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ArciCaccia

REPORT

È tempo d’ n°3/2011 di REPORT - Settimanale di informazione varia. Anno XIX “Poste Italiane S.P.A. - Sped. Abb. Post D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1, DCB Po” - Tassa pagata Dir. Resp. Luigi Nidito - Ed. Ass. “L’Incontro” V.le Galilei, 13/f - 59100 Prato Reg. Trib. Prato n° 127 del 24/2/88 - Stampa: Cesat

Grafica e videoimpaginazione: Cristina Baruffi-Katia Cocchi

È ora di cambiare per avere, finalmente, una caccia per tutti uno sguardo all’Europa

Editoriale Osvaldo Veneziano

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orna il tempo, per noi tutti, della “caccia praticata” vivaddio: si comincia dalla possibilità di portare in campagna i nostri cani, per “la prova”, poi sarà “Apertura”. Emozioni, passioni, il piacere di vivere la natura, la caccia, purtroppo spesso mortificati dal nulla di chi ci amministra e di chi non sa neppure cosa sono i sentimenti sopraddetti. È ora di cambiare per avere, finalmente, una caccia per tutti. Migliori speranze di caccia dove ATC, Province e Regioni fanno produrre fauna ai territori anche grazie ai volontari, alle guardie che lavorano in campagna e che sono il miglior antidoto ai “faccendieri” e alle strumentali speculazioni elettorali di amministratori inconcludenti che si rendono visibili solo per i calendari e l’acquisto della selvaggina. A febbraio del 2012, al di là delle menzogne che altre Associazioni hanno raccontato promettendo il falso, la legge sulla caccia e quella

sulle aree protette compiranno 20 anni! Ci sforzeremo di non annoiarvi nel resto dell’informazione con ulteriori richiami al nulla di 20 anni della politica dei Palazzi Romani e di tanti Uffici Caccia. 20 anni nei quali faccendieri e bugiardi, teatranti della politica hanno sfruttato i cacciatori. Sicuramente non sono note a tutti le “bugie” che i “pifferai” hanno raccontato facendole “buscare” ai cacciatori. Per questo vogliamo richiamarle. Dicevano: si tornerà alla libera caccia senza confini; si caccerà nei parchi; si allungheranno i mesi di caccia e si andrà a caccia anche con il buio; si cacceranno più specie; i cacciatori controlleranno la ricerca scientifica; si caccerà senza limiti nelle ZPS; basta con i ripopolamenti di “gallinacci” e con sperpero di danaro pubblico. Così la “lingua biforcuta” di certi Faccendieri Associati. Sono le fesserie più diffuse e pubblicizzate, ingannevolmente, negli ultimi due decenni. Un imbroglio che continua da tanti anni. Perché? Colpa dei cacciatori? NO loro sono le vittime di questo inganno. I responsabili sono quanti costruiscono e sfruttano la situazione dichiarando una forza ed un potere contrattuale sproporzionato, “dopato”, tanto che i risultati non solo sono inesistenti ma negativi. segue a pagina

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TENIAMOCI STRETTa l’italia

caccia e cultura

assicurazioni

INNOVATIVI E MAI NOSTALGICI

Federico Merli

LE MIGLIORI POLIZZE

Benedetto Valente

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Ufficio tesseramento

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18-19

Viva la caccia! a pagina

a pagina

a pagina

senza faccendieri, caste e giochi di palazzo

le proprie ragioni profonde, culturali per riconquistare attenzione e rispetto nella società di oggi. Questo Arcicaccia toscana celebrerà il si può ottenere solo attraverso l’equisuo VII Congresso Regionale librio e la responsabilisabato 10 settembre tà delle proposte che il a Castagneto CarRagione e mondo venatorio saprà ducci nella splendisentimento per rappresentare. da cornice di uno dei afferrare il futuro Il Congresso sarà un luoghi più suggestivi momento di riflessione della Toscana dove la utile anche agli altri per afferrare il cultura della caccia è parte integranfuturo. te del territorio e dei suoi abitanti. La a pagina caccia ha bisogno infatti di riscoprire Massimo Logi

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appartenere ad una storia secolare, fatta di tradizioni, valori e cultura. I cacciatori non hanno bisogno di tempo d’apertura. C’è voglia vivere una parodia ma di apprezzare di sapere, di conoscere nel la qualità del gesto vedettaglio il calendario natorio e di avvertire venatorio, di regolaesOrgogliosi eum fugiam di assonanza sociale. rizzare la licenza di una lingua vero vendescit lam Demagogia e propacaccia, di vedere da parlare diversa incim sum ganda vanno sconfitte. vicino le ultime novità Chiediamo ai cacciatodella prestigiosa prori di diventare protagonisti del camduzione armiera italiana. biamento. È nell’imminenza di quell’alba che il a pagina cacciatore con pochi gesti sente di Marco Ciarafoni

È

L’Arcicaccia che fa bene all’Italia Dal leader storico degli ambientalisti appello al cuore dei cacciatori

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Caccia, natura e intelligenza... Michele Chialvo

Ermete Realacci

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e si vuole far vincere la squadra Più unità ed del cuore servono passione e equilibrio dal intelligenza. Vale nello sport come mondo venatorio negli altri campi dell’agire umano, nell’ambientalismo come nell’associazionismo venatorio. Il compito fondamentale giocato dall’Arcicaccia in questi anni è stato proprio quello di tenere in campo il mondo venatorio, senza cedere agli estremismi o abbandonarsi a falli di frustrazione. a pagina

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utto è cominciato quando l’umanità che ci circonda, che è sostanzialmente quella metropolitana, ha smesso di viverla, la natura e ha cominciato a immaginarla, a sognarla, a sentirsi in dovere di proteggerla, senza nemmeno capire da chi e da che cosa. Il mondo di oggi e i suoi simboli sono legati in modo quasi esclusivo alla cultura metropolitana. a pagina

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ArciCaccia

È tempo d’

pubblicazioni

Teniamoci stretto il nostro Paese Pubblicato lo studio dell’Arcicaccia sull’attività venatoria in Europa Federico Merli

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n un’epoca in cui sempre più l’informazione riveste un ruolo fondamentale nell’analisi dei fatti e nella formazione delle scelte, sia del singolo individuo sia della società, il mondo venatorio, sia per un certo disinteresse degli or-

gani di informazione, sia forse per la crescente età media dei cacciatori, rimane abbastanza all’oscuro di quanto succede nel resto d’Europa in materia di caccia. Questa carenza si riverbera poi nel diffuso uso strumentale di informazioni parziali, lacunose, se non addirittura false o errate da parte di chiunque: semplici cacciatori, animalisti, ambientalisti, dirigenti venatori, associazioni. Purtroppo la responsabilità più grave ricade senza dubbio sull’associazionismo venatorio: fin troppe aspettative sono state ingenerate nei cacciatori, raccontando quale sorta di paradiso fossero i paesi esteri per la caccia. In realtà la caccia di ogni paese è influenzata da tradizioni, usi, costumi, caratteristiche ambientali e faunistiche, situazioni sociali ed economiche, proprietà fondiaria; non esi-

ste quindi un sistema migliore degli altri. Un cacciatore italiano trasferito in Gran Bretagna troverebbe assurdo non sparare ai tordi oppure pagare 150 sterline per una “grouse”, così come per un cacciatore inglese sarebbe impensabile andare a caccia tre volte a settimana facendo la ‘scaccina’ ai tordi, che per lui non fanno nemmeno parte del “game” ossia della selvaggina; così come per un cacciatore italiano cacciare in Danimarca vorrebbe dire limitarsi ad unità di gestione inferiori ai 2000 ettari mentre un danese si troverebbe spaesato cacciando in un ATC toscano di 150 mila ettari. Si è cercato inoltre di sottolineare in particolar modo lo status giuridico della selvaggina e i differenti modi di esercitare il diritto di caccia, da privato a pubblico, poiché tale aspetto influenza notevolmente le possibilità dei cacciatori. Questa pubblicazione, più da consultare che da leggere, nasce quindi con l’intento di fornire una serie di notizie e informazioni, il più possibile certe e aggiornate, su come si svolge la caccia nei principali paesi della Comunità Europea, esaminandone gli aspetti fondamentali. So-

no state escluse volutamente dalla trattazione le questioni riguardanti la Direttiva Europea 409/79 “Uccelli” (ora modificata nella 147/09) e la sua applicazione nei vari paesi, perché si dovrebbero esaminare i mille aspetti oggetto di un contenzioso giuridico annoso e tecnicamente complesso. Basti qui ricordare che la Direttiva è in vigore su tutto il territorio della UE, anche se i paesi di recente ingresso non si sono ancora com-

punita. Quest’anno i calendari venatori, pena il rischio di essere bastonati dai Tar, non si allontaneranno molto da quanto previsto dalle mediazioni iniziali offerte al Tavolo delle Regioni, nel rispetto delle indicazioni dell’Ispra. I contenuti dei calendari (5/6 giorni di caccia reale di differenza), infatti, non saranno molto lontani dalle proposte avanzate da Coltiretti/Legambiente poi peggiorate al Tavolo da soliti propagandisti di parole sulla caccia che hanno presentato “carte da chiacchiere” prive di dati e “senza copertura della scienza”. Le limitazioni che saranno introdotte nelle Regioni non produrranno neppure il vantaggio di impegnare tutti i “portatori d’interesse”, ambientalisti compresi, a non ricorrere alla magistratura, che era poi l’obiettivo principale del Tavolo delle Regioni prima di affrontare il tema dei danni che, sul territorio, si sta ritorcendo contro gli interessi dei cacciatori. I “soliti noti” presenti entusiasticamente al Tavolo prima hanno convenuto su un testo, pure con distinguo tattici che dovevano rimanere riservati non degni di essere lasciati ai posteri, poi hanno detto: “non c’ero e se c’ero dormivo”. L’incompetenza della realtà faunisticovenatoria italiana degli “stregoni” dei calendari venatori - abituati a proporre terapie prive di conforto scientifico con dati trovati sulla luna o su marte, buoni per infusi preparati con code di rospo, penne di quaglie giapponesi, becchi di colino della virginia bagnati dall’olio e da vino a volontà – ha creato le migliori condizioni per contenziosi che gestirà la magistratura. Per i TAR, i dati di riferimento saranno quelli dell’Ispra, come scrivono Palazzo Chigi e la Commissione Europea a Regioni e Ministeri. Conclusione: i “vampiri” della caccia, discutendo del sesso delle quaglie, sono arrivati loro - con gioia degli animalisti - a mettere in discussione l’apertura della caccia con il cane non più dalla 3a domenica di settembre bensì a rimandarla al 1° di ottobre, in cambio del nulla. Leggeremo alla fine quanti “calendari” permetteranno la caccia alla quaglia anticipatamente all’apertura generale. Se ce n’era bisogno questa è l’ennesima prova che questi signori non conoscono la storia della cac-

cia che ha visto i cacciatori, già nel passato, contestare l’apertura differenziata per la caccia vagante con il cane per specie poichè questa crea problemi di tesserini, di delimitazione delle aree di pressione venatoria e di controlli. La differenza rispetto ai “capoccioni” della caccia è che i cacciatori conoscono i problemi dei territori. Il colmo del ridicolo è che, tra gli “sbraitanti”, c’erano coloro che vorrebbero l’apertura “unica” al 1° settembre per evitare, dicono loro, che i cacciatori sparino a tutto, che ci sia troppa pressione venatoria su tortore e colombacci, ecc… Bella stima che hanno dei loro associati! Fino ad oggi l’intreccio di interessi personali, quelli dei politici e dei “capataz” delle associazioni, ha prodotto questo modo di occuparsi di caccia che ha aiutato Regioni e Provincie a “sfilarsi” dalla gestione faunistica quella che, in parole povere, significa far nascere gli animali sul territorio e mettere in equilibrio il rapporto tra le specie selvatiche: troppa fatica, meglio “buttare” gallinacci di allevamento e farsi fotografare vestiti da cacciatori, possibilmente con cane e fucile. Quando funzionano, gli ATC e le Province producono fauna selvatica e ricchezza ambientale; quando speculano e sfruttano, comprano e buttano. Soldi sprecati! Le associazioni, dice la ricerca Face, hanno una credibilità del 7% tra i cacciatori, i quali, di contro, per l’87% non vogliono più animali buttati. I maggiori responsabili di questo rapporto molto critico tra associazioni e cacciatori e tra questi gli italiani sono coloro che, alla luce degli stessi numeri di cui si riempiono la bocca, fondamentalmente, vendono assicurazioni. Sono loro che rappresentano il 90% delle tessere? I numeri, scritti dalla loro ricerca, dicono di conseguenza, che per il 93% le adesioni non hanno motivazioni ideali, valori e, forse, sono legate all’assicurazione “obbligatoria”. La “casta” venatoria ha peccato in pensieri, parole e opere. Vogliono fare qualcosa di buono e rapidamente? Cambino strada: l’unica che c’è è fatta di gestione faunistica e scienza. Noi, umilmente, ci uniremo. Sommare intelligenza e saggezza da forza e credibilità. Sommare imbroglio ad imbroglio da l’indecenza che spesso

si somma alla delinquenza. Lorsignori vogliono continuare a “parare gli interessi” od anche i “soldi dell’importazione di selvaggina” di privati e di società di comodo, magari fatte di amici e parenti che fanno capo alle associazioni ? Noi saremo da un’altra parte, non ci interessa. Coprano pure assessori e funzionari che pensano che i tesserini venatori servano solo a controllare i cacciatori (tanto per cambiare) e mai per far luce sulla validità delle loro folli “camionate di selvaggina”. E’ “omertà”, lo diciamo forte e chiaro, lasciare i tesserini negli scantinati. Noi chiediamo che i dati dei tesserini vengano raccolti e resi pubblici per far conoscere come viene speso denaro pubblico, quali risultati si ottengono con fagiani, lepri e starne di allevamento, per capire quanti ne vengono abbattuti, quanti ne arrivano all’apertura, quante covate ci sono state… Oltre che alla gioia di chi vende recinti e certifica la vitalità degli spermatozoi della selvaggina, forse sarebbe più utile e gratificante produrre fauna e ambienti a vantaggio di cittadini e cacciatori. Scriviamo ora queste cose perché quando saranno i giorni dell’Apertura, giornate sempre di straordinaria emozione, possiate però essere nelle migliori condizioni di conoscenza per apprezzare chi ha detto la verità e chi ha mentito tra le Associazioni e gli amministratori che, spesso, si fingono interessati. Non sarà poco perché è dall’onestà che passa la riscossa della caccia in Italia. Non ci facciamo più confondere dalle “pagliacciate venatorie del governo” che decanta un giorno l’estremismo animalista e un giorno quello venatorio e neppure lasciamoci infinocchiare dagli assessori che vogliono censire i fringuelli, da quelli che prima immettono, poi vogliono eradicare i cinghiali, da Ministeri che spendono 75.000,00 euro dei cacciatori per viaggi e trasferte di interesse loro e non per cose serie. L’Arci Caccia ti invita alla campagna congressuale che sta avviando: impegnati per aiutarci a isolare, se presenti nella nostra Associazione, quanti sono stati tentati dal rinunciare alla consapevolezza della forza delle nostre idee che pur con limiti hanno salvato l’attività venatoria e oggi sono quelle che ci permetteranno di

pletamente uniformati ad essa. Le informazioni riportate in questo volume sono il frutto delle conoscenze dirette e di quelle ricavate da documenti ufficiali consultabili su internet; in ogni caso si è privilegiata comunque la ricerca di questi ultimi per confermare le notizie riportate. La prima parte del volume è dedicata a notizie e raffronti di carattere generale, mentre la seconda prende in esame la situazione dei paesi più importanti.

dalla prima pagina Per fini propri, manipolano l’informazione e tacciono la verità. Devono difendere le loro avidità di potere e, in molti casi, di soldi. Questo male oscuro del sistema caccia si rinnova grazie alla complicità di alcuni politici nazionali e locali, di personaggi del mondo venatorio, di alcuni funzionari di Province e Regioni e anche di qualcuno che gestisce ATC o Parchi. Nel “teatrino della caccia” si “abbaiano cazzate”, consapevoli di fornire argomenti e armare gli anticaccia che così possono utilizzare le “sparate” venatorie per conquistare consensi tra i cittadini italiani e indebolire la caccia. E così succede che Face fa gli accordi con gli ambientalisti in Europa e poi in Italia si alimentano risse che portano a restrizioni. Poi però gli “sfascisti” venatori pagano Istituti di Ricerca per piangere sul latte versato e per far finta di pentirsi. E allora per rifarsi la faccia pubblicano e difendono sui quotidiani le limitazioni delle attuali leggi che secondo la ricerca sono poco conosciute e apprezzate dagli italiani. Col cavolo poi raccontano la stessa cosa ai loro soci al momento di rifilargli la tessera! Ci sarebbe da indignarsi: noi lo facciamo. La mancanza di onestà comincia a fare schifo ai più. I cittadini italiani si stanno ribellando alla politica di chi si fa eleggere per interessi “ad personam” e questo avverrà anche per chi usa la caccia e i cacciatori strumentalmente. E’ emblematico quello che è accaduto da un anno a questa parte, da quando i “mascalzoni” della caccia, ovunque insediatisi (in politica, nelle associazioni, nelle società di comodo, nelle istituzioni) hanno voluto nella cosiddetta legge “comunitaria”, fingere di cambiare i tempi di caccia. La conseguenza concreta è che sono aumentati i ricorsi alla magistratura per i calendari e le sentenze sfavorevoli ai cacciatori. E’ successo ogni qualvolta assessori regionali o provinciali hanno legiferato ignorando la legge e convinti di continuare a scambiare “fesserie” con i voti. Ci abbiamo rimesso tutti, salvo l’incompetenza degli addetti ad amministrare il bene di tutti, che non viene mai

ripartire per consolidare una caccia per tutti. Ed è con affetto ed anche con orgoglio che ti ringraziamo di aver scelto l’Arci Caccia. Osvaldo Veneziano P.S. Al momento di andare in stampa registriamo una notizia che abbiamo provveduto a divulgare ma che è stata omessa da Associazioni e personaggi delle Regioni. Ve la riportiamo per intero in altro spazio del giornale. Si racconta che a Palazzo Chigi c’è stata una riunione con i rappresentanti della Commissione Europea i quali ci hanno fatto sapere che l’Ispra e i suoi dati sono gli unici legalmente riconosciuti e che occorre uniformarvisi (nulla di nuovo, non poteva che essere così: sarebbe come mettere in discussione il ruolo della Banca d’Italia o dell’Istituto Superiore di Sanità, ecc…). Sempre da Palazzo Chigi sappiamo che per l’inserimento dello storno nell’elenco delle specie cacciabili se ne parlerà nel 2015 e al tempo stesso prima bisognerà cancellare dall’elenco quelle specie in difficile stato di conservazione. Altro che notte dei tempi! Ora i politici, le associazioni dei convegni patrocinati e benedetti per cantare stornelli, la faranno o no questa nuova marcia su Roma? Ma non c’erano onorevoli che dopo l’”investitura” da parte del Ministro competente sono andati a raccontare che per lo storno “era fatta”? Non solo non ci caccerà ma ci saranno molte difficoltà per le “deroghe” e che, guarda caso, il modello cui far riferimento è quello, molto restrittivo, utilizzato dalla Toscana nel 2010 che con lo storno-day ha poco a che vedere. Che bello se un giorno sarà possibile sequestrare i beni di onorevoli che mentono pagati da tutti noi; chissà quante tasse si potrebbero risparmiare! Questi onorevoli non ci dicano che sarà il popolo a giudicarli perché con l’attuale legge elettorale rispondono solo al “padrone” che li arruola per fare gli “zimbelli per le allodole” o se preferiscono gli “scemi del villaggio” così possono fingere di non sapere quello che hanno detto nella riunione precedente. Questi Signori costano ai cittadini italiani e non a chi li ha arruolati.


ArciCaccia

È tempo d’

l’intervento

L’Arcicaccia che fa bene all’Italia Dal leader degli ambientalisti appello al cuore dei cacciatori Ermete Realacci

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e si vuole far vincere la squadra del cuore servono passione e intelligenza. Raramente gli ultras più esagitati producono buoni frutti: spesso producono anzi gravi danni. Vale nello sport come negli altri campi dell’agire umano, nell’ambientalismo come nell’associazionismo venatorio. Il compito fondamentale giocato dall’Arcicaccia in questi anni è stato proprio quello di tenere in campo il mondo venatorio, senza cedere agli estremismi o abbandonarsi a falli di frustrazione. Anche se stimo e sono legato da profonda amicizia a Osvaldo Veneziano e Marco Ciarafoni, so che esistono in tutto l’associazionismo venatorio persone di qualità. Ma troppo spesso alcune associazioni sono state irretite da sirene che avrebbero portato la rotta contro gli scogli. Quante volte solo nell’ultimo decennio sono state avanzante dal centrodestra proposte demagogiche e irrealizzabili? In contrasto non solo con le normative europee o con le opinioni di agricoltori e ambientalisti, ma soprattutto con il comune sentire di larga parte dei cittadini italiani. Molto distanti dal modello di caccia di cui il Paese ha bisogno: legata alla conservazione delle specie faunistiche, impostata alla sostenibilità del prelievo, rispettosa delle indicazioni della scienza, rigorosa nell’applicazione delle norme italiane ed europee. Col risultato che si è spesso fomentata la parte più miope del dei cacciatori, magari nella speranza di ottenere qualche voto o qualche preferenza, rischiando di produrre uno scontro che sarebbe oggi ana-

cronistico e devastante per il mondo dibilità mantenuta con la coerenza venatorio. E, devo dire, in qualche e il coraggio delle posizioni assunte. regione, anche il centrosinistra non Vorrei però dire qualcosa in più. Riha dato buona prova di sé. Ma un spetto la sensibilità e le scelte di chi mondo venatorio corporativo, rissoè contrario, in ogni caso, alla sopso, che mostra i muscoli, incapace di pressione di una vita animale, anche stringere alleanze, di entrare in sintose non è il mio punto di vista. Ma so nia con ruoli e funzioni dell’impresa bene che in molti casi e in molti teragricola di qualità e multifunzionale, ritori, soprattutto quelli dei comuni di acquisire e mantenere il ruolo di più piccoli, in collina o in montagna, custodi del territorio e della sua belil mondo venatorio è parte imporlezza è un mondo venatorio che si tante della vita della comunità. Da appresta alla deriva. parlamentare toscano Ricordo che quando conosco e apprezzo Evitato questo scontro arrivò il ruolo che spesso le il referendum al referendum contro squadre di cinghialai sul filo di lana la caccia due grandi lesvolgono non solo per per merito della ader, Giacomo Rosini e controllare una specie capacità Carlo Fermariello, seppotenzialmente invadi dialogo pero tenere un punto siva, ma per gestire il dell’Arcicaccia di equilibrio. territorio e tenere in Negli scorsi mesi, sulla spinta dell’opvita i legami comunitari. Ricordo che posizione determinatasi dal disegno qualcuno mi criticò perché non capidi Legge Orsi, si è nuovo rischiato un va, quando nelle prima festa nazioreferendum contro la caccia. La mia nale sull’ambiente del Partito Democontrarietà non era tanto legata alla cratico a Livorno, volli proprio che ci paura del quorum, come nel caso del fosse un incontro con le squadre dei nucleare, ma alla preoccupazione di cinghialai. Oggi c’è anche qualcosa fare passi indietro: di tornare ad inin più. Il Paese ha davanti momenti dicare i cacciatori come uno dei prindifficili. Momenti in cui sarà necessacipali problemi ambientali del Paese, rio mobilitare le energie migliori. Per con le conseguenze che, quorum o tenere assieme la società e rilanciare non quorum, ci sarebbero state. l’economia c’è bisogno dell’impeTutti possono oggi poi immaginagno di tutti. E non bisogna lasciare re quale sarebbe stato il risultato di indietro nessuno. Io amo molto un un referendum in materia di caccia proverbio africano che dice “se vuoi nella tempesta perfetta prodotta andare veloce vai da solo, se vuoi dalla mobilitazione sull’acqua, sul andare lontano vai insieme agli allegittimo impedimento e soprattuttri”. Un ruolo fondamentale sono to sul nucleare dopo l’incidente di chiamati a giocarlo i corpi intermedi Fukushima… in tutti i campi, nell’imprenditoria, Se il referendum non c’è stato molto nel mondo del lavoro, nella cultura, è merito dell’Arcicaccia e della sua nell’associazionismo. capacità di tenere aperto il dialogo Potranno giocarlo se avranno ben con larga parte del mondo agricolo chiaro che bisogna collocare la proed ambientalista, grazie ad una crepria azione in un orizzonte che possa

essere condiviso, che possa permettere di agire “insieme”. Se l’Italia fa l’Italia ce la può fare. E’ in fondo questo l’insegnamento migliore che ci viene nella celebrazione dei 150 anni di Unità. Non era scontato che avrebbe avuto successo, nonostante la straordinaria azione di manutenzione dell’idea di Paese fatta da grandi presidenti della Repubblica, come Ciampi e Napolitano. Qualcuno ha remato contro, qualcuno ha persino messo in discussione che dovesse essere una festa a tutti gli effetti. Poi il vento è cambiato. La

gente è scesa per strada ed ha messo il tricolore alle finestre. E forse il momento più alto non è stato un momento istituzionale ma la straordinaria, coraggiosa, poetica orazione civile di Roberto Benigni a Sanremo. Questa Italia ha bisogno anche del mondo venatorio. Avremmo bisogno di un mondo venatorio più unito nel tenere posizioni equilibrate: quella capacità che ha avuto l’Unavi dei tempi migliori. Intanto è importante che l’Arcicaccia sappia mantenere la rotta come ha saputo fare in questi anni.

Questi occhi chiedono amore non un gesto di morte

Abbandonarlo

è un segno di inciviltà ed anche un grave reato penale

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ArciCaccia

È tempo d’

costumi

L’Arcicaccia e la cultura dell’oggi Vivendo la società si legittimano i valori della caccia Benedetto Valente

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a caccia in Italia e nel Mondo è arrivata a toccare, anche se con qualche acciacco, ma ancora in salute, il terzo millennio. Uno dei lasciapassare per affrontare il futuro sarà senz’altro il terreno non facile, ma determinante, dello stare al passo con i tempi, con il mondo di oggi, con la cultura dell’oggi. Non va rinnegato nulla di ciò che è stato, delle tradizioni, così come della letteratura, quella grande o quella più o meno bozzettistica di ieri ma sarebbe esiziale se rimanessimo lì, fermi come spesso accade a tanta parte del mondo venatorio. Nostalgia canaglia, come diceva una canzoncina, si canaglia se il nostro mondo continua ad avvitarsi su se stesso e, per rimanere in campo letterario, sui vari Niccolini, Fucini, ecc e su una cultura che ormai ha chiuso la porta al mondo dell’oggi e del domani. Non desideriamo

essere autoreferenziali ma, come Arcicaccia, ci stiamo provando ad affrontare le bonacce e le tempeste future prendendo di petto i flutti dell’oggi e cercando di traghettare questa nostra passione alle future generazioni. Come fare? Accettare il consumismo anche culturale che, tendenzialmente, l’oggi ci propone? No, cerchiamo di convincere, con la nostra azione, la società civile che la caccia ha libertà di cittadinanza se rispetta regole, ambiente e “utilizza” la fauna in forme non consumistiche. E’ un messaggio il nostro che riesce a permeare il tessuto sociale? La cultura dell’oggi? In realtà abbiamo molti segnali che ci confortano, riscontri, incoraggiamenti. Ci mettiamo in gioco con iniziative che partono dalla tradizione ma entrano nelle problematiche dell’oggi. L’Arcicaccia e la sua presenza in tanti momenti della vita culturale, è lì a dimostrarlo. Tanti

autori la citano nei loro scritti, persino nelle canzoni. Le loro penne, i loro computer, vanno diritti, senza pensare, all’Arcicaccia. Ci sarà un perché? Si parla di caccia, si cita l’Arcicaccia. È importante anche questo; vuol dire che stiamo lì, si dentro la società. Non siamo un corpo separato. L’ultimo esempio che ci viene in mente è quello di Antonio Pennacchi (Premio Strega 2010) che, così di getto, ci cita. E noi siamo contenti di questo. Così come siamo stati la prima Associazione venatoria che, coinvolgendo da Slow Food, al Padre Custode del “Santo Sepolcro” a decine di ristoranti e di Chef siamo entrati come protagonisti (in tempi non sospetti, quindi prima che fosse una moda) nel mondo dell’enogastronomia. Ma come non ricordare

l’Arcicaccia che è parte del Comitato Promotore di “Voler Bene all’Italia” l’iniziativa per la tutela, la salvaguardia e il rilancio dei piccoli Comuni italiani. E poi ancora curatori presso il Museo Taglieschi di Anghiari di una bella mostra sulle Armi storiche e ancora, contribuire per la interessantissima pubblicazione “La caccia nella Preistoria” a cura del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell’Università di Ferrara. Questo per citare proprio le ultimissime iniziative della nostra Associazione. Il mondo venatorio insomma o fa parte della cultura di oggi, è presente nel tessuto quotidiano oppure è destinato a soccombere. Certo con le sue peculiarità, le sue tradizioni ma lavorando sull’oggi e sul domani. Se no il

rischio è fare la fine di “Keaton” che, pare, si sia perso nel niente. Non a caso citiamo questa canzone di Guccini dove anche l’Arcicaccia è protagonista nel testo del cantautore. La difesa, il rilancio della nostra storia e della nostra cultura può passare anche per una canzone.

Voler Bene all’Italia B. V.

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uesta nostra terra, dove ogni valle e ogni cima ha un nome di famiglia, dove, a scavare colline, ci si accorge che sono tombe sulle quali noi siamo cresciuti, senza che mai si sia rotto nei millenni il filo della parentela con quei sepolti”. “Allora, nasce dentro di noi come un intenerimento e si sente allora, come non mai, di volere bene, ma molto bene, all’Italia”. (dal carteggio tra Pietro Pancrazi e Piero Calamandrei, intellettuali antifascisti). Dalla suggestione di questo carteggio tra i due intellettuali nasce il nome Voler Bene all’Italia, con cui Legambiente ha battezzato

la giornata di festa dei e per i piccoli comuni. Una festa che si ripete ogni maggio dal 2004 ed è realizzata sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il sostegno di un vasto Comitato Promotore. Una giornata di festa per tutti coloro che in questi luoghi vivono, ma anche per quanti hanno imparato ad apprezzarli ed amarli, un’occasione per scoprire i tanti gioielli che si nascondono dentro questa Italia poco nota. Voler bene all’Italia vede ogni anno l’adesione di migliaia di comuni, parchi, comunità montane, regioni e province, ma anche di scuole, associazioni di volontariato e molte altre realtà culturali e produttive locali. L’Arcicaccia è nel comitato promotore dell’iniziativa fin dalle prime edizioni.

Una mostra sulle armi storiche curata dall’Arcicaccia Al Museo Taglieschi di Anghiari, in provincia di Arezzo B. V.

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impegno dell’Arcicaccia per la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico della nostra nazione: si può riassumere così l’iniziativa dell’associazione venatoria che contribuirà a rinnovare gli spazi espositivi del Museo Taglieschi di Anghiari (provincia di Arezzo). Il museo ha ospitato infatti (oltre alla rassegna di sculture lignee di artisti di primo piano del Tardo Medioevo e del Rinascimento tra cui Jacopo della Quercia e Tino di Camaino) una suggestiva collezione di armi prodotte dal XVI° al

XIX° secolo. Una serie di esemplari, di rilevante importanza dal punto di vista storico, la cui esposizione è stata curata dall’Arcicaccia. “L’iniziativa del museo di Anghiari - sottolinea Osvaldo Veneziano, presidente nazionale Arcicaccia - testimonia lo sforzo della nostra associazione per il recupero e la valorizzazione dell’identità culturale e scientifica dell’Italia. Una esposizione, rivolta non soltanto ad una platea di appassionati del settore, ma che assume un valore storico ed antropologico ripercorrendo l’evoluzione tecnica nel comparto della fabbricazione delle armi nel corso degli ultimi 400 - 500 anni”.

La caccia nella Preistoria B. V.

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a caccia ha accompagnato l’umanità lungo tutta la sua storia, rappresentando l’oggetto e la ragion d’essere delle prime innovazioni tecnologiche ma anche condizionando profondamente la mitologia, le religioni e le manifestazioni artistiche dei popoli primitivi. Le grandi tappe dell’evoluzione umana possono essere lette anche attraverso le modificazioni dello stile alimentare e delle modalità di approvvigionamento del cibo fin dalle fasi più antiche della nostra storia; l’adozione di una dieta basata sull’assimilazione delle proteine animali rappresentò infatti una rivoluzione di straordinario successo per i primi rappresentanti del genere Homo. Di questo ed ancora altro si sono occupati Rossella Duches, Marco Peresani, Matteo Romandini e Barbara Bussola con la pubblicazione di

uno studio dal titolo “La caccia nella preistoria” realizzato dall’Università di Ferrara e dal Museo Tridentino di

Scienze Naturali grazie anche al sostegno ricevuto da una serie di enti tra i quali l’Arcicaccia.


ArciCaccia

È tempo d’

le idee

Orgogliosi di parlare una lingua diversa Fatti e verità per costruire il cambiamento

Marco Ciarafoni

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a calura estiva, spesso insopportabile, è prossima a finire. Sui cieli delle nostre campagne volteggiano gli “estatini” pronti a partire per i lidi africani. Le quaglie si richiamano su stoppie e medicai. Sui fili telefonici e sulla testa dei girasoli si concentrano le tortore. È il chiaro segnale che è tempo d’apertura. Si torna a frequentare le armerie e i circoli. C’è voglia di sapere, di conoscere nel dettaglio il calendario venatorio, di regolarizzare la licenza di caccia, di vedere da vicino le ultime novità della prestigiosa produzione armiera italiana. È nell’imminenza di quell’alba che il cacciatore con pochi gesti sente di appartenere ad una storia secolare, fatta di tradizioni, valori e cultura. Si contano i giorni e le ore. Intanto ci si prepara al gran giorno. Per migliaia e migliaia di cacciatori già tutto è avvenuto. Spesso, infatti, ci si dimentica che in gran parte delle regioni è già partita la caccia di selezione, tanto utile alla gestione di un patrimonio faunistico che per cervidi e bovidi è sempre più interessante per il nostro Paese e davvero preziosa per tenere sotto controllo i danni alle produzioni agricole causati da una presenza

eccessiva. Le prime uscite con il proprio cane, di contro, danno il primo impatto su come la buona gestione abbia prodotto gli auspicati frutti. Non dovunque è così. Continuano a girare sulle strade bianche camion con ceste di polli colorati che arricchiscono i mercanti di selvaggina, che sottraggono gli amministratori locali dalle loro responsabilità e che mettono in evidenza l’inadeguatezza di una parte della classe dirigente del mondo venatorio. I cacciatori non hanno bisogno di vivere una parodia

ma di apprezzare la qualità del gesto venatorio e di avvertire assonanza sociale. Tutt’altro purtroppo sta avvenendo: cova il disprezzo nella pubblica opinione per la caccia alimentato da quanti, nel nostro mondo, hanno commesso il più grave degli errori: sentirsi e operare da corporazione. È a loro, prima di tutto, che i cacciatori italiani dovranno chiedere conto dei conflitti giuridici innescati, del venir meno della certezza di diritto, delle difficoltà ad esercitare l’attività di caccia, delle promesse ricevute che

vani, certezze vorrebbero gli anziani come sempre si sono rilevate grossoche lasciano. Chi lavora per le certezlane bugie. Ma è anche tempo che i ze? Quelli che hanno provato a dare politici e gli amministratori regionali la spallata e hanno compromesso i e provinciali rispondano delle loro tempi di caccia della legge 157? Opcattive azioni in termini di calendari, pure quelli che svendono le tessere pianificazione faunistica, governo assicurative per strappare soci all’asdel territorio. Demagogia e propasociazione consorella? Od anche coganda vanno sconfitte. Avversari loro che lanciano strali a destra e a della caccia non sono solo coloro che manca per affermare una parvenza di la infangano e la vorrebbero abolire esistenza e mantenersi una comoda ma anche coloro che la utilizzano per poltrona? Di aria nuova c’è bisogno, fini strumentali per poi abbandonardi aria fresca e pulita. C’è bisogno di la al destino cinico e baro dopo aver chi sulla verità e sui fatti costruisce un ottenuto il loro chiaro profitto persoprogetto venatorio credibile, ricononale. Contro questa casta servirebsciuto tale anche dalla società. C’è bibe un mondo venatorio compatto, sogno di chi non ha bisogno di menstrategicamente forte, ben diretto tire per chiedere l’iscrizione ad un da un gruppo dirigente autorevole e cacciatore. C’è bisogno di chi pensa autonomo. Nel passato, pur nella difla caccia legandola agli aspetti della ferenza di collocazioni, così è stato. E conservazione e della tutela ambieni risultati si sono visti ed ancor oggi tale perché in questo modo potrà sono gli unici risultati sui quali la cacesercitare una attività gratificante, cia può guardare al futuro e tentare anche sulla migratoria, e potrà sconla risalita. “Il resto è noia” canterebbe giurare una deriva consumistica e Califano. Una noia pericolosa fatta di mercantile come avviene nella magsudditanza, di cose dette e non dette, gioranza degli altri Paesi del mondo. di accordi fatti e non fatti, di mezze Comincio a pensare che alimentare verità e di tante falsità. Intanto l’età la bagarre alla fine sermedia dei cacciatori va proprio a questo: aumenta e il numero Alimentano far fallire la gestione dei rinnovi dei porto il conflitto e il profilo pubblico di fucile diminuisce. I per far fallire giovani non si avviciil profilo pubblico della caccia italiana. D’altronde i mercanti nano, hanno altro a cui della caccia di selvaggina vogliono pensare che ad accreitaliana proprio questo, la fauscere la congrega della na deve essere consilamentazione. Cosa gli derata una merce e i cacciatori solo viene offerto? Perché mai dovrebbeutenti pronti ad aprire il portafogli a ro sentirsi attratti verso qualcosa che soffietto. Chi avrà più scomparti avrà agli occhi di più rappresenta una lenpiù possibilità di caccia e di prelievo. ta agonia. Certezze vorrebbero i gioNoi dell’Arcicaccia non la pensiamo così. Crediamo che la fauna patrimonio pubblico e la caccia popolare e sostenibile sono, in piena sintonia con il Paese, i nostri Beni Comuni insieme all’acqua, alle energie pulite e rinnovabili e alla legalità, come ci hanno detto ventisette milioni di italiani nell’ultima tornata referendaria. Per questo parliamo una lingua diversa, che non ha bisogno di mentire per fare campagna di tesseramento all’associazione. Diremo tutto questo ai cacciatori italiani invitandoli ad allargare la grande famiglia dell’Arcicaccia e chiedendo di diventare protagonisti del cambiamento. E insieme a loro vivremo le emozioni della vigilia con grande serenità e senza clamori. In bocca al lupo!

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ArciCaccia

È tempo d’

il commento

Caccia, natura e intelligenza... Per viverle con passione ma senza furbizie e ipocrisie Michele Chialvo

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to leggendo un libro interessante, l’autore insegna semiotica all’università di Palermo. Scrive, tra l’altro Gianfranco Marrone, in una delle prime pagine: “...natura, appunto, parola magica della contemporaneità, ricchissima prima ancora che di significati concreti, di un alone al tempo stesso sacrale e sbarazzino, serioso e svagato, accigliato e trendy. Richiamarsi alla Natura, riempirsi la bocca con questa parola - o con qualcuno dei suoi derivati e affini (naturale, naturalismo, naturalmente) - è darsi un tono niente male. E soprattutto è porsi sempre e comunque dalla parte della Giustizia, della Verità, della Ragione”. Come dicevo, lo sto leggendo e quindi non so se più avanti troverò anche cosa Marrone pensa del perché la Natura si sia ridotta a questo. Non so se condivide con me l’opinione che tutto è cominciato quando l’umanità che ci circonda, che è sostanzialmente quella metropolitana, ha smesso di viverla, la natura (senza maiuscola) e ha cominciato a immaginarla, a sognarla, a sentirsi in dovere di proteggerla, senza nemmeno capire da chi e da che cosa. Ma, comunque, prima di tutto, per sentirsi immerso nella natura, ha cominciato a costruire. A costruire, strade, seconde e terze case, casali sparsi nella campagna, a macchia di leopardo, senza regole, senza logica, senza rispetto, quello vero, per l’ambiente. Il mondo di oggi e i suoi simboli sono legati in modo quasi esclusivo alla cultura metropolitana. I giovani più ancora degli altri. E del dna

della cultura metropolitana fanno parte in modo integrante e capillare l’ ambientalismo d’accatto, la passione epidermica per gli uccellini, le foreste, la carta riciclata, salvo poi irrorare case, palazzi e città di tutte le più micidiali porcherie per difendersi dall’orrore delle zanzare, delle formiche e degli scarafaggi. E lasciamo perdere api, vespe e - mio Dio! - i topi... Non posso non pensare ai miei nonni. Amici, amici veri, ma incredibilmente diversi. Quello materno molisano, Michele, cresciuto in paese, a contatto tutti i giorni e tutte le stagioni con la campagna che circondava la sua casa. E spesso a caccia, ancora non in età, col fucile del padre rubato dalla rastrelliera. E poi rigorosamente e costantemente punito, ma irriducibile. E quello paterno piemontese, Guido, nato e cresciuto in città. Appena adulto trasferito a Roma. Ignorante, ma curioso della natura, a casa volle una stanza serraglio che consentisse ai figli di avere un corretto rapporto con gli animali. E c’era di tutto: porcellini d’India, galline, pappagalli, canarini e quant’ altro disponibile sul mercato. Faceva il direttore delle Belle Arti di Via Ripetta ed era diventato amico di un sodalizio di pittori allora assai conosciuto e di moda, che si erano battezzati “I XXV della Campagna Romana”. In mezzo c’era anche un poeta famoso, Pascarella. Erano tutti o quasi tutti cacciatori. Siamo nei primi decenni del secolo scorso. Avevano l’abitudine, in genere una domenica al mese, di ritrovarsi di notte alla stazione con cani, fucili e cavalletti, sotto la responsabilità, che si passavano a turno, di colui che aveva scelto la località di destinazio-

Gianluca Barone e Letizia Scarfiello, falconieri del CSA Arcicaccia.

Vienna, Mirò, Asso, Megan, Bosco, Pola, Fulmine: muta di segugi italiani di Bellucci e Di Stefano vincitrice delle più importanti manifestazioni cinofile italiane.

contavano leggende venatorie. Di ne e organizzato il viaggio. Raggiunsegno diverso però. Sembra che gevano un’osteria, dove lasciavano fosse passato alla storia per un lei bagagli e si sparpagliavano a cacpre che gli era passato tra le gambe cia. All’ora di pranzo si ritrovavano senza che se ne accorgesse, intento a mangiare e, prima del tramonto, com’era a parlare con un amico di arfuori coi cavalletti a dipingere. Stante e di politica... chi, ma soddisfatti, tornavano a casa. Ecco, quei due nonni sono in qualCome dicevo i nonni erano amici. che modo rappresenGuido, il paterno, avetativi della società che va deciso di prendere Vigilia di una si è venuta formando la licenza, per partecinuova stagione decenni dopo. pare con gli amici pitdi caccia tra Michele dimenticato tori alle leggendarie ricordi e e forse anche deriso domeniche. Michele aspettative nella sua ‘cura’ per la aveva aperto una fabnatura che conosceva brica di maglieria a e che rispettava per quello che era e Ronciglione e coltivava la sua ferma doveva continuare ad essere. passione per le starne nella famosa E Guido che la natura non la conopiana di Nepi. sceva forse che attraverso i quadri Ovviamente finì che combinarono. dei suoi amici, spesso di struggente L’appuntamento era a Trenta Miglia. bellezza, ma veri, reali non più delle Treno e carrozze, poco dopo l’alba odierne fotografie della terra scattaerano tutti lì. Andò tutto bene fino te dallo spazio e rielaborate per mesi all’ora di pranzo. Uno degli artisti, in al computer perché siano come noi ritardo, arrivò inveendo contro il cace le aspettiamo. ne che riteneva responsabile delle Con la differenza che Guido era consue numerose padelle. sapevole della sua ignoranza sulla Si sedette per mangiare, senza, conatura e le sue leggi. E per muoversi me si dice in campagna, governare in campagna chiedeva aiuto, quasi l’animale. Qualcuno lo richiamò al permesso, all’amico. compito e lui per tutta risposta insulMentre i nostri metropolitani contò tutto e tutti dichiarando: “ a quel temporanei sono pure convinti di mangia pane a tradimento, io non ci conoscerla, la Natura, e di sapere penso né oggi né domani”. Michele contro chi e che cosa debba essere si alzò da tavola, se ne andò e non ci furono mai più occasioni di incontro tra lui e i pittori. Con Guido rimasero amici. Ancora molto giovane ebbi modo di conoscere sulle sabbie di Maccarese, a maggio, Ettore Stacchini; quando seppe da chi avevo preso il mio nome, cominciò un fiume di racconti su mio nonno, che a suo giudizio, era il miglior cacciatore che avesse mai conosciuto. E anche lui mi raccontò della sua passione per le starne, dei censimenti che faceva delle brigate e delle covate, a caccia chiusa, e della sua famosa capacità di condizionare il volo della brigata con il primo colpo sparato al maschio anziano, così da avere l’opportunità di ricaricare e sparare di nuovo. Mi raccontò anche di aver passato mesi a cercare di convincerlo ad entrare nella sua squadra di tiro, ma inutilmente. Senza l’azione di caccia, per lui, tirare non aveva alcun senso. Anche di Guido, in famiglia, si rac-

protetta, senza rendersi conto che i primi nemici sono proprio loro stessi. E, notate bene, tra noi cacciatori, di questi metropolitani ignoranti, ce ne sono tanti, ma proprio tanti. Ho trovato un’ altra pagina di quel libro, “Addio alla Natura”, che vale la pena citare. Marrone fa vista al settore biologico di un supermercato: “I prezzi – carissimi – sono giustificati dall’evidente fatica di questo rigoroso ed euforico ritorno alla natura originaria e ai suoi sapori di una volta, dove le mele devono esibire buccia macchiata e vermi interni, le arance assomigliare a ciliegie scolorite, le melanzane confondersi con le zucchine, il pane richiedere l’ausilio di una buona dentiera. Tutto deve sembrare essersi fatto da sé, come i racconti di Verga e qualsiasi orpello necessario al commercio - marchi, etichette, turaccioli, barattoli, buste, dispenser, lattine e quant’altro - deve essere assolutamente bandito, disprezzato, eliminato o quanto meno deve far mostra di volerlo essere. Il nemico numero uno è il brand e tutto ciò che in un modo o nell’altro può ricordarne i poteri: logo, nomi, coerenze visiva, identità di marca”. Cioè, in buona sostanza, la lobby dei cacciatori.


ArciCaccia

È tempo d’

congressi

per afferrare il futuro

Ragione e sentimento

Arcicaccia Toscana celebrerà il suo VII Congresso Regionale sabato 10 settembre a Castagneto Carducci nella splendida cornice di uno dei luoghi più suggestivi della Toscana dove la cultura della caccia è parte integrante del territorio e dei suoi abitanti. Grazie al contributo e patrocinio dell’Amministrazione comunale che ha messo a disposizione i locali dello splendido Teatro Roma e la regia organizzativa del circolo Arcicaccia Castagneto-Donoratico il congresso dell’associazione si preannuncia un appuntamento di grande rilievo esterno. Infatti, i lavori saranno anticipati venerdì 9, presso il Parco delle Sughere, dalla presentazione dello studio sulla Caccia in Europa, mentre domenica 11, si terrà una importante tavola rotonda sul tema della “sicurezza a caccia”con esperti balistici e rappresentanti istituzionali e del mondo venatorio. Tutti gli eventi saranno comunque abbinati ad una tre giorni di buona cucina con piatti tradizionali di cacciagione e tanto altro aperti al pubblico sempre presso l’area attrezzata delle “Sughere”. In questi giorni, nelle varie realtà provinciali e nei nostri Circoli, si stanno tenendo numerose assemblee per l’elezione dei delegati ma anche per discutere ed approfondire il corposo documento politico predisposto dalla Presidenza regionale al quale si accompagnano alcune proposte per una radicale riforma statutaria dell’associazione

ANNO 11 - N.7 LUGLIO 2011 - Mensile - Poste D.L. 353/2003 Italiane S.p.a. (conv. in L.27/ - Sped. abb. post. 02/2004 n.46) Art. 1, comma 1, DCB Firenze 1

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Caccia alle quaglie

Umbria: l’assessore Cecchini e il travaglio di Federcaccia U. S.

“N

elle numerose riunioni della Consulta che hanno accompagnato l’elaborazione della proposta di calendario, convocate per ascoltare e, se possibile, accogliere le esigenze espresse dai cacciatori attraverso le loro associazioni di rappresentanza – sottolinea l’assessore Cecchini -, non abbiamo purtroppo potuto registrare una posizione certa e definita da parte di Federcaccia che, quasi ogni volta, ha designato a parteciparvi un rappresentante diverso. Lo stesso orientamento ‘ondivago’

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che è emerso anche nei comunicati stampa diffusi dai vari livelli dell’associazione nei giorni precedenti all’approvazione del calendario”. “Il documento varato dalla Giunta, nel rispetto delle nuove normative nazionali ed europee ribadisce l’assessore - ha fatto proprie scelte che sono state frutto di un’ampia partecipazione e condivisione. Nel pieno rispetto del ‘travaglio’ che, probabilmente, Federcaccia Umbria vive al suo interno - prosegue l’assessore Cecchini - ci auguriamo che l’associazione trovi quel punto di sintesi che è mancato al tavolo di confronto regionale, nell’interesse dei cacciatori e delle istituzioni”.

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uomo fu il primo di sapere chi o il motivo Non ci è dato e nemmen un uccello, errabile. a catturare a così inaff ne e una pred dette origi vitale per cui scels nza quell’ista r oggi Certo è che uccelli), anco (caccia agli all’aucupio e sia in Italia diverse form o volume, praticato in In questo prim i rudimenti prim i sia all’estero. , altro irà un a cui ne segu venatoria ricca però, stica pratica di riguardo di una fanta , con un’occhio fatto di chiusa di tradizione erte in ultime scop anche alle o. e fotoperiod

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pegno per i nostri ATC nella speranza di poter fornire ai cacciatori toscani, risultati faunistici all’altezza delle aspettative. Tutto questo però non basta se non riusciamo a rifondare un nuovo associazionismo venatorio e vincere la sfida di una nuova unità del mondo venatorio sui contenuti. Anche la Federcaccia Toscana, dovrà scegliere se passare davvero dalle proposte suggestive ad una fase di reale e coraggioso cambiamento. Il nostro Congresso vuole essere anche questo; momento di riflessione utile anche agli altri per afferrare il futuro.

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che abbiamo di fronte. In questi mesi abbiamo realizzato cose importanti con la regione Toscana. Abbiamo modificato e migliorato molte parti della nostra legge regionale e si è concluso l’iter di rivisitazione dei regolamenti attuativi. Nei prossimi mesi si approveranno i nuovi piani faunistici provinciali mettendo così in atto una seria azione di rilancio sui temi della gestione del territorio forti di una buona esperienza applicativa ma anche consapevoli di superare alcune ombre ed errori che il passato ci ha consegnato. Un nuovo fronte di im-

060 ISSN 2036-3 1 0 0 0 4

L’

affinchè sempre di più siano garanguardia del diritto alla caccia sociale titi i massimi livelli di trasparenza, come baluardo invalicabile. Oggi gli democrazia interna e partecipazione sbagli degli altri ci consegnano una del socio ad un modello organizzasituazione caotica nelle regioni e sul tivo snello moderno e funzionale. territorio. L’approvazione dell’art 42 Una forte proposta politica ed un della legge Comunitaria (al quale la rafforzamento dell’identità nonché nostra associazione si è opposta con la riforma organizzativa e il rinnovaradicale fermezza in tutte le sedi) che mento dei gruppi dirigenti rapprenei fatti modifica l’art. 18 della LN senteranno gli assi portanti di questo 157/92 ha nei fatti aperto le porte ad appuntamento. La caccia ha bisogno una serie di contenziosi sui calendari infatti di riscoprire le proprie ragioni venatori che già stanno producendo profonde, culturali per riconquistare risultati negativi su tempi di caccia attenzione e rispetto nella società di e specie cacciabili. Niente di fatto è oggi. Questo si può ottenere solo atstato ottenuto sul fronte delle derotraverso l’equilibrio ghe nonostante le e la responsabilità promesse e alcuni delle proposte che convegni inutili. il mondo venatorio All’orizzonte, inolsaprà rappresentare. tre, si preannunciaOggi la caccia corre no giri di vite per un grave rischio; le la legislazione sulle politiche scellerate armi (norme più rimesse in atto da una gorose per l’acquiparte delle altre assto, la detenzione sociazioni venatorie il trasporto nonché spesso sostenute per il rinnovo del da alcuni esponenti porto di fucile) che politici imbroglioni Massimo Logi, Presidente vanno ad inserirsi in e populisti, hanno Arcicaccia della Toscana un clima di attacco confinato la caccia in un nuovo isoalla caccia portato avanti nelle stanze lamento sociale. Serve pertanto una di alcuni Ministeri e nelle aule parlaripartenza per evitare che questa mentari (progetto di legge Catanoso deriva cancelli di colpo i grandi risuled altri) per l’abrogazione dell’art 842 tati che abbiamo prodotto nei tempi del codice civile. Da questi ed altri scorsi affermando in questo paese la elementi si pone oggi l’urgenza di piena legittimità sociale all’esercizio cambiare passo. L’esperienza matuvenatorio attraverso il forte collegarata in Toscana può aiutare questo mento alla gestione del territorio, processo di cambiamento nel paese alla tutela della fauna come bene a patto che le altre associazioni veprimario della collettività, alla salvanatorie sappiano raccogliere la sfida

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ArciCaccia

È tempo d’

attività sportiva

Csaa,

responsabilità ma anche gioia e leggerezza Insomma un mondo. Un mondo di uomini, di idee. Un lavoro oscuro, preparatorio, puntiglioso che si svolge nei mesi invernali per poi, in progress, ncora il CSAA, ancora un anno partire dai primi di marzo in un crevissuto all’insegna di un gran scendo che trova il suo culmine nella lavoro ma anche di un successo che luce della primavera e dell’estate e aumenta di stagione in stagione. che si conclude con le prime tramonUn lavoro di squadra, un collettane di dicembre, se non con i primi tivo d’intelligenze che propone fiocchi di neve, con il Trofeo Angelo idee, che cerca di rinnovare anche Massimino. Come abbiamo detto cirun vecchio modo di fare iniziatica due mesi di preparazione e si riparva sportiva. Quanti settori anche te con l’invernale della quest’ultimo anno tocCinofilia Expò. Un lavocati dalle iniziative del Un nuovo modo ro, un impegno ritmico CSAA: dalla Protezione di vivere che dura, di fatto, tutto civile, alla cinofilia Exl’ambiente l’arco dell’anno. Donne, pò, dal Work alla cinofiuomini, giovani questi i soggetti che lia venatoria, dal tiro al piattello al lapensano e mettono in cantiere le inivoro nel campo della micologia, dalla ziative e ripongono “in cascina” espefalconeria all’escursionismo a cavallo. B. V.

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Due giudici storici dell’associazione, Domenico Verdecchia e Salvatore Piedepalumbo. rienze che di anno in anno vengono assimilate, corrette, migliorate. Senza fare della falsa modestia possiamo dire che, nel campo dell’Associazionismo venatorio, il Csaa-Arcicaccia non teme confronti. Dalle prime iniziative in campo della cinofilia e del tiro al

VI Campionato italiano su beccacce G. F.

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i è svolto in località San Zino (Città di Castello) sulle propaggini della catena appenninica in una linea di passo delle beccacce tra le più importanti d’Italia. Oltre 70 i soggetti presenti in questa gara dall’alto contenuto tecnico. Organizzazione impeccabile curata dal Circolo Arcicaccia di Città di Castello e tanta tanta passione. Al termine di una gara appassionante questi sono i campioni italiani delle varie categorie: tra i cani da cerca si classifica I Ecc. Carmen, springer spaniel di Giappesi; tra i continentali I° Ecc. Kira kurzar di Andreini; tra gli inglesi Arno, setter inglese di Bocci. Nella classifica a squadre prima l’Umbria per i cani da cerca e primo il Lazio per gli inglesi.

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ome è ormai consuetudine il CSAA-Arcicaccia ha organizzato il 3 luglio nell’Azienda Faunistica Venatoria “Borghetto” di Civitacastellana (VT) questo prestigioso campionato, aperto a tutti i cacciatori di qualsiasi appartenenza, purchè abbiano partecipato alle selezioni regionali che l’Associazione ha organizzato in tutte le regioni d’Italia. Quasi novanta i partecipanti, senza tenere conto di quelli che hanno preso parte al Trofeo Pagin, trofeo

do di vivere l’ambiente, il rapporto con i nostri amici cani, la risorsa spazio, il capitale “bene comune”. Per dirla con Hans Jonas l’ambiente e il territorio in cui viviamo è vissuto, si, con responsabilità ma (aggiungiamo noi) con gioia e leggerezza.

Expo, nelle Marche il campionato invernale più svariate razze e una gruppo significativo di meticci (per un premio speciale al più simpatico). Nei ring si l campionato invernale di belsono alternati 5 giudici CSAA. Dopo lezza di quest’anno si è svolto un best in show giudicato da Robernelle Marche, nella pittoresca to Sciorilli prevale su località di Monte tutti il Levriero Afgano Urano. In una grande Vince il Levriero Feisel King proprietapalestra al coperto si Afgano rio e conduttore Paolo sono affrontati decine Feisel King Castellini di Foligno. e decine di cani delle B. V.

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A Reggio Emilia i tricolori per cani da seguita su lepre Yagor Valci Massari, Rossi, Zandrini e Filippucci durante le premiazioni.

Caccia su quaglie, a Borghetto grande successo Nestore Branco

piattello di oltre trenta anni fa siamo passati a coinvolgere, nei campi citati, migliaia e migliaia di donne e uomini, di appassionati che, di stagione in stagione crescono sempre più. CSAA una realtà di oggi, una speranza per domani, per costruire un nuovo mo-

cati a conferma del buon lavoro fatto nelle qualificazioni. La Kurzhaar Perla di Altero Piersantelli con Ecc. si aggiudica la prima batteria. L’Epagneul Breton Barone di Pierugo che ricorda un grande appassionato Bettini si impone con l’Ecc. nella che due anni fa, proprio in questo seconda batteria. Nella terza battecampionato, è venuto a mancare ria prima Ecc. Drago, con il rimpianto di tutti. Negli italiani gli spino- Da tutta Italia per Kurzhaar di Domenico di Rienzo. Anche ni hanno dominato il partecipare al negli inglesi classificampo e ISO di Oriano Trofeo Pagin che di tutto rispetto: Zuccheri, si aggiudica il I° Molto buono Brio, setter inglese titolo su DIBA, altro spinone di Odoridi Ernesto Nulli, nella prima batteco Franchi. Nelle razze da cerca tanti ria. Nella seconda batteria I° Ecc. cani divisi in 2 batterie: nella prima Arno, setter inglese di Paolo Togni. prevale Stella springer di Marcucci Nella terza batteria Zigo, pointer, su Luna dello stesso conduttore. NelI°Ecc. di Antonio Cimatti. Nel barrala seconda batteria tre cani all’Ecc. e ge dei primi tre classificati la spunta dopo barrage prevale su tutti Max di Arno, setter inglese di Paolo Togni. Fortini. Nei continentali tanti classifi-

R

eggio Emilia 31 Marzo- 3 Aprile 2011. Quest’anno la Coppa dei Campioni per cani da seguita si è svolta tra le province di Reggio Emilia e Modena in località Piola nella frazione di Levizzano comune di Baiso. Location di primissimo livello sull’Appennino emiliano, notevole

il numero di lepri a fronte di una seria gestione del territorio, belle giornate dal punto di vista meteorologico. Iscritte 39 mute, 22 coppie e 13 singoli. Si aggiudicano il campionato italiano, per i singoli, con l’eccellente, Pelo di Mattei; nelle coppie primi sono risultati Zucchero e Gaia di Caselli; nelle mute al primo posto Lika, Manolo, Diana,Taissa e Lila di Boschesi.

Demos Morellini premia il vincitore.

Expo, a Calcinaia la finale U. T.

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nche quest’anno il programma della cinofilia espositiva è imponente. Le regioni toccate dalle iniziative nazionali sono: Abruzzo, Calabria, Campania, Emi-

lia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Sicilia, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria. La Toscana fa la parte del leone con 33 appuntamenti seguita dal Lazio con 20 gare. La finale nazionale si terrà il 2 ottobre a Calcinaia (Pisa).


ArciCaccia

È tempo d’

attività sportiva

Cani da seguita su cinghiale. La finale di Castagneto Carducci na, gestito dall’ass. Fichi Mori. Alla fine con un giudizio condiviso da tutti si sono proclamati campioni 2011, nei a manifestazione di fatto ha singoli, Mina, segugio maremmano preso il via subito dopo la di Aldo de Marco, nelle coppie, Acechiusura della caccia per arrivare to e Vittoria segugi maremmani dei alle prove di semifinale che si sono signori Bellini e Santi e, nelle mute, i svolte dal 28 maggio all’11 giugno segugi maremmani di nei recinti dell’azienda Gabriele Stefanucci. agrituristica San BiaI segugi gio (singoli e coppie) e maremmani mattatori dell’Azienda Agriturista di un grande La Torre (mute). campionato Una o due le assenze rispetto ai qualificati: 18 singoli, 16 coppie e 15 mute. Cani e canettieri di assoluta qualità si sono giocati il passaggio alla finale di campionato fino all’ultimo minuto concesso e alla fine i giudici delle prove hanno individuato tre equipaggi per ciascuna categoria che, domenica 12 giugno, si sono contesi gli scudetti tricolore nei due recinti già citati San Biagio (per il singolo) e La Torre (per le coppie) ai quali si è aggiunto il recinto di Bibbona (per le mute) situato 210X287+5no bollino:Layout all’interno delle Macchie della Mago-

Percorso di caccia in pedana, fino all’ultimo piattello Tony Mira

U. B.

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abato 21 e domenica 22 maggio, sui campi dell’Associazione sportiva dilettantistica Tiro a Volo San Martino - Rio Salso, si è svolto, con la partecipazione di circa 100 tiratori di cui 26 cacciatori, il campionato italiano Arcicaccia Csaa di percorso di caccia in pedana. I vincitori del montepremi tiratori divisi per categoria sono risultati i seguenti. Categoria Eccellenza: Battisti M. con 73/75 su Ciamaglia A. a pari merito su Pasi S. (71/75). Categoria Prima: Sarti N. con 72/75 su Bartolini A. (71/75) e Sbaraglia M. (70/75). Categoria Seconda: Cecconi T. con 70/75 su Felici A. (69/75) e Tordi P. (68/75). Categoria Terza: Attisano G. su Duranti C. (70/75) e Succi M. (68/75). Sono seguiti rimborsi in proporzione agli iscritti: Battisti P., Galli M., Vallefuoco D., Barbieri A., Galli G. e Rocchetti L. La classifica montepremi per quanto riguarda i

4-01-2011

12:19

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cacciatori ha visto prevalere Morganti A. con 50/50 seguito da Ghiselli N. (49/50), Curzietti G. (47/50), Ceccolini F. su Buscarini P.A. (46/50), Cardinali G. e Lugli F. (45/50), Ferri G. (44/50), Paoloni N. e Urbinelli L. (43/50). Questa manifestazione prevedeva inoltre per i migliori tre di ogni cate-

Milli, Pacassoni e Guagneli premiano i vincitori.

Le iniziative del Work Csaa B. V.

D

a marzo ad ottobre saranno ben 18 le manifestazioni delle varie specialità del work (difesa, obbedienza, Rally obedience, Agilità, Research sportiva). Le iniziative toccheranno ben 14 province italiane dalla Toscana alla Sicilia, dall’Umbria al Lazio. La Toscana in particolare il 18 settembre disputerà il proprio Campionato Regionale. Questo nutrito programma si chiuderà il 1 e 2 ottobre a Siracusa presso il Centro Cinofilo Aretuseo.

La Coppa dei Campioni di Colfiorito B. V.

È

stata una grande manifestazione cinofila, di elevato contenuto tecnico e sportivo, quella che si è svolta domenica 12 giugno a Colfiorito in provincia di Perugia. Tanti i concorrenti, oltre 80 selezionati dalle tante prove attitudinali e classiche che si svolgono in Italia nei 12 mesi che intercorrono tra una Coppa dei Campioni e l’altra e, quel che è più importante, è che i cani debbono aver raggiunto l’eccellente per essere ammessi. La manifestazione è stata ben organizzata dal CSAA-ARCICACCIA di Foligno. Nei continentali italiani I ecc. Peppa del Boscaccio BI di Tirotti; negli esteri I Ecc. Zlet del Savic Rade K di Scarpecci; infine negli inglesi I Ecc. Brienza SI di Simone Scarpecci.

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goria, qualifica e cacciatori, l’assegnazione dei titoli italiani Arcicaccia CSAA 2011. La manifestazione prevedeva inoltre un Barrage a 25 piattelli per l’assegnazione del viaggio venatorio in Albania, dove hanno accesso i migliori risultati di ogni categoria e qualifica (Ladies/Sett.giovanile insieme- Master/Veterani insieme). Prevale su tutti Marco Battisti.

9


ArciCaccia

È tempo d’

attività sportiva

Campionato Italiano Classica a Quaglie

Ed ancora tanti appuntamenti B. V.

I

l 30-31 luglio Trofeo Centro Italia prove di caccia su selvaggina naturale per cani delle razze da ferma (doc) CAC (Castiglione del Lago-Perugia). 26 AgostoCoppe delle Regioni- prove di caccia su selvaggina naturale per cani da ferma e da cerca CAC

(Colle Val d’Elsa- Siena). 27 e 28 agospertoli-Fi) terrier e bassotti. 9 ottobre sto- Coppa dei Campio- Campionato italiano per spaniels con abbatni- prove di caccia su Il Trofeo selvaggina naturale per timento del selvatico A. Massimino i cani da ferma e da cerCAC CACIT (luogo da chiude ca CAC CACIT (Siena) + stabilire (Firenze/Pisa). la kermesse prove speciali +raduni+ 23 ottobre- Campiocinofila Oscar della Cinofilia. 11 nato italiano di caccia settembre - Campionato italiano di su selvaggina stanziale con abbatticaccia in tana artificiale CAC (Montemento (Firenzuola-Fi) Regolamento

Arcicaccia + Trofeo Artemide + Trofei Lady e Giovani. 13 novembre - Trofeo Tassara- prove di caccia per continentali italiani con selvatico abbattuto CAC (Viterbo). 16-1718-19 dicembre- Trofeo Angelo Massimino- prove di caccia con abbattimento per le razze da ferma italiane (Civitacastellana- Viterbo) CAC.

A. S.

O

rmai un appuntamento da non mancare questa classica a quaglie valevole per il Campionato Italiano Arcicaccia, organizzata dal comitato regionale del molise presieduto da Luca Simone. Soltanto pensando al teatro in cui si svolge vale il viaggio e la partecipazione: splendido piano di Aremogna, la brezza costante, le filate e le ferme dei cani. Così l’anno pensata oltre 100 concorrenti che sono piovuti a Roccaraso da tante parti d’Italia. Sia per il tempo meteorologico che per l’impeccabile organizzazione tutto è andato al meglio. Vediamo chi ha vinto nelle varie categorie. Nei giovani continentali 1° ECC Zlej De Rade Savic K condotto da Scarpecci. Nella libera continentali 1° ECC Dax D Zeri K conduttore Scarpecci. Giovani Pointer 1° ECC. Licinio conduttore Cantori. Giovani Setter: 1° ECC Rama del Sole conduttore Giavarini. Libera Pointer 1° ECC. Cesare dei Masci conduttore Bruni, Libera Setter: 1° ECC CAC Rapace del Sole, conduttore Lombardo. Lavoro puntiglioso, preciso, di alto contenuto tecnico dei Giudici Pinto, Grasso, Rosa e Verdiani. Nota, molto positiva, riguarda il fatto che, oltre ai vincitori già citati, si sono visti soggetti buon valore e, quindi, buone speranze per la cinofilia del prossimo futuro.

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GliGli imbroglioni dello storno, delle specie e dei tempi di caccia imbroglioni dello storno, delle specie e dei tempi di caccia

SMASCHERATI! SMASCHERATI! Smascherati! ArciCaccia

È tempo d’

vita dell’associazione

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Gli imbroglioni dello storno, delle specie e dei tempi di caccia L’Arci Caccia pubblica quello gli altri vi nascondono. la circolare del Governo L’Arci Caccia pubblica quello che che gli altri vi nascondono. EccoEcco la circolare del Governo

L’Arci Caccia pubblica che gli altri vi nascondono. Ecco la circolare del Governo L’Arci Caccia pubblica quello che gli altri vi nascondono. lalecircolare del Governo dopo l’incontro 5quello luglio con laaltri Commissione Europea, icircolare Ministeri, le Regioni e l’Ispra dopo l’incontro del 5del luglio con la Commissione Europea, i Ministeri, Regioni e l’Ispra L’Arcicaccia pubblica quello che gli vi nascondono. Ecco laEcco del Governo dopo dopo l’incontro del5 5del luglio con la Commissione Europea, i Ministeri, le eRegioni e l’Ispra dopo l’incontro 5 luglio con la Commissione i Ministeri, le Regioni e l’Ispra l’incontro del luglio con la Commissione Europea, iEuropea, Ministeri, le Regioni l’Ispra


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ArciCaccia

È tempo d’

vita dell’associazione A Valpiana premiati i campioni provinciali corso delle premiazioni in molti sono intervenuti e a fare gli onori di casa ci ha pensato Claudio Sozzi, presidente el corso della quattordicesiprovinciale dell’Arcicaccia Csaa. ma edizione della festa proOspiti d’onore il presidente della vinciale del Csaa, si è tenuta a ValProvincia Leonardo Marras e il prepiana la premiazione delle attività sidente del Consiglio nazionale di cinofile organizzate dall’Arcicaccia Arcicaccia Marco Ciarafoni. La loro di Grosseto. Su tutte le gare per capresenza ha consentito di approfonni da seguita su cinghiale. La festa di dire alcuni temi legati Valpiana è un appuntaLe significative all’attività venatoria e mento di riguardo nelparole il presidente Marras ha la vita dell’associazione del ringraziato l’Arcicace impegna per molti Presidente cia per l’equilibrio e la giorni volontari, attiviMarras responsabilità con la sti e dirigenti dell’Arciquale affronta le varie caccia Csaa. Tanta fatiproblematiche in campo rifuggendo ca però trova riscontro nelle migliaia da posizioni oltranziste così deleterie e migliaia di persone che partecipaper il futuro della caccia. no ai molti eventi previsti. Anche nel

A Carpi seminario su Caccia, Ambiente, Fauna e Gestione Nestore Branco

C. S.

N

S

i è svolto a Carpi, sabato 21 maggio, per l’organizzazione dell’Arcicaccia dell’Emilia Romagna un Seminario dedicato al tema “Ambiente, Fauna, Gestione e Caccia”. La partecipazione è stata consistente, comprese alcune delegazioni provenienti dalle Regioni limitrofe e con diverse rappresentanze associative regionali. Significativa la presenza di Nino Morabito di Legambiente e dei rappresentanti di Slow Food. Il presidente regionale dell’Arcicaccia, Danilo Treossi, ha aperto i lavori con una introduzione puntuale sui temi attuali e proponendo una condivisione fra le categorie chiamate a gestire per dare prospettiva alla migliore gestione possibile. In particolare Treossi si è soffermato su quello che dovrebbe essere il giusto profilo di una moderna legislazione in materia di caccia e tutela fauni-

stica partendo dalla necessità di un adeguamento alle ultime novità in tema federalista, per dare certezze al “sistema di Gestione” e garanzie economiche per il governo del territorio. Per Treossi “la mobilità programmata non è la negazione della circolazione ma il rispetto della produzione faunistica e delle produzioni agricole. Ogni ambiente ha una sua portata limite e occorre una definizione effettiva della residenza venatoria”. Sulle risorse economiche Treossi è stato molto chiaro: “Un decentramento reale del 50% delle tasse di concessione governative nel rispetto degli impegni assunti in finanziaria 2001 e con l’adozione almeno di alcuni parametri che mi permetto anche di segnalare rispetto a quelli clientelari (bacini elettorali) adottati nella prima assegnazione del primo ed ultimo decentramento del 25% delle tasse: superficie territoriale regionale; superficie destinata ai vincoli di produzione; numero cacciatori praticanti permanentemente o pre-

minentemente; versamento della tassa di concessione regionale alla Regione prescelta per la residenza venatoria; definizione dell’indennizzo del danno effettivamente accertato”.

Danilo Treossi, Presidente Arcicaccia Emilia Romagna

Avancarica, un tuffo nel passato per guardare al futuro Giuliano Masetti Sozzi, Marras e Ciarafoni con i vincitori.

“Basta con la propaganda e le provocazioni, affrontare i problemi reali”

D

iciamolo chiaramente: quando entrano in scena le armi ad avancarica, in una qualsiasi competizione, si respira un’aria diversa. Così è successo anche in occasione del quarto campionato italiano con armi ad avancarica che l’Arcicaccia Csaa ha organizzato nell’azienda

Il Palasaccio di Firenzuola degli amici Naldoni insieme alla Pedersoli. Una buona partecipazione, superiore alle precedenti edizioni, ma soprattutto tanta voglia di stare insieme e di vivere l’avvenimento nel segno della festa. Tiro alla sagoma, tiro al piattello e prova di caccia hanno messo a dura prova tutti i concorrenti. Alla fine le

classifiche di specialità hanno visto trionfare Giancarlo Bianchini nella prova di caccia pratica, Bruno Bindi nel bersaglio mobile ed Enrico Siclari nel tiro al piattello. La somma dei punteggi ha poi decretato Giancarlo Bianchini quale campione assoluto e vincitore tra l’altro di uno splendido fucile messo in palio dalla Pedersoli.

L’Arcicaccia contro una certa politica ambigua ed opportunista

carni di specie protetta quali l’orso’ che vengono riproposte da politici soprattutto della Lega. Personage reiterate ed inopporgi che dovrebbero rappresentare tune dichiarazioni della le istituzioni ma che hanno come casta e degli apparati leghisti unico obiettivo quello di salva- riporta una nota dell’Arcicacguardare i propri interessi, le procia - che hanno per oggetto la prie cariche ed i propri stipendi”. “I fauna, sono offensive dell’etica balletti e l’avanspettacolo di quedi quella parte di cacciatori che sti anni di Legislatuantepone all’attivira non hanno pretà venatoria cultuTrovare soluzioni cedenti nella storia ra, scienza e conoequilibrate è della Repubblica. Un scenza, rispetto e nell’interesse giorno canta il ‘coro’ primato del bene di tutti pseudo - animalista comune e della della maggioranza di salvaguardia e delcentrodestra, un giorno cantano la conservazione di ambiente i politici interessati agli affari dei e fauna selvatica”. “L’Arcicaccia mercanti di fauna: la conclusione - continua il documento - si indiè che si impedisce ogni possibiligna per le continue provocazioni tà di trovare soluzioni equilibrate volgari che vanno dal proporre di nell’interesse dei cittadini e dell’I‘sparare agli immigrati come lepri’ talia”. oppure ‘organizzare banchetti con U. S.

“L

Il dinamismo dell’Arcicaccia della Calabria U. S.

I

ntensa attività per l’Arcicaccia della Calabria. Da qualche mese l’associazione si è dotata (grazie alla donazione dell’Associazione Orgoglio San Pietrese) di un’ambulanza di tipo A e di un gruppo sanitario del quale fanno parte medici e infermieri qualificati. La gestione è affidata all’Arcicaccia 7° nucleo B. Sgromo di S.Pietro a Maida. Intanto presso l’Arcicaccia a Lamezia Terme viene ga-

rantito, tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30, il servizio di ritiro e di rilascio del nuovo tesserino venatorio. Contestualmente a Catanzaro continuano i corsi gratuiti per tutti coloro che intendono sostenere gli esami di abilitazione all’esercizio venatorio.

Masetti, Pedersoli, Naldoni, Pulcini, Borchi, Freschi e Ciarafoni con i vincitori.

Cenni: al ministero dell’Agricoltura incarichi poco chiari e ben remunerati A. R.

“I

n più di un’occasione in questi anni abbiamo chiesto al Ministero dell’Agricoltura e ai suoi numerosi ministri, informazioni sull’attività del Comitato faunistico venatorio, sul destino delle risorse in materia di caccia (penso al 50% delle tasse di concessione pagate dai cacciatori che dovrebbero tornare alle Regioni) e sulla redazione delle relazioni che la legge 157 prevede, ma ben poche risposte sono arrivate a destinazione. Oggi, in piena fase di lacrime e sangue, di tagli lineari che hanno toccato ogni Ministero, veniamo a conoscenza di incarichi francamente poco chiari, sui quali vorremmo capire meglio”. Commenta così la deputata Pd Susanna Cenni, presentando la sua interrogazione al Ministro per l’Agricoltura Romano, circa un finanziamento di 90.000 euro (di cui ben 75.000 per spese e trasferte)

te del ministero competente per i che nel dicembre 2010 sarebbe stato temi legati alla caccia - prosegue destinato, con decreto dirigenziale, Cenni - soprattutto a studi sulla migrazioquando si tratta delne pre-nuziale, e affiUna lo stanziamento di dato per 30.000 euro interrogazione fondi pubblici non all’Ispra, e per 60.000 parlamentare per irrilevanti”. “Le cose euro al Cic (Comitato fare chiarezza poco chiare sulle internazionale per la quali vorremmo qualche risposta caccia). Chiediamo trasparenza e spiega Cenni - sono molte. correttezza amministrativa da parVorremmo infatti sapere perché con risorse del Comitato Faunistico Venatorio si affidano incarichi di studio che indubbiamente potrebbero rientrare tra le competenze dell’Ispra, ma non si comprende come e per quale ragione e competenza, sia stato selezionato un soggetto esterno, il Cic, la cui sede tra l’altro risulterebbe essere presso uno studio dentistico. È emerso dai documenti di sintesi presentati dall’Ispra che gran parte dei fondi stanziati per la ricerca in realtà vengono impiegati non tanto per finalità di ricerca, quanto piuttosto come rimborsi per viaggi all’estero dei membri del Cic.


ArciCaccia

È tempo d’

A Bibbona per discutere di gestione Leonardo Bertocci

G

estire la piccola selvaggina stanziale non è oggi semplice, vuoi per i profondi mutamenti ambientali, vuoi per una riduzione del volontariato tra i cacciatori ed una ristrettezza delle risorse disponibili, ma rimane innegabile l’alto valore biologico e venatorio che queste specie selvatiche ricoprono. Da alcuni anni anche in Toscana si notano segnali di diminuzione della piccola selvaggina stanziale, soprattutto se parliamo di fagiano. Una situazione certo non catastrofica ma, per una realtà abituata ad una generale ricchezza faunistica, degna di un momento di profonda riflessione. A questo proposito l’Arcicaccia Toscana, con la collaborazione della Federazione di Livorno e dell’Arcicaccia Nazionale, ha organizzato a Marina di Bibbona un Convegno nazionale dal titolo: “La piccola selvaggina stanziale tra declino e rilancio: problematiche, sfide ed innovazioni possibili”. Alla manifestazione aperta dalla relazione del presidente regionale Massimo Logi hanno partecipato numerosi dirigenti dell’associazione, degli Atc, rappresentanti delle organizzazioni agricole e delle istituzioni, ricercatori. Si è svolta anche una tavola rotonda presieduta da Marco Ciarafoni, presidente del consiglio nazionale di Arcicaccia. Le conclusioni della giornata sono state svolte dal presidente nazionale Osvaldo Veneziano.

Piemonte a rischio referendum U. S.

L

a Corte d’appello di Torino ha stabilito, a distanza di venticinque anni dalla richiesta, che dovrà tenersi il referendum anticaccia. Sembra paradossale ma è proprio così se non interverranno nuove sentenze od anche una nuova legislazione che consenta di superare il quesito referendario. Su come la regione Piemonte intende affrontare la questione non è dato sapere. Regna l’incertezza e la data della consultazione potrebbe essere fissata prima di quanto si possa immaginare. Il referendum, se accolto, sarebbe devastante. La caccia sarebbe ridotta a tre specie e poche giornate all’anno. Per questo Mauro Vaccamorta ha deciso di rompere gli indugi e ha chiesto alle altre associazioni venatorie di attivarsi unitariamente per fronteggiare l’emergenza. Al contempo sono stati programmati una serie di incontri con le forze politiche e gli amministratori regionali.

Mauro Vaccamorta, Presidente Arcicaccia Piemonte.

vita dell’associazione

Matera, fare chiarezza nell’interesse dei cacciatori tera b del regolamento attuativo; eccessiva spesa (circa € 30.000,00) per spese legali rispetto a rci Caccia e Federcaccia € 5.200,00 stabilito dall’articolo sohanno posto alcuni quesiti pra citato; istituzione del Direttore alla Provincia di Matera relativi Tecnico con consistente compenalla gestione dell’ATC A su cui atso annuo ed un bonus altamente tendono risposte: stampa arbitraremunerativo in caso di rescissioria e rilascio di tesserini illegittimi ne del contratto. Detta figura non di accesso venatorio ai cacciatori è prevista né dalla L.R. n° 2/95, né extra regionali; costi eccessivi dedal regolamento attuativo che gli stessi tesserini rispetto a quansancisce la gratuità dell’incarico e to stabilito dall’art. 8 quater del di qualsiasi mansione; corresponregolamento attuativo; rilascio dei sione non dovuta del permessi agli extra gettone di presenza regionali per la cacRipristinare ai componenti del cia alla selvaggina la legalità è Comitato Direttivo stanziale in contrasto un dovere e delle Commissioni con il disposto di cui istituzionale di Lavoro in contraall’art. 8 bis del regosto con il disposto di cui all’art. 11 lamento attuativo che consente ai del più volte citato Regolamento non residenti in Basilicata la caccia attuativo che prevede solamente limitatamente alla selvaggina mil’indennità chilometrica, pari a 1/5 gratoria; sfondamento della spesa del costo della benzina. Arcicaccia per il funzionamento del Comitato e Fidc ora attendono che vengano organizzativo che non può supeadottati tutti gli atti per il ripristino rare il 20% delle entrate così come della legalità. disposto dall’art. 10, comma 4 let-

Campania. Cacciatori piromani? Accuse senza alcun fondamento

U. S.

A

N. B.

È

da attribuirsi alla caccia, secondo l’assessorato all’agricoltura della Campania, una delle cause maggiori di sviluppo degli incendi sul territorio regionale. “Su quali dati fonda questa certezza l’assessore Amendolara?” chiede con una nota congiunta la presidenza regionale e nazionale dell’Arcicaccia. “Quando si fanno certe affermazioni occorre avere certezza di quello che si dice e soprattutto - continua la nota dell’Arcicaccia - sapere che il presidio che i cacciatori e le guardie venatorie volontarie svolgono sul territorio non solo garantisce, come già successo, un rapido intervento da parte delle autorità preposte ma è un significativo deterrente, a fronte di una visibile presenza, per tanti potenziali piromani. “Sa poi l’assessore Amendolara che sui terreni interessati dagli incendi in virtù delle norme nazionali e regionali si produrrebbe l’automatismo

del divieto di caccia? Come dire che i cacciatori - prosegue ironicamente la nota dell’Arcicaccia - provocano incendi per poi, finalmente, far scattare l’impossibilità di svolgere l’attività venatoria!“.

Nella foto Sergio Sorrentino, Presidente Arcicaccia della Campania

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ArciCaccia

È tempo d’

vita dell’associazione Ordinanza Martini, perché tanto silenzio? Marco Ciarafoni

U

n brutto risveglio per la cinofilia italiana dopo l’ordinanza della sottosegretaria Martini, che ha la delega del ministro Fazio ad occuparsi di questi temi. Non c’è in ballo solo il divieto del taglio della coda ma per la prima volta il tema del benessere animale assume un rilievo esclusivo e predominante rispetto ad altri riferimenti sociali, culturali ed economici tra i quali la selezione zootecnica. Vale a dire che dall’ordinanza è scomparsa la legittimazione che il taglio della coda può avvenire nel rispetto dello standard morfologico di quelle razze canine riconosciute dalla Federazione Cinologica internazionale. Non è una cosa di poco conto, è una vera e propria rivoluzione culturale e sociale avvenuta senza quella reazione che ti aspetteresti da chi è chiamato a tutelare il cane di razza. Ora la decisione dell’eventuale taglio della coda è lasciata al libero arbitrio dei medici veterinari

che potranno decidere in tal senso (o anche negare questa possibilità) per ragioni “di medicina veterinaria” o “nell’interesse di un determinato animale”. Su tutti i cani, in potenza, si potrebbe procedere in tal senso e però ciò equivale anche a dire che viene negato il lavoro appassionato e di grande sacrificio di tutti quegli allevatori e cinofili che fino ad ora lo hanno fatto in ragione di quella missione zootecnica che ha reso il nostro Paese primo nel mondo. Per di più si fa notare che si sta parlando di eccezioni (“un determinato animale” sottolinea l’ordinanza) e non di prassi generalizzata che nelle precedenti ordinanze veniva affidata alla scelta degli allevatori perché riconosciuti (contrariamente ad oggi) portatori di determinate funzioni e ruoli. E si pensi per un attimo a tutte quelle forme di pressione, anche legali, che i veterinari subiranno perché daranno corso alla deroga a loro concessa. C’è chi si sottrarrà per ragioni etiche, chi lo farà in forza di un

ragionamento scientifico e chi per non avere fastidi nello svolgimento della professione. E allora cosa c’è da festeggiare? Che un ministro con una circolare (di valore giuridico prossimo allo zero rispetto ad una ordinanza) ha tranquillizzato i cinofili richiamando standard morfologici e funzioni zootecniche? Che dalle interpretazioni, più o meno autorevoli, verrebbe confermata la possibilità del taglio della coda? Che fino ad ora non è successo niente e quindi tutto è tranquillo? E quanto durerà questa tregua tattico-politica tutta interna agli equilibri governativi? Lo spazio di insediamento di un governo e dei suoi sottosegretari e ministri. Che succederà quando altri siederanno su quelle poltrone magari portando sensibilità diverse? Rimarranno le ordinanze, diventeranno carta straccia le circolari nel mentre la missione zootecnica è andata a farsi benedire. Allora c’è da domandarsi: perché tanta apatia e tanto silenzio intorno a questo importante tema per i cinofili e gli allevatori? Perché non si è scelta la strada della protesta, della mobilitazione? Perché il ministero delle politiche agricole e i gruppi parlamentari non sono stati attivati e non è stata insediata subito una task force capace di assumere la regia di fronte ad una emergenza vera? Le risposte le devono dare altri perché ad altri spetta il compito prioritario di tutelare allevatori e cinofili e non solo di chiedere deleghe in bianco.

Comune Solarino: l’Arcicaccia contro il randagismo V. M.

L

otta al randagismo e tutela ambientale. Vigilanza ecologica e sui beni culturali. Sono questi i punti chiave dell’accordo stipulato fra il Comune di Solarino e l’associazione Arcicaccia per lo svolgimento volontario di questi servizi. I volontari sono al lavoro già da alcune settimane, insieme agli agenti della polizia municipale, con ronde, a piedi e in auto, e “armati” di macchine fotografiche e cineprese per documentare lo stato dei luoghi e individuare le aree da bonificare per prevenire gli incendi. Quanto alla questione del randagismo, invece, un ulteriore accordo con la Asp offre la possibilità di «affrontare

in maniera drastica e radicale il problema - spiega il comandante della polizia municipale Gianpaolo Monaca. Il servizio svolto dai vigili urbani e dai volontari di Arcicaccia prevede infatti a ricognizione di tutti i randagi che presenti nel territorio comunale che vengono raccolti e trasferiti al canile dove rimangono ricoverati i tempo necessario a essere visitati e dotati di microcip identificativo. Durante la loro permanenza al canile vengono sottoposti a un accurato controllo e se positivo, i cani vengono cippati e sterilizzati e rimessi in libertà. A identificare questi cani, un collare giallo. I cani che non risultano invece idonei, rimangono invece nella struttura che li ospita fino alla guarigione.

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Regolamenti toscana: tante positività, rimane però qualche ombra a Regione Toscana ha recentemente riformato la propria Legge Regionale sulla caccia grazie all’apporto costruttivo e propositivo scaturito dalle proposte dell’Arcicaccia spesso condivise dalla larga parte del mondo venatorio Toscano. Recentemente è giunta a termine anche la revisione dei regolamenti attuativi;si tratta di un lavoro estremamente complesso e molto articolato sotto il profilo tecnico che ci ha visti anche in questa fase impegnati a risolvere alcune carenze che l’esperienza aveva evidenziato. Il nostro giudizio sui contenuti del nuovo testo è sostanzialmente positivo. Non abbiamo nascosto tuttavia alcune ombre che purtroppo non sono state

E IN

“Provincia di Roma: avviare la seconda fase nelle politiche venatorie” venatoria sostenibile”, incapaci di U. S. utilizzare con profitto e risultati i finanziamenti pubblici, indirizzati vviare la seconda fase a coprire con l’acquisto di selvagnella gestione venatoria gina il mancato ripopolamento della Provincia di Roma, basata della fauna locale. su una efficace e lungimirante La svolta rimarcata dall’Arcicaccia, capacità di programmazione, in basata essenzialmente sulla corlinea con le normative vigenti, retta applicazione della Legge 157 capace di ottimizzare le risordel 1992, è focalizzata su alcune se, di salvaguardare il patrimonio priorità: una maggiore informazioambientale e di rispondere alle ne rispetto ai contenuti del Piano esigenze dei cacciatori locali, tropfaunistico provinciale po spesso costretti a scegliere altre pro- L’Arcicaccia pronta e conseguentemente una maggiore convince ed altre regioa sostenere ni”: questi in sintesi i l’Amministrazione certazione di tutti gli attori del settore; contenuti di una letil differente utilizzo delle risorse tera inviata da Osvaldo Veneziano, economiche che dovrebbe essere presidente nazionale Arcicaccia, finalizzato a valorizzare maggiorad Aurelio Lo Fazio, assessore all’amente la fauna locale ed a gestire gricoltura della Provincia di Roma. con efficacia e correttezza le Zrc La missiva pone l’attenzione, in (Zone di ripopolamento e cattura); generale, sulle responsabilità delle realizzare, con il contributo delle istituzioni locali che, da anni, “non componenti del mondo venatorio, si sono occupati di una gestione

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censimenti attendibili sulla fauna indigena per programmare con maggiore correttezza le politiche sulla caccia. “Con pochi e qualificati atti la caccia - conclude la lettera di Osvaldo Veneziano - potrebbe infatti divenire una risorsa ambientale ed agricola capace di guidare Roma in quell’elenco delle migliori amministrazioni d’Italia che i nostri cacciatori già conoscono. Noi siamo pronti a sostenere l’amministrazione per realizzare quanto sopracitato che è ciò che la legge peraltro impone. Siamo certi che ci sono tante professionalità e capacità disposte ad impegnarsi per realizzare questo obiettivo. In caso contrario non può esistere la caccia virtuosa e utile alla società, quella sostenibile in grado per salvaguardare l’ambiente. È per queste finalità che noi, da sempre, ci battiamo”.

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Arci Caccia 2011

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del tutto fugate dal nuovo articolato. del 30% del piano di abbattimento. La In particolare a nostro giudizio si poposizione della nostra associazione è tevano fare scelte diverse sul tema stata ampiamente spiegata lo scorso della mobilità venatoria e sulle moanno nel Convegno Nazionale di Siedalità di accesso agli ATC toscani dove na nel quale mettemmo in evidenza il rischio è quello di ampliare troppo un tentativo sbagliato teso a sgreun sistema di mobilità tolare la cultura della interna sufficientemencaccia di selezione per No al te garantito a discapito consumismo per la approdare a forme di un serio e proficuo caccia di selezione pseudo consumistiche rapporto tra cacciatore del prelievo dei capi e e territorio quale base imprescindibirelativa commercializzazione. Questa le per la buona gestione degli ATC. In posizione, nonostante la nostra ferma questi giorni sta “montando” una ulopposizione e quella della stragrande teriore polemica relativa alla caccia di maggioranza dei cacciatori di seleselezione e soprattutto a quella parte zione è andata comunque avanti. Il del regolamento che consente ai cacnostro impegno ieri come oggi sarà ciatori anche non abilitati di poter abquello di evitarne l’applicazione da battere una quota di capi in selezione parte di provincie ed ATC... La scelta in accordo con il singolo selecontrolnon ci appartiene e l’incultura che ci lore e l’ATC, per una quota massima sta dietro neppure...

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ArciCaccia

È tempo d’

Segugi a Pegognaga: ritorna il “Memorial G.Berni” Gegè

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abato 26 e domenica 27 marzo, la Federazione Provinciale Arcicaccia di Mantova, con il patrocinio della Prosegugio e la collaborazione del Gruppo Cinofilo Virgiliano hanno organizzato l’ormai classico appuntamento di selezione per i cani da seguita su lepre, valevole per il Campionato Italiano dell’Arcicaccia e della Coppa dei Campioni. Le prove si sono svolte nei territori di caccia dell’ATC n° 2. Nelle mute “A” ha prevalso il mantovano Vargas con punti 163,2 (Ecc.) seguito da Ferrari Felter con punti 160,5 (Ecc.) Tabarelli/Cordioli con punti 160,33 (Ecc.), Canella Settimo

con punti 148,7 (B) Bisello con punti 144,25 (B) e Baschierotto con punti 143 (B). Nelle coppie categoria “A” ha prevalso Marazzini con punti 150 (MB), mentre nel singolo categoria “A” nessun classificato. Nelle mute di categoria “B” primi Valotti/Magri con punti 115 (MB) seguiti da Paletti con punti 136 (B); nella categoria coppie “B” nessun classificato ed infine nella categoria singolo “B” ha prevalso Bordini con punti 157 (B). Il memorial Berni è stato quindi assegnato alla muta di segugi italiani composta da Barone, Brina, Ulisse, Bruna e Spagna di Vargas, che assieme a Marazzini e Bordini, hanno tenuto alta la bandiera del segugismo made in Mantova.

Trofeo Federico Piemonti, due giornate di grande cinofilia U. S.

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erfettamente organizzate dal CSAA (Centro Sportivo e delle Attività per l’Ambiente) e dalla FIDASC e di Terni, si sono svolte nelle Zone ripopolamento e cattura della Provincia di Terni e nella zona DOC di Torre di Picchio le prove nazionali di caccia con CAC, 3° Trofeo Federico Piemonti. Terreni ideali per la caccia pratica e quindi grandi possibilità per i cani di esprimere tutte le loro capacità. Il sabato è stato un po’ scarso di risultati; 2 soli cani in classifica entrambi con l’eccellente nelle rispettive batterie.La domenica la dea bendata è stata un po’ più generosa con 4 cani in classifica con un eccellente e un CQN. Lo spinone Faro di Fausto Sernari, condotto da Ugo Pucciatti,

ripetendo la prestazione del sabato e quindi confermando tutte le sue grandi doti venatorie ha vinto il Trofeo Federico Piemonti.

Ugo Pucciatti

vita dell’associazione Puglia, dalle parole ai fatti G. D.

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utti ricorderete il noto fatto di cronaca riguardante l’uccisione di Don Francesco Cassol nel Parco dell’Alta Murgia, ad opera di un bracconiere che la cronaca ha travestito da cacciatore. Con la serietà che contraddistingua la nostra Associazione, la Direzione Nazionale dopo aver condannato tale gesto e rappresentato le proprie condoglianze

ai familiari del compianto Don Francesco, come tutti, cacciatori e non, pretende che sulla vicenda sia fatta piena luce e venga assicurato alla giustizia l’autore di tale sconsiderato gesto. Ed infatti l’Arcicaccia nazionale e l’Arcicaccia Puglia hanno dato mandato all’avv. Giuseppe De Bartolomeo del Foro di Lecce affinchè depositi gli atti di costituzione di parte civile nel Processo contro il presunto omicida che si terrà presso il Tribunale di Bari nei prossimi mesi.

Giuseppe De Bartolomeo

Ai cacciatori siciliani U. S.

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ura presa di posizione delle associazioni venatorie siciliane (A.N.L.C. - ARCICACCIA - A.S.C.N. - C.P.A. - Enalcaccia - F.I.D.C. F.S.D.C. - Liberi Cacciatori Siciliani) che protestano perché “i Funzionari Regionali, nel silenzio della politica che conta, vogliono distruggere la caccia. Da anni chiediamo ai Dirigenti dell’Assessorato ed ai vari Assessori avvicendati dal Governo Lombardo sulla poltrona dell’Agricoltura di provvedere per tempo alla stesura di un piano regionale venatorio conforme alla legge. Oggi ci propongono un piano fatto in fretta e furia assolutamente inaccettabile, che mortifica la caccia ed i cacciatori e vuole chiudere la caccia in tutte le ZPS siciliane. Alcuni politici stanno tentando di dividere equamente il territorio protetto su tutte le province e nelle isole minori, per farci andare a caccia come

ARCICACCIA CISP LAZIO

Trofeo Angelo 23°Massimino

Prove di caccia su selvaggina naturale con e senza selvatico abbattuto per continentali italiani -CAC

16/17/18/19 Dicembre

A.F.V. Borghetto di Civita Castellana (Vt)

nelle altre regioni italiane, rinviando la stesura del nuovo piano ad un momento di giusta condivisione con le associazioni di categoria. Per motivi che non ci sono chiari il Governo vuole bloccare tale iniziativa ed imporci a tutti i costi il nuovo piano, condannando definitivamente la nostra antica tradizione e distruggendo un importante settore dell’economia

siciliana, oltre a procurare a se stesso un danno erariale. Noi non ci stiamo! Vogliamo andare a caccia come in tutta Italia! In segno di protesta stiamo raccogliendo i certificati elettorali dei nostri associati, per restituirli a chi ha dimostrato di avere tradito la nostra fiducia”.

Nicolò Milazzo, Francesco D’Elia e Giuseppe Amarù

Campionato Italiano Trap ARCICACCIA CSAA

16° Trofeo Gianfranco Bergo Gara singola e a Squadre su 75 piattelli a scorrere

9-10-11 Settembre 2011 Montepremi € 2.500,00 TAV “G.A. ACQUAVIVA” Contrada Stampalone Cellino Attanasio (TE)

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ArciCaccia

È tempo d’

vita dell’associazione A Chieti, Operazione “Rete” One U. S.

S

i è svolta sabato 25 e domenica 26 giugno nei due maggiori bacini della provincia di Chieti, il lago di Bomba sul fiume Sangro e il lago Sant’Angelo (Casoli) sul fiume Aventino, l’operazione di vigilanza e controllo denominata Operazione “RETE” Uno alla quale hanno partecipato gli agenti ittici, venatori, ambientali dell’Arcicaccia e dell’Arcipesca Fisa. La base logistica utilizzata per l’attività svolta è stato il “Centro Remiero” situato all’inizio del lago di

Bomba, che di fatto si è dimostrato molto importante come struttura di appoggio durante tutto il corso dell’attività di vigilanza. Hanno partecipato 14 agenti che hanno costituito 4 pattuglie. Di contro 5 sono stati gli automezzi impiegati, 49 i soggetti sottoposti a controllo, 4 i verbali di constatazione e un sequestro effettuato. Gli agenti hanno provveduto altresì a recuperare 200 kg di rifiuti e hanno osservato nelle zone visitate la presenza di piccoli di capriolo oltre che numerosi cinghiali.

Arcicaccia: “Maggiori risorse per contrastare il bracconaggio” Veneziano scrive al Ministro Romano: “Le nostre guardie volontarie pronte a collaborare” ci che si sono verificate in questi giorni sullo Stretto di Messina. “Il bracconaggio – continua Osvall Corpo Forestale dello do Veneziano – rappresenta un feStato deve essere messo, nomeno delittuoso che va contrain tempi rapidi, nelle migliori stato con ogni mezzo e che getta condizioni, in termini di risordiscredito sull’intera categoria dei se umane ed economiche, per cacciatori. Le guardie venatorie contrastare con efficacia il fenovolontarie dell’Arcimeno del braccocaccia della Calabria naggio”: questo in Il bracconaggio e della Sicilia, qualora sintesi il messaggio getta discredito il ministro e le autoinviato da Osvaldo sulla caccia rità competenti lo riVeneziano, presidenterranno opportuno, te nazionale Arcisono pronte a rendersi disponibili caccia, al Ministro per le Politiche per collaborare alle operazioni di agricole Saverio Romano, anche prevenzione e repressione”. in relazione alle stragi di rapaU. S.

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La Festa della Madonna del Cerro U. S.

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l confine fra il territorio di Montepulciano e quello di Chianciano, una collina si erge dolcemente nel verde cupo del bosco dei cerri e, tra i sentieri che si snodano nel bosco, si trova un altare rustico titolato alla “Madonna del Cerro” o Madonna del Cacciatore. La Madonna, il bosco nel quale si trova e la storia del paese a loro legata fece venire l’idea, ai cacciatori dell’Arcicaccia del Circolo di Acquaviva, Montepulciano Stazione, Tre Berte e Valiano, di organizzare una Festa popolare che potesse coniugare le varie anime della caccia, ma anche quelle ambientaliste ed agricole, convinti che gestire

un territorio consenta a tutti di poter convivere quegli ambienti. Fu allora una scommessa: conciliare l’aspetto effimero di una tradizione venatoria secolare fatto di festa e voglia di divertirsi, con quello scientifico e della gestione. Oggi è una bella realtà che ha permesso di far convergere le varie sensibilità su un unico obiettivo, il rispetto della natura e delle tradizioni. Anche quest’anno, per la XI edizione, svoltasi dall’1 al 10 luglio, l’organizzazione ha stilato un programma di manifestazioni in grado di soddisfare cacciatori e non, grandi e piccoli, addetti ai lavori e semplici curiosi. La parte spettacolare è stata nutrita con: esposizioni di cavalli. raduni cinofili, mostre di trofei, gare di caccia e di pesca, prove di tiro con l’arco, gare con cani da tartufo e tante altre iniziative. Ottima naturalmente anche la cucina che ha consentito di gustare i piatti tipici.

Arcicaccia, dalla parte della caccia gratificante e in sintonia con gli italiani U. S.

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n film già visto. Le ragioni di una strumentale propaganda associativa fomentano, come spesso avviene da molto tempo nel mondo venatorio, grossolane falsità, una volgare disinformazione e una lunga tradizione di fallimenti. L’Arcicaccia, dalla Sicilia alle Alpi, si batte da sempre, per rafforzare il ruolo e l’impegno dei cacciatori nella collettività, per promuovere una caccia gratificante e per dare certezza di diritto allo svolgimento dell’attività venatoria dal chiaro profilo sociale e popolare nel rispetto delle regole nazionali e comunitarie e in alternativa alle crociate abolizioniste del movimento animalista e ad una ipotesi di caccia a pagamento e speculativa tanto cara ai mercenari e ai mercanti della fauna selvatica. Con questo preciso intendimento ha chiesto e poi partecipato, con i suoi massimi dirigenti, ai lavori del Tavolo di concertazione promosso dalla Conferenza delle Regioni – ai quali altri hanno plaudito e poi si sono aggregati - al fine di sostenere la necessità di una intesa che, a partire dalla definizione di una calendario omogeneo valido per tutte le regioni, consentisse di superare la fase del conflitto e degli interven-

pria sigla associativa o sul territorio ti della magistratura che hanno fin con quella del partito di riferimento qui penalizzato gli stessi cacciatori. od anche con quella “unitaria” della Conflitto che nel corso degli anni si Face. L’Arcicaccia ha rappresentato al è incrementa per colpevole volontà Tavolo una posizione in sintonia con di quelle associazioni venatorie che, l’indagine promossa e tanto sbaninsieme alla disonestà giuridica ed dierata da Face Italia che intende rafintellettuale degli apparati di alcune forzare l’idea di una caccia normata, regioni poi sconfessati dalle sentenze sostenibile e in stretta sintonia con le europee e costituzionali, hanno deleggi nazionali ed europee e semmai magogicamente promesso la spallata ha contrastato che all’attività venacontro la legge 157 ottenendo quale toria, per spazi, per tempi e per sperisultato l’approvazione della legge cie, venisse messa quella museruola comunitaria, figlia dell’accordo interche la stessa indagine richiama quanazione tra Lipu/Birdlife e Face, che di le approdo condiviso dalla pubblica fatto modifica in senso limitativo temopinione. Altri preferiscono richiapi e specie di caccia nel nostro Paese. mare quell’importante documento Sono loro che dovrebbe vergognarsi solo con pubblicità a pagamento ed e ammettere, in realtà, incompetenza oscurarlo dove non conviene perchè e irresponsabilità. Di contro si preferic’è da fare il tesseramento all’insescono alimentare polemiche e attacgna di un discount di quart’ordine. chi personali che l’Arcicaccia respinge Sui calendari venatori sarà il tempo in forza del suo operato trasparente e e le scelte degli amministratori reautonomo che al Tavolo e dovunque gionali a dirci come andrà a finire e (e sempre) è stato manifestamente purtroppo temiamo che ancora una espresso da chiunque l’ha rapprevolta saranno i tribunali a riscriversentata per delega piena dell’assoli tracciando la linea ciazione in tutte le sue articolazioni regionali. Fermare la mano rossa su cotanto poSemmai resta da chie- dei faccendieri e il pulismo. La battaglia dell’Arcicaccia condersi perché una mora“prontacaccia” tinua per dare forza le così evidentemente e futuro alla caccia e per fermare la pelosa venga espressa da chi furbemano di faccendieri e magnaccia del scamente indossa tutte le giacche del“pronta caccia” che continuano a frela politica e delle rappresentanze a cogare i cacciatori italiani con i sacchi e minciare da quando, a secondo delle le camionate di polli colorati. convenienze, ci si presenta con la pro-

Treviso. Cattura delle lepri, blitz di Arcicaccia U. S.

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entinaia di cacciatori si sono ritrovate a Santo Stefano, sulle Grave di Papadopoli, alla tradizionale cattura delle lepri. Nel mezzo della manifestazione c’è stato un volantinaggio degli esponenti di Arcicaccia, con il loro presidente provinciale Ferruccio Carnielli.

«Con il volantinaggio abbiamo voluto informare tutti i cacciatori della proposta di legge di abolizione dell’articolo 842 del Codice Civile, presentato da parlamentari vicini al ministro Brambilla. Se sarà abrogata tale legge, che finora consente ai cacciatori di accedere alle proprietà private per la caccia - spiega Carnielli - saranno

aboliti questi diritti. Di conseguenza si creeranno sempre più circoli privati, dove i proprietari potranno farvi accedere chi vorranno per l’esercizio venatorio. Il tutto è di iniziativa delle altre associazioni venatorie, che hanno aperto la strada all’aggressione della «caccia sociale», per sostituirla con l’attività venatoria «a pagamento». Questo non lo vogliamo».

All’Exa festeggiata la caccia e l’Unità d’Italia U. S.

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ll’Exa festeggiata la caccia e l’Unità d’Italia. I colori della bandiera d’Italia hanno avvolto lo stand dell’Arcicaccia per ricordare che in centocinquanta anni si è lavorato per rafforzare l’unità del paese e per accrescere il suo marchio di qualità nel mondo. E’ successo anche con le armi sportive la cui evoluzione ha consentito, grazie alle capacità di produttori ed artigiani, di raggiungere prestigiosi traguardi agonistici ed è successo anche con la caccia che ha mantenuto e perfezionato il profilo di una attività pubblica e popolare contro possibili derive consumiste e privatizzatrici. L’Arcicaccia aveva richie-

sto che il giorno dell’apertura della Mostra fossero diffuse le note dell’Inno di Mameli, all’insegna dell’orgo-

Lo stand dell’Arcicaccia.

Isole del Golfo di Napoli: al via il piano di vigilanza ambientale U. S.

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A sinistra Emilio Galano con due operatori della vigilanza.

glio dell’appartenenza ad un paese unito, libero, indipendente e repubblicano. E così è avvenuto.

a venerdì 15 luglio è partito il piano di vigilanza Ambientale e prevenzione incendi boschivi varato dalla Presidenza dell’Arcicaccia Isole del Golfo di Napoli e dalle sezioni territoriali, con la collaborazione attiva delle guardie giurate venatorie provinciali distaccate sull’isola d’Ischia e di un gruppo di volontari/soci che hanno dato la piena disponibilità all’ attuazione del piano. Il piano prevede turni di vigilanza e ronda h24 sia sull’isola d’Ischia che sulle isole di Capri e Procida con

monitoraggio costante del territorio per scoraggiare chi non ha rispetto per l’ambiente ed è responsabile dei disastri ambientali. “Da diversi anni diamo la nostra disponibilità gratuitamente – ha dichiarato Emilio Galano, Presidente e Responsabile delle Guardie Giurate Venatorie dell’Arcicaccia Isole del Golfo di Napoli – a denunciare insieme al Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia, Associazioni Agricole ed Ambientaliste i piromani/ incendiari responsabili di questo reato ambientale che prevede l’arresto in flagranza di reato ed una pena fino a 10 anni di reclusione e come sempre siamo pronti a costituirci parte civile nei processi contro questi crimini per la tutela dell’ambiente e dei soggetti che ci vivono”.


ArciCaccia

È tempo d’

indirizzi Arcicaccia

ARCI Caccia: la sola associazione che, con trasparenza, rappresenta la sua consistenza in tutta Italia DIREZIONE NAZIONALE Largo Nino Franchellucci, 65 - 00155 Roma Tel. 06/4067413 - Fax 06/40800345 E_mail: info@arcicaccia.it Sito: www.arcicaccia.it Totale nazionale iscritti Tipo A 26.352 Tipo B 27.437 - Opzione Cane 12.718

PIEMONTE

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione Provinciale Piazza Torriani, 21 - 15100 Alessandria Tel. 0131/22.53.98 Fax 0131/22.53.98 E_mail: mauropiemonte@live.it E_mail: arcicaccia.al@libero.it Iscritti Tipo A 773 - Tipo B 1.306 Opzione Cane 401 ARCI CACCIA TORINO Via dei Platani, 11 - 10156 Falchera TO Tel. 011/26.20.552 - Fax 011/26.20.552 E_mail: brunopeinetti@virgilio.it ARCI CACCIA ASTI Via Roma, 1/B - 14051 Bubbio AT Tel. 0144/83452 Capra Giuseppe cell. 328/32.84.546 ARCI CACCIA NOVARA C.da Comunità, 1 - 28064 Carpignano Sesia NO Tel. 0321/824241 - Fax 0321/824241 Raimondi Giancarlo cell. 340/95.78.002 ARCI CACCIA VERCELLI c/o Tosi Rinaldo Fraz. Prati di Cervarolo, 4 - 13019 Varallo Sesia VC Fax 0163/560774 E_mail: pestort@inwind.it ARCI CACCIA BIELLA c/o Giorsa Elio - Via Provinciale, 1 - 13867 Pray BL ARCI CACCIA CUNEO c/o Ezio Cardinale Corso Michele Coppino, 40/f - 12051 Alba CN E_mail: eziocardinale@gmail.com ARCI CACCIA VERBANIO CUSIO OSSOLA Via Verdi, 5 - 28844 Pallanzeno - VB Danilo Manfrin cell. 339/433.88.66 Ettore Onori cell. 347/04.25.843 E_mail: danilomanfrin@alice.it

VALLE D’AOSTA

ARCI CACCIA LECCO c/o Lindo Colombo Via delle Rose, 5 - 22067 Missaglia (LC) Tel. 0362/23.00.80 - Fax 0362/32.86.98

ARCI CACCIA FERMO Via Marina, 52 - 63018 Porto S. Elpidio (FM) Tel. 0734/90.19.79 - Fax 0734/90.19.79 E_mail: arcicacciaprovfermo@libero.it

ARCI CACCIA ROMA Largo Nino Franchellucci, 65 - 00155 Roma Tel. 06/40.63.258 - Fax 06/40.800.345 E_mail: claudio.terribili@arcicaccia.it

ARCI CACCIA BERGAMO c/o Giuseppe Rossi Via Rimembranze, 281 - 24059 Urgnano (BG) Tel. 035/89.80.11 - Fax 035/89.14.84

ARCI CACCIA MACERATA C/O Di Giulio Tonino C.da Macchia San Genesio - 62026 Macerata Fax 0733/66.34.81/2 E_mail: t.digiulio@auditmarche.it

ARCI CACCIA FROSINONE c/o CIA - Via Brighindi, 39 - 03100 Frosinone FR Gesuale Giuseppe tel. 328/8269238 E_mail: g.gesuale@cia.it E_mail: arcicaccia.fr@alice.it

ARCI CACCIA PESARO Via Diaz, 23 - 61100 Pesaro PS Tel. 0721/68.593 - Fax 0721/37.58.04 Email: dir.pesaro@arcicaccia.it

ARCI CACCIA LATINA Via Valle Viola, 28 - 04020 Monte S. Biagio LT Elio Trani 393/6826511 E_mail: eliotra@libero.it

TOSCANA

ARCI CACCIA RIETI Via Mameli, 45 - 02040 Poggio Mirteto (RI) Tel. 0765/41.12.43 - Fax 0765/44.60.02

VENETO

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Stadio Euganeo - Tribuna Ovest Viale Nereo Rocco, 60 - 35131 Padova PD Tel. 049/61.80.58 - Fax 049/864.17.56 E_mail: lepre.insalsa@gmail.com E_mail: francesco.mannino@fastwebnet.it Iscritti Tipo A 779 - Tipo B 819 Opzione Cane 578 ARCI CACCIA VICENZA c/o Gianemilio Coltro Via Palladio, 15 - 36030 Villaverla (VI) Tel. 0445/350268 - Fax 0445/350268 E_mail: gsvillaverla@libero.it ARCI CACCIA BELLUNO c/o Battorti Elio - Via G. Dassi, 7 - 32100 Belluno Tel. 0437/93.22.58 - Fax 0437/27.108 Cell. 380/51.48.484 E_mail: batelio@aliceposta.it ARCI CACCIA ROVIGO c/o Ferdinando Zanella Viale Argine Valle, 2088 - 45039 Stienta (RO) Tel. 0425/75.33.16 - Cell. 349/73.93.301 ARCI CACCIA TREVISO Via Colonna, 87 - 31010 Mareno Di Piave TV Tel. 0438/28.611 - Fax 0438/28.611 E_mail: icra@libero.it ARCI CACCIA VERONA c/o Giuseppe Foresti Via Olivè, 61 - 37141 Montorio (VR) E_mail: renato.fongaro@fongaros.it ARCI CACCIA VENEZIA c/o Sandro Niero Via Porara, 166 - 35035 Mirano (VE) Tel. 041/43.47.11 - Fax 041/43.47.11 E_mail: guerrieriraffaele@libero.it E_mail: niero_luca@libero.it

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione Provinciale c/o CRAL Cogne Corso Battaglione Aosta, 18 - 11100 AOSTA Tel. 0165/26.23.19 Fax 0165/40.432 E_mail: m.monteleone@regione.vda.it Iscritti Tipo A 71 - Tipo B 101 Opzione Cane 16

FRIULI VENEZIA GIULIA

LIGURIA

EMILIA ROMAGNA

ARCI CACCIA Comitato Regionale e Federazione provinciale Via Cerusa, 29/Rosso - 16156 Genova Voltri GE Tel. 010/690365 - Fax 010/690365 E_mail: arcicacciage@libero.it Iscritti Tipo A 452 - Tipo B 606 Opzione Cane 168

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via San Martino, 8/2 - 33010 Osoppo (UD) Tel. 0432/975927 - Fax 0432/989363 E_mail: busettini@gmail.com E_mail: valerio.pituelli@tele2.it Iscritti Tipo A 46 - Tipo B 43 - Opzione Cane 16 ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via Corticella, 145 - 40129 Bologna Tel. 051/35.79.13 - Fax 051/35.57.32 E_mail: regionale@arcicaccia-bo.191.it Iscritti Tipo A 1.420 - Tipo B 2.667 Opzione Cane 1.922

ARCI CACCIA IMPERIA Via S.Lucia, 55 - 18100 ONEGLIA (IM) Tel. 0183/299683 - Fax 0183/299683 E_mail: ingmar62@libero.it

ARCI CACCIA FERRARA Via Giovanni Verga, 4 - 44100 Ferrara FE Tel. 0532/90.76.25 - Fax 0532/90.76.01 E_mail: neddi.mantovani@uispfe.it

ARCI CACCIA LA SPEZIA Via XXIV Maggio, 351 - 19125 La Spezia Tel. 0187/50.17.75 - Fax 0187/50.17.70 E_mail: laspezia@arci.it

ARCI CACCIA FORLÌ VIA P. Maroncelli, 24 - 47100 Forlì FO Tel. 0543/55.01.13 - Fax 0543/23.881 E_mail: arcicacciafo@libero.it

ARCI CACCIA SAVONA Via F. Baracca 1/R - 5° Piano - Uff. E (Palazzina Uffici Ipercoop IL GABBIANO) - 17100 Savona Tel. 019/7701603 Fax 019/7701603 Email: arcicacciasv@libero.it

ARCI CACCIA MODENA Via IV Novembre, 40/L - 41100 Modena (MO) Tel. 059/29.24.767 - Fax 059/29.24.770 E_mail: info@arcicacciamodena.it

LOMBARDIA

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via Veronese, 37/E - 25124 Brescia BS Tel. 030/23.10.936 Fax 030/23.12.708 E_mail: arcicaccia.bs@libero.it Sito: www.arcicaccialombardia.it Iscritti Tipo A 2.029 - Tipo B 1.575 Opzione Cane 1.084 ARCI CACCIA COMO Via Magni, 23 - 22100 Como CO Tel. 031/59.21.36 - Fax 031/59.21.36 Emidio Violetti Perri cell. 338/20.95.499 ARCI CACCIA CREMONA c/o Circolo ARCI “Signorini” Via Castelleone, 7 - 26100 Cremona CR Tel. 0375/780854 - Fax 0375/780854 E_mail: ivanm26@fastpiu.it ARCI CACCIA MANTOVA Strada Chiesanuova, 1/F - 46100 Mantova MN Tel. 0375/780854 - Fax 0375/780854 E_mail: arcicaccia.mantova@gmail.com E_mail: ansemiengel@alice.it ARCI CACCIA MILANO c/o Edoardo Viganò Via Pontaccio, 2 - 20121 Milano Tel. 02/80.54.832 E_mail: edozebrawinken@virgilio.it ARCI CACCIA PAVIA Via Ponte Vecchio, 1 - 27100 Pavia Tel. 0382/30.47.10 - Fax 0382/30.47.10 E_mail: arcicaccia1@virgilio.it ARCI CACCIA VARESE Via Madonna in Campagna, 10/a 21013 Gallarate VA - Tel. 0331/79.81.00 E_mail: ARCIA08@arcicacciaepesca.191.it E_mail: botta.vincent@libero.it ARCI CACCIA LODI c/o Parmoli Alberto Via dello Zocco, 23 - 20073 Codogno (LO) Tel. 0377/30.309 - Fax 0377/76.70.95

ARCI CACCIA PARMA Strada Baganzola n°7 - 43100 Parma PR Tel. 0521/94.10.62 - Fax 0521/94.10.62 E_mail: nello.maccini@alice.it

ARCI CACCIA Comitato regionale Via Mercadante, 28 - 50144 Firenze FI Tel. 055/36.88.13-36.84.87 - Fax 055/52.700.84 E_mail: info@arcicacciatoscana.it Sito: www.arcicacciatoscana.it Iscritti Tipo A 5.531 - Tipo B 14.378 Opzione Cane 5.913 ARCI CACCIA FIRENZE Via Campofiore, int.106 - 50100 Firenze FI Tel. 055/65.50.841 - Fax 055/65.50.841 E_mail: arcicacciafirenze@libero.it ARCI CACCIA AREZZO Corso Italia, 205 - 52100 Arezzo AR Tel. 0575/35.15.30 - Fax 0575/40.97.83 E_mail: arcicacciaarezzo@email.it ARCI CACCIA GROSSETO Via Ravel, 19 - 58100 Grosseto GR Tel. 0564/29.205 - Fax 0564/29.205 E_mail: federazione.grosseto@arcicaccia.it Sito: www.arcicacciagr.it ARCI CACCIA LIVORNO Via delle Sorgenti, 250 - 57121 Livorno LI Tel. 0586/40.92.72 - Fax 050/40.92.72 E_mail: arcicaccialivorno@supereva.it ARCI CACCIA MASSA CARRARA Via provinciale Avenza Sarzana, 56 54031 Avenza di Carrara MS Fax 0585/88.70.19 E_mail: alb.ratti@tiscali.it ARCI CACCIA PISA c/o Circolo ARCI Via Barca di Noce, 87 56027 S. Frediano a Settimo PI Tel. 050/74.09.21 - Fax 050/74.18.13 E_mail: arcicacciapisa@gmail.com ARCI CACCIA PISTOIA Via Giovanni da Verrazzano, 1 51032 Bottegone (PT) Tel. 0573/94.64.82 - Fax 0573/17.45.201 E_mail: arcicacciapt@yahoo.it ARCI CACCIA SIENA St. Massetana Romana, 18 - Lotto 3 53100 Siena SI Tel. 0577/27.15.71 - Fax 0577/27.11.51 E_mail: arcicaccia@interfree.it ARCI CACCIA PRATO Via Galeotti, 67 - 59100 Prato PO Tel. 0574/69.24.37 - Fax 0574/69.24.37 E_mail: arcicaccia.prato@virgilio.it ARCI CACCIA LUCCA c/o Circolo ARCI - Via Solaio, 64/a 55040 Loc. Vallecchia Pietrasanta LU Tel. 0583/58.30.09 - Fax 0583/39.88.28 E_mail: arcicacciapescalucca@alice.it

UMBRIA

ARCI CACCIA Comitato regionale Via Santini, 8 - 06123 Perugia PG Tel. 075/46.748 - Fax 075/46.748 E_mail: tigrerossa2001@teletu.it Iscritti Tipo A 926 - Tipo B 2.242 Opzione Cane 1.217

ARCI CACCIA PIACENZA Via Serravalle Libarna, 5 - 29100 Piacenza PC Tel. 0523/49.91.99 - Fax 0523/49.96.01 E_mail: piacenza@arci.it

ARCI CACCIA PERUGIA Via delle Cornacchie, 29 - 06063 Magione PG Tel. 075/843856 Clementi Giampaolo cell. 336/53.15.49 E_mail: carrozzeriaclementi@alice.it

ARCI CACCIA RAVENNA c/o ARCI - Via Rasponi, 5 - 48100 Ravenna RA Tel. 0544/21.97.21 - Fax 0544/21.97.22 E_mail: arci@racine.ra.it

ARCI CACCIA TERNI Via Curio Dentato, 16/A - 05100 Terni TR Tel. 0744/58.384 - Fax 0744/58.384 E_mail: arcicacciaterni@libero.it

ARCI CACCIA REGGIO EMILIA Via Martiri della Bettola, 45 42100 Reggio Emilia RE Tel. 0522/32.65.02 - Fax 0522/32.63.42 Morellini Demos cell. 335/81.50.310 E_mail: arcicacciare@libero.it

ARCI CACCIA CITTA’ DI CASTELLO Parco dei Cigni Rignaldello 06012 Città di Castello PG Tel. 075/85.21.558 - Fax 075/85.27.567 E_mail: caccia.altotevere@libero.it

ARCI CACCIA RIMINI Via dei Forzieri 6 - 47037 Rimini RN Tel. 0541/54.570 - Fax 0541/54.570 E_mail: arcicaccia-rn@libero.it ARCI CACCIA CESENA Via Cavalcavia, 709 - 47023 Cesena FO Tel. 0547/61.18.18 - Fax 0547/61.18.18

MARCHE

ARCI CACCIA Comitato regionale Via Marina, 52 - 63018 Porto S. Elpidio (FM) Tel. 0734/90.19.79 - Fax 0734/90.19.79 E_mail reg.le: sauro.marinozzi@tiscali.it Iscritti Tipo A 1.405 - Tipo B 1.788 Opzione Cane 720 ARCI CACCIA ASCOLI PICENO Via San Carlo, 1- 63013 Grottammare AP Tel. 336/322127 E_mail: info@arcicaccia.ap.it

ARCI CACCIA SPOLETO Via Pietro Conti, 22 - 06049 Spoleto PG Tel. 0743/22.09.90 - Fax 0743/44.722 ARCI CACCIA FOLIGNO Via Gramsci 58 - 06034 Foligno PG Tel. 0742/35.47.38 - Fax 0742/35.47.38 E_mail: info@arcicacciafoligno.org ARCI CACCIA ORVIETO Via I Maggio, 95 - 05018 Orvieto Scalo TR Tel. 0763/34.15.68 - Fax 0763/34.15.68 E_mail: arcicacciaorvieto@libero.it

LAZIO

ARCI CACCIA Comitato regionale Largo Nino Franchellucci, 65 - 00155 Roma Tel. 06/40.63.258 - Fax 06/40.800.345 E_mail: albevol@libero.it Iscritti Tipo A 2.801 - Tipo B 826 Opzione Cane 321

ARCI CACCIA VITERBO Via della Pettinara, 4 - 01100 Viterbo VT Tel. 0761/22.34.89 - Fax 0761/22.34.89 E_mail: arcicaccia.vt@virgilio.it Francesco Pompei cell. 393/92.72.126 Burani Maurizio cell. 339/29.18.855

CAMPANIA

ARCI CACCIA Comitato Regionale e Federazione Provinciale Via Rossi, 194 - 1° piano - 80040 Volla (NA) Tel. 081/77.46.813 - Fax 081/77.46.813 E_mail: arcicacciacampania@yahoo.it E_mail: sorrentino.ser@libero.it Iscritti Tipo A 2.509 - Tipo B 47 Opzione Cane 16 ARCI CACCIA BENEVENTO Viale Libertà, 10 - 82020 Paduli BN Tel. 0824/92.80.09 - Fax 0824/927628 Luongo Luigi 333/1926836 E_mail: benevento.paduli@cia.it ARCI CACCIA AVELLINO Via Rampa San Pasquale, 7 - 83043 Atripalda AV Sarno Gerardo tel 348/37.40.585 E_mail: gerardo@anticocasaro.it ARCI CACCIA CASERTA Via Matteotti, 31 - 81031 Cesa CE Tel. 081/89.05.525 E_mail: arcicaccia.caserta@virgilio.it ARCI CACCIA SALERNO Via F. Spinelli, 90 - 84088 Siano SA Tel. 081/51.44.919 - Fax 081/51.44.919 E_mail: arcicacciasalerno@libero.it

ABRUZZO

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via Vico dell’Ariete, 1 - 64100 Teramo TE Tel. 0861/24.32.39 - Fax 0861/24.32.39 E_mail: camillorastelli@virgilio.it Iscritti Tipo A 702 - Tipo B 287 Opzione Cane 163 ARCI CACCIA PESCARA Via Piano della Cona, 136 65013 Città Sant’Angelo PE E_mail: l.camerano@virgilio.it Luigi Mazzocchetti Tel. 346/00.16.456 ARCI CACCIA CHIETI Casella Postale 174 - 66054 Vasto (CH) Tel. 338.35.08.980 E_mail: angelopessolano@gmail.com ARCI CACCIA L’AQUILA Gabriele Di Giorgio tel. 348/6661170

MOLISE

ARCI CACCIA Comitato Regionale Via Monte San Gabriele, 9 86100 Campobasso (CB) Tel. 0874/64.085 - Fax 0874/64.085 E_mail: costruzioni.simone@tiscalinet.it Iscritti Tipo A 204 - Tipo B 27 Opzione Cane 13

E_mail: vincenzocagnetti@libero.it vincenzocagnetti@gmail.com

BASILICATA

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via Tirreno, 52 - 85100 Potenza PZ Tel. 0971/57.356 - Fax 0971/57.356 E_mail: arciacacciabasilicata@tiscali.it Iscritti Tipo A 1.202 - Tipo B 82 Opzione Cane 22 ARCI CACCIA MATERA c/o Mino Nota Via Vincenzo Caropreso, 7 - 75100 Matera Cell. 339/7287965

CALABRIA

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione Provinciale Via Matarazzo 2 88046 Lamezia Terme/Sambiase CZ Tel. 0968/43.73.71 - Fax 0968/43.73.71 E_mail: arcicacciacalabria@libero.it Iscritti Tipo A 1.588 - Tipo B 97 Opzione Cane 23 ARCI CACCIA COSENZA Via Popilia, 13 - 87100 Cosenza CS Tel. 0984/41.34.88 - Fax 0984/41.34.88 Vincenzo Iannuzzi 339/4244428 E_mail: adel.iannuzzi@libero.it ARCI CACCIA REGGIO CALABRIA Strada Statale 112 - Pellegrina 89011 Bagnara Calabra RC Tel. 0966/33.73.64 - Fax 0966/33.73.64 Giuseppe Spoleti cell. 338/81.63.747 E_mail: spoletigiuseppe@libero.it ARCI CACCIA VIBO VALENTIA Via Tiro a Segno - Coop. Daila 89900 Vibo Valentia VV Domenico Pitimada cell. 338/99.69.187 E_mail: domenico.pitimada@alice.it ARCI CACCIA CROTONE Via Capo Rizzuto - 88841 Isola Capo Rizzato KR Calabretta Antonio cell. 328/8733585 E_mail: antoniocalabretta@virgilio.it

SICILIA

ARCI CACCIA Comitato regionale e Federazione provinciale Via Vittorio Emanuele, 78 - 90030 Altofonte PA Tel. 091/61.24.128 - Fax 091/61.24.128 E_mail: arcicacciasicilia@libero.it Sito: www.arcicacciasicilia.it Iscritti Tipo A 2.173 - Tipo B 336 Opzione Cane 82 ARCI CACCIA AGRIGENTO 92025 Ravanusa AG Tornambè Mario cell. 320/89.84.298 E_mail: mariotornambe@live.it ARCI CACCIA CALTANISSETTA Piazza Pirandello, 5 - 93100 Caltanissetta CL Tel. 0934/22.721 - Fax 0934/56.59.62 E_mail: leo@ricambilongobardo.it ARCI CACCIA CATANIA Piazza Agostino Pennisi, 24 - 95024 Acireale CT Tel. 095/76.36.105 - Fax 095/76.36.105 E_mail: nvpc@mail.gte.it ARCI CACCIA ENNA C/o Puzzo Filippo Via Riva, 49 - 94016 Pietrapersia (EN) Tel. 320.89.85.033 E_mail: PUZZ0015@puzzofilippo.191.it ARCI CACCIA MESSINA Via Salita Porta, 150 - 98064 Librizzi Massimino Antonino cell. 329/90.16.889 ARCI CACCIA RAGUSA Via Giudice Salvatore, 35 - 97010 Scoglitti RG Amarù Giuseppe cell. 331/74.51.878 E_mail: giuseppeamaru@alice.it

ARCI CACCIA CAMPOBASSO Via Achille Grandi, 7 - 86100 Campobasso Tel. 330/31.13.87 E_mail: arcicacciacb@gmail.com

ARCI CACCIA SIRACUSA c/o Vacante Rosario - Via A. Da Messina, 4 PALAZ. 2 R5 - 96016 Lentini SR Vacante Rosario cell. 320/89.84.185

ARCI CACCIA ISERNIA E_mail: danteleva@libero.it

ARCI CACCIA TRAPANI Via C/da F. Michele Rifugio, 236/a 91025 Marsala TP Milazzo Nicolò cell. 328/68.63.756 E_mail: arcicacciatp@libero.it

PUGLIA

ARCI CACCIA Comitato Regionale e Federazione Provinciale Via Leverano, 86 - 73010 Veglie LE Tel. 0832/96.72.43 - Fax 0832/96.72.43 E_mail: arcicacciapuglia@arcicaccia.it E_mail: giuseppedebartolomeo@libero.it Iscritti Tipo A 1.132 - Tipo B 130 Opzione Cane 13 ARCI CACCIA BRINDISI Via Scarfatti, 16 - 72013 Ceglie Messapica BR Tel. 0831/30.26.66 - Fax 0831/30.26.66 E_mail: vivavitale@libero.it ARCI CACCIA FOGGIA C/o Giuseppe Mastrodonato Via Febo, 17/B - 71016 S.Severo FG Cell. 328/8354392 E_mail: mastrodonatogiuseppe@hotmail.it ARCI CACCIA TARANTO Viale Magna Grecia, 285 - 74100 Taranto TA Tel. 099/59.00.655 Michele Sgobio cell. 393/42.69.374 ARCI CACCIA BAT Viale Trentino, 32 - 70031 Andria BT Vincenzo Cagnetti cell. 333/4471480

SARDEGNA

ARCI CACCIA Comitato Regionale e Federazione Provinciale c/o Columbano Giovanni Maria Via Caniga, 41 - 7100 Sassari SS Tel. 335/54.56.984 E_mail: scaco@tiscali.it Iscritti Tipo A 609 - Tipo B 80 Opzione Cane 19 ARCI CACCIA CAGLIARI Via Mario Aramu, 4/b - 09030 Elmas (CA) Tel. 070/24.32.96 - Fax 070/24.32.96 E_mail: giansoli@libero.it ARCI CACCIA NUORO Piazza Vittorio Emanuele, 25 - 08100 Nuoro Tel. 0784/36902 - Fax 0784/20.83.45 Giovanni Chessa cell. 347/18.96.620 E_mail: nuoro@arci.it ARCI CACCIA ORISTANO Via Martiri del Congo , 125 09170 Località Sili Oristano OR Fiori Salvatore cell. 340/8235882 E_mail: tofio@tiscali.it

ARCI CACCIA ANCONA Circolo di Vittorio Via del Fornetto, 7 - 60100 Ancona Tel. 071/44.658 - Fax 071/44.658 E_mail: arcicaccia.ancona@libero.it

I dati soprarichiamati sono relativi agli iscritti 2010 pervenuti alla Direzione Nazionale con bollettino di conto corrente postale nel rigoroso rispetto dell’Ordinanza ISVAP (G.U. n°256 del 31/10/2008) e certificati al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Presenti in tutte le Regioni ove c’è il rispetto della libertà di associazione, le Arci Caccia sono organizzate in Comitati regionali, provinciali (i cui riferimenti sono sul sito www.arcicaccia.it) e circoli con presidi operativi per la vigi-

lanza venatoria e la protezione civile. Lega Tartufai, Work: assistenza cinofila per tutte le razze canine. Centinaia le manifestazioni sportive sotto la bandiera dell’Associazione Federata, Centro Sportivo e delle Attività per l’Ambiente (CSAA), che impegna oltre 25.000 partecipanti in attività cinofile, sportive, espositive, di tiro, di volontariato ambientale, escursionismo, ma anche attività ricreative e culturali per ex cacciatori e non, centinaia di feste organizzate per le comunità locali. Il tesseramento Arci Caccia-

Csaa è la fonte principale di finanziamento dell’Associazione: dal Circolo, alla Federazione, dal Comitato regionale alla Direzione Nazionale. Per fornire migliore sicurezza e assistenza ai soci, ai parenti, ai cittadini il servizio è affidato alla Compagnia Leader - Le Generali Assicurazioni. Oltre il 50% della quota d’iscrizione è valore assicurativo. E’ garantito con l’iscrizione l’accesso ai campi di tiro e alle strutture cinofile gestite da ARCI CACCIA e CSAA, nonché quanto previsto dalle convenzioni FITAV e FIDASC.

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ArciCaccia

È tempo d’

tesseramento Ai migliori cacciatori le migliori polizze Arcicaccia

Zero aumenti per il 2011 Per il cacciatore

Tessera - c/c postale Assicurazione tipo “A” Attività assicurate: tiro a volo, tiro a segno e con l’arco; incontro accidentale con viperidi; piani di controllo autorizzati dagli Enti competenti. Furto del fucile: indennizzo annuo € 520,00. Scoppio del fucile

€ 250,00 (franchigia € 52,00), indennizzo annuo a presentazione fattura. INFORTUNI/MORTE Caso Morte € 52.000,00. Caso Invalidità Permanente € 52.000,00 franchigia assoluta 3% fino al 12%. Per I.P. superiore nessuna deduzione.

Diaria da ricovero € 21,00 max 90 gg franchigia 6 gg. Diaria da gesso € 21,00 max 60 gg franchigia 6 gg. Diaria da ricovero soci Sicilia/Sardegna € 11,00 max 90 gg franchigia 6 gg. Diaria da gesso soci Sicilia/Sardegna € 11,00 max 60 gg franchigia 6 gg.

Il vantaggio di massimali più alti con una minima differenza di costo Tessera - c/c postale Assicurazione tipo “B” Attività assicurate: tiro a volo, tiro a segno e con l’arco; incontro accidentale con viperidi; piani di controllo autorizzati dagli Enti competenti; Pesca sportiva (esclusa pesca subacquea); ricerca funghi e tartufi; caccia fotografica. Attività di salvaguardia ambientale e servizio di protezione civile comandato dagli Enti preposti; Furto del fucile: indennizzo annuo fino a € 520,00. Scoppio del fucile : indennizzo annuo a presentazione fattura fino a € 520,00 (franchigia € 52,00). INFORTUNI/MORTE Caso Morte € 133.000,00 Caso Invalidità Permanente € 133.000,00 franchigia assoluta 3% fino al 12% sui primi € 52.000,00. Sulla somma ecce-

dente € 52.000,00 per I.P. pari o inferiore al 3% nulla è dovuto, per I.P. superiore al 3% si applica percentuale accertata dedotti 3 punti. Riduzione 30% massimali Morte e I.P. per ultrasettantacinquenni. Diaria da ricovero € 24,00 max 120 gg franchigia 5 gg. (dal 31° al 60° giorno € 30,00; dal 61° al 90°giorno € 40,00; daI 91° al 120° giorno € 50,00). Diaria da gesso o immobilizzazione € 24,00 max 90 gg franchigia 5 gg Diaria frattura costole € 24,00 max 30 gg franchigia 5 gg. Si precisa che le diarie previste non sono cumulabili e che l’immobilizzazione è riconosciuta solo con gesso o apparecchio di contenzione. Infortuni in servizio GG.VV.: aumento 20% dei capitali assicurati

Si precisa che le diarie previste non sono cumulabili e che l’immobilizzazione è riconosciuta solo con gesso o apparecchio di contenzione. RESPONSABILITÀ CIVILE TERZI € 1.033.000,00 per sinistro con il limite di € 414.000,00 per persona e

€ 130.000,00 per danni a cose ed animali. RCT Cani da caccia: esclusivamente riferita alle attività previste dalla Legge 157/92 e dalle Leggi regionali e provinciali di disciplina.

Le Opzioni Cane VALIDE PER TUTTI I CANI DI PROPRIETÀ

RESPONSABILITA CIVILE TERZI € 1.550.000,00 per ogni sinistro, con limite di € 1.100.000,00 per ciascuna persona e € 1.000.000,00 per danni a cose e/o animali.

Opzione cane (Morte e Ferimento) valido previo versamento contestuale per i possessori di Tessera A o B.

RCT Cani da caccia: € 1.550.000,00 esclusivamente riferita alle attività previste dalla Legge 157/92 e dalle Leggi regionali e provinciali di disciplina ed € 500.000,00 unico per un solo sinistro per annualità derivante dalla proprietà dei cani da caccia in ogni periodo dell’anno nel rispetto delle leggi ordinanze vigenti.

Coperture per: morsi di vipere e shock anafilattico da punture di insetti escluse le malattie trasmissibili dagli stessi, annegamento, avvelenamento, lesioni prodotte da cinghiali, investimento da veicoli, scatti di lacci e tagliole. Massimo risarcimento annuo € 1.300,00 con i seguenti sottolimiti:

La garanzia è operante anche in caso di affidamento del cane dal padre al figlio e viceversa, dal marito alla moglie e viceversa e, da fratello a fratello.

€ 1.300,00 in caso di morte del cane iscritto ai registri genealogici dell’ENCI con qualifica di almeno Eccellente ENCI o CSAA – ARCI CACCIA.

TUTELA LEGALE: € 10.330,00 per sinistro e per anno assicurativo

€ 650,00 per cane iscritto ai registri genealogici dell’ENCI e per cani non iscritti all’ENCI ma che abbiano ottenuto una qualifica di almeno Molto Buono in una fase

del campionato italiano CSAA ARCI CACCIA € 300,00 per tutti gli altri cani € 150,00 per spese veterinarie. In caso di morte del cane non sono rimborsate. N.B. In caso di morte di cani di età inferiore ai 2 anni e superiore a 8 le somme si intendono ridotte del 50%. In caso di lesioni da cinghiale indennizzo previsto per un solo cane. R.C.T. Cani di proprietà: estesa per tutto l’anno alle condizioni previste in polizza € 500.000,00 unico

Opzione cane bis

Massimale maggiorato e, per lesioni da cinghiale, indennizzo per più cani: per limiti e condizioni vedi Polizza.

Speciale Arcicaccia Caro Cacciatore, scegli la tessera tipo “B” e sei assicurato senza ulteriori costi per l’attività di Protezione Civile e la Raccolta di Funghi e Tartufi. SMARRIMENTO In caso di smarrimento del c/c postale rivolgetevi alla direzione

nazionale (tel. 06/4067413) che provvederà ad inviarvi un certificato sostitutivo o il duplicato. Vi ricordiamo inoltre che qualora le Poste Italiane abbiano innovato il servizio conto correnti, vi saranno riconsegnate entrambe le matrici. Ciò consentirà, e ve lo consigliamo, di conservare una matrice a casa.

Attenzione! Sono ancora in circolazione tessere a ricalco illegali

Giusta compilazione Al fine della regolarità delle tessere È IMPORTANTE che siano riportati sulle stesse il CODICE FISCALE ed il numero e la data di rilascio della LICENZA DI CACCIA Per espletare le pratiche di rinnovo della licenza di caccia ci si può rivolgere tutto l’anno ai circoli e alle

sedi provinciali, regionali e nazionale dell’Associazione. Il riepilogo delle condizioni assicurative è stato realizzato a scopo illustrativo. La copia integrale della polizza è disponibile per la consultazione presso la Sede Nazionale, i Comitati Regionali e sul sito internet: www.arcicaccia.it

Le coperture assicurative ARCI Caccia decorrono dalle ore 24,00 della data del timbro postale ed hanno validità per i 365 giorni successivi (366 in caso di anno bisestile).

NOTIZIE UTILI Ricorda che la licenza è valida per sei anni.

Per la vostra sicurezza vi ricordiamo le disposizioni che rendono obbligatorio il tesseramento per conto corrente postale: - Provvedimento dell’ISVAP del 22 ottobre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 31 ottobre 2008. - Disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi derivante dall’attività venatoria e per gli infortuni. (Provvedimento n. 2643). Art. 1 Ambito di applicazione 1. Le disposizioni del presente provvedimento si applicano alle

convenzioni stipulate dalle associazioni venatorie con le imprese di assicurazione in nome e per conto dei propri associati per la assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi derivante dall’attività venatoria e per gli infortuni. Art. 2 Modalità di versamento dei premi 1. Le convenzioni di cui all’art. 1 prevedono che i premi siano versati dagli associati/assicurati esclusivamente mediante bollettino di c/c postale ovvero bonifico bancario.

Attenzione!


ArciCaccia

È tempo d’

Le assicurazioni

tesseramento del Centro Sportivo e delle Attività per l’Ambiente

Associazione federata all’Arcicaccia

Tessera CSAA Coperture assicurative per le seguenti attività: tiro sportivo con l’arco, caccia fotografica, escursionismo a piedi, micologia e trekking. INFORTUNI/MORTE Caso Morte € 41.300,00 Caso Invalidità Permanente € 52.000,00 Franchigia assoluta del 10%

RESPONSABILITA CIVILE TERZI € 26.000,00 per sinistro con il limite di € 15.500,00 per persona e € 5.200,00 per danni a cose ed animali Franchigia danni a cose ed animali € 1.033,00

Cinofilia senza sparo e tartufi Scegli la Tessera CSAA con annessa formula Opzione cane, ti garantisce in caso di morte e ferimento del tuo cane (c/c postale di € 55,00 che puoi ritirare presso le nostre sedi). Coperture per: morsi di vipere e shock anafilattico da punture di insetti escluse le malattie trasmissibili dagli stessi, annegamento, avvelenamento, lesioni prodotte da cinghiali, investimento da veicoli, scatti di lacci e tagliole. Massimo risarcimento annuo € 1.300,00 con i seguenti sottolimiti: € 1.300,00 in caso di morte del

cane iscritto ai registri genealogici dell’ENCI con qualifica di almeno Eccellente ENCI o CSAA – ARCICACCIA. € 650,00 per cane iscritto ai registri genealogici dell’ENCI e per cani non iscritti all’ENCI ma che abbiano ottenuto una qualifica di almeno Molto Buono in una fase del campionato italiano CSAA – ARCICACCIA

N.B. In caso di morte di cani di età inferiore ai 2 anni e superiore a 8 le somme si intendono ridotte del 50%. In caso di lesioni da cinghiale indennizzo previsto per un solo cane. R.C.T. per tutti i cani di proprietà: alle condizioni previste in Polizza € 500.000,00 unico.

€ 300,00 per tutti gli altri cani € 150,00 per rimborso annuo spese veterinarie. In caso di morte del cane non sono rimborsate.

La garanzia è operante anche in caso di affidamento del cane dal padre al figlio e viceversa, dal marito alla moglie e viceversa e, da fratello a fratello.

Assicura i danni del tuo cane Sei proprietario di cani non da caccia? Fatti socio CSAA: per te l’Assicurazione più adatta ad un prezzo esclusivo: Tessera – c/c postale CSAA “AMICO FIDO” di € 50,00 RESPONSABILITA CIVILE TERZI derivante dalla proprietà dei cani. Non sono assicurati danni causati dal cane durante l’attività venatoria o la ricerca di tartufi. Sono escluse le razze pericolose (vedi elenco). I cani devono essere tenuti e custoditi nel rispetto di ordinanze, decreti e leggi emessi dall’Istituzioni competenti. La copertura assicurativa è operante per tutto l’anno e in ogni occasione, operante anche in caso di affidamento del cane dal padre al figlio e viceversa,

dal marito alla moglie e viceversa e, da fratello a fratello: € 500.000,00 per ogni sinistro, qualunque sia il numero delle persone decedute o che abbiano riportato lesioni personali o abbiano sofferto danni a cose od animali di loro proprietà, ma con il limite di: € 500.000,00 per ciascuna persona deceduta o che abbia subito lesioni personali e di: € 500.000,00 per danni a cose e/o animali, anche se appartenenti a più persone. Con la convenzione assicurativa per i cani è prevista anche la copertura dei rischi Infortunio e RCT per il titolare alle condizioni e per le attività previste dalla Tessera e nello Statuto CSAA

Esclusioni razze canine dalle coperture offerte dall’Arcicaccia e CSAA previste dalle tessere Razze canine e incroci esclusi: - American Bulldog - Cane da pastore di Charplanina - Cane da pastore dell’Anatolia - Cane da pastore dell’Asia centrale - Cane da pastore del Caucaso - Cane da Serra da Estreill - Dogo Argentino - Fila brazileiro - Perro da canapo majoero - Perro da presa canario - Perro da presa Mallorquin - Pit bull- Pit bull mastiff - Pit bull terrier - Rafeiro do alentejo - Rottweiler - Tosa inu.

Assicurazioni per soci Protezione Civile CSAA INFORTUNI/MORTE Caso Morte € 133.000,00 Caso Invalidità Permanente € 133.000,00 franchigia 5%. Pertanto per I.P. pari o inferiore al 5% nulla è dovuto. Per I.P. superiore al 5% si applica percentuale accertata dedotti 5 punti. Diaria da ricovero € 24,00 max 120 gg franchigia 5 gg. (dal 31° al 60° giorno € 30,00; dal 61° al 90°giorno € 40,00; daI 91° al 120° giorno € 50,00). Diaria da gesso o immobilizzazione € 24,00 max 90 gg

franchigia 5 gg Diaria frattura costole € 24,00 max 30 gg franchigia 5 gg Si precisa che le diarie previste non sono cumulabili e che l’immobilizzazione è riconosciuta solo con gesso o apparecchio di contenzione. RESPONSABILITA CIVILE TERZI € 26.000,00 per sinistro con il limite di € 15.500,00 per persona e € 5.200,00 per danni a cose ed animali Franchigia cose ed animali € 1.033,00

Tessera CSAA Tutte le combinazioni assicurative CSAA hanno validità 365 giorni sul territorio nazionale per gli associati con età compresa tra i 18 e 75 anni compiuti e decorrono dalle ore 24,00 della data del timbro postale o del rilascio.

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