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This book is the outcome of a creative team: Pietro Bagnara, Michele Comi, Nicola Noé, Sato Oi Art director & picture editor: Pietro Bagnara

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Graphic & space balance:

Sato Oi

Freehand drawing: Text: and:

Michele Comi Vinicio Stefanello Michele Comi Nicola Noé Fabio Palma Nicoletta Costi

Photo: and:

Claudio Piscina Pietro Bagnara Klaus Dell’Orto Diego Neonati

Photo cover (detail) by

Claudio Piscina

©2013 Melloblocco®

Printed in Italy da A.G.Bellavite, Missaglia (LC)

Copertina: elaborazione grafica di Sato Oi. pp 4 foto di Diego Neonati. pp 6 foto di Klaus Dell’Orto. pp 7 foto di Pietro Bagnara. pp 9 foto di Diego Neonati. pp 11 foto di Claudio Piscina. pp 167-169 foto di Michele Comi. pp 168 foto di Pietro Bagnara. Sfondi: elaborazioni grafiche di Sato Oi.

Edizioni: 2004 tutte le immagini sono di Claudio Piscina. 2005 tutte le immagini sono di Claudio Piscina. 2006 tutte le immagini sono di Claudio Piscina ad eccezione di Nicola Noé pp 47, 50, 51. 2007 tutte le immagini sono di Claudio Piscina ad eccezione di pp 65 in basso a dx di Stefano Scetti. La Valle foto di Roberto Moiola.

2008 foto di Giampiero Mazzoni pp 74, 78, 80, 81; Nicola Noé pp 75, 81; Andrea Corradi pp 71, 72, 74, 76-77, 79, 81; Roberto Riboldi pp 76, 77, 80. 2009 tutte le immagini sono di Claudio Piscina. Facce del Melloblocco tutte le immagini sono di Pietro Bagnara. 2010 tutte le immagini di Claudio Piscina e Diego Neonati ad eccezione di Klaus Dell’Orto pp106-107, 112, 114, 121, 122; Giordano Garosio pp121, 122; Nicola Noé pp 120, 124, 125. 2011 immagini di Klaus Dell’Orto pp 126-128, 132-133, 134, 139, 141, 142-143, 144, 145; Claudio Piscina pp 131, 136-137, 138, 144; Pietro Bagnara pp 134, 135, 138, 1 39, 140, 141; Diego Neonati pp 134, 135, 140, 141, 144; Matteo Mocellin pp 135, 139, 140, 141. 2012 immagini di Klaus Dell’Orto pp 147, 152, 153, 155, 156, 157, 160-161, 163, 164, 165; Pietro Bagnara pp 148-151, 152, 153, 154, 156, 157, 158-159, 162, 164, 165; Nicola Noé pp 165.

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MELLOINDICE Introduzione ... 5 Edizione 2004 ... 12 Edizione 2005 ... 26 Edizione 2006 ... 40 Edizione 2007 ... 52 La Valle ... 66 Edizione 2008 ... 70 Le locandine ... 82 Edizione 2009 ... 84 Facce del Melloblocco ... 96 Edizione 2010 ... 106 Edizione 2011 ... 126 Edizione 2012 ... 146 Edizione 2013 ... 166


Michele Caminati

Il grande libro di pietra

The Great Book of Rock

Con il Melloblocco è come se le rocce prendessero vita. In questo decennio migliaia di appassionati hanno accarezzato i ruvidi cristalli del granito della Val Masino e della Val di Mello e hanno contribuito a rendere vive queste rocce che diversamente andrebbero a rappresentare unicamente una mera contingenza della geologia o, peggio, una risorsa da consumare per farne materiale da costruzione. Incontri, emozioni e racconti si sono sovrapposti in una babele di lingue con il solo rammarico di essere volati via in un attimo. Centinaia e centinaia di blocchi sono stati riscoperti e svelati al giovane e colorato popolo del bouldering, sovente sottratti ai rovi e all’incolto che avanza, con un lavoro che simbolicamente va a sostituirsi alle antiche pratiche agricole di montagna che fecero di questa Valle un piccolo giardino delle Alpi. Il granito del Masino, testimone immutabile del tempo e dell’incredibile evoluzione geologica, tanto lenta quanto sconvolgente, non è altro che un enorme grappolo di cristalli uniti gli uni agli altri, formatosi a partire da un sistema fuso in via di raffreddamento, inglobato entro la superficie terrestre una trentina di milioni di anni fa alla profondità di qualche chilometro. Cristalli che si distinguono nitidamente, anche a occhio nudo, osservandoli sotto le dita arcuate che stringono l’appiglio. Alcuni sono biancastri, altri più piccoli, irregolari e trasparenti, si alternano con quelli più sottili e lineari ma scuri, assieme a quelli decisamente più grossi e chiari quasi rettangolari e sovente sporgenti. Poco importano i loro nomi. Meglio le sensazioni, a volte dolorose, come quelle che i grandi cristalli di feldspato potassico, sovente uniche piccole protuberanze esistenti, lasciano impresse nei polpastrelli, oppure il sottile gioco di equilibri che consente alla mescola delle scarpette di aderire su una placca completamente liscia, frutto di un’incredibile combinazione di spinta ed attrito. Se allarghiamo lo sguardo e ci chiediamo come mai tanti massi sono sparsi nei prati verdi della Valle, scopriamo che sono il frutto di ciclopiche frane e l’enorme Sasso di Remenno (uno dei più grandi monoliti d’Europa) costituisce il miglior esempio di quanto avvenne a partire dal ritiro dei ghiacci che colmavano la valle ancora “solo” 20.000 anni or sono. Massi di ogni forma e dimensione: alti, bassi, spigolosi o cubiformi, a volte arrotondati, quelli più piatti e aggettanti un tempo utilizzati come ricovero per il bestiame o elementi portanti di essenziali dimore rurali. L’ancestrale civiltà contadina, plasmata dalla coabitazione con la dura pietra, ha lasciato ovunque testimonianze uniche, con percorsi arditi lungo le crode, al confine tra escursionismo e arrampicata. Più in alto le pareti, grandi e piccole, sono interrotte da cenge popolate di boschi di faggio, maestosi guardiani delle placche più inaccessibili. Qui l’essenza dell’arrampicata (il bouldering) si evolve in altezza e nei tempi d’azione sino a raggiungere i luoghi alti dove è possibile percorrere le vie aperte dai nomi leggendari dell’alpinismo italiano, sulle tracce dell’alpinismo eroico, seguendo le orme di Riccardo Cassin, Alfonso Vinci e Giusto Gervasutti, stupendoci della grandezza delle loro geniali ed avventurose scalate, oppure affrontare le splendide vie neoclassiche aperte dai sassisti negli anni ‘70 del secolo scorso sulle lisce e improteggibili placche della Val di Mello. Mi piace pensare al Melloblocco come ad un grande libro di pietra, che sa distribuire conoscenza, ma prima ancora consente a tutti, indistintamente, un prelievo di felicità dalla natura e dai paesaggi grandi e piccoli, per riscoprire la propria essenza, più profonda e più degna grazie all’incontro con questi luoghi straordinari.

It is as if the rocks had come to life with the Melloblocco. In this decade thousands of fans have caressed the rough granite crystals of Val Masino and Val di Mello and contributed to making these rocks come alive - the same rocks which would otherwise be a mere contingence of geology or - even worse - a precious resource for the building industry. Meetings, feelings and tales have overlapped in a Babel of languages with the only regret that they have disappeared in the blink of an eye. Hundreds and hundreds of boulders have been rediscovered and unveiled to the young and colourful people of bouldering, often stolen from the advancing brambles with a work that symbolically mimics the ancient practices of mountain agriculture which made of this valley a quaint garden in the Alps. The Masino granite, unchanged witness of time and the incredible geological evolution – as slow as it is disruptive - is but a huge cluster of crystals which formed from the cooling of a fused system, encased within the earth surface about thirty million years ago, at the depth of a few kilometres. Crystals that can be singled out clearly, even with the naked eye, when crimping. Some crystals are whitish, others small, irregular and clear. They alternate with thinner, more linear and darker ones, as well as with larger and clear ones, almost rectangular in shape. Their names do not matter. Their feelings do, like the pain left in the fingertips by the large potassium feldspar crystals, often the only protrusions existing. Or the subtle balance game enabling the shoe rubber to adhere to a totally smooth slab, the fruit of an incredible combination of thrust and friction. If we broaden our view and wonder why so many boulders are scattered in the green meadows of the valley, we discover they are the result of colossal rockfalls and the huge Sasso di Remenno (one of the largest monoliths in Europe) is the best example of what happened when the glaciers that filled the valley “only” 20.000 years ago started to recede. Boulders of all shapes and sizes: high, low, sharp-angled or cubical, sometimes rounded. The flattest and most overhanging ones were used in the past as shelters for the animals or walls and ceilings of basic rural huts. The ancient agricultural civilizations, used to cohabiting with the hard rock, have left unique signs everywhere and created daring paths along the peaks, on the border between scrambling and climbing. Higher up the walls, large or small, are interrupted by ledges of beech woods, majestic guardians of the most inaccessible slabs. Here the essence of climbing, i.e. bouldering, evolves in height and extends in time to reach the heights where the routes opened by the legends of Italian alpinism start, on the traces of heroic alpinism, following in the footsteps of Riccardo Cassin, Alfonso Vinci and Giusto Gervasutti, leaving us in awe of their clever and adventurous climbs. Or one can opt for the marvellous neoclassic routes opened in the 70ies by the “sassisti” (the local boulderers) on the smooth and unprotectable slabs of Val di Mello. I like to think of Melloblocco as a great book of rock, capable of disseminating knowledge, but first and foremost enabling everyone - indiscriminately - to draw happiness from nature and its landscapes to rediscover one’s own deepest and most worthy essence, thanks to the encounter with these extraordinary places.

Dicembre 2012, Michele Poi, quando fu stanco, si fermò e si fece sasso. Antonio Boscacci

Comi

December 2012, Michele Translated by Nicoletta

Comi Costi

In the end, when he was tired He stopped And became stone. Antonio Boscacci


I tantissimi del Melloblocco Credo di poter affermare, senza tema di smentita, che è una grande, grandissima manifestazione: la Valle sprigiona gocce di energia pura, di voglia di riuscire, di stare insieme, come se enormi “asteroidi” esplodessero fuori dall’atmosfera per precipitare in frammenti sulla terra sotto forma di magliette di ogni colore, anno dopo anno, disseminati in ogni dove! Tanto da raccontare, dalla grande partecipazione di climber di tutti i livelli alla tanta gente che semplicemente guarda, da intere famigliole dedite al picnic sui prati all’incredibile numero di persone affascinate da questo piccolo gioiello di valle che magari vedono per la prima volta, dalla encomiabile maturità ambientale dei partecipanti alla presa di coscienza a favore della Riserva Naturale della Val di Mello, dalla rispettosa valorizzazione dei blocchi ad opera dei tracciatori al fatto che le navette sono il servizio più apprezzato dell’evento. Il “Melloblocco - Il raduno Internazionale di Sassisti” è un’idea nata nel 2003 e nel 2004 è stata organizzata la prima edizione dal Collegio Regionale Guide Alpine della Lombardia per poi passare al Comune di Valmasino ed infine alla guida dell’Associazione degli Operatori Turistici della Valmasino. Nel nome della manifestazione si richiama l’originaria denominazione di “sassismo”, movimento nel mondo noto come bouldering, che proprio in Val di Mello trovò le sue radici italiane negli anni ’70. La forza del Melloblocco? È che è il Melloblocco è per tutti e che tutti possono partecipare, dai giovani ai meno giovani, famiglie, bambini, dagli agonisti di Coppa del Mondo agli amatori ai diversamente abili, ad alpinisti e ghiacciatori e si sente ugualmente coinvolto anche chi è solo un semplice spettatore. È la formula del Melloblocco, non una competizione, ma un raduno in ambiente naturale che si svolge sui tanti massi sparsi nel magnifico scenario naturale dei prati e dei boschi delle splendide Val di Mello e Val Masino; un raduno in cui i numerosissimi partecipanti provano l’emozione di arrampicare con i migliori specialisti del mondo, provando insieme passaggi da semplici fino a più difficili. È che il Melloblocco che rispetta l’ambiente perché non utilizza strutture di alcun tipo, utilizza i massi esistenti nella posizione in cui sono, si avvale di professionisti esperti ambientali, agronomi forestali, geologi e guide alpine, è organizzato in collaborazione con ERSAF e la sola energia utilizzata è energia pulita … è quella dei muscoli dei partecipanti! Un gioiello che valorizza con semplicità le risorse della Val Masino, la bellezza della sua natura, l’ospitalità della gente e le strutture ricettive della valle. E’ stupefacente come queste migliaia di giovani e giovanissimi non lascino alcun segno del loro passaggio: nessuna carta, nessun rifiuto. Senza contare che l’appello a fermare le auto e andare a piedi o con i bus navetta predisposti dall’organizzazione è rispettato da tutti. E’ una storia che si ripete di anno in anno e che motiva ancor più la Val Masino e i suoi abitanti ad accogliere i melloblocchisti con uno spirito di assoluta amicizia e fiducia, tanto che il Melloblocco è ormai diventato uno dei simboli più belli di questa valle. Come non celebrare allora il vero cuore pulsante del Melloblocco, quella “base” di migliaia di boulderisti del fine settimana che affollano ogni anno i blocchi proposti e minuziosamente descritti da Simone Pedeferri con i suoi fidi collaboratori. Molti dei partecipanti non sono neanche veri blocchisti, ma arrampicatori e alpinisti prestati ai blocchi solo per l’occasione. Lo si capisce perché sono sprovvisti della tipica gobba che denota lo specialista, quel crash-pad che al Melloblocco non è essenziale perché sotto ad ogni problema è normale incontrare qualcuno disposto a condividere il suo materasso in cambio di una reciproca parata.

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Con questi ci sono i grandissimi, i più forti specialisti al mondo di tutte le discipline della montagna, della roccia, corda e boulder e dell’arrampicata sportiva che onorano il Melloblocco della loro presenza numerosi ad ogni edizione. Non solo per loro, ma per stimolare tutti i più motivati, ad ogni edizione vengono scelti alcuni passaggi per bellezza e difficoltà - da medio-alta ad estrema - su cui viene posto un montepremi da dividersi tra chi riesce a risolvere il passaggio. Così nascono i “Blocchi del Melloblocco” ormai patrimonio del sassismo della Val di Mello e della Val Masino. Questo è lo spirito del Melloblocco, del più grande happening di arrampicata in ambiente naturale mai organizzato. Gli iscritti sono quanto mai diversi per età e per capacità, perché la formula del raduno permette di partecipare tutti con la stessa determinazione, ciascuno al proprio livello, su passaggi di IV o su blocchi estremi di 8B/C. Il popolo del Melloblocco è composto per circa la metà di arrampicatori di età compresa tra i 20 e 30 anni, che diventano i tre quarti estendendo l’età dai 20 ai 40 anni; le donne rappresentano un quarto degli iscritti totali e gli stranieri sono in media uno su cinque e negli anni hanno rappresentato in totale una sessantina di nazioni. I gruppi più numerosi, italiani a parte, sono nell’ordine Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Austria, Russia e Svizzera. Un crogiuolo di lingue quindi, ma anche di dialetti: è stupefacente come il movimento Melloblocco attiri arrampicatori da tutte le provincie italiane in ugual numero del Nord, del Centro e anche del Sud, isole incluse. “È impossibile non essere partecipi di tanta bellezza. Come, per un appassionato di arrampicata, è impossibile non partecipare ed essere protagonista del Melloblocco e del suo clima di festa e felicità Lo dimostra anche l’ormai classica festa del sabato sera, in centinaia si lasciano trasportare al ritmo di piccoli gruppi acustici, in migliaia a ballare scatenati con la musica del grande concerto, il cuore della serata. Poi si continua ancora, chi per arrampicare sull’incredibile boulder interattivo tra giochi di luce e suoni come in una sorta di videogame del tutto reale però, chi ormai a notte fonda per tentare l’impossibile “arrampicata in volo” sul pannello dei lanci” (V. Stefanello). Ed anche in questo caso il Melloblocco si propone come un piacevole momento aggregante per il mondo giovane e sano degli arrampicatori. Poi arriva la domenica, quella che una caotica regia ha disposto per calare il sipario sulle giornate folli del bouldering mondiale. La mattina la Valle si risveglia dopo la grande festa e incredibilmente si ricomincia, gli arrampicatori ancora una volta si caricano sulle spalle i loro crash-pad e riprendono il gioco, tornano sui massi della Valle per gli ultimi tentativi per chiudere il passaggio tanto desiderato. Poi viene il momento del commiato, tutti insieme sul prato del Centro della Montagna, per acclamare chi ha chiuso i blocchi più duri e nella speranza di vincere i premi ad estrazione che le aziende offrono con inusuale generosità, proprio in ossequio di questo popolo festoso. Quando l’ultimo premio, il più importante, viene assegnato, una sottile vena di malinconia assale il melloblocchista, perché realizza che è proprio finito, ma poi un altrettanto prepotente pensiero lo consola … l’arrivederci all’anno prossimo, alla prossima edizione che sarà, è una certezza, sempre più bella di quella precedente. Gennaio 2013, Nicola

Noé Mauro Calibani

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The bouldering crowds of Melloblocco I believe it is safe for me to say that Melloblocco is a huge event during which this sleepy, almost secret valley at the foot of the Alps suddenly becomes alive in a meteoric explosion of pure energy, animated by the desire of the climbers to succeed and equally important, to be together. The climbers with their t-shirts in every colour fill the valley like asteroids dropped in from every corner of the universe, so many stories to be told, from the anticipated participation of world class climbers to the raw excitement of those for whom this is just the beginning. Then there’s the crowds of folks who are simply there to watch, families gathered in picnicking flocks, the multitudes of people who are mesmerized by the beauty of this hidden mountain jewel that they perhaps are seeing for the first time. Equally commendable is the environmental sensitivity demonstrated by the participants and their growing support in favour of the Nature Preserve in the Val di Mello, the respectful appreciation of the boulders by the setters and the efficient shuttle bus services so much appreciated by event participants. “Melloblocco - Raduno Internazionale di Sassisti” (International Boulder Meeting) was born as an idea in 2003 and its first edition was organized in 2004 by the Lombardy Regional Board of Alpine Guides. Melloblocco was subsequently organized by the Valmasino Municipality and recently by the Valmasino Tourist Operators Association. The event full name recalls the original Italian term “sassismo” instead of the English “bouldering”, to celebrate the Italian movement born in the 70ies in Val di Mello. The strength of Melloblocco? Melloblocco is for everybody and anyone can take part in it, the young, the not-so-young, whole families, children, World Cup athletes and amateurs, people with handicaps, mountaineers, ice-climbers; even the people who just come to watch feel equally involved. Melloblocco is not a competition but a meeting in a natural environment taking place on the many boulders scattered in the beautiful meadows and woods of Val di Mello and Val Masino; a meeting where crowds of participants feel the unique emotion of climbing with the best world specialists, attempting together easy and extreme boulder problems. Melloblocco respects nature, it needs no structure to be built, only the existing boulders; it is organised with the help of environmental experts, agronomists, geologists, Alpine Guides and the Authority for Agriculture and Forestry (ERSAF). The only energy it uses is clean, being produced by the boulderers’ muscles! Melloblocco is a jewel that highlights the resources of Val Masino, its beautiful nature, friendly people and comfortable accommodation. It is surprising to see thousands of young and extremely young people leave no sign of their presence, no litter, no waste. They all respect the appeal not to use their cars and instead walk or take the shuttle buses laid on by the organisers. This has been going on year after year and it is one of the reasons why the Val Masino inhabitants welcome Melloblockers in a warm and friendly way, so that Melloblocco has now become one of the most positive symbols of the valley. How can we not celebrate the true beating heart of Melloblocco, the thousands of week-end boulder lovers who crowd every year the boulders proposed and meticulously described by Simone Pedeferri and his faithful collaborators? Many participants are not even true boulderers but climbers or mountaineers who devote themselves to bouldering only for the occasion. You can easily single them out as they lack the specialists’ typical “hump-back”, i.e. they do not carry a crash-pad

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on their back. But this is not a major problem, either, because when you decide to attempt a boulder problem you normally meet people who are willing to share their crash pads in exchange for some spotting. At the other extreme are the top boulderers, the strongest world specialists in mountaineering, rock climbing, sport climbing and bouldering who enthusiastically take part in every edition of Melloblocco. For them and for all highly-motivated athletes, new problems – beautiful and very/extremely difficult lines - are chosen for every edition with price-money that is split between the people who top them out. This is how the “Melloblocco boulder problems” come to life and become part of the Val di Mello and Val Masino bouldering heritage. This is the spirit of Melloblocco, the biggest outdoor bouldering happening ever organized. Participants have very diverse ages and skills, as the Melloblocco formula welcomes boulderers who struggle on French 5A to top specialists attempting 8B/C. About half the Melloblocco people are in the age group 20 - 30, three quarters in the 20 – 40. Women account for one fourth of the total and non-Italians are on average one out of five, representing over 60 countries over the years. The most numerous groups – excluding Italians – come from the following countries: France, UK, Germany, Spain, Czech Republic, Austria, Russia and Switzerland. A melting-pot of languages and of local dialects: it is surprising how the Melloblocco movement attracts climbers equally from all Italian provinces, from the North, Centre and South, including the two main islands. “It is impossible not to be taken in by so much beauty. Just like it is impossible – for those who love climbing – not to take part and be a protagonist of the Melloblocco and its happy festive atmosphere. The classic Melloblocco party on Saturday evening is a case in point. Thousands gather for the party. Some let themselves be transported by the rhythm of the acoustic bands. Others dance wildly to the music of the main concert, while others continue to climb on the incredible interactive boulders made of light and sound like in some sort of video game, only that here it is all completely real. And there are some who attempt the impossible dynos into the dark of night” (V. Stefanello). And here, too, the Melloblocco becomes a great occasion for the young and healthy world of climbers to get together. Alas Sunday arrives, the curtain drop calling an end to the mad days of international bouldering. The valley wakes up after the last big party, but incredibly the climbers are ready to start over. They haul their crash-pads back to the boulders and go at it one more time, giving it all in their last attempts to send the problem. The time for farewells arrives, the crowd is amassed on the grass of the Mountain Service Centre, cheers go up to those who have topped the hardest boulders while others hope to win one of the generous prizes offered by the sponsors to reward the efforts of the passionate bouldering people. When the last and most prestigious award is handed out, a veil of sadness sinks in to the heart of the Melloblocker because the show has really come to an end. The sadness cannot last, it’s already time to look ahead and say “arrivederci” to the next meeting, sure to be better than the last! Gennaio 2013, Nicola

Noé Costi and Giulia Bencini

Translated by Nicoletta


Stefania De Grandi su Zero in Condotta

2004 Melloblocco: un grande successo! E’ stato (probabilmente) il più grande e spettacolare meeting europeo di arrampicatori mai realizzato! Erano in 320 i boulderisti-sassisti (dai campioni agli appassionati) che hanno risposto all’appello delle Guide Alpine della Lombardia per il Melloblocco, il raduno internazionale (non agonistico) di “sassisti” in Val di Mello, bellissima laterale della Val Masino, in provincia di Sondrio. Un piccologrande-multicolore-sorridente (ed educato!) “mucchio selvaggio” a cui si sono uniti centinaia di spettatori-arrampicatori non iscritti, per una sorta di Woodstock del boulder tra gli splendidi massi, il verde e l’aria di una delle valli più belle delle Alpi. Che dire? mai visto tanti scalatori in poche centinaia di metri quadrati, in un’atmosfera così entusiasta. Prima di dare un commento tecnico è da sottolineare che in due giorni di frequenza altissima i rifiuti lasciati sono stati pochissimi e peraltro più frutto di dimenticanze che di maleducazione. Direi che i praticanti boulder hanno dato una bella lezione ai falesisti, agli alpinisti e ai turisti domenicali.

Melloblocco: a great success! It was probably the largest and most spectacular European climbing meetings ever! About 320 boulderers (top athletes as well as amateurs) responded to the call from the Lombardy Mountain Guides for the Melloblocco, the international (non-competitive) bouldering meeting in Val di Mello, a beautiful side valley to Val Masino, in the northern province of Sondrio. A small-largecolourful-smiling (and respectful!) “wild bunch” followed by about a hundred non-registered onlookers and climbers created a sort of Woodstock amongst the incredible boulders, green meadows and blue skies in one of the most beautiful valleys in the Alps. Well what can I say? I’ve never seen so many boulderers grouped together in the space of just a few hundred square metres, enjoying such a merry atmosphere. And before providing a technical analysis, I’d like to point out that, during the two extremely crowded days very little rubbish was left behind and what remained was the result of forgetfulness rather than disrespect. I’d say that boulderers taught rock climbers, mountaineers and weekender tourists a lesson.

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Dal punto di vista tecnico la prima osservazione è che i problemi tracciati erano all’altezza della situazione: Simone Pedeferri aveva previsto esattamente su quali blocchi sarebbero riusciti in tanti e su quali in pochissimi. L’unica imprevedibilità è l’assoluta scioltezza con cui Chris Sharma ha salito flash passaggi su cui gli altri fuoriclasse o non sono passati o hanno dovuto stringere i denti. Qualcuno dei big non era al top della forma (il simpaticissimo Tony Lamprecht, per esempio), qualcuno a completo disagio per gli spettatori (Dave Graham su tutti), qualcun altro ha impressionato per la forza (Mauro Calibani) e la tenacia (il bravissimo Cristian Brenna, ormai anche boulderista top a tutti gli effetti). Molto bravo anche Stefano Alippi, elegante e sciolto il giovane Paolo Leoncini. E poi tanti altri nomi più o meno famosi che davano spettacolo semplicemente provando anche linee più semplici. Faceva effetto vedere Francois Lombard, appena reduce da un inverno interamente passato sugli sci, divertirsi come un principiante su problemi intorno al 7B, saliti comunque con una grazia sopraffina. Un po’ in difficoltà le donne, fra cui la più brava è stata Stefania De Grandi. Alcune scene erano veramente divertenti: come è possibile, vedendoli affiancati, che Lamprecht (presumo oltre gli 80kg, spalle da mediomassimo, qualche rotolino di pancetta) e Graham (fisico da maratoneta o ciclista) pratichino la stessa disciplina? L’arrampicata è proprio diversa da tutti gli altri sport. Con la sistemazione della zona per il “Melloblocco” Simone Pedeferri e gli amici Christian Gianatti, Max Bosetti e Andrea Pavan, hanno dato vita a più di 150 nuovi passaggi dal 4 all’8A+ e alcuni non risolti e tutti i blocchi a premio sono novità assoluti per la Valle. Per la Val di Mello è stato un successo mediatico senza precedenti:

Graham ha esclamato: è uno scandalo che nessuno mi abbia mai parlato di questo posto! E ad uno stupito Simone Pedeferri ha chiesto lumi sulle vie del Qualido e ad altri su boulder con almeno due ore di cammino il gruppo dei francesi ha persino chiesto i prezzi dei rustici nella valle ... la Valle era al massimo splendore, complice le abbondati nevicate primaverili. Di posti così, mi diceva Lombard, in Europa non ne aveva mai visti! Per uno come lui, ormai polivalente nel vero senso della parola, vedere vie di 400 metri, migliaia di boulder, aree di cascate di ghiaccio, monotiri di ogni difficoltà, e pareti a 3000 metri, il tutto entro minuti o 3 ore di sentiero al massimo, era sconvolgente. Detto da uno che abita all’Argentiere, dove falesie e vie in quota convivono comunque a poca distanza. Chi ha avuto l’idea penso si stia crogiolando in una soddisfazione meritatissima, chi ha pulito i nuovi passaggi non può che sentirsi orgoglioso di quanto successo. E per il bouldering in sé è stata una grande vittoria di stile: difficile storcere il naso sul suo significato quando si vedono decine di ragazzi superare con maestria ed eleganza movimenti di grande difficoltà. Se è vero che alcuni gesti sono chiaramente propri del bouldering, è anche evidente che ci sono problemi e linee che in falesia e persino in parete si ignorano volutamente ma che in realtà sono già superabili da moltissimi. In Val Masino e in Val di Mello ci sono linee estreme di ogni lunghezza e altezza, il 10a è solo una questione di applicazione ... Maggio 2004, Fabio Palma (da planetmountain.com)

Christian Core su Vascelli Vagabondi

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Melloblocco® 2004

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Melloblocco 8-9 maggio 2004 Partecipanti / Participants Iscritti / Registered: 354, Italiani / Italians: 338, Stranieri / Foreigners: 16 (from 7 Countries), Donne / Women: 65, Uomini / Men: 289, Presenze in Valle / People in the Valley: 600

Aree del Melloblocco e Tracciatura / Melloblocco areas and Boulder setting Val di Mello; Simone Pedeferri (ITA)

I blocchi a premio / Prize boulders Donne / Women (n. top/flash):

Il Quadrifoglio (Val di Mello) 7C 0 (0), El Vuelo (Val di Mello) 7B 0 (0), Skate Board (Val di Mello) 7A/B+ 1 (0), Zero in Condotta (Val di Mello) 7A/B 3 (0), Brutalistas (Val di Mello) 7A+ 2 (0)

Uomini / Men (n. top/flash):

Ul Mustru (Val di Mello) N.L. 0 (0), La M (Val di Mello) 8A+ 3 (1), La Forchetta (Val di Mello) 7C+ 12 (1), Melloblocco (Val di Mello) 8A 6 (1), Non Rompete l’uovo (Val di Mello) 7C 8 (0), Vascelli Vagabondi (Val di Mello) 7B+ 21 (3)

Chi ha salito più blocchi a premio / Who sent more Prize boulders Donne / Women (n. top/flash):

Stefania De Grandi (ITA) 3 (0), Liv Sansoz (FRA) 2 (0), Giulia Giammarco (ITA) 1 (0)

Uomini / Men (n. top/flash):

Chris Sharma (USA) 5 (3), Mauro Calibani (ITA) 5 (2), Cristian Brenna (ITA) 4 (0), Stefano Alippi (ITA) 4 (0), Christian Core (ITA) 3 (0), Michele Caminati (ITA) 3 (0), Paolo Leoncini (ITA) 3 (1)

Altri personaggi presenti / Other VIPs attending Antony Lamiche (FRA), Dale Bard (USA), Dave Graham (USA), Francois Lombard (FRA), Fred Tuscan (FRA), Gabriele Moroni (ITA), Melissa Lacasse (CAN), Toni Lamprecht (GER) Marzio Nardi (ITA), Valter Vighetti (ITA), Matteo Gambaro (ITA), Claudia Battaglia (ITA)

From a technical point of view I’d say that the new problems were quite simply perfect: Simone Pedeferri had ably foreseen which problems would be sent by many and which by only very few. The only unforeseeable element was how easily Chris Sharma would flash those problems the other top climbers either failed on completely or had to fight hard to send. Some of top climbers weren’t on their best form (such as larger than life Toni Lamprecht), some felt ill at ease with the large crowds of spectators (Dave Graham above all), others were impressively strong (Mauro Calibani) or determined (read excellent Italian sports climber Cristian Brenna, now also a world-class boulderer). I particularly enjoyed watching clever and experienced Stefano Alippi, elegant and young Paolo Leoncini as well as the many other famous and not-sofamous climbers who put on a fantastic show while attempting even the easiest problems. It was great to watch Francois Lombard - who had spent the whole winter skiing – have fun just like a beginner, topping 7B problems with his usual unequalled grace. The ladies had a bit of a tougher time, led by top Italian boulderer Stefania De Grandi. Some scenes were definitely amusing: seeing the two of them climb together, I wondered how on earth Toni Lamprecht and Dave Graham can both excel in the very same sport - the former presumably weighs more than 80 kilos and his shoulders look like those of a heavyweight boxer; the latter might just as well be a marathon runner or a professional cyclist. Climbing really is different compared to all other sports. For the Val di Mello the Melloblocco proved an unprecedented media success. David Graham said it was odd no one had ever told him about this area and he asked a surprised Simone Pedeferri about the routes up on the Qualido big wall; he also enquired about boulders that take almost

two hours to reach. The French bunch asked for price of huts in the valley … The valley was at its very best, thanks also to the abundant spring snowfalls. Francois Lombard told me he hadn’t seen anything similar in Europe! It was awesome for him – devoted to so many different specialties – to find 400-metre-high routes, thousands of boulders, ice-climbing areas, single-pitch climbs of all difficulties and massive rock faces at an altitude of 3000 metres, all within a few minutes to 3-hours’ walk at most. It’s worth noting that Lombard lives in L’Argentière in France, where single-pitch crags and high-altitude routes abound. Those who first came up with the idea of Melloblocco are surely enjoying some well-deserved satisfaction, those who selected and brushed the new problems can certainly be proud of their success. Above all though, it was a great victory for bouldering: it’s hard to turn your nose up at its greater meaning when you see dozens of youngsters gracefully and artfully pull off some extremely difficult moves. While it’s true that some moves belong to bouldering only, it is clear that there are problems and lines at crags and on multi-pitch routes that are consciously being ignored but which could already be climbed by many. Val Masino and Val di Mello host extreme lines of all shapes and sizes and 10a is only a matter of dedication …

May 2004, Fabio Palma (from planetmountain.com) Translated by Nicoletta Costi


Mauro Calibani

Giulia Giammarco

Anthony Lamiche


Mellow … “Penso che questo Melloblocco sia grande, è davvero mellow” (mellow come dolce, caldo e mite insieme). Un evento come questo promuove questo bellissimo atteggiamento, non quello di essere il numero uno. E’ bello vedere gente che prova blocchi facili, blocchi duri, gente che scala insieme, si para a vicenda: è la strada giusta”. Chris Sharma - video Petzl 2005 Mellow … “I think Melloblocco is good, really mellow. I think an event like this promotes a good attitude and not to be number one. It is nice to see people trying easy stuff and hard stuff, people climbing together, spotting each other, it is the good way of climbing”. Chris Sharma - Petzl video 2005

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Melloblocco® 2004

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Stefano Alippi su Non rompete l’uovo

Dave Graham su La M e Tony Lamprecht

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Melloblocco® 2004

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Cristian Core

Precipizio degli Asteroidi

Dave Graham e Stefania de Grandi

Claudia Battaglia

Chris Sharma


2005 Mille e più Melloblocco Impressioni da Melloblocco. Domande (per mille e più risposte), tante quanti i boulder che non risolverai mai. Ritmi che si rincorrono lenti, come pensieri tra le nuvole. Tanti i colori, tanti che gli occhi si fan pieni per prenderli tutti. La valle s’è vestita di tonalità calme, tranquille. Dell’irreale verde dei prati, punteggiati di roccia. Di giallo, tanto giallo e ancora giallo. Tutto uguale e tutto diverso, come i mille e più che l’indossavano. E poi, in alto, c’è quel bianco immobile, che precipita, che curva e ri-precipita. Avete mai visto una cascata sospesa, che curva e poi dritta s’inabissa a valle? Avete mai sentito l’acqua che canta proprio per voi? Per i mille e più che sono attorno a voi?

A thousand and one Mellobloccos Impressions from the Melloblocco. Questions, just as many as the boulder problems you’ll never solve. Colours, so many that the eyes bulge to register them all. The valley is dressed in calm, tranquil colour tones. From the surreal green fields, capped with boulders. To yellow, yellow, and yellow once again. All identical yet all unique, like the thousand and one climbers dressed in yellow. And from high above there’s that immobile white, a precipitating line that twists, cascades and turns. Have you ever seem a waterfall that curves before straightening out and falling headlong down into the valley? Have you ever heard water that plays a tune just for you? For the thousands close to you?

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Gabriele Moroni su Il Grande Yoghurt

C’è qualcosa che non afferri negli occhi di questa valle. C’è qualcosa che intuisci e senti negli occhi di chi ti guarda, di chi soppesa il passaggio, di chi accarezza gli appigli. Cerchi di comprendere. Ma non c’è nulla da afferrare, da risolvere. C’è solo da guardare. Da trovare la sequenza che ti riporti in cima alla tua roccia, magari solo con la fantasia. Mille e più sguardi che s’incrociano. Tanti pensieri. Tante parole. Mille e più “ciao-come-stai” s’intrecciano, s’abbracciano, si lasciano, si ritrovano. E scopri che ancora sorridi, che anche gli altri sorridono. E poi, quanto silenzio! Confortante, tranquillo silenzio, pieno di discorsi solo accennati, ma che (per una volta) ti sembra di comprendere, di accettare. Ritmo lento. Mellow. Melloslow. Melloblocco di tutti. Di chi si gode il sole e di chi sale il lento e bellissimo sentiero che porta all’eden di prati e roccia. Oggi i boulderisti fanno oh... C’erano mille e più crash pad, tutti pronti ai morbidi atterraggi per incalcolabili voli. C’erano mille e più crash pad che non avevano nome, a disposizione di tutti. C’erano tante mani che si levavano, senza alcun comando. Tutte a proteggere chi cercava la sua sequenza tra la roccia. Non importa chi fosse, se era difficile il suo problema, se era un amico o uno dei mille e più. Al Melloblocco non si fanno troppe domande. E i mille e più sembrano non avere alcuna fretta. Non hanno limiti di tempo, solo la loro voglia comanda cullata dalla musica della Valle. Non hanno età. I boulderisti del Melloblocco hanno dai due ai sessant’anni. Hanno mille e più età. Vengono da tante nazioni diverse. Ci sono quelli che la Valle l’hanno eletta a casa, e quelli che la Valle la vedono per la prima volta. Ci sono tutte le taglie possibili (il lungo, il corto, il pacioccone), tutti i gradi possibili (il facilissimo, il medio, il difficile e l’impossibile) perché siamo tutti bravi e tutto è relativo qui al Melloblocco. Ci sono i miti, quelli che hai visto solo sulle foto. E ci sono quelli che sono un mito perché non sai come fanno a risolvere ciò che tu (con 30 chili in meno, con 10 anni in meno, con un sacco di esperienza in più) non sai nemmeno comprendere. Siamo in tanti e non sembriamo così tanti. Ogni scultura di granito, ogni roccia è una storia, un angolo per piccole-grandi comunità che si formano, si sciolgono e si ri-formano. Senza

fretta si visitano tutti gli angoli del paradiso. Si ciondola, si soppesa la meta. Si guarda la mappa del tesoro. Una bellissima cartina, incomprensibile come quel passaggio che continua a respingerti, e chiarissima come il boulder che hai appena risolto. Il pellegrinaggio è continuo. Gli incontri si succedono. Si ripetono, e ogni volta è come la prima volta. L’aria del Melloblocco porta sussurri inafferrabili come l’arcobaleno. Flash da Melloblocco. Come lo spirito sorridente di Simone che incontri per un attimo mentre vaga (invisibile) a vedere i blocchi che ha inventato. Come i tantissimi di cui vorresti raccontare, dire. Come quei quattro ragazzini stretti attorno alla loro roccia. Per prima parte la più grandicella. Appiglio, appoggio, si alza... mentre la più piccola della banda le sussurra: “Dai, magari diventi la campionessa mondiale”. Fatalità, sullo sfondo della scena, c’è proprio la campionessa del mondo che si gode (ignara) tutto il sole della Valle. Qui risolvere i blocchi sembra proprio la cosa meno importante. Anche se credo che nessuno sappia veramente quale sia la cosa più importante, quella che desidera di più oggi. Forse è quel passaggio che vedi fare a tutti, e che alla fine provi ma non ti riesce. Forse è tutta questa gente. Forse è tutta questa calma che non ti spieghi. Come non ti spieghi com’è possibile che tutti ti sembrino così gentili, come tutti siano così disponibili. Risposta non c’è o forse (chi lo sa?) sarà ancora nascosta in qualche passaggio non visto, non provato, mai sognato. Una cosa è sicura della mia prima volta in Valle: il Melloblocco, la Val di Mello, non si può scordare, apposta siamo venuti in mille e più. Maggio 2005, Vinicio Stefanello (da planetmountain.com)

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There’s something that cannot be grasped in the eyes of this valley. Something you perceive and feel in the eyes of who looks at you, of who tries the moves, who caresses the holds. You try to understand. But there is nothing to grasp, nothing to be resolved. All you can do is look. And find the sequence that leads you to the top of the boulder, perhaps even only in your mind. A thousand plus glances that cross each other. So many thoughts. Words. A thousand plus “hi-how-are-you” interlace, embrace, find each other once again. And you discover that you still smile, that the others smile too. And then, how silent it all is! A comforting, tranquil silence, full of discussions just touched upon but which, for once, you feel you comprehend, accept. Slow rhythm. Mellow. Melloslow. Melloblocco for all. For those who enjoy the sun and for those who slowly walk up the beautiful path the leads into this Eden of fields and boulders. Today belongs to the boulderers ... There were a thousand and one crash pads, all ready to soften the landings from the innumerable falls. There were a thousand and one crash pads without a name, free for all. Hands that spotted, without needing to be asked. All there to protect who was trying to find their sequence. It was irrelevant who the climber was, whether the problem was difficult, whether he was a friend or she was one of the a thousand plus. Not too many questions were asked at the Melloblocco. And the one thousand and one seemed to be in no hurry whatsoever. They had no time limit, they were simply driven by the music of the valley. They are ageless. The boulderers at the Melloblocco are aged two to sixty. And are a thousand and one years old. They come from many different countries. Some have chosen the valley as their home, others see the valley for the first time. They come in all shapes and sizes (tall, short, chubby ...), climb all grades currently on the bouldering scale (easy, mid, difficult, impossible ...) and all are great because everything is relative here at the Melloblocco. The mythical figures are here, those that you’ve only ever seen in photos. And there are those who are mythical because you don’t understand how they manage to climb the problem that you (30 kilos lighter, 10 years younger, and much, much more experienced) can’t even begin to comprehend.

There are many of us yet we don’t seem that many. Every granite sculpture, every boulder has its own story to tell, they are all niches for small communities that form, dissolve and re-form. The corners of this paradise are slowly discovered. The treasure map is carefully analysed. A beautiful map, as incomprehensible as the moves that continue to repel you, as clear as the boulder you’ve just climbed. The pilgrimage is relentless. Chance meetings continue. And repeat themselves. And every time is just like the first. The air that surrounds the Melloblocco brings with it whispers, as elusive as rainbows. Brief flashes from the Melloblocco. Like the smiling spirit of Simone, who you meet for an instant whilst he wanders, invisible, to look at the boulders he’s invented. Like the many anecdotes you’d like to recount. Such as the four youngsters beneath their boulder problem. The oldest starts off first. Handhold, foothold, just as she lifts off... the smallest whispers to the others “go on, perhaps you’ll become world champion ...” And as it happens, the reigning World Champion appears on the scene, ignorant of what has just happened, blissfully enjoying the sun in the Valley. Climbing the boulder problems seems to be the least important thing, even if I’m unsure as to whether anyone really knows what is really important, other than what they really want today. Perhaps it’s that boulder that everyone manages to do, and at the end of the day you try but fail. Perhaps it’s all these people - perhaps it’s this inexplicable calm. This inexplicable kindness, gentleness. There are no answers to these questions, or perhaps the answers lie hidden in some unseen problem, untouched, never yet dreamed of. One thing is certain after my first trip into the Valley: the Melloblocco and Val di Mello cannot be forgotten. It’s for this that a thousand and one of us came here. May 2005, Vinicio Stefanello (from planetmountain.com) Translated by Nicholas Hobley

Melloblocco 7-8 maggio 2005 Partecipanti / Participants Iscritti / Registered: 822, Italiani / Italians: 716, Stranieri / Foreigners: 106 (from 22 Countries), Donne / Women: 168, Uomini / Men: 654, Presenze in Valle / People in the Valley: 1.500

Aree del Melloblocco e Tracciatura / Melloblocco areas and Boulder setting Val di Mello; Simone Pedeferri (ITA)

I blocchi a premio / Prize boulders Donne / Women (n. top/flash):

A.M.M. 7A+ (Val di Mello) 13 (3), Devil and Dust (Val di Mello) 7A+ 13 (6), Moby Dick (Val di Mello) 7A 17 (3), Ti Spalmo di Miele (Val di Mello) 6C+ 19 (7)

Uomini / Men (n. top/flash):

Antropos (Val di Mello) 8B 0 (0), L’elefante Marino (Val di Mello) 8A+ 1 (0), Darth Vader (Val di Mello) 8A 1 (0), Nel Bianco (Val di Mello) 8A 11 (0), Il Grande Yoghurt (Val di Mello) 7B+ 51 (9), Piatto Freddo (Val di Mello) 7B 70 (8)

Chi ha salito più blocchi a premio / Who sent more Prize boulders Donne / Women (n. top/flash):

Anita Manachino (ITA) 4 (2), Anne Laure Chevrier (FRA) 4 (1), Claudia Battaglia (ITA) 4 (0), Giovanna Pozzoli (ITA) 4 (0), Giulia Giammarco (ITA) 4 (4), Katja Vidmar (SLO) 4 (1), Maja Vidmar (SLO) 4 (1), Maud Ansade (FRA) 4 (4), Melanie Son (FRA) 4 (1), Sandrine Levet (FRA) 4 (2), Stefania De Grandi (ITA) 4 (1)

Uomini / Men (n. top/flash):

Anthony Lamiche (FRA) 3 (2), Cristian Brenna (ITA) 3 (1), Daniel Dulac (FRA) 3 (0), Gabriele Moroni (ITA) 3 (1), Gareth Parry (GBR) 3 (0), Guillaume Glairon-Mondet (FRA) 3 (0), Jerome Meyer (FRA) 3 (0), Marcello Bruccini (ITA) 3 (0), Michele Caminati (ITA) 3 (0), Riccardo Scarian (ITA) 3 (2), Stefano Alippi (ITA) 3 (0), Valter Vighetti (ITA) 3 (0), Wolter Yungeneelen (NED) 3 (1)

Altri personaggi presenti / Other VIPs attending Alberto Gnerro (ITA), Beat Kammerlander (AUT), Laurent Lafouche (FRA), Loic Gaidioz (FRA), Michaël Fuselier (FRA), Said Belhaj (SWE), Stefano Ghidini (ITA), Andrew Earl (GBR), Mauro Calibani (ITA), Mark Croxall (GBR), Nicolas Badia (FRA), Remi Samyn (FRA), Romain Pagnoux (FRA), Toni Lamprecht (GER), Marco Scolaris (ITA), Francois Lombard (FRA), Marzio Nardi (ITA), Remo Sommer (SVI), Roberta Longo (ITA)


Riccardo Scarian su Darth Vader

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Melloblocco速 2005

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Anita Manachino su Analselvaggioturboscatenato

Franรงois Lombard e Daniel Dulac


“Il luogo riunisce i neofiti quanto gli esperti in un’atmosfera serena quanto le belle italiane che contribuiscono alla motivazione dei ragazzi. A ciascuno il suo turno e per tutti un dài d’incoraggiamento.” Phil Ribière su ZeBloc.com 2005 “The event brings beginners and experts together in a laid-back atmosphere and the pretty Italian girls contribute to our motivation. Everyone can have a go and everyone gets an encouraging cheer.” Phil Ribière on ZeBloc.com 2005

Alberto Gnerro


Stefania De Grandi

Sandrine Levet

Riccardo Scarian


Melloblocco 10