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I disastri naturali SONO UN CASTIGO DI DIO?


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Tiratura di ciascun numero: 42.162.000 IN 188 LINGUE

1° DICEMBRE 2011

` LO SCOPO DI QUESTA RIVISTA, La Torre di Guardia, e quello di onorare Geova Dio, il Supremo Sovrano ` dell’universo. Come le torri di guardia dell’antichita permettevano di scrutare in lontananza, questa rivista indica il significato degli avvenimenti mondiali alla luce delle profezie bibliche. Reca conforto con la buona notizia che ` ` ` presto il Regno di Dio, un vero e proprio governo in cielo, eliminera tutta la malvagita e trasformera la terra in un ` ` ´ paradiso. Incoraggia a riporre fede in Gesu Cristo, che morı affinche potessimo ottenere la vita eterna e che ora governa come Re del Regno di Dio. Questa rivista viene pubblicata dai Testimoni di Geova ininterrottamente dal 1879 e non ha carattere politico. Si attiene strettamente alla Bibbia. ` Questa pubblicazione non e in vendita. Viene distribuita nell’ambito di un’opera mondiale di istruzione biblica sostenuta mediante contribuzioni volontarie. Salvo diversa ` indicazione, la versione biblica usata e la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture con riferimenti.

ARTICOLI DI COPERTINA 3 Dio ci sta punendo? ´ ` 4 Perche cosı tanti disastri naturali? 6 Come far fronte ai disastri naturali ` 8 Mai piu disastri!

RUBRICHE 10

I lettori chiedono . . .

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Una lettera dalla Norvegia

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Impariamo dalla Parola di Dio: Come possiamo scegliere buoni amici?

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Lo sapevate?

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Accostiamoci a Dio: ` “Santo, santo, santo e Geova”

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Insegnatelo ai bambini: Li chiamavano “Figli del Tuono”

IN QUESTO STESSO NUMERO 11 18

` Chi puo interpretare le profezie? Il nome divino e la ricerca dell’accuratezza di Alfonso di Zamora

23 “Un tempo per amare e un tempo per odiare” 27

Volevo essere come la figlia di Iefte


Dio ci sta punendo? “Mi dispiace per le vittime, ma penso che il disastro sia un tembatsu [castigo divino]”, ha detto un eminente politico giapponese dopo il terremoto di magnitudo 9,0 e il conseguente tsunami che hanno colpito il suo paese nel marzo 2011. ` Quando nel gennaio 2010 piu di 220.000 persone persero la vita a causa ` del terremoto abbattutosi su Haiti, un famoso telepredicatore affermo che ´ gli haitiani erano stati colpiti perche “avevano fatto un patto con il diavolo” ` e che percio dovevano “volgersi a dio”. ` “Dio vuole risvegliare le nostre coscienze sopite e insensibili”, dichiaro un prete cattolico quando a Manila, nelle Filippine, 79 persone morirono travolte dalla folla. Secondo un giornale locale, “il 21 per cento degli adulti crede che Dio stia scatenando la sua ira con smottamenti, tifoni e altri disastri che spesso si abbattono sul paese”.

L’

IDEA che Dio provochi disastri per ` punire i cattivi non e nuova. Nel 1755, dopo che in 60.000 avevano perso la vita a seguito del terremoto, dello tsunami e dell’incendio che avevano ` messo in ginocchio la citta portoghese di Lisbona, il noto filosofo Voltaire chie` ` se: “La Lisbona che non e piu conobbe maggiori vizi di Parigi e di Londra, immerse nei piaceri?” Sono in milioni a chiedersi se Dio si serva dei disastri naturali per punire la gente. In molti paesi ` queste calamita vengono considerate a tutti gli effetti opera di Dio. ` E quindi importante chiedersi: Dio usa veramente i disastri naturali per punire le persone? La recente serie quasi ` ininterrotta di cataclismi e un castigo di Dio? Volendo dare a tutti i costi la colpa a Dio, alcuni fanno riferimento a episodi ` biblici in cui Dio reco la distruzione servendosi di elementi naturali. (Genesi 7:

17-22; 18:20; 19:24, 25; Numeri 16:3135) Ma da un esame di questi episodi emergono in ciascun caso tre importanti fattori caratteristici. Primo, fu dato un avvertimento in anticipo. Secondo, a differenza degli odierni disastri naturali che uccidono buoni e cattivi indiscriminatamente, la distruzione divina fu ´ selettiva, dal momento che si abbatte solo sui malvagi ostinati e su coloro che si erano rifiutati di prestare ascolto agli avvertimenti. Terzo, Dio provvide scampo agli innocenti. — Genesi 7: 1, 23; 19:15-17; Numeri 16:23-27. ` Non c’e alcuna prova che sia stato Dio a causare gli innumerevoli disastri che hanno sconvolto la vita di milioni di persone. Come si spiega allora l’evidente aumento di questi disastri? Come ` possiamo farvi fronte? Verra mai il tem` po in cui non si verificheranno piu? I seguenti articoli forniranno la risposta. L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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´ ` PERCHE COSI TANTI

disastri naturali? L

E NOTIZIE parlano spessissimo di disastri ` ` naturali. Molta piu gente che in passato e ` vittima di un qualche tipo di calamita. Secondo il Centro per la ricerca epidemiologica dei disastri con sede in Belgio, soltanto nel 2010 si sono verificati 373 disastri che sono costati la vita ad almeno 296.000 persone. Anche il numero di disastri di cui si ha noti` zia ha subıto una notevole impennata negli ultimi decenni. Ad esempio, fra il 1975 e il 1999 il numero dei disastri registrati ogni anno era ben al di sotto di 300, mentre fra il 2000 e il 2010 la media ha sfiorato i 400 all’anno. Forse ´ siete fra coloro che si chiedono: ‘Perche oggi si ` verificano cosı tanti disastri?’ Anche se spesso la gente li definisce “opera ` di Dio”, in effetti non lo sono. Non e Dio a cau` ` sare le calamita che colpiscono cosı tante persone oggi. Eppure la Bibbia prediceva che nei nostri tempi si sarebbero verificati disastri. Ad esempio, in Matteo 24:7, 8 leggiamo le parole ` di Gesu: “Ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro. Tutte queste

34567 Gradireste altre informazioni o un gratuito studio biblico a domicilio? Scrivete ai Testimoni di Geova usando uno dei seguenti indirizzi. Per l’elenco completo degli indirizzi, vedi www.watchtower.org/address.

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cose sono il principio dei dolori di afflizione”. ´ ` Perche Gesu predisse questi avvenimenti, e che significato hanno per noi? ` Gesu, il Figlio di Dio, stava rispondendo alla ` domanda: “Quale sara il segno . . . del termine ` del sistema di cose?” (Matteo 24:3) Elenco vari avvenimenti che si sarebbero verificati, inclusi disastri come quelli menzionati sopra. Fece poi questa importante dichiarazione: “Quando vedrete avvenire queste cose, sappiate che il re` gno di Dio e vicino”. (Luca 21:31) I disastri naturali, quindi, hanno un grande significato per ` noi: indicano che e imminente un tempo di cambiamenti di vasta portata.

Forze che contribuiscono ai disastri Nonostante questo, molti continuano a ` ` chiedersi: ‘Se non e Dio, chi o che cosa e responsabile dei disastri?’ Per capirlo dobbiamo ` prima accettare un’importante verita menzionata nella Bibbia: “Tutto il mondo giace nel potere del malvagio”. (1 Giovanni 5:19) Questo versetto rivela che la causa delle condizioni

Albania: PO Box 118, Tirana. Australia: PO Box 280, Ingleburn, NSW 1890. Belgio: rue d’Argile-Potaardestraat 60, B-1950 Kraainem. Canada: PO Box 4100, Georgetown, ON L7G 4Y4. Etiopia: PO Box 5522, Addis Abeba. Francia: BP 625, F-27406 Louviers cedex. Germania: 65617 Selters. Gran Bretagna: The Ridgeway, Londra NW7 1RN. Grecia: Kifisias 77, GR 151 24 Marousi. Italia: Via della Bufalotta 1281, I-00138 Roma RM. Paesi Bassi: Noordbargerstraat 77, NL-7812 AA Emmen. Spagna: Apartado 132, 28850 ´ Torrejon de Ardoz (Madrid). Stati Uniti d’America: 25 Columbia Heights, Brooklyn, NY 11201-2483. Sudafrica: Private Bag X2067, Krugersdorp, 1740. Svezia: PO Box 5, SE-732 21 Arboga. ` La Torre di Guardia e un periodico quindicinale edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Via della

Bufalotta 1281, Roma. Direttore responsabile: Romolo Dell’Elice. Reg. Trib. Roma n. 14289 - 10/1/1972. Stampata in Germania da: Wachtturm Bibel- und Traktat-Gesellschaft der Zeugen Jehovas, e. V., Selters/Taunus Druck und Verlag: Wachtturm Bibel- und Traktat-Gesellschaft der Zeugen Jehovas, e. V., Selters/Taunus. Verantwortliche Redaktion: Ramon Templeton, Selters/Taunus. 5 2011 Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania. Tutti i diritti sono riservati. Printed in Germany. Vol. 132, n. 23

Semimonthly

ITALIAN


A sinistra: ˘ Mark Henley/Panos Pictures; al centro: ˘ Jeroen Oerlemans/Panos Pictures

` penose in cui versa il mondo non e Dio, ma in molti casi il suo nemico, il “malvagio”, che ` nella Bibbia e chiamato anche “il Diavolo”. — Rivelazione (Apocalisse) 12:9, 12. Spinto dalle sue mire egoistiche, questo nemico di Dio vede le persone come oggetti. Avendo tutto il mondo sotto il suo controllo, promuove questo stesso modo di pensare fra gli esseri umani. La Bibbia si riferiva proprio a questo fatto quando, parlando degli “ultimi giorni”, prediceva che gli uomini sarebbero stati “amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi”. ` (2 Timoteo 3:1, 2) Non c’e da sorprendersi, quindi, che il Diavolo abbia creato un sistema globale che si regge su queste e altre caratteristiche negative. Egli incoraggia lo sfruttamento egoistico e avido delle risorse che spesso espone le persone al rischio disastri. Ma in quali modi, nello specifico, l’avido sistema odierno contribuisce ai disastri globali? In un rapporto delle Nazioni Unite sull’argomento si legge: “Le popolazioni sono troppo spesso concentrate in zone a rischio, come pianure soggette a inondazioni. Inoltre, la distru` zione di foreste e paludi riduce la capacita dell’ambiente di fronteggiare fenomeni potenzialmente pericolosi. A tutto questo va aggiunta l’incombente minaccia del cambiamento climatico globale e dell’innalzamento del livello dei mari, entrambi dovuti all’aumento della

SOVRAPPOPOLAZIONE

concentrazione dei gas serra . . . causato dalle at` ` tivita dell’uomo”. Anche se molte delle “attivita dell’uomo” vengono compiute in nome del ` progresso economico, in realta alla loro base ci ` sono l’egoismo e l’avidita che permeano il mondo. Molti esperti ormai riconoscono che le indi` scriminate attivita dell’uomo hanno intensificato i devastanti effetti dei disastri. Sostenendo un sistema che aggrava le conseguenze delle ` calamita naturali, l’uomo ha effettivamente fatto il gioco del Diavolo. ` E quindi chiaro che molti disastri sono il risul` tato delle sconsiderate attivita umane. Alcuni di ` essi non sarebbero stati cosı devastanti se si fossero verificati altrove. In molte parti del mondo i loro effetti sono stati accentuati da azioni disoneste di uomini senza scrupoli o dal massiccio insediamento in zone pericolose di persone costrette a spostarsi dalle disuguaglianze ` economiche e sociali del mondo odierno. E anche vero, ` pero, che alcuni sono vittime di disastri non per colpa o negligenza di qualcuno in particolare, ´ ma perche “il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti”. — Ecclesiaste 9:11. Indipendentemente dalle cause, come potete far fronte a un disastro naturale nel caso ne siate vittima? Diamo ora uno sguardo a cosa potete fare per affrontarne meglio le conseguenze.

DEFORESTAZIONE

SI PUBBLICA ORA IN 188 LINGUE: acholi, afrikaans, albanese, amarico, arabo, armeno, armeno occidenta´ le, aymara, azerbaigiano, azerbaigiano (caratteri cirilli` ci), baule, bengali, bicolano, birmano, bislama, bulgaro, cambogiano, cebuano, ceco,7 chichewa, chitonga, chuukese, cibemba, cinese (semplificato), cinese (tradizionale)7 (audio solo in mandarino), coreano,67 creolo delle Seicelle, creolo di Haiti, creolo di Maurizio, croato, danese,7 ebraico, efik, estone, ewe, figiano, finlandese,7 francese,687 ga, georgiano, giapponese,67 gilbertese, greco, ´ groenlandese, guaranı,687 gujarati, gun, haussa, hiligaynon, hindi, hiri motu, ibo, ilocano, indonesiano, inglese67 (anche in braille), islandese, isoko, italiano,67 kannada,

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INQUINAMENTO

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Come far fronte ai disastri naturali Dato che i disastri naturali stanno ` ` diventando piu frequenti e piu distruttivi, come possiamo farvi fronte? Vediamo alcuni consigli pratici al riguardo. Avete un kit di sopravvivenza pronto per le emergenze?

State lontani dal pericolo. “Accorto e` chi

` ha visto la calamita e va a nascondersi, ma gli inesperti son passati oltre e devono subire la pena”, dice la Bibbia. (Proverbi 22:3) Questo ` saggio consiglio si puo applicare ai disastri. Se viene diramata l’allerta per un’incombente eruzione vulcanica, una probabile alluvione ` o un imminente uragano o tifone, e saggio lasciare la zona interessata per raggiungere ` ` ` un posto piu sicuro. La vita e piu preziosa di una casa o di qualsiasi altro bene materiale. Forse alcuni possono scegliere di non vivere in una zona ad alto rischio. Un rapporto delle ` Nazioni Unite dice: “Il rischio di disastri e altamente concentrato in alcune aree geografiche, che costituiscono una porzione molto piccola della superficie terrestre. I grandi disastri futuri ` si verificheranno per lo piu in queste zone”. Potrebbe essere il caso, ad esempio, di regioni ` costiere o zone in prossimita di linee di faglia. Se potete evitare di vivere in zone ad alto ` rischio o potete trasferirvi in un posto piu ` sicuro, ridurrete notevolmente le probabilita ` di essere colpiti da una calamita naturale.

Organizzatevi in anticipo. Per quante precauzioni prendiate, potreste comunque essere 6

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vittima di una tragedia inaspettata. In tal caso, ` ` vi sara molto piu facile fronteggiare la situazio` ne se vi sarete organizzati in anticipo. Questo e ` anche in armonia con il consiglio gia menzionato di Proverbi 22:3. Avete un kit di sopravvivenza pronto per le emergenze? Un manuale su come prepararsi ai disastri (1-2-3 of Disaster Education) raccomanda di includere quanto segue: materiale di primo soccorso, acqua imbottigliata, cibo non deperibile e documenti importanti. Sarebbe inoltre saggio parlare in famiglia degli eventuali disastri che potrebbero colpirvi e di cosa fare in ciascun caso. Rimanete vicini a Dio. Questo puo` esservi di aiuto in qualsiasi circostanza. La Bibbia definisce Dio “il Padre delle tenere misericordie e l’Iddio di ogni conforto, che ci conforta in tutta la nostra tribolazione”. Lo descrive anche come Colui “che conforta gli abbattuti”. — 2 Corinti 1:3, 4; 7:6. ` ` Dio e perfettamente consapevole di cio ` che accade a chi ha fede in lui. E un Dio di ` amore che da sostegno e incoraggiamento in vari modi. (1 Giovanni 4:8) In qualsiasi circostanza ci troviamo, possiamo ottenere l’aiuto di Dio chiedendogli in preghiera non un miracolo


In qualsiasi circostanza ci troviamo, possiamo ottenere l’aiuto di Dio chiedendogli in preghiera non un miracolo ma il suo potente spirito santo

ma il suo potente spirito santo. Lo spirito santo ` puo rammentare consolanti versetti biblici a ` coloro che sono in difficolta. I fedeli servitori di Dio possono sentirsi come Davide, re dell’anti´ co Israele, che disse: “Benche io cammini nella valle della profonda ombra, non temo nulla di ´ male, poiche tu sei con me; la tua verga e il tuo bastone sono le cose che mi confortano”. — Salmo 23:4.

I cristiani si aiutano a vicenda. Nel I secolo un profeta cristiano di nome Agabo predisse che “una grande carestia stava per abbattersi sull’intera terra abitata; la quale, infatti, avven` ne al tempo di Claudio”. La carestia colpı gra` vemente molti discepoli di Gesu che vivevano in Giudea. Cosa fecero i discepoli di altre zone quando ne ebbero notizia? La narrazione riferisce che “determinarono, ciascuno come poteva, di mandare un soccorso ai fratelli dimoranti in Giudea”. (Atti 11:28, 29) Si diedero premurosamente da fare per inviare loro degli aiuti. ` Anche oggi, in caso di gravi calamita, i servitori di Dio non rimangono con le mani in mano. I testimoni di Geova sono ben noti per l’aiuto che danno ai compagni di fede. Ad esempio, quando il 27 febbraio 2010 un forte

I cristiani si aiutano a vicenda per superare gli effetti dei disastri

sisma ha scosso il Cile, i testimoni di Geova si sono attivati subito per aiutare i terremotati. ` Karla, la cui casa e stata ` spazzata via da uno tsunami, racconta: “E stato di grande conforto e incoraggiamento vedere che il giorno immediatamente successivo [altri Testimoni] sono arrivati da varie zone per aiutarci. Senza dubbio Geova ci ha confortato grazie alla bon` ta di questi volontari. Mi sono sentita amata e pro` tetta”. La cosa non e sfuggita a suo nonno, che non ` “Mi sono sentita e Testimone. L’uomo ha amata e protetta” esclamato: “Che differenza rispetto a quello che da anni vedo nella mia chiesa!” Quell’esperienza lo ha spinto a chiedere ai testimoni di Geova di studiare la Bibbia con lui. La compagnia di persone che amano Dio ` puo essere di grande aiuto in tempi di difficol` ta. Ma rimane una domanda a cui dare rispo` ` sta: verra mai il tempo in cui la terra non sara ` piu piagata da disastri? Vediamo quello che la Bibbia ha da dire sull’argomento. L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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` Mai piu disastri! S

E QUALCUNO vi dicesse che fra breve ` non si verificheranno piu disastri, come ` reagireste? Forse gli rispondereste: “E soltanto un sogno. I disastri ci sono sempre stati e sempre ci saranno”. Oppure pensereste: ‘Ma chi crede di prendere in giro?’ Anche se sembra che dovremo convivere per sempre con i disastri naturali, ci sono buone ragioni per sperare che le cose cam` ` bieranno. Non sara pero l’uomo a cambiarle. Gli uomini non sono in grado di comprendere pienamente le cause e le di´ namiche dei fenomeni naturali, ne tanto meno possono controllarli o modificarli. Salomone, re dell’antico Israele noto per la sua saggezza e il suo acume, scrisse: “Il gene` ` re umano non puo trovare l’opera che e stata fatta sotto il sole; per quanto il genere umano continui a lavorare duramente per cercare, tuttavia non trova. E anche se dicesse di essere abbastanza saggio da conoscere, non potrebbe trovare”. — Ecclesiaste 8:17. Se gli uomini non possono controllare i di` ` sastri, chi puo farlo? La Bibbia rivela che sara il nostro Creatore. Fu lui a mettere a punto i processi naturali che si verificano sulla terra, come il ciclo dell’acqua. (Ecclesiaste 1:7) E, contrariamente all’uomo, egli dispone di

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una potenza illimitata. A riprova di questo, il profeta Geremia disse: “O Sovrano Signore Geova! Ecco, tu stesso hai fatto i cieli e la terra mediante la tua grande potenza e median` te il tuo braccio steso. L’intera cosa non e troppo meravigliosa per te stesso”. (Geremia ` 32:17) E logico che, avendo creato la terra e ´ tutti gli elementi, Dio sappia cosa fare perche l’uomo possa vivere su di essa in pace e sicurezza. — Salmo 37:11; 115:16. ` Ma in che modo Dio portera i necessari cambiamenti? Come menzionato nel secondo articolo di questa serie, molte cose orribili che avvengono oggi sulla terra fanno parte di un “segno” che contraddistingue il “termine del sistema di cose”. ` Gesu disse: “Quando vedrete avvenire que` ste cose, sappiate che il regno di Dio e vicino”. (Matteo 24:3; Luca 21:31) Il Regno di Dio, un governo celeste di istituzione divi` na, portera grandi cambiamenti sulla terra, arrivando addirittura a controllare gli elementi naturali. Anche se Geova Dio ha la potenza per fare tutto questo di persona, ha scelto di delegare tale incarico a suo Figlio. Parlando di quest’ultimo, il profeta Daniele ` disse: “Gli furono dati dominio e dignita e ´ regno, affinche tutti i popoli, i gruppi nazio-


nali e le lingue servissero proprio lui”. — Daniele 7:14. ` ` Al Figlio di Dio, Gesu Cristo, e stato dato il potere necessario per portare tutti questi cambiamenti e fare del nostro pianeta un luogo incantevole. Duemila anni fa, quando ` ` era sulla terra, Gesu dimostro su piccola scala ` la sua capacita di controllare gli elementi naturali. In un’occasione era in barca con i suoi discepoli sul Mar di Galilea quando “si solle` vo un grande e violento turbine, e le onde si riversavano nella barca, tanto che la barca stava quasi per essere sommersa”. I discepoli si fecero prendere dal panico e, temendo di ` morire, chiesero aiuto a Gesu. Cosa fece ` quest’ultimo? Semplicemente “rimprovero il vento e disse al mare: ‘Taci! Quietati!’ E il ` vento si placo, e si fece una grande calma”. ` Stupefatti, i discepoli chiesero: “Chi e realmente costui, che gli ubbidiscono perfino il vento e il mare?” — Marco 4:37-41. ` ` Gesu in seguito e stato elevato alla vita ` spirituale e ha ricevuto ancora piu potenza e ` ` autorita. In qualita di Re del Regno di Dio, ` ` ha la responsabilita e la capacita di portare ´ tutti i cambiamenti necessari perche la vita sulla terra sia pacifica e sicura. Ma, come abbiamo visto, molti problemi ´ e disastri sono causati dall’uomo, perche ` provocati o aggravati dalle attivita di indivi` dui egoisti e avidi. Cosa fara il Regno a colo` ro che si ostinano a comportarsi cosı e si rifiutano di cambiare? La Bibbia dice che il ` ` Signore Gesu verra “dal cielo con i suoi potenti angeli in un fuoco fiammeggiante, al´ ` lorche rechera vendetta su quelli che non conoscono Dio e su quelli che non ubbidi` ` scono alla buona notizia”. Sı, agira per “ridurre in rovina quelli che rovinano la terra”. — 2 Tessalonicesi 1:7, 8; Rivelazione 11:18. ` Successivamente questo “Re dei re”, Gesu ` Cristo, assumera il pieno controllo delle for` ze della natura. (Rivelazione 19:16) Fara in

` ` modo che nessuna calamita si abbatta piu ` sui sudditi del Regno. Usera il suo potere per controllare gli elementi meteorologici in modo tale che il tempo atmosferico e i cicli ` stagionali risultino per il bene dell’umanita. ` ` ` Si realizzera cosı cio che Geova Dio promise al suo popolo molto tempo fa: “Certamente ` vi daro anche i vostri rovesci di pioggia al ` ` loro tempo debito, e la terra dara in realta il ` suo prodotto, e l’albero del campo dara il suo ` frutto”. (Levitico 26:4) Ognuno potra costruire la propria casa senza paura di perderla ` a seguito di una qualche calamita: “Certamente edificheranno case e le occuperanno; e certamente pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto”. — Isaia 65:21.

E voi, cosa dovete fare? L’idea di vivere in un mondo senza catastrofi naturali piace a molti, e senza dubbio attira anche voi. Ma cosa dovete fare per es´ serci? Poiche “quelli che non conoscono Dio” e “quelli che non ubbidiscono alla buona notizia” non saranno idonei per vi` ` vere nel mondo senza disastri che verra, e chiaro che sin da ora bisogna fare qualcosa per conoscere Dio e per dare il nostro appoggio al Regno che lui ha stabilito per governare la terra. Dio richiede che lo conosciamo e che ubbidiamo alla buona notizia di questo ` Regno di cui suo Figlio e Re. ` Il modo migliore per imparare a farlo e studiare attentamente la Bibbia. Essa indica come divenire idonei per vivere nell’am` biente sicuro che esistera sotto il dominio ´ del Regno. Perche non chiedete ai testimoni di Geova di aiutarvi a scoprire cosa insegna la Bibbia? Saranno ben lieti di darvi una ` mano. Una cosa e sicura: se farete lo sforzo di conoscere Dio e di ubbidire alla buona ` notizia, riscontrerete la veracita delle sue parole riportate in Proverbi 1:33: “In quanto a ` ` chi mi ascolta, risiedera al sicuro e sara indi` sturbato dal terrore della calamita”. L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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I LETTORI CHIEDONO . . . ` La terra sopravvivra al 2012?

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proposito per la terra e non ` permettera che sia distrutta. Riguardo a ogni sua promes` sa, Geova affermo chiaramen` te: “Non tornera a me senza ri` ` sultati, ma certamente fara cio ` di cui mi son dilettato, e avra ` sicuro successo in cio per cui l’ho mandata”. — Isaia 55:11. ` ` E comunque volonta di Geova “ridurre in rovina quelli che rovinano la terra”. (Rivelazione [Apocalisse] 11:18) Nella sua Parola, Dio promette: “I retti son quelli che risiederanno sulla terra, e gli irriprovevoli quelli che vi resteranno. Riguardo ai malvagi, saranno stroncati dalla medesima terra; e in quanto agli sleali, ne saranno strappati via”. — Proverbi 2:21, 22. ` Quando accadra tutto questo? Nessun essere umano lo sa. “In quanto a quel giorno o a ` ´ quell’ora nessuno sa”, disse Gesu, “ne gli an´ geli del cielo ne il Figlio, ma solo il Padre”. (Marco 13:32) I testimoni di Geova non ten` tano di predire quando Dio distruggera le persone malvage. Anche se riconoscono “il ` segno” della fine e credono che l’umanita stia vivendo negli “ultimi giorni” di cui parla la Bibbia, non possono sapere esattamente ` quando verra “la fine”. (Marco 13:4-8, 33; 2 Timoteo 3:1) Lasciano la cosa completamente nelle mani del loro Padre celeste e di suo Figlio. Nel frattempo, i testimoni di Geova si impegnano nella predicazione della buona notizia del Regno di Dio, il governo celeste che tra` sformera la terra in un paradiso di pace abitato per sempre da persone giuste. — Salmo 37:29.

Image Science and Analysis Laboratory, NASA-Johnson Space Center

ˇ “Villaggio francese preso d’assalto da persone in attesa dell’apocalisse”, titolava BBC News. Secondo l’articolo, esse ` “credono che il mondo finira il 21 dicembre 2012, alla fine di un ciclo di 5.125 anni dell’antico calendario maya”. Nonostante le predizioni fatte da esponenti religiosi catastrofisti, pseudoscienziati e altri “profeti” del XXI secolo, la terra ` continuera a esistere ancora per moltissimo ` tempo. Il nostro pianeta sopravvivra al 2012, e ` non solo a quell’anno: esistera per sempre. La Bibbia dice: “Una generazione va e un’altra generazione viene, ma la terra rimane per sempre”. (Ecclesiaste 1:4, La Nuova Diodati) Riflettete inoltre sulle parole di Isaia ` ` 45:18: “Questo e cio che ha detto Geova, . . . il Formatore della terra e il suo Fattore, Colui ` ` che la stabilı fermamente, che non la creo ` semplicemente per nulla, che la formo pure ´ ` perche fosse abitata: ‘Io sono Geova, e non c’e nessun altro’ ”. Un padre amorevole passerebbe molte ore a progettare e costruire un modellino d’automobile per suo figlio (o una casa delle bambole per sua figlia) solo per distruggerlo poco dopo aver visto la sua gioia nel riceverlo? No, sarebbe una cosa crudele! Allo stesso modo ` ` Dio creo la terra soprattutto per la felicita degli esseri umani. Ad Adamo ed Eva, la prima coppia umana, Dio disse: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogate` la”. In seguito Dio vide “tutto cio che aveva fatto, ed ecco, era molto buono”. (Genesi 1: 27, 28, 31) Dio non ha rinunciato al suo


` Chi puo interpretare le profezie? Si dice che ai giorni di Alessandro ` Magno non ci fosse enigma piu grande del nodo gordiano. Solo un uomo molto saggio sarebbe riuscito nell’impresa di sciogliere quel nodo inestricabile.1 Secondo la leggenda Alessandro venne a capo dell’enigma tagliando il nodo con un colpo di spada.

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EL corso dei secoli uomini saggi hanno cercato non solo di districare nodi complessi ma anche di sciogliere enigmi, interpretare profezie e perfino predire il futuro. ` ` Il piu delle volte pero l’impresa si rivelava troppo ardua per loro. I saggi di Babilonia, ad esempio, non furono capaci di interpretare la scritta che durante un grande banchetto era miracolosamente apparsa su una parete del palazzo del re Baldassarre. Solo Daniele, l’anziano profeta di Geova Dio che aveva la reputazione di saper “sciogliere ` nodi”, dimostro di poter interpretare il messaggio profetico. (Daniele 5:12) La profezia, che prediceva la caduta dell’impero babilo` nese, si adempı quella stessa notte! — Daniele 5:1, 4-8, 25-30.

1 La leggenda greca narra che il carro di Gordio, fonda` tore dell’omonima citta, capitale della Frigia, fosse legato al timone per mezzo di un nodo intricato che solo il futuro conquistatore dell’Asia avrebbe potuto sciogliere.

` Cos’e una profezia? Profetizzare significa rivelare il futuro, annunciare eventi prima che si verifichino. Le vere profezie sono messaggi ispirati, rivela` zioni scritte o orali della volonta e dei propositi di Dio. Nella Bibbia si trovano profezie relative alla comparsa del Messia, alla sua ` identita e al “termine del sistema di cose”, oltre che messaggi di giudizio da parte di Dio. — Matteo 24:3; Daniele 9:25. I “saggi” del nostro tempo — esperti in campo scientifico, economico, medico, politico, ambientale, ecc. — cercano anch’essi di predire il futuro. Per quanto molte di tali predizioni siano ampiamente divulgate dai mezzi di informazione e subito accolte dall’opinione ` pubblica, si tratta tutt’al piu di ipotesi plausibili o opinioni personali. Inoltre, per ogni punto di vista ce ne sono molti altri contrari e con ` ` tanto di prove a sostegno. La verita e che pre` ` vedere il futuro e un’attivita molto rischiosa. La Fonte delle vere profezie Da dove traggono origine, quindi, le vere ` profezie, e chi puo interpretarle? L’apostolo Pietro scrisse: “Nessuna profezia della Scrittura sorge da privata interpretazione”. (2 Pietro 1:20) Il termine greco per “interpretazione” ha il significato di “soluzione, rivelazione, li` berazione” e contiene l’idea che “cio che viene liberato o sciolto era in precedenza legato”. Per questo la versione di Cocorda rende ` cosı le parole di Pietro: “Nissuna profezia del` la Scrittura e di privato scioglimento”. Immaginate un abile marinaio impegnato a fare un nodo complicato. Una volta finito, ` una persona qualsiasi vedra i due capi che si ` infilano nel nodo ma non sapra come scioglierlo. In modo simile, oggi la gente vede che gli eventi volgono verso un futuro avvolto nel mistero ma non sanno come tale futu` ro si dipanera. I profeti ispirati del passato, come Daniele, non cercavano di sciogliere il mistero del L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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futuro pronunciando prima profezie sulla base di analisi personali degli eventi del loro tempo e poi tentando di condizionarne l’a` dempimento. Se avessero agito cosı, quelle profezie sarebbero state frutto della loro immaginazione. Si sarebbe trattato quindi di predizioni umane, e pertanto imperfette. Pie` tro invece spiego: “La profezia non fu mai re` cata dalla volonta dell’uomo, ma degli uomini parlarono da parte di Dio mentre erano sospinti dallo spirito santo”. — 2 Pietro 1:21.

‘Le interpretazioni appartengono a Dio’ Circa 3.700 anni fa, in Egitto due uomini furono rinchiusi in una prigione. Entrambi fece` ro dei sogni che suscitarono la loro curiosita. Non potendo interpellare i saggi del paese, ` espressero le loro perplessita a un compagno di prigionia di nome Giuseppe, dicendogli: “Abbiamo sognato un sogno e presso di noi ` non c’e interprete”. Quell’uomo, che era un ` fedele servitore di Dio, li incoraggio a raccontargli i loro sogni, e disse: “Le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Genesi 40:8) Solo ` Geova Dio ha la capacita di spiegare le profe` zie, proprio come un marinaio esperto e capace di sciogliere nodi intricati. Dopo tutto, fu` Dio a formulare, o “annodare”, tali profezie. E logico quindi rivolgersi a lui per conoscerne il significato. Giuseppe aveva senz’altro ragione di dare il merito a Dio. ` Per quali motivi si puo dire che ‘le interpretazioni appartengono a Dio’? Innanzi tutto, alcune profezie bibliche sono menzionate insieme al loro adempimento. In questi casi, quindi, sono relativamente semplici da spie` gare, proprio come e facile sciogliere un nodo se il marinaio spiega come si fa. — Genesi 18:14; 21:2. Altre profezie possono essere spiegate esaminando il contesto. Il profeta Daniele ebbe una visione profetica in cui ‘un montone con due corna’ veniva abbattuto da un “capro peloso” che “aveva fra gli occhi un corno note12

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vole”. Il contesto spiega che il montone con le due corna rappresentava “i re di Media e di Persia”, mentre il capro “il re di Grecia”. (Da` niele 8:3-8, 20-22) Oltre 200 anni piu tardi, “il ` grande corno”, Alessandro Magno, inizio la conquista della Persia. Lo storico ebreo Giu` seppe Flavio asserı che, durante una sua campagna militare nelle vicinanze di Gerusalemme, Alessandro ebbe modo di leggere questa profezia e concluse che si riferiva proprio a lui. ‘Le interpretazioni appartengono a Dio’ anche in un altro senso. Fu grazie allo spirito ` santo che Giuseppe riuscı a comprendere il significato dei sogni che i suoi compagni di prigionia gli raccontarono. (Genesi 41:38) Anche oggi, quando i servitori di Dio non sanno bene quale sia il significato di una profezia, pregano per avere il suo spirito e poi studiano e fanno diligenti ricerche nella sua Parola ispirata. Con la guida divina riescono a individuare versetti che fanno luce sull’argomento. L’interpretazione non viene miracolosamente da un essere umano, ma da Dio. Vi si giunge infatti solo grazie al suo spirito e ` alla sua Parola. Tale interpretazione e basata unicamente sulla Bibbia e non trae origine da menti umane. — Atti 15:12-21. ‘Le interpretazioni appartengono a Dio’ an` che nel senso che e lui a stabilire quando una profezia debba essere compresa dai suoi fedeli servitori sulla terra. Il significato di una profe` zia puo essere capito prima, durante o dopo il ´ ` suo adempimento. Poiche e la Fonte delle profezie, Dio rivela il loro significato solo al momento giusto, quello stabilito da lui. Nel racconto di Giuseppe e dei due prigio` nieri, Giuseppe interpreto i loro sogni tre giorni prima che si adempissero. (Genesi 40: 13, 19) Quando in seguito fu portato al cospetto del potente faraone per interpretare i suoi sogni, l’inizio dei sette anni di abbondanza che essi preannunciavano era imminente. Grazie allo spirito di Dio, Giuseppe ` ` svelo il significato di quei sogni cosı che si


potessero prendere le misure necessarie per radunare i raccolti eccezionali predetti. — Genesi 41:29, 39, 40. Altre profezie vengono comprese pienamente dai servitori di Dio solo dopo il loro adempimento. Molte profezie relative ad av` venimenti della vita di Gesu erano state pronunciate secoli prima della sua nascita, ma non vennero comprese pienamente dai suoi discepoli se non dopo la sua risurrezione. (Salmo 22:18; 34:20; Giovanni 19:24, 36) Infine, ci sono profezie che, come indica Daniele 12:4, dovevano essere ‘sigillate sino al tempo della fine’, quando ‘la vera conoscenza sarebbe divenuta abbondante’. Oggi viviamo proprio nel tempo in cui queste profezie si stanno adempiendo.1

Le profezie bibliche e voi Giuseppe e Daniele stettero davanti ai re del loro tempo e pronunciarono messaggi profetiSia Giuseppe ci che influirono su nache Daniele zioni e regni. I cristiani attribuirono del I secolo stettero daa Dio la vanti alla gente dell’epoca spiegazione ` in qualita di portavoce di delle profezie Geova, l’Iddio di profezia, e i loro messaggi furono di grande beneficio per coloro che li accolsero. Oggi i testimoni di Geova proclamano in tutto il mondo un messaggio profetico, la buona notizia del Regno di Dio, e annunciano che ` la profezia di Gesu relativa al “termine del si` stema di cose” e in corso di adempimento. (Matteo 24:3, 14) Sapete di cosa tratta questa ` profezia e come influira su di voi? I testimoni di Geova saranno felici di aiutarvi a compren` dere e trarre beneficio da quella che e di certo ` una della profezie bibliche piu straordinarie. 1 Vedi la serie di articoli di copertina “Sei profezie bibliche che vedete adempiersi”, nel numero del 1° maggio 2011 di questa rivista. L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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UNA LETTERA DALLA

NORVEGIA

Viaggio in uno sconfinato deserto di neve

` E

UNA mattina d’inizio inverno. Sbirciamo ` tra le tende per vedere com’e il tempo. Che ` bello scoprire che c’e il sole! Siamo in partenza per il Finnmarksvidda, un esteso altopiano situato a nord del Circolo Polare Artico, dove trascorreremo tre giorni di predicazione. D’inverno in Norvegia il freddo si fa sentire, per questo il pensiero di recarci all’estremo nord ci mette un po’ in apprensione. Fortunatamente viaggiamo con tre testimoni di Geova della zona che sanno cosa ci attende e ci hanno dato buoni consigli. Ci sono poche strade da queste parti. Il mezzo migliore per raggiungere le persone che vivono ` in zone remote e la motoslitta. Carichiamo vestiti, cibo e carburante sulle nostre motoslitte e su un’altra slitta che trainiamo. Davanti a noi si estende a perdita d’occhio un immenso altopiano innevato. Al sole` la neve brilla come una distesa di diamanti. E uno spettacolo mozzafiato! ` Il Finnmarksvidda e popolato da renne, alci, linci, lepri, volpi, ghiottoni e da alcuni esem` plari di orsi. Ma quello che ci entusiasma di piu ` e la prospettiva di contattare la gente che vive

in questi luoghi lontani. Si tratta di sami (lapponi), che vivono allevando renne o lavorando nei rifugi di montagna. Nei pressi del primo rifugio incontriamo alcuni ragazzi che stanno facendo sci di fondo con i loro compagni di corso. Si fermano a par` lare con noi e ci chiedono cosa facciamo lı. Ovviamente siamo felici di rispondere. Mentre ripartiamo uno di loro ci grida: “Buona predicazione della Bibbia!” Di nuovo in sella alle nostre motoslitte attraversiamo grandi laghi ` ghiacciati e distese innevate. Chissa se riusciremo a vedere una mandria di renne! Giunti a una ` casetta, un uomo ci saluta cordialmente. E una delle poche persone a vivere qui tutto l’anno. Appena nota che la nostra slit` ta e danneggiata, si offre gentilmente di ripararla. Si prende tutto il tempo necessario per farlo; qui la gente non va di fretta. Il suo modo di fare trasmette anche a noi una certa calma. Quando ha finito di riparare la slitta, lo ringraziamo e gli facciamo vedere alcuni versetti della Bibbia che ´ mostrano perche Dio permette le sofferenze. Lui ascolta con attenzione. Prima di andarcene


` zione lui ci mostra gentilmente il modo piu semplice per riprendere il percorso. Siamo arrivati all’ultimo giorno di viaggio. Entrando nel parco nazionale di Stabbursdalen ci si presenta un panorama straordinario, incorniciato da montagne innevate che splendono alla luce del sole. Ed ecco che davanti a noi appare una grande mandria di renne! Stanno pascolando tranquille, e usano i grossi zoccoli per scavare sotto la neve in cerca di muschi e licheni. ` Piu avanti, seduto su una motoslitta, vediamo un sami che se ne sta tranquillo a guardare le sue renne. Il suo cane bada alla mandria e la tiene unita. Per un momento il cane si ferma per fiutare nella nostra direzione, ma presto si rimette al lavoro. Parliamo del messaggio biblico con il mandriano, che ci ascolta cordialmente. Durante il viaggio di ritorno ripensiamo a tutte le persone che abbiamo incontrato nei 300 chilometri percorsi in questi giorni. Ci sentiamo privilegiati per aver avuto una piccola parte nel contattare le persone di questo sconfinato deserto di neve.

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5Norway Post

gli offriamo il libro Cosa insegna realmente la Bibbia? e le riviste La Torre di Guardia e Svegliatevi! Lui le accetta e ci ringrazia per essere andati a trovarlo. Dopo aver visitato altre persone, inizia a imbrunire; allora ci dirigiamo verso il rifugio dove trascorreremo la notte. All’improvviso scorgiamo una volpe. Il suo mantello rosso spicca creando un bel contrasto col bianco della neve. La volpe si ferma per un momento, ci guarda ` con curiosita, ma poi continua per la sua strada. Sta iniziando a nevicare, e diventa difficile vedere dove stiamo andando. Che sollievo quando finalmente intravediamo il rifugio! Accendiamo la stufa e poco a poco l’ambiente si ` riscalda. La giornata e stata lunga e faticosa in sella alla motoslitta, ma siamo felici. La mattina arriva in un baleno. Ricarichiamo le motoslitte e ci dirigiamo verso la pianura, seguiamo il letto di un fiume e giungiamo a un altro rifugio. Qui incontriamo un ragazzo e gli facciamo vedere alcuni pensieri incoraggianti contenuti nella Bibbia. Alla fine della conversa-


IMPARIAMO DALLA PAROLA DI DIO

Come possiamo scegliere buoni amici?

Questo articolo affronta delle domande che forse vi siete posti anche voi e mostra in quali punti della Bibbia potete trovare le risposte. I testimoni di Geova saranno felici di considerare queste risposte con voi.

´ 1. Perche dobbiamo scegliere con attenzione i nostri amici? In genere fa piacere essere accettati dagli altri. Spesso questo desiderio ci porta a imitare quelli che sono intorno a noi. I nostri amici, quindi, hanno una forte influenza sulle inclinazioni che si sviluppano nel nostro cuore. Gli amici che scegliamo, per` cio, possono condizionare il tipo di persona che saremo. — Leggi Proverbi 4:23; 13:20. Davide, servitore di Dio e ispirato scrittore biblico, scelse con saggezza i suoi amici. Stava in compagnia di coloro che lo aiutavano a mantenersi integro agli occhi di Dio. (Salmo 26:4, 5, 11, 12) Per ´ esempio, era amico di Gionatan perche quest’ultimo lo incoraggiava a confidare in Geova. — Leggi 1 Samuele 23:16-18.

2. Come possiamo essere amici di Dio?

` ` Anche se Geova e l’Onnipotente, e possibile essere suoi amici. Abraamo, per esempio, divenne suo ` ´ amico. Geova lo considero tale perche vide che confidava in lui e gli ubbidiva. (Genesi 22:2, 9-12; Giacomo 2:21-23) Se confidiamo in Geova e facciamo quello che richiede, anche noi possiamo diventare suoi amici. — Leggi Salmo 15:1, 2.

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3. In che modo i buoni amici possono esserci d’aiuto?

` I veri amici sono leali e ci aiutano a fare cio ` che e giusto. (Proverbi 17:17; 18:24) Ad esem` pio, pur essendo probabilmente piu grande ´ di 30 anni, nonche l’erede naturale al trono d’Israele, Gionatan sostenne lealmente Davide, colui che Dio aveva scelto per essere re. I veri amici hanno anche il coraggio di correggerci se ci vedono fare qualcosa di sbagliato. (Salmo 141:5) Se amano Dio, i nostri amici ci aiuteranno a coltivare buone abitudini. — Leggi 1 Corinti 15:33. Possiamo incontrare persone che hanno il ` ` nostro stesso amore per cio che e giusto nelle ` Sale del Regno dei Testimoni di Geova. Lı troveremo amici che ci incoraggeranno mentre ci sforziamo di piacere a Dio. — Leggi Ebrei 10: 24, 25. ` A volte, pero, anche amici che amano Dio

possono deluderci. Non dovremmo offenderci facilmente se ci fanno un torto. (Ecclesiaste 7:9, 20-22) Ricordiamoci che non esiste un amico perfetto, e che l’amicizia di quelli che ` amano Dio e preziosa. La Parola di Dio esorta a passare sopra agli errori di altri cristiani. — Leggi Colossesi 3:13.

4. Come vi comporterete se alcuni “amici” vi faranno opposizione? Molti hanno riscontrato che, quando iniziano a ricevere aiuto per capire la Parola di Dio, alcuni “ami´ ci” fanno loro opposizione. Magari lo fanno perche non comprendono la speranza sicura che avete tro` vato nella Bibbia o la praticita dei consigli che contiene. Voi forse potete aiutarli. — Leggi Colossesi 4:6. ` Puo darsi che questi “amici” mettano in ridicolo la buona notizia contenuta nella Parola di Dio. (2 Pietro ´ 3:3, 4) Alcuni forse vi scherniranno perche vi sforzate di ` ` fare cio che e giusto. (1 Pietro 4:4) In questi casi, potreste dover scegliere tra la loro amicizia e quella di Dio. Se sceglierete di essere amici di Dio, avrete scelto l’amico migliore che si possa avere. — Leggi Giacomo 4:4, 8.

Per ulteriori informazioni, vedi i capitoli 12 e 19 di questo libro, edito dai Testimoni di Geova.

COSA INSEGNA realmente LA BIBBIA?

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Il nome divino E LA RICERCA DELL’ACCURATEZZA DI ALFONSO DI ZAMORA dra di studi ebraici. Dato che EL 1492 Ferdinando e Zamora era uno dei maggioIsabella, sovrani di Spari studiosi del tempo, il cardigna, emanarono questo denale Ximenes de Cisneros, creto: “Ordiniamo che entro ` fondatore dell’universita, si la fine di luglio di quest’an` assicuro la sua collaboraziono tutti gli ebrei e le ebree ne per la redazione della mo. . . lascino tutti i nostri sudnumentale Poliglotta Comdetti regni e signorie con i plutense. Questa Bibbia in loro figli e figlie, servi e serve sei volumi contiene il testo e tutti quelli della loro casa, DECRETO DEI SOVRANI sacro in ebraico, greco e latisia grandi che piccoli, a preDI SPAGNA, 1492 ` no, oltre ad alcune parti in scindere dalla loro eta, e non ` aramaico.1 osino piu farvi ritorno”. In merito ad essa, il bibliA seguito di questo ordine sta Mariano Revilla Rico osdi espulsione, a ogni famiserva: “Dei tre ebrei conglia ebrea che viveva in Spa` vertiti che parteciparono gna fu data la possibilita di all’opera del cardinale [Xiscegliere fra l’esilio e l’abiura ` menes de Cisneros], il piu della propria religione. Un ` celebre e Alfonso di Zamorabbi di nome Juan di Zara, grammatico, filosofo e mora deve aver pensato che ` ´ talmudista, oltre che stula soluzione migliore fosse UNIVERSITA DI ALCAL A dioso di latino, greco, ebraiconvertirsi al cattolicesimo e DE HENARES co e aramaico”. Grazie agli rimanere in Spagna, dove i suoi antenati vivevano da generazioni. Date le studi che fece, Zamora concluse che per ` sue origini ebraiche, e possibile che abbia tradurre accuratamente la Bibbia fosse nemandato suo figlio Alfonso nella rinomata cessaria un’ampia conoscenza delle antiscuola di studi ebraici che si trovava a Zamora. che lingue originali. Divenne infatti uno dei ` Col tempo Alfonso acquisı una conoscenza ac- principali promotori di quel rinascimento curata del latino, del greco e dell’aramaico, e dell’erudizione biblica che comincio` a fiorire ` dopo aver concluso gli studi inizio a insegnare agli inizi del XVI secolo. ` ebraico all’Universita di Salamanca. Non pasNonostante questo, Zamora viveva in un ` so molto che la sua competenza linguistica si periodo turbolento e in un luogo pericoloso ` rivelo utile a biblisti di tutta Europa. ` ´ 1 Per una trattazione dell’importanza della Poliglotta Nel 1512 la neonata Universita di Alcala de Complutense, vedi La Torre di Guardia del 15 aprile 2004, ` Henares affido ad Alfonso di Zamora la catte- pp. 28-31. 18

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´ ´ Decreto: Cortesia dell’Archivo Historico Provincial, Avila, Spagna

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La traduzione del nome divino

INGRANDIMENTO DEL TETRAGRAMMA EBRAICO CHE ZAMORA TRADUSSE “JEHOVAH”

` E di particolare interesse notare in che modo Alfonso di Zamora, erudito di estrazio` ne ebraica, traslittero il nome divino. Come si vede nella foto, una nota marginale della sua traduzione interlineare ebraico-latina della Genesi riporta il nome di Dio con la grafia “jehovah”. Evidentemente Zamora riteneva corretta questa traduzione del nome divino in latino. Nel XVI secolo, durante il quale la Bibbia fu tradotta nelle principali lingue europee, questa grafia, o una molto simile, venne adottata da molti traduttori biblici, inclusi William Tyndale (inglese, ¨ 1530), Sebastian Munster (latino, 1534), ´ Pierre-Robert Olivetan (francese, 1535), Antonio Brucioli (italiano, 1540) e Casiodoro de Reina (spagnolo, 1569). ` Cosı Zamora divenne uno dei primi biblisti del XVI secolo che contribuirono a far luce sul nome divino. L’ignoranza intorno al nome di Dio fu causata in primo luogo dalla superstizione ebraica che impediva di pronunciarlo. Sotto l’influenza di questa tradi` zione, i traduttori biblici della cristianita — ad esempio Girolamo, traduttore della Vulgata latina — sostituirono il nome divino con termini quali “Signore” e “Dio”.

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per chi incoraggiava l’erudizione biblica. L’Inquisizione spagnola era all’apice del potere e la Chiesa Cattolica venerava la Vulgata latina quale unica versione biblica “autorizzata”. Eppure sin dal Medioevo studiosi cattolici rilevavano che il testo latino della Vul` gata era tutt’altro che perfetto. Cosı, agli inizi del XVI secolo Alfonso di Zamora e altri si misero all’opera per fare qualcosa al riguardo. La salvezza passa per la traduzione ` ` Fra le opere alle quali Zamora lavoro, la piu ` significativa e senza dubbio l’edizione ebraica ` di quello che e comunemente detto Antico Testamento, completa di una traduzione in latino. Probabilmente Zamora desiderava che quel materiale venisse usato estesamente per la Poliglotta Complutense. Uno dei suoi ma` noscritti e conservato nella biblioteca dell’Escorial, non lontano da Madrid. Catalogato come G-I-4, contiene l’intero libro di Genesi in ebraico e una sua traduzione interlineare, o parola per parola, in latino. Nel prologo troviamo questa dichiarazione: “La salvezza delle nazioni richiedeva la traduzione delle Sacre Scritture in altre lingue. . . . Abbiamo ritenuto . . . assolutamente necessario che i fedeli disponessero di una traduzione biblica parola per parola, fatta in modo che per ogni parola ebraica ce ne fosse una equivalente in latino”. Alfonso di Zamora, stimato ebraista, aveva la preparazione necessaria per intraprendere una nuova traduzione in latino. ‘Non trovo riposo per lo spirito’ Da un certo punto di vista la Spagna del XVI secolo era l’ambiente ideale per studiosi come Zamora. Durante il Medioevo il paese era diventato un centro della cultura ebraica. L’Encyclopædia Britannica spiega: “Con la sua ` alta densita di musulmani ed ebrei, la Spagna medievale era l’unico paese multirazziale e ` multireligioso dell’Europa occidentale, ed e 20

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proprio da questo che deriva in gran parte lo sviluppo religioso, letterario, artistico e archi` tettonico della civilta spagnola durante il tardo Medioevo”. Data la vasta popolazione ebraica che vi risiedeva, in Spagna abbondavano manoscritti della Bibbia ebraica. Scribi di varie parti della Spagna avevano copiato laboriosamente questi manoscritti da impiegare nella lettura pubblica delle Scritture nelle sinagoghe. In un suo libro, lo studioso Lazarus Goldschmidt osserva che “fra gli studiosi ebrei erano assai apprezzate per la loro accuratezza non solo le edizioni iberiche del Pentateuco, ma anche i manoscritti da cui derivavano sia queste che le edizioni poliglotte erudite”. — The Earliest Editions of the Hebrew Bible. Nonostante i vantaggi che la Spagna offriva, su chi intendeva tradurre la Bibbia si addensavano le nubi minacciose dell’opposizione. Nel 1492 gli eserciti cattolici del re Ferdinando e della regina Isabella conquistarono l’ultima roccaforte dei mori in Spagna. Come detto, in quello stesso anno i sovrani decretarono che tutti coloro che professavano il giudaismo venissero espulsi dalla Spagna. Un editto simile ` bandı i musulmani dieci anni dopo. Da quel ` momento in poi il cattolicesimo divento la re` ligione di Stato, e le altre fedi non vennero piu tollerate. Che ripercussioni ebbe questo nuovo clima religioso sulla traduzione della Bibbia? Il ` caso di Alfonso di Zamora e emblematico. Anche se questo ebreo erudito si era converti` to al cattolicesimo, le autorita spagnole si rifiutarono di ignorare le sue origini. Alcuni oppositori criticarono il cardinale Ximenes de Cisneros per essersi avvalso della competenza di convertiti ebrei per redigere la sua Bibbia Poliglotta. Questi attacchi fecero soffrire molto Zamora, che, come leggiamo in ` un manoscritto conservato all’Universita di Madrid, scrisse: “Abbandonato e odiato da tutti i miei amici, che si sono trasformati in


ANTIPORTA DELLA TRADUZIONE INTERLINEARE DI ZAMORA

´ ´ nemici, non trovo riposo ne per lo spirito ne per la pianta dei miei piedi”. Uno dei suoi principali nemici fu Juan Pardo de Tavera, arcivescovo di Toledo, che in ` seguito ricoprı la carica di inquisitore generale. Gli attacchi di Pardo de Tavera scoraggia` rono cosı tanto Zamora da indurlo ad appellarsi al papa. Nella sua lettera scrisse in parte: ` “Richiediamo e preghiamo che Sua Santita ci aiuti . . . e ci protegga dal nostro nemico, il vescovo di Toledo don Juan Tavera, che ogni giorno, incessantemente, ci causa numerose e spiacevoli afflizioni. . . . Proviamo grande ´ angoscia perche per lui siamo semplicemen` te come bestie da macello. . . . Se Sua Santita ` ode questa supplica, ‘Yahweh la proteggera e ` preservera il suo piede dalla cattura’. (Prov. 3:23)”1 ` 1 E interessante notare che, nell’appellarsi al papa di ` Roma, Zamora uso il nome di Dio, non un titolo. In una traduzione spagnola della richiesta di Zamora il nome ` usato e “Yahweh”. Non si sa con certezza che forma venne usata nell’originale latino. Riguardo alla traduzione di Zamora e all’uso del nome divino, vedi il riquadro “La traduzione del nome divino” a pagina 19.

` L’eredita lasciata da Alfonso di Zamora ` Nonostante gli attacchi, Zamora continuo a ` lavorare e la sua opera si rivelo preziosa per molti studiosi biblici. Anche se non tradusse le Scritture nelle lingue parlate a quel tempo, rese un servizio di valore inestimabile ad altri traduttori. Per renderci conto del contributo che diede, dobbiamo ricordare che la traduzione della Bibbia dipende invariabilmente da due tipi di studiosi: quelli che studiano copie del testo sacro nelle lingue originali (ebraico, aramaico e greco) per rendere disponibile un testo accurato in quelle lingue, e i traduttori che poi usano queste opere come punto di partenza per le loro traduzioni in una lingua corrente. Alfonso di Zamora fu il principale erudito a curare il testo ebraico che fu poi pubblicato nel 1522 nella Poliglotta Complutense. (L’opera conteneva anche un vocabolario ebraico-latino e una grammatica ebraica da lui curati, che facilitavano ulteriormente il lavoro dei traduttori). Erasmo, contemporaneo di Zamora, fece qualcosa di simile per le Scritture Greche Cristiane, comunemente dette Nuovo Testamento. Una volta terminato il raffinamento testuale degli scritti in ebraico e greco, altri traduttori poterono iniziare l’importantissimo lavoro di traduzione nelle lingue parlate dalla gente. Uno dei primi a sfruttare il testo ebraico della Poliglotta Complutense fu William Tyndale, che tradusse la Bibbia in inglese. ` L’ampia diffusione odierna della Bibbia e un giusto riconoscimento alle fatiche di uomini come Zamora, che con i loro lunghi anni di attenti studi ci hanno permesso di conoscere meglio le Scritture. Come Zamora riconobbe, la salvezza dipende dal conoscere e dal seguire la Parola di Dio. (Giovanni 17:3) Questo, a sua volta, richiede che la Bibbia venga tradotta in ´ lingue che i lettori comprendono, perche solo ` ` cosı il suo messaggio puo toccare il cuore e la mente di milioni di persone. L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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LO SAPEVATE?

INSETTI USATI NELLA PREPARAZIONE DELLA TINTURA Per gentile concessione dell’SDC Colour Experience (www.sdc.org.uk)

PIETRO ALLA PENTECOSTE DEL 33

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Cosa sono le “fibre di colore scarlatto” a cui si fa spesso riferimento nel libro di Esodo? ˇ Secondo la narrazione biblica, i teli di quercia spinosa (Quercus coccifera), artenda che formavano le pareti del ta- busto originario del Medio Oriente e bernacolo, l’antico centro dell’adora- delle coste del Mediterraneo. Il colore ` zione in Israele, e la porta del suo cor- scarlatto e contenuto nelle uova pretile erano fatti di “filo turchino e lana senti nel loro corpo. Quando sono pietinta di porpora rossiccia e fibre di colo- ne di uova, le femmine assumono l’a` re scarlatto e lino fine ritorto”. (Esodo spetto di una bacca che ha piu o meno 26:1; 38:18) Anche “le vesti sante” dei le dimensioni e la forma di un pisello e ` sacerdoti dovevano essere fatte di “fi- che e attaccata alle foglie e ai ramoscelbre di colore scarlatto”. — Esodo 28:1-6. li della quercia spinosa. Una volta racLo scarlatto, detto anche chermes, colti e schiacciati, gli insetti rilasciaera una tintura che dava ai tessuti un no un colorante scarlatto idrosolubile colore rosso acceso. La tintura si ricava- adatto per la tintura dei tessuti. Lo stova dal corpo delle femmine dei Cocci- rico latino Plinio il Vecchio fece riferi` di, una famiglia di insetti. Queste fem- mento allo scarlatto e lo elenco fra le ` mine, che sono senza ali, vivono sulla tinture piu pregiate dei suoi giorni. Quali scrittori delle Scritture Greche Cristiane erano presenti alla Pentecoste del 33? ˇ Puo` darsi che fossero presenti sei degli arrestato. Evidentemente si riferiva a se otto uomini che scrissero questa parte stesso, dato che tutti gli altri discepoli ` ` delle Scritture. avevano gia abbandonato Gesu. (Marco ` ` Secondo il libro degli Atti, Gesu co- 14:50-52) Sembra percio che Marco sia ` mando ai suoi discepoli: “Non vi allon- stato uno dei primi discepoli ed e` possitanate da Gerusalemme, ma continuate bile che fosse presente alla Pentecoste. ` ad aspettare cio che il Padre ha promesChe dire di Paolo e Luca, gli altri due so”. (Atti 1:4) La stessa narrazione indica scrittori delle ispirate Scritture Greche che i futuri scrittori biblici Matteo, Gio- Cristiane? Alla Pentecoste del 33 Paolo vanni e Pietro ubbidirono a quel co- non era ancora un seguace di Cristo. mando e si radunarono “nello stesso (Galati 1:17, 18) A quanto pare neanche luogo” con altri discepoli. Fra questi c’e- Luca era presente, visto che non si inclu` rano anche i fratellastri di Gesu. (Atti 1: se tra i “testimoni oculari” del ministero ` 12-14; 2:1-4) Due di loro, Giacomo e di Gesu. — Luca 1:1-3. Giuda, in seguito scrissero i due libri biblici che portano il loro nome. — Matteo 13:55; Giacomo 1:1; Giuda 1. ` Nel suo Vangelo, Marco parlo di un ` ` giovane che fuggı la notte in cui Gesu fu

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“Un tempo per amare E UN TEMPO PER ODIARE” ` ` IO e amore”. In alcuni paesi c’e chi incornicia queste parole per farne un quadretto da appendere in casa. Si tratta davvero di ` ` una bella descrizione di cio che Dio e: la personificazione stessa dell’amore. Molti non sanno che queste parole sono tratte dalla Bibbia. Fu l’apostolo Giovanni a scrivere: “Chi non ama non ha conosciuto ` ´ Dio, perche Dio e amore”. (1 Giovanni 4:8) Riguardo all’amore di Dio per il mondo del genere umano redimibile, Giovanni scrisse anche: “Dio ha tanto amato il mondo che ha ´ dato il suo unigenito Figlio, affinche chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna”. — Giovanni 3:16. Questo potrebbe indurre alcuni a pensare che Dio sia disposto a passare sopra a qualsiasi errore commettiamo. Con il loro modo di vivere molti dimostrano di credere che Dio ` non li chiamera a rendere conto del loro comportamento, qualunque esso sia. Ma le ` ` cose stanno davvero cosı? E vero che Dio ama tutti, buoni e cattivi? Ci sono circostanze in cui Dio mostra odio?

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Un Dio che sa sia amare che odiare Il saggio re Salomone fece la seguente di` chiarazione: “Per ogni cosa c’e un tempo fis` sato, sı, un tempo per ogni faccenda sotto i cieli . . . un tempo per amare e un tempo per odiare”. (Ecclesiaste 3:1, 8) In base a questo

principio, Dio, sebbene sia molto amorevole e benigno, in alcune circostanze mostra odio. Ma nell’uso biblico cosa significa “odiare”? Un’opera di consultazione risponde: “Nelle Scritture la parola ‘odio’ viene usata con di` ` verse sfumature. Puo indicare intensa ostilita, persistente malanimo spesso accompagnato ` da rancore. Tale odio puo diventare un sentimento struggente mirante a nuocere a chi ne ` ` ` e l’oggetto”. Questo e il significato che ci e ` piu familiare, e gli effetti di questo tipo di odio si vedono ovunque. Tuttavia la stessa ` opera continua: “ ‘Odio’ puo anche significare forte avversione per qualcosa o qualcuno ` senza pero alcuna intenzione di nuocere”. In questo articolo ci concentreremo su questo secondo significato, ovvero intensa ripugnanza, disgusto completo, e non rancore,` risentimento o desiderio di fare del male. E possibile che Dio provi questo tipo di odio? Sono interessanti al riguardo le parole di Proverbi 6:16-19: “Ci sono sei cose che Geova in ` effetti odia; sı, sette cose sono detestabili alla sua anima: gli occhi alteri, la lingua falsa, e le mani che spargono sangue innocente, il cuore che architetta disegni nocivi, i piedi che corrono in fretta al male, il falso testimone che spaccia menzogne, e chiunque suscita contese tra fratelli”. Come si nota, Dio odia certe cose. Eppure non odia necessariamente la persona che le

` “Ci sono sei cose che Geova in effetti odia; sı, sette cose sono detestabili alla sua anima: gli occhi alteri, la lingua falsa, e le mani che spargono sangue innocente, il cuore che architetta disegni nocivi, i piedi che corrono in fretta al male, il falso testimone che spaccia menzogne, e chiunque suscita contese tra fratelli”. — PROVERBI 6:16-19 L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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“Se pratichiamo il peccato volontariamente dopo aver ricevuto ` l’accurata conoscenza della verita, non ` rimane piu alcun sacrificio per i peccati, ` ma c’e una certa paurosa aspettazione del giudizio”. — EBREI 10:26, 27

Un genitore amorevole disciplina suo figlio per aiutarlo

fa. Prende in considerazione circostanze attenuanti quali debolezze della carne, ambiente, educazione e ignoranza. (Genesi 8:21; Romani 5:12) Lo scrittore di Proverbi spiega il concetto con un bell’esempio: “Geova riprende colui che ama, come fa anche il padre col figlio di cui si compiace”. (Proverbi 3:12) Un genitore potrebbe odiare il comportamento disubbidiente del figlio, ma siccome continua a volergli bene fa tutto quello che ` puo per aiutarlo a cambiare e lo disciplina. ` Nel suo amore, Geova fa lo stesso quando c’e speranza di salvare un peccatore.

` Quando l’odio e giustificato ` Che dire pero di chi viene a conoscenza ` della volonta di Dio ma si rifiuta di farla? Una persona del genere non si attira l’amore di Dio, ma il suo disfavore. Se pratica intenzionalmente le cose che Geova odia, diviene oggetto del suo odio. Ad esempio la Bibbia dice: “Geova stesso esamina sia il giusto che il malvagio, e la Sua anima certamente odia chiun24

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` que ama la violenza”. (Salmo 11:5) Non c’e perdono per chi non si pente, come rende chiaro l’apostolo Paolo nella lettera che scrisse agli ebrei: “Se pratichiamo il peccato volontariamente dopo aver ricevuto l’accurata ` ` conoscenza della verita, non rimane piu al` cun sacrificio per i peccati, ma c’e una certa ` paurosa aspettazione del giudizio e c’e un’ar` dente gelosia che consumera quelli che si op´ pongono”. (Ebrei 10:26, 27) Perche un Dio di ` amore dovrebbe comportarsi cosı? Quando una persona pratica intenzional` ` ` mente un grave peccato, cio che e cattivo puo ` radicarsi cosı tanto in lei da diventare inestir` pabile. La persona puo divenire depravata, incorreggibile, irrecuperabile. La Bibbia la pa` ragona a un leopardo che non puo cambiare le macchie del suo mantello. (Geremia 13:23) Essendo impenitente, l’individuo commette ` cio che la Bibbia chiama “peccato eterno”, quello per cui non esiste perdono. — Marco 3:29. Questo accadde nel caso di Adamo ed Eva. Dato che Adamo ed Eva erano stati creati perfetti e il comando che Dio aveva dato loro era ` stato esplicito e compreso da entrambi, e evidente che il loro peccato fu intenzionale e quindi inescusabile. Nelle parole che in seguito Dio rivolse loro non ci fu alcun invito a pentirsi. (Genesi 3:16-24) Anche Giuda Iscariota, che invece era imperfetto, commise un peccato imperdonabile. Era vissuto a stretto contatto con il Figlio di Dio ma nonostante ` ` ` ` cio lo tradı. Gesu stesso si riferı a lui come al “figlio della distruzione”. (Giovanni 17:12)


` La Bibbia mostra che anche il Diavolo e un peccatore incallito destinato alla distruzione. (1 Giovanni 3:8; Rivelazione [Apocalisse] 12:12) Questi individui si sono attirati l’odio di Dio. ` Comunque e rassicurante sapere che non tutti coloro che hanno peccato sono irrecupe` rabili. Geova e molto paziente e non prova alcun piacere nel punire quelli che hanno peccato per ignoranza. (Ezechiele 33:11) Li invita ` a pentirsi cosı da essere perdonati. Leggiamo: “Lasci il malvagio la sua via, e l’uomo danno` so i suoi pensieri; e torni a Geova, che avra mi´ sericordia di lui, e al nostro Dio, poiche egli ` perdonera in larga misura”. — Isaia 55:7.

Un punto di vista equilibrato su amore e odio Quali imitatori di Dio, i veri cristiani devo` no capire quando e il “tempo per amare” e ` quando invece e il “tempo per odiare”. Il sen` timentalismo puo indurre a perdere un punto di vista equilibrato sull’amore e sulla misericordia. Ma le parole del discepolo Giuda possono aiutarci a mantenere il giusto equilibrio fra misericordia e odio per il peccato: “Continuate a mostrare misericordia ad altri, ` facendo cio con timore, mentre odiate perfino la veste macchiata dalla carne”. (Giuda ` ` 22, 23) Dovremmo quindi odiare cio che e male ma non la persona che lo fa. Ai cristiani viene anche comandato di mostrare amore ai nemici facendo loro del bene. “Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quelli che vi perseguitano”, disse ` ´ Gesu. (Matteo 5:44) Ecco perche i testimoni di Geova non smettono di predicare la buona

“Lasci il malvagio la sua via, e l’uomo dannoso i suoi pensieri; e ` torni a Geova, che avra misericordia ´ ` di lui, . . . poiche egli perdonera in larga misura”. — ISAIA 55:7

notizia del Regno di Dio, anche se alcuni non accettano il messaggio che portano. (Matteo 24:14) Adottando il punto di vista biblico, i Testimoni pensano che ogni persona possa essere oggetto dell’amore e della misericordia di Geova. Quando i loro sforzi per aiutare le persone non vengono apprezzati, o quando sono respinti o perfino perseguitati, seguono il consiglio dell’apostolo Paolo: “Continuate a benedire quelli che vi perseguitano; benedite e non maledite . . . Non rendete a nessuno male per male”. (Romani 12:14, 17) Ricorda` ` no che e Geova a stabilire chi e degno del ` suo amore e chi invece merita il suo odio. E lui il Giudice supremo nelle questioni che riguardano la vita o la morte. — Ebrei 10:30. ` ` E vero, “Dio e amore”. In quanto a noi, mostriamo apprezzamento per il suo amore e ` sforziamoci di conoscere e fare la sua volonta. I testimoni di Geova della vostra zona saranno felici di farvi vedere direttamente nella vo` ` stra Bibbia qual e la volonta di Dio e come potete farla. In questo modo vi risparmierete l’odio di Dio e vi attirerete il suo amore. Molti detenuti hanno tratto beneficio dall’amore e dalla misericordia di Dio


ACCOSTIAMOCI A DIO

` “Santo, santo, santo e Geova”

S

E DOVESTE descrivere Geova Dio con una sola parola, quale scegliereste? Nell’VIII secolo a.E.V., il profeta Isaia ricevette una visione ` in cui udı delle creature spirituali che magnificavano Geova usando un termine che descrive un aspetto fondamentale del suo stesso essere: la ` ` ` santita. Cio che Isaia vide e udı dovrebbe infonderci timore reverenziale e allo stesso tempo av` vicinarci di piu a Geova. Mentre prendete in considerazione le parole contenute in Isaia 6: 1-3, provate a calarvi nella scena. Cosa vede Isaia? “Vedevo Geova, seduto su un trono alto ed elevato”, riferisce. (Versetto 1) Isaia non vede effettivamente il Sovrano Signore Geova. Gli occhi letterali non possono scrutare il mondo spirituale. La Bibbia afferma chiaramente: “Nessun uomo ha mai visto Dio”. (Giovanni ` ` ` 1:18) Quella di Isaia e una visione, ma e cosı vivida e realistica da lasciarlo in preda a timore reverenziale, come se avesse visto Geova stesso.1 Isaia poi osserva qualcosa che forse nessun altro essere umano ha avuto il privilegio di vedere in visione. Scrive: “Serafini stavano al di sopra di [Geova]. Ciascuno aveva sei ali. Con due si copriva la faccia, e con due si copriva i piedi, e con ` due volava”. (Versetto 2) Isaia e l’unico scrittore biblico a far menzione dei serafini, creature spirituali d’altissimo rango che stanno alla presen` za di Geova e sono sempre pronte a fare cio che egli vuole da loro. Coprendosi faccia e piedi, dimostrano il rispetto e la riverenza che spettano a Colui che hanno il privilegio di servire. 1 L’enciclopedia biblica Perspicacia nello studio delle Scritture spiega: “Quando una persona riceveva una visione di origine divina da sveglia, sembra che questa venisse impressa nella sua mente a livello cosciente. In seguito era in grado di ricordare e descrivere o mettere per iscritto la visione con le sue parole”. — Edita dai Testimoni di Geova.

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` Isaia e pervaso da timore non solo per quello che vede ma anche per quello che ode. Formando un coro celeste, i serafini innalzano un canto. ` Isaia scrive: “Questo chiamo quello e disse: ` ‘Santo, santo, santo e Geova degli eserciti’ ”. (Versetto 3) Il termine ebraico reso “santo” comunica l’idea di purezza e include “il concetto ` ` ` di completa liberta e separazione da cio che e ` peccaminoso”. In quello che forse e un ininter-

` Sapere che Geova e santo dovrebbe spingerci ad accostarci a lui

rotto canto antifonale, i serafini pronunciano la ` parola “santo” tre volte, mettendo cosı in risalto ` che Geova e santo in sommo grado. (Rivelazio` ` ne [Apocalisse] 4:8) La santita, quindi, e un trat` to caratteristico della sua natura. Geova e puro e irreprensibile in senso assoluto. ` Sapere che Geova e santo dovrebbe spingerci ` ´ ad accostarci di piu a lui. Perche? A differenza dei governanti umani che possono diventare ` corrotti e prepotenti, Geova e completamente li` ` ` ` bero da cio che e peccaminoso. La sua santita e ` quindi una garanzia che sara sempre il Padre ideale, un Governante giusto e un Giudice imparziale. Abbiamo ogni ragione per aver fiducia ` che il Dio che e intrinsecamente santo non ci de` ludera mai.

LETTURA BIBLICA SUGGERITA PER DICEMBRE: ˛ Isaia 1-23


VOLEVO ESSERE COME

LA FIGLIA DI IEFTE NARRATO DA JOANNA SOANS

Sin da ragazza avevo avuto il forte desiderio di essere come la figlia di Iefte. Lasciate che vi spieghi cosa avevo in mente e come ho finito per assomigliarle un bel po’.

N

EL 1956 assistei alla mia prima assemblea dei testimoni di Geova a Bombay (ora ` Mumbai), in India. Quell’evento cambio la ` mia vita: lı ascoltai un discorso sulla figlia di ` Iefte che mi tocco profondamente. Forse avete letto nella Bibbia che la figlia di Iefte, quando probabilmente era solo una ra` gazzina, accetto di non sposarsi per permettere al padre di mantenere un voto che aveva fatto. ` Fu cosı che rimase nubile e per il resto della sua ` vita servı nel tabernacolo, la casa di Geova. — Giudici 11:28-40. Quanto desideravo essere come lei! Ma mi si ` presento un grosso problema: non sposarsi era inconcepibile nella cultura indiana di quel tempo.

La mia famiglia Ero la quinta dei sei figli di Benjamin e Mar` celina Soans. Vivevamo a Udipi, una citta sulla costa occidentale dell’India. La nostra madrelingua era il tulu, parlato all’incirca da due mi` lioni di persone. Nella nostra scuola, pero, come nella maggioranza delle scuole di Udipi, le lezioni si tenevano in kannada. ` In queste zone e impensabile che qualcuno non si sposi e non abbia figli. Non ricordo neanche di aver imparato le parole tulu per “nubile”, “celibe”, “solitudine” e “nostalgia”. Era come se queste cose non esistessero. Noi, per esempio, vivevamo nella stessa casa con nonni, zii, zie e una dozzina di cugini!

Il nostro era per tradizione un sistema matrilineare in cui i figli venivano considerati parte della famiglia della madre. La discendenza seguiva la linea materna e le figlie ricevevano la ` ` porzione piu cospicua dell’eredita. In alcune co` munita tulu, una ragazza continuava ad abitare con la madre anche dopo il matrimonio ed era quindi suo marito ad andare a vivere con lei. Dato che ci professavamo cristiani, nella nostra famiglia alcune cose erano diverse. Ogni sera il nonno, riunita tutta la famiglia, pregava e leggeva ad alta voce la Bibbia in tulu. Tutte le volte che apriva la sua logora Bibbia, era come se dischiudesse uno scrigno pieno di gioielli. Che emozione! Mi incuriosiva Salmo 23:1 che ` dice: “Geova e il mio Pastore. Non mi manche` ` ra nulla”. Mi chiedevo: ‘Chi e questo Geova, e ´ perche viene chiamato pastore?’

Mi si aprono gli occhi ` A causa delle difficolta economiche che seguirono la seconda guerra mondiale, ci trasferimmo a Bombay, distante circa 900 chilome` tri. Fu lı che, nel 1945, due testimoni di Geova fecero visita a mio padre e gli diedero un opu` scolo basato sulla Bibbia. Papa lo lesse tutto ` d’un fiato e accetto immediatamente il messaggio che conteneva, proprio come un terreno riarso assorbe subito ogni goccia di pioggia. ` Inizio a parlarne ad altri di lingua kannada e fu formato un piccolo gruppo di studio che crebbe fino a diventare, agli inizi degli anni ’50, L A TORRE DI GUARDIA ˙ 1° DICEMBRE 2011

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la prima congregazione di lingua kannada a Bombay. ` Grazie a mamma e papa imparammo a studiare attentamente la Bibbia e a insegnarla con efficacia. I nostri genitori trovavano tutti i giorni il tempo per pregare e studiare con noi. (Deuteronomio 6:6, 7; 2 Timoteo 3:14-16) Un giorno, mentre legge- Mio padre vo la Bibbia, mi si aprirono pronuncia un discorso pubblico ` per cosı dire gli occhi. Ca- a Bombay negli pii che Geova viene para- anni ’50 gonato a un pastore per´ che guida, nutre e protegge i suoi adoratori. — Salmo 23:1-6; 83:18.

Geova mi ha tenuta per mano Mi battezzai poco dopo la memorabile assemblea di Bombay tenuta nel 1956. Sei mesi dopo seguii l’esempio del mio fratello maggiore Prabhakar e diventai un’evangelizzatrice a tempo pieno. Anche se desideravo tanto far co` noscere ad altri le verita bibliche, mi si asciugava la bocca appena provavo a parlare di quello in cui credevo. Cominciavo a balbettare e la voce mi tremava. ‘Posso farcela solo se Geova mi aiuta!’, dicevo a me stessa. ` L’aiuto di Geova arrivo grazie a Homer e Ruth McKay, una coppia canadese che nel 1947 aveva frequentato la scuola missionaria dei testimoni di Geova a New York. Mi tennero ` per cosı dire per mano mentre muovevo, incerta, i primi passi nel ministero. Ruth aveva l’abitudine di provare con me le presentazioni da usare di casa in casa. Sapeva benissimo come tranquillizzarmi. Prendeva le mie mani tremanti e diceva: “Non ti preoccupare, cara. Proviamo con la prossima famiglia”. Il suo tono rassicurante mi dava coraggio. Un giorno fui informata che Elizabeth Chakranarayan, un’esperta insegnante della Bib` bia piu grande di me, sarebbe stata la mia com28

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pagna nel ministero. La mia prima reazione` ` fu: ‘Come faro a vivere con questa sorella? E ` ` tanto piu grande di me!’ Ma si rivelo proprio la compagna di cui avevo bisogno.

“Non siamo mai veramente sole” Inizialmente fummo mandate nell’anti` ¯ ca citta di Aurangabad, a circa 400 chilometri a est di Bombay. Ci rendemmo subito conto di essere le uniche due Testimoni in ` una citta con quasi un milione di abitanti. ` Ma non e tutto: dovetti anche imparare il ` marathi, la lingua piu parlata nella zona. A volte mi sentivo sola, come se fossi orfana, e allora scoppiavo a piangere. Ma con il suo fare materno Elizabeth mi incoraggiava. “Forse ogni tanto ci sentiamo sole, ma non siamo mai veramente sole”, diceva. “Anche se sei lontana dai tuoi ` amici e dai tuoi familiari, Geova e sempre con te. Diventa sua ami` ca e la solitudine presto sparira”. Non ho mai dimenticato questo suo prezioso consiglio. Quando non avevamo i soldi per i mezzi di trasporto, facevamo ogni giorno fino a 20 chilometri a piedi tra la polvere e il fango, sia con il caldo che con il freddo. Spesso d’estate la temperatura raggiungeva i 40 gradi, e durante la stagione dei monsoni alcune zone rimanevano ` fangose per mesi. Spesso, pero, gli Con Elizabeth usi e i costumi delle persone ci poco prima ` ` creavano piu difficolta delle condi- della sua morte zioni climatiche. Le donne non parlavano con gli uomini in pubblico, a meno che non fossero parenti, e di rado una donna insegnava a un uomo. Di conseguenza venivamo prese in giro e maltrattate. Per i primi sei mesi alle riunioni bibliche settimanali eravamo presenti solo noi due. Ma col tempo si unirono a noi anche altre persone interessate. Ben presto fu formato un piccolo


gruppo e alcuni cominciarono ad accompagnarci nel ministero.

` “Continua ad affinare le tue capacita” All’incirca due anni e mezzo dopo fummo mandate di nuovo a Bombay. Elizabeth conti` nuo a dedicarsi alla predicazione, mentre a me fu chiesto di aiutare mio padre, che in quel periodo era l’unico a tradurre le nostre pubblica` zioni bibliche in kannada. Papa fu contento di ricevere il mio aiuto, visto che aveva molte re` sponsabilita nella congregazione. Nel 1966 i miei genitori decisero di tornare a ` ` Udipi. Quando ando via da Bombay, papa mi ` disse: “Continua ad affinare le tue capacita, fi` glia mia. Traduci con semplicita e chiarezza. Non essere troppo sicura di te, rimani umile e affidati a Geova”. Questi furono i suoi ultimi consigli, dato che venne a mancare poco dopo esser tornato a Udipi. Ancora oggi cerco di seguire quei suggerimenti nel mio lavoro di traduzione. “Non ti vuoi sistemare?” Per tradizione, i genitori indiani combinano il matrimonio dei loro figli quando questi sono ancora piuttosto giovani e fanno pressio´ ´ ne su di loro perche abbiano figli. Ecco perche spesso mi chiedevano: “Non ti vuoi sistemare? ` Chi si prendera cura di te quando sarai avanti con gli anni? Non ti sentirai sola?” A volte quelle domande insistenti mi facevano sentire emotivamente a pezzi. Anche se in pubblico non lasciavo trasparire i miei sentiPubblicizziamo un discorso biblico a Bombay (1960)

menti, non appena ero sola mi aprivo con Geova. Mi confortava sapere che non mi con´ siderava incompleta solo perche non ero sposata. Per rafforzare la mia decisione di servirlo senza distrazioni, pensavo alla figlia di Iefte e a ` Gesu, che non si sposarono e furono comple` tamente impegnati nel fare la volonta di Dio. — Giovanni 4:34.

Un dono di Geova ` Elizabeth e stata ` una mia grande amica ` per quasi 50 anni. E morta nel 2005 all’eta di 98 anni. Negli ultimi tempi, avendo seri problemi di vista e non riuscendo quindi a leggere la Bibbia, passava gran parte delle sue giornate in lunghe e sentite preghiere a Dio. A volte pensavo che stesse conversando su un versetto con qualcuno nella sua stanza, e invece stava parlando a Geova. Elizabeth lo considerava una Persona reale e viveva come se fosse sem` ` pre lı con lei. Ho imparato che questo e il segreto per continuare a servire fedelmente Dio come fece la figlia di Iefte. Sono grata a Geova per avermi fatto incontrare una sorella matura ` piu grande di me che mi ha guidato e incoraggiato durante gli anni della giovinezza e in ogni momento difficile della mia vita. — Ecclesiaste 4:9, 10. Quante benedizioni ho avuto servendo Geova come la figlia di Iefte! Rimanendo single e seguendo i consigli della Bibbia ho vissuto una vita ricca e soddisfacente e ho mostrato “co` stante assiduita verso il Signore senza distrazione”. — 1 Corinti 7:35. Con i miei compagni di lavoro nel nostro ufficio di traduzione


INSEGNATELO AI BAMBINI

Li chiamavano “Figli del Tuono”

D

URANTE i temporali a volte ci sono forti tuoni. Ti sei mai spaventato sentendo` ` li? —1 Gesu chiamo due suoi seguaci “Figli ´ del Tuono”. Vediamo perche. ` I seguaci di Gesu di cui stiamo parlando sono due fratelli, Giacomo e Giovanni. Sono ` figli di Zebedeo e di sua moglie Salome, che e probabilmente sorella di Maria, la madre di ` ` Gesu. Quindi Gesu, Giacomo e Giovanni potevano essere cugini e forse erano buoni amici sin da piccoli. ` Zebedeo e un pescatore, e lo sono anche Giacomo e Giovanni. I due sono fra i primi ` che Gesu sceglie come seguaci. All’invito di ` Gesu, lasciano immediatamente la loro attivi` ` ` ta di pesca e lo seguono. Piu avanti Gesu sce´ glie 12 dei suoi seguaci perche siano suoi apostoli. Giacomo e Giovanni sono due di loro. ` Pochi mesi prima di essere ucciso, Gesu sta attraversando con i suoi apostoli il territorio montagnoso della Samaria. Si sta facendo tardi, e sono tutti molto stanchi. Ma i samaritani ` non vogliono che Gesu e i suoi apostoli tra` scorrano la notte nella loro citta. Sai per´ che? — Scopriamolo. ` Gesu e gli apostoli sono ebrei, e la maggioranza degli ebrei tratta piuttosto male i sama` ritani. Ges` u naturalmente non si comporta ` mai cosı. E sempre gentile con loro, e dovrebbero esserlo anche Giacomo e Giovanni. Ma i 1 Se leggete questo articolo con un bambino, la lineetta vi ricorda di fermarvi e incoraggiarlo a esprimersi.

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due si arrabbiano con i samaritani che non ` li hanno accolti e chiedono a Gesu: ‘Vuoi che diciamo al fuoco di scendere dal cielo e ucciderli?’ Secondo te, cosa risponde ` Gesu? — Dice loro che si sbagliano a proporre ` una cosa cosı cattiva. Giacomo e Giovanni de` vono imparare a essere piu misericordiosi. I due, comunque, hanno anche un altro grosso problema: vogliono essere i primi, i ` ` piu importanti. Poco prima che Gesu muoia, mandano la loro madre a dirgli: “Di’ che questi miei due figli siedano, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra, nel tuo regno”. Quando vengono a sapere cos’hanno fatto Giacomo e Giovanni, gli altri dieci apostoli si arrabbiano. Ti saresti arrabbiato anche tu? — ` ` Probabilmente sı. Non e bello quando gli altri vogliono essere i primi e cercano di esse` re i piu importanti. In seguito Giacomo e Giovanni capiscono di essersi veramente sbagliati e di essere stati davvero scorretti, e cambiano modo di fare. Diventano apostoli molto gentili e premurosi. Cosa possiamo imparare da questo? — Una lezione che dovremmo imparare da ` ` ` Gesu e l’importanza di essere gentili. Gesu trattava bene le persone, che fossero uomini, donne o bambini. Farai sempre del tuo meglio per ricordare e seguire il suo esempio? —

LEGGI NELLA TUA BIBBIA

Marco 3:17 Matteo 27:55, 56; Marco 15:40, 41 Matteo 4:18-22 Giovanni 4:4-15, 21-26; Luca 9:51-55 Matteo 20:20-24; Marco 10:35-37, 41


` Cosa puo aiutarci a far fronte a un possibile disastro naturale? VEDI PAGINE 6-7.

` Verra mai il tempo in cui non si verificheranno ` piu disastri naturali? VEDI PAGINE 8-9.

` C’e qualcuno in grado di interpretare davvero le profezie della Bibbia? VEDI PAGINE 11-13.

Vi piacerebbe sapere come trovare veri amici? VEDI PAGINE 16-17.

Cosa intende dire la Bibbia quando afferma ` che c’e “un tempo per amare e un tempo per odiare”? VEDI PAGINE 23-25.

Vi farebbe piacere ricevere una visita? ` ` ` Anche in questo mondo pieno di problemi si puo trovare la felicita grazie all’accurata conoscenza di cio che la ` Bibbia dice riguardo a Dio, al suo Regno e al suo meraviglioso proposito per l’umanita. Se desiderate ulteriori informazioni o volete che qualcuno tenga con voi un gratuito studio biblico, scrivete a Testimoni di Geova, Via della Bufalotta 1281, I-00138 Roma RM, o all’indirizzo appropriato fra quelli elencati a pagina 4. www.watchtower.org/i

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Idisastrinaturali SONOUNCASTIGODIDIO? INQUESTOSTESSONUMERO 11 Chipu`ointerpretareleprofezie? 18 Ilnomedivinoelaricercadell’accuratezza diAlf...

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