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Università degli studi di Genova Facoltà di Architettura Corso di Laboratorio di Progettazione V A.A 2012-2013 Prof. Arch. Marco Casamonti Arch. Mattia Cadenazzi_ Arch. Carlotta Costantino_ Arch. Federica Poggio

ITINERARI DI ARCHITETTURA ALESSANDRIA 1912\2012

GRUPPO N° 2

Irene Aloè Matricola: 3225015

Francesco Di Laudo Matricola: 3251371

Valentina Guia Ferrari Matricola: 3258608

Tomaso Gani Matricola: 3230020

Matteo Grigis Matricola: 3232891

Federica Guastoni Matricola: 3229679

Marta Malaspina Matricola: 3221824

Thomas Noonan Matricola: 3244562


STORIA DI ALESSANDRIA Dall’antico borgo rurale di rovereto derivò dopo il 1168 il primo nucleo della città: in opposizione di Guglielmo il vecchio, marche di Monferrato, e concorso degli abitanti di Borgoglio, Marengo, Gamondio, e di altri borghi vicini con i quali costruirono e ampliarono attorno al castello di Rovereto la nuova città fortificata di Alessandria, così chiamandola in onore del papa Alessandro III. Dopo aver aderito alla Lega Lombarda, resistette vittoriosamente nel 1174 1175 all’assedio del Barbarossa e successivamente ottenne il riconoscimento di ,libero comune, prima del marchese di Monferrato, poi della stesso imperatore. Per la sua posizione strategica particolarissima divenne città essenzialmente militare, piazzaforte-chiave per la difesa da Sud Ovest dell’intera pianura padana. E in tale ruolo guerreggiò a lungo nel secolo XIII, con il marche di Monferrato e con le vicine Genova, Asti, e Pavia, riuscendo a estendere la propria sovranità e a incrementare le attività economiche e commerciali. Città lombarda per cultura e interessi, passa nel 1348 ai visconti e seguì le sorti del ducato di Milano fino al 1524, allorché la presero gli spagnoli sotto la cui dominazione rimase per oltre un secolo e mezzo. Passò ai Savoia nel 1707, seguendo poi le vicende del Regno di Sardegna. Fu al centro dei moti liberali del 1821 e della cospirazione mazziniana del 1833. In previsione della guerra con l’Austria la città, da sempre fortificata e unita di una cittadella militare sulla sinistra del Tanaro, fu rafforzata con il ripristino della cinta muraria che era stata abbattuta nei primi anni della restaurazione. Piazzaforte assai importante ancora nel secolo XIX, fu presidiata dall’Austria nel 1849, dopo la battaglia di Novara, e munita nel 1856 di 100 cannoni. Alessandria conserva in parte la struttura medioevale e al suo interno si riconoscono ancorai 4 nuclei primitivi: Rovereto, attorno alla piazza S. Maria di Castello,

Borgoglio, attorno all’antica chiesa di S. Martino ora piazza Carducci; Gamondio, attorno all’ex convento delle Orsaline, Faà di Bruno; Marengo, attorno alla chiesa dei Ss. Sebastiano e Dalmazzo. La circonvallazione interna, che recinge il centro storico, segue il tracciato delle vecchie mura, ripetendo nella toponomastica i nomi degli spalti atterrati. Gran parte dell’edilizia è ancora improntata a una tipica normativa di città militare, con case basse la cui struttura in cotto è purtroppo quasi dappertutto nascosta da banali intonaci. La città ebbe nel 700una notevole espansione edilizia (fu quello il secolo di maggior fioritura artistica), di cui restano ampie tracce nonostante i successivi inconsulti abbattimenti , e potè seguire nell’ 800 e nei primi anni del nostro secolo, traendo partito degli sventramenti napoleonici, un ragionevole indirizzo urbanistico volto a una più razionale politica di spazi aperti e funzioni pubbliche. Purtroppo, l’incontrollato sviluppo edilizio de l secondo dopoguerra, oltre a guastare in più parti l’organicità architettonico-urbanistica della città, ha saturato il centro storico di abitanti e funzioni, aggravandone la congestione; senza dire che l’espansione a macchia d’olio in tutte le direzioni ne ha peggiorato i problemi di penetrazione e di collegamento. Considerevole è la dimensione industriale di Alessandria e del territorio circostante, con fitti insediamenti soprattutto le radiali di grande comunicazione e nelle frazioni di Spinetta Marengo , S. Michele, Cantalupo, S. Giuliano vecchio e S. Giuliano nuovo. I settori meccanico, chimico, dell’abbigliamento (famoso è il cappellificio Borsalino) e calzaturiero sono i più rappresentati. Accanto alle industrie, la città ha pure sviluppato la funzione di centro di una fiorente regione agricola e di centro commerciale assai attivo.


A01_Altare ai caduti

D02_Nuovi edifici parrocchiali

D07_Palazzo Monferrato

B01_Ferrari factory store

D03_Taglieria del pelo (fabbrica Borsalino) D08_Casa d’Abitazione

D13_Ospedale infantile Cesare Arrigo

C01_Guala Closures

D04_Casa per gli impiegati della Borsalino D09_Palazzo delle poste e telegrafi

D14_I.T.I.S. Alessandro Volta

C02_Museum Marengo

D05_Complesso AgorĂ - Palazzo Borsalino D10_Casa di riposo Borsalino

D15_Erasmus

D01_Villaggio fotovoltaico

D06_Stazione ferroviaria di Alessandria

E01_Relais Rocca Civalieri

D11_Laboratorio di igiene e profilassi

D12_Dispensorio anti-tubercolare


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project: Altare ai caduti typology Monumento architect Ignazio Gardella realization 1936 address Via principale in Varinella

project: Ferrari factory store typology Commerciale architect Iosa Ghini Associati realization address Via della moda

project: Guala Closures typology Industria architect Gambaro Rotondo Ass realization2007 address Via Rana 10/12

project:

project: Villaggio Fotovoltaico typology Residenziale architect A4 , Franco Cuttica realization 2001-2005 address Piazza Pertini (AL)

project: typology architect realization address

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project:

project: typology

project:

project: Complesso Agorà typology Residenziale architect Ignazio Gardella realization 1949-1952 address Corso Borsalino (AL)

project: typology architect realization address

project: Dispensorio antitubercolare typology Pubblica amministrativa architect Ignazio Gardella realization 1937-38 rec.1991-96 address Via Gasparolo 2 (AL)

Nuovi edifici parrocchiali typology Edificio religioso architect Gianluca Centurani realization 2007-2010 address Viale de Gaspari (AL)

Taglieria del pelo Industria e impianti produttivi architect Ignazio Gardella realization 1949-1956 address Via R.Wagner (AL)

Casa per gli impiegati Borsalino typology Residenziale architect Ignazio Gardella realization 1949-1952 address Corso Borsalino (AL)

Piramide monumentale typology biglietteria museo architect Modena Flavio realization 2008-2009 address Via Giovanni Delavo

Stazione ferroviaria Infrastrutture Roberto Narducci 1942 Corso Borsalino (AL)

D08 Palazzo Monferrato Edificio pubblico Giovanni Chevalley 1931 Via S.Lorenzo (AL)

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Palazzo delle poste e telegrafi typology Edificio pubblico architect Franco Petrucci realization 1938-1941 address Piazza delle libertà(AL)

project: Casa di riposo Borsalino typology Casa di riposo architect Ignazio Gardella realization 1935 address Corso Lamarmora (AL)

project:

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project: Ospedale infantile Cesare Arrigo typology Pubblico ammisistrativa architect Ignazio Gardella realization 1956-1957 address Spalto Marengo 46

project: I.T.I.S. A.Volta typology Scuola pubblica architect Ignazio Gardella realization 1967 address Spalato Marengo 2

project: Erasmus typology Sede facoltà di scienze M.F.N. architect Luigi Cosenza realization 1996 address Via Vincenzo Bellini

project: Relais Rocca Civalieri typolog Hotel e strutture ricettive architect Baietto,Battiato,Bianco realization 2005-2009 address Rocca Civalieri

project: typology architect realization address

Casa d’Abitazione Residenziale Ignazio Gardella 1953 Via Trotti (AL)

Laboratorio di igiene e profilassi typology Pubblica amministrativa architect Ignazio Gardella realization 1937/1939 address Via Gasparolo 1 (AL)


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Altare ai caduti typology Monumento architect Ignazio Gardella realization 1936 address Via principale in Varinella

1_Disegno_Prospetto_Frontale 2_Disegno_Prospetto_Frontale 3_Foto prospetto Sud 4_Foto prospetto Sud 5_Disegno_Prospetto_Posteriore 6_Disegno_Prospetto_Posteriore 7_Foto prospetto Sud 8_Foto prospetto Sud

M. Casamonti, Ignazio Gardella architetto 1905-1999. Costruire le modernità, Electa, Milano 2006 http://www.domusweb.it/it/architecture/two-wars-one-chapel-/ Antonio Monestiroli, Ignazio Gardella, Electa Architettura Milano 2009 pag.50-51 Casabella n.111 Marzo 1937 pag. 2-5

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RIFERIMENTO IMMAGINI|

project: Altare ai caduti typology Monumento architect Ignazio Gardella realization 1936 address Via principale in Varinella

1_pianta 2_prospetto fronte 3_prospetto laterale http://www.liceoberchet.it/storia/gardella/vita.htm http://www.domusweb.it/it/architecture/two-wars-one-chapel-/ www.architetturadelmoderno.it/Casa delle cicogne venezia http://www.luxuryonline.it/articoli/vedi/212/ignazio-gardella-casa-cicognaalle-zattere/

IGNAZIO GARDELLA

ALTARE AI CADUTI

30/3/1905-16/3/1999

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Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

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Ignazio Gardella progetta la Cappella di Varinella nel 1936 ma realizzata soltanto nel 2005: in stile moderno, poco rispondente all’idea comune di una costruzione religiosa, al posto di un tetto a falde una copertura orizzontale; la facciata un profilo rettilineo; nessuna immagine religiosa, salvo una croce addossata a un grigliato di mattoni; ai lati due nude spalle di muratura in pietra. Quasi un’edicola, lontana dall’idea di cappella. Eppure il progetto era stato pubblicato in un bozzetto da Giuseppe Pagano su “Casabella” nel 1937 come “lezione di modestia”.La discrezione: le forme semplici e dimesse dell’edificio non intimidiscono ma rassicurano; le dimensioni contenute invitano a entrare. Un solo simbolo religioso ricorda che siamo in un luogo di preghiera.La grande modestia: ossia il desiderio di apparire povera, umile, sobria. L’uso dei materiali rustici, con cui sono costruiti i casolari o le abitazioni di paese, va interpretato come atto di devozione e rispetto per i caduti di Varinella. La rigorosa essenzialità: la Cappella sembra una scatola, delimitata da muri di pietra, da un traforo di mattoni e da una soletta in cemento. L’altare è una lastra di lavagna senza modanature, come la stele coi nomi dei caduti. Nessun fregio, nessun ornamento a disturbare la purezza dei volumi, ad alterare il profilo degli elementi architettonici. Rigore geometrico e purezza compositiva, finalizzati a una consapevole scelta: l’adesione al Movimento Moderno. Perduta la secolare forma a capanna, la cappella si trasforma in un volume cubico, in un solido geometrico, rigoroso, puro ed essenziale.La Cappella si apre sull’orizzonte, integrandosi con la vegetazione e la campagna circostante.


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

project: Ferrari Factory Store typology: Strutture Fieristico Espositive architect: Iosa Ghini Associati realization: 2009 address: Via della Moda, Serravalle Scrivia

1_particolare ingresso 2_particolare vetrata e ingresso 3_vista prospettica fronte ovest 4_copertura a moduli vetrati curvi 5_vista notturna ingresso 6_vista prospettica notturna fronte sud-est 7_vista notturna fronte sud-est 8_dettaglio interni

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BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

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http://architectism.com/ferrari-factory-store-in-alessandria-italy/ http://www.infobuildenergia.it/progetti/ferrari-factory-store-60.html http://www.archdaily.com/178388/ferrari-factory-store-iosa-ghini-associates/ http://europaconcorsi.com/projects/157615-Ferrari-Factory-Store

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RIFERIMENTO IMMAGINI|

project: Ferrari Factory Store typology: Strutture Fieristico Espositive architect: Iosa Ghini Associati realization: 2009 address: Via della Moda, Serravalle Scrivia

1_pianta 2_prospetto sud-est 3_sezione est-ovest

MASSIMO IOSA GHINI

Ferrari Factory Store

Massimo Iosa Ghini nasce nel 1959, studia architettura a Firenze e si laurea al Politecnico di Milano. Dal 1985 partecipa alle avanguardie del design italiano disegnando illustrazioni, oggetti e ambienti per il gruppo Memphis con Ettore Sottsass e per il gruppo Bolidismo di cui è fondatore. Nel 1986 apre lo studio Iosa Ghini che, nel corso del tempo, ha acquisito una particolare competenza nello sviluppo di progetti per grandi gruppi e developer che operano internazionalmente. Iosa Ghini disegna mobili, collezioni, oggetti e sviluppa art direction per le migliori aziende di design italiane ed estere (Giappone, Austria, Germania, Francia, Italia) definendo nel corso degli anni uno stile riconoscibile e personale. La sua evoluzione professionale come architetto matura nella progettazione degli spazi architettonici ed espositivi, installazioni culturali e commerciali, design di catene di negozi realizzate in tutto il mondo fra cui: spazi di rappresentanza in Giappone, 30 spazi per il Superga Store, circa 160 spazi Omnitel, progetti per Infostrada e Maserati, spazi commerciali e progetti architettonici per la Ferrari, la Stazione della metropolitana di Kropcke ad Hannover e nel 2002 il centro commerciale The Collection a Miami. Tiene conferenze e lectures in varie Università e rappresenta inoltre il design italiano in diversi simposi internazionali. I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private internazionali; tra le sue installazion i più importanti c’è quella del 1988 realizzata al Centro Georges Pompidou. Due suoi progetti hanno ricevuto il Good Design Award 2001 dal Chicago Atheneum.

Ferrari Factory Store di Serravalle Scrivia interamente sviluppato da Iosa Ghini Associati è situato esternamente al recinto dell’Outlet McArthur Glen di Serravalle Scrivia. Per la prima volta nella storia dei Ferrari Stores è stato realizzato un edificio ex novo in cui ospitare il negozio. La struttura gode di una posizione privilegiata, essendo una delle prime costruzioni dell’Outlet visibile dal parcheggio principale e dalle vie d’accesso e per questo è stata disegnata con un esterno che s’identifichi immediatamente come “luogo Ferrari”. La costruzione, di circa 370 mq, è caratterizzata da una grande galleria vetrata scenografica, che richiama l’immagine e l’ambiente dei box di Formula 1, proiettando i visitatori direttamente nel mondo Ferrari. Da un punto di vista tecnico, la galleria vetrata è realizzata in un modo altamente innovativo, un sistema di facciata curva priva di montanti e traversi, che permette una totale visibilità interno-esterno. I moduli vetrati curvi sono assemblati fra loro da un sistema d’ancoraggio frameless, ovvero del tutto privo di montanti di supporto, sostituiti da un sistema a “clips” puntuale ed ultraleggero che garantisce la percezione della continuità materica tra le lastre di vetro e conferisce leggerezza all’intero sistema. Il benessere climatico della glass gallery è assicurato da un sistema di circolazione d’aria che sfrutta il moto convettivo dell’aria, consentendo il raffrescamento passivo ad induzione naturale all’interno dell’involucro vetrato mediante l’introduzione dell’aria fresca dalle griglie e dalle bocche di diffusione esterne situate a filo del pavimento lungo tutto il perimetro, nonché l’espulsione di aria calda dalle bocchette di ripresa situate alla sommità della galleria.

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Tale sistema naturale è supportato da un sistema di immissione ed espulsione forzata che può essere attivato quando le particolari condizioni climatiche lo richiedano. In aiuto ai dispositivi descritti in precedenza, il vetro dell’involucro esterno è stato trattato con speciali pellicole anti UV e uno schermo serigrafico, che consente di abbattere l’irradiazione solare con una superficie calcolata secondo i parametri preimpostati, in un’ottica di risparmio energetico, come prescritto dalle normative del settore a livello nazionale. Attraversata la glass gallery si entra nello spazio commerciale. Come per tutti i Ferrari Store nel mondo, alle diverse aree merceologiche competono diversi sistemi di allestimento: nella zona fan è stato progettato un sistema a doghe di alluminio ad alta flessibilità; nella zona lusso il trattamento delle vetrine prevede l’uso di materiali morbidi, pelli e laccature spazzolate; nella zona bimbo l’allestimento integra i due sistemi, doghe e vetrine, unificate dalla finitura laccata gialla. Un controsoffitto sagomato che sottolinea la forma dell’involucro accompagna il percorso dei visitatori. La progettazione degli spazi è strettamente connessa al progetto di design e della grafica, studiata ad hoc per ogni Ferrari Store. Lo stile grafico è parte integrante del progetto, in una mia personale visione dello spazio architettonico, dove si incontrano le tre dimensioni per ottenere un ambiente coinvolgente e in grado di catturare tutti i sensi, di trasmettere un’idea avvincente attraverso un’interpretazione fisica e iconografica.


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Nuova Sede Guala Closures typology: Industriale architect: Gambaro Rotondo Associati realization: 2009 address: Via Rana, 10-12 - Spinetta Marengo - AL

1_Particolare Prospetto Principale Sud 2_Corte Interna 3_Vista Generale 4_Prospetto Sud (Notturno) 5_Particolare Prospetto Est 6_Particolare Scale Interne 7_Prospetto Nord 8_Particolare Copertura

http://www.gambarorotondo.it/it/chi.html http://europaconcorsi.com/authors/10013243-Gambaro-Rotondo-Associati La Stampa, mar.2007 - Unindustria Alessandria, sett.2007 - Kataweb Finanza, ott.2007 - Websin, ott.2007 - Trend Online, ott.2007 - La Stampa, ott.2007 - Corriere della Sera, ott.2007.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1 Fotografia Dettaglio Infissi 2 Fotografia Corte Interna (notturno) 3 Fotografia Dettaglio Porticato Esterno

project: Nuova Sede Guala Closures typology: Industriale architect: Gambaro Rotondo Associati realization: 2009 address: Via Rana, 10-12 - Spinetta Marengo - AL

Ingegnere Gianni Gambaro

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Nato a Milano il 24 Marzo 1955 Laureato in Ingegneria Civile sez. Edile Politecnico di Milano nel 1982. Consegue l’abilitazione professionale nel 1983 con iscrizione all’Albo degli Ingegneri di Milano. Cresce professionalmente presso lo Studio del padre ing. Luca Gambaro (1981-83). Dal 1983 al 1993 svolge attività come libero professionista occupandosi di ingegneria e architettura pubblica e privata. Nel 1993 insieme all’architetto Daniele Rotondo fonda lo studio Gambaro Rotondo Associati. L’attività progettuale si sviluppa nel campo dell’ingegneria applicata all’architettura con particolare applicazione a sistemi costruttivi che coniugano carpenteria metallica a realizzazioni in cemento armato e anche a interventi specialistici correlati a opere di recupero e restauro.

Nuova Sede Guala Closures

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Architetto Daniele Rotondo

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Nato a Milano il 04 Novembre 1955 Laureato in Architettura Politecnico di Milano nel 1983. Consegue l’abilitazione professionale nello stesso anno con iscrizione all’Albo degli Architetti di Milano Cresciuto professionalmente presso lo Studio dell’Arch. Giampaolo Maffioletti (1977-86), collabora negli stessi anni anche con gli studi di architettura Malara-Drago / G. Rizzi / E. Ranieri / E. Previdi . Dal 1983 al 1993 svolge attività come libero professionista occupandosi di architettura pubblica e privata. Nel 1991 consegue attestazione specialistica in architettura bioclimatica. Nel 1993 fonda lo studio Gambaro Rotondo Associati tuttora attivo. Dal 1994 al 1998 svolge anche attività didattica come “Cultore della Materia” (Composizione II) presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (Leonardo Fiori/ Enzo Ranieri). L’attività progettuale si sviluppa nel campo dell’architettura e dell’interior design; dopo alcune esperienze anche con committenze pubbliche, negli ultimi anni si è occupato prevalentemente di committenze private con realizzazioni sia di spazi lavorativi ( ristrutturazione sede Novamont - Novara / Nuovo complesso industriale Guala Closures - Alessandria / uffici Investitori Associati - Milano / uffici Exane - BNP Paribas Milano ) sia di spazi abitativi in Milano con particolari interventi su attici e sottotetti e realizzazioni di recuperi di case “fuori porta”.

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Il nuovo complesso industriale sorge nell’area di Spinetta Marengo (Al). Il progetto realizzato riguarda due corpi amministrativi (uffici direzionali – centro ricerche) incastonati alla grande fabbrica produttiva e un avveniristico magazzino automatizzato. Una “strada coperta” a due livelli completamente vetrata serve da collegamento pedonale fra i vari corpi; due enormi bowwindows inclinati e vetrati caratterizzano i vani scala e le sale riunioni del corpo uffici. Al secondo piano del corpo uffici, un “occhio vetrato” a sbalzo di otto metri è destinato alla direzione e alla “sala riunioni principale”. Alluminio, ferro, vetro vengono utilizzati per la composizione architettonica delle superfici traslucide; le facciate articolate con delle serie di portali verticali sono trattate con “intonaco bugnato nero”, cromatismo innovativo e precursore di tendenze future.


C02 project: typology architect realization address

Piramide monumentale biglietteria museo Modena Flavio 2008-2009 Via Giovanni Delavo

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_Prospetto Sud 2_Interno 3_Vista d’Angolo 4_Prospetto Sud 5_Interno 6_Prospetto Renderizzato 7_Prospetto Renderizzato 8_Fotoinserimento

www.europaconcorsi.it

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C02 project: typology architect realization address

RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_Pianta ,Europaconcorsi.com 2_Dettaglio della copertura , Europaconcorsi.com 3_Sezione , Europaconcorsi.com

Piramide monumentale biglietteria museo Modena Flavio 2008-2009 Via Giovanni Delavo

FLAVIO MODENA

PIRAMIDE MONUMENTALE

Nato a Torino nel 1950 laureato al politecnico di Torino nel 1977 e nello stesso anno ha preso l’abilitazione .

Realizzata come biglietteria durante la ristrutturazione e consolidamento strutturale della Villa storica Napoleonica di Marengo, ovvero il Marengo Museum. Il progetto e’ commissionato dalla provincia di Alessandria con un concorso che richiede la costruzione di una piramide monumentale per un costo totale inferiore a 100’000 euro. La forma di piramide nasce per via del desiderio di Napoleone di vedere costruita una piramide nella piana di Marengo in onore della sua gloriosa vittoria e per ricordare il sacrificio del generale Desaix e dei suoi uomini. La piramide e’ alta 9.80 metri e larga 18 metri, al suo interno si trovano 6 colonne disposte a cerchio al centro che sostengono un “soppalco tecnico” questo e’ un soffitto piano all’altezza di 4 metri e mezzo con una apertura libera centrale con la funzione di fare entrare luce dalla cuspide di vetro posta in cima alla piramide. Le formelle triangolari di ghisa con le quali e’ rivestita la piramide sono state trattate per dare un effetto antichizzato.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Villaggio Fotovoltaico typology Residenziale architect A4 , Franco Cuttica realization 2001-2005 address Piazza Pertini (AL)

1_Vista corte interna 2_Vista Aerea 3_Particolare corte interna 4_Particolari Facciate 5_Particolare corte interna 6_Particolare corte interna 7_Particolare edificio comune 8_Prospetto interno Sud

C. Bisceglia, “Progettazione urbana sostenibile nei paesi a clima mediterraneo”, in L’industria delle costruzioni, n. 398, pp. 94-103, 2007

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http://ecoalfabeta.blogosfere.it http://www.ilsolea360gradi.it  http://www.sanpaoloimprese.com  http://www.buoneinpratica.it  http://www.comune.alessandria.it

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A4 – ARCHITETTURA INTEGRATA è uno studio associato che opera dal 2001 con l’intento di sviluppare ed approfondire, in linea con le esperienze maturate, le tematiche relative ai processi di trasformazione del territorio urbano ed extra urbano attraverso la riabilitazione dello stesso alla scala urbanistica ed architettonica. Indaga differenti ambiti disciplinari, affiancando agli aspetti tecnico-applicativi e alle implicazioni storiche, gli apporti più significativi delle tecnologie di avanguardia, dei materiali innovativi e delle energie alternative. FRANCO CUTTICA Nato ad Alessandria l’8 febbraio 1952, si è laureato alla Facoltà di Architettura di Torino nel 1978, iscritto all’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della provincia di Alessandria, il 9 Febbraio 1979 con il numero 140é. Ha lavorato alcuni anni nello studio di Testa, diventando poi partner della Testassociati. Dal 1985 ha svolto attività nel proprio studio professionale, occupandosi di progettazione architettonica con lavori di disegno di interni e arredamento. Ha collaborato dal 1987 con l’Architetto Ignazio Gardella a diversi lavori nell’area alessandrina, tra cui il centro Agorà ed il restauro dell’ex Dispensorio Antitubercolare in Alessandria. Ha curato nel 1992 l’allestimento della mostra dei progetti di Ignazio Gardella (1933-1990). Si è occupato nel 1999 del Programma integrato Zona 14, un progetto di sistemazione ambientale con applicazione di energia fotovoltaica, che nel 2000 ha ottenuto il primo premio nell’ambito del “Premio per le città sostenibili” promosso dal Ministero dell’Ambiente. Ha fondato nel 2005 la ZOE DESIGN insieme a Fausta Zanutto, occupandosi di progettazione architettonica ed ambientale. E stato tra i curatori della mostra “I Gardella ad Alessandria” nel 2008.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_Pianta 2_Particolare copertura 3_Particolare facciata con pannello fotovoltaico

project: Villaggio Fotovoltaico typology Residenziale architect A4 , Franco Cuttica realization 2001-2005 address Piazza Pertini (AL)

attraverso l’impianto volumetrico e l’ampia dotazione di spazi aperti e servizi di quartiere, quanto nella volontà di portare la sostenibilità ed il risparmio energetico Il Villaggio Fotovoltaico è inserito in un importante progetto promosso dal Comune di Alessandria e finan- all’interno di un piano di edilizia economica e popolare così esteso. ziato dall’Assessorato all’Edilizia Residenziale della Regione Piemonte, al fine di sostenere i costi aggiuntivi Il villaggio è stato inaugurato nell’ottobre del 2005. Si trova alla periferia sud-ovest di Alessandria ed occupa di realizzazione. L’importanza del progetto risiede nel fatto che l’intervento non è stato attuato esclusivamente una superficie totale di circa 7 ettari; comprende 200 algrazie a finanziamenti privati, come nella maggior parte loggi dotati pannelli solari per una superficie complessiva di 1500 m². La potenza installata è di160 kW e dei casi, ma è stato caratterizzato dall’integrazione di permette, con le condizioni di irraggiamento solare del investimenti da parte di enti pubblici, cooperative edinord Italia, di ottenere una produzione annua di175 lizie e soggetti privati. Il progetto è stato realizzato dai MWh, pari a circa 600 kWh per famiglia. Questa producomponenti della Consulta Operatori Edilizia Residenzione copre il 100 % dei consumi comuni(illuminazione, ziale della Provincia di Alessandria, un’associazione ascensore ...) e più o meno il 70% dei consumi privati, tra operatori edili, istituzioni pubbliche, enti privati ed istituti bancari, che, svolgendo un ruolo di collegamento permettendo di risparmiare  circa 500 € all’anno per e di coordinamento locale, permette la realizzazione di famiglia. importanti progetti nell’ambito dell’edilizia residenziale. Il progetto si articola su due livelli, uno pubblico ed uno privato, fortemente connessi l’uno all’altro. La parte Il piano, primo esempio di intervento integrato in Italia, pubblica si concretizza in un percorso che attraversa utilizza come strumento di riqualificazione urbana e ambientale dell’area il Programma Integrato promosso tutte le aree oggetto di intervento e collega un ampio dall’A.T.C. e dalla Consulta e adottato dall’Amministra- spazio destinato al gioco per i bambini collocato in Piazza Pertini, alle attrezzature ludico-spotive della zione comunale di Alessandria.  Piazza Grande. La parte privata è costituita da otto ediIl Villaggio Fotovoltaico di Alessandria è situato nel quartiere Cristo, alla periferia sud-ovest della città, che fici di edilizia economica, di cui tre sono case popolari, mentre le rimanenti sono state assegnate alle cooperanecessitava di interventi di riqualificazione non solo a tive per l’edilizia sociale e ad operatori privati.  livello urbanistico, ma anche socio-ambientale. Il progetto infatti interviene anche sul piano sociale, dotando Gli edifici residenziali del nuovo intervento si affacciano l’area di attrezzature ludico-sportive e di servizi comuni, tutti su un’ampia area verde, una sorta di grande corte dotata di percorsi pedonali di collegamento. La presenaperti a tutto il quartiere e alla popolazione residente za del verde e dell’acqua acquistano notevole importannelle zone limitrofe, studiati per favorire l’integrazioza nello sviluppo del nuovo intervento; in fase progetne sociale dei vari nuclei insediati. Grazie a questo tuale sono stati infatti svolti numerosi studi ambientali intervento l’area in esame si è trasformata da zona sull’uso degli spazi, al fine di restituire alla zona, anche fortemente degradata a complesso residenziale quasolo simbolicamente, gli elementi sottratti dalla costrusi autosufficiente. Il valore dell’intervento non risiede zione degli edifici o che risultavano già assenti. tanto nella qualità architettonica e urbana perseguita VILLAGGIO FOTOVOLTAICO

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BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA www.europaconcorsi.iy

project: Nuovi edifici parrochiali typology: Edificio religioso architect: Gianluca Centurani realization: 2007-2010 address : Viale de Gasperi (AL)

1_Porticato Vista Sud 2_Porticato Vista Nord 3_Prospetto Sud 4_Vista Notturna 5_Interno 6_Interno 7_Prospetto Sud Notturno 8_Vista Porticato Notturno

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_Fotografia Plastico 2_Fotografia Fase di Cantiere 3_Sezione Particolare Costruttivo

Nuovi edifici parrochiali Edificio religioso Gianluca Centurani 2007-2010 Viale de Gasperi (AL)

GIANLUCA CENTURIANI

NUOVI EDIFICI PARROCCHIALI

Gianluca Centurani si laurea in Ingegneria Edile con tesi in composizione architettonica, presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Trasferitosi subito dopo nella capitale, inaugura il suo studio romano a cui seguono, nel 2004 e nel 2006 le sedi di Teramo ed Alessandria. A Roma, collabora immediatamente con studi di architettura e di ingegneria, tra i quali quello dell’Arch. Fuksas presso il quale si occupa del progetto architettonico definitivo del Centro Congressi EUR di Roma. Matura esperienza come progettista architettonico avendo occasione di rivolgere la sua attività nella progettazione di opere pubbliche e private. Il percorso formativo, di specializzazione e di lavoro, condotto tra ingegneria ed architettura, gli permette di avere una visione globale delle opere commissionate, avendo cura degli aspetti estetici e tecnici del progetto. Nel 2006 ad Alessandria, Gianluca incontra Paolo Ettore Buzzi con cui instaura rapidamente un sodalizio umano e professionale già a partire dalla prima collaborazione al progetto del suo Loft. L’attività prosegue con altre commesse tra le quali alcune realizzate per conto di importanti committenti come la Diocesi di Alessandria e la Conferenza Episcopale Italiana di Roma. Gianluca concepisce l’organismo edilizio come integrazione anziché come somma delle sue parti, coinvolgendo così, contemporaneamente ed in forma sinergica, i differenti saperi che intervengono nella progettazione. Professionista ispirato a considerare la genesi creativa del progetto con un unico approccio, progettista in grado di esprimersi a diverse scale di intervento. Il suo design non è un semplice fatto di moda o maniera, ma un percorso sostenuto da ricerca dei materiali, da innovazione progettuale e da un costante contatto con gli artigiani e le imprese coinvolte nel processo realizzativo. Gianluca si rivela così un professionista eclettico nonché artista al di là della formazione accademica e del titolo.

L’edificio viene progettato da Gianluca Centuriani per la Diocesi di Alessandria e la Parrochia di San Paolo nel 2007. Mons. Guido Ottria richiedeva per l’edificio semplicita’ e linee pulite ed uniformi, era inoltre indispensabile che fosse fortemente correlato alla chiesa e doveva essere economico della manutenzione e nella gestione. Lo studio Centuriani sviluppa un progetto molto soddisfacente per la Diocesi: un edificio completamente in armonia con la preestistente chiesa e con un consumo di energia annuale stimato di 7.5Kwh/mq, risultato ottenuto utilizzando tamponature esterne caratterizzate da un elevato strato di materiale isolante naturale, un misto di legno e cemento come struttura portante, pannelli in fibra compressa e una coibentazione a cappotto. Per regolare la temperatura e’ previsto un impiano a pannelli radianti capillari con sonda geotermica. Inoltre un sistema di ricambio dell’aria mantiene sempre una atmosfera sana. Il tetto ospita pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici che consentono un ulteriore risparmio di energia, inoltre viene raccolta l’acqua piovana in una cisterna interrata e viene utilizzata per irrigare le aree verdi e per gli scarichi dei bagni.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

project: Taglieria del pelo typology: Fabbrica/Impianto industriale architect: Ignazio Gardella realization: (1949-56) address: Corso XX Settembre 6

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Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano, officine edizioni,1981 Roma pag 146-148

1_Particolare Infissi 2_Prospetto Ovest 3_Prospetto Sud 4_Prospetto Sud 5_Prospetto Sud 6_Prospetto Nord 7_Fotografia Storica 8_Prospetto Sud

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RIFERIMENTO IMMAGINI|

project: Taglieria del pelo typology: Fabbrica/Impianto industriale architect: Ignazio Gardella realization: (1949-56) address: Corso XX Settembre 6

1_Pianta - Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano 2_Sezione - Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano 3_Pianta - Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano

IGNIAZIO GARDELLA

TAGLIERIA DEL PELO

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

Nel secondo dopoguerra all’interno del cappellificio Borsalino si discute sulle modalità operative e funzionali della ricostruzione, a seguito dei consistenti danni di guerra subiti; si dibatte soprattutto sulle modalità operative di intervento con un’attenzione particolare ai temi legati alle caratteristiche igienico-sanitarie e a come l’innovazione tecnologica avrebbe di li a poco potuto trasformare il lavoro all’interno di alcuni reparti. L’architetto Ignazio Gardella tra il 1944 e il 1963 si occupa della ricostruzione della fabbrica di cappelli, a cui segue, nel 1956, la realizzazione della Taglieria del Pelo. Il programma del progetto, elaborato in stretto collegamento con la direzione tecnica della ditta, si basa sulle esigenze delle lavorazioni, ma non rinuncia a fare della luce e dell’aria gli elementi principali, nella ricerca di un ambiente salubre e stimolante. L’edificio viene concepito per rispondere in modo rigoroso alle esigenze della produzione; in questo reparto del cappellificio avveniva la selezione, lavorazione e immagazzinaggio delle pelli occorrenti per il cappellificio. Elevato su due piani fuori terra e dotato di un’ampia capienza sotterranea di altri due piani, all’interno è privo di suddivisioni interne. Caratterizzato una parte più elevata, l’edificio si distingue per la grande luminosità. La parte rivolta verso l’interno dell’isolato presenta un ‘bow-window aggettante, a far da “garitta” al caporeparto e da pensilina all’ingresso degli operai.

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Gli infissi sono in ferro, colorati di rosso e definiti da davanzali in lamiera della stessa tonalità’, i pilastri, correnti orizzontali e montanti sono rivestiti da intonaco di graniglia bianco e formano per contrasto con il colore del paramento chiuso di mattoni un reticolo disegnato di sapore neoclassico che toglie severità all’insieme. Qui i semplici materiali di finitura diventano protagonisti di soluzioni funzionali e decorative giocate sull’accostamento di texture e di colore. Le ampie aperture, le articolazioni del volume e gli aggetti delle pensiline sono sviluppati dal progettista milanese anche in altri edifici del periodo, legati all’industria, come la nota mensa Olivetti a Ivrea (1953-1959).L’edificio, dopo un lungo periodo di abbandono, è stato recentemente oggetto di un progetto di restauro e rifunzionalizzazione guidato dall’arch. Alberto Leccardi nel 2001.Attualmente la taglieria dl pelo è la sede degli uffici del Collegio Costuttori Edili ed Affini della Provincia di Alessandria e di uffici di pertinenza del Comune di Alessandria.


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_vista in prospettiva 2_vista fronte Nord 3_vista fronte Nord con particolare l’aggetto del tetto 4_vista fronte Nord, pensilina 5_vista fronte Nord 6_vista fronte nord 7_vista fronte Nord, particolare vano scala 8_vista fronte Nord, pensilina

www.architetturadelmoderno.it/

project: Casa per impiegati della Borsalino typology: Residenza architect: Ignazio Gardella realization: 1938-1952 address: Corso Teresio Borsalino 15/17

M. Casamonti, Ignazio Gardella architetto 1905-1999. Costruire le modernità, Electa, Milano 2006 Maria Cristina Loi, Ignazio Gardella Architetture, Electa, 1998 Milano Antonio Monestiroli, Ignazio Gardella progetti e architetture 1933-1990, Maisilio, 1992, Venezia

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_pianta piano tipo 2_pianta primo piano ,studio 3_sezione ingresso principale

project: Casa per impiegati della Borsalino typology: Residenza architect: Ignazio Gardella realization: 1938-1952 address: Corso Teresio Borsalino 15/17

Casa per gli impiegati della Borsalino

IGNAZIO GARDELLA

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30/3/1905-16/3/1999 Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

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tripartizione del fronte che non corrisponde all’organizzazione tipologica dell’edificio. Nella definizione del Nel secondo dopoguerra, il cappellificio Borsalino prospetto fluente, caratterizzato dalla copertura piana proseguiva una politica di provvidenze in favore dei fortemente aggettante e dalla scansione ritmica delle propri dipendenti, per cui fu decisa la realizzazione di aperture a tutta altezza, con le persiane scorrevoli, con un edificio di civile abitazione per i propri impiegati, i cui cui Gardella ricerca una rottura della simmetria e una alloggi fossero affittati con possibilità di riscatto a prezzi continua variazione del prospetto, ottenuto per mezcontenuti. zo dello scorrimento delle persiane.La semplicità dei Il Comune di Alessandria, con atto del 19 giugno 1950, materiali, il klinker scuro dei rivestimenti, vetrocemento autorizzò la Borsalino a costruire un fabbricato ad uso dei corpi scala, legno di verde delle persiane, unita abitazione nelle vicinanze dello stabilimento. Il progetto alla cura dei dettagli come le pensiline degli ingressi del palazzo fu affidato a Ignazio Gardella e venne ultie il disegno delle buche delle lettere e delle soluzioni mato nel 1952. Derogando alle norme fissate dal rego- distributive interne. lamento edilizio, risalenti al 1929 ed abbondantemente superate dalle sopravvenute esigenze morfologiche, fu autorizzata la costruzione di un edificio di otto piani, disposto in parallelo all’asse di corso Teresio Borsalino. L’edificio, che si presenta come un corpo in linea di otto piani spezzato in tre parti, tra loro leggermente disassate, è costituito da due blocchi indipendenti uniti nel punto di minore spessore, in corrispondenza dei soggiorni. Ciascun blocco si organizza intorno a un gruppo scala-ascensore che serve due alloggi, costituiti da soggiorno, due camere, cucina e bagno. All’estremità ovest è previsto un alloggio di dimensioni maggiori con tre camere da letto. Nella definizione planimetrica degli alloggi, Gardella ha operato una serie di deformazioni geometriche del perimetro per ridurre la larghezza degli alloggi in corrispondenza dei soggiorni a doppio affaccio, a Nord verso strada e a sud verso la corte verde. Sul lato verso il giardino i blocchi delle camere e dei servizi appaiono come figure indipendenti della pianta, con i muri perimetrali concepiti come lastre. Sul lato opposto, verso la strada, l’edificio perde invece qualunque riferimento alla tradizione razionalista: le due fenditure verticali, che scandiscono i blocchi scala, generano una


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Complesso Agorà typology: residenziale commerciale architect: Igniazio Gardella realization: 1984-1991 address: Via Cavour 84 Corso Teresio Borsalino

1_immagine storica 2_dettaglio costruttivo della facciata 3_facciata sud del supermercato 4_facciata nord 5_dettaglio costruttivo della acciata principale 6_dettaglio del rivestimento della facciata 7_facciata est del supermercato 8_dettaglio facciata nord

Vera Comoli, Alessandria e Borsalino, città architettura industria, cassa di risparmio di alessandria, Alessandria 2000

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Maria Cristina Loi, Ignazio Gardella architetture, Alessandria, 1936 http://www.architetturadelmoderno.it

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_sezioni 2_prospetto sezione e particolare costruttivo

project: Complesso Agorà typology: residenziale commerciale architect: Igniazio Gardella realization: 1984-1991 address: Via Cavour 84 Corso Teresio Borsalino

IGNAZIO GARDELLA

COMPLESSO AGORA’

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

Il complesso Agorà è l’ultima opera progettata da Ignazio Gardella dal 1984 al 1991 ad Alessandria e viene realizzata sul sedime della vecchia fabbrica Borsalino parzialmente demolito, accanto alla palazzina uffici progettata dal padre Arnaldo tra il 1925 e il 1926. Il complesso commerciale e residenziale presenta un‘articolata composizione volumetrica, che si collega alla vecchia palazzina uffici e, modellando edifici di altezze diverse, delimita una grande corte pedonale a verde ed altri spazi destinati a parcheggi pubblici e a spazi di pertinenza del supermercato Esselunga. La torre residenziale diventa, per la sua posizione baricentrica, il perno volumetrico e spaziale dell’isolato, diventando l‘elemento forte di richiamo. Le grandi finestrature che evocano le aperture della vecchia fabbrica, l’attento uso dei materiali, gli studiati dettagli costruttivi, sottolineano il legame con la tradizione ed il desiderio di cogliere lo spirito del luogo.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Stazione Ferroviaria di Alessandria typology: Infrastruttura architect: Roberto Narducci realization: 1942 address: Corso Teresio Borsalino, Alessandria

1_cartolina d’epoca della Stazione del 1850 di Mazzucchetti 2_particolare illuminazione interna 3_prospetto nord-ovest 4_vista dell’atrio 5_vista della copertura esterna 6_particolare del colonnato interno 7_atrio 8_vista prospettica del fronte nord-ovest

http://www.palazzomonferrato.it/cenni-storici.html http://www.fsnews.it/cms-file/allegati/fsnews/ns_STORIA_ALESSANDRIA_10_ott.pdf www.wikipedia.org

ROBERTO NARDUCCI

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Roberto Narducci nasce a Roma il 14 agosto 1887 da una famiglia borghese. Dopo la licenza tecnica conseguita nel 1903-04 ottiene nel 1909 il diploma di decorazione architettonica al Museo artistico industriale romano, nello stesso anno supera il concorso ed entra come disegnatore presso le Ferrovie dello Stato. Nel 1920-1921, si iscrive al terzo anno della Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma che lo porterà, nel 1923, al conseguimento della Laurea in Architettura Civile. Nel 1930 consegue l’abilitazione alla professione d’ Ingegnere e come dipendente del Ministero delle Comunicazioni (ora dei Trasporti), progetta circa quaranta stazioni ferroviarie, di nuova edificazione oppure ricostruzioni postbelliche, ed una decina di edifici postali. Lavorerà spesso sotto le direttive di Angiolo Mazzoni, che fu fino al 1944 suo superiore gerarchico. Roberto Narducci muore nel 10 febbraio 1979 a Roma.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_pianta piano terra 2_dettaglio copertura 3_sezione

project: Stazione Ferroviaria di Alessandria typology: Infrastruttura architect: Roberto Narducci realization: 1942 address: Corso Teresio Borsalino, Alessandria

STAZIONE DI ALESANDRIA

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Il crescente aumento delle linee ferroviarie in provincia di Alessandria fece emergere la necessità di un collegamento da Torino a Genova. La prima stazione venne costruita tra il 1849 e il 1850 dall’ingegnere del Genio Civile, Alessandro Mazzucchetti che progettò anche le stazioni di Genova Piazza Principe e Torino Porta Nuova. L’architettura della stazione era di tipo neoclassico: il prospetto principale assomigliava ad un tempio dorico con un corpo centrale affiancato da due corpi laterali in mattone collegati da un intercolumnio in granito e trabeazione in stucco che terminava ai lati con due archi a tutto sesto. Gli elementi architettonici più evidenti erano i capitelli, i triglifi ed il timpano che sovrastava l’ingresso. Il fronte era decorato da elementi floreali con un richiamo di tipo classico, da festoni, figure allegoriche e nella parte superiore lo stemma reale dei Savoia. La pensilina della stazione del 1850 segna un passaggio fondamentale nella storia della architettura ferroviaria: si ha per la prima volta la realizzazione di carpiate metalliche al posto delle incavallature lignee. Si trattava di una pensilina a superficie voltata composta da un grande arco ribassato costruito a traliccio e composto da ferro e dal Larice rosso di Corsica (l’uso del legno fu limitato alle correnti superiori ed inferiori della struttura e alle travi diagonali. Sfortunatamente la stazione del Mazzucchetti non sopravvisse ai disastri della Seconda guerra mondiale quindi nel 1942 si procedette alla costruzione di una seconda stazione. Fu scelto il famoso architetto Roberto Narducci che aveva già progettato almeno quaranta stazioni tra cui

Venezia Santa Lucia e Viareggio. La stazione del Narducci è di marcato stile razionalista: è composto da un corpo centrale che raggiunge in alcuni punti i tre livelli e da due corpi laterali simmetrici; adiacenti ai corpi laterali ci sono alcuni cortili che danno su piazza Cauriel. All’interno del fabbricato viaggiatori, la biglietteria è separata dalla piazza da cinque vetrate intervallate da colonne in marmo; una seconda fila di pilastri delimita l’area degli accessi ed una terza separa i vari sportelli della biglietteria. Il corridoio che fiancheggia l’atrio biglietteria conduce ai binari. I due corpi centrali contengono al loro interno due chiostri centrali che sono protetti da una pensilina aperta sui lati il cui accesso è delimitato da alcuni pilastri in cemento. Al primo piano ci sono finestre decorate da cornicioni in marmo che hanno fanno luce all’atrio. I materiali di rivestimento ci sono graniti verdi di Mergozzo (presso il corpo centrale), marmo verde Issori (per i pilastri dell’accesso), travertino (fino all’altezza della pensilina). Nell’ottobre del 2008 sono cominciati i lavori di restyling per la stazione, i quali prevedono la trasformazione dei chiostri interni ricoprendoli da lucernai in vetro e acciaio, dotandoli di un impianto di climatizzazione e circondandoli da nuove attività commerciali e servizi per i viaggiatori. Anche l’atrio biglietteria e la facciata esterna del fabbricato viaggiatori subirà un profondo intervento di ristrutturazione, che prevede anche l’abbattimento delle barriere architettoniche. La nuova illuminazione è invece composta da riquadri alla cui sommità ci sono dei proiettori che riflettono la luce verso il basso creando giochi di luce e illuminando anche il soffitto.


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Ex Camera di Commercio - Palazzo Monferrato typology: edificio pubblico architect: Giovanni Chevalley realization: 1931 address: Via San Lorenzo, Alessandria

1_prospetto nord 2_vista di Palazzo Monferrato da Via San Lorenzo 3_particolare finestre fronte nord-ovest 4_tipo di vista della foto (prosp. fronte nord-ovest..) Autore della foto 5_particolare fronte nord 6_particolare finestra 7_particolare portale di ingresso 8_particolare portale di ingresso

www.treccani.it www.museotorino.it http://www.golosaria.it/default.asp?id=1265 http://www.davidelajolo.it/news.php?id=178 http://www.palazzomonferrato.it/cenni-storici.html

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_piante piano terra, primo secondo terzo quarto piano, copertura 2_viste assonometriche 3D 3_sezione nord-ovest

project: Ex Camera di Commercio - Palazzo Monferrato typology: edificio pubblico architect: Giovanni Chevalley realization: 1931 address: Via San Lorenzo, Alessandria

GIOVANNI CHEVALLEY

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Giovanni Chevalley nasce a Siena l’11 ottobre 1868, frequenta l’istituto tecnico e la Scuola di Applicazione degli ingegneri di Torino, dove si laureò nel 1891. Dopo un breve tirocinio presso le Officine Savigliano (1891-1893) venne assunto nello studio di C. Ceppi, dove rimase sino al 1898. Qui si occupò, tra l’altro, di parte dei restauri della chiesa torinese della Consolata, il primo di numerosi interventi che lo avrebbero in un sessantennio di attività. A lui si devono la riscoperta e la rivalutazione dell’arte barocca piemontese, stile a cui si riferisce in numerosi restauri di palazzi torinesi. Nel 1924 coordina il restauro del primo piano di Palazzo Madama per destinarlo a sede di rappresentanza del Municipio di Torino. A lui si deve la ristrutturazione delle sedi della Banca d’Italia di Torino, della Cassa di Risparmio di Fossano e di Torino, degli ospedali Sant’Anna e Mauriziano di Torino, dell’albergo Principi di Piemonte di Sestriere. Nel 1943, dopo la caduta del regime fascista è nominato vicesindaco di Torino. Giovanni Chevalley muore nel 1954 a Torino.

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Palazzo Monferrato (Ex Camera di Commer- Il palazzo delle corporazioni era articolato su un piano cio) terreno (ove trovava posto un ampio salone delle adunanze capace di oltre 100 posti a sedere); vi troviamo La sede camerale di via San Lorenzo è stata edificata poi un mezzanino, un piano nobile (che ospitava gli uffici nel 1932-1933 su progetto dell’architetto torinese Gio- di presidenza e di segreteria, la sala del consiglio, la bivanni Chevalley. Fin dal 1922 la Camera di Commercio blioteca), un secondo piano adibito a uffici e un ampio aveva acquistato un’area edificabile di circa 600 metri sottotetto attrezzato ad archivio. quadri in pieno centro cittadino, all’angolo tra le vie Pia- L’edificio, con una superficie utile complessiva pari a circenza e Cavallotti (attuale via San Lorenzo) per costruir- ca 1.900 metri quadri, avrebbe ospitato gli uffici camerali vi una sede di proprietà. per circa settant’anni, e cioè fino al 2001. Dopo due concorsi per il progetto del Palazzo che non Dopo il trasferimento nella attuale sede di via Vochieri diedero esiti positivi, nel 1925 il commissario Ponzano 58 (e la costituzione della società Palazzo del Monferraassegnò al celebre architetto torinese Giovanni Cheval- to), l’edificio, rimasto comunque a far parte del patrimoley l’incarico di progettare l’edificio. I lavori furono asse- nio camerale, ha assunto la denominazione di palazzo gnati nel I932 alla società anonima Impresa di Costru- Asperia ed attualmente quella di palazzo del Monferzioni Bastita & C. di Tortona. rato. In questi anni la Camera propose un Accordo di Nel frattempo il Consiglio cambiava ancora denomina- Programma alla Regione Piemonte, alla Provincia, al zione e il 5 novembre del 1933 si procedeva alla conse- Comune ed alla Fondazione della Cassa di Risparmio gna dei lavori e all’inaugurazione della sede del Consi- di Alessandria per la ristrutturazione dell’immobile, da glio provinciale dell’economia corporativa. destinare alla valorizzazione delle attività economiche L’edificio presenta un linguaggio architettonico austero della provincia attraverso la programmazione e organizconsolidatosi agli inizi del Novecento, quale reinterpreta- zazione di mostre d’arte ed eventi culturali. zione della tipologia di palazzo residenziale. I lavori di ristrutturazione sono stati avviati nel settembre I prospetti sono articolati con un basamento in pietra, 2003 e si sono conclusi nel 2005, con l’inaugurazione un rivestimento di facciata che unifica piano terreno e della mostra “Sogni. Visioni tra simbolismo e liberty”, a ammezzato, e una muratura con mattone faccia a vista cura di Vittorio Sgarbi. che a partire dal piano nobile prosegue nei due piani Nel 2006 è stata costituita una s.r.l. pubblico-privata per superiori. Alla pietra di rivestimento, probabilmente un’a- la valorizzazione del territorio, denominata “Palazzo del renaria locale, sono lasciate le decorazioni superficiali Monferrato”, cui affidare la gestione degli eventi del terdal carattere austero, con motivi a bugnato che sottoli- ritorio.Dalla costituzione della società ad oggi, le attività neano e movimentano le aperture del piano nobile ed il del Palazzo si sono estrinsecate nella realizzazione di prospetto all’angolo delle vie. mostre d’arte ed iniziative culturali quali convegni e conDi realizzazione successiva sono le opere di sistemazio- ferenze, con buon successo di pubblico. ne interna del sottotetto ad uso uffici e archivio (1958) e di adeguamento del salone uffici aperti al pubblico al piano terreno (1962)


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BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_Vista d’Angolo 2_Prospetto Sud 3_Vista d’Angolo (Parte Sommitale) 4_Vista d’Angolo (Parte Basale) 5_Particolare Prospetto 6_Particolare d’Angolo 7_Particolare Facciata Sud 8_Prospetto Ovest

www.architetturadelmoderno.it

project:Casa d’Abitazione typology: Residenza architect: Igniazio Gardella realization: 1953 address:Via Trotti 42, 15100 ALESSANDRIA (AL)

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project:Casa d’Abitazione typology: Residenza architect: Igniazio Gardella realization: 1953 address:Via Trotti 42, 15100 ALESSANDRIA (AL)

IGNAZIO GARDELLA

CASA D’ABITAZIONE

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

Nella casa d’abitazione di Alessandria, all’interno del centro storico, si ritrovano alcune scelte formali tipiche di Gardella: il rivestimento in klinker color testa di moro, il bianco delle cornici delle aperture e delle fasce marcapiano, la balconata sporgente a conclusione superiore dell’edificio.


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Palazzo delle poste e dei telegrafi Edificio pubblico Franco Petrucci 1938-1941 Piazza della Libertà 23/24

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1_fotografia storica 2_vista di scorcio del prospetto ovest dell’edificio 3_facciata ovest dell’edificio 4_dettaglio decorazione a mosaico del prospetto 5_mosaico nell’atrio dell’edificio 6_vista dell’interno dell’ edificio 7_facciata ovest dell’ edificio 8_dettaglio decorativo a mosaico del prospetto

G. Montanari, Razionalismo in Alessandria: città e architetture del regime. Se tratto da libri: Nome Cognome autore-titolo del libro-numero edizioneluogo edizione-casa editrice-numero pagina inziale e finale www.architettiroma.it

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_dettaglio della decorazione a mosaico di gino severini 2_dettaglio della decorazione a mosaico di gino severini 3_dettaglio della decorazione a mosaico di gino severini

Palazzo delle poste e dei telegrafi Edificio pubblico Franco Petrucci 1938-1941 Piazza della Libertà 23/24

FRANCO PETRUCCI

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Nato a Viterbo nel 1905, si è laureato nel 1931 presso la Scuola Superiore di Architettura di Roma e due anni dopo è diventato insegnante della Scuola Tecnico-Artistica di preparazione alla Facoltà di Architettura. Negli anni Trenta ha iniziato la propria attività professionale partecipando a molti dei concorsi che hanno caratterizzato il fervore progettuale di quegli anni. Negli anni 1936 e 1937 si è occupato della sistemazione generale del Circo Massimo, cominciando così la sua intensa e specifica attività nel campo della realizzazione di edifici destinati a ospitare mostre nazionali ed internazionali e di allestimenti di altissimo livello culturale e professionale.Nel 1939 ha partecipato al concorso per il Palazzo dell’Acqua e della Luce in occasione dell’Esposizione Universale e nel 1942 ha elaborato diverse proposte per la realizzazione dell’Expo.Fra gli allestimenti degli anni Cinquanta si ricordano la mostra E.R.P. (Milano, 1951); il Padiglione Italia, quello dell’INAIL e il Padiglione Remington per la mostra d’Oltremare e del Lavoro Italiano nel Mondo (Napoli, 1952); le mostre mobili del Ministero LL.PP. che tra il 1952 e il 1953 hanno attraversato l’Italia. Petrucci ha anche partecipato all’Expo di Bruxelles del 1958, occupandosi non solo del padiglione italiano, ma anche dell’allestimento artistico di quasi tutte le mostre di maggior prestigio. Negli anni Sessanta e Settanta ha curato l’allestimento per la Città di Roma a Vienna nel 1964; il padiglione italiano alla Mostra Internazionale di Kiev del 1965 e i padiglioni italiani a Montreal (1965 - 1966) e Osaka (1970). Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi (1937-41), la cui facciata è arricchita dai preziosi mosaici che illustrano l’evoluzione e la diffusione della posta e del telegrafo del pittore di formazione futurista Gino Severini.

PALAZZO DELLE POSTE E DEI TELEGRAFI

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plicazione del linguaggio razionalista internazionale ed ortodosso, non riportato ai modi della «normalizzazio“Il progetto del nuovo palazzo, redatto nel 1937 dall’ar- ne» piacentiniana. Basti pensare alla facciata spoglia e chitetto romano Franco Petrucci (n. 1905) ed approvato rivestita in travertino, all’uso delle finestrature a nastro, dalla Direzione delle Poste, viene descritto dal giornale alle aperture rettangolari del coronamento. Una certa locale come «in perfetto stile moderno e pregevolissimo istanza di monumentalità è avvertita però nel rapporto sia nei riguardi dell’estetica che delle esigenze tecniche della costruzione con l’ambiente circostante; il rapporto dei servizi» … Meno entusiastica è invece l’accogliensenz’altro violento ed impositivo che è stato forse uno za da parte di cittadini ed autorità al punto da indurre degli argomenti più validi del giudizio negativo nei conil podestà ed il prefetto, nel 1940 a due anni dall’inizio fronti dell’edificio”. dei lavori, a compiere un sopralluogo in cantiere ed a Di particolare interesse sono i mosaici della facciata di richiedere che venga nominata una commissione per Gino Severini (1940-41), che illustrano l’evoluzione deldecidere eventuali «miglioramenti» in accordo con il la posta e del telegrafo e la loro diffusione nel mondo. progettista. In seguito alle insistenti critiche alla facNell’atrio laterale sinistro, un altro mosaico di Severini ciata ritenuta «spoglia e muta» viene commissionato sviluppa il tema delle comunicazione e, sempre sulla il mosaico che ne decora il basamento al pittore di sinistra, nell’originaria sala di scrittura, vi è una pittura formazione futurista Severino Severini. Il palazzo viene murale di Giulio Rosso (1941). inaugurato il 27 aprile 1941”. (da G. Montanari, 1989, p. 42 ) Il palazzo, composto da quattro piani e un seminterrato, occupa un isolato quadrangolare con affaccio su piazza della Libertà e su Via Mazzini. “Le facciate principali sono completamente rivestite in travertino, quelle sui cortili interni sono ad intonaco lavorato ad imitazione della pietra. Gli interni hanno pavimenti e rivestimenti in marmo per il salone del pubblico e per alcuni uffici. È realizzata negli ingressi una pavimentazione a bande nere e grigie, mentre i grossi pilastri del salone sono rivestiti da lega metallica colore oro. Tutti i particolari di arredo, la grafica delle scritte ed i particolari costruttivi denotano la ricerca formale e sui materiali Tipiche in Italia negl’anni trenta”. Nonostante la “sfortuna critica”, l’edificio costituisce nel panorama alessandrino un significativo episodio dell’architettura razionalista. Quest’opera, infatti, è “tipica di una committenza centrale del regime e di un’ap-


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_Vista d’Angolo 2_Prospetto Sud 3_Particolare Prospetto Sud 4_Particolare Prospetto Ovest 5_Particolare Prospetto Sud 6_Prospetto Nord 7_Vista Angolo Prospetti Nord - Ovest 8_Prospetto Nord

www.architetturadelmoderno.it

project: Casa di Riposo Borsalino typology: Casa di Riposo architect: Igniazio Gardella realization: 1935 address: Corso Lamarmora 13 15100 ALESSANDRIA (AL)

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Vera Comoli, Alessandria e Borsalino, città architettura industria, cassa di risparmio di alessandria, Alessandria 2000.

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RIFERIMENTO IMMAGINI|

project: Casa di Riposo Borsalino typology: Casa di Riposo architect: Igniazio Gardella realization: 1935 address: Corso Lamarmora 13 15100 ALESSANDRIA (AL)

1_Fotografia Dettaglio Prospetto 2_Fotografia Dettaglio Prospetto

IGNAZIO GARDELLA

CASA DI RIPOSO BORSALINO

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

L’industriale Teresio Borsalino nei primi anni trenta promuove l’ammodernamento e l’ampliamento della casa di riposo di corso Lamarmora. A tal fine viene deciso l’acquisto della chiesa Confraternita della Trinità, da demolirsi, e sul cui sedime compreso tra via Ghilini e via Savonarola sarebbe stato edificato l’ampliamento. A seguito del decreto del 24 novembre del segretariato di stato, il prefetto di Alessandria, con provvedimento del 28 dicembre 1932, autorizza la casa di riposo ad accettare l’elargizione.

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È un Gardella insolito rispetto a quello visto finora, “buio”, in cui la luce interviene dall’esterno come una sorpresa, si veda l’effetto interno della vetrata del corpo scala, o con risultati quasi catacombali, come si verifica nella serie di finestre circolari ad oblò della cappella Anche se quanto detto vale solo in parte, dato che la maggior percentuale di superficie vetrata dà verso il cortile interno al quale si affaccia la mensa, caratterizzata da esili colonne a sezione circolare 2

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BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Laboratorio di Igiene e Profilassi typology: pubblica amministrazione/servizi architect: Ignazio Gardella realization: 1937-1939 address: Via Gasparolo 1, Alessandria

1_particolare bucature fronte nord 2_ingresso fronte nord 3_vista prospettica fronte nord 4_vista prospettica fronte nord 5_vista prospettica fronte sud-est 6_particolare fronte nord 7_targa ingresso al Laboratorio 8_targa ingresso al Laboratorio

M. Casamonti, Ignazio Gardella architetto 1905-1999. Costruire le modernità, Electa, Milano 2006 Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano, officine edizioni,1981 Roma pag 146-148

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http://www.liceoberchet.it/storia/gardella/vita.htm http://www.domusweb.it/it/architecture/two-wars-one-chapel-/ www.architetturadelmoderno.it/

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_piante piano terra, primo piano, secondo piano 2_prospetto fronte nord 3_sezione trasversale

project: Laboratorio di Igiene e Profilassi typology: pubblica amministrazione/servizi architect: Ignazio Gardella realization: 1937-1939 address: Via Gasparolo 1, Alessandria

IGNAZIO GARDELLA

Laboratorio di Igiene e Profilassi

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

Nel 1934 il Consiglio Provinciale di Alessandria delibera l’acquisto di un terreno in prossimità dell’Ospedale civile per realizzare il Laboratorio di Igiene e Profilassi con uno stanziamento di quattrocentosettantamila lire. Un ulteriore contributo di quasi duecentomila lire è destinato all’opera l’anno seguente, mentre il Consorzio Provinciale Antitubercolare stanzia mezzo milione. L’incarico è affidato agli ingegneri Martini e Gardella di Milano che già stavano provvedendo al progetto del dispensario antitubercolare sull’area antistante. Il nuovo incarico prevede la realizzazione di un edificio per ospitare gli uffici e le strutture tecniche di laboratorio del servizio di Igiene e Profilassi della Provincia. I progettisti tra il 1937 e il 1938 redigono la soluzione definitiva che verrà realizzata in tempo per la visita di Mussolini. L’opera, con struttura in cemento armato, di tre piani fuori terra e priva di locali interrati ritenuti poco funzionali dal punto di vista igienico, è studiata privilegiando l’aspetto del lavoro di ricerca e di analisi che vi si deve svolgere, piuttosto che quello della fruibilità del pubblico, come era stato invece per il dispensario antitubercolare. La necessità di avere uno spazio di lavoro razionalmente utilizzabile condiziona la facciata, caratterizzata dalla finestratura continua i cui montanti sono disposti modularmente in modo da permettere un inserimento libero dei tramezzi interni. Altrettanto modulari sono i tamponamenti in laterizio prefabbricato della lunghezza di metri 1,20 che costituiscono misura di riferimento di tutta la fabbrica. I fronti laterali sono in intonaco liscio dove motivo di ricerca cromatica e formale è offerto dalla lesena in vetrocemento a maglia rada che illumina la scala.

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BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

project: Dispensario antitubercolare typology: Servizi / sanita’ architect: Ignazio Gardella realization: 1937.-1938 address: Via Gasparolo 2

L.Ferrario e D.Pastore, 1933/1938 B.B.P.R. 4 opere del razionalismo italiano, Istituto Mides, 1985 Roma Casabella n.80 Aprile 1935 pag.30

1_Dettaglio Prospetto Sud 2_Vista d’Angolo 3_Prospetto Sud 4_Prospetto Sud 5_Targa Commemorativa 6_Prospetto Est 7_Prospetto Nord 8_Prospetto Nord

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RIFERIMENTO IMMAGINI|

project: Dispensario antitubercolare typology: Servizi / sanita’ architect: Ignazio Gardella realization: 1937.-1938 address: Via Gasparolo 2

1_Planimetria 2_Assonometria 3_Planimetria_2nd_piano

IGNAZIO GARDELLA

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Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

Il dispensario antitubercolare è riconosciuto come una delle espressioni più significative dell’architettura “Completato il sanatorio antitubercolare era necessario italiana degli anni Trenta. In quest’edificio sono declinati in una felice sintesi i temi principali della prassi raziointegrare la struttura esistente con un’altra per la dianalista: pianta libera e asimmetrica, terrazza-solarium gnosi della malattia e per le cure di carattere ambulatoriale, una struttura che fosse anche luogo di informa- e dematerializzazione della facciata; gli spazi interni accoglienti e luminosi denotano inoltre la particolare zione e prevenzione nei confronti della malattia e che sensibilità del progettista alle esigenze emotive dei non suscitasse il timore e l’imbarazzo dell’ospedale di degenza. Il Consorzio Provinciale Antitubercolare inca- fruitori. rica quindi del progetto gli ingegneri Martini e Gardella, Sul fronte principale “le schermature esterne assumono la cui opera per il sanatorio era stata molto apprezzata. l’importanza di grandi superfici materiche. Il piano rialzato è tamponato con pannelli in cemento con annegaNel 1934 viene acquistato un terreno in prossimità te all’interno mattonelle in vetrocemento, disposte con dell’Ospedale civile dell’area di circa duemila metri un ritmo rado in orizzontale e più serrato in verticale. La quadri. L’edificio richiesto deve ospitare uno spazio di attesa, sale per le visite mediche e per gli esami radio- parete ha uno spessore totale di soli 3 cm, corrisponlogici, un repartino di degenza per pochi malati, gli uffici dente a due mattonelle di vetrocemento accostate. La superficie, arretrata rispetto al filo esterno, è solcata da del Consorzio e l’alloggio del custode”. due strisce di finestre a nastro, determinando così una Dopo un lungo percorso progettuale, che si articola in combinazione di luce diretta e diffusa. Al primo piano diversi progetti e varianti redatti tra il 1933 e il 1937, il compare la famosa parete grigliata in mattoni disposti dispensario è completato nel 1938. Tra il 1991 e il febbraio del 1992 viene redatto a cura di a gelosia, che occupa i cinque ottavi del fronte sud, schermando il solarium e la scala di servizio. Questa Ignazio Gardella (con la collaborazione dell’architetto superficie si sviluppa a filo di facciata, per accentuare il Fabio Nonis) un progetto di restauro dell’edificio con contrappunto formale con il velario in pannelli di cemendestinazione a scuola per operatori sanitari. I lavori to e vetrocemento del piano inferiore.“ sono completati il 25 luglio 1996, nonostante la sospensione dovuta all’alluvione dell’autunno 1994 e una Subito dopo la realizzazione, il progetto è modificato parziale variazione del progetto resasi necessaria per la per imposizione delle autorità; l’ingresso viene ricoridestinazione dell’edificio a struttura per poliambulato- struito in posizione simmetrica al centro della facciata mentre la sala d’attesa è suddivisa tra uomini e donne rio ospedaliero. secondo le direttive ministeriali. (da G. Montanari, 1989, pp. 29-30) Nell’intervento di restauro eseguito negli anni Novanta Gardella ha potuto riproporre le forme originarie della sua progettazione, riportando quindi l’ingresso nella posizione originaria, e conservare pressoché integralmente la maggior parte degli aspetti costruttivi ed architettonici della sua opera. DISPENSORIO ANTITUBERCOLARE

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Ospedale infantile Cesare Arrigo typology: ospedale architect: Arnaldo e Ignazio Gardella realization: 1956-1957 address: Spalto Marengo 46 Alessandria

1_Entrata ospedale 2_Entrata ospedale 3_vista di un padiglione dell’ospedale 4_vista di un padiglione dell’ospedale 5_Entrata ospedale 6_Vista ospedale 7_Prospetto est ospedale 8_entrata

ALBERTO SAMONA’ - Ignazio Gardella Il professionismo Italiano, Officina edizioni, Roma 1981, pag: 158;159

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_Pianta piano semi interrato 2_Pianta piano rialzato 3_Sezione

project: Ospedale infantile Cesare Arrigo typology: ospedale architect: Arnaldo e Ignazio Gardella realization: 1956-1957 address: Spalto Marengo 46 Alessandria

IGNAZIO GARDELLA

OSPEDALE INFANTILE CESARE ARRIGO

Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

L’Ospedale infantile “Cesare Arrigo” è legato all’attività progettuale di Ignazio Gardella per alcuni motivi: il padiglione all’ingresso è progettato dallo studio del padre Arnoldo, mentre egli stesso proget¬ta il razionalista padiglione per le malattie infettive deI 1934, demolito negli anni settanta per far posto alla nuova centrale termica, e il padiglione pediatrico del 1956-57. Un altro progetto di Gardella, non realizzato, legato alle cure dei bambini, è il reparto infantile presso i Sanatorio (1938). Il complesso dell’Ospedale infantile “Cesare Arrigo” è attestato sul versante esterno della circonvallazione (spalto Marengo) all’interno di un lotto recintato. Il padiglione pediatrico progettato da Ignazio Gardella si trova verso il fondo del lotto, spostato sulla destra. La parte verso l’ingresso è movimentata da un tracciato planimetrico vigorosamente spezzato. Questo particolare, anima con un tocco espressionista la compostezza dell’insieme, anche se ritroviamo ancora movimento nella composizione delle finestre, che richiamano quelle finestre isolate, abbinate in serie continua o modulate secondo intervalli irregolari, più alte o più basse, come le canne di un organo della coeva casa alle Zattere di Venezia.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

project: Istituto tecnico industriale “ Alessandro Volta” typology: Edificio scolastico architect: Ignazio Gardella realization:1967 address: Spalto Marengo 42 Alessandria

1_prospetto sud 2_vista sud est 3_prospettosud 4_prospetto sud 5_entrata e giardino della scuola 6_particolare copertura 7_prospetto est 8_particolare giardino

MARCO CASAMONTI “Ignazio Gardella architetto 1905-1999 Costruire la modernità Milano 2006 www.architetturadelmoderno.it

IGNIAZIO GARDELLA

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Ignazio Gardella nasce a Milano il 30 marzo 1905. Il padre Arnaldo, laureato in ingegneria civile, aveva uno studio a Milano insieme all’ing. Martini. Alla morte del padre, nel 1929, Gardella deve occuparsi dello studio, quando però consegue la laurea in Ingegneria, nel 1931, inizia la propria attività indipendente. Negli anni 30’ ha i primi contatti internazionali, dove diviene amico di Alvar Aalto. Nel ‘47, partecipa al primo Congresso dove incontra Giuseppe Samonà, preside della Facoltà di Architettura di Venezia, che lo invita a insegnare nella città lagunare e 1949 inizia l’attività di docente universitario che lo impegnerà fino al 1975. Nel 1949, si laurea in architettura presso lo IUAV e negli anni 50’ costruisce alcune delle sue opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria (1950-52), la Casa Cicogna alle Zattere a Venezia (1953-62), la Mensa Olivetti a Ivrea (1953-59) e la Galleria d’Arte Contemporanea a Milano (1947-54), la casa d’abitazione ai “Giardini d’Ercole” a Milano (1949-54), sede del suo studio e della sua abitazione. Gli anni 60’ e i primi anni 70’ lo vedono nel pieno della sua maturità professionale. Del 1968 sono i progetti per gli Uffici Tecnici Alfa Romeo ad Arese, e per il concorso del Teatro Civico di Vicenza; del 1975 è, il progetto degli edifici per l’Università Nuova (Facoltà di Architettura di Genova),realizzato nel 1989. Gli anni 80’ sono anni di grandi progetti: nel 1982 vince con Aldo Rossi, il concorso per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova, realizzato nel 1990. Ignazio Gardella si è spento a Milano il 16 marzo 1999.

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_pianta piano terra 2_sezioni 3_sezione

project: Istituto tecnico industriale “ Alessandro Volta” typology: Edificio scolastico architect: Ignazio Gardella realization:1967 address: Spalto Marengo 42 Alessandria

I T. I. S. ALESSANDRO VOLTA

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L’edificio è costruito nel 1967 su progetto dell’architetto Ignazio Gardella, si tratta di un imponente edificio scolastico basato su un impianto ad H, con il corpo centrale destinato alla presidenza, agli uffici e ai collegamenti. Si tratta di un’ opera quasi sconosciuta alla critica, dove il disegno delle parti comuni denota una particolare attenzione alle esigenze della didattica e della ricreazione degli studenti, infatti un grande atrio luminoso e articolato dà accesso ad ampi corridoi, all’aula magna ipogea e alle varie aule, il verde separa l’edificio dai rumori esterni e permette di valorizzare gli affacci principali.


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_Particolare Ingresso 2_Prospetto Sud 3_Prospetto Est (Principale) 4_Prospetto Sud Est 5_Particolare Prospetto Sud Est 6_Ingresso Est 7_Prospetto Nord 8_Particolare Prospetto Est

http://europaconcorsi.com/projects/2270-Erasmus

project: Erasmus typology: University architect: Luigi Cosenza realization: 1996-2008 address: Viale Teresa Michel, 11 15121 Alessandria AL

http://ec2.it/luigicosenza

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1 Schizzi Copertura Atrio 2 Schizzi Particoolare Copertura Atrio 3 Fotografia Dettaglio Copertura Atrio

project: Erasmus typology: University architect: Luigi Cosenza realization: 1996-2008 address: Viale Teresa Michel, 11 15121 Alessandria AL

LUIGI COSENZA

ERASMUS

Architetto Luigi Cosenza Fromazione: Université de Rouen DESS, AMENAGEMENT & PROJET URBAIN 1994 – 1995 Politecnico di Torino Laurea, Architecture 1983 – 1992 1

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Architetto libero professionista da 15 anni, esperto in Progettazione e Direzione Lavori sia in ambito pubblico che privato.

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piè d’opera da industrie del ramo. Trattasi in sostanza dell’adozione di sistemi di prefabbricazione cosiddetti pesanti, in grado di offrire le stesse caratteristiche di Nel 1996 viene bandito un Concorso Internazionale portata, durata e qualità di un sistema costruttivo tradiin due fasi per la realizzazione del complesso edilizio zionale gettato in opera. Si prevede che le sole torri dei Nuova sede della II Facoltà di Scienze M.F.N e dei Dipartimenti di Scienze in Alessandria, il raggruppamento collegamenti verticali ed i volumi dell’area di rappresenvincitore risultò quello guidato dall.ing. Vittorio Cappato tanza siano realizzati in tradizionale per quanto concerraggruppamento incaricato della progettazione del com- ne le strutture portanti. plesso edilizio. Il quartiere ove è sito il lotto a destinazione universitaria è denominato “Orti” ed è ubicato a settentrione del concentrico storico di Alessandria, nell’area delimitata dal fiume Tanaro, dall’aeroporto turistico e dalla circonvallazione interna tracciata sugli antichi spalti. L’area oggetto d’intervento (delimitata a nord-est da via Vinzaglio, a sud-ovest da viale Teresa Michel e piazza Perosi, a nord-ovest da via Bellini e a sud-est da via Rossini) ha forma rettangolare regolare, ove il rapporto tra i lati è quasi 1 a 2; la superficie complessiva è di circa 21.000 mq., di cui 18.538 mq. individuati nel perimetro. Il lotto universitario è disposto con il lato corto affacciato sulla piazza Perosi, in direttrice sud-ovest, verso il concentrico cittadino. La piazza alberata, l’area alberata inclusa nel lotto e che si affaccia sulla piazza, l’orientamento verso Spalto del lato sud, sono tutti elementi che hanno contribuito ad individuare su tale lato l’accesso principale e rappresentativo dell’insediamento. I volumi progettati e che prospettano la piazza vogliono essere sia un significativo ed immediato riconoscimento d’immagine della nuova struttura universitaria nei confronti della città di Alessandria, sia lo stimolo per l’avvio di un processo di riqualificazione dell’intero quartiere. Escludendo le opere di fondazione, la struttura portante in c.a. prevista è di tipo prefabbricato, con plinti a bicchiere, travi, pilastri ed orizzontamenti forniti a


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RIFERIMENTO IMMAGINI| AUTORI

BIBLIOGRAFIA| SITOGRAFIA

1_ Prospetto Sud Sisto Giriodi 2_Prospetto Nord 3_Prospetto Sud 4_Prospetto Ovest 5_Corte Interna 6_Prospetto Ovest (Notturno) 7_Prospetto Ovest 8_Particolare Prospetto Ovest

http://www.baiettobattiatobianco.com

project: Relais Rocca Civalieri typology: Hotel e strutture ricettive architect : Baietto Battiato Bianco Associated realization: 2005-2009 address: Via cascina Rocca Civalieri

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RIFERIMENTO IMMAGINI| 1_Planimetria Generale 2_Sezione Dettaglio Costruttivo 3_Sezioni Longitudinali

project: Relais Rocca Civalieri typology: Hotel e strutture ricettive architect: Baietto Battiato Bianco Associated realization: 2005-2009 address: Via cascina Rocca Civalieri

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B.B.B.

Relais Rocca Civalieri

Armando Baietto, Sebastiano Battiato e Beppe Bianco si laureano a Torino nel 1985. Per anni collaborano con lo studio Gabetti e Isola, sviluppando temi alla scala edilizia e urbana: Il Quinto Palazzo Uffici della Snam a San Donato Milanese, il Padiglione Italia per la Biennale di Venezia, il Piano di recupero dell’area Fiat a Novoli, Firenze. Hanno conseguito riconoscimenti, fra questi i Premi Luigi Cosenza e Andrea Palladio.

L’intervento riguarda la trasformazione del complesso architettonico di Rocca Civalieri in centro congressi, albergo e spa. L’eterogeneità dei corpi di fabbrica e la loro organizzazione spaziale, hanno orientato la ricerca compositiva verso la realizzazione di un luogo, con connotazioni chiaramente riconoscibili - a partire dai valori preesistenti architettonici e ambientali -e scelte formali dell’impianto e delle misurate addizioni appartengono ad un repertorio semantico coerente con la preesistenza, da scoprire attraverso una lettura unitaria del complesso e del suo paesaggio; le suggestioni più forti vengono da un’architettura ispirata ai valori geografici dei luoghi e della natura. L’esigenza di un complesso organico, articolato nelle diverse possibili funzioni - ma unitario nell’insieme e nella concezione distributivo-spaziale – ha suggerito la realizzazione di nuovi percorsi distributivi e di una baseavancorpo, collegata alla preesistenza antica e raccolta attorno ad una nuova corte aperta verso l’ingresso principale del centro. Una corte centrale – definita da una leggera struttura lignea -, disegna uno spazio raccolto, riconoscibile, su cui si affacciano le diverse unità per gli ospiti: è il luogo di integrazione fra pubblico e struttura ricettiva, occasione quotidiana di scambio di relazioni e di esperienze.  La villa, riferimento-simbolo del centro e preesistenza aulica, ospita le attività di rappresentanza e le funzioni con maggiori esigenze in termini di qualità spaziali. Un avancorpo posto alla base del loggiato, nobilita il basamento, originariamente incompiuto e non allineato alla qualità del fronte.  Gli interventi di trasformazione della struttura antica sono ridotti all’essenziale e le destinazioni previste

Sono invitati a mostre di architettura in Italia e all’estero: nel 1996 e nel 2006 alla Biennale di Venezia; nel 2005 alla Triennale di Milano e al Festival dell’Architettura di Parma, “Laboratorio Italia, sezione Genealogie”. Nel 2002 ottengono il terzo premio al Concorso internazionale per la realizzazione del Villaggio Olimpico a Torino. Hanno vinto (con altri) il concorso per il recupero delle “Officine Grandi Riparazioni” di Torino a sede espositiva della città e della Galleria D’Arte Moderna. Fra le opere in corso si ricorda la nuova sede dell’International School of Turin. Armando Baietto è docente alla 1^ Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

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sono fra loro sinergiche e intercambiabili in modo da rendere molto flessibile l’uso dello spazio, in funzione delle variabili esigenze di gestione del centro. Al piano terra, oltre alle funzioni di hall, reception e bar, sono collocate sale comuni di rappresentanza e accoglienza; al piano primo è prevista la sala conferenze con un piccolo foyer e il ristorante con le sale, la cucina e gli spazi per il personale; al piano secondo la destinazione è a camere d’albergo con caratteristiche di piccole suites. Una nuova distribuzione, formalmente autonoma, serve le stanze delle maniche rurali sui due livelli. Questa lettura tipologica ragionata, attenta alle possibili vocazioni degli spazi esistenti, parallela ad una lettura ragionata delle funzioni e delle loro esigenze spaziali, ha permesso di arrivare per tentativi ad accoppiamenti tra spazi e funzioni, con un minimo di demolizioni, di nuove costruzioni, ed insieme con unminimo sovvertimento dell’immagine di partenza, della sua qualità evidente, quasi a voler raccogliere l’invito di Heidegger a ‘risparmiare’ l’esistente (nel saggio Costruire, abitare, pensare). Come nel caso della torre piezometrica di fianco alla villa, che disturbava la composizione per la sua diversità: è invece diventata il perno, il centro, una specie di mandala, che attira lo sguardo in modo irresistibile con curiosi effetti visivi: la ‘casa nera’ è contemporaneamente un buco nella vista delle due corti contigue, che rafforza il disegno, ed una ‘macchina’ che evoca immagini – dalla Kaaba al grande quadrato nero suprematista di Malevic – una presenza enigmatica che interroga il passante.

Itinerari di architettura_Alessandria  

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