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arcireportmilano

Anno V - n° 2 febbraio 2012

mensile a cura di Arci Milano

Chiusura dell’Agenzia del Terzo Settore: inconcepibile Non sappiamo ancora come finirà, ma gli annunci sulla chiusura dell'Agenzia per il terzo settore non promettono niente di buono. In attesa che il governo chiarisca se intende andare all'azzeramento delle funzioni svolte dall'agenzia o ricollocarle nell'ambito del ministero del welfare, le dichiarazioni del ministro Fornero sono uno schiaffo al non profit e un grave passo indietro nel rapporto fra istituzioni e terzo settore. La decisione era nell'aria visti i tagli già operati nei mesi precedenti, ma c'era da augurarsi che il governo Monti non facesse un errore che tradisce sottovalutazione e scarsa conoscenza dell'universo non profit. La scelta è poco comprensibile dal punto di vista della razionalizzazione della spesa, visto che il bilancio annuo dell'Agenzia supera appena il milione di euro; ma è ancor più insensata se pensiamo al momento difficile attraversato dal terzo settore, in difficoltà a causa dei tagli alla spesa sociale e ciononostante impegnato a garantire ciò che resta dei servizi di welfare nei territori. È miope non capire che per risollevarsi dalla crisi il paese ha bisogno di ritrovare senso di comunità e coesione sociale, e sottovalutare il contributo che in questo senso possono dare proprio associazioni, cooperative sociali e gruppi di volontariato. Il terzo settore è motore di partecipazione, mobilita risorse e competenze, è un argine alla frammentazione e all'egoismo sociale, contribuisce a rafforzare e innovare il sistema di welfare, fa crescere la cultura della responsabilità civica e la qualità della democrazia, è volano di nuovo sviluppo economico. Oggi più che mai andrebbero riconosciuti e sostenuti il ruolo del privato so-

ciale, la sua rappresentatività e la sua autonomia, la sua capacità di avanzare proposte e concorrere alle scelte per il futuro del paese. Andrebbero finalmente affrontati nodi da tempo irrisolti che limitano l'azione dei soggetti sociali: il riordino di un quadro normativo e legislativo oggi frammentato e contraddittorio, la revisione delle agevolazioni fiscali, i criteri della rappresentanza e dell'accreditamento nei rapporti con la pubblica amministrazione, la stabilizzazione del 5 per 1000. L'Agenzia, che in questi anni ha svolto un lavoro utile e apprezzato dalle organizzazioni di terzo settore, potrebbe dare un contributo importante. Abolirla o ridimensionarne la struttura significa fare una scelta di segno opposto alla valorizzazione del terzo settore e delle sue potenzialità. Altri articoli da pag 3

Elsa Maria Fornero - Economista e accademica italiana. Dal 16 novembre 2011 è Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega anche alle Pari Opportunità, nel Governo Monti.

sommario a pag 3

Sono passati cinque lunghi anni dalla prima uscita del nostro mensile. Anni densi, per la storia del nostro Paese, delle nostre città, della nostra Associazione... (Emanuele Patti, presidente ARCI Milano, a pag. 2)


arcireportmilano - febbraio 2012 - 2 arcicommiato

Arcireportmilano

cambia e si trasforma C

are lettrici e cari lettori, questo che state leggendo è l’ultimo numero di Arci report Milano, in questa forma. Sono passati cinque lunghi anni dalla prima uscita del nostro mensile. Anni densi, per la storia del nostro Paese, delle nostre città, della nostra Associazione. Crediamo di aver prodotto un buon strumento informativo, che ci ha permesso di comunicare l’Arci, in tutte le sue svariate sfaccettature, le sue attività, le sue prese di posizione, le sue storie e quelle di chi assieme a noi è stato sul territorio, nelle riunioni dei circoli, nelle manifestazioni di piazza, nei convegni e nelle assemblee pubbliche. Abbiamo provato a far “uscire” l’Arci dalla sua complessa (e non complicata) organizzazione. Abbiamo accompagnato la crescita forte, evidente e straordinaria, di Arci nelle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza. Abbiamo riportato comunicati, del presidente Nazionale e della presidenza nazionale, abbiamo insomma provato anche a fare memoria, a lasciare traccia di quello che Arci è e di quello che Arci e i suoi circoli fanno. Alcuni numeri sono stati più ispirati ed altri meno, ma quando li metteremo assieme uno dopo l’altro, magari rilegati per non perderne traccia, ci accorgeremo di più e meglio del lavoro che abbiamo fatto. Ma ovviamente questo non è un epitaffio, ma solamente un modo di presentare il cambiamento, l’evoluzione. Non è l’ennesimo foglio che chiude per difficoltà economiche, e purtroppo questo sta avvenendo e avverrà ancora. In

un Paese dove chiudono giornali, dove la libertà di stampa è fortemente sotto gli standard di altri Paesi europei, dove i cittadini leggono poco e si informano poco, crediamo invece che si debba insistere, ma dobbiamo anche sperimentare strade nuove e nuovi “media”. Per questo Arci Report Milano, cambierà, si trasformerà. Abbiamo in mente di farlo vivere più nella rete, sarà più integrato nel nostro sito. Sarà meno “house organ” e più rivista di approfondimento. Sarà maggiormente interattiva con i social networks, assomiglierà più ad un blog, e conterrà delle rubriche fisse. Cer-

cherà di approfondire e di far approfondire; si aprirà maggiormente a contributi esterni e sarà anche piccola palestra di scrittura creativa. Insomma cercheremo di offrire un prodotto comunicativo, in grado nello stesso tempo, di promuovere la nostra Associazione, le nostre idee ed le iniziative dei circoli, ma anche di agganciarsi al dibattito pubblico, all’approfondimento culturale e a tutto ciò che saremo in grado di attrarre anche grazie alle nuove tecnologie. Confidiamo quindi da subito sulla vostra curiosità, la voglia di interagire e perché no anche di collaborare. e.p.


arcireportmilano - febbraio 2012 - 3 arciterzosettore

Alla ministra “spiace” ... qualcun altro si inquieta “Ci dispiace, ma bisognava

fare per forza questa operazione. Fare un’altra authority non sarebbe stato possibile. Tenerla in vita così come è sarebbe stata la riprova che in Italia non si può chiudere niente”.

lare della storia del nostro Paese in cui il terzo settore è chiamato a svolgere un ruolo sempre più di peso, fra mille difficoltà.

essere lecita una domanda: qual è lo scopo di questo governo? Sistemare ciò che in Italia non funziona, magari anche obbligando gli enti locali a rispettare gli accordi, oppure semplicemente tagliare i costi senza scegliere tra ciò che è utile e ciò che non lo è?” a.r.

In conclusione non resta che condividere quanto dichiarato da Chiara Cremonesi. “Dopo due Queste le parole con le quali il mi- mesi di Governo Monti, inizia a nistro Fornero ha “chiuso” un’authority. COMUNICATO DEL FORUM Anche a me spiace e forse anche DEL TERZO SETTORE un bel po’ di più che al Ministro. Non abbiamo apprezzato il modo e affinché vengano messe in atto Ma, per dirla tutta, più che spiacermi mi inquieta. E il termine con cui il Ministro Fornero ha reso nuove forme di controllo e auto“inquieta”, preso dal testo del co- pubblica la scelta di voler chiudere controllo. municato dell’Auser che condi- l'Agenzia per il Terzo Settore divido pienamente, mi sembra il chiarando, a margine di un conve- Chiediamo che venga riconosciuto termine più idoneo. Il ministro ha gno svoltosi a Milano, che questa il ruolo del terzo settore nella vita dei cittadini, come pure il suo rapusato la locuzione “per forza” ed era l'unica operazione possibile. presentare uno spazio fondamenè questo che inquieta molti se addirittura, come nel mio caso, non Nel merito crediamo che questa sia tale di partecipazione demouna decisione sbagliata. Ricor- cratica. irrita. Con questo “per forza” è parso a diamo che negli ultimi anni abmolti che il ministro volesse sot- biamo assistito ad una costante Ci auguriamo che il governo non tolineare come la sua decisione riduzione dell'attenzione e delle ri- creda che tutto quello che non è fosse una decisione squisitamente sorse economiche verso l'Agenzia Stato o Mercato possa esser liquistessa e verso il terzo settore in ge- dato e affossato in questo modo. e solamente economica. L’agenzia per il terzo settore, per nerale. Ci saremmo aspettati dal SOMMARIO quanto mai completata (da una di- nuovo governo proposte e maggiori chiarazione di Chiara Cremonesi, attenzioni nel sostenere il nostro Chiusura dell’Agenzia del Terzo Setconsigliera regionale di Sinistra mondo, che ha una funzione fonda- tore: inconcepibile.....................pag. 1 ecologia e Libertà, si evince che, mentale per il nostro Paese e rap- Arcireportmilano cambia e si traper quanto riguarda Milano e la presenta una forte spinta per l'uscita sforma.......................................pag. 2 Settore: nostra regione, Comune, Provin- dalla crisi, e ci ritroviamo invece di Terzo Alla ministra “spiace”...............pag. 3 cia e Regione hanno dislocato solo fronte ad ennesimi tagli -- questa Comunicato del Forum............pag. 3 12 dei 35 dipendenti concordati) è volta contro uno strumento per la Indispensabile e urgente aprire un un soggetto trasversale a diversi crescita, il controllo e la traspatavolo di confronto.................pag. 4 ministeri e rappresenta un valido renza del terzo settore - che non Cambia il senso: la città che respira.................................. pag. 5 strumento in grado di elaborare fanno altro che indebolirlo. Vivi con stile..............................pag. 6 linee guida, pareri, documenti e proposte in collaborazione con gli Chiediamo al governo che si apra L’Italia sono anch’io..................pag. 7 I promotori replicano a Grillo..pag. 8 esperti provenienti dal mondo ac- un tavolo di confronto affinché si Grillo pronto a mangiarsi trovino risposte e risorse soddisfacademico e dal terzo settore. il corpo della Lega................pag. 8 La realtà è che si rischia di disper- centi che sostengano tutto il terzo Expo e Formigoni: ci possiamo dere nel nulla un patrimonio di settore, le cui attività sono trasver- fidare?..................................pag. 9-10 competenze e professionalità qua- sali all'ambito economico, sociale Scenica Frammenti in tour........pag. 11 lificato, in un momento partico- e culturale, e non solo del welfare,


arcireportmilano - febbraio 2012 - 4 arciterzosettore

TERZO SETTORE: INDISPENSABILE E URGENTE APRIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO di Ideanna Giuliani Devo confessare che leggere delle dichiarazioni del Ministro Fornero sulla decisione di azzerare l'Agenzia del Terzo Settore , rilasciata a margine di un Convegno a Milano, mi ha colpita e per quanto possa valere, amareggiata. Mi ha colpita nel metodo adottato, quasi infastidito a voler dar retta ai cronisti, con cui si è deciso di liquidare questo organismo al quale, solo 10 anni fa al momento della sua costituzione, vennero delegate funzioni fondamentali di controllo e di indirizzo nel più complessivo obiettivo di riordino nel comparto degli enti no profit. Lascia ancor più perplessi se si pensa che non più di un anno fa ne fu addirittura modificata la definizione (da Agenzia per le Onlus in Agenzia per il Terzo Settore) sottintendendo in questa scelta non tanto un mero restyling di denominazione, bensì un ampliamento dell'ambito di competenza, che avrebbe dovuto passare in questo modo da un limitato segmento di soggetti (le onlus appunto) a tutto il ben più ampio comparto del terzo settore italiano. Mi ha colpita perché, nonostante la disponibilità del Comune di Milano a mettere in campo risorse proprie per mantenere in vita questa organizzazione, la risposta è stata comunque negativa, smentendo quindi nei fatti la motivazione economica addotta per questa scelta così infelice e, se poi vogliamo essere sinceri sino in fondo, irridendo anche un po' la

disponibilità della Giunta milanese a investire in questo senso risorse che, non abbondando nemmeno da noi, avrebbero dovuto essere stornate altrove. Mi ha colpita il merito, o meglio ancora l'assenza di esso, con cui questa decisione apparentemente inappellabile è stata presa e come essa non tenga conto in alcun modo del dissenso espresso dalle organizzazioni di terzo settore . Dovrebbe far riflettere il Ministro leggere come, in difesa quasi corale, si siano espresse organizzazioni tanto diverse tra loro (da Arci a Vidas, da Compagnia delle Opere ai Centri di Servizio per il Volontariato, non ultimo il Forum Nazionale del Terzo Settore ) Dovrebbe ancor più far riflettere il Ministro il fatto per il quale le voci che oggi di stanno levando in difesa di questa Autority – a cui competevano funzioni di controllo per conto dello Stato – siano paradossalmente quelle dei i soggetti controllati Mi ha colpita sul piano professionale. Io, che molto più di altri posso dire di aver avuto l'onore in questi anni di lavorare a stretto contatto con l'Agenzia, posso solamente dolermi del fatto che un tale livello di professionalità venga sprecato in questo modo, gettando al vento un patrimonio importante e non scontato di conoscenza ed esperienza, soprattutto in un ambito in cui troppo spesso la com-

petenza spesso si traduce solamente in millantato credito. Mi ha colpita sul piano personale , perché in questi anni ho avuto la possibilità di conoscere non solo delle grandi professionalità, ma anche persone la cui sensibilità individuale ha contribuito in modo fondamentale a dare al lavoro fatto insieme quella marcia in più. La differenza fondamentale che passa tra il predicare e il praticare la cultura del no profit. Scusate se è poco. i.g

«Gli enti inutili sono altri Certo non è questo il caso» Patti al Corriere della Sera «L' Agenzia del terzo settore inutile? Tutt' altro. Proprio di recente aveva divulgato un prezioso vademecum sul rapporto tra non profit ed enti locali. Non si può certo dire che si tratti di un ente inutile». A parlare è Emanuele Patti, a capo di Arci Milano. «L'Agenzia era l'unica sede in grado di elaborare strategicamente politiche per il terzo settore - continua Patti -. Era stimolo sia per il legislatore sia per il confronto tra organizzazioni. D'altra parte il volontariato, le ong, le onlus, la cooperazione sociale hanno bisogno di un punto di riferimento istituzionale». A Milano Patti e altri stanno lavorando per la creazione di un Forum cittadino del terzo settore. Che ora dovrà confrontarsi con uno scenario nuovo. (da Il Corriere della Sera)


arcireportmilano - febbraio 2012 - 5 arcicittadinanza Al Biko giovedì 2 febbraio presentata l'iniziativa editoriale Arci- E Il Mensile

CAMBIA IL SENSO. LA CITTÀ CHE RESPIRA

Conversazioni su politica e militanza, stili di vita e cittadinanza attiva

L’occasione è stata l’uscita con-

giunta della Guida ai circoli Arci 2012 con il numero di febbraio di E-il Mensile. Occasione per parlare, discutere di alcuni temi che, la nostra associazione con i suoi circoli che sono laboratori del cambiamento e il magazine di Emergency con la sua informazione pulita, sperimentano ogni giorno. Ad ospitarci uno dei circoli che fa da presidio in zona Barona: l’Arci Biko. La serata di giovedì scorso ha visto protagonisti Stefano Boeri, Luciana Castellina, Pap Khouma, Damiano Di Simine in compagnia di Emanuele Patti, presidente di Arci Milano e Maso Notarianni codirettore di E- Il Mensile. La parola è stata autentica protagonista della serata. E l’assessore alla cultura con il suo intervento ha messo a fuoco l’obiettivo citando due esempi di come la città si sia recentemente incartata intorno ad alcune “parole”: una, la parola blasfemo, suscitata dallo spettacolo di Romeo Castellucci al Parenti sul concetto del volto del figlio di Dio, l’altra suscitata dal contributo di generosità sociale elargito dal Comune che ha innescato infinite discussioni sul concetto di famiglia e sul riconoscimento delle coppie di fatto. Esempi lucidi di come oggi sia necessario sgretolare certe parole e impegnarsi ancor di più in un lavoro d’informazione e conoscenza. “Tutto ciò dimostra come le parole possano essere usate come sassi e sia necessario scardinare alcuni equivoci e tornare al significato profondo di alcune pa-

role”. La storia e la capacità di cambiare il mondo invece sono state le parole d’ordine della scrittrice Luciana Castellina che ha ricordato la sua generazione “maledettamente fortunata” capace di cambiarlo davvero il mondo. Quello della Castellina è un monito e un’esortazione a interrogarsi su un mondo senza rivoluzioni. Quelle rivoluzioni che riescono a portare avanti il nonpensato nello sforzo di coniugare uguaglianza e libertà. Il suo è un invito a pensarsi e sentirsi di nuovo soggetti attivi della storia e non oggetti, a ripensarsi come comunità “politica” prima di tutto. Tra le parole che sceglie anche democrazia. E non a caso, in un luogo come un circolo arci che in parte è una piccola palestra di democrazia, uno di quei posti che cerca faticosamente di ricostruire un'egemonia politico-culturale in uno squarcio di secolo che soffre dell'assenza della politica e si ingegna per supplire a questa assenza. Anche il codirettore di E, sottolinea il ruolo di supplenza svolto da una ONG come Emergency in questi anni. Con Pap Khouma non si poteva non discutere dei temi della cittadinanza, del dialogo tra le culture, dei pregiudizi che spesso le accompagnano da entrambe le parti. Pap racconta aneddoti sulla sua partecipazione alla vita della città, sul proprio senso di appartenenza, sulla scelta sua e degli ideatori della rivista El Ghibli di esprimersi in lingua italiana. E a proposito di cittadini e non, è sempre la Castellina a ri-

cordarci che tra le parole che dovrebbero essere bandite c’è extra comunitario mentre una parola che dovrebbe entrare nel vocabolario corrente è nuovo italiano “perché tutti siamo diversi quando entriamo a contatto con gli altri”. Senza filtri e ipocrisie in realtà “non si può parlare di dialogo delle culture quando si parla di dialogo tra diseguali perché il linguaggio è potere e perché in Italia vivono 5 milioni di persone che non godono dei pieni diritti politici perché non hanno la cittadinanza” – chiosa la scrittrice. Infine il presidente di Legambiente Damiano Di Simine con il quale parlare di ambiente significa parlare di società. Si passa dalle riflessioni sul PGT e sul coraggio dell'Assessore De Cesaris a recuperare un Piano già di fatto approvato, alla partecipazione dei cittadini e al contributo di pensiero e riflessioni che hanno dato e che era stato bollato come “opposizione” dalla vecchia giunta. Ma “la città che respira” è anche e prima di tutto una questione di stili di vita. Sostenibili, ecocompatibili, che guardano alla città prima che a se stessi e hanno a che vedere con abitudini quotidiane e pratiche sociali. Da qui l'accenno al progetto di Legambiente, Arci e Acli “Vivi con stile” sostenuto dall'amministrazione comunale. Insomma alcune premesse su una nuova città che respira e su cui si concentrano attenzioni e speranze di altri italiani. m.l.


arcireportmilano - febbraio 2012 - 6 arciconstile

Vivi con Stile G

iovedì 26 gennaio a Palazzo Marino grande ressa per l’incontro di lancio di Con Stile, un patto fra Pisapia e milanesi per un modo più virtuoso di intendere i consumi pubblici e privati a partire dalla mobilità e dal consumo di acqua ed energia. L’iniziativa, che durerà per tutti e cinque anni del mandato della nuova amministrazione è sostenuta da tre pilastri della società civile milanese: Legambiente, Arci e Acli. In un certo senso si tratta anche dell’alleanza politica inedita che è riuscita a far sloggiare la destra da Milano dopo vent’anni di amministrazioni più o meno ecocide: sinistra laica, cattolicesimo sociale, ecologismo liberale. Una volta tanto lo stile non è associato agli snobisti fashionisti del triangolo d’oro, ma alla questione centrale del nostro tempo: ripensare la civiltà urbana in modo ecologicamente sostenibile, pena la catastrofe climatica già in corso. Il progetto, riassunto nel sito http://www.constile.milano.it/, mira addirittura a cambiare la vita di milano e dei milanesi. L’idea è che la domanda di consumo verde s’incontrerà con l’offerta pubblica e privata di opzioni a minor impatto ambientale. Il progetto è europeo ed è gemellato con Helsinki e Barcellona, città che sono assai più avanti della metropoli meneghina nell’aver sviluppato una coscienza ecologica e amministrazioni che incentivano comportamenti virtuosi sull’uso della bici, dei mezzi pubblici, del riciclo e dell’educazione ambientale nelle scuole. L’incontro è stato aperto da un breve saluto del sindaco, impegnato nelle votazioni in consiglio. La palla è quindi passata a Legambiente, master of ceremonies della serata, che ha illustrato il sito. Poi Chiara Bisconti, l’assessore direttamente impegnata per la qualità di vita e del tempo libero dei milanesi (oltre che del personale del Comune: Chiara, assumi i precari!), ha letto e commentato un messaggio più articolato di Pisapia e spezzato una lancia in favore della ciclabilità. Il riferimento ai referendum ambientalisti stravotati dai residenti è stato ineludibile. Anche se non lo volesse, i 5 referendum cittadini su ecologia urbana e mobilità praticamente obbligano il nuovo sindaco a

una svolta decisa nella gestione dell’ambiente cittadino. Del resto lo smog non dà tregua. E Maran, l’assessore ai trasporti, ha colto l’occasione per difendere il varo dell’Area C, che ha diminuito di un terzo il traffico in centro e sta migliorando Milano, malgrado l’opposizione implacabile dei soliti miopi commercianti. Emanuele Patti, il presidente dell’Arci Milano, ha posto l’accento sul coinvolgimento dell’associazionismo e degli attivisti in una nuova sensibilità ecologica che si è diffusa nei circoli ancor prima che nelle case. I nuovi stili di vita devono essere sociali ancor prima che individuali. In tutta questa positività, un eretico come MilanoX non ha potuto far a meno di notare alcuni nei dell’iniziativa: l’età media della platea era over40 (il coinvolgimento giovanile è fondamentale, ma lì non si vedeva) e c’è il rischio di greenwashing sempre in agguato (vedi sponsor come Vodafone e altri) – cioè di aziende che investono 10 per rifarsi l’immagine verde mentre inquinano 100. Inoltre le azioni individuali rischiano di esser vanificate da scelte ottuse in termini di produzione di energia elettrica: se installano una nuova centrale a carbone in regione, non bastano certo un milione di cittadini che spengono le spie degli standby a compensare l’aumento delle emissioni di CO2. Comunque ecco le azioni che siamo tutti chiamati a compiere e darne testimonianza sul sito in questione in quanto individui e famiglie ecovirtuosi: bere acqua pubblica a casa, per strada al bar (basta bottiglie di plastica); dar vita a 10, 100, 1000 orti nei balconi e nei cortili (più kilometro zero di così..), ridurre e riutilizzare prima di cestinare (l’obiettivo è di ridurre di un quintale i rifiuti procapite: meno discariche, meno inceneritori), smettere di portare i bambini a scuola in macchina (usare i mezzi o andare a piedi, magari in fila per due), dare impulso ai mercatini dell’usato e del baratto (già ci sta pensando la crisi), aumentare la raccolta differenziata (a Milano siamo indietro nella raccolta dell’umido), attendersi ai 20° di riscaldamento (e installare in ogni casa il rilevatore del consumo di energia, come una nuova legge regionale impone di fare), quindi scegliere elettrodomestici di classe A e lavare sempre a

40°, ma soprattutto abbandonare la macchina, abbonarsi ai mezzi e usare la bici o il bikemi, che è davvero comodo e modulabile per gli spostamenti quotidiani. Per finire riportiamo il testo del patto che Giuliano Pisapia firma idealmente e concretamente con ognuno di noi. Insomma la sfida è di cambiare insieme la vita a Milano. Ce la dobbiamo fare, soprattutto per i nostri bambini. da Milano X

Patto per una Milano Sostenibile Tra il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e i cittadini di qualsiasi età, genere, nazionalità e religione, residenti, domiciliati o ospiti della città di Milano, si stipula il seguente libero Patto di cittadinanza: la città di Milano, a seguito dell’adesione alle politiche europee (Patto dei Sindaci) e alla luce dei risultati dei referendum cittadini di giugno 2011, si ritiene impegnata nelle politiche di sostenibilità e coesione sociale, ed in particolare ci si propone di partecipare tutti ai Piani d’Azione che saranno decisi dal Comune per andare oltre gli obiettivi stabiliti dall’UE per il 2020, riducendo le emissioni di CO2 di almeno il 20%; a questo fine il Sindaco e l’Amministrazione si impegna a sviluppare politiche di sostegno all’azione dei singoli, delle famiglie, delle comunità e delle imprese coerenti con le azioni intraprese, noi cittadini ci sentiamo impegnati nella ricerca di nuovi stili di vita, coerenti con le nostre aspirazioni ed idealità, aiutino a vivere meglio insieme e che alimentino la speranza di futuro e felicità per noi, i nostri figli e il Mondo intero, e, a questo fine, siamo disposti a pubblicare e verificare periodicamente le azioni concrete in cui ci adopereremo oggi e domani.


arcireportmilano - febbraio 2012 - 7 arcicittadinanza

Il comitato milanese della campagna festeggia le 6.000 firme raccolte con un incontro in Feltrinelli tenutosi giovedì 2 febbraio

L'ITALIA SONO ANCH'IO

Il 6 marzo prossimo saranno presentate le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma delle norme sulla cittadinanza e per il diritto al voto agli immigrati residenti nel nostro Paese da almeno 5 anni

.

Già prima dell’inizio dell’incon-

tro le sedie disponibili erano tutte occupate, nello spazio incontri della Feltrinelli di Corso Buenos Aires. Persone attente, interventi che si susseguono con intensa convinzione. Storie ben rappresentate aprono scorci di vite che rivelano l’assurda e banale prospettiva che la cieca norma accende. Non si può essere, non d’accordo con la legge cavillosa che regola la richiesta di cittadinanza, che impedisce la normale acquisizione del diritto di cittadinanza ed appare non solo ingiusta ma ridicola e assurda in un paese che si dice la culla del diritto. Gli interventi di Manuel Ferreira che racconta la sua esperienza di bambino immigrato nella scuola in Argentina, la lettura dei testi di Sumaya Abdel Qader che con ironia e convinta ragione di italiana declina le piccole ignoranze quotidiane dei nostri concittadini e la cieca logica di alcune interpretazioni normative esempio il cambio di residenza che diventa un vuoto di continuità che blocca il riconoscimento della cittadinanza. Gli scarni ma precisi dati sulle contraddizioni della legge e le ritrosie del nuovo governo ad una soluzione positiva al problema. La narrazione esemplare di Gad Lerner e della sua iniziazione all’italianità. Interessanti e vivaci gli

interventi: dalle osservazioni sulla promozione dell’evento e forse anche della campagna che non sviluppa tutte le sue possibilità di diffusione, a quello inquieto del cittadino italiano – cinese che si dice contro ma forse amareggiato dei questo percorso umiliante per

Perché una pratica di convivenza così naturale suscita tante paure? aver riconosciuto un fatto già acquisito nella pratica quotidiana di vita in Italia e confermato dalla lingua, dalle abitudini, dalle frequentazioni. Una serata che conforta la parte militante del cuore ma pone domande a quella logica. Perché un fatto cosi semplice, una pratica cosi naturale di convivenza nella realtà così ampiamente vissuta, quando giunge alla definizione dei diritti fa scaturire paure, prevenzioni, diffidenze, caute riflessioni di opportunità. (Ancora oscura la ragione dell’antico “Mamma li turchi!!!). Che forse il diritto di altri diminuisce l’effettività del nostro. Che forse la bontà quando diventa parità

toglie potere. Forse è ignoranza dell’altro, della sua storia, della sua cultura, della sua identità. Cosa è questa effervescenza di umori oscuri che rigurgita nella pancia di tanti italiani che privilegia l’assistenza ai diritti che in ogni caso ha bisogno di avere per sé un piccolo diritto in più .Questa domanda che non riguarda il razzismo esplicito ma quella normale prevenzione forse è la domanda a cui dobbiamo dare risposta perché tocca la pigrizia culturale e la sicurezza di tanti e forse ci stimola a fare di più, ad entrare nel senso profondo della cultura personale delle abitudini quotidiane, di poter una sera sedere ad un tavolo per organizzare un torneo di calcio e insieme a un amico senegalese, ragionare con un altro ecuadoriano mentre un cingalese ascolta per capire come collaborare perché il calcio non è molto sentito nella sua comunità. Ognuno beve il suo dal bianco secco alla coca cola e non vedere il diverso ma il simile ed il compagno. Una cosa che i bambini fanno a scuola prima che le prevenzioni degli adulti facciano loro notare le diversità che diventano codici chiusi di relazione e di conoscenza. g.m.


arcireportmilano - febbraio 2012 - 8 arcicittadinanza

Cittadinanza: i promotori della campagna "L'Italia sono anch'io" replicano a Beppe Grillo Il riconoscimento della cittadi-

nanza italiana ai bambini che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri ha il senso di una battaglia di giustizia e di civiltà. 78mila bambini nati in Italia da genitori stranieri, nel solo 2010, sono 78mila buone ragioni per non “distrarsi”, per prestare attenzione ad una realtà che rappresenta non solo il futuro ma già il presente del nostro Paese. Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io” per la riforma della legge sulla cittadinanza replicano alle dichiarazioni di Beppe Grillo, che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme sullo ius soli, con “il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”. Ciò che ci appare “senza senso” – scrivono le organizzazioni – è negare la legittimità e l’opportunità di una battaglia di civiltà come quella per il riconoscimento di un diritto fondamentale che riguarda centinaia di migliaia di persone con la motivazione che i problemi degli italiani sarebbero “altri”, come se i milioni di immigrati che da anni vivono in Italia e i loro bimbi che frequentano le nostre scuole non condividessero già gli stessi problemi, le stesse gioie, e lo stesso destino. Per fortuna – aggiungono i promotori - il consenso incontrato dalla Campagna l’Italia sono anch’io dimostra che esiste nel Paese

una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza e della giustizia sociale – principi peraltro sanciti dalla nostra Costituzione. Da parte nostra, con l’umiltà di

chi non si arroga il compito storico di risolvere tutti i problemi del mondo, ma con la consapevolezza di concorrere a una battaglia di grande valore democratico, continueremo a raccogliere con rinnovato impegno le firme necessarie per depositare in Parlamento le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e l’allargamento del diritto di voto alle amministrative alle persone di origine straniere. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati quindi a rivolgersi ai comitati della propria città per firmare le proposte di legge in questi ultimi giorni di raccolta. www.litaliasonoanchio.it

Filo di cronaca

Beppe Grillo pronto a mangiarsi il corpo della Lega Un vecchio amico, scomparso ormai da molti anni, filosofo e scrittore,

anche presidente, un tempo, di Arci Lombardia, Mario Spinella sosteneva che nella cultura dell’uomo resiste, più o meno manifesta, una certa tendenza all’antropofagia. Mi spiace aver scomodato Mario Spinella per introdurre un argomento che con la filosofia ha poco da vedere, lo ha di più con la stupidità e volgarità patente che dilaga da vent’anni soprattutto nel nostro Paese. Mi riferisco a una delle ultime demenziali uscite di Beppe Grillo che ha criticato la proposta di concedere la cittadinanza sulla base dello ‘ius soli’ ai figli di immigrati nati in Italia. “E’ senza senso. O, meglio, un senso lo ha – ha scritto il comico genovese sul suo blog - Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite”. Che c’entra tutto ciò con il mio discorso iniziale? Forse nulla, ma mi piacerebbe far notare una “cosetta” che mi è saltata in mente: ormai il più vecchio partito d’Italia tra risse interne, Trota, e Cerchio magico è praticamente pronto a finire sul gelido di un tavolo autoptico. Molti coloro che stan lì a vedergli tirar le cuoia ma non per pietà cristiana, piuttosto per la cinica voglia di azzannare, mangiare i resti di quel corpo (elettorale) diventando magari paladino di gran parte di quella cultura razzista e retrivaqualcosa che è stata insinuatain buona parte della popolazione del Nord Italia. In prima fila proprio Beppe Grillo, ormai criticato anche da molti suoi fans, un exattore, un non ancora, per fortuna nostra, politico che s’è messo a gareggiare col miglior (peggior) Borghezio. a.r.


arcireportmilano - febbraio 2012 - 9 arciexpo

LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI

Expo e Formigoni: ci possiamo fidare? dal blog di Rosario Pantaleo consigliere comunale PD

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xpo e Regione. Troppi dubbi sui collaboratori di Formigoni. Per questo ho deciso di scrivere una lettera al Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti. Sperando che ascolti... Oggetto : Incarico Commissario Generale per EXPO 2015 Gentile Presidente, il percorso che porterà la città di Milano alla manifestazione di Expo 2015 è (finalmente!) avviato e, ci auguriamo, possa portare al recupero dei tempi improduttivi che ne hanno inficiato il previsto cronoprogramma. Questa manifestazione, particolarmente importante per Milano, giunge in un momento di evidente e diffusa difficoltà economica per la soluzione della quale Lei, ed il Governo che presiede, sta “spendendo” la credibilità del nostro Paese. Una credibilità che sta costando cara agli italiani in quanto i nodi irrisolti degli ultimi anni sono arrivati, purtroppo attesi, al bivio, come Lei ha giustamente osservato in ogni sede possibile e praticabile. A salvaguardia della credibilità che deve contraddistinguere il lavoro del Governo e degli organi Istituzionali che operano sui diversi territori del nostro Paese, in particolar modo nella Regione Lombardia che ha seguito e sostenuto le fasi di assegnazione della manifestazione di Expo 2015, ogni attore coinvolto deve essere al di sopra di ogni qualsivoglia dubbio nella capacità di gestire compiti e persone. Per tale ragione mi permetto di esternarLe, nell’ambito del mio ruolo isituzionale, le mie preoccupazioni nel rilevare l’intervento della Magistratura all’interno degli organi istituzionali della Regione Lombardia, come avvenuto con il recente arresto di uno dei suoi Vicepresidenti, il Dott. Nicoli Cristiani. Evento non nuovo

per le cronache dato che nella precedente Legislatura analogo intervento si era manifestato a carico dell’allora Assessore Dott. Prosperini che, accettando di patteggiare la pena ha reso evidente il fatto che le accuse addebitate erano fondate su elementi reali e concreti. Ovviamente nulla è possibile esprimere sulla odierna vicenda che vede coinvolto il Vicepresidente della Regione Lombardia in quanto per l’ordinamento giudiziario nessuno è colpevole se non dopo tutti i gradi di giudizio disponibili ma, certamente, la frequenza di situazioni negative che coinvolgono la Regione Lombardia non può essere lasciata priva di riflessioni e necessarie azioni di controllo. Se EXPO 2015 sarà la vetrina attraverso cui la città di Milano, la Regione Lombardia, l’Italia intera saranno giudicati dal mondo intero e dai suoi referenti Istituzionali e finanziari, attraverso cui riconquistare la credibilità nel mondo, ritengo necessario che tutti gli attori che operano ed opereranno in questo ambito siano nella condizione di essere quanto più obbiettivi e razionali nel loro operato. Ciò al fine di evitare di trovarsi nelle condizioni di non essere in grado di valutare, nella maniera adeguata ed efficace per la riuscita dell’opera, situazioni e persone che potrebbero essere di nocumento, dispersive, profittatrici, male intenzionate rispetto agli indirizzi ed obbiettivi da perseguirsi, con rapidità, efficienza, trasparenza e rigore, nei prossimi anni, in favore di EXPO 2015. Le mie personali preoccupazioni su questo tema si sono manifestate, una volta di più, nel leggere l’intervista rilasciata dal Presidente delle Regione Lombardia, Dott. Roberto Formigoni, allorquando a La Repubblica del 2.12 u.s., nel commentare l’arresto da poche ore avvenuto, alla

domanda che ricordava che Nicoli Cristiani era stato precedentemente nominato assessore proprio da Formigoni, il Presidente affermava che “Com’è noto (Nicoli Cristiani, ndr) non ha mai fatto parte della mia componente. Ho solo accettato l’indicazione del Partito”. Tale risposta non può essere ritenuta accettabile da parte di un esponente di così importante rilievo politico ed istituzionale che, certamente, non può non avere ritenuto persona degna di fiducia il Vicepresidente Dott. Nicoli Cristiani se per ben due volte lo ha nominato assessore. Sempre nella citata intervista è ricordata la questione legata alla Dott. ssa Nicole Minetti che, inserita all’ultimo momento nel listino bloccato del Presidente, è divenuta Consigliera Regionale. Senza volermi addentrare nella vicenda giudiziaria in corso (anche se dal punto di vista morale, come ben recita l’Art. 54 della Costituzione, possiedo, come molti, il mio giudizio sulla vicenda) all’intervistatore, che chiedeva spiegazioni in merito all’inserimento di una sconosciuta igienista dentale (ricordata per le sue apparizioni televisive alla trasmissione “Colorado Caffè” ed ora per altre situazioni non edificanti) in questo listino, certa di una elezione, il Presidente risponde che “Quando domandai mi fu risposto che era una ragazza laureata. Chiesi anche a Don Verzè che mi diede delle garanzie.” Anche in questo caso emerge, evidente, una inaccettabile superficialità e leggerezza nell’accettare una candidatura così “evanescente” rispetto alle competenze e responsabilità che un Consigliere Regionale deve porre nel suo lavoro, anche in considerazione del lauto stipendio percepito. Rispetto, poi, alla garanzia data da Don Verzè rimango colpito da due evidenze: per quali ragioni Don Verzè avrebbe dovuto essere a conoscenza delle capacità di questa persona (viste le mi-


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Expo e Formigoni: ci possiamo fidare? gliaia di dipendenti presenti al San Raffaele), se basti essere laureati per entrare in un listino elettorale bloccato e garantirsi importanti stipendi e prebende. Inoltre perché il Presidente uscente avrebbe dovuto chiedere informazioni al responsabile di un Ospedale privato sovvenzionato anche da denaro pubblico (che, purtroppo, sappiamo essere stato spesa anche in maniera non ortodossa. Ma anche questo “arcano” sarà compito della Magistratura dipanare e chiarire) per valutare una candidata del suo partito…? Ritengo che le situazioni sopra ricordate rendano evidente una sorta di “stanchezza e ritardo”, da parte del Presidente della Regione Lombardia, nel saper fare le giuste valutazioni circa le qualità personali e politiche di un candidato. L’essere disponibili perché altri o altre componenti chiedono “un posto privilegiato” rende palese la difficoltà nell’esercitare, in libertà di scelta, la posizione di comando e responsabilità. L’intervista in questione, poi, si addentrava nella posizione del Dott. Pierangelo Daccò, inquisito per il crack del San Raffaele il quale avrebbe nascosto al fisco 196 conti bancari e 14 appartamenti (vedi La Repubblica del 4.12.2011), ed anche in questo caso la risposta del Presidente Formigoni lascia perplessi in quanto affermava che “Siamo amici da vent’anni ma Daccò non ha mai avuto alcun incarico dalla Regione. Le indagini della Magistratura riguardano i suoi rapporti con quell’Ospedale.” Ospedale al quale, è bene ricordare, la Regione Lombardia concedeva oltre 400 milioni di euro di rimborsi all’anno e, quindi, forse sarebbe stato opportuno sia accertarsi che tali introiti venissero ben gestiti dall’Ospedale in riferimento, sia che una persona amica potesse essere eventualmente troppo vicino, professionalmente, ad una realtà da tempo “chiacchierata” nella sua solidità e vicenda finanziaria. Al fianco di questa amicizia si ricorda anche quella con il Dott. Mazzarino De Petro, coinvolto nello scandalo Oil for Food. Senza nulla addebitare al presidente Formigoni, della cui personale onestà e rettitudine morale sono convinto, è la sequenza di situazioni in cui sono state e sono coinvolte persone a lui vicine o da lui nominate responsabilità civica ed Isti-

tuzionale, che mi rende perplesso rispetto all’incarico di Commissario Generale di Expo 2015. Nei giorni scorsi ho letto vari interventi che, nel tempo, il Presidente Formigoni ha formulato e mi sono reso conto che questi sono ormai distanti dalla sua nota capacità di essere padrone delle situazioni e delle circostanze avverse che, comunque, gli si sono avvolte intorno. A questo proposito è opportuno citare quanto riportato da varie testate, e dal “Il Fatto Quotidiano” del 2.12.2011 in particolare, rispetto all’evidenza che il 14 novembre il Dott. Nicoli Cristiani abbia accennato al Presidente di un incontro con la Società Locatelli (quella inquisita per il materiale inquinato “nascosto” nel manto stradale della Brebemi) e che questi avrebbe dato il suo placet per un incontro con il Dott. Paolo Alli, sottosegretario regionale all’Attuazione del Programma ed Expo, affinchè tale Azienda potesse presentarsi, immagino, come una delle società fornitrici nell’ambito dei lavori di Expo 2015. Questa procedura, qualora riscontrata dalle indagini, seppur priva di fondamento penale (e apparentemente non realizzatasi) rende “problematica” la valutazione di un rapporto di buon governo per EXPO in quanto i fornitori, di qualunque caratura essi siano, dovrebbero interloquire con l’Ente responsabile e/o con chiunque coinvolto in EXPO, solo tramite atti ufficiali, pre-qualifiche e partecipazioni a Bandi di Gara senza essere presentati in maniera informale o amicale da chicchesia. Questo al fine di non inficiare le possibilità di alcun operatore a vantaggio di chi, magari, potrebbe invocare o millantare una, magari non ricevuta, “captaptio benevolentia”. Questo senza dimenticare il danno alla salute, anche per i lavoratori della stessa Locatelli e subappaltatori, hanno subito ed a quello che avrebbero subito, nel tempo, i frequentatori della Brebemi nel tratto incriminato (vedi articolo de “La Repubblica” del 7.12.2011 con le dichiarazioni di due dipendenti della Locatelli. Sempre nel succitato articolo de “Il Fatto Quotidiano” sono citati i nomi di ex Assessori Regionali nonché di Assessori e Consiglieri tutt’ora inquisiti ed altri, pur

non indagati, i cui nomi, sono finiti in inchieste seguite dalla DDA. Un elenco lungo che, certamente, non rassicura il cittadino che alla politica chiede, in particolare in questo momento in cui ai normali cittadini sono richiesti sforzi imponenti, trasparenza, serietà, senso dello Stato, onestà e lealtà alle Istituzioni. Un elenco, quello citato, a cui si aggiunge, è notizia di questi giorni dell’arresto del Consigliere Regionale Dott. Massimo Ponzoni, da oltre dieci anni presente nella massima Istituzione Regionale, già Assessore alla Protezione Civile e Polizia Locale ed in seguito Assessore alla Qualità dell’Ambiente ed attualmente è Segretario del Consiglio Regionale della Lombardia. Un altro vulnus, questo, alle odierne capacità di discernimento da parte del Presidente della Regione Lombardia. Con queste righe, Presidente, ho voluto esternarLe le mie preoccupazioni sia di cittadino milanese che di componente di un’importante Istituzione rappresentativa, sul mantenimento dell’incarico di Commissario Generale per Expo 2015, al Presidente della Regione Lombardia. Persona, questa, indubbiamente capace e che ha lavorato cercando di innovare la politica e l’Istituzione da lui presieduta per tre Legislature (anche se tutt’ora pendente, come noto, il processo per le oltre 600 firme false riscontrate dalla Magistratura sulle liste popolari a supporto dei Partiti della coalizione che ha sostenuto la candidatura del Dott. Formigoni nelle elezioni regionali del 2010) ma che ora non è più in grado, a mio avviso, di verificare e valutare la capacità e la moralità dei propri collaboratori. Ciò, conseguentemente, pone forti dubbi nell’effettiva capacità di tutela della collettività nello svolgere e sostenere le complesse procedure per giungere a realizzare in maniera efficace la manifestazione di Expo 2015. La ringrazio per l’attenzione che mi ha voluto concedere con la speranza che quanto indicato sia oggetto di opportuna riflessione e decisione. Le porgo cordiali saluti ed auguri di buon lavoro. r.p.


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Dal 3 al 12 febbraio Scenica Frammenti in tour a Milano, Modena e Verona

Fino al 9 febbraio 2012 Scenica Frammenti presenterà Memoria,

Fuochi nella notte, Fantasmi in Carne Ossa ed R&G a Milano, Treviglio e Rozzano. Dal 10 al 12 sarà di scena a Modena e Verona (date da definire)

Scenica Frammenti ha già fatto le seguenti tappe: venerdì 3 febbraio Unione Femminile Nazionale Corso di Porta Nuova, 32 – Milano FUOCHI NELLA NOTTE Racconti polverosi di donne finalmente libere con Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi e Iris Barone Musiche di Massimiliano Nocelli, Francesco Oliviero e Carlo De Toni Luci di Michele Fiaschi , Regia Loris Seghizzi Tre donne, tre streghe, tre attrici e i monologhi in tasca. In un teatro abbandonato da molti anni, vivono le anime polverose di tre donne, attrici, liberate all’improvviso da un pubblico giunto quasi per caso… Lo spettacolo si annoda e si snoda attraverso lo sdoppiamento dei ruoli, il conflitto dei personaggi, in una successione di passione malinconica e cruda tragedia di assurdo e divertente misticismo. sabato 4 febbraio Società Umanitaria Via San Barnaba, 48 – Milano MEMORIA Storia di una famiglia teatrale Con Vincenza Barone, Spencer Barone, Walter Barone, Iris Barone e Gabriella Seghizzi Musiche dal vivo eseguite da Massimiliano Nocelli Luci Michele Fiaschi, Regia di Loris Seghizzi Memoria è la storia di una “famiglia teatrale” nata agli inizi del ‘900. Enza Barone, figlia di attori, nata e vissuta nella Compagnia di Teatro Viaggiante, inizia la propria esperienza artistica durante la seconda guerra mondiale. Attrice vera, vittima delle atrocità del nazifascismo, ripercorre

ARCI GROOVE Via Monte Penice, 9 – Rozzano Ingresso a pagamento ore 21 FANTASMI IN CARNE OSSA Con Walter Barone, Nicola Donalisio, Dimitri Galli Rohl e la Domenica 5 febbraio Compagnia delle Mummie. PuSocietà Umanitaria pazzi di Cesare Inzerillo Via San Barnaba, 48 – Milano R&G. La lacrimosa storia di Luci Michele Fiaschi, Regia di Loris Seghizzi e Dimitri Galli Romeo e Giulietta Rohl Siamo una compagnia, ci proviamo, la tragicomica Compagnia delle Mummie. Abbiamo l’idea, il soggetto per uno spettacolo nuovo e interessante, crediamo. Siamo vivi o siamo morti? Siamo attori o siamo morti? Siamo arrabbiati, delusi, umiliati e mortificati; siamo ottimisti, rasserenati, nostalgici e sognatori. insieme al figlio un secolo di teatro e, in parallelo inevitabile, “stracci” di storia d’Italia dall’avvento di Mussolini fino ai primi anni 80.

Giovedì 9 febbraio TAE Teatro Via Bellini, 2 – Treviglio (BG) Ingresso con tessera TAE ore 21 Con Vincenza Barone, Gabriella FANTASMI IN CARNE OSSA Seghizzi, Serena Mennichelli, Loris Seghizzi, Spencer Barone, arcireportmilano Walter Barone, Iris Barone, MasAnno V - numero 2 similiano Nocelli, Francesco OliFebbraio 2012 viero, Carlo De Toni. Suppl. ad Arci Notizie, aut. trib. n°298 Luci Michele Fiaschi, Regia dell'8/6/1985 del tribunale di Milano Loris Seghizzi. Romeo e Giulietta, emblema di direttore responsabile, amore e odio, vita o non vita, legLuigi Lusenti gerezza e pesantezza di una passione che come piuma di piombo Hanno collaborato a questo numero: cade sulla testa di chi vuol inter- Fabio Paolo Costanza, Ideanna Giuliani, Carrompere le lotte di due parti stu- lastella Mataloni, Geppino Materazzi, Rosario pidamente avverse. Così ieri, Pantaleo, Anita Pirovano, Ilaria Scovazzi, Rocome oggi. Allora ecco la lacri- berto Stuani, Luca Tripeni Zanforlin, Ilaria mosa storia che percorre un Villa tempo senza tempo da quei versi In redazione: shakesperiani a quelli dei nostri Emanuela Longo, Adelio Rigamonti tempi, di un novecento di stor- Direttore responsabile del supplemento: nelli, canzoni e canzonette, di ci- Emanuele Patti nema e cartons, fiabe e Editore: Arci Nuova Associazione Milano telegiornali, promiscuità artisti- Redazione: Milano, via Adige 11 che e manie. Martedì 7 febbraio ITSOS – Albe Steiner Spettacolo e incontro con gli studenti ore 10 ARCI CORVETTO Via Oglio, 21 – Milano FANTASMI IN CARNE OSSA Le ultime due repliche sono Mercoledì 8 febbraio

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