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ACQUA COME PALINSESTO

I “RU”

Creatori dei paesaggi valdostani tradizionali Claudine Remacle Architetto

Fin da Basso Medioevo, i canali portatori di acqua e di vita hanno modellato il paesaggio agrario della Valle d’Aosta. Per iniziativa dei signori feudali e delle comunità vennero tracciati dei lunghi “ru” con lo scopo di intensificare queste coltivazioni sui versanti soleggiati della valle centrale. Le captazioni si trovavano in generale nelle valli laterali. Si pensa che la rete irrigua sia stata ampliata allora per rispondere a nuovi bisogni, principalmente per aumentare le superfici destinate a prato irriguo e alla vigna. Le trasformazioni dell’agricoltura, dopo l’epiEtroubles, rete fitta dei “ru” per l’irrigazione a scorrimento.

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demia di peste del 1349, sono caratterizzate da un cambiamento fondamentale: la prevalenza dei greggi di ovini e caprini è sostituita dalla supremazia delle mandrie di vacche e vitelli1. La crescita dell’erba, seguita dallo sfalcio, è la condizione necessaria allo sviluppo dell’allevamento bovino. Esiste dunque in questo momento una stretta correlazione tra il trend demografico e l’intensificazione agraria, frutto dell’irrigazione dei fondi2. Un equilibrio nuovo si verifica con alternanza di vaste zone irrigate ai piedi dei campi di cereali. E questo il tipo di paesaggio agropastorale che s’impone in Valle d’Aosta nel corso del XV secolo perché vengono allora privilegiati l’ibernazione dei bovini nelle stalle e il pascolo estensivo sulle terre all’abbandono. La costruzione dei “ru”, indispensabili per questa trasformazione di uso del territorio, è stata lunga e difficile: quaranta anni per il Ru Cortaud3, quello più famoso, costruito a partire del 1393. Nasce sotto il ghiacciaio di La Ventinaz a Ayas e percorre più di 25 km prima di raggiungere la metà, per irrigare i prati e le vigne della collina di Saint-Vincent, dopo aver passato il colle di Joux a più di 1500 m d’altitudine. L’utilità dei “ru” è riconosciuta dalla popolazione. Tra 1393 e la metà del XV secolo sono molto numerosi i canali creati ex novo o ricostruiti, richiesti ai signori dalle comunità stesse, o direttamente al Conte, poi, a partire del 1416, al duca di Savoia, Amedeo VIII: il Grand Ru Herbal di Sarre (1393), quello, con lo stesso nome, di Challand o d’Arlaz che porta l’acqua 13

Archalp 13  
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