giugno, in cui ci si concentrerà, in particolare, sulle possibili strade che il consumatore può intraprendere per tutelare i propri interessi ove si ravveda la violazione dei suoi diritti. Si incomincia il 16 maggio con il tema del turismo, trasporti e dei rimborsi nel caso di controversie. Il 30 maggio si parlerà di acquisto, contratti, diritto di recesso e pratiche commerciali scorrette. Il 13 giugno si affronterà il tema delle utenze di luce, gas e telefono mentre il 27 giugno si parlerà di assicurazioni. Sarà l’occasione per il Movimento Consumatori per presentare una panoramica esaustiva delle tutele del consumatore anche sulla base dell’esperienza di sostegno della popolazione milanese con il servizio di consulenza legale rivolto ai cittadini, lo sportello SoS Mutui e Prestiti e il recente Osservatorio ‘Occhio alla clausola. Info: www.arcimilano.it

Dal 24 al 26 maggio si svolgerà a Pinerolo, nel centro storico in piazza San Donato, la seconda edizione della manifestazione DireFarEcoSolidale. Agricoltura bio, agricoltura sociale, filiera corta, energie alternative, mutualismo, cooperazione, volontariato, difesa dell’ambiente, finanza etica, commercio equo e solidale, consumo critico, innovazione sostenibile, riciclo, riuso e tanto altro sono alcuni dei numerosi temi e ambiti di cui si tratterà. Saranno presenti diversi stand delle varie realtà eco solidali, una zona convegni e tre zone workshop dove si terranno laboratori e presentazioni di esperienze del territorio. La manifestazione vuole mostrare come il mondo (anche il pinerolese) è pieno di esempi di persone che, nonostante la crisi si faccia sempre più pesante, applicano pratiche e tecniche di straordinaria ‘resilienza’, affrontando la crisi, nonostante le circostanze avverse, con proposte, progetti, fatti, basati sul buon senso, guidati da principi solidali, orientati al benessere delle persone e del territorio/comunità di appartenenza. Queste pratiche sono la dimostrazione che

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Prorogate al 3 giugno le iscrizioni ai campi di lavoro e conoscenza all’estero che si svolgono in 6 paesi promossi da Arci e Arcs Info su www.arciculturaesviluppo.it

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CAMPI ALL’ESTERO

i punti di forza (fattori di protezione) possono superare i punti di debolezza (fattori di rischio) ed è possibile spezzare il corso degli eventi e riuscire ad essere diversi e ‘discontinui’ rispetto al destino che era stato scritto per noi. Per attuare questo cambiamento a livello territoriale è necessaria una capacità di raccordo tra le varie realtà, che non sempre è facile attuare. La speranza è che questa manifestazione possa offrire un sostegno, che aiuti a conoscere e sviluppare questa capacità di ‘resilienza’ che non è innata ma va appresa e coltivata. Come negli anni passati diverse saranno le discipline coinvolte, dall’economia alla psicologia, dall’antropologia alla sociologia, dal diritto alla filosofia. Venerdì 24 maggio alle ore 16,30 verrà presentato il numero zero della Mappa ecosolidale del Pinerolese. Una mappa orientata alla conoscenza delle realtà ecosolidali. Domenica 26 maggio per tutto il giorno sotto i portici della piazza ci sarà un mercato con prodotti locali, a filiera corta, a Km0 e bio. L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Per informazioni e per il programma completo www.pensierinpiazza.it


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Afghanistan, la ‘Sindrome Saigon’ della giornalista Giuliana Sgrena n Afghanistan si sta diffondendo la ‘Sindrome Saigon’. In vista del ritiro degli americani nel 2014, molti sono gli interrogativi, l'unica cosa certa è che i molti afghani che si sono messi da parte un gruzzolo depositato in banche straniere, quelli che hanno proprietà da vendere e soprattutto quelli che hanno lavorato per le truppe straniere se ne vogliono andare. E stanno già chiedendo i visti per l'occidente. Usa e Canada le mete prescelte. Sono in molti quelli che per partire dovranno vendere le ville o le innumerevoli sale per matrimoni sorte come funghi nella capitale. La corsa alla vendita insieme alla partenza di molti occidentali farà prevedibilmente crollare i prezzi di vendita e di affitto di molti palazzi finora esagerati per una città disastrata come Kabul. In previsione di questo crollo molti cantieri edilizi hanno già interrotto i lavori. Anche se la Sindrome Saigon avrà un impatto limitato sulla popolazione, questo sembra l'unico effetto del ritiro delle truppe americane che tutti avvertono. Frutto probabilmente anche della propaganda americana che paventa lo scoppio della guerra civile dopo la loro partenza.

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L'obiettivo degli Usa tuttavia non è quello di far scappare gli afghani ma di diffondere la paura per far accettare le numerose basi che stanno contrattando per mantenere il proprio controllo sul paese. A Kabul già non si vedono più truppe straniere in circolazione e se non fosse per il pallone aerostatico che sovrasta la città e la sorveglia come l'occhio del grande fratello, si potrebbe quasi dimenticare l'occupazione. Ma basta avvicinarsi alla zona verde - dove sono situate le ambasciate circondate da alte muraglie con filo spinato e sorvegliate da contractor afghani e stranieri - per capire che la guerra non è finita. Cosa succederà veramente in Afghanistan nel 2014, dopo il ritiro delle truppe straniere? Nessuno è in grado di dare risposte certe. Ci sarà la guerra civile come dicono gli americani? «La guerra civile c'è già, c'è sempre stata» sostiene Malalai Joya, una delle oppositrici più determinate dei signori della guerra, che governano il paese. Per questo era stata buttata fuori dalla Loya jirga. Dopo essere stata eletta con molti voti nella sua provincia. Il suo impegno continua, perché dopo il ritiro delle truppe Usa, i signori della guerra

Tre borse di studio dalla Fondazione intitolata ad Angelo Frammartino È indetta la sesta edizione del bando di selezione per l’assegnazione di tre borse di studio finalizzate alla promozione tra i giovani della cultura di pace, dei diritti, della legalità e della convivenza tra i popoli. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Angelo Frammartino Onlus, con il finanziamento di Cgil ed altri enti. Le borse di studio sono finalizzate alla realizzazione di ricerche sulle seguenti aree tematiche: 1) pratiche di nonviolenza per la soluzione dei conflitti; 2) le ragioni dell’altro: storie di migranti, di rifugiati, di minoranze, di popoli senza patria; 3) l’impegno per la legalità: la lotta contro le mafie e la criminalità. Ogni candidato potrà inviare una sola proposta di ricerca, scelta tra una delle tre aree tematiche indicate. Alla selezione possono partecipare tutte le persone con età inferiore ai 30 anni alla data di scadenza del bando, di qualsiasi cittadinanza, in possesso di diploma di laurea breve, specialistica o di vecchio ordinamento, o di titolo universitario equipollente. L’importo di ogni singola borsa di studio ammonta a 3.500 euro lordi e sarà erogata direttamente dalla Fondazione Frammartino, sulla

base del piano di ricerca e di spesa concordato con l’assegnatario. Le domande di partecipazione alla selezione dovranno pervenire entro le ore 18 del 21 giugno all’indirizzo della Fondazione o via mail a segreteriafaf@angeloframmartino.org. Alla domanda dovrà essere allegata la proposta di ricerca. Sono ammessi anche progetti di ricerca collettivi, indicando la persona capofila del gruppo di ricerca, che risulterà formalmente assegnataria della borsa di studio. La selezione e il tutoraggio saranno a carico del Comitato scientifico della Fondazione che insedierà al proprio interno una commissione esaminatrice. La graduatoria finale verrà resa pubblica entro il 27 luglio 2013. Per ogni proposta selezionata verrà individuato un tutor che seguirà il borsista per tutta la durata della ricerca. Tutti i lavori presentati dovranno essere inediti. I materiali prodotti saranno messi a disposizione in modo gratuito di associazioni, centri di ricerca e università per uso educativo, citando il bando, il progetto e l’autore. Info: www.angeloframmartino.org

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che resteranno al potere con l'appoggio americano, si sentiranno ancora più forti e prenderanno di mira soprattutto gli intellettuali, sostiene Malalai. Probabilmente continueranno le eliminazioni fisiche degli oppositori del regime, come continueranno i conflitti all'interno del governo, senza però arrivare agli scontri tra mujahidin che hanno distrutto Kabul nel 1992. Tutti sono stufi di questa guerra interminabile e poi i vari signori della guerra (taleban compresi) troveranno il modo di spartirsi il potere. Saranno i giovani a cambiare il volto del regime di Kabul? Molti figli di signori della guerra e di altri arricchiti hanno studiato all'estero, in occidente, e difficilmente torneranno per imbracciare un fucile. «Saranno utilizzati dagli americani per dare una nuova immagine del governo fantoccio, ma la pensano come i loro padri», sostiene Hafizullah, portavoce di Hambastaghi, il Partito della solidarietà. «I signori della guerra investono sui figli che mandano a studiare all'estero, quindi le pressioni su di loro saranno pesanti. Ma c'è anche chi si ribella e la giovane generazione è comunque una speranza», conclude Malalai Joya.

15 maggio 1948: Giorno della Nakba

Per centinaia di migliaia di palestinesi, cacciati dalla loro terra, il 15 maggio si celebra il Giorno della Nakba: 65 anni in esilio nei campi profughi del Libano, Siria, Giordania, Cisgiordania. Ma conservano ancora le chiavi delle loro case e dei loro villaggi distrutti da Israele per cancellarne la memoria e la presenza. È tempo che Israele riconosca i suoi torti e chieda scusa al popolo palestinese. Riconoscere la Nakba sarebbe un primo passo necessario per una pace giusta e duratura tra Palestinesi e Israeliani.


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Gli studenti riprendono la parola di Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza test e, quindi, ad un sapere inteso come selettivo e parcellizzato, basato sulla competizione individuale anziché sulla cooperazione sociale. I dati del Referendum dimostrano che vi è una coscienza tra gli studenti estremamente vasta e generalizzata di come sono stati trasformati i luoghi della formazione, coscienza formatasi in anni di grandi mobilitazioni studentesche. Se il Governo non vorrà ascoltarci e mettere in campo reali processi partecipativi per ripensare l'istruzione nel nostro paese e crede che basti bloccare i tagli per tranquillizzare la nostra generazione non ha capito che siamo nuovamente pronti a mobilitarci per riconquistare un’istruzione democratica, di qualità e accessibile a tutti e per eliminare definitivamente la precarietà.

98mila studenti hanno partecipato al Referendum studentesco che abbiamo promosso dentro scuole e università come Rete della Conoscenza tra il 15 aprile e il 5 maggio. Dopo anni in cui i Governi calavano dall’alto riforme che non avevano un briciolo di consenso nel mondo studentesco, sia scolastico che accademico, vogliamo aprire un ampio dibattito che travalichi i confini dei luoghi della formazione e apra la strada ad un’inversione di marcia nelle politiche messe in campo nell’ambito dell’istruzione. Oggi gli studenti e le studentesse vivono scuole e università in cui si sono ridotti i finanziamenti e, quindi, la qualità dell’istruzione, in cui sono stati ridotti gli spazi democratici conquistati dai Decreti Delegati in poi e in cui, parallelamente, è aumentato il potere dei privati. Il sogno dell’istruzione di massa è stato spezzato privatizzando de facto scuole e università e aumentando il numero di abbandoni scolastici e universitari. Dall’avvio delle politiche neoliberiste e dal peggioramento della crisi economica noi studenti viviamo una precarietà esistenziale dovuta ai tagli avvenuti al sistema di welfare e alle politiche per la mobilità, l’abitare e l’accesso alla cultura. Più del

70% degli studenti e delle studentesse che hanno partecipato al Referendum dicono che la loro principale preoccupazione è la precarietà lavorativa, dimostrando un’ormai consolidata coscienza sulle politiche di attacco al mondo del lavoro avvenuto parallelamente allo smantellamento dell’istruzione. Contemporaneamente la maggioranza si oppone strenuamente allo smantellamento del diritto allo studio, rimandando al mittente l’introduzione, avvenuta con la Gelmini, dei Prestiti d’Onore e le logiche dell’ideologia dell’eccellenza con cui i Governi di destra altro non hanno fatto che escludere dall’istruzione quei «capaci e meritevoli» citati dalla Costituzione. E forte la volontà di immaginare, come stanno facendo i nostri coetanei di tutta Europa, un nuovo modello di welfare capace di dare piena cittadinanza ai soggetti in formazione abbattendo le barriere socio economiche all’accesso all’istruzione e ai diritti sociali (abitare, mobilità, ecc.) tramite l’introduzione di un Reddito di Formazione. Rivoluzionaria può apparire la risposta degli studenti al numero chiuso, barriera all’accesso data ormai quasi per scontata nel nostro Paese: più dell’87% degli studenti si oppone a tali

No ai privati nell’università

Si vota per il Consiglio Per un reddito di formazione degli studenti

La maggioranza assoluta (61,97%) delle studentesse e degli studenti che ha risposto al Referendum non ha dubbi: l'autonomia scolastica ed universitaria per come si è sviluppata negli scorsi 20 anni è stata un disastro e va riformulata in tempi brevissimi. L'organizzazione e la gestione di didattica e ricerca scientifica vengono individuate come delle priorità dimenticate se non addirittura danneggiate dall'autonomia scolastica ed universitaria. In particolar modo si evince la preoccupazione per la restrizione degli spazi di democrazia, il dimezzamento delle rappresentanze studentesche operato dalla L. 240/10 e tentato dal Ddl ex Aprea, la scomparsa di alcune componenti accademiche. Il tutto in favore di un ampliamento consistente dei poteri di soggetti esterni agli atenei e alle scuole inseriti ex lege nei consessi più importanti dei luoghi decisionali. La distorsione del concetto di autonomia non ha fatto altro che inficiare ulteriormente i processi democratici rafforzando in maniera smisurata i poteri di Rettori e Direttori Generali, conferendo loro la possibilità di infliggere anche pesanti sanzioni disciplinari a docenti non allineati.

Il 21 e 22 maggio gli studenti universitari, i dottorandi e gli specializzandi tornano a votare per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, organo consultivo riconosciuto dal MIUR come controparte. Da anni le forze democratiche e progressiste non riescono a vincere contro le destre e le associazioni confessionali. Queste elezioni, però, vengono dopo anni di imponenti mobi-

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L’assemblea dei soci di Banca Etica ha nominato il nuovo Consiglio d’amministrazione. Fra gli eletti, Pino Di Francesco della direzione nazionale dell’Arci. A Pino tanti auguri di buon lavoro

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litazioni contro i processi di smantellamento dell’università come istituzione pubblica. Per invertire tale processo, Link - Coordinamento Universitario, associazione sempre impegnata nel movimento e nella rappresentanza, ha deciso di partecipare costruendo un’ampia lista denominata ‘Studenti Indipendenti - Link’ nei collegi nel Nord e del Centro e ‘Liste Indipendenti - Link’ in quello del Sud. Info: www.retedellaconoscenza.it

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In Italia stiamo vivendo l’emergere di barriere socio-economiche nell’accesso alla cultura e alla formazione, come sintetizzato dallo studio sugli indici BES promosso dall'Istat. Il terzo quesito della consultazione studentesca era incentrato sulla tematica del reddito di formazione come sostegno del diritto allo studio e valorizzazione dell’accesso alla cultura e alla formazione non formale. Tale misura risponde alle esigenze dello studente nella sua complessità di cittadino avente necessità, aspirazioni e diritti a 360 gradi, con un sistema integrato di erogazioni monetarie e servizi. Una maggioranza schiacciante dei partecipanti al referendum (87,63%) ha affermato che il reddito è una misura necessaria per garantire a tutti l'accesso ai saperi. All'interno della maggioranza favorevole al reddito, una buona parte dei votanti (52,78%) considera necessaria la regolazione dell'erogazione del reddito in base alla ricchezza della famiglia di provenienza del soggetto in formazione. Il dato emblematico è dunque la netta maggioranza favorevole all'introduzione del reddito di formazione per superare le carenze dell’attuale sistema di diritto allo studio.


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Omofobia e transfobia: a Siena il protocollo per il corretto trattamento giornalistico delle informazioni rattare con la massima attenzione le informazioni che riguardano le persone LGBTQI (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale) ed eventuali episodi discriminatori legati a ragioni di omofobia e transfobia, nel rispetto dei diritti inalienabili di ciascun individuo, compreso l’orientamento sessuale. È questo l’obiettivo principale del protocollo promosso e sottoscritto in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia (17 maggio) da Arci Siena, Movimento Pansessuale Arcigay e le testate giornalistiche della provincia senese: quotidiani, radio, tv e portali web. Il protocollo si inserisce inoltre, tra le azioni dell’Osservatorio provinciale contro le discriminazioni, conta sul patrocinio della

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TERNI Il 23 maggio a partire dalle 16 a Parco Rosselli si terrà Piazza dei popoli, la festa delle bambine e dei bambini del mondo con giochi, laboratori, merenda etnica organizzata dall’Arci Terni

Provincia di Siena ed è stato salutato positivamente anche dal Prefetto di Siena, Renato Saccone. Il protocollo richiama i dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri del giornalista - con particolare riferimento al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità senza alcuna discriminazione legata a razza, religione, sesso, condizioni fisiche e mentali e opinioni politiche - e i principi contenuti nella Carta di Treviso, che disciplina i rapporti tra informazione e infanzia. Su queste basi, il testo prevede alcune regole essenziali da rispettare nel trattamento di informazioni e fatti che riguardano persone LGBTQI, tenendo conto delle conseguenze che dichiarazioni superficiali e non corrette possono provocare verso queste stesse persone. Il protocollo prevede, in particolare, l’utilizzo di termini giuridicamente appropriati e non lesivi della dignità personale; la diffusione di informazioni precise e corrispondenti alla realtà, senza distorsioni per motivi discriminatori; la tutela di persone vittime di atti di omofobia e transfobia che scelgono di parlare con i giornalisti, senza consentirne l’identificazione della persona, e il coinvolgimento delle professio-

nalità dei soggetti promotori per poter fornire l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni. «Da diversi anni - affermano Giovanni Bacaro e Serenella Pallecchi presidenti del Movimento Pansessuale Arcigay Siena e dell’Arci provinciale di Siena - le nostre due associazioni promuovono iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’omofobia e della transfobia. Quest’anno abbiamo voluto fare qualcosa che andasse oltre quanto fatto finora. Il protocollo è il primo passo di un percorso teso a coinvolgere sempre di più tutta la comunità, invitando a un confronto serio sul rispetto dei diritti delle cittadine e dei cittadini omosessuali e transessuali, troppo spesso giudicati e additati per il loro orientamento sessuale sulla base di pregiudizi e luoghi comuni infondati e spesso offensivi. La ‘diversità’ è un valore aggiunto e un elemento di crescita della nostra società. Il nostro intento è quello di proseguire questo rapporto di collaborazione dove il protocollo è solo un punto di partenza per future azioni e campagne dedicate al contrasto dell’omofobia e della transfobia». Info: www.arcisiena.it

Notizie Brevi Capaci...di ricordare BARI - Capaci...di ricordare è il titolo dellÊiniziativa di memoria e impegno a 21 anni dalla strage di Capaci, che si svolgerà il 23 maggio allÊIstituto Salvemini a Bari. Si inizia alle 16.30 con la proiezione del corto A29, prodotto da Arci Puglia e Ucca. A seguire, dibattito con il regista Vincenzo Ardito, la scrittrice Marica Todaro, e Ettore Cardinali dellÊAnm. Intervengono Tilde Montinaro, Michele Di Cillo, Michele Emiliano, Alessandro Cobianchi, Mario De Pasquale. Si prosegue alle 20 con lo spettacolo teatrale InCapaci e lÊapericena della legalità con i prodotti di Libera Terra. Info: fb Arci Puglia

Il Bologna tra trionfi e tragedie BOLOGNA - Il Bologna tra trionfi e tragedie sarà il filo conduttore dell'incontro promosso da Arci, Uisp, Assicoop e Unipol, in programma mercoledì 22 maggio alle 21 al circolo Arci Caserme Rosse. Il punto di partenza è la storia di Arpad Weisz, allenatore ebreoungherese, che con il Bologna vinse 3 campionati, morto ad Auschwitz insieme a tutta la famiglia. Dallo scudetto

ad Auschwitz è il libro che ripercorre la vita di Arpad Weisz, scritto dal direttore del Guerin sportivo Matteo Marani, che sarà presente all'incontro insieme a Giancarlo Marocchi, ex calciatore di Bologna e Juventus e commentatore sportivo, e Donatella Draghetti, di Uisp Bologna. A moderare la discussione il giornalista Marco Tarozzi. Nel corso della serata sarà proiettato il video documentario Federico Buffa racconta Arpad Weisz. Info: www.arcibologna.it

Le donne forti danzano scalze TORINO - Si rinnova la collaborazione tra l'Arci ArTeMuDa e Amnesty International con lo spettacolo teatrale Le donne forti danzano scalze di Patrizia Spadaro e Roberto Micali . La performance porta in scena la storia di cinque donne vittime di violenze di diverso tipo: alcune di loro sono apparse sulle prime pagine della cronaca nera di questi ultimi anni, altre sono figure meno famose ma non meno rappresentative delle violenze solitamente subite dalle donne in tutto il mondo. La performance vuole sotto-

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lineare come non siano solo le percosse a rendere le donne schiave di un uomo, ma è il continuo lavaggio del cervello di chi trova la chiave per entrare dentro e si comporta da padrone, calpesta tutti i ricordi, demolisce a poco a poco quello che si è. Lo spettacolo andrà in scena il 25 maggio al Teatro Cavallerizza Reale in via Verdi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info: www.artemuda.it

Treulababbu all’Arsenale PISA - Mercoledì 22 maggio alle 20.30, al cineclub Arsenale, nuovo appuntamento con il cinema indipendente italiano, con la presentazione del film Treulababbu - le ragioni dei bambini e incontro con il regista Simone Contu. Il film è diviso in due episodi, Sa Règula e Su Molenti di Oramala, entrambi accomunati dalla tematica sul conflitto tra mondo degli adulti e mondo dell'infanzia e hanno come protagonisti dei bambini. Treulababbu è frutto di un lavoro durato cinque anni e di unÊattenta riflessione e appassionato studio della cultura sarda, vero leitmotiv della storia.

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Uscito a marzo nelle sale in Sardegna, Treulababbu sta iniziando in questi giorni un tour attraverso le sale d'essai e arriva a Pisa grazie alla collaborazione dell'associazione culturale sarda Grazia Deledda di Pisa, dellÊArsenale e di Unicoop Firenze. Info: www.arsenalecinema.it

La prima festa dell’estate RONCO CAMPO CANNETO (PR) - Il circolo Arci Ronco Campo Canneto ripropone La prima festa dellÊestate, appuntamento consolidato dellÊultimo weekend di maggio dove partecipano famosi artisti affermati a livello nazionale e giovani promesse musicali del territorio. Un incontro tra piatti e cibi della tradizione, socialità e musica da ballare. Si tratta, inoltre, della prima traccia del progetto regionale Festa della Musica 2013 organizzata in collaborazione con lÊArci di Parma. QuestÊanno la rassegna musicale, realizzata con la sezione Aido di Trecasali, si svolgerà venerdì 24 maggio e sabato 25 maggio. Entrambe le serate sono ad ingresso gratuito. Info: arci.rcc@libero.it


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Quali scenari e quali scelte per le Società di Mutuo Soccorso liguri dopo la riforma

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Carlo Monni e le Case del Popolo Nel giorno della sua scomparsa, Arci Firenze saluta il grande artista Carlo Monni, da sempre vicino al mondo dei Circoli, delle Case del Popolo, delle Società di Mutuo Soccorso. Un uomo capace di ‘usare’ la sua intensità poetica tenendola sempre ben allacciata alla dimensione popolare. La sua carriera, la sua opera, la sua stessa vita trovano profonde radici, mai recise, nel legame con il movimento associativo dell’Arci. Carlo Monni era un uomo di spettacolo, un attore colto e geniale, che però aveva rifiutato la grande ribalta, preferendo l’esibizione artistica nelle piazze, alla feste dell’Unità, a teatro, nelle Case del Popolo. Monni è stato artista vero, perché ha messo a disposizione il suo estro e la sua cultura affinchè fossero strumento di arricchimento per tutti. Ciao Carlo, uno di noi! La Camera ardente per Carlo Monni è aperta al pubblico martedì 20 maggio, nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 21 e mercoledì mattina, a partire dalle 10, presso il Teatro Rifredi di Firenze, in via Vittorio Emanuele 303. La cerimonia funebre avrà luogo mercoledì alle 15 sempre al Teatro Rifredi.

«non possono» svolgere attività d’impresa o commerciale - sono state analizzate da Giovanni Durante, presidente di Arci Savona, territorio che conta numerosissime SMS, la gran parte delle quali aderenti all’Arci. Sono seguite poi le relazioni dell’avvocato Franco Dalla Mura (Connessioni esistenti tra Mutualità, Fondi integrativi, Terzo Settore e Servizio sanitario nazionale e possibilità di una sinergia a sostegno del servizio pubblico) e Loredana Vergassola, presidente SMS Mutua Ligure (Quali scelte per le Società all’indomani della riforma della 3818. L’esempio virtuoso della nascita della Mutua ligure). Alessandro Frega, portavoce Forum Terzo Settore Liguria, nel suo intervento ha analizzato la possibilità che il mutualismo porti ad un rafforzamento della sussidiarietà e dello stesso Terzo Settore. Impossibilitata a partecipare, Lorena Rambaudi, assessore alle politiche sociali della Regione Liguria, ha fatto pervenire il suo contributo-video sul tema La scommessa del Testo Unico di Terzo Settore per un rinnovato welfare di comunità. Numerosi e puntuali gli interventi dei presenti che hanno confermato l’importanza di «questo primo momento di riflessio-

ne» le cui conclusioni sono state tratte da Giuliano Rossi, responsabile del Centro studi ufficio legislativo Arci che ha espresso soddisfazione per gli interventi che hanno valorizzato gli aspetti positivi, primo dei quali l’aver posto le SMS al centro del dibattito nazionale. Parlando poi della riforma legislativa Rossi ha evidenziato che l'introduzione di nuovi criteri ha determinato significative difficoltà per quei soggetti che hanno sviluppato fisionomie peculiari difficilmente riconducibili alla nuova legge. Si pone quindi il problema di permettere alle SMS di adeguarsi oppure restare comunque nel no profit senza perdere il patrimonio costruito negli anni. Info: comunicazione@arciliguria.it

CRISPIANO (TA) Un grande in bocca al lupo ad Anna Sgobbio, candidata a sindaco di Crispiano. Anna è stata consigliere nazionale della Confederazione Arci, fondatrice del circolo Arci Uisp Crispiano e del comitato Arci Valle d’Itria

Istituita a Palermo la Consulta delle Culture Dalla scorsa settimana la città di Palermo ha istituito la Consulta delle Culture. Dopo un lungo periodo di mancanza di confronto, scarsa attività e inefficienza che sono stati tra gli elementi che hanno maggiormente caratterizzato l’ex amministrazione comunale, a un anno dall’insediamento della nuova giunta comunale (maggio 2012) il percorso di confronto avviato ha trovato finalmente il suo approdo. Certo restano sicuramente delle parti da ‘affinare’ o su cui ancora confrontarsi. Ma quello che appare rilevante è il percorso partecipativo che l’amministrazione sta cercando di portare avanti, con le difficoltà - e a volte le incomprensioni - che questa strada comporta: una strada complessa ma anche più interessante e coinvolgente dei classici percorsi dall’alto, ed espressione di un reale interesse a costruire percorsi di cittadinanza attiva, indipendentemente dal luogo di nascita del cittadino. Cosi dopo avere aderito con entusiasmo e condiviso la campagna L’Italia sono anch’io, e dopo aver richiesto che Palermo entrasse a fare parte della rete

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europea delle Intercultural Cities, si aggiunge un altro elemento al ponte culturale che questa città rappresenta. Tra i compiti della Consulta, la promozione di iniziative per favorire l'incontro ed il dialogo fra portatori di diverse culture, nella prospettiva di una società interculturale. Come dichiara Giusto Catania, Assessore comunale alla Partecipazione, «la Consulta delle Culture non è semplicemente un organo consultivo ma ha l'ambizione di essere un'istituzione che contribuisce alle scelte di governo della città. Oggi possiamo dire che accanto alla Giunta, al Consiglio Comunale e ai Consigli di Circoscrizione, è nata la quarta gamba del sistema di governo e partecipazione della città». La consulta nasce in un’ottica di estensione dei diritti ed è aperta a tutti i cittadini stranieri, comunitari, non comunitari e apolidi: un principio di rappresentanza di tutte le parti del mondo che ribadisce la netta scelta politica della città di Palermo a sostegno della cittadinanza di residenza. Info: bucca@arci.it

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i è svolto sabato scorso, con la partecipazione di numerosissimi rappresentanti del mondo dell’associazionismo e del mutualismo ligure, l’atteso convegno organizzato da Arci Liguria per sostenere le società di mutuo soccorso nell’affrontare il percorso di adeguamento, quando necessario, alla normativa prevista dall’art. 23 decreto legge 179 del 2012, conosciuto anche come ‘Sviluppo bis’. «Probabilmente un simile intervento, sicuramente necessario e dettato da ragioni oggettive, richiedeva una ‘istruttoria’ più lunga ed approfondita e, soprattutto, basata sul confronto col mondo dell’associazionismo e delle Società» afferma Walter Massa, presidente di Arci Liguria, a conclusione dei lavori. «Siamo e rimaniamo convinti della bontà delle proposte contenute nelle modifiche della 3818 - continua Massa - ma riteniamo che la strada intrapresa dal legislatore possa produrre numerose difficoltà ai sodalizi dato che è evidente come non si sia tenuto conto dell’evoluzione di questo mondo avvenuta a partire dagli anni ’60». Le modifiche alla legge - che affermano che le SMS «devono» svolgere attività mutualistica in campo socio sanitario e che


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‘La Costituzione non si deve alterare’ Il documento dell’Anpi sulle riforme istituzionali l Comitato nazionale dell’Anpi, in relazione ai diversi progetti che si vanno formulando, anche in sede governativa, su un sistema di riforme costituzionali, ribadisce la più ferma contrarietà ad ogni modifica, legislativa o di fatto, dell’art. 138 della Costituzione, che - semmai dovrebbe essere rafforzato e del quale, in ogni caso, si impone la più rigorosa applicazione». Inizia così una ferma presa di posizione del Comitato nazionale dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia con la quale «si conferma il netto convincimento che il procedimento da seguire non può che essere quello parlamentare, attraverso gli strumenti e le commissioni ordinarie, non essendovi ragione alcuna per eventuali nuove formule e strutture, essendo più che sufficiente quanto già previsto dai regolamenti parlamentari». Riafferma poi «l’inopportunità del ricorso ad apporti esterni che in qualche modo incidano sul lavoro parlamentare e che non siano quelli già previsti, attraverso i quali si possono acquisire opinioni e contributi di esperti, mediante pareri, consultazioni, audizioni

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e quant’altro». Conferma la convinzione, più volte espressa, che «le riforme possibili ed auspicabili sono solo quelle che risultano in piena coerenza con i princìpi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda, indicando fra le riforme possibili, la diminuzione del numero dei parlamentari, la differenziazione del lavoro delle due Camere, l’abolizione delle province; tutte materie sulle quali esiste già una notevole convergenza e che non pongono problemi di coerenza complessiva». Ribadisce inoltre quanto già espresso in varie occasioni, vale a dire la netta opposizione dell’associazione ad ogni riforma che introduca il presidenzialismo o il semipresidenzialismo, poichè «non risultano ragioni evidenti per stravolgere il delicato e complesso sistema delineato dal legislatore costituente». E conferma ancora una volta «l’assoluta e prioritaria necessità di procedere alla modifica della legge elettorale vigente, da tutti ritenuta inadeguata e dannosa». Invita quindi «tutti gli organismi dell’Anpi ad impegnarsi a fondo su questi temi, promuo-

IL LIBRO / C’è posto all’ultimo banco. Guida alla scolarizzazione dei bambini rom

vendo dibattiti e confronti, irrobustendo l’informazione ai cittadini, assumendo tutte le iniziative (a partire da quelle per il 2 giugno e in particolare da quella di Milano), idonee ad ampliare il consenso attorno a queste posizioni, d’intesa con altre associazioni democratiche e con tutte le forme di aggregazione di cittadini interessati a problemi di ordine costituzionale, chiarendo soprattutto che non si tratta di restare ancorati a tutti i costi ad un sistema immodificabile, ma di impedire ingiustificate alterazioni di esso e assicurare che non vengano poste in atto misure pericolose, suscettibili di scardinare la profonda ed intima coerenza del sistema costituzionale, senza alcun vantaggio per la democrazia». Info: www.anpi.it

Hanno collaborato a questo numero Greta Barbolini, Veronica Becchi, Raffaella Bolini, Rosina Bonino, Anna Bucca, Stefano Carmassi, Federico Del Giudice, Michela Iorio, Roberto Iovino, Maurizio Pascucci, Mimma Scigliano, Alfredo Simone, Franco Stefani, Rodolfo Ungheri In redazione Andreina Albano, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti

a cura di Arci Solidarietà Onlus - Derive Approdi

IL LIBRO

A ogni minore deve essere garantito lÊaccesso alla scuola come presupposto fondamentale per la sua crescita culturale e personale. Sulla base di questo principio, nel 1993, a Roma è stato avviato il progetto di scolarizzazione di minori e adolescenti rom, volto a favorire lÊaccesso ai servizi educativi e la piena partecipazione alla vita scolastica alla minoranza rom. Oggi, dopo venti anni, Arci Solidarietà Onlus ha deciso di raccontare le tante storie di bambini, genitori, insegnanti, operatori, volontari, autisti, pullmini, strade e periferie che tutti insieme hanno scritto questa Storia. Una Storia che racconta un pezzo della nostra città, di quella Roma che riconosce il proprio Colosseo nel ÂSerpentoneÊ del Corviale, dove lÊenorme spazio del Circo Massimo diventa la spianata al km 23 della via Pontina o un parcheggio abusivo sotto la tangenziale. Storie di vite marginali, storie di bambine, bambini e adolescenti che, come racconta il titolo del libro, nelle nostre scuole trovano spesso posto solo allÊultimo banco, nella fila degli invisibili, di coloro che non meritano di essere guardati, visti e quindi, al pari degli altri, accompagnati verso una consapevole appropriazione del proprio futuro. Un libro dopo ventÊanni di impegno è anche un modo per guardarsi dentro per ÿfare il puntoŸ del percorso che si è intrapreso, dei risultati che si sono ottenuti, per vedere con occhi più consapevoli la strada che si deve ancora percorrere. Questo libro ha anche lÊambizione di aprire uno spazio nuovo di riflessione che sgomberi il campo da idee preconcette che non hanno un fondamento né scientifico né esperienziale, che rifugga da qualunque forma di fascinazione folkloristica e restituisca la veridicità che solo uno sguardo e un vissuto quotidiano possono avere.

Direttore editoriale Paolo Beni Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Impaginazione newsletter online Martina Castagnini Editore Associazione Arci Redazione Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005 Chiuso in redazione il 21 maggio alle 19

Arcireport è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione -Non commerciale Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

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L'Emilia Romagna a un anno dal terremoto, l'Altersummit, il viaggio della Carovana Antimafie, la campagna 'Io riattivo il lavoro', i campi a...

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