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MISCELLANEA

COSTRUZIONI PER LA CULTURA Il convegno Alpi in divenire Margherita Valcanover

IAM - Politecnico di Torino

Il recente convegno, facente del progetto triennale “Alpi in divenire” e tenutosi ad Aosta al Palazzo della Regione lo scorso 11 novembre, è il secondo di una serie di incontri cominciati nel 2016 – e che dureranno fino all’anno prossimo -, sul tema della trasformazione delle Alpi. Si pone sulla scia del primo appuntamento, dedicato alla rigenerazione architettonica delle comunità di montagna. Questo secondo incontro si focalizza invece sul tema delle strutture aggregative di carattere socio-culturale. Il convegno, come l’intero ciclo del progetto “Alpi in divenire”, è curato da Francesca Chiorino e Marco Mulazzani e sostenuto dalla Fondazione Courmayeur Mont Blanc - Osservatorio sul sistema montagna “Laurent Ferretti”, insieme all’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta. Cuore teorico della mattinata è stato il lucido ed entusiasmante intervento di Marco Cuaz, professore di storia moderna all’Università della Valle d’Aosta. Il professore denuncia subito che il suo compito non sarà quello del progettista, ma quello del ricercare problemi attuali ma con radici nel passato. Si concentra sul binomio neve-sci, leggibile anche come cambiamento climatico-monocultura turistica, che pone la questione: cosa fare della montagna oltre la neve? Cuaz delinea percorsi e prospettive per il territorio alpino nell’ormai 76

sempre più realistico scenario di assenza di neve, ma anche ipotizzandone uno in cui lo sci non sia più di moda. La domanda è chiara: se non si potrà più sciare al di sotto dei 1500 m, e se la montagna non può essere musealizzata nella wilderness, come si può produrre ricchezza per questo territorio? Due le maggiori resistenze: quella della classe politica e quella della “tradizione”. Se la prima non è più in grado di predisporre programmi a lungo termine, la seconda non lascia spazio all’innovazione e ad una deregulation che sarebbe invece vitale per i “nuovi montanari”. Questi ultimi, unici attori che paiono in grado di recuperare in maniera produttiva e multifunzionale intere fette di territorio, da sostenere attraverso incentivi e strutture di ricerca a supporto. Il convegno segue poi con la presentazione di alcuni casi architettonici notevoli rispetto a queste tematiche. Il primo ad intervenire è Mirko Franzoso, che illustra la nuova Casa Sociale di Caltron, a Cles, Trento. Nata in seguito ad un concorso pubblico per architetti under 35, si definisce attraverso due elementi costruttivi della cultura locale: il legno (larice) e la pietra. Sita in posizione di soglia tra il centro abitato e i vigneti, la casa sociale vuole mediare questi due ambiti attraverso il disegno della sezione, l’inclinazione delle falde e il ritmo della composizione della 14

ArchAlp 14  
ArchAlp 14  

Architetture del welfare alpino

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