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INFRASTRUTTURE MINIME

PICCOLE ARCHITETTURE RELIGIOSE NEL PAESAGGIO Margherita Valcanover

IAM - Politecnico di Torino

Chi frequenta la montagna sa perfettamente che edicole, cappelle, piccole chiese, croci costellano il paesaggio alpino in maniera, oserei dire, quasi universale. Questi elementi sono diventati nel corso del tempo dispositivi di riconoscimento in paesaggi vasti e talvolta anche molto severi. Oggi essi appaiono così lontani da quella tradizione religiosa cristiana (e non) che ha messo al centro il tema della propensione al divino attraverso l’ascesa. Sembra che questi oggetti siano stati posti per rassicurarci di due cose: la prima è che l’essere umano è già giunto fin lì e quindi non ci troviamo in un luogo totalmente sconosciuto, e la seconda è che la tensione dell’uomo verso il divino si spinge anche in montagna, e probabilmente quest’ultima è il luogo più vicino per farlo, soprattutto come posto fisicamente più lontano dall’urbe “contaminata”. La gallery qui presentata passa in rassegna alcune delle più recenti opere di architettura in campo religioso e/o spirituale. Se nelle epoche passate i symbola sono quasi sempre stati riconducibili alla tradizione cristiana, negli ultimi tempi questa connotazione è sempre meno evidente. Il fulcro non è più la rappresentazione figurativa, ma il coinvolgimento degli organi sensoriali, specialmente la vista, in una sorta di fascinazione mistica attraverso gli elementi naturali. La luce, da sempre collegata al trascendentale, e la focalizzazione sulla natura circostante sono diventati i protagonisti dell’esperienza spirituale/religiosa contemporanea. Già Frank Lloyd Wight si esprimeva così: «Nature is all the body God has by which we may become aware of him and understand his process». 54

Studio Associates, Cappella del Silenzio, Botticino, Brescia Questa è l’unica cappella “laica” della gallery, ed è situata nel mezzo dei boschi bresciani di Botticino. La comunità locale nel 2017 ha voluto costruire un luogo di spiritualità, immerso nel verde, per poter offrire a tutti un momento di contemplazione e di osservazione della natura. L’edificio, di colore nero, presenta forme archetipiche delle costruzioni montane; le sue dimensioni sono molto contenute (6 x 3 m). Un particolare interessante è costituito dalla cornice esterna che esce dal volume principale creando uno spazio sospeso. Innauer-Matt Architects, cappella alpina Wirmboden, Schnepfau, Austria La storia di questa cappella inizia nel 2012, quando una valanga entra nel borgo di Wirmboden e travolge, distruggendoli, alcuni edifici, tra cui la cappella originaria. Nel Bregenzerwald, una valle del Vorarlberg, la transumanza è ancora praticata, il bestiame è fatto transitare dai pascoli più bassi (Vorsäß) a quelli più alti (Alpe). Ogni Vorsäß ha la sua piccola cappella, e la comunità di Wirmboden decide di ricostruire, oltre alle stalle, anche la cappella tramite un processo partecipativo tra i contadini, allevatori e architetti. Nasce un edificio in calcestruzzo nelle cui casseforme sono posti alcuni conci di pietra della cappella originaria. La struttura della copertura è in capriate lignee, ricoperta da scandole di larice. Due tagli luminosi caratterizzano l’interno, uno nella zona absidale e uno lungo il colmo.

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ArchAlp 15  

Architetture minime

ArchAlp 15  

Architetture minime

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