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PAESAGGI DELL’ENERGIA

ARCHITETTURE (NON) EVIDENTI Luciano Bolzoni

Architetto, Associazione ALPES

Viaggiando su una delle tante autostrade che solcano le Alpi il nostro sguardo incontrerà una stratificazione di elementi naturali e umani formata da vari livelli sovrapposti di prati e di colture, tagliati da strade secondarie e ferroviegiocattolo che uniscono e al tempo stesso dividono villaggi e foreste. In mezzo ai reticoli viari, sono sempre visibili case sparse, fabbricati agricoli e alpeggi posti un po’ più in alto rispetto alle borgate inferiori. E ancora saranno osservabili ponti che, partendo da alti costoni di roccia, accompagnano strade asfaltate e ferrovie sul versante opposto, gallerie che bucano la roccia, nelle quali le vie di comunicazione scompaiono per riapparire qualche centinaio

di metri dopo, a volte chilometri, sul versante opposto della montagna. Rallentando l’automobile o il mezzo in cui si viaggia, appariranno un po’ a sorpresa alcune evidenze umane prima invisibili o mimetizzate fra mille costruzioni non particolarmente eclatanti – capannoni su tutte – spesso situate sulla riva di un canale artificiale, qualche volta saldamente ancorate alla montagna nella quale entrano silenziose, in gallerie magari profonde centinaia di metri, per captare acqua ed energia. Si sta parlando dei tanti villaggi elettrici che animano le nostre vallate, non solo riscontrabili in alta quota ma anche presenti alle medie altitudini, mischiati nelle piccole

1908. Centrale di Tel (Lagundo, BZ).

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