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PAESAGGI DELL’ENERGIA

FABBRICHE LUNGO I TORRENTI Fra memoria e progetto Maria Luisa Barelli

IAM - Politecnico di Torino

L’acqua costituisce uno degli elementi identitari più forti del paesaggio biellese, nel suo ruolo al tempo stesso fisico ed economico. Il ruolo di palinsesto che il sistema dei corsi d’acqua assume nell’ambito di questo paesaggio è ben evidente già nelle mappe prodotte a partire dal Cinquecento, come in quelle di J. Gastaldi (1555) o di G.A. Magini (1620), con rappresentazioni tanto imprecise e sintetiche quanto essenzialmente simboliche: i corsi d’acqua − da est a ovest i più importanti sono l’Elvo, il Cervo, lo Strona e il Sessera, sino al Sesia, entro il cui alveo le acque dei primi confluiscono −, ammagliano e rinserrano il sistema delle vallate e dei centri abitati, dalle montagne a nord, disegnate “a mucchio di talpa”, alla pianura. Altre carte, più di dettaglio − ne sono un esempio una corografia della Valle Mosso e Valle Strona risalente al sec. XVII1, e la Carta topografica disegnata dai misuratori Cantù e Borgiotti nel 1759-60 −, forniscono indizi sull’organizzazione di questi luoghi, e con essa su un intero sistema di vita: in alto, lungo i crinali delle valli, sono posizionati i centri abitati; in basso, lungo i torrenti, si allineano i mulini con le loro ruote. Sono mulini da granaglie, torchi da olio, fucine, cartiere, battitori da canapa e folloni da panni, strutture che, collocate in corrispondenza dei salti d’acqua, diventeranno in molti casi luogo di insediamento dei primi nuclei industriali lanieri. Proprio l’avvio, all’inizio dell’Ottocento, del processo di industrializzazione, con l’intro68

duzione delle prime macchine, produrrà – relativamente ai diritti d’uso delle acque – uno scontro con l’antica società agricolo-comunitaria e le sue regole, queste ultime destinate a soccombere di fronte all’avanzare di un nuovo modello di organizzazione economica e sociale. Lo sfruttamento dell’energia prodotta dalla caduta dell’acqua diventerà da allora una delle questioni cardine intorno alle quali gli industriali organizzeranno la propria attività, facendo i conti con la limitatezza e l’instabilità del regime torrentizio dei corsi d’acqua biellesi. I primi opifici pluripiano sorgeranno nel Biellese, perlopiù, nelle alte valli, in località di antica tradizione laniera, ma in aree lontane dai centri abitati, a fianco dei torrenti: aree raggiungibili, Gio Antonio Magini, Piemonte (Parte) (1620), particolare.

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