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PROCESSI E TERRITORIO

IL PROBLEMA DELLA SALUTE Innovazione organizzativa e integrazione socio-sanitaria Filippo Barbera, Giovanni Carrosio Università degli Studi di Torino

In Piemonte i comuni classificati come interni1 sono 457, poco meno della metà di tutti i comuni piemontesi. Come mostra la tabella 1, i comuni montani piemontesi sono a grandissima maggioranza (67,4%) aree interne: di conseguenza i comuni montani sono perlopiù lontani dai centri di offerta di servizi essenziali (cfr. nota 1). Nei comuni montani vivono 600.736 abitanti, 54.654 se consideriamo soltanto i comuni periferici e ultraperiferici, comuni nei quali la percentuale di anziani raggiunge il 28,33%. Questa presenza preponderante di anziani fa sì che i problemi socio-sanitari più importanti nei comuni delle aree interne/montane siano da un lato il tasso di ospedalizzazione evitabile molto elevato, dall’altro l’elevata percentuale di anziani che non vengono monitorati e non accedono alle cure. Entrambe le problematiche non sono dovute tanto alla perifericità dei comuni rispetto ai centri erogatori di servizi ospedalieri, quanto alla scarsa organizzazione del servizio e alla mancanza di un investimento sulla continuità tra ospedale e territorio e sull’integrazione socio-sanitaria. I dati raccolti dalla Strategia Nazionale Aree Interne mostrano però che se le aree interne hanno tassi di ospedalizzazione evitabile più alti rispetto alla media nazionale, ciò non implica una correlazione forte tra livello di lontananza dal polo più vicino e variabili-target. Per esempio, consideriamo il tempo (in minuti) che intercorre tra chiamata telefonica alla Cen24

trale Operativa e arrivo del primo mezzo di soccorso sul posto (Intervallo Allarme-Target). In Valle Maira il tempo medio è pari a 17 minuti, contro un valore medio italiano di 16 minuti. La “lontana” Valle Maira, quindi, non si discosta dalla media italiana in modo significativo. La salute nei comuni montani è anzitutto un problema organizzativo, da affrontare con interventi innovativi e politiche intelligenti: più che la distanza conta l’organizzazione del servizio e l’efficace organizzazione della continuità tra ospedale territorio e integrazione sociosanitaria. Nella Strategia Nazionale Aree Interne queste problematiche vengono affrontate attraverso la territorializzazione socio-sanitaria: l’introduzione della figura dell’infermiere di comunità, la creazione di ambulatori e presidi socio-sanitari territoriali, anche in collaborazione con le case protette, interventi per il mantenimento in salute degli anziani. Insieme a queste problematiche sulle fasce di popolazione anziana, nelle aree interne manca un sistema di welfare orientato ai giovani. Essi sono numericamente poco rilevanti e per questo tutti gli interventi in queste aree sono per lo più rivolti ad affrontare i problemi degli anziani. Tuttavia, senza un sistema di welfare orientato all’investimento sociale per le nuove generazioni, è difficile immaginare che le aree interne possano essere attrattive per nuovi residenti. Si tratta di organizzare servizi nuovi per futuri nuovi abitanti, scommettendo – assu14

ArchAlp 14  
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Architetture del welfare alpino

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