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ACQUA COME PALINSESTO

RHONE 3

Rischi e opportunità per la città-territorio alpina Roberto Sega

Architetto urbanista, École Polytechnique Fédérale de Lausanne

Il fiume Rodano scorre nella sua alta valle – ovvero nel tratto svizzero tra Briga e il Lemano1 – lungo un percorso rettificato al centro della piana, costretto tra argini artificiali alti circa 4 m. L’attuale percorso alpino del fiume è il risultato di due successive “correzioni”, così difatti sono chiamati in Svizzera i progetti di indigamento e rettifilo del letto dei fiumi. Le opere, la cui realizzazione richiese più di trent’anni ciascuna, furono necessarie al fine di rendere coltivabile e abitabile nel tempo il fondovalle. Prima del XIX secolo il fiume scorreva libero nella sua piana. Il corso d’acqua cambiava più volte letto, aprendo meandri e bracci secondari, costringendo le popolazioni vallesane a

ripararsi ai bordi della piana e a edificare gli insediamenti urbani sopra i coni alluvionali2. Gli interventi di protezione contro le piene del Rodano erano attuati autonomamente da ogni comune. L’assenza di un disegno complessivo d’intervento creava problemi agli insediamenti posti a valle e la gestione dei rischi era materia di discordia tra le amministrazioni locali (Borgeat-Theler, 2013). La prima correzione (1863-1893) garantì la sicurezza idraulica dell’intero fondovalle permettendo, attraverso la bonifica, lo sfruttamento intensivo del territorio da parte dell’uomo3. I diversi nuclei urbani, complice l’arrivo della ferrovia, cominciarono a estendersi verso il cen-

La piana del Rodano. In primo piano il centro abitato di Riddes. Sull’altra riva il villaggio di Chamoson posto sul cono alluvionale della Lozentze. Al centro dell’immagine una cava di ghiaia ai bordi del fiume (fotografia di R. Sega).

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