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CAMPIGLIO DOLOMITI ARCHITECTURE WORKSHOP Madonna di Campiglio tra passato e futuro Roberto Paoli

Architetto - Nexus associati

Come ritrovare il carattere di una stazione turistica di livello internazionale, smarrito con la crescita disordinata degli anni del boom economico? Questa è stata la domanda che ha originato il workshop di Madonna di Campiglio nell’estate appena trascorsa. Protagonisti sei giovani architetti provenienti da diverse scuole italiane e cinque tutors, sotto la direzione scientifica del professor Antonio De Rossi del Politecnico di Torino. Campiglio presenta molte contraddizioni e opportunità che la rendono un campo di ricerca stimolante. Da un lato, località alpina con un importante passato, frequentata dalla nobiltà asburgica, scelta per quattro volte consecutive come sede per lo svolgimento dei Littoriali

della Neve e del Ghiaccio, e successivamente come sede delle gare internazionali della 3-Tre. Dall’altro, la realtà attuale con le rinomate Dolomiti di Brenta e un comprensorio sciistico di grande richiamo, che convivono con un centro abitato disordinato e disgregato, risultato delle forti pressioni speculative che hanno caratterizzato gli anni del boom economico, del tutto carenti di un progetto di trasformazione urbanistica. Un territorio amministrato da due comuni, Pinzolo e Tre Ville, che si trovano in fondovalle rispettivamente a 13 e 30 km, e con gran parte del demanio di proprietà dei altri enti. Una situazione complessa che ha richiesto uno sguardo nuovo e una capacità di ascolto e di comprensione per poter sviluppare un’ipotesi

Fotografia aerea di Campiglio.

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ArchAlp 14  
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Architetture del welfare alpino

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